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Circolo degli Antichi
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  1. Lo gnomo accoglie la richiesta di Jebbeddo e va a frugare in un baule disordinato. Ne estrae degli attrezzi da stagnino e qualche rottame metallico come scampoli ti lastre, pezzi torniti, ingranaggi sfusi. Mette tutto in una piccola scatola metallica e la porge. "Con questo dovresti riuscire a ricreare un bel troll di montagna. Le valli interne ne sono piene e spesso se ne trova qualcuno aggirarsi anche alle pendici. O un cavallo, ci sono parecchi cavalli allo stato brado, fieri e selvaggi. O uno dei ragni mostruosi che ne infestano le caverne..." Si allontana e recupera tre piccoli oggetti, simili a dei corni di capra metallici di minuscole dimensioni. "Per il fischietto ecco qui, il suono può essere udito distintamente al di sopra del fragore della battaglia."
  2. Keidros assaggia la bevanda che subito gli scalda lo stomaco e poi tutto il corpo. A un primo assaggio sembra solo uno sciroppo dolce, ma poi, sorpresa, patate al burro e erbe aromatiche. E Keidros ora ricorda, con l'arrosto aveva preso proprio quelle. Alla domanda di Jebbeddo lo gnomo si mette subito all'opera. "I Cavalieri del Cielo... farà freddo di questo periodo. E dovrete stare attenti ai cavalli, ci sono bestie feroci in quelle zone." Luta gira per la locanda, prende qualche oggetto, lo osserva un istante poi lo posa, scuotendo la testa e borbottando qualcosa di incomprensibile. Poi trova forse quello che cercava. Estrae un piccolo pacchetto dal quale srotola una grande tela dai colori cangianti. "Questo fa proprio al caso vostro. Potete coprire i cavalli durante la notte e nasconderli, da lontano si confonderanno col paesaggio. E malgrado la sua leggerezza protegge anche dal freddo. Mi sono ispirato ai mantelli elfici, ma senza tutte quelle raffinatezze magiche, solo tecnologia sartoriale degli gnomi marinai." Poi prosegue e prende anche un paio di corti pali di legno con la sommità ricoperta di una sostanza cristallina giallastra. "E questi sono i fulminanti. Strofinate con forza la punta gialla su una superficie dura e si accenderanno come torce, ma bruceranno anche sotto una pioggia battente per circa due ore. L'unico inconveniente è la puzza, ma passa in fretta dopo l'accensione. Il tutto per 20 monete d'oro è vostro. Può servire altro?"
  3. Il mercante è uno gnomo abbastanza anziano, con uno spesso grembiule di cuoio forato e macchiato in più punti, guanti da lavoro con diversi congegni meccanici montati su ciascun dito e dei particolari occhiali a più lenti sulla testa, che tintinnano mentre questo si avvicina. "Buongiorno avventurieri, benvenuti all'emporio di Zio Luta. Come posso esservi utili? Se avete bisogno di equipaggiamento particolare questo è il posto giusto. Avete mai provato i miei triboli frizzanti? E la mano grattaschiena di Bigby? Ho parecchi oggetti di mia invenzione, utili in davvero molti aspetti della vita quotidiana dell'avventuriero." Si volta e fa un verso con la bocca, come per zittire qualcuno. Ma nell'emporio, oltre ai tre e allo gnomo, non sembra esserci nessuno. "Sssssh, ora glielo dico... Volete provare il mio liquore millegusti? Sa della penultima cosa che avete mangiato."
