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Circolo degli Antichi
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  1. La donna offre a Keidros un vasetto di miele, scuro e denso, chiuso in un vasetto bombato col tappo di sughero coperto da un fazzoletto a quadri rossi e bianchi. "Questo fa al caso tuo. Aiuta a superare il freddo delle montagne e dà energie per affrontare le fatiche dell'inverno." Intanto Granom risponde a Jebbeddo. "Certo, Sandwisper. Ho conosciuto quell'uomo di Cimbar circa un anno e mezzo fa. Era interessato alla storia antica del posto, ai maghi che l'avevano abitata e alle loro dimore. Strano interesse per un funzionario di biblioteca, ma chi sono io per giudicare. Una volta che ha saputo tutto quello di cui aveva bisogno mi ha mandato via senza troppe cerimonie... Scortese da parte sua. Comunque ha preso casa a mezza giornata da qui, su un'incantevole promontorio che domina le valli. Credo che alla fine avesse fatto qualche affare con un vecchio proprietario di miniere da tempo esaurite. È parecchio che non lo vedo, ma non frequentava questo posto volentieri. E sono sicuro viaggiasse da solo, o meglio con due servitori ma nessun codazzo di aiutanti e tanto meno minatori."
  2. La grassa signora è ben felice che il tiefling sia interessato alle sue pozioni. "Questo è il Sorso del Serpente, un liquore intenso e pungente ricavato da una pianta grassa e infuso con l'essenza stessa del deserto del sud. Il suo punto forte è un tocco di veleno di vipera con cui è stata uccisa la larva. Bevila di un fiato e ti garantirà ristoro dal freddo e protezione dai veleni. Lo usavano i nobili dignitari calimshiti durante le loro ambascerie al nord." Intanto la caramella appena mangiata sprigiona prima una dolcezza avvolgente e poi la sua intensa nota piccante, tanto da far sudare addirittura il tiefling. L'uomo dal cappello a punta intanto saluta rispettosamente Jebbeddo ed Eldon al suo fianco. "Signori è un piacere vedere facce nuove da queste parti. Siete stato ben informato, il mio nome è Granom. La maggior parte dei volumi rilegati qui sono storie e leggende della regione, alcuni romanzati e altri cantati dai bardi, che ho raccolto in anni di mio peregrinare. Se non siete interessati alla narrativa ho diversi resoconti relativi all'andamento demografico dell'intero Chondat e molto specifici sui villaggi della regione dei Cavalieri del Cielo. Infine ho qualche incantesimo su pergamena, alcuni che ho scambiato e che sono disposto a vendere, altri che ho preparato io stesso. Se posso, mi vanto di aver dato i natali all'incantesimo noto come Nevischio Tagliente che spesso ha tolto diversi avventurieri da situazioni spinose."
  3. La venditrice è una donna molto simpatica e sorridente. Sta completando un affare con una signora e chiede di avere un po' di pazienza a Keidros. Intanto il tiefling, osservando il banchetto, trova diversi tipi di miele, caramelle, filtri e pozioni. Una, molto interessante, è contenuta in sottili fiale di vetro, tappate con sughero e ceralacca e contenente un liquido giallastro con al suo interno un verme grassottello. "Eccomi, mio caro. Come posso esserti utile? Con questo tempaccio un po' di miele può tenere alto il morale. Assaggia una caramella. Offre la casa. Attento, quelle sono piccantine!" Il gruppo di minatori non ha molta voglia di chiacchierare; hanno tutti smontato dal turno e si sono fatti una marcia sotto la tormenta per venire al mercato. Ora hanno solo voglia di qualcosa di caldo nello stomaco. Il nome di Sandwisper non sembra interessarli e dicono di non conoscerlo. "Se qualcuno di nuovo gira da queste parti, sicuramente il vecchio Granom lo saprà sicuramente." Dice uno del gruppo, indicando il vecchio col banchetto di pergamene. "Ha una specie di ossessione per il censo, è sempre lì a dire che quella zona si è spopolata, quell'altra ha il maggior numero di figli per levatrice, che con la nascita dell'ultimo arrivato quel villaggio non è più il più piccolo... Mah, cosa ci troverà di interessante.."
