Tutti i contenuti pubblicati da PietroD
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Capitolo Due - Seguendo le sue orme
Mulroht Tanner Per tutta la strada, era stato allerta senza successo. Forse la comitiva era troppo rumorosa e spaventava la selvaggina, o forse il nano aveva avuto la sfortuna di guardare a destra mentre uno stormo gli passava a sinistra, restò a mani vuote finché non fu decretato di fermarsi accanto ad alcune rovine, ed allora Mulroht fece scomparire l'ascia dalla mano e prese il sacco dei viveri. Un bel sacco pesante. Si rese conto che gli toccava distribuire il rancio, il che l'avrebbe portato pericolosamente vicino ai suoi compagni di 'scampagnata'. Per fortuna, le razioni erano ben avvolte, e gli offrivano l'opportunità di un trasferimento di mano 'al volo', con un lancio morbido mediamente arcuato grazie al quale sarebbe stato quasi impossibile mancare la presa e disperdere il cibo. In quel momento, una mano nel sacco e l'altra a reggerne l'imboccatura, Mulroht notò un coniglio, che lo osservava sbeffeggiandolo. Era lì a portata d'ascia proprio adesso che non aveva le mani libere. Pazienza, si sarebbe gustato il panino, ovviamente per primo. Appena ne aprì uno... "VEGANO!!!" si disse, riconoscendo lo stile. Nonostante fosse al collegio da pochi giorni era già incappato nelle preparazioni 'salutiste' del cuoco, tale Vega, halfling crudista convinto che la comunione con la Natura curasse ogni male e che l'acqua curasse la memoria... o forse era che l'acqua aveva una memoria... una delle due, anche se la seconda era meno probabile. Annusò un paio d'altri involucri senza aprirli, stesso odore di cipolla, o come avrebbe detto qualcuno, stesso odore d'orco, perché anche gli orchi hanno gli strati come le cipolle, e quindi alla fine sono così uguali da condividere anche l'odore. Il nano si ricordò dei racconti di papà Trull su posti simili, dove si potevano trovare magnifiche avventure. Lui per ora non ci vedeva che un paio di massi verticali. Prese ad avvicinarsi ai vari compagni, quando era a tre metri fintava un lancio rapido per saggiare la reazione del ricevitore, se quello faceva cenno di muovere le mani per afferrare l'aria, allora era pronto a ricevere il tiro vero, ed il mezzo demone faceva la sua palombella morbida che depositava il tutto presso il destinatario, a distanza di sicurezza. Deborah espresse una preferenza, sembrava pensare che avrebbe mangiato carne, invece il nano non aveva che la stessa identica razione per tutti e non poteva certo inventarsi una differente ricetta, per quanto potesse desiderare di accontentare una tipa come Deborah. "Mi spiace, niente coniglio nei panini. Ce n'è uno crudo che vaga per i campi però, se ti interessa." un'ottima dritta se intendeva andare a caccia. Vedendo Lecter lì vicino, si piegò con un ginocchio a terra e con un gomito sull'altro, avrebbe voluto davvero avere un po' di carne da regalare all'animale per farlo avvicinare, però si limitò a bisbigliargli a distanza lo stesso consiglio elargito a Deborah, stavolta con aria complice "Davvero, c'è un coniglio che vaga per i campi, se ti interessa." e gli indicò la direzione in cui l'aveva visto. Si tirò nuovamente su, lanciando il panino a Luna e facendole un sorriso in risposta al suo ringraziamento, poi proseguì il suo giro. Ragnar e Damien declinarono l'offerta, preferendo un diverso tipo di provvigioni più personalizzate, e che avrebbero fatto la felicità di qualunque dentista. Mulroht si tenne i loro panini, quasi certo che avrebbe trovato estimatori ben diversi che gli avrebbero richiesto viceversa il bis. Era quasi certo che sarebbe stato il caso di Efraym o di Malyk, oppure di Astrid. L'unico a cui Mulroht non lanciò il pacchetto fu Shaun, al quali, invece, ne porse