  4. Eldon è contento di non avere Edwin tra i piedi. "Meno male che il thayan non verrà con noi. Quel tipo non mi piace, è un politico, non mi fido di lui. Sono certo che ci userebbe per poi abbandonarci nel momento del bisogno. Comunque dobbiamo passare dalla Milizia a recuperare ciò che ci ha promesso il kej-hab. Poi prenderei ancora qualche provvista. Pergamene o pozioni che potrebbero servirci? O altro equipaggiamento specifico?" Intanto i tre arrivano agli stabili indicati dal capitano, dove presentano la sua lettera ad un soldato il quale li accompagna dentro. Dopo un pò due stallieri portano quattro cavalli davvero di ottima razza, sellati e bardati con i simboli della milizia. Sul quarto cavallo sono assicurate alcune borse capienti. Uno dei due ragazzi elenca il materiale: una tenda cerata da quattro, tre coperte, tre mantelle impermeabili pesanti, tre borracce, 15 metri di corda, una pentola ed infine due ceste di biada sufficienti per alimentare i cavalli per 2 giorni. Il ragazzo consiglia di far brucare i cavalli liberi se possibile e di alimentarli con la biada solo nel caso in cui trovassero neve o fossero in aree brulle. Eldon poi accompagna gli altri due in un piccolo emporio vicino al tempio di Tempus, a ridosso dei moli. Qui si può trovare moltissimo materiale necessario per partire all'avventura, comprese piccole chicche fondamentali in alcune situazioni. "Ho scoperto questo posticino un pò per caso. Prenderei un pò di razioni e qualcosa per il nostro ricercato, come delle manette. Se vi viene in mente altro sono sicuro che qui abbiamo molta probabilità di trovarlo."
  5. "Fortunatamente non sono stati ancora avvistati altri nidi di Ferus. Ma considerate che quella creatura era stivata nella nave da parecchio. In Thay probabilmente ci sono centinaia di creature simili uscire dal Cerchio di Eltabbar. Abbiamo già diramato l'avviso a tutti i regnanti e alla Resistenza di bruciare i cadaveri dei caduti e di tentare di non lasciarli sul campo. Uno sforzo in più dovrà essere fatto per tornare con la luce del giorno laddove si è subita una sconfitta ed eliminare tutti i corpi." Poi Edwin si alza, chiede di attenderlo un attimo e torna dopo poco con un piccolo oggetto in stoffa nella mano, che porge allo gnomo. "E' un buco portatile fatto da un tale in Thay a cui piaceva mettere un pizzico della sua personalità nelle sue creazioni. In questo caso l'interno è decorato come l'interno di un cristallo, molto scenografico. Ha mille usi interessanti, tra i quali imprigionare gente pericolosa. Se lo usate come prigione state solo attenti che l'aria all'interno di esso sia sufficiente, ogni tanto fatene passare un pò sollevandone appena i lembi. E' vostro, fatene buon uso. E ora, se volete scusarmi..." e dopo questo inatteso regalo Edwin torna alla scrivania.
  6. Edwin come al solito assorbe tutte le informazioni possibili con avidità, quindi pensa alla situazione e a come procedere. "Sarei molto interessato a seguirvi in questa impresa, non lo nego. Ma ho affari diplomatici che non possono aspettare qui a Cimbar. Confido nel vostro operato che so essere sempre degno di nota. Per quanto riguarda la miniera, non ho mai avuto notizie o informazioni di una connessione con lo zolfo, solitamente legato più a demoni e diavoli piuttosto che ai ferus. La teoria dei Sepolti ha una sua logica, questo male sembra essere antico più di quanto ci si possa immaginare. Però non so se sarà facile trovare un altro popolo nascosto, ancor di più tra quelle montagne. So di un stirpe di mezzi drow reietti che hanno trovato dimora laggiù, ma sicuramente è successo in epoca più recente di cui abbiamo dettagliate cronache, se non ricordo male non più di qualche secolo fa. Mi era capitato di leggerne in un resoconto di un mago che studiava gli Aarakocra annidati tra quei picchi." Poi si alza e porge delle pergamene con degli appunti. "Qui trovate tutto quello che ad oggi abbiamo scoperto sulle uova di ferus. E' confermato siano una recente evoluzione, mai osservata prima. Alcune uova sono andate perse, sono estremamente sensibili alla luce, anche artificiale. Le uova hanno tempi di schiusa differenti e i nascituri sembrano più forti più le uova sono radicate all'interno dell'ospite. Abbiamo lasciato schiudere quelle allo stadio più avanzato e ciò che ne è uscito è davvero preoccupante. Hanno sviluppato una enorme resistenza alla luce adesso, probabilmente grazie all'incubazione nel corpo di quei malcapitati. Temiamo che le nidiate di questi nuovi ferus, alcuni li chiamano già diem ferus, possano marciare indisturbati sotto la luce del sole." Osservando le facce preoccupate dei tre, in particolare quella di Keidros, Edwin prosegue. "Non preoccupatevi, abbiamo distrutto le creature e stiamo concludendo esperimenti sulle uova rimanenti, anche se stanno morendo quasi tutte spontaneamente. Se trovate Sandwisper cercate di riportarlo vivo, ha parecchio da spiegare e sarebbe utile poterci discutere. Avete bisogno di altro? "
  7. La serata procede tranquilla e i tre vanno a letto con le idee ben chiare su come procedere. Il giorno dopo, consumata una soddisfacente colazione, Keidros ed Eldon si avviano verso i locali della Milizia cittadina dove, con la lettera del Kej-hab, potranno prendere cavalli e un pò di attrezzatura. Poi proseguiranno verso il mercato dove acquisteranno ancora qualcosa. Jebbeddo invece va presso i palazzi governativi dove, dopo aver chiesto qua e là, riesce finalmente a trovare Edwin, immerso nei suoi alloggi temporanei nello studio del suo libro del mago. "Ebbene amico mio, come procede la battaglia contro il nemico comune? Io ho solo pessime notizie da nord, la mia terra è ormai praticamente in balia delle creature."