  4. Eldon è divertito dalla bonaria follia di Keidros e lo asseconda. Ogni tanto è giusto anche godersi in futilità i frutti delle loro fatiche. Jebbeddo tra le cose utili vede alcuni piccoli ramponi, da agganciare sotto la suola in caso di terreno ghiacciato. Potrebbero essere utili se dovessero peggiorare le condizioni meteo. Oltre a diversi picconi, piedi di porco e pale di varie dimensioni scova una fune con particolari chiodi. Chiede informazioni e gli viene spiegato che sono cordame rinforzato e ganci a dente di drago, un equipaggiamento molto utile di corde e ganci resistenti in metallo temperato dalla particolare forma a dente che li rendono davvero affidabili, soprattutto per la discesa in pozzi e crepacci. Proprio vicino scova anche una maschera in cuoio con piccoli filtri metallici. Il fabbro spiega che è pensata per filtrare polveri sottili o fumo, molto utile per le miniere poco areate, dove si scatenano esplosioni pericolose o in caso di sacche di gas sotterranee, anche se rendono davvero complicato parlare. Mentre i tre girano per le bancarelle un gruppo di quattro minatori, due nani e due umani, entra nella taverna, diretti a banco per fare colazione. Fuori ha cominciato a nevischiare, a giudicare dal sottile strato bianco sulle loro spalle.
  5. Il mezzelfo è soddisfatto di aver toccato le corde giuste del suo probabile cliente. Eldon osserva la pietra con sguardo assorto, poi dice all'amico:"Beh, è un gran bell'oggetto, ha dei colori stupendi. Credo che sia un citrino." Il mezzelfo lo corregge:"È un granato, ma hai ragione, i suoi colori sono stupendi. Ha la capacità di migliorare il benessere interiore, rafforzare la volontà e la determinazione, aiutare ad affrontare situazioni difficili con coraggio e lucidità, e favorire l'espressione delle proprie potenzialità. Una pietra perfetta per uno come voi. Potete averla per sole 15 monete d'oro." Il fabbro intanto pensa qualche momento al nome detto da Jebbeddo. "Sandwisper dici? Mmm, no, mai incontrato. Strano che qualcuno abbia acquistato le miniere di zolfo, sono esaurite da anni. La più vicina da qui è a est, a circa tre giorni a cavallo. Ma la strada sarà malconcia, da quando è chiusa nessuno fa più manutenzione. Comunque se ha intenzione di riaprire le miniere gli toccherà aspettare la bella stagione. Con il freddo bestie feroci e creature pericolose scendono verso valle dai monti, a cercare il caldo e il riparo di grotte e miniere."
  6. Eldon segue Keidros dal mezzelfo. "Hai visto quel tizio? Ha comprato tutte le cipolle che vendevano i due ragazzi. Se ha intenzione di mangiarle tutte, povera moglie..." dice al tiefling ridendo. Gli altri clienti del mercato sono li per curiosare, fare un po' di spesa, comprare qualche provvista. Ci sono massaie, contadini, minatori, tutta gente abbastanza umile. Il mezzelfo è educato, affabile e intraprendente. Capisce subito l'interesse di Keidros e mette in mostra il meglio del suo banchetto. "Questa pietra sembra fatta apposta per stare su uno dei tuoi anelli, tiefling. L'ho acquistata da un nano, tempo fa, che l'aveva scambiata per la suo Rothe nel sottosuolo." dice mentre mostra una splendida gemma nera con striature rosso scuro. Il fabbro guarda Jebbeddo dall'alto in basso, sollevando un sopracciglio, stupido dall'interesse dello gnomo. "Voi gnomi di solito amate più gli attrezzi con ingranaggi e leve. Io vendo ferro forgiato, semplice ma affidabile. Ne vengo da est, affari grami. Poca gente, pochi affari. E i troll sono parecchio intraprendenti ultimamente. Se non avessi avuto un paio di fuoco in boccetta mi avrebbero raggiunto, ma sono dei fifoni dopotutto. Le miniere stanno esaurendosi, bisogna scavare sempre più in profondità per estrarre sempre meno, non conviene quasi più. Non so quanto ancora girerò per queste terre."
  7. La serata passa tranquilla, con un ottimo pasto a base di arietorso, un grosso montone allevato da queste parti. L'oste ha preparato stufato, costine laccate al miele, coda alla chondatan e ossibuchi. Non mancano patate al burro e erbe saltate, che però sono il piatto meno richiesto se non dal sovrintendente diretto a Luthcheq, evidentemente sovrappeso. La mattina dopo i tre scendono nella sala comune e la trovano già affollata di gente venuta per la colazione. Il mercato inizia a popolarsi, con artigiani e mercanti che utilizzano i tavoli laterali come banchetto. I mercanti sono: - il nano Kalaf Highpeak già conosciuto il giorno prima, con la sua mercanzia in peltro; - una grassa donna che espone miele, erbe e pozioni, probabilmente Madama Klein; - una coppia di giovani con verdure e ortaggi, tra i quali diverse varietà davvero bizzare; - un fabbro grosso come un toro che vende attrezzatura da minatore e qualche arma; - un mezzelfo vestito di pelli e corteccia con un furetto posato sulla spalla che espone qualche gioiello, gemme e minerali; - un rubizzo vasaio che, oltre ad esporre la merce, ha portato un piccolo laboratorio per procedere con i lavori ed eseguire riparazioni sulla terracotta; - due vecchi umani, uomo e donna, con rotoli di tessuti e nastri; - uomo di mezz’età con un’aria solenne e una barba lunga e grigia che vende pergamene e piccoli testi rilegati.
  8. Eldon che ha teso un pò le orecchie alla sala comune riferisce ciò che ha sentito. "Ci sono diversi minatori da miniere di carbone e rame, un paio che arrivano da distante sui Cavalieri e stanno tornando a casa dopo che un'altra miniera di carbone ha ridotto le estrazioni e li ha licenziati, un sovrintendente della miniera di ferro qui vicino in viaggio verso Luthcheq, ma nessuno parla di zolfo a quanto pare. Io direi di riposarci, goderci il mercato, chiedere ancora qualche info e poi partire in direzione della dimora."
  9. L'oste guarda un pò fuori dalla finestra ma non sembra troppo preoccupato. "Non abbiate timore, è una nevicata leggera, per ora. Non credo renderà impraticabili le strade o tutti i nostri amici minatori qui sarebbero molto più preoccupati. In ogni caso se ci fosse bisogno di attrezzatura domani al mercato potrete acquistare quanto vi serve. Vi consiglio il miele di madama Klein. Ha un nonsoché di rinvigorente che aiuta a superare il freddo e la fatica. "
  10. Il nano racconta diversi aneddoti inerenti alle bestie presenti su quei monti, ma Jebbeddo non capisce dove finiscano le cronache e inizino le fantasie. Ad ogni modo vengono nominati orsi, troll e persino draghi. L'ultimo incidente sembra essere stato proprio a causa di un troll che forse si era perso e, vagando affamato, era arrivato in prossimità del villaggio. Li è stato abbattuto da un manipolo di abitanti ma ci furono ben due vittime. I tre vengono sistemati in una grande stanza con camino, comoda e pulita. Quando Jebbeddo torna nella sala comune la trova piena di gente e molto più allegra del pomeriggio, anche se la clientela è perlopiù composta da umili lavoratori come dicevano oste e nano il pomeriggio. Ci sono un manipolo di minatori sporchi di fuliggine nera, un altro gruppo infangato dalla testa ai piedi, una mezza dozzina di contadini stanchi ed infine tre nani minatori, che se ne stanno per conto loro e non danno confidenza a nessuno dei presenti. Fuori inizia a nevischiare e c'è già chi si lamenta che l'indomani sarà ancora più dura lavorare.
  11. Il nano accetta volentieri la birra e decide di lasciare incustodito il banchetto. Visti i pochi avventori comunque non corre alcun pericolo. Si siede vicino a Keidros e lo guarda divertito ma comunque scontroso. "Una volta quelli come te li prendevamo a calci. Però non sembri così male. Hai ragione, meglio starsene davanti ad un caminetto invece che girare a vuoto qui intorno. C'è ben poco da vedere, è un villaggio minerario. Ma le miniere stanno pian piano esaurendosi o sono sempre più pericolose da raggiungere, quindi è sempre meno un villaggio. Più tardi torneranno un pò di minatori e il posto si farà molto più animato, ma non come una volta. Domani invece il mercato potrebbe essere interessante, viene gente da tutti i Cavalieri e dalle valli, ci si scambia notizie, merci utili, favori... Magari potrete scoprire qualcosa di più su questo Sandwisper, anche se ne dubito. Se volete sapere cosa c'è di bello qui intorno ve lo dico io: le montagne. Sono bellissime, uno spettacolo della natura, perfette. Sono rimasto qui perchè non potrei sopportare di vivere lontano da loro, di svegliarmi e non poterle ammirare. Per il resto la regione non offre molti svaghi ed è sempre meno popolata da quando si sono aperti i Cerchi di Vuoto. Forse un giorno me ne andrò anche io e mi unirò alla resistenza!" La giornata passa lenta e tranquilla e man mano, come preannunciato da Kalaf, la taverna-mercato si anima. Parecchi contadini e minatori arrivano a consumare finalmente un pasto caldo e bere una birra fresca. L'oste è molto impegnato a servire tutti quanti aiutato solo da sua figlia, ma la gente dopo tutto non è così dispiaciuta di aspettare ed avere la possibilità di parlare un pò in tranquillità. Rispetto alla città, qui sicuramente i Cerchi di Vuoto non sono l'argomento principale delle conversazioni, tutte rivolte sul lavoro, le miniere, il clima."
  12. L'oste ci riflette un momento, ma alza le spalle in segno di resa e guarda il nano sperando questi abbia più informazioni. "Dev'essere quell'ometto pomposo che ha iniziato a girare qui intorno mesi fa. Era in cerca di informazioni sulla storia del posto e sui suoi antichi abitanti. Credo abbia preso la vecchia villa del poggio. Era di un vecchio proprietario minerario caduto in disgrazia. Lo so bene perchè ero il suo capo mastro prima di finire a vendere peltro da quel pel di carota. In realtà non si vede qui da parecchio, ma se volete andare a cercarlo trovare la villa sarà facile, anche se è un pò fuori dalla strada maestra. Superate il villaggio e andate verso i Cavalieri per circa mezza giornata a cavallo. Troverete un bivio con una grande quercia spaccata in due da un fulmine, lì andate a destra. La villa è su un promontorio che si affaccia sulla valle, impossibile non riconoscerla." Fuori intanto una leggera pioggerellina ghiacciata ha iniziato a cadere sul villaggio.
  13. L'oste è ben curioso di ogni nuovo pettegolezzo e drizza le orecchie. Keidros si accorge che anche il nano sonnecchiante apre un occhio e tende l'orecchio alla conversazione. "Ah bene bene, se una miniera dà lavoro non posso che esserne felice, gli affari ultimamente non vanno troppo bene. Non conosco i Sandwisper ma devono aver fiutato l'affare da lontano se hanno deciso di investire qui." Il nano si inserisce nella conversazione con fare burbero e scontroso. "Ma quale affare, dico io? Lo zolfo è terminato sui Cavalieri, lo sanno anche i troll che lo abbiamo estratto tutto. Non fatevi ingannare, questo tizio è stato fregato. Magari hanno trovato qualche rimasuglio, ma scavare gli costerà più di quanto potrà guadagnarci, ve lo dice Kalaf Highpeak, non per nulla detto Piccone." L'oste ribatte divertito. "Nessuno ti ha mai chiamato Piccone. Te lo sei dato da solo quel soprannome!" Da qui scoppia una amichevole schermaglia tra i due che a quanto pare si conoscono da una vita. I due alternano coloriti insulti ad aneddoti imbarazzanti, fino a scoppiare entrambi a ridere e tornare tranquilli ai loro affari.
  14. Eldon concorda con Keidros. Il mercato potrebbe essere un buon momento in cui raccogliere informazioni su quello che accade nei dintorni. "Sembra gente semplice, credo troveremo qualcuno disposto ad aiutarci." Quindi ordina birra e montone come il suo amico. Poco dopo torna l'oste con le portate. "Benvenuti a Saadaun. Cosa vi porta ai piedi dei Cavalieri?"
  15. La taverna è attualmente poco frequentata anche se spaziosa e visibilmente vissuta. Tavoloni di legno sono sparsi qua e là nella sala, una grande stufa in ghisa scalda l'ambiente al centro mentre altri due camini laterali fungono da bracieri che tengono in caldo zuppa e carne alla griglia. Sui lati altri tavoli fungono da banchetti per i venditori, ma attualmente sono quasi tutti sgombri. Qualche contadino in pausa pranzo sta consumando un pasto frugale, un paio di donne stanno intanto concludendo un affare con un venditore di miele. Un altro tavolo laterale è ingombro di suppellettili in peltro mentre un nano sonnecchia dietro di esse in attesa di clienti. L'oste è un grosso uomo dai capelli rossi e gli occhi di ghiaccio, dal petto possente e le braccia muscolose. Ha un grembiule sporco sul davanti che usa per pulirsi le mani. Vedendo i tre manda loro una giovane cameriera anch'ella dai capelli rossi che dà loro il benvenuto, li fa accomodare ad un tavolo e serve una brocca d'acqua fresca. "Volete bere o mangiare qualcosa? Abbiamo montone alla griglia, porchetta laccata la miele e zuppa di legumi. Con le cotiche, davvero ottima. Birra rossa e vino dei monti. E se vi fermate fino a domani potrete acquistare qualcosa al mercato. Tutti i tavoli qui intorno si popoleranno di venditori."