delicatamente due, uno per lui l'altro per la sua ragazza/sorella là accanto. La quale mandò momentaneamente nel panico il mezzo demone rivolgendogli la parola. "Sì, sono Mulroht Tanner, Lady Dracon... ehm... Vassilixia. A parlarmi di voi invece non è stato Shaun, cioè, non lui per primo. Naturalmente Shaun mi parla di voi dicendo moltissime cose belle." provò a mettere una pezza alla gaffe appena fatta. Proseguì il discorso per sviare l'attenzione "Mio padre mi ha parlato molto di voi. Sembra che un intero regno già faccia affidamento su quel che sarete nel prossimo futuro. Io non reggerei affatto alla pressione." per maggior conferma si mise a scuotere la testa, come se fosse spaventato solo all'idea. Fece cenno all'amico Draconis, invece, di rifiutare la cioccolata. "Grazie, non mentre viaggio. Mi rimane attaccato alle zanne per ore! Come se avessi accettato." il sorriso che accompagnò la frase mostrò come le sue parole fossero assolutamente sincere, poiché spuntarono due dentoni affilati e piuttosto bianchi... dall'odore di cipolla, dato che aveva già assaggiato la propria reazione. Il nano mezzo demone stava per raccogliere la proposta di fare un po' di lanci da parte di Efraym, e aveva alzato la mano per dirsi pronto e disponibile, quando Astrid trasformò la cosa in una gara a squadre, con molto più contatto. Mulroht allora dovette decidere in pochi attimi, avendo il braccio alzato che lo condannava a partecipare. "Io faccio l'ARBITRO." dichiarò, e senza attendere conferma, dispiegò le ali ed andò ad appollaiarsi sopra il menhir più alto, per avere una visione migliore degli schemi di gioco adottati di volta in volta, e starsene alla larga dagli energumeni in mischia. Inoltre, magari da lì ribeccava il coniglio, per regalarlo... a Lecter.
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Capitolo Due - Seguendo le sue orme
Mulroht Tanner Il nano era molto riconoscente ad Astrid, il cavallo che gli aveva procurato era perfetto. Si immaginava in groppa a Leonte Kama, non sarebbe mai stato al passo degli altri con quel... ronzino! Si tenne generalmente in coda al gruppo, preferiva non avere nessuno di loro alle spalle. Non resta sfiducia o timore, viceversa, istinto di protezione. Se li vedeva, poteva proteggerli. Occasionalmente, faceva spuntare le asce e tirava su volatili di passaggio, per arricchire la scorta e per divertimento. Recuperare la cacciagione gli costava solo una piccola sgroppata a ritmo più sostenuto per ricongiungersi al gruppo. La comodità di disporre di asce magiche stava nel non doversi preoccupare di perderle o di recuperarle. Forgrim gli si avvicinò, ad un tratto, per rivangare il discorso della sacrificabilità. Mulroht gli confermò di essere giunto alla stessa conclusione. Che stesse tranquillo.
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Capitolo 2 - Dragons of Flame (Parte 1)
Flint Si stava preparando a partire quando Tanis annunciò le proprie decisioni. Nessuno dei due nominati, ne era sicuro, avrebbe accettato di buon grado, né si poteva arrestarli e consegnarli in catene all'elfo messaggero per riportarli a Qualinesti. Impossibile forzarli, dunque il nano non capiva la richiesta. Non commentò, ma attese gli sviluppi della faccenda. Tanis ultimamente aveva un talento quasi naturale nel generare contestazioni alla sua leadership.
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Capitolo 3 - Night’s Dark Terror (parte 2)
Vassilji “Datemi una mano ad aprire meglio questa porta, e continuiamo ad avanzare. Anche io ho bisogno di luce, Arn. Spero solo che sia sufficiente a non inciampare in una trappola come nell'altro tumulo.” Prestò nuovamente orecchio, una volta ottenuta luce avrebbe dato una buona occhiata, poi non restava che continuare ad avanzare spada in mano.
