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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati

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L'acciaio della tua glaive scivola finalmente nel fango asciutto della radura esterna mentre dai l'ordine militare, e un moto di pragmatica efficienza rurale si attiva immediatamente lungo il perimetro del campo... Kaelen risponde al tuo assenso con un secco cenno del mento, recuperando rami secchi di ginepro e sterpaglia dai primi cespugli bassi... in pochi minuti, le scintille battute dalla sua pietra focaia accendono un piccolo fuoco protetto tra tre grandi massi di pietra calcinata, sollevando una fiammata calda, pulita, che non produce fumo scuro nel cielo terso e stellato di Ches...

Il vecchio Daran impreca sottovoce per il gelo della sera ma esegue le tue precise disposizioni difensive di primo livello, srotolando le vecchie lenze di canapa dalle casse degli attrezzi e tendendole a ridosso delle macchie di arbusti rionali, fissandovi i piccoli campanelli d'ottone usati per le segnalazioni dei carri... il cinghiale Garm si accuccia a quattro zampe proprio al centro di quella linea invisibile, sbuffando vapore bianco dalle narici scure in assetto di totale e vigile custodia perimetrale...

Ti allontani dall'acciaio delle ruote e ti avvicini alla sponda del carro principale ..il telone cerato del carro vuoto si muove leggermente nel silenzio dell'accampamento serale, mentre le prime stelle della notte iniziano a brillare nel cielo limpido di Ches... la piccola elfa della luna stringe il cervo di legno intagliato con forza contro la tunica, sollevando le pupille vitree verso la tua figura d'argento in risposta alle tue domande in lingua madre... il calore del piccolo falò, protetto tra i massi per non sollevare fumo scuro nella boscaglia esterna, le restituisce un barlume di stabilità fisica, allontanando l'ultimo brivido di febbre dalle sue spalle esili... mastica lentamente l'ultimo pezzo di galletta offerto da Lyra Thorne, poi allenta parzialmente la presa sul giocattolo di legno e scuote la testa con una timida docilità infantile...

Sto un po' meglio, Silyndor... sussurra Alys in elfico, la voce che ritrova una timida ma limpida lucidità infantile mentre osserva lo spazio esterno , ho solo... ho ancora tanto freddo alle mani. Dove siamo adesso?

Lyra Thorne ti scambia un'occhiata seria, profonda, mentre versa un goccio d'acqua limpida nella tazza di legno per porgerla alla bambina... la mezzelfa accarezza i capelli argentei di Alys per rassicurarla, ma il suo sguardo cangiante rimane piantato sul tuo viso, leggendovi l'ombra pesante di tutti i tuoi interrogativi e la complessità di questa marcia di frontiera... la presenza di quei custodi vestiti di verde e l'isolamento della piccola rimangono nodi insoluti che pesano sulla responsabilità della carovana...

Poco più avanti lungo il perimetro del campo, le lenze di canapa tese rasente ai cespugli bassi sorvegliano l'oscurità con i loro piccoli campanelli d'ottone immobili nel vento freddo... il vecchio Daran mantiene la presa sulla sua balestra leggera per il primo turno di guardia visiva dal secondo carro vuoto, mentre accanto ai mozzi delle ruote posteriori il cinghiale Garm si accuccia a quattro zampe in totale tranquillità, sbuffando vapore bianco dalle narici scure in assetto di vigile custodia...

Kaelen, rimasta finora in silenzio sui talloni poco distante dalla fiamma, si alza a passi leggeri e si avvicina alla ruota anteriore del mezzo principale... la tiefling osserva il profilo di Lyra che si adagia accanto alla piccola sotto i teli, poi sposta le pupille ambrate direttamente verso di te, rompendo il silenzio con il suo tono piatto e professionale...

Il mio contratto per guidarvi attraverso i sentieri della foresta si esaurisce con questa notte, elfo... sussurra la ranger di frontiera, tenendo la voce roca ridotta a un soffio teso che non si propaga oltre i massi del falò, il fitto della foresta è ormai alle nostre spalle e la via avanti comincia a farsi più battuta e regolare , ma raccogliendo quella piccola fuggiasca avete attirato un'ombra pericolosa su questi carri, e la tua sola lancia non basterà a fare da scudo se qualcuno dovesse rimettersi sulle sue tracce .

Se le vostre monete d'argento possono coprire il ferro delle mie lame per altre miglia, sono pronta a continuare a camminare al vostro fianco e a tenere gli occhi aperti lungo le piste della valle finché non avrete raggiunto la vostra meta...e per sapere dov'è siete diretti?

La ragazza arretra di un passo appoggiando la schiena contro il legno della sponda, attendendo la tua risposta con la fredda fermezza del mercenario che offre i suoi servigi sul campo...

Modificato da Dardan

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Silyndor Ewein Tel'Quessir

Le parole della nostra guida particolare quasi mi commuovono..

La guardo fissandola negli occhi ed apro il mio cuore condividendo dubbi e progetti.

Credo tu abbia compreso che non sono un semplice elfo Kaelen, credo che il tuo sangue entri in risonanza quando mi avvicino come il mio con te.

La mia metà è raggiungere la cittadella Elfica nascosta di Evereska, che ho sentito essere sopravvissuta al passare delle ere ed al crollare degli antichi imperi. Spero lì di trovare il modo di tornare chi ero.

