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Circolo degli Antichi
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  1. La spedizione viene approntata in poco tempo. I sei volontari salgono sul natante insieme a due marinai, mentre quattro piccole lance li scortano con a bordo arcieri e incantatori. Dopo saluti e "in bocca al lupo" di rito, il viaggio per uscire dal porto è agevole. Edwin spiega in breve com'è costituita la nave thayan. "Ci sono tre ponti coperti. Il primo con la sala comune, le camere degli ufficiali o degli ospiti a poppa e a prua, il secondo con mensa, letti, parte della cambusa e armeria, infine l'ultimo, la stiva. Il ferus è stato visto libero, quindi potrebbe essere ovunque. E là sotto è dannatamente buio, quindi sarà come combatterlo in piena notte. Lascerei i soldati a guardia del boccaporto principale. Se qualcosa andasse storto potrebbero rapidamente dare l'allarme, cosa ne dite?" L'imbarcazione intanto arriva in vista dell'elegante trialberi thayan da cui pendono diverse catene che lo ancorano al fondo. La scorta si ferma a distanza di tiro mentre il gruppetto continua ad avanzare, diretti ad una rete lasciata penzolare dal fianco della nave per le operazioni di imbarco.
  2. Mentre il gruppo si dirige fuori dal palazzo con tutta una coda di guardie, curiosi e funzionari, Edwin racconta cos'è successo nel suo paese. "Da quando siete andati via la situazione è precipitata. Eltabbar è caduta a causa di un attacco in forze del nemico. Migliaia di Ferus e Volucer, un fiume in piena scaturiva dal Cerchio di Vuoto. Il loro numero era sovverchiante, non abbiamo mai sentito di nulla di simile. Poi sono arrivati i loro alfieri, i Malleus. Alcuni parlano di decine di Malleus, un numero inimmaginabile fino a poco tempo fa. Le difese stavano reggendo, la Resistenza aveva subito pesanti perdite ma non arretrava grazie alla loro preparazione e alla strategia difensiva. Ma poi un nuovo tipo di creatura è uscito dal Cerchio, decretando la nostra sconfitta. Li hanno chiamati Eversor. Sono enormi e potentissimi, usano la forza bruta per schiacciare tutto ciò che incontrano e non sembrano accusare alcun tipo di attacco. Impotenti, i difensori sono stati messi in rotta. La città è persa." Edwin si ferma un attimo, sinceramente colpito dal racconto. "Abbiamo cercato di riorganizzare le difese. I mostri di giorno non si muovono e stanno nascosti, ma la notte sciamano sulle terre del Thay. Sembra non apprezzino il mare, da cui stanno ben lontani. La Resistenza ha quindi creato un cordone di sicurezza tra Nethetir e Surthay a nord, sperando di contenere l'avanzata del nemico. Ma a nord la situazione sembra essere critica. Poi c'è stato il terremoto. Non sappiamo cosa possa averlo provocato ma alcuni maghi rossi temono sia stato aperto un nuovo Cerchio di Vuoto, questa volta in una zona isolata per cui non abbiamo ancora avuto notizie a riguardo. Sarà un altro punto da chiarire, in futuro. Tornando a noi, sarei molto interessato alle vostre ricerche. Potremmo mettere a fattor comune molte cose e aiutarci ancora una volta a vicenda. Ne parleremo una volta risolto questo contrattempo sulla nave." Tra le chiacchiere il gruppo raggiunge il molo. La grande folla si è dispersa una volta che la nave thayan ha preso il largo. Alcune guardie presidiano una barca da pesca. Il kej-hab informa che quello sarà il mezzo con cui raggiungeranno l'imbarcazione. Scialuppe con arcieri e maghi circonderanno la nave per evitare che la creatura fugga, anche a costo di distruggere la nave.
  3. "Benissimo, allora organizziamo subito la spedizione." dice il kej-hab. "La nave sarà stata già allontanata dal porto ormai. Appronteremo un piccolo natante per voi, messer Edwin e due guardie scelte che vi accompagneranno in questa impresa. Possiamo partire subito o avete bisogno di prepararvi?" Detto questo inizia a dare ordini e consegne in modo che venga preparato il tutto. Edwin intanto si avvicina ai tre con un sorriso: "E così le nostre strade si incrociano nuovamente e inaspettatamente. Cosa vi porta qui?"