  8. I tre si ritrovano alla locanda e davanti a una pasto caldo discutono delle scoperte del giorno. Keidros ha ascoltato le voci che girano in città le quali riportano sempre più spesso la situazione drammatica del Thay. Ormai è noto a tutti tanto da generare non poche preoccupazioni, soprattutto però per le implicazioni legate al mercato e al commercio con i vicini oltremare. Tra le voci si rincorre spesso quella di orde di Ferus che la notte annientano piccoli centri urbani per nascondersi chissà dove durante il giorno. Eldon dal canto suo ha girato per i templi di Amaunator, Tempus e Oghma, cercando di saperne di più sulla situazione in giro per il Chessenta, in particolare sui Cavalieri del Cielo. Quello che scopre è che quella zona è abbastanza selvaggia, dalla quale le rotte commerciali si tengono alla larga. Se non fosse per le poche miniere ancora attive quella zona non sarebbe praticamente di alcun interesse. I fedeli di Tempus hanno spesso organizzato spedizioni alla ricerca di una leggendaria congrega di mezzi drow che si vocifera vivano nascosti nella catena montuosa da tempo immemore fianco a fianco con i troll. Tutte le spedizioni e i contatti ultimamente si stanno diradando proprio perchè le miniere stanno esaurendosi e perchè le forze militari sono concentrate altrove. "Quindi come procediamo? Andiamo a cercare Michares? Dovremmo equipaggiarci come si deve, con provviste e attrezzatura sufficiente per approntare un campo invernarle." dice Eldon.
  9. L'attendente è un pò piccato dall'ultima affermazione dello gnomo che mette in dubbio la capienza e fornitura della biblioteca. "Abbiamo a disposizione ogni documento fruibile in città, sicuramente soddisferemo le sue curiosità. Si accomodi, le porto tutto in pochissimo tempo." Jebbeddo si accomoda nel posto designato e dopo poco il primo addetto si presenta con la prima pila di documenti. Un tomo parla proprio dei Cerchi di Vuoto. E' lo studio recentissimo di un geologo delle Marche d'Argento che riporta in dettaglio forma, estensione, composizione del suolo e dettagli topografici di tutti gli abissi. La prima informazione utile che Jebbeddo riesce a raccogliere è che nessun cerchio di vuoto è nato fuori città. Tutti sembrano avere l'epicentro dentro grandi centri urbani. La composizione del suolo però è la più varia e non trova tracce di particolari legami con lo zolfo. Un altro documento riporta la conta dei danni stimati prodotti dai Cerchi di Vuoto e conferma che hanno tutti un'origine interna alle città coinvolte. Curioso è proprio il fatto che mai siano state scoperte voragini lontano da grandi centri abitati. Per ultimo l'attendente ha portato tre tomi di diversa origine che trattano l'evocazione, tutti antecedenti al disastro. Lo studio di questi documenti è lungo e complesso perché si dilungano nelle spiegazioni cosmologiche legate alle evocazioni, più che ai componenti materiali utilizzati. Spesso approfondiscono il legame tra i piani o tra evocatore ed evocato, ma la questione dei mezzi con cui concludere queste operazioni è trattata molto poco. Lo zolfo in particolare compare qua e là per le evocazioni legate ad abissi ed inferi, ma lo gnomo sa per certo Ferus, Malleus e le altre creature che vengono rigurgitate dai Cerchi non sono legate a questi piani. Mentre è