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Dragons´ Lair

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Circolo degli Antichi
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  1. Le candele si spengono senza conseguenze, per poi riaccendersi qualche momento dopo.
  2. La candela, come negli altri casi, si spegne senza generare alcun effetto. Dopo poco si riaccende come prima. Eldon osserva il candelabro con aria interrogativa. "Qualcosa non torna... non succede nulla spegnendone una o più, ma ti becchi una bella ustione se spegni quella lì... Questo Thogloron si diverte con gli indovinelli ma sta barando, come il vecchio zio Messuja. Però lui si che sapeva barare. Si dice che durante un suo viaggio a Neverwinter abbia persino vinto una mano alle ossa del morto contro un nano negromante di nome Torik, amico di un brutale mezzorco famoso per la pietra grigia che gli orbitava intorno a quella zucca vuota; se non sbaglio si chiamava Ganeth, lo Spaccacrani per gli amici."
  3. I blocchi scivolano ad uno ad uno all'interno della pozza, che emette sbuffi e gorgoglii. La creatura segue attenta gli spostamenti dei quattro finchè l'ultimo blocco non scompare nel liquido. A quel punto un tentacolo si tuffa al centro della pozza e ne esce totalmente inerme sorreggendo qualcosa. Si allunga verso il gruppo e rivela una chiave a foggia di teschio con una sfumatura metallica verdastra.
  4. La creatura tentacolare resta ad osservare impassibile mentre il blocco con il volto sorridente scivola sfrigolando dentro la pozza.
  5. Jebbeddo studia la porta cercando nuovi indizi magari sfuggiti la prima volta. La serratura della fiamma ha una forma a croce molto particolare che, a vederla meglio, sembra essere molto simile alla pianta della torre; il foro per la chiave è leggermente luminoso ed è al centro di una dei quattro rettangoli corrispondenti alle stanze. Sulla serratura dell'acido a forma di teschio, Jebbeddo trova un piccolo simbolo di una clessidra al centro della fronte. Sfiorandolo, il teschio si trasforma con un'illusione molto ben fatta in un volto umano, simile a quello dei blocchi. Il volto subito sorride, poi sembra inizi a provare un grande dolore e si distorce in una smorfia agonizzante. La pelle si riempie di bolle, sfrigola e poi disfa fino a mostrare il solo teschio che continua a disgregarsi. Alla fine resta solo un filo di fumo, quindi l'illusione scompare, rivelando nuovamente la serratura.
  6. Il gruppetto va via dal piano e torna a immergersi nelle nebbie dei piani sottostanti. Niente sembra invariato rispetto a prima. Raggiungono quindi l'unica porta ancora inesplorata e inseriscono con cautela la chiave dell'acqua nella relativa serratura. La chiave si incastra perfettamente e diventa parte integrante del meccanismo che si sblocca con un gorgoglio. Jebbeddo nota un assistente che volta la testa verso la porta e smette di eseguire i suoi compiti meccanici, fissando i tre con sguardo vagamente interrogativo.
  7. Le candele si spengono senza alcuna reazione da parte dell'elementale, per poi riaccendersi dopo un po'.
  8. Finché vengono spente tutte le candele esterne nulla accade. Ma quando nuovamente viene spenta la candela centrale la creatura di fuoco geme, le fiamme crepitano e un globo infuocato schizza verso Jebbeddo, colpendolo sulla schiena e ustionandolo leggermente. Eldon, stupito dall'accaduto, si mette a raccontare uno dei suoi aneddoti "Questo mi ricorda una tradizione dei Jumpwood, parenti stretti di noi Goodbottle. Ai compleanni chi non riusciva a spegnere tutte le candeline sulla torta di rape prendeva tanti scapaccioni dal padre di famiglia quante candeline erano rimaste accese. Qui invece sembra che nulla accada se non quando spegni quella candela li"
  9. Anche Eldos si unisce al ragionamento. "Il teschio è sicuramente presente in molti simboli e riti. Ma questo in particolare non mi ricorda nulla di familiare. I due volti, e possiamo pensare anche il teschio, sono della stessa persona. Deve esserci qualcosa che lega tutti e quattro i simboli."
  10. La stanza con la pozza di acido e la sua creatura sono esattamente come l'avevano lasciate. Quattro blocchi in pietra possono scivolare nella pozza. Quattro figure incise su di essi: un teschio, un volto umano agonizzante, lo stesso volto umano sorridente, un filo di fumo. La creatura segue con il grande occhio tutti i movimenti dei tre, stillando ogni tanto da un tentacolo qualche goccia sfrigolante nella pozza verdastra.