  4. Il palazzo dello sceptanar è magnifico: marmi, vetri colorati, metalli scintillanti e piante rigogliose lo rendono uno spettacolo architettonico. Attualmente è pesantemente presidiato da diversi drappelli di guardie che tengono lontani i molti curiosi che gironzolano in cerca di novità sugli ospiti thayan. I tre si presentano e vengono fatti passare, scortati da un piccolo drappello di guardie. Vengono introdotti un una sala laterale in cui il kej-hab sta discutendo con altri ufficiali della guardia e un personaggio familiare, già incontrato dai tre durante la loro permanenza in Thay, Edwin che subito li riconosce. "Questa è sicuramente una sorpresa inaspettata. Bentrovati." Il kej-hab, stupito, guarda Jebbeddo in cerca di risposte e poi si rivolge ai presenti. "Signori mi sono preso la libertà di contattare i nostri Amachaq. Hanno già dimostrato di essere più che degni della nostra fiducia. Vorrei coinvolgerli nelle operazioni che stiamo discutendo. E vedo che anche il nostro ospite li conosce. Spero possa confermare la mia buona impressione di loro." Edwin prosegue: "Sicuramente, capitano. Ho collaborato con loro in Thay per alcune indagini. Mi sono fidato e con ragione del loro operato. Sicuramente possono essere le persone giuste per questo intervento. E sarei felice di accompagnarli, se me ne date licenza. La nave resta territorio thayan, è giusto ci sia anche un nostro rappresentante e mi offro come volontario." il kej-hab pensa a come procedere e si consulta qualche istante con alcuni ufficiali, poi si rivolge ai tre. "Bene, sentiamo se i nostri amici sono disponibili. Abbiamo un problema con il natante appena giunto in porto con una delegazione di thayan. Un...folle... ha avuto la pessima idea di tentare di portare qui un Ferus, una delle temibili creature che escono dai cerchi di vuoto. A sua detta voleva smuoverci, voleva dimostrare la loro pericolosità in modo da convincere lo Sceptanar a mandare aiuti a nord. Tutto quello che ha ottenuto è stata la morte di due dignitari thayan, tre agenti doganali e quattro delle nostre guardie. Edwin è riuscito a bloccare il boccaporto con un glifo, ma la creatura è libera sottocoperta. L'imbarcazione è ancora carica di beni, vorremmo evitare di affondarla. E' necessario dunque che qualcuno entri ed elimini il problema. Potete occuparvene? Ovviamente sareste degnamente ricompensati."
  5. Eldon è molto interessato alla situazione in città. "Se qualcosa di pericoloso si nasconde nella nave potremmo proporci di esplorarla. Ci conoscono, abbiamo già reso servizio alla città, potrebbe essere un buon modo per scoprire qualcosa di nuovo. Da quanto ho sentito potrebbe addirittura esserci un ferus là sotto! Ricordate, c'è un fitto mercato nero delle parti di quelle creature. Magari ne hanno imbarcato uno pensando di essere al sicuro e invece qualcosa poi è andato storto durante l'attracco. Andiamo dal Kej-hab, scopriamo cosa c'è là sotto." Intanto il gruppo arriva alla taverna. Una cameriera li accoglie con un messaggio. Proprio il Kej-hab li ha cercati e richiede la loro presenza al palazzo dello Sceptanar.
  6. Il ragazzino è ben contento di aver trovato un lavoretto facile. Un tiefling e un halfling, una coppia facile da individuare. Sorride a Jebbeddo e parte spedito, attirato dall'idea della prossima moneta che potrebbe intascarsi. Jebbeddo aspetta un paio di ore massimo sorseggiando bevande fresche da boccali mediamente puliti in quella locanda affollata, ma poi la sua intraprendenza viene ripagata. Il ragazzino entra tronfio nella locanda, individua lo gnomo e accompagna al suo tavolo i due, allungato il braccio per farsi dare la meritata ricompensa.
  7. Jebbeddo si avvicina a una delle locande vicine in vista che già da fuori si capisce essere affollata più del solito, forse proprio a causa dei turisti. Li vicino sta bighellonando un ragazzetto sui 9 anni, mal vestito e che osserva i passanti, forse in cerca di prede facili alle quali sfilare qualche denaro.