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Capitolo Uno - Una convocazione inaspettata
Mulroht Conosceva Astrid da un sacco di tempo. Praticamente aveva trascorso tutta l'infanzia con suo padre come tutore per la gestione del combattimento con armi naturali, ma non era con lui che era venuta ad Huruk-Rast. Era arrivata con Chandra, e Trull aveva sempre ospitato la comitiva ci tradizionali pranzi da nonna Delila. Non di rado i due erano stati l'uno lo sparring partner dell'altra, quando Trull lo spingeva ad allenarsi insieme per digerire le prime cinque portate. La ragazza aveva mostrato da subito maggiore volonta' guerriera nel combattimento a contatto e tendeva a predominare. Murloht si sottoponeva agli allenamenti sapendo di non poterlo trascurare, come estrema risorsa in caso di guai, e per accontentare il padre. Inoltre, era un allenamento anche riguardo il gestire la volonta' di usare quegli stessi artigli e quelle zanne... o meglio, di non usarli. Astrid quindi sapeva bene di non rischiare, afferrando la mano del nano mezzo-immondo. Pero' Astrid non sapeva affatto tutto. Sollevo' la mano guidato dalla compagna di lotte infantili e, attualmente, di viaggio. Comincio' a sudare copiosamente per l'agitazione ed il tentativo di mantenere il controllo di 'ogni parte' del proprio corpo.
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Capitolo Uno - Una convocazione inaspettata
Mulroht Come ci fosse finito quel esemplare in mezzo agli altri fu la prima cosa che si chiese il nano mezzo-immondo. Guardo' lo strano deambulare del quadrupede, gli occhi che guardavano ognuno una direzione, quasi ne fu intenerito. Scelse perfino il nome, nel tempo che quello impiego' ad arrivare da lui. L'avrebbe chiamato 'Leonte' di nome, e 'Kama' di cognome. Gli sembrava che avesse tutta la dignita' per meritarsene uno, nonostante il suo aspetto. Se era li', doveva pur essere uno dei cavalli migliori. Quello pero' tento' di morderlo in testa, come se avesse uno zuccherino fra i capelli. Un'ascia comparve nelle mani del giovane nano, che pensava di tagliare di netto il collo del cavallo. L'animale pero' stava gia' male per conto suo, ed ora stava peggio, avvolto da una nuvola fredda e stucchevole di unta oscurità mentre si accasciava al suolo. Murloht si guardo' intorno e fece scomparire l'ascia, per fortuna non c'era nessun altro nella nube ed anche Forgrim pareva impegnato con la scelta della cavalcatura. C'erano buone probabilita' che la facesse franca. Mise il sacco con le provviste in spalla ed entro' nel recinto. Sentendone di nuovo il peso sulla schiena, si senti' come quel vecchio nano dispensatore di doni della festa del solstizio d'inverno. Soprattutto si rese conto di aver fatto un favore a Leonte, non avrebbe retto nemmeno il sacco, figuriamoci un cavaliere ben piazzato come lui. Si diresse direttamente da Astrid e dal suo animale, inaccorto del fatto che stesse parlando con qualcuno o meno. "Ehi, Astrid. Scusa. Ne sceglieresti uno adatto a me? Mi basta che non si accasci appena ci monto sopra!"