immerso nello studio, il secondo attendente si presenta con un carrello carico di faldoni pieni di carte, mappe, atti e contratti. Jebbeddo spende il resto della giornata nello studiare i documenti, confrontandoli e cercando di trovare linee comuni, con particolare attenzione alla zona indicata dal quluc di Sandwisper. Quella miniera in particolare non è l'unica di zolfo presente alle pendici di quei massicci rocciosi. E' stata aperta nel 1247 CV con un atto di esproprio: le terre erano intestate a tal Grimoire Heist dal 984 CV. Nelle carte è riportato che il proprietario è scomparso senza lasciare traccia nè eredi, che le tasse non sono più state pagate e che quindi i terreni sono stati reclamati da uno dei proprietari di una miniera vicina che poi l'ha tramandata ai suoi figli fino alla sua chiusura per esaurimento nel 1459 CV. L'ultimo proprietario, il nano Hedatin Mithrilbuster, deve essere colui che ha venduto la proprietà a Michares, ma questa transazione ancora non è stata registrata su questi documenti. Jebbedo alza stanco gli occhi dalle carte che è ormai sera.
  10. L'attendente lo nota subito e gli si avvicina. "Buona giornata, di cosa siete alla ricerca? Posso esservi di aiuto?" Sicuramente lo gnomo ha tempo, la ricerca dei tomi richiesti terrà impegnato il primo addetto per un pò e difficilmente i due si incroceranno.
  11. Il bibliotecario si annota le richieste e si assenta, andando alla ricerca di quanto chiesto da Jebbeddo senza mostrarsi sorpreso. Dopotutto questa è la biblioteca di Cimbar e qualsiasi argomento viene studiato, approfondito e annotato. Mentre aspetta, lo gnomo vede altri attendenti liberi, alcuni che leggono, altri che discutono pacatamente con chi come lui è in cerca di sapere. Uno in particolare lo sta osservando, in dubbio se avvicinarsi e chiedere se ha bisogno di una mano.
  12. Eldon è ben felice di stare lontano dalla biblioteca. Preferisce gli ambienti sacri dei templi in cui la conoscenza si condivide in altri modi. Ringrazia Keidros per la proposta ma decide di andare a informarsi presso qualche ordine sulla situazione generale e sui Cavalieri del Cielo, per essere preparati a ciò che troveranno. Jebbeddo arriva quindi in biblioteca e trova un attendente pronto ad aiutarlo a trovare ciò di cui ha bisogno. "Come posso esservi utile? Cosa state cercando?" Keidros nel frattempo recupera il carretto e si ferma ad assaggiare lo stufato, sempre ottimo.
  13. La richiesta di Jebbeddo lascia sorpreso l'ufficiale. Non si aspettava certo niente del genere e forse è sollevato che il problema sia lontano dalla sua città. "Capisco la vostra preoccupazione. Purtroppo non ho trovato troppe informazioni, me ne scuso, ma come potete immaginare sono abbastanza sotto pressione. Vi darò un foglio di via con il mio mandato di ricerca per Sandwisper. Lo giustificherò come richiesta di un mercante creditore o qualcosa del genere. Passate dalle stalle della milizia con questi, vi daranno i cavalli e l'equipaggiamento invernale, non sarà una passeggiata percorrere le strade dei Cavalieri del Cielo in questa stagione. Spero di vedervi tornare presto con buone notizie." Detto ciò si risiede, come a congedare i tre, e si mette a studiare le carte lasciategli dai thayan, forse contenenti l'elenco di richieste discusse poco prima.