  16. Il meteo è più clemente, anche se decisamente più freddo dei giorni precedenti. Marphenot sta volgendo al termine, la Decomposizione si avvicina e il gelo dell'inverno anche a sud si inizia a far sentire. Il viaggio però è decisamente più agevole dei giorni precedenti. La strada è ben manutenuta e il traffico abbastanza buono: mercanti, viaggiatori, carovane. I tre incrociano anche una carovana di dignitari Untheresi in viaggio verso ovest, ma non riescono a carpire molte informazioni sullo scopo del loro viaggio. Dopo due notti passate in taverne accoglienti lungo la strada, i tre superano il fiume Heptios e devono lasciare la strada maestra per seguire un piccolo sentiero fangoso che punta dritto ai Cavalieri del Cielo, già imbiancati di neve. Qui il traffico è molto più rado e l'incedere più scomodo. Qualche carro di minerali grezzi, pochi viaggiatori, quasi nessun mercante. La sera si rifugiano in un piccolo villaggio sulla strada abitato da contadini, senza nemmeno una palizzata e con una piccola osteria che offre pasti frugali e giacigli di paglia. Il giorno dopo infine, per pranzo, i tre arrivano in vista i Saadaun, il villaggio segnato sulla mappa dal quluc di Sandwisper. Qui dovrebbe trovarsi la residenza del funzionario. Il villaggio è circondato da una piccola cerchia di mura in legno e pietra, con un paio di porte. Al suo interno ci sono poche persone, quasi tutti troppo giovani o troppo vecchi per lavorare, soprattutto donne. Il centro del villaggio è il tempio di Waukeen con affianco una grande taverna mercato, un luogo unico dove ci si scambia le merci e si condivide il pasto. Le abitazioni qui sono relativamente modeste, difficile che la residenza Sandwisper sia dentro le mura.
  17. La città offre svaghi e divertimenti di bassa lega, locali appena passabili e prostitute da diporto, ma dopotutto la notte passa in maniera piacevole dopo l'esperienza in palude. Effettivamente qui molti mercanti si lamentano del passaggio in nave, davvero molto caro e a quanto pare anche pericoloso ultimamente. Sembra che un battello abbia avuto dei problemi durante il passaggio sotto costa, attaccato da creature marine molto aggressive e mai viste prima con lunghi tentacoli bluastri. Un marinaio è stato sbalzato fuori coperta subito afferrato dalle creature e inghiottito dai flutti. L'alto scafo del vascello e la fortuita presenza di soldati in viaggio verso Cimbar hanno salvato il convoglio, tenendo a distanza con le picche le creature che tentavano in tutti i modi di abbordare la nave. Intanto Eldon e Jebbeddo recuperano tutto il necessario per rimettersi in viaggio.
  18. La costruzione è relativamente asciutta per quanto lo permetta una palude durante un lungo temporale. La posizione sopraelevata garantisce al gruppo un buon punto di osservazione e il riparo del rudere concede loro un riposo se non confortevole almeno dignitoso. Durante la notte il gruppo si alterna per le guardie ma non succede nulla di rilevante, se non un falso allarme di un mercante che pensava di aver visto delle fiaccole in avvicinamento da est, poi scomparse. Il giorno dopo il gruppo si rimette in cammino sotto una pioggia torrenziale che rende molto complesso il viaggio e abbatte il morale. La cosa si ripete per tre giorni, durante i quali uno dei due squattrinati inizia a tossire sempre più tanto che, quando finalmente il gruppo arriva alle porte di Luthcheq il pomeriggio del terzo giorno, l'uomo è quasi allo stremo delle forze, scosso da violenti brividi per la febbre alta e indebolito da una tosse costante che ormai tutti hanno iniziato ad odiare. Eldon stesso non è riuscito a fare molto per la malattia, non capendone l'origine e senza avere con sè i giusti medicamenti. Il gruppo si divide e finalmente i tre possono godersi un pasto caldo e un letto asciutto.