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Capitolo 1 - Londra 1923: Ballando nella Nebbia della Sera
Ludwig Salutati con il dovuto rispetto il militare e la sua consorte, si sedette a un paio di sedie di distanza dalla donna, perche' la moglie di Terence potesse accomodarsi al fianco di lei ed il dottore suo marito a sua volta fra la moglie ed il tedesco. In quel modo le donne avrebbero avuto modo di chiacchierare tra loro senza interferire con le conversazioni maschili del resto della tavolata. Non aveva neanche bisogno di suggerirlo, tanto era sicuro che sarebbe andata in quel modo. Ascolto' con accondiscendente cortesia la conferenza, trovando nell'eloquio dell'oratore, piu' che nell'argomento, sufficiente soddisfazione da non abbandonarsi al tedio. Quando l'argomento viro' invece verso l'argomentazione opposta, difinibile come 'possibilista', l'attenzione di Ludwig dovette dividersi fra l'intenzione di ascoltare e quella di abbandonare la sala. Come poteva spacciare per autentiche prove foto che, presumibilmente, potevano essere niente altro che doppie esposizioni della lastra fotografica? Aveva visto errori simili fatti da fotografi principianti, errori costosi perche' si sprecava la lastra e si perdevano ben due scatti, poiche' l'uno si sovrapponeva all'altro. Suggestiva la questione dei tre scatti simultanei, come metodo di scrematura. Suggestiva in quanto suggeriva che lo Smith fosse vittima di un raggiro, da parte dei tre fotografi. Spero' che ci fosse ben altro in programma per il rendez-vous dopo cena. Applaudi' con poca convinzione, per dissimulare almeno parzialmente la propria delusione.
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Capitolo 3 - Coin's End
PietroD ha risposto a AndreaP a un discussione La Storia della Moneta in Racconti di Kalamar - Cronache ReanarianeGromnir Il guerriero con la catena aggiorno' il nuovo arrivato sul risultato della chiacchierata con l'oste. "Da qualche settimana sono vessati da spettri, non entrano nelle case con le porte sbarrate ma se riescono ad entrare fanno una strage. Hanno provato a chiudere le porte delle mura ma sono stati minacciati da voci dall'accento 'dei mercanti del sud' di esseri distrutti con macchine da assedio, percio' le lasciano aperte. Le guardie ed il prete locale non sono riusciti a fermarli, a quanto pare non aveva armi incantate e nemmeno una fede abbastanza salda. Lo Skrywalker e' assente ed il Consiglio cittadino impantanato e inconcludente." Non c'era altro di rilevante da aggiungere, a parte proporre un piano di battaglia. "Io andrei a chiudere quelle porte, spazzando un po' di spettri lungo la strada. Poi attendiamo che le minacce proferite abbiano un seguito... che ne dite?"
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Capitolo Uno - Una convocazione inaspettata
Mulroht Tanner Dalla sua posizione defilata, il nano aveva modo di osservare tutti. Era incuriosito dai due scagliosi fratelli della savana, ben piazzati fisicamente e quindi probabili combattenti da mischia. Si chiese se nascere nella stessa covata fosse come nascere dallo stesso utero, e se questo li rendesse gemelli. Tra gli umanoidi mammiferi si diceva vi fosse un affiatamento speciale nelle coppie di gemelli; lui personalmente aveva visto due giocatori di Pallatonda correre all'infinito su un campo lunghissimo provenendo da due angoli opposti della difesa e poi calciare il pallone all'unisono, con una potenza tale da sfondare le mani guantate del paratore, la rete retrostante, il parapetto della tribuna e lo sterno di uno sfortunato spettatore della terza fila. Non vedeva l'ora di vederli agire con la stessa coordinazione. Un'altra che l'incuriosiva, eccola, Vassilixia Draconis, promessa di Shaun. Un vero mistero, nonostante tutto. Un sorriso gentile, anche l'ultimo che gli aveva rivolto prendendo il suo posto per scrivere; un sorriso sincero. Aveva risposto al suo meglio, ma gli usciva sempre una smorfia, perché cercava di sorridere mostrando i denti ma nascondendo la punta delle zanne. Temeva di essere risultato sgradevole. Si sarebbe scusato con Shaun, assicurandogli che non desiderava Vassilixia... cioè, che non desiderava importunare Vassilixia. Cambiò idea, niente scuse. Meglio non rischiare gaffe. Fischiò di nuovo verso i cavalli.
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Capitolo 5 - Maggots in the Meat
Nuadap Dop Appena ebbe modo di leggere i dettagli, per quanto scarni, della missione, il Tecnoprete cambio' immediatamente registro verbale. L'annotazione circa la riservatezza di certi coinvolgimenti gli giungeva inattesa, ma richiedeva questa variazione. "Quindi siete qui in cerca di contatti per avviare un commercio di granaglie. Forse ho le persone giuste a cui presentarvi. Nel frattempo, potrebbe essere distensivo e 'interessante' recarsi nei luoghi proposti da costui a scopo ricreativo. Io intanto mandero' un messaggio ai miei contatti perche' organizzino l'incontro d'affari."
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Capitolo Uno - Una convocazione inaspettata
Mulroht Tanner Il nano approfitto' della possibilita' di avere quelle pergamente per scriverne una allo gnomo apprendista geometra e miniaturista Gibberdale PaintPro, che aveva conosciuto non piu' tardi di un'ora prima. Osservando la lettera scritta di getto, il nano si senti' soddisfatto nonostante le cancellature. Non aveva scritto molte missive prima d'allora, questa gli sembrava perfetta. Anche le cancellature gli parevano dare un'aria di personalita'. Chiese che fosse consegnata al destinatario, riportando anche il numero della stanza, la stessa del balor quaterback dei Satanassi. Ripensandoci, aggiunse la scritta "nelle sue proprie mani." vicino al nome del destinatario, per essere certo che non finisse per essere cestinata da quel compagno di stanza ingombrante quanto balordo. Andando alle stalle, fece prima un rapido volo fino alla propria camera. Per far prima entro' dalla finestra, che aveva l'abitudine di lasciare accostata. Raccolse un paio di cambi d'intimo, che i parenti di Huruk-Rast, soprattutto nonna Delila, ci tenevano all'igiene personale. Con un paio sarebbe di certo stato a posto per altrettante settimane. Uscendo dalla stanza richiuse accuratamente la finestra, dovendo mancare per giorni non poteva lasciare che il vento facesse sfacelo delle sue cose. Passo' dalla mensa, a vedere se qualche inserviente caritatevole potesse preparargli uno spuntino per il viaggio; noto' per puro caso che il suo volantino presentava una annotazione. Eolion gli indicava quale fosse la sua camera... Stacco' il proprio annuncio e lo intasco', verifico' se l'inserviente era riuscita ad incartargli qualcosa con l'intenzione di ringraziarla sentitamente in qualsiasi caso, poi si reco' alla meta finale: le stalle. Quello era un posto che gli era sempre piaciuto, anche se preferiva le voliere dei piccioni messaggeri. Aveva un piccolo sogno personale, quello di addestrare dei pipistrelli messaggeri, perche' le missive potessero viaggiare di notte e fornire un servizio 'Prime' ai committenti: consegna espressa garantita entro le 24 ore per spedizioni fino a 600 miglia, entro un'ora fino a 100 miglia di distanza. Da grande avrebbe di certo fatto l'allevatore. Dopo la sua dose di avventure, naturalmente. Ora pero' doveva scegliere un cavallo. L'assembramento dei giovani figli di Eroi era letale, per il suo amor proprio. Allora sorvolo' il recinto e si mise dalla parte completamente opposta di esso, a cavalcioni della staccionata, e fischio' a labbra strette. Un fischio potente, bitonale. Il primo animale che fosse venuto da lui sarebbe stato il suo compagno di trotto.