  14. I tre concordano la linea d'azione e, sazi e soddisfatti dal pranzo, si avviano verso i palazzi della milizia. Il Kej-hab è impegnato e il suo attendente li fa attendere per parecchio nella sala affianco al suo ufficio, una anticamera dai comodi divani imbottiti. Jebbeddo intuisce che la conversazione è tesa dai toni che ogni tanto si alzano dall'ufficio del capo della milizia. Dopo un'attesa piacevolmente alleggerita dal the alle mandorle servito freddo da un servitore, la porta si spalanca e una piccola delegazione di Thayan ne esce a lunghi passi frettolosi. Tra loro ci sono sicuramente un qualche ufficiale militare, un membro della gilda dei mercanti e un nobile, già visti dai tre dopo lo sbarco della nave infestata. Il Kej-hab li accoglie seduto alla scrivania, con la testa tra le mani e un'aria stanca. "Lieto di vedervi, ma spero che anche voi non mi chiediate di sfoltire la mia milizia. Capisco che c'è bisogno di uno sforzo comune contro il nemico che avanza, ma la mia missione è la sicurezza della città. Non posso lasciarla sguarnita." Sbuffa vistosamente, poi si alza come per mettere un punto su questa discussione e chiede il motivo della visita.
  15. Eldon ordina zuppa e coniglio, ma preferisce buttare giù il tutto con della birra scura che ha già provato e della quale è rimasto entusiasta. Risponde al tiefling:"Dicono che le creature sono state viste sciamare nei dintorni di Nethetir, che i porti non sono più sicuri e che di notte non si può più circolare. Dicono che i bastimenti arrivati ieri saranno gli ultimi forse. Il commercio è impossibile, le coltivazioni distrutte... Il Thay sta cadendo." Poi Eldon continua. "Sono d'accordo, parliamone con Edwin e decidiamo una strategia. Per quanto riguarda la miniera, non so se il materiale specifico centri qualcosa, ma sicuramente Michares cercava qualcosa. E visto che non è più tornato o lo ha trovato o ha avuto un qualche tipo di contrattempo..." Poi si complimenta con Keidros per l'idea dei cavalli. "Forse potremmo addirittura ottenere il mandato Kej-hab, dopotutto un cittadino è scomparso. In cambio dei cavalli indagheremmo per suo conto, cosa ne dite?"
  16. I due si dirigono alla solita locanda, affollata dalla solita clientela ancor più numerosa all'ora di pranzo. Uno degli oste saluta i due e prepara un tavolo. Eldon va a chiamare Keidros e torna al tavolo con una notizia. "Mentre salivo ho sentito parlare del Thai. Le voci della sua caduta diventano sempre più gravi." Poco dopo i tre si trovano al loro tavolo, una delle cameriere pronta a servirli. "Di antipasto abbiamo strisce di carne secca, carciofi ripieni al formaggio e pancetta. Poi zuppa di pollo, cereali e cipolle, coniglio saltato in padella, rana allo spiedo e bi stecca annerita in salsa con cipolle stufate. E potete bagnare tutto con un vino rosso novello, appena arrivato con gli ultimi mercantili dal Thai."
  17. Eldon condivide le preoccupazioni di Jebbeddo. "Sicuramente i suoi interessi non erano semplicemente legati al commercio di zolfo. Torniamo in taverna e parliamone tra noi. Vorrei andare a fondo di questa storia e trovare una spiegazione quanto prima." I due tornano quindi con calma verso la biblioteca ed Eldon chiede all'amico se vuole che vada a chiamare Keidros mentre Jebbeddo prosegue da solo.
  18. Dopo qualche minuto di attesa un uomo dalla pelle molto scura e i lunghi capelli bianchi raccolti sulla testa si presenta all'ingresso. "Buon giorno signori, sono Batha, quluc di casa Sandwisper. Emebet mi ha detto che cercavate il padrone. Sono spiacente di dirvi che non lo vediamo da molto tempo. Prego venite, sarò lieto di aiutarvi." Quasi sollevato che qualcuno chieda e che lui possa raccontare, il quluc invita i tre ad entrare, li fa accomodare in un piccolo salotto e fa portare the alla menta e biscotti salati. La casa sembra in perfetto ordine, ma è abitata solo dai pochi domestici. Batha prosegue: "Il padrone ha sempre lavorato in biblioteca, da che io sono entrato al suo servizio molti anni fa. Recentemente però aveva iniziato ad interessarsi d'altro tipo di attività, inusuali per uno studioso. Inoltre sono sicuro non lo facesse per denaro poichè non era avido, anche se parsimonioso, e non palesava la necessità di ottenere più denaro da altre attività. In breve, iniziò ad occuparsi di cave e miniere, in particolare sui Cavalieri del Cielo. Acquistò una piccola tenuta dove si ritira spesso per brevi periodi. Mercanti e possidenti iniziarono a frequentare questa casa, portando mappe e atti di proprietà. Nell'ultimo anno prima della sua partenza stava per concludere l'acquisto di un vecchio giacimento di zolfo, dichiarato esaurito ma per il quale il padrone aveva un particolare interesse, forse perchè certo potesse nascondere ancora il prezioso componente. Credo che l'affare andò a buon fine, ma lo concluse nell'altra abitazione dove penso siano custodite le carte. Vi posso indicare sulla mappa dov'è la sua proprietà. Se lo state cercando per debiti io ho una piccola cassa che ho licenza di usare, altrimenti vi prego di avvisarmi nel caso anche voi aveste notizie. Inizio a preoccuparmi."