  8. La guardia non sembra sapere molto di più di quanto ha già detto. "Maghi rossi veri e propri non ce ne sono, dicono. Forse qualche attendente minore o qualche apprendista. Sono stati ricevuti dallo sceptanar e ora alloggiano nel palazzo, ma non credo vi sarà permesso avvicinarvi. Diciamo che l'arrivo ha preoccupato parecchio e..." la guardia abbassa la voce e si avvicina per riferire un ultimo interessante particolare: ...si dice che uno dei dignitari si sia cacciato in guai seri per suoi certi traffici e che lo sceptanar sia adirato." Dei suoi amici intanto nessuna traccia. Sono in giro a caccia di notizie proprio come lui e sarà molto difficile incontrarli per caso.
  9. Il ragazzo subito cerca di allontanare Jebbeddo ma poi si ferma quando sente nominare la carica e l'ufficiale con cui ha collaborato. "Nessun aiuto, signore. Stiamo mantenendo l'ordine. Troppi curiosi possono creare disagio. La nave deve essere spostata e messa al largo per evitare problemi. La prego di non avvicinarsi." La guardia continua a guardarsi intorno come se attendesse il ritorno di qualcuno. Abbassa la voce e si rivolge nuovamente allo gnomo: "In realtà io non dovrei nemmeno essere qui. Sto sostituendo un collega che ha avuto un problema e si è dovuto assentare. Ma tornerà a momenti spero. La prego di non farne parola con il Kej-hab. Forse lui potrebbe dirvi di più sulla nave, sto che sta cercando di mettere su una squadra per controllarla palmo palmo. Gli ultimi che sono stati visti scendere sotto coperta non ne sono più usciti, abbiamo perso tre guardie. Ed ora è difficile trovare dei volontari. "
  10. Jebbeddo vaga con lo sguardo ma non riesce ad incontrare i suoi amici che forse sono a pochi metri da lui ma purtroppo restano nascosti nella folla che si sposta nel quartiere dei moli. A lato dell'imbarcazione, un pò più staccate da tutti gli altri, un paio di guardie stanno discutendo, lo gnomo si accorge che i due si guardano intorno più circospetti del normale. Poi una delle due si allontana e lascia l'altra di picchetto. E' un giovane ragazzo, sulla ventina, fisico asciutto e capelli scuri. Spesso guarda in direzione della folla come per cercare qualcuno.
  11. La zona dei moli, come al solito, è gremita anche se mai troppo caotica. Jebbeddo vaga per un pò senza ottenere grandi informazioni, ma poi arriva all'attracco della nave Thaian che ha portato in città i dignitari. E' protetta da un cordone di guardie che non lasciano avvicinare nessuno, neanche i Thaian stessi. Lo gnomo scopre che la nave è stata posta sotto sequestro dall'autorità portuale per traffici illeciti. Tutti, anche il nostromo, sono stati fatti scendere, nessuno è autorizzato a salire, diversi arcieri sono pronti a scoccare frecce infuocate sulla nave e operazioni di ormeggio sono in corso. Facendo qualche domanda capisce che la nave sarà messa in rada fuori dal porto, ancorata saldamente ma lontano dalla terra ferma. Voci parlano di qualcosa di pericoloso che è stato trovato sottocoperta, di guardie scomparse nella cambusa, di versi strani provenienti dallo scafo. Ma nessuno delle guardie presenti è autorizzato a parlarne.
  12. Il mezzelfo sembra stupito sentendo quel nome e curioso osserva meglio il suo interlocutore. "Certo, ricordo di lui. Vedete, chi vi ha mandato qui non è molto informato sui recenti sviluppi. Michares ha lasciato la biblioteca ormai da tempo, quasi un paio di anni ormai, dando poche spiegazioni riguardo a questa sua decisione. Ad ogni modo posso dirvi dove abita. Se seguite la via qui davanti arriverete ad un quartiere leggermente in collina dove risiedono molti funzionari dei palazzi dello sheptanar. Casa Sandwhisper è quasi in cima, sulla destra salendo. Se ricordo bene ha le finestre decorate a tema marino, con pesci, granchi e polpi molto colorati. Portate i miei saluti quando lo incontrate, non mi è più capitato di incontrarlo in giro per le vie della città. Ditegli che Aruil Grigiocrine lo custodisce sempre nei suoi pensieri."