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Topic di servizio 1, la compagnia del bordello
“Voglio essere sicura che il tu panino sia preparato all'evenienza così da non avere tentennamenti” Questa suona come una 'interessante ed intrigante metafora'. Brava la nostra Eolion. 😅 @Pyros88
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Capitolo Uno - Una convocazione inaspettata
Mulroht Tanner Le parole del fratello lo lasciarono perplesso. Ne aveva fatti di errori nella sua vita, a diversi di questi proprio Forgrim aveva posto rimedio, e per tutto l'aiuto il nano gli era grato. Ma il mezzo demone non si capacitava di quella correzione... era sicuro di aver sentito bene! Il premio era per chi uccideva il rapitore! Quando Sophia Von Gebsatell lo ripetette, poco dopo, calmatasi parzialmente la baraonda, lui guardo' il fratello in attesa che l'incrocio di sguardi gli consentisse di fare un gesto, a dire *Te l'avevo detto! Avevo ragione io!*, come nella piu' classica delle sfide fra fratelli. Non ribadi' comunque la propria volonta' di uccidere. Sentiva nelle orecchie le parole di papa' Trull e sapeva in cuor suo che cedere a quella tentazione avrebbe reso estremamente triste e scontento il suo genitore adottivo. La contessa presento' quindi la loro guida, ma Mulroht non ne intese il nome. Si ritrovo' invece ad intercettare in volo una palla che aveva rotto la finestra. Spalanco' i resti dell'intelaiatura, prese accuratamente la mira e la tiro' direttamente in mezzo alle ginocchia di quello che pareva uno dei responsabili, poiche' lo vedeva in fuga. Soddisfatto per aver restituito *con gli interessi* la palla al legittimo proprietario, il neo lanciatore rivolse la propria attenzione alla 'Mamma di Celeste'. Si riscosse dai pensieri prima che le asce gli comparissero in mano, o che divenisse evidente al pubblico l'unica mazza contundente che possedeva. Si focalizzo' sulle figure del piffero che stava facendo fare ai nipoti, apprezzando ogni secondo di piu' l'opulento affetto di nonna Delila, che gli riempiva la pancia fino a straripare, ma senza averlo mai messo in imbarazzo se non di stomaco. "Io avrei solo due domande, giacche' sarei pronto a partire anche all'istante. Possiamo lasciare un messaggio a qualcuno, spiegando che siamo in gita per qualche giorno, che non si preoccupi della nostra assenza? Proprio stamattina avevo promesso ad un... amico... di vederci domani a mensa." la prima domanda era rivolta alla Contessa, la seconda invece fu rivolta all'altra donna "A lei invece volevo chiedere... possiamo chiamarla semplicemente 'Mamma'? Come nome in codice per la durata della 'Gita', intendo."
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[Drenor] Prologo – Nelle loro mani
Visto che a me tu doni non riesci a farne... indico genericamente il disordine sul tavolo, alludendo alle pietre 'emana-buio' che questo gnomo ancora non e' stato in grado di realizzare per me... i doni di questa 'veggente' potrebbero arricchire la mia collezione. Quantomeno la sua testa. Chissa' che non sia cio' che davvero desidera il mio nemico. fingo di riflettere, e farmi solleticare dall'idea, mentre mi gusto la faccia che l'idea suscita in Ecaflip. Un gesto come a scacciare la tentazione Sara' il caso di darmi un obiettivo alla volta. Prima di tutto Shiluk. Se costituisce il mezzo con cui intendono raggiungere la Profetessa... devo impedire loro di trovarlo, avendolo per primo! Certo, potrebbe essere un disperato anche lui, per questo vicino alla Profeta. Lascio in pace il mio gnomo, mettendomi appoggiato al bastone come contemplandolo. Voi siete tutti disperati, pero', e non avete neanche tanta liberta' di andarvene in giro. Ci deve pur essere un posto dove voi altri scarti, no, dove gli scarti degli scarti fra di voi vanno a dimorare e morire d'inedia e di stenti. attendo che Ecaflip mi suggerisca un luogo, mentre passo mentalmente in rassegna i quartieri della citta', cercando di ricordare dove posso essere stato infastidito da un eccesso di puzzolenti servi abbandonati a se stessi dopo che sono diventati di nessuno utilita' o divertimento per i loro padroni.