  11. Le otto candele si spengono nell'assoluto disinteresse dell'elementale, che osserva immobile il gruppetto. Restano spente per un pò esalando un sottile filo di fumo e poi si riaccendono dopo un minuto circa.
  12. La candela questa volta resta spenta e l'elementale non sembra avere reazioni. Dopo un minuto la candela si riaccende, ma null'altro succede.
  13. I due escono e iniziano a esplorare il piano. Intanto Jebbeddo spegne la candela centrale. Passa qualche istante, poi dal centro della pozza l'elementale emette un verso gutturale, quasi un grugnito rabbioso simile al crepitare di un falò. Poi un grido e una esplosione di fiamme parte dal suo petto e investe Jebbeddo, che rimane leggermente scottato anche se riesce a ripararsi dalle fiamme al meglio. La candela è nuovamente accessa. Dopo poco l'halfling e il tiefling tornano nella stanza, allarmati dai rumori e senza novità dal nuovo giro ispettivo.
  14. Eldon interessatissimo chiede: "E cosa diceva l'esperto crittografo Euilleme di Baskavilla?" Nulla è variato dall'ultima volta che i tre sono entrati nella stanza. L'elementale, silenzioso e guardingo, arde al centro della pozza osservandoli.
  15. L'acqua sul mestolo scorre sul simbolo della città di Athkatla che cambia leggermente colore, luccicando un istante. L'elementale produce un verso improvviso e gorgogliante e si avvicina al bordo della pozza. Dal petto si allunga un turbine d'acqua in direzione di Jebbeddo. Su di esso galleggia inspiegabilmente una chiave azzurra, a foggia di goccia.
  16. Il mestolo tintinna leggermente sul simbolo. I tre aspettano, la creatura d'acqua li osserva... ma nulla accade.
  17. I blocchi di pietra non hanno nulla di speciale anche se visti da vicino. Le figure incise sono facilmente riconoscibili e la tecnica utilizzata per ricavarle è sopraffina, ma oltre a questo nessun altro indizio può essere individuato su di essi. Tutte le osservazioni di Jebeddo vengono accuratamente osservate dalla creatura sferoide al centro della pozza. Andando verso l'altra stanza i tre si ritrovano in un ambiente molto umido, al centro del quale si trova una profonda pozza d'acqua, o così sembra. Un vortice di acqua dalla forma umanoide sosta in mezzo alla pozza, osservando tutti i movimenti dei tre avventurieri. Diversi contenitori sono sospesi sopra di essa con carrucole e argani. Sui tavoli ci sono i risultati di diversi esperimenti con materiali vari e l’acqua, niente di utilizzabile. Intorno alla pozza sono appesi a catene anche cinque simboli in metallo che, a ben guardare, hanno incise alcune lettere sul retro: At, BG, Cp, Net, Nev. Davanti alla pozza c’è un piedistallo con un gancio a cui è appeso un mestolo e con sopra una tavoletta incisa con questo indovinello: In una strada ci sono 5 case dipinte di 5 colori diversi (avorio, blu, gialla, rossa, verde). In ogni casa vive una persona proveniente da una città diversa (Athkatla, Baldur’s Gate, Calimport, Nethetir, Neverwinter) e ciascuno dei padroni di casa beve una bevanda diversa (acqua, caffè, latte, succo d’arancia, tè), fuma un tabacco diverso (Erba Pipa, Fiore del Deserto, Kool, Lucky Halfling, Old Gold), ha un animale diverso (Corvo, Grifone, Lumache, Rothe, Volpe). L’abitante di Nethetir vive nella casa rossa. L’abitante di Baldur’s Gate è proprietario del corvo. Il caffè è bevuto nella casa verde. Il tè è bevuto dall'abitante di Neverwinter. La casa verde è immediatamente a sinistra della casa avorio. Il fumatore di Old Gold possiede lumache. Il Kool è fumato nella casa gialla. Il latte è bevuto nella casa in mezzo. L’abitante di Athkatla vive nella prima casa a sinistra. L'uomo che fuma Erba Pipa vive nella casa accanto all'uomo con la volpe. Il Kool è fumato nella casa vicino a quella dove si tiene il grifone. Chi fuma le Lucky Halfling beve succo d'arancia. L’abitante di Calimport fuma il Fiore del Deserto. L’abitante di Athkatla vive vicino alla casa blu. Chi beve acqua?