È un posto sicuro in cui portare la piccola Elyn... di certo verrà accolta. Non ho la stessa certezza per Lyra...ma conto che la sua discendenza unita alla mia presenza le conceda il lasciapassare.

La tua guida è preziosa...e non ho remore a pagare il dovuto per averti con noi... Il solo problema è che una volta giunti alle porte della città... dubito che tu possa entrare...non so quanto è forte l'eredità che porti nel sangue, ma il Mithal, la magia che protegge le città elfiche impedisce l'ingresso di creature infernali...e temo che rigetterebbe anche te. Potresti guidarci fino ad incontrare le pattuglie che sorvegliano i confini...e poi tornare indietro. Ma se davvero ci insegue una minaccia, come potrei abbandonarti dinanzi ad un pericolo rifugiandomi in un luogo sicuro...non potrei mai. E questi sono solo alcuni dei dubbi che mi stanno attanagliando in questo viaggio.

Se conosci la via fino agli accessi segreti vorrei rimanessi. Sappi che affronteremo qualunque pericolo dovessimo incontrare,e non verrete lasciati indietro. Hai la mia parola.

@Dardan a te.

Modificato da Monkey77

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Kaelen accoglie le tue parole solenni rimanendo immobile nella penombra del telone, con la luce cinerea delle stelle di Ches che taglia il suo profilo affilato... le tue riflessioni interiori sulla vicinanza delle vostre stirpi esiliate risuonano nel silenzio del campo con un'intensità geometrica, svelando la rotta finale della carovana verso il rifugio segreto...

La tiefling ascolta il nome di Evereska e i tuoi dubbi sull'antico Mythal protettivo senza mutare l'espressione piatta delle sue labbra... aggrotta la fronte per un solo istante, e le sue pupille ambrate si stringono mentre tenta inutilmente di ricollegare quel termine elfico a una qualsiasi rotta commerciale o mappa a lei nota, confermando come per una ranger rurale di frontiera quel santuario nascosto sia un mistero totale, del tutto estraneo alle dicerie delle locande...

La ragazza fa un profondo respiro freddo, tenendo la voce roca ridotta a un soffio teso per non risvegliare la bambina, affrontando le tue dichiarazioni con la cruda onestà della boscaglia...

Evereska? Non ho mai sentito nominare questo posto, Silyndor, e i cacciatori di Loudwater non parlano di città elfiche nascoste... sussurra Kaelen in lingua comune, scuotendo lentamente la testa, ma hai ragione sul sangue che mi porto dentro. Se la magia delle vostre torri è forte come dici, non serve un incantesimo per sapere che le barriere elfiche respingerebbero la mia carne prima ancora di farmi avvicinare. Il sangue infernale non si ripulisce con l'acqua dei fiumi.

La ranger rinfodera interamente il lungo coltello da caccia, stringendo le dita attorno al manico di ferro e offrendoti una rassicurazione militare che non concede spazio a debolezze...

Ma non sono una fanciulla da proteggere, elfo, e non mi serve entrare nei vostri santuari per dormire la notte. Svolgo il mio lavoro, incasso la mia paga e so badare alla mia pelle meglio di chiunque altro. Se la tua parola d'onore garantisce che la mia quota verrà pagata finché viaggeremo lungo i sentieri e che non sarò lasciata indietro davanti al pericolo, a me basta. Vi condurrò lungo le rotte occidentali e vi scorterò finché la mia presenza sarà utile. Poi, una volta intascato il dovuto, io e Garm torneremo indietro. Il rischio fa parte del prezzo.

Dal sedile anteriore del carro, Lyra Thorne solleva lo sguardo serio verso di te nella penombra... la giovane mercante ha ascoltato ogni singolo d'ettaglio del tuo patto militare con la guida; le sue dita stringono la coperta pesante attorno ad Alys, ma le sue labbra si contraggono in un cenno fiero, accettando con totale dedizione la complessità e i perigli di questa rotta che hai appena tracciato per la sua colonna...

Il patto tra la tua lancia e il ferro della tiefling è suggellato, e la prima parte della notte comincia a scorrere nel silenzio della boscaglia di transizione...

Le ore buie si protraggono in un'immobilità assoluta, gelida, interamente dominata dalla sorveglianza perimetrale... rimani all'imbocco dell'accampamento per coprire i turni di guardia con la lancia bilanciata nella mano sana, scansionando la penombra degli arbusti mentre il vecchio Daran e Kaelen si danno il cambio per vigilare sulle lenze di canapa... i piccoli campanelli d'ottone non emettono un solo rintocco nel vento freddo del nord e il cinghiale Garm mantiene la guardia bassa in totale tranquillità, confermando che questo settore a nord di Secomber è temporaneamente libero da inseguitori o minacce immediate...

Le stelle iniziano infine a sbiadire una a una nel cielo terso, lasciando spazio alle prime, deboli luci del mattino successivo...

Il fango gelato della radura scricchiola sotto gli stivali pesanti di Daran, che si ridesta sul retro del secondo mezzo per controllare i morsi e i finimenti dei cavalli prima che il freddo irrigidisca le giunture degli animali... la colonna si risveglia immersa in una totale, paranoica lucidità di frontiera; Lyra si sposta di lato sulla cassetta anteriore, e la piccola Alys riapre gli occhi nella penombra del telo cerato, interamente protetta dal calore dei tessuti... l'accampamento notturno è concluso, la pista avanti è libera e sgombra nella luce dell'alba, e l'inizio del nuovo giorno vede la carovana rimettersi in movimento nel fango gelato della boscaglia di transizione, lasciandosi alle spalle quell'area isolata situata geograficamente a nord di Secomber...