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Capitolo 3 - Night’s Dark Terror (parte 2)
Vassilji "Questo odore non mi piace affatto." si lamento' sottovoce l'avventuriero, prima di cominciare i controlli consigliati dalla prudenza sulla porta che si trovavano davanti, nonostante fosse parzialmente aperta. "Rhal, mentre controllo questo lato con la luce, tu dimmi cosa vedi dall'altro, nell'oscurita'. Mi raccomando, non toccare l'anta di pietra e nemmeno il muro." raccomandazioni forse superflue, ma meglio ripetersi che pentirsi.
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Topic di servizio 1, la compagnia del bordello
Grazie mille. 😊
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Topic di servizio 1, la compagnia del bordello
Completamente assenti i Tanner... 🤔
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Capitolo 3 - Night’s Dark Terror (parte 2)
Vassilji "Finita la passeggiata. Se questi avevano qualcosa di buono chi li ha uccisi se l'e' presa, anche se ha disdegnato le monete. Soprattutto, niente altri ingressi, o di qua oppure niente." Fece cenno agli altri avventurieri, di avvicinarsi e portare la luce, come in precedenza. "Io cerchero' di individuare eventuali trappole, ma tenete comunque gli occhi aperti. La mia e' un'arte, non una scienza." li avverti', perche' non avesse a scontare con gli interessi eventuali errori o mancati avvertimenti, come nel caso in cui erano rimasti chiusi nel precedente tumulo. Poi fece cenno di tacere qualche istante, cercando di sentire rumori dall'interno. Se tutto fosse stato tranquillo, si sarebbe fatto abbastanza coraggio da mettere ancora a repentaglio la pellaccia.
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Capitolo 1 - Londra 1923: Ballando nella Nebbia della Sera
Ludwig “Visita suggestiva e interessante, ma sostanzialmente inconcludente.” fu il riassunto della mattinata da topo di biblioteca fatto dal tedesco. “Confido nella cena per far sì che non resti una giornata persa.” confessò mentre saliva in carrozza.
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Blood Sword IV - Viaggio all'Inferno
Ollofin Sicuramente Erenfel vuole tirare sul prezzo. Meno male che mi ha preceduto nel rispondere. Io avrei detto che dove c'è tempo per cercare un qualcosa, c'è anche tempo per cercare un qualcuno. Non resta che aspettare una risposta dal nostro ospite. Sperando che non si irriti.
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Capitolo Uno - Una convocazione inaspettata
Mulroht Tanner "POSSIAMO DAVVERO UCCIDERE QUALCUNO?" L'urlo arrivo' dal nano alato alle spalle di quel consesso di giovani reclute. Aveva nelle mani guantate due piccole asce bianche e ben bilanciate, che un esperto d'armi avrebbe subito capito essere da lancio piu' che da mischia. Due altre asce, di fattura nanica di cui una particolarmente pregiata, erano invece agganciate allo zaino che aveva posato al suolo. Mulroht si rese subito conto di aver attirato diversi sguardi. Sapeva che stavano guardando le sue zanne, le ali, le mani art... si guardo' le mani guantate e le asce che erano spuntate dal nulla. "Ops... scusate!" le asce sparirono istantaneamente e sollevo' i palmi vuoti a mostrare di non essere piu' armato. La domanda pero' restava, e riusci' a pensare di riformularla in una maniera che papa' Trull avrebbe sicuramente approvato maggiormente. "Volevo dire... ci state davvero chiedendo di uccidere qualcuno? Di eliminare fisicamente il rapitore, piuttosto che catturarlo, interrogarlo, seviziarlo o convincerlo ad arrendersi? Cioe' ci offrite un premio che definirei cospicuo, sebbene qualcuno indubbiamente possa non essere interessato a riscuoterlo, soltanto per vederlo morto?" Mulroht non poteva credere che avrebbe avuto modo di realizzare uno dei suoi sogni ricorrenti. Uno di quelli che, quando li descriveva a suo padre, era costretto a definire incubi.