  18. I tre lasciano la stanza a sud ovest ed entrano in quella a sud est, del tutto simile a quella precedente ma al centro della stanza c’è invece di lava una pozza di un liquido verde e fumante con diversi contenitori sospesi con carrucole sopra di esso. Un odore di acido impregna l'aria. Una palla verde chiara sosta al centro della pozza, con un aspetto molto umido, numerosi tentacoli simili a fruste che sferzano l'aria e un grande occhio centrale che osserva il gruppo. Su alcuni tavoli ci sono i risultati di diversi esperimenti con materiali vari e l’acido. Intorno alla pozza ci sono quattro blocchi di pietra chiara che possono scivolare su slitte dentro alla pozza ed essere ritirati fuori tramite catene ad essi collegate. Sui blocchi sono incisi: un teschio (nord), un volto umano agonizzante (sud), un volto umano sorridente (ovest), un filo di fumo (est).
  19. L'elementale continua ad osservare i tre, seguendo i loro movimenti. Ma non si sposta dal centro della pozza. Il tiefling non trova nulla di interessante tra i resti sui tavoli, solo oggetti carbonizzati, vetrificati, inceneriti. Jebbeddo non vede nulla di nuovo sul candelabro che sembra a tutti gli effetti uno di quegli oggetti che spesso si trovano nelle chiede. La sua geometria però lo rende particolare, con una disposizione delle candele ben precisa.
  20. Il gruppo entra in una stanza a croce. Oltre alla porta dalla quale arrivano, ci sono altre tre porte identiche. Entrando in quella a sud ovest vengono investiti da una folata di aria calda e secca. Si ritrovano in una stanza quadrata, al cetro della quale c’è una pozza di magma con sospesi diversi crogioli appesi a carrucole. Un elementale del fuoco è al centro della pozza. Guarda i tre ma non reagisce. Su alcuni tavoli ci sono i resti di diversi esperimenti con materiali vari e il magma. All’angolo sud ovest della stanza c'è un grande candeliere pieno di candele di cera bianca accese, che non si consumano ed emettono un intenso calore.
  21. Salendo le scale verso l'ultimo piano il pulviscolo si dirada, fino quasi a scomparire, ma le scariche elettriche sono molto più intense e frequenti. La stanza in cui arrivano le scale e piccola e porta a una altro stanzone in cui alcuni servitori compiono lavori meccanici ai tavoli. Rispetto a quelli ai piani inferiori sembrano meno storditi, anche se non sembrano aver notato l'arrivo del gruppo da quanto sono intenti nei lavori. Ad una prima occhiata, in questa stanza e nel piccolo magazzino a nord alcuni oggetti sono marchiati con simboli che non sono quelli del Costruttore e la loro qualità è sicuramente scarsa.
  22. Nella stanza ci sono componenti vegetali molto particolari che raramente si vedono in giro. Ci sono cortecce con particolari sfumature dorate, semi dalle forme stranissime, foglie profumate e radici puzzolenti. C'è anche una piccola pianta carnivora completamente bianca con foglie a forma di bocca dentata che si stringono intorno ai malcapitati insetti, per poi digerirli lentamente. All'ingresso dei tre si muove in loro direzione, come se volesse assaggiarne un pezzetto anche se, viste le dimensioni, è sicuramente innocua. Keidros trova alcune bacche che, ingerite, possono sfamare e anche curare, in piccola parte.
  23. I colpi esplodono contemporaneamente sul petto del Lucertolone che viene sbalzato all'indietro, andato a sbattere contro le mensole e i mobili della piccola stanzetta e rovesciando tutti i componenti. Con un lieve sospiro muore, trasudando un sangue verde e denso. Eldon si prodiga subito a curare come può i suoi compagni.
  24. Eldon maledice la creatura con parole di morte e un debole suono di campane arriva alle orecchie dei suoi compagni, mentre risuona fortissimo in testa alla creatura, provocandogli acute fitte si dolore. Il rettile umanoide accusa i colpi e schiocca la lingua biforcuta, iroso, facendo un passo indietro. I suoi occhi con la pupilla a fessura si spalancano all'improvviso, gli arti si irrigidiscono e versi gutturali escono dalla sua gola, mentre viticci pieni di spine e spuntoni crescono dal terreno tutto intorno, ferendo e bloccando i tre.
  25. I colpi di Jebbeddo e Keidros colpiscono entrambi la creatura, perforandogli il corpo e facendole emettere un latrato di dolore. Eldon approfitta del movimento di Keidros per curarlo, vista la ferita appena subita. Invoca la sua divinità e impone le mani sul compagno. Il lucertoloide non sembra minimamente intimorito dalla sua inferiorità numerica e continua ad attaccare, sbavante di rabbia. Attacca Jebbeddo con tutte le sue armi naturali, artigli e fauci, ferendolo ad un braccio e al collo.

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