  13. E così il gruppo si divide nuovamente, Jebbeddo alla biblioteca, per i suoi studi e le indagini su Michares mentre Keidros ed Eldon andranno ad informarsi sul gruppo di Thaian appena giunto in città. Terminano quindi la colazione e si dividono, concordi sull'incontrarsi nuovamente ai Calabroni a fine giornata. Keidros ed Eldon passano tutta la giornata tra i moli e le taverne, cercando di sapere tutto ciò che si dice sul nuovo arrivo. I dignitari ovviamente sono inavvicinabili se non dallo personale molto vicino allo sheptanar. Scoprono che tra i presenti non ci sono maghi, ma mercanti e dignitari, membri di famiglie importanti ma che non possono attivamente combattere l'invasione. Le voci parlano di una notte di battaglia poco fuori da Nethentir con potenti mostri e degli attacchi costanti al porto di Surthay, a nord. La Resistenza, rimpolpata dagli aiuti di stati vicini, sta costruendo un cordone tra Nethentir e Surthay per contenere l'invasione, proprio aiutati dai maghi rossi, per evitare il dilagare dei mostri. Sul cargo c'era anche una delegazione ufficialmente inviata a chiedere un supporto militare al Chessenta. Il nome di Edwin spunta in un paio di occasioni, forse perchè membro proprio della delegazione. Jebbeddo invece torna in biblioteca e trova i soliti inservienti non troppo simpatici. "Cosa siete venuti a studiare oggi?" chiede un emaciato mezzelfo dai capelli grigi.
  14. Code "Lenny" Ashtrayer Halfling bardo La fine del soldato mi riempie di tristezza ma non mi sento di condannarlo, dopotutto forse quella è una fine migliore di quanto possiamo sperare noi. Però le parole di Neldor mi lasciano perplesso e ribatto prontamente. "Amico mio credo che un incendio nelle latrine potrebbe crearci qualche problema e attirare troppo l'attenzione in questo momento. Purtroppo non sarà il solo che meriterebbe almeno la dignità di un riposo inviolato, ma non credo possiamo farci carico di tutto questo, non ora per lo meno. Cosa ne dite? Risolviamo la faccenda con ciò che ci aspetta al di là delle porte, mettiamoci al sicuro, salviamo chi è in pericolo. Poi penseremo ai morti. E intendo i morti che intendono rimanere tali. Non fraintendetemi, ma immagino che lui non andrà da nessuna parte mentre noi ci occupiamo di problemi più urgenti."
  15. La serata si conclude tranquilla e piacevole come è solito ai Calabroni. La mattina dopo la colazione è abbondante di pesce, a quanto pare gli affari vanno bene in porto. Chiacchierando del più e del meno, i tre vengono a sapere che un mercantile è arrivato da Nethentir con un carico di dignitari, in esilio qui a Cimbar dove sono fuggiti. La situazione deve essere grave, lassù.
  16. L'oste scrolla le spalle. "Può essere, molti ricchi in città prendono piccole proprietà sulle pendici dei Cavalieri del Cielo, è una zona tranquilla e molto gettonata. Comunque, posso portarvi altro?"
  17. L'ometto è visibilmente stupito dalla domanda e ricomincia le sue divagazioni. "Quelli del scielo, le montagne. Li chiamano tutti coscì, ma da dove venite, dai grebani? Posto pericoloso quello, non ic andate mai... eh no, posto pericoloso. Invece i cavalieri sono un bel posto dove andare, fa freshco, si sta molto bene. Quando andate? Perchè posscio darvi due dritte..." mentre parla torna l'oste con un piccolo boccale di birra, un bicchiere di legno da meno di un quarto di pinta. Lo porge all'omino che subito lo afferra, ringrazia e si allontana continuando a boffonchiare parole incomprensibili. "Come siete arrivati a parlare dei Cavalieri del Cielo? Non credevo che Mauret fosse anche uno scalatore. Ora lo vedete così, ma una volta era un combattente prodigioso. In una rissa stese La Rocca con un pugno sul mento, e La Rocca era due volte Mauret e famoso in tutto il paese per i suoi incontri nelle arene. Ma deve aver preso troppi colpi in testa... e la birra non aiuta! Povero Mauret."
  18. Code "Lenny" Ashtrayer Halfling bardo Stava andando tutto bene, nessun mostro alle spalle, il portone ancora chiuso... Poi la figura riversa nel lavabo mi toglie nuovamente il fiato e quasi elimina ogni speranza di fuggire. "Maresciallo mi spiace se era un vostro amico, o commilitone... Mi spiace chiunque fosse. Probabilmente si è sentito in trappola ed ha scelto quella via. Ma...credo dovremmo assicurarci...come dire...che resti morto come lo abbiamo trovato." Poi mi giro verso il ragazzo :"Lo avevi già visto dopo che è scoppiato questo inferno? Sai chi è e perché era qui?"