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Capitolo 2 - Dragons of Flame (Parte 1)
Flint "Continuo a sentire chiacchiere, quando invece vorrei sentire russare. Ci occorre una decisione, Tanis. Muoversi ora o attendere l'alba, come programmato?" Il nano era ancora all'erta, con l'armatura rimessa addosso. Prima di toglierla per riprendere il riposo voleva essere certo che non si stesse partendo.
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Capitolo 5 - Maggots in the Meat
Nuadap Dop "Inoltrarsi nelle Bilges senza accompagnamento affidabile e' pericoloso. Per la vostra sicurezza devo sconsigliarlo, a meno che i nostri interessi comuni non siano da individuare in quelle zone." il tecnoprete reagi' con queste parole all'ingerenza esterna del tipo sopraggiunto. Nessun tono che esprimesse giudizi morali o di opportunita', solo dati di fatto. A parte, forse, porre l'accento su quel nostri, a sottolineare che ancora non era a conoscenza degli obiettivi del gruppo che li aveva portati ad incontrarsi in quel posto cosi' diverso dalle astronavi cui era abituato.
- Guerrieri, Ladri e Studiosi in Freeport
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Capitolo Uno - Una convocazione inaspettata
Mulroht Tanner Il nano era certo che la convocazione non potesse avere come motivo una punizione, per un semplicissimo motivo: Vassilixia era appena arrivata, non poteva certo aver compiuto qualcosa di sbagliato di cui essere punibile mentre era chiusa in viaggio e scortata da una serie di paggi. Shaun gli aveva detto della novità, e poi assistere al corteo era stato inevitabile. Si avviò a passo lento, osservando gli altri convocati convergere, precederlo o sorpassarlo. Non gli importava, forse non gli sarebbe importato nemmeno se fosse stata una gara. Era invece preoccupato della reazione di Efraym, scrutò lui in particolare fra quelli che si dirigevano dalla vicepreside. Poco prima nelle mani di Mulroht erano infatti comparse istantaneamente due asce, quando il rettile stava per dargli una pacca sulla spalla; subito dopo aver subito quel colpo più che indesiderato, invece, il nano era riuscito a forzare la propria mente, ordinando alle armi di tornare da dove erano venute. Efraym però proseguì spensierato, pareva non essersi accorto di quel che aveva rischiato di provocare col suo gesto. Aveva infranto imprudentemente l'uovo prossemico di un mezzo demone e se ne andava girando impunito ed illeso, ignaro di tanta fortuna. Mulroht sospirò diverse volte, scuotendo le ali come ad asciugarle dopo una pioggia intensa. Si rilassò, ringraziando il padre di avergli procurato quei guanti magici e Winn'ler di avergli insegnato la pazienza. Entrando in sala, si mise in fondo, poggiato al muro e al montante laterale di una libreria piena di volumi. Pronto ad ascoltare e con la ferma intenzione di non fare domande, che tanto tutte quelle che aveva in mente avrebbero trovato risposta senza essere pronunciate. Si perse un attimo in ammirazione di quella ex-contessa, che nella vita passata era stata colei che, essendo prigioniera ed essendo stata offerta in moglie a chi l'avesse liberata, era stata l'esca che aveva convinto papà Trull ad imbarcarsi in quella impresa che era poi sfociata nello Xoorvintal. "Corsi e ricorsi storici" diceva appunto il padre. Anche qui era il caso di ravvisarne uno. A differenza del padre, però, Mulroht non vedeva l'ora di essere 'incastrato' in qualcosa di epico che desse una ragione 'fatale' alla sua esistenza... che non fosse il misero guadagno di poche migliaia di monete d'oro.