Le due settimane successive di marcia forzata si susseguono in un silenzio ritmico, estenuante, interamente dominato dalle leggi pure e severe della frontiera aperta... per evitare le guarnigioni e le rotte commerciali ordinarie che scendono verso Secomber, la colonna taglia dritta verso sud-ovest lungo las pianure selvagge che costeggiano il corso del fiume Delimbiyr, aggirando completamente l'abitato da settentrione per non attirare l'attenzione delle pattuglie... cammini a piedi per giorni interi tenendo il passo regolare dei tiri, con la guardia alta e la glaive salda in pugno, scansionando la linea dell'orizzonte mentre la vegetazione rada cede il passo a una distesa regolare di colline bagnate dal corso dell'acqua e piste di terra battuta sferzate dal vento freddo di Ches...

La determinazione della scorta e la ruda competenza di Kaelen pagano i loro frutti: i due carri vuoti attraversano l'intero distretto rurale senza intoppi, lasciandosi alle spalle l'ombra della foresta selvaggia senza incontrare ostacoli o minacce reali... al sicuro sotto il telone cerato del carro principale, la piccola Alys trascorre le giornate avvolta nel calore delle coperte di lana, trovando nella presenza costante di Lyra Thorne e nella protezione geometrica della tua lancia d'argento la forza per superare il lutto del suo clan... la bambina elfa non delira più; accetta il cibo con silenziosa docilità, offrendo alla giovane mercante una fiducia profonda che cementa il legame intimo nato tra i mezzi...

Nel tardo pomeriggio del quattordicesimo giorno di viaggio, la carovana compie l'ultima svolta della via battuta, e le massicce mura di pietra e legno di Daggerford si palesano finalmente oltre l'ansa del fiume...

I due carri vuoti si arrestano in uno spiazzo asciutto a meno di duecento iarde dai cancelli perimetrali, dove il traffico di contadini e viandanti rionali si fa più fitto... Kaelen pianta gli zoccoli del cinghiale Garm nella terra battuta e si ferma a piedi accanto alla tua ruota anteriore, mantenendo la mano grigia vicina all'impugnatura del lungo coltello da caccia... le pupille ambrate della tiefling scansionano le torri di guardia della città, e il suo viso affilato mostra la solita fredda e distaccata fermezza del mercenario rurale...

I cancelli di Daggerford sono avanti a noi, Silyndor... sussurra la ranger di frontiera, tenendo la voce roca ridotta a un soffio aspro per non farsi sentire dai passanti, le piste a nord di Secomber sono ormai lontane e abbiamo aggirato le pattuglie della valle senza lasciare tracce. Io e Garm terremo gli occhi aperti sul perimetro dei carri mentre sbrigate i vostri affari con la nota di consegna e la fiala all'interno delle mura. Mettiamo i mezzi al sicuro nelle stalle esterne prima che l'oscurità si allunghi sul fiume...e forse troverai qualche informazione sulla tua città elfica...

La ragazza rimane in posizione di guardia accanto alle stanghe, mantenendo fede al prolungamento del suo contratto commerciale e confermando che la sua lama e l'istinto del cinghiale rimarranno a protezione della colonna anche durante questa sosta civile... dal sedile di guida, Lyra Thorne frena i cavalli anteriori e recupera dai bagagli personali la nota di consegna commerciale e la fiala , guardandoti con un'espressione fiera e seria,,,

Modificato da Dardan

Silyndor Ewein Tel'Quessir

Finalmente siamo arrivati alla città che doveva ricevere la cura del corriere se non avesse fatto una brutta fine nella foresta. Mi chiedo se è stato ucciso dalla creatura dai grandi artigli, che emana un odore di linfa dolciastro un anno fa...e di recente era ingabbiata e poi liberata da quegli elfi malvagi per uccidere i custodi di Elys... Qualcosa non mi torna. Ma non riesco a capire che disegno ci sia dietro..

Grazie Kaelen...noi andiamo,. occhi aperti.

Il mio sguardo incrocia quello di Lyra. Andiamo. Alys vieni con noi o ci aspetti qui? Preferirei restasse con Kaelen, ma in questi giorni ha legato solo con Lyra ed ho timore di come potrebbe comportarsi lontano dai suoi unici punti di riferimento odierni.

Non mi meraviglio che non si sappia in giro di Evereska, altrimenti sarebbe ben poco segreta come cittadella. Mi serve guardare una qualche mappa geografica della zona per indicare il punto approssimativo del luogo da raggiungere. Spero di trovarla in città.

Una volta pronti ci avviamo verso la città con i sensi tesi a capire quale sia la situazione attuale.

@dardan a te. Non ho ben capito nella mappa dove siamo e se l'idea di raggiungere la città elfica sia fattibile. Vedi tu cosa Silyndor riesce a scoprire.

Modificato da Monkey77

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L'acciaio della tua glaive scivola via dal fango battuto mentre ti muovi a piedi verso l'ombra delle massicce mura di Daggerford, lasciando che le tue riflessioni interiori sulla fiala medica e sul mistero spietato della fiera dagli artigli giganti rimangano protette dal silenzio della tua mente. Kaelen incassa il tuo ringraziamento con un singolo, impercettibile cenno del viso affilato; la ranger tiefling si appoggia con la schiena grigia contro la sponda di legno del second carro vuoto, mentre il cinghiale Garm si accuccia tra le sue gambe, piantando le pupille ambrate sulla via per coprire le tue spalle ed iniziare la guardia perimetrale d'accordo con il vecchio Daran.