  19. Jebbeddo chiede e cerca di recuperare informazioni. Subito nessuno conoscere il nome o essere interessato alla questione. Poi un avventore, sicuramente già visto durante la loro permanenza alla taverna quindi probabilmente un cliente abituale, si avvicina sentendo la richiesta dello gnomo a uno dei due oste gemelli. "Se poscio, gnomo, lo scio io." L'oste fa una risatina, quindi lascia i due con una frase:"Va bene Mauret, ma non disturbare troppo i miei ospiti. E voi, non offritegli nulla, ha già bevuto abbastanza." Mauret è un magro e capelluto ometto, i denti malandati e gli occhi leggermente appannati dall'alcol. Ha un sorriso buono e un'aria innocua, ma quando inizia a parlare è un fiume in piena, difficile da seguire. "Quel ciccione lavorava in biblioteca. Era strano, ma pagava bene, quasi un anno ho lavorato a casa sua, quasi un anno. Ma non quella sui monti, quella in città, con quel calimshita tirchio più di un chuul. Ora non torna più, dicono stia sempre sui cavalieri."
  20. I commensali discutono sulla questione. Alcuni sono affascinati e chiedono, altri vogliono aggiungere dettagli probabilmente fantasiosi ai racconti, altri sono scettici. Nessun'altra informazione di rilievo comunque esce dalla conversazione, che verte poi su altre leggende di mostri del nord.
  21. Gli uomini al tavolo si zittiscono un attimo, studiano i tre e poi ricominciano a parlare, tutti insieme. Chi dà ragione a Jebbeddo, chi dice che è impossibile, chi conferma la storia del primo tizio e chi ne esagera il contenuto. Un giovane uomo in particolare è incuriosito e vuole saperne di più. "E com'era? Com'è stato sconfitto? So che possono spazzare via intere legioni e che i maghi del Thay ancora non sanno come fronteggiarli con sicurezza."
  22. Perfetto, per me può procedere il master a descrivere, andiamo a esplorare in solita formazione...
  23. I tre trovano facilmente una mercante di oggetti magici ben felice di mostrar loro la sua mercanzia. E' una grassa donna di nome Mira, vestita di verde con un elegante banco coperto da una tenda a strisce bianche e rosse. Ben felice di accontentare i nuovi clienti scompare un attimo nel retrobottega e ne riemerge con una borsa di ottima fattura in cuoio chiaro inciso e decorato con iscrizioni in draconico e impreziosito con piccole gemme rosse. Concordato il prezzo saluta i clienti esortandoli a tornare da lei per altri affari. L'atmosfera alla taverna è sempre piacevole e rumorosa. Parecchi avventori stanno chiacchierando del più e del meno ma, sorseggiando una birra, i tre si accorgono che molti discorsi vertono sulla situazione in Thai. A quanto pare la situazione è più grave del previsto. Dalla caduta di Elthabbar le creature sono sciamate in tutto il paese, terrorizzando i villaggi e le fattorie più isolate. Le principali città sono state risparmiate ma qualcuno dice che già certi mostri sono stati visti sciamare nel Thesk. Qualcuno parla addirittura di un Malleus a sud di Nethentyr, ma i suoi compagni lo zittiscono dandogli del contastorie.
  24. Code "Lenny" Ashtrayer Halfling bardo "Io posso fare qualcosa per le vostre ferite, mi tengo pronto, in retrovia." Sicuramente mi terrò lontano dallo scontro corpo a corpo il più possibile ma dando tutto il supporto possibile. Poi penso ai prossimi passi. "Iniziamo a controllare le latrine, poi renderemo questo corridoio una trappola per chiunque arrivi da quella porta, cosa ne dite?"
  25. Mi sembra un'ottima idea mettere le lame a terra, aggiungere i manichini può servire se davvero con le corde, una immagine silenziosa o un suono fantasma riusciamo a fargli perdere un turno attaccando loro invece che noi. Sempre per la porta, possiamo provare un'illusione che la faccia sembrare chiusa, anche se queste creature essendo molto istintive magari non ci cascano, ma non si sa mai. Essendo tutto pietra non so come faremo a costruire una linea di picche ma se avete qualche competenza specifica possiamo provarci.

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