  19. Le informazioni che ricavano durante il viaggio non sono confortanti. Nessuna stazione di posta fissa ormai nelle paludi. Il prossimo letto caldo lo troveranno a Luthcheq purtroppo. Dovranno accontentarsi di rovine e ringraziare se troveranno qualche angolo con il tetto ancora presente per ripararsi un po' dal maltempo. I manovali e i mercanti si lamentano che da quando il Nocchiere ha aperto una rotta marina fissa che fa spola tra Soonenar di Luthcheq la via di terra è stata quasi abbandonata. Solo che prima le tariffe erano abbordabili, ora sono più che raddoppiate. Ma ormai la via è quasi impraticabile e troppo pericolosa e la gente è quasi costretta ad andare per mare. Il mago invece sembra contento della domanda inizia a fare una lista di componenti che si possono trovare nella palude e delle loro proprietà alchemiche: L'Estratto di Serpente, un liquido denso ottenuto dalle fauci di serpenti velenosi, usato per creare pozioni di veleno o antidoti. Il Fango Luminoso, un fango bioluminescente che brilla di una luce verde; può essere utilizzato per realizzare polveri esplosive o pozioni di visione notturna. La Radice di Palude, una pianta resistente che cresce in acque stagnanti; le sue radici possono essere usate in pozioni di guarigione o resistenza agli agenti patogeni. L'Essenza di Ruggine, un composto prodotto da un particolare tipo di muschio che cresce su metalli corrosi, utile per potenziare incantesimi legati alla corrosione o all'acido. La Corteccia di Albero Stagno nota per le sue proprietà magiche e utilizzata in incantesimi di protezione o per potenziare pozioni. Si propone di vendere qualcosa allo gnomo se fosse interessato. Già dopo poco dalla chiacchierata si ferma per tagliare qualche radice infangata. E intanto a metà giornata il gruppo di lavoratori si stacca per adoperarsi ai lavori di manutenzione mentre il resto della carovana procede fino a pomeriggio inoltrato quando il mercante propone di fermarsi per la notte in una piccola costruzione diroccata su una bassa collina.
  20. Il locandiere consiglia di seguire la via principale e possibilmente di viaggiare in gruppo. E soprattutto di non seguire le luci. Spesso verso il centro della palude fuochi fatui e bile di luce spettrali attirano i viandanti che poi scompaiono. Per ultimo dice di stare attenti ad eventuali attacchi dei rettili e dei loro padroni, così chiama il culto che nelle profondità della palude si nasconde e con il quale il gruppo ha già avuto a che fare a Cimbar. Il giorno dopo i tre si accodano a un gruppo di manovali che hanno il compito di mettere in sicurezza un ponte a circa mezza giornata di cammino dal villaggio. Con loro viaggiano anche due tizi squattrinati in cerca di fortuna ad est, un mago in cerca di componenti alchemici nella palude e un mercante di pelli diretto a Luthcheq, troppo povero per permettersi un passaggio in nave. Il viaggio è tutt'altro che piacevole, ancor più che grossi insetti insediano i cavalli rendendoli inquieti. Ma il gruppo procede inesorabile, testa china e mantelle zuppe d'acqua.
  21. Dopo pranzo il cielo è più clemente e li grazia con una leggera brezza ma niente pioggia. La strada però è infangata e un pò più difficile da percorrere. Prima di sera arrivano ad un piccolo villaggio fortificato al limitare delle Paludi della Vipera. Trovano posto per dormire in una modesta locanda, nello stanzone comune. Dal locandiere apprendono che la strada, addentrandosi nella palude, è molto peggiorate e che il giorno dopo potrebbero non trovare stazioni di posta o locande aperte e che quindi potrebbero dover dormire all'addiaccio. La notte passa tranquilla e il giorno dopo una pioggia lieve ma incessante li sveglia.