  19. La domestica osserva bramosa la moneta. Sicuramente l'assenza del padrone ha impensierito anche lei. Prima di afferrarla, risponde cortesemente che lei non ricorda con precisione l'ultima volta che ha visto Michares, ma è sicura sia partito poco dopo Profondinverno, periodo strano per recarsi sui Cavalieri del Cielo visto il freddo intenso. Prende quindi la moneta, la mette via ringraziando e poi si scusa. "Ora dovrei rientrare. Se avete bisogno di altre informazioni posso chiedere al quluc..."
  20. La cameriera sospende il lavoro che sta facendo e risponde ossequiosa ai due, scendendo dalla piccola scaletta e inchinandosi leggermente. "Il signor Sandwisper non torna a casa da mesi, mi dispiace. Ha lasciato detto che si ritirava nella sua residenza estiva, sui Cavalieri del Cielo. Non abbiamo molte notizie."
  21. La passeggiataa mattutina in città è piacevole e l'atmosfera ordinata come di consueto, anche se Jebbeddo nota un fermento contenuto ma fuori dal normale per Cimbar. Le voci che si rincorrono in città parlano della creatura sulla nave e degli esercito dei cerchi di vuoto che marciano a nord. Uno strillone annuncia che presto truppe verranno inviate a supporto degli altri regni, generando nei cittadini commenti sdegnati o pieni di preoccupazione. Il quartiere dove abita Michares è caratterizzato da ampie strade alberate sulle quali si affacciano ordinate villette, tutte simili ma ognuna personalizzata dai suoi abitanti i cui nomi di famiglia luccicano su targhe in bronzo all'ingresso. Con un po' di fortuna Eldon individua l'abitazione giusta, dalle alte finestre velate da tendaggi azzurri. La villetta è curata, le finestre aperte e il giardino antistante tosato di fresco. Una cameriera molto carina, ciò che ha attirato l'attenzione dell'halfling, sta lucidando la targa in bronzo.
  22. Ciao a tutti, scusate la mia assenza ma era per una buona ragione. È nata mia figlia, un po' in anticipo e senza preavviso, non ce lo aspettavamo, per cui ho momentaneamente messo da parte tutto il resto. Ora sta andando meglio quindi ricomincerò a postare regolarmente. Per la decisione, io voto per le fogne 👍
  23. Eldon concorda con Jebbeddo. "Mi sembra un ottimo modo di procedere. Vediamo se riusciamo a incontrare qualcuno. Se dovesse andare male possiamo sempre avvicinarli in maniera più diretta, spacciandoci per commercianti o vecchi colleghi o chissà che altro. Se non è in città da tempo potrebbe essersi andato a nascondere nella residenza sui Cavalieri del Cielo, chissà per quale scopo."
  24. Eccomi, pronto... dalle ferie mi sembra già passato un anno 😩
  25. Eldon è pensieroso. Sperava in maggiori informazioni dal kej-hab. "Il thayan sicuramente può insegnarci parecchio del nostro nemico e avere un alleato così dentro ai palazzi è sempre utile. Io comunque proseguirei ad indagare sul bibliotecario. Perchè nessuno lo ha più visto in città? Che fine a fatto? Forse la servitù a casa sua saprà darci qualche spiegazione."

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