Per quanto riguarda i GdR, credo che il gradimento per lo show, don't tell dipenda molto dal gruppo. In certi casi mostrare è sicuramente più efficace, ma ci sono anche situazioni in cui alcuni passaggi vanno necessariamente spiegati. Quando faccio da narratore, preferisco mostrare piuttosto che raccontare. Nel mio modo di giocare, infatti, l'obiettivo principale non è uccidere PNG e mostri, bensì ottenere informazioni. Il vero tesoro sono le informazioni: dati affidabili, o comunque utilizzabili, che permettano ai personaggi di comprendere meglio la situazione. Per questo nelle mie campagne trovano spazio anche informazioni false, fraintendimenti, propaganda e quella che potremmo definire la "nebbia di guerra". Come lettore, invece, ho gusti quasi opposti. Apprezzo molto il raccontato e leggo con maggiore piacere cronache, libri di storia e saggi. Leggo pochi romanzi e tendo a preferire la forma del racconto. Tra gli autori che apprezzo di più ci sono Petronio, Apuleio, Giambattista Marino, Jean de La Fontaine e gli altri favolisti francesi del Seicento, oltre a Giambattista Basile. Mi piacciono anche E. T. A. Hoffmann, Gustav Meyrink, H. P. Lovecraft, Robert E. Howard ed Edgar Allan Poe. Tra gli autori italiani contemporanei apprezzo Stefano Benni e Italo Calvino. Per quanto riguarda la fantascienza, prediligo la hard science fiction. In particolare apprezzo David Gerrold, Fred Saberhagen, Robert A. Heinlein e A. E. van Vogt, del quale però conosco e apprezzo soprattutto il ciclo dell'Universo degli Dei dell'Atomo, le altre cose che ha scritto già mi piacciono di meno. In definitiva, direi che il mio rapporto con lo show, don't tell è piuttosto particolare. Come narratore tendo a privilegiare il "mostrare", perché permette ai giocatori di investigare, interpretare e trarre da soli le proprie conclusioni. Come lettore, invece, non ho alcuna diffidenza verso il "raccontare": anzi, spesso apprezzo opere che condensano idee, eventi e riflessioni in modo diretto. Più che una preferenza assoluta per l'uno o per l'altro approccio, per me conta che la tecnica scelta sia funzionale a ciò che l'autore o il narratore vuole comunicare.