  22. La locanda effettivamente è pulita e accogliente. La locandiera è una umana grossa quanto un troll ma con un sorriso che farebbe sciogliere un ghiacciaio. Li fa accomodare portando subito al tavolo un cestino di pane nero, per poi portare loro i piatti del giorno. "Qui non si ordina, si mangia quello che c'è. Ma nessuno si è mai lamentato della mia cucina." dice sorridendo la donna. Zuppa di pesce, sedani e formaggio, datteri e vino rosso. Mentre consumano il pasto captano qualche discorso. Anche qui le voci sulla cattiva sorte del thai stanno aumentando, ma con sorpresa Eldon sente che qualcuno arrivato da sud parla di problemi seri anche al Cerchio di Vuoto di Elbulder. Riferisce il tutto ai suoi compagni di viaggio, manifestando la sua preoccupazione. "Bisogna trovare Sandwisper quanto prima!"
  23. Soonenar si presente decisamente diversa da CImbar. Dalla Piaga della Magia la sua grandezza di un tempo è ormai solo un vago ricordo. La città alta si è salvata ma tutto il resto è stato inghiottito dalle acque. Malgrado tutto Soonenar è uno snodo nevralgico per il commercio, essendo alla foce di un grande fiume. Ma qui, rispetto a Cimbar, l'ordine e la pulizia sono un ricordo. Le strade sono ingombre di gente caoticamente in viaggio verso la loro destinazione. Banchetti, venditori ambulanti, strilloni... una volta entrati dalle porte della città senza troppi controlli i tre devono alzare la voce per sentirsi a causa del grande rumore che scaturisce dalle vie. Bambini e mendicanti approcciano i viaggiatori alla ricerca di elemosina, imbonitori e furfanti provano a rifilare paccottiglia agli ingenui e ladri e borseggiatori sono a caccia di scarselle mal sorvegliate. I tre comunque riescono a farsi largo tra la folla variopinta fino a una piazza abbastanza libera dove individuano una taverna che, da fuori, sembra pulita e abbastanza sgombra, la "Pecora Stordita". Dentro possono trovare posto a sedere, pranzare e riposare, visto anche la pioggerellina che inizia a cadere fredda dal cielo scuro.
  24. Gli oste dei Calabroni sono dispiaciuti di salutare i tre ottimi avventori ma felici di sentir dire che torneranno, assicurando che una camera sarà sempre pronta ad accoglierli. Riorganizzati armi e bagagli, il gruppo si mette in marcia ed esce dalle porte cittadine poco dopo ora di pranzo. Avanzano senza stancare troppo i propri cavalli su una via pulita e ben mantenuta sulla quale incontrano molte persone che vanno e vengono da Cimbar. Poco prima dell'imbrunire sono nei pressi di una locanda con tanto di mulino, presso un piccolo fiume. Eldon suggerisce di fermarsi e scopre di aver avuto un'ottima idea. Il posto ha una cuoca halfling davvero brava che serve loro diversi piatti, tra i quali alcune specialità che ricordano tanto al Goodbottle i vecchi profumi e sapori dei pranzi a casa di zia Petunia. Il viaggio poi prosegue tranquillo i giorni successivi, tra incontri casuali e chiacchiere da carovana, fino alla città di Soonenar dove arrivano per l'ora di pranzo del terzo giorno di viaggio. Possono perdere qualche tempo in città o proseguire aggirandola senza perdere tempo.
  25. Eldon è impaziente, il viaggio è lungo e lui non vede l'ora di chiudere la questione. "Io partirei anche subito. Passiamo in locanda e poi andiamo. E' presto, entro sera potremmo già aver fatto un bel pò di strada." L'artefice pensa un attimo all'ultima richiesta di Jebbeddo e poi recupera dietro a un barile che trabocca di viteria un paio di rampini molto simili a piccole ancore un pò arrugginiti. Ne porta uno alla mola e inizia a ripulirlo, riportando la superficie in poco tempo alla pulizia del metallo sano. Cosparge quindi di olio una pezzo, termina di lucidarlo e lo mostra orgoglioso. "Questi sono una mia ottimizzazione di un progetto di Bivip Mostarda. Ho migliorato l'angolazione dei rebbi, incurvato meno le estremità e aggiunto qualche centimetro al gambo. Ora il tasso di aggancio è notevolmente aumentato." Torna al banco dove ha accumulato tutto e fa un breve conto a mente, rivolgendosi ogni tanto a qualcuno di non precisato. "Beh, direi che può andar bene. 32 pezzi d'oro, 8 di argento e 3 di rame, per la precisione. E la cortesia di dire in giro che i miei manufatti vi accompagnano nelle vostre avventure."

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