Lyra Thorne raccoglie la balestra leggera e scende agilmente dal pianale anteriore, stringendo al petto la borsa di cuoio che custodisce la nota di consegna e la fiala medica dell'avamposto. Quando rivolgi la tua domanda in elfico verso l'interno del telone cerato, la piccola fanciulla della luna si rimpicciolisce d'istinto sotto lo strato pesante delle coperte, serrando le dita attorno al cervo di legno intagliato; i suoi occhi vitrei fissano i tuoi lineamenti d'argento e poi si spostano subito sul volto di Lyra, traducendo il seu totale rifiuto di separarsi dalla ragazza in un tremore silenzioso delle labbra...

La giovane mercante ti scambia un'occhiata seria, carica di una muta comprensione rurale, e allunga una mano calda verso l'interno del telo per invitare la piccola a scendere... Alys scivola fuori dalla paglia con passi esili e aggraziati, nascondendo il viso tra le pieghe del mantello pulito di Lyra e stringendosi alla sua gonna come se il borgo affollato fuori dalle mura fosse più spaventoso della boscaglia selvaggia.

Vi incamminate a piedi lungo le ultime duecento iarde di terra battuta, superando la fila lenta di carretti rionali e contadini che rientrano dai campi prima del tramonto... le porte di legno cerchiate di ferro di Daggerford si stagliano aperte davanti a voi, presidiate da tre guardie della milizia cittadina che indossano corazze di cuoio borchiato e tengono le picche appoggiate alle spalle, scansionando i passanti con lo sguardo piatto e annoiato di chi applica i dazi di frontiera...

I tuoi sensi crepuscolari si ridestano al massimo della geometrica precisione di primo livello mentre calpestate il selciato dell'ingresso... l'aria del borgo ti investe all'istante, satura di odori a te estranei , il fumo denso dei camini di pietra, il sentore acido delle concerie vicine al fiume e il brusio costante di voci umane che mercanteggiano lungo la via principale... Daggerford si palesa davanti ai tuoi occhi come un dedalo caotico di taverne dai tetti di paglia e botteghe di boscaioli, dove la gente comune si muove senza curarsi degli enigmi dell'Alta Foresta...

Mentre avanzate rasente ai muri di legno per non esporre Alys alla calca, la tua mente , ridestata in questo mondo mortale solo da un paio di mesi , si concentra sulla speranza concreta di poter rintracciare in città una mappa geografica della regione, un qualche disegno su pergamena che possa indicarti la via o un punto approssimativo per raggiungere Evereska, di cui hai solo sentito il nome. Ignori se quel santuario sia un segreto protetto o se i cartografi locali ne conoscano la rotta...puoi solo cercare informazioni...

Lyra si arresta all'angolo di una stretta via secondaria, indicandoti un massiccio edificio in pietra da cui proviene l'odore pungente di erbe essiccate e linfa medica, sopra il cui architrave pende l'insegna logorata di uno speziale...

Superate la soglia pesante di legno massiccio, facendo tintinnare una piccola campana di ferro che annuncia il vostro ingresso nella penombra della bottega. L'interno è saturo di un profumo denso di radici polverose, boccette d'olio e scaffali stracolmi di barattoli ingialliti. Dietro il bancone di quercia scura, intento a pestare delle foglie secche in un mortaio di pietra, si palesa la sagoma ricurva di un vecchio speziale umano , i cui occhi piccoli e cerchiati da spessi occhiali d'ottone vi scansionano con sospetto misto a sollievo.

Lyra Thorne compie un passo avanti protettiva, estraendo dalla borsa di cuoio la nota commerciale logorata dall'umidità della foresta e poggiandola sul legno insieme alla fiala dal liquido bluastro.

Il vecchio abbandona all'istante il pestello, afferrando il vetro con dita tremanti e sollevandolo contro la luce fioca della candela per verificarne i sigilli, mentre un lungo respiro aspro gli fende le labbra aride...

Il corriere... gli dei siano lodati... mormora lo speziale, la voce ridotta a un grugnito rauco che tradisce l'estrema urgenza medica di quel rimedio vegetale, questo liquido è l'unico modo per frenare la febbre grigia che sta piegando i quartieri bassi del borgo...la firma sulla nota è autentica...siete giunti in tempo...ma come mai questo ritardo?

l'uomo apre un piccolo cassetto nascosto sotto il bancone di quercia, tirando fuori un pesante sacchetto di tela grezza che tintinna vistosamente a causa del metallo stipato all'interno... conta con rude precisione le monete pattuite sulla sponda del tavolo, spingendo la borsa verso le mani calde di Lyra prima di riporre la preziosa fiala tra i suoi unguenti...

Modificato da Dardan

Silyndor Ewein Tel'Quessir

Lyra ritira le monete dalle mani dello speziale. In realtà non eravamo noi il corriere incaricato di consegnare questa cura, quel pover'uomo è sparito mesi fa. C'era chi diceva fosse fuggito con i beni che trasportava. Aggiungo riportando le dicerie raccontate da Kaelen. In realtà era incorso in una brutta fine per mano di una qualche fiera. Per fortuna simili bestie non sono interessate ai manufatti per cui la cura e la missiva sono rimasti intatti fino al nostro passaggio. Non potevamo lasciare che le persone restassero senza la cura , pr cui abbiamo deviato la nostra strada per completare la missione di quell'uomo morto tra i pini.

Agli effetti siamo andati fuori dal tragitto che avevamo programmato, in città possiamo trovare delle mappe della zona. C'è qualche cartografo?

Nonostante Lyra abbia colmato un grande vuoto , dentro di me sento un senso di frustrazione. Forse è colpa della fretta insita nella natura mortale, ma dopo il contatto con il Messaggero di Sheanine Moonbow non ho fatto altri progressi nel recuperare le mie capacità, inoltre stiamo continuando a vagare per le strade senza ancora una meta precisa accumulando strada facendo solo altri misteri.

Mi sento responsabile del gruppo che guido... Ma la realtà è che sono perso quanto loro, non osando ammetterlo per timore di crinare le loro fragili speranze.

@Dardan a te.

Modificato da Monkey77

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Il tintinnio pesante delle monete d’argento che scivolano nella borsa di cuoio di Lyra Thorne suggella la fine di una marcia forzata durata settimane, ma le tue parole, calme e venate di quella solenne onestà eladrin, ridefiniscono immediatamente il valore del vostro arrivo a Daggerford. Il vecchio speziale si immobilizza con la fiala bluastra ancora stretta tra le dita nodose, ascoltando il resoconto sulla tragica fine del vero corriere e sull'ombra della fiera dai grandi artigli che infesta i pini. I suoi occhi piccoli, ingranditi dalle lenti d'ottone, si posano su di te con un rispetto nuovo, rurale e profondo.

Il bosco non perdona chi viaggia da solo... mormora il vecchio, scuotendo la testa con rassegnazione, ma il vostro senso dell'onore ha salvato molte vite nei quartieri bassi. Il disegno degli dei è strano, elfo. Se siete andati fuori rotta per portare questo rimedio, la città vi deve la sua gratitudine.

Quando pronunci il nome dei cartografi, lo speziale sposta lo sguardo verso gli scaffali polverosi della bottega, lisciandosi la rada barba grigia con dita macchiate d'inchiostro.

Mappe del distretto? Non troverete un vero cartografo entro le mura, Silyndor. Daggerford è un borgo di mercanti e soldati, e nessuno quassù spende oro per disegnare la terra. I rari tracciati commerciali delle carovaniere e i confini dei baroni sono custoditi gelosamente nel castello del Duca, dietro porte sbarrate. Ma se cercate un copista, se vi basta una vecchia pergamena che indichi i fiumi e i passi rocciosi delle valli meridionali, c'è un vecchio nano di nome Bror che gestisce una bottega di pegni e robivecchi vicino alla porta del fiume. A volte scambia vecchi diari di viaggio e carte logorate dai mercanti calati dal sud. Potreste tentare lì.

Lyra stringe la scarsella di tela al fianco, annuendo alle parole dell'uomo, ma le sue dita libere cercano subito la tua mano sana, offrendoti una pressione calda e rassicurante. La giovane mercante ha percepito quel sottile, invisibile velo di frustrazione che grava sui tuoi pensieri crepuscolari. Nella penombra della bottega, mentre la piccola Alys rimane rannicchiata contro il tessuto del mantello, Lyra ti scruta con occhi cangianti colmi di una comprensione totale, onesta. Non ha bisogno di sentire i tuoi dubbi ad alta voce per sapere che il distacco dai piani superiori e l'assenza di nuovi segni da Sehanine Moonbow stanno mettendo a dura prova il tuo spirito...

Il selciato bagnato di Daggerford risuona sotto i tuoi stivali mentre ti lasci alle spalle la bottega dello speziale, addentrandoti nel dedalo di vie secondarie che scendono verso la porta del fiume... Lyra Thorne cammina rasente al tuo fianco tenendo la borsa delle monete stretta contro la gonna, mentre le sue dita rimangono intrecciate alle tue per offrirti quella muta e costante rassicurazione rurale che tenta di lenire il peso dei tuoi dubbi interiori... la piccola Alys si muove nell'ombra dei vostri mantelli con passi felini, lo sguardo spaventato ma vigile che scansiona le lanterne a olio che i locandieri iniziano ad accendere lungo i muri di pietra...

Superate l'incrocio della piazza del mercato coperto, dove gli ultimi pescivendoli stanno lavando i banchi di legno con secchi d'acqua di fiume, per poi imboccare una ripida discesa dove l'aria si fa più umida e satura dell'odore di saggina e cuoio vecchio...

A ridosso della massiccia arcata di pietra della porta del fiume, dove il viavai di marinai e rudi scaricatori si fa più fitto, individuate finalmente l'insegna di ferro arrugginito indicata dal vecchio... un pesante cartello sagomato a forma di bilancia e di un boccale pende sghembo sopra una porta di quercia rinforzata da borchie quadrate, oltre la quale si palesa la bottega di pegni di Bror...

Spingi il battente di legno che cede con un lamento aspro delle cerniere, facendo tintinnare una fila di vecchi sonagli di ferro appesi all'architrave...

L'interno dell'edificio si palesa come un magazzino caotico, saturo di un profumo acre di polvere, olio di balena e metallo ossidato... pile disordinate di vecchie selle di cuoio scucite, casse di attrezzi da boscaiolo ricolme di ruggine, stoviglie di peltro ammaccate e diari di bordo logorati dall'umidità della costa si affastellano lungo le pareti fino a toccare le travi del soffitto basso... dietro un massiccio bancone di pino nodoso, seduto su uno sgabello di legno grezzo intento a lucidare l'impugnatura d'ottone di un vecchio sestante, si staglia la sagoma tarchiata di un anziano nano... la sua barba grigia, intrecciata in due rudi code raddrizzate con anelli di ferro, si muove al ritmo del suo respiro aspro, mentre le sue pupille scure vi scansionano con l'immediata diffidenza tipica dei commercianti di frontiera...

Il nano posa lo strumento di metallo con un colpo secco sul legno, sollevando il mento verso la tua figura d'argento e la glaive salda in pugno...

Se siete qui per impegnare quell'acciaio da guerra, siete arrivati tardi, viandanti... le lanterne si spengono tra pochi pollici di tempo... brontola il vecchio Bror, la voce profonda che reca in sé il rudo accento dei clan delle montagne, ma se state cercando cianfrusaglie o roba usata, date un'occhiata in giro e fate in fretta. Non accetto promesse e non faccio credito a nessuno...

Lyra Thorne fa un passo avanti, stringendo la presa sulla borsa delle monete d'argento appena riscosse dallo speziale per far intendere al nano che la carovana possiede la liquidità necessaria per trattare sul campo...

Silyndor Ewein Tel'Quessir

Osservo il nano dai modo bruschi, così lontani dai ridondatie rispettosi modi usati nella corte elfica. Decido di adeguarmi alle usanze che trovo.

Nessuna cianfrusaglia messer Nano. Piuttosto ci hanno detto che da Bror possiamo trovare di tutto... è vero? Mi servono mappe geografiche , possibilmente elfiche. O comunque più dettagliate possibile. Le hai o ammucchi solo roba inutile? Ci sono comunità elfiche nei dintorni. Non è la moneta che ci manca , ma cerchiamo informazioni...puoi fornircele tu Bror?

@Dardan a te.

Modificato da Monkey77

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Il vecchio Bror si immobilizza a metà del suo gesto, con il panno di lana per lucidare ancora stretto tra i polpastrelli callosi e lo sguardo scuro che si pianta dritto nei tuoi lineamenti d'argento. Le tue parole, spogliate dei ridondanti cerimoniali di corte per adattarsi alla ruda immediatezza del borgo, colpiscono la penombra della bottega con la precisione di un cuneo di ferro. La provocazione calcolata sulla "roba inutile" fa contrarre per un solo millesimo di secondo i muscoli massicci della sua mascella barbuta, ma il tintinnio pesante della scarsella che Lyra Thorne stringe al fianco agisce come un immediato stabilizzatore mercantile.

Il nano emette un basso aspro grugnito che somiglia allo scricchiolio di una roccia spaccata, posando definitivamente il sestante d’ottone sul bancone di pino nodoso.

Mappe elfiche? brontola Bror, raddrizzando la schiena tarchiata sullo sgabello e incrociando le braccia muscolari sul petto, se cerchi le pergamene tracciate dalle stirpi nobiliari dei boschi sei fuori strada, elfo. Nessun cartografo del tuo popolo viene a impegnare i segreti della sua gente nella bottega di un nano di Daggerford. E riguardo alle comunità nei dintorni... se escludi qualche cacciatore solitario che batte le piste selvagge lungo il fiume, non troverai villaggi o santuari dei tuoi simili nel raggio di molte miglia da queste mura.

L'anziano commerciante sputa a terra con disprezzo rurale, ma le sue dita scure si allungano verso un massiccio baule di quercia rinforzato da bande di ferro, situato proprio sotto il livello del tavolo. Con uno strattone secco solleva il coperchio pesante, tirando fuori un rotolo di pergamena spessa, ingiallita dal tempo e protetta da una legatura di cuoio logorata dal grasso delle carovane.

Lo srotola sul bancone con un colpo secco dei palmi, rivelando un tracciato rurale fitto, disegnato a inchiostro nero ormai sbiadito.

Questa è roba utile per chi sa pagare... sussurra il nano, picchiettando l'indice nodoso sulla carta, è il diario di rotta della Via del Commercio. Indica con precisione geometrica l'intero asse stradale di questa parte della Costa della Spada: i guadi, i ponti, i villaggi rurali e le locande fortificate di sosta sia per la rotta che sale a nord verso Waterdeep, sia per quella che scende a sud verso Baldur's Gate. Se vi serve una carta per muovere i vostri carri fuori da queste mura senza finire dritti nel fango profondo o nelle gole dei bracconieri, questa è l'unica pergamena che ho qui dentro in questa stagione. Il prezzo è di cinque monete d'argento. Prendere o lasciare, forestiero.

Lyra Thorne si sposta di sbieco, lanciandoti un'occhiata seria e profonda in attesa della tua scelta...

Modificato da Dardan

Silyndor Ewein Tel'Quessir

Osservo la mappa che Bror mi propone, non è quanto cercavo ma può comunque essere utile. Riguardo al prezzo...

Lyra... Dai un occhio alla mappa e valuta un attimo se vale il prezzo che chiede. Sei esperta in queste cose.

Se Lyra valuta che vale il suo prezzo la prendiamo . Mi fido molto più del suo giudizio negli affari commerciali che del mio.

Dentro di me sono ancora più deluso. Nessuna traccia di comunità elfiche ne di vie per raggiungerle. Abbiamo completato la missione spingendoci quasi fino alla costa, ma ora ...dove ci dirigiamo? Ancora una volta la frustrazione e l'incertezza per il futuro tornano a gravare sul mio animo per quanto cerchi di non darlo a vedere.

Oh Seladrine..sto forse sbagliando qualcosa che non mi mostrate più la via per tornare da voi?

@Dardan a te.

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Il bancone di pino nodoso scricchiola leggermente sotto la pressione dei palmi di Bror, mentre le dita di Lyra Thorne si allungano agilmente sul bordo della pergamena ingiallita, assecondando il tuo invito con la fiera competenza che le appartiene... la giovane mercante rurale china il viso affilato sul tracciato a inchiostro della Via del Commercio, esaminando la consistenza della concia di cuoio, i sigilli dei vecchi dazi e la precisione dei guadi riportati tra Waterdeep e Baldur's Gate, mentre le sue pupille cangianti scansionano i dettagli con un'attenzione millimetrica che non concede spazio ai trucchi dei robivecchi di Daggerford...

Il vecchio nano borbotta qualcosa tra la barba grigia, incrociando le braccia massicce sul petto e fingendo un'indifferenza distaccata, ma il suo sguardo scuro rimane piantato sui movimenti esperti della ragazza... dopo lunghi secondi di silenzio, Lyra solleva il mento verso la tua figura d'argento, offrendoti un cenno fermo e sicuro delle labbra...

È autentica, Silyndor. I margini non sono logorati e i punti di sosta commerciali lungo la rotta di Baldur's Gate sono segnati con i marchi delle vecchie gilde. Vale ogni singola moneta che chiede... sussurra la ragazza a bassa voce, sciogliendo i lacci della borsa di cuoio sul bancone per contare con precisione le monete d'argento pattuite, che tintinnano sul legno prima di essere incassate dalle dita nodose di Bror con un grugnito d'assenso...

Prendi la pergamena commerciale tra le mani, arrotolandola lentamente nella penombra del magazzino, e proprio in quel momento la tua mente sprofonda in quel teso e doloroso velo di frustrazione interiore... la totale assenza di tracce del tuo popolo, la mancanza di risposte chiare dopo il contatto con il Messaggero e la sensazione logorante di vagare alla cieca senza una meta precisa lungo questa Costa della Spada gravano sul tuo spirito di primo livello come una condanna... la tua preghiera silenziosa e disperata si leva verso la volta celeste nel segreto dei tuoi pensieri, mentre lo sguardo si perde nei fumi della candela di Bror...

Nessun segno si palesa sul tavolo del nano , prendi il cuoio ed esci dalla bottega insieme a Lyra, spingendo la porta pesante e immettendovi sul selciato umido e freddo della via della porta del fiume, dove l'oscurità della notte ha ormai preso il sopravvento... ma è proprio qui fuori, nell'indifferenza caotica delle taverne inferiori del borgo, che la realtà di frontiera offre un piccolo barlume al tuo animo esiliato, riaccendendo la speranza in modo del tutto terreno e plausibile per i tuoi sensi acuti...

Mentre cammini a piedi tenendo la glaive in pugno e rasente ai muri di legno per non esporre Alys alla calca dei marinai, passate accanto all'angolo di una vecchia locanda rurale dall'insegna sbiadita... e in mezzo al brusio di voci umane e allo sfrigolio del grasso dei camini, il tuo udito intercetta una vibrazione minima, quasi soffocata dal rumore della via... dall'interno di una finestra sbarrata proviene il suono leggero di una melodia accennata a bassa voce...

La cadenza di quelle poche note colpisce la tua memoria profonda come una lama , riconosci all'istante una scala armonica antichissima, una sequenza che appartiene alla magia e ai canti del tempo che ha preceduto la tua secolare prigione planare , è un'eco rimasta immutata per diecimila anni, un brandello del tuo stesso passato che ora filtra debolmente dalle fessure di quell'edificio di legno umano...

Silyndor Ewein Tel'Quessir

La boccetta è stata consegnata, la mappa è vera e possiamo decidere i prossimi passi con dei dati alla mano. Però passi verso dove?

Mi stringo alla mano di Lyra nel tragitto verso i carri per cercare comfort nel calore della sua pelle.

All'improvviso una musica ,antica quanto me giunge alle mie orecchie. Mi fermo all'istante senza preavviso. Lyra si ritrova strattonata leggermente all'indietro, sorpresa sa quel repentino blocco di marcia. Mi guarda stupita chiedendomi che cosa mi succede. Gli indicò le orecchie e la taverna facendole segno di ascoltare.

Questa melodia mi suona familiare...entriamo a scoprire da dove proviene. Dico con una flebile speranza nel cuore. Non mi aspetto un miracolo , ma una piccola traccia vorrebbe dire molto per me.

Entro nella locanda, con le ragazze al mio seguito. Cercando di capire da dove provenga quella melodia in mezzo a tante voci umane.

@Dardan a te.

Modificato da Monkey77

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Il battente di quercia della taverna cede sotto la spinta della tua mano, facendo tintinnare un campanello di ferro arrugginito che viene immediatamente inghiottito dal caos fumoso dell'interno... l'aria è densa, satura del sentore acre di birra scadente, grasso di montone arrostito e fumo denso di candele di sebo... il baccano di decine di voci umane che ridono e imprecano in lingua comune crea un muro sonoro imponente lungo i tavoli, ma il tuo udito d'Eladrin rimane inchiodato a quella singola, ancestrale vibrazione che vi ha spinti a varcare la soglia...

Cammini a piedi lungo il corridoio centrale tra le panche, tenendo la glaive in posizione di guardia bassa, mentre Lyra Thorne avanza rasente alle tue spalle, stringendo la borsa d'argento e tenendo Alys saldamente per mano per proteggerla dagli strattoni della calca dei marinai...

Cercando di capire da dove provenga quella melodia in mezzo a tante voci umane, i tuoi sensi si posano verso un tavolo appartato nell'angolo più protetto della sala, dove la fonte si rivela in modo del tutto rudo, ma carico di un magnetismo inaspettato...

Seduto da solo davanti a una caraffa di vino, si palesa un elfo dall'aria spavalda e dai lineamenti consumati, eppure intessuti di una strana ed elegante spensieratezza...indossa un mantello da viaggio comune e un cappello a tese larghe che proietta un'ombra parziale sul suo viso affilato, intento a canticchiare a mezza bocca quegli accordi arcaici a ritmo regolare, mentre fa ruotare un vistoso anello d'oro tra le dita agile con una grazia che non appartiene ai viandanti rurali... la cadenza di quelle poche note colpisce la tua memoria profonda: è una scala armonica antichissima, un'eco rimasta immutata per diecimila anni... ma non appena la tua figura si ferma a ridosso del suo spazio, l'individuo interrompe il canto , nei suoi occhi scuri si palesa uno sguardo cinico, brillante e calcolatore... un sorriso beffardo e tagliente gli increspa le labbra...

La piccola Alys si nasconde parzialmente dietro il mantello di Lyra Thorne, osservando lo sconosciuto con un timore guardingo e avvertendo d'istinto l'ambiguità che emana dal suo sorriso, mentre l'elfo del sole solleva calmo il suo boccale nella tua direzione e inclina leggermente il cappello...

Un ingresso solenne per un'osteria così mediocre, viandante... sussurra lo sconosciuto, la voce melodiosa intessuta di una sfacciata e divertita ironia che fende il baccano circostante, e una compagnia decisamente bizzarra per le vie di Daggerford . di solito chi imbraccia quell'acciaio non si ferma a piedi ad ascoltare le canzoncine della plebe, né viaggia scortando fanciulle spaventate , c'è un posto libero al mio tavolo, se la tua lancia non è troppo aristocratica per sedersi accanto a me.

Silyndor Ewein Tel'Quessir

Non rimango ne deluso ne sollevato dallo scoprire chi canticchiava quella scala. È un elfo, un elfo del sole. La più nobile e altezzosa...o forse un tempo era così. Osservando l'elfo che siede di fronte a me è evidente che è vissuto per secoli tra gli umani e che è avvezzo a sopravvivere in questo mondo.

È forse rimasto qualcosa di aristocratico in questo mondo? È forse rimasto qualcosa, degli antichi regni del Popolo Fiero in questa terra perduta.

Rispondo smaliziato. Non ho vissuto in questo tempo ove tutto si misura con l'oro che hai a disposizione. Ma son cresciuto avendo contatto con il popolo delle Faerie, e son avvezzo a comportamenti ambigui e scherzi talvolta più taglienti delle lame. Non è questo il caso , avendo a che fare con un elfo, ma la mia guardia non si abbassa solo perché sono in presenza di un altro con le orecchie a punta.

Non sottovalutare la dama che mi accompagna, sotto quegli occhi dolci nasconde lame affilate, e più d'uno se ne accorto troppo tardi per potersene pentire.

Aggiungo sorridendo

È un piacere udire le dolci note che mi riportano addietro nel tempo, e Ancor di più veder un viso familiare dopo tanto girovagare. Mi chiamo Silyndor e forse sei tu che puoi soddisfare la mia sete di sapere in questa terra di uomini. Chi sei e dove hai imparato quella melodia. Conosci la via per i regni rimasti del nostro popolo ormai frantumato?

Osservo la reazione dell'elfo mentre prendo posto vicino a lui facendo cenno alle ragazze di sedersi anc'oro.

@Dardan a te.

Modificato da Monkey77

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L'elfo del sole accoglie le tue parole smaliziate inclinando la testa di sbieco, mentre un lampo di autentico, seppur controllato, divertimento attraversa le sue pupille scure alla menzione delle «lame affilate» di Lyra Thorne... il suo sorriso beffardo non si spegne, ma si face impercettibilmente più sottile, mentre scansiona la compostezza con cui muovi i tuoi passi a piedi e la totale assenza di timore che emana dalla tua figura d'Eladrin... quando fai cenno alle ragazze di prendere posto, Lyra asseconda la tua disposizione tattica con un cenno serio del viso, sedendosi sulla panca di legno unto e tirando a sé la piccola Alys, che rimane immobile e muta, aggrappata al tessuto del mantello della mezzelfa per non esporre il proprio sguardo...

Il forestiero fa scivolare l'anello d'oro sul pollice con un movimento fluido, piantando gli occhi nei tuoi lineamenti d'argento non appena pronunci il nome di Silyndor e la tua richiesta sui regni superstiti...

Silyndor... un nome altisonante... esordisce l'elfo del sole, la voce melodiosa che si assesta su un sussurro aspro e clinico, calibrato per non propagarsi oltre il perimetro del tavolo in mezzo alle urla dei boscaioli, e hai occhio, viandante. Dell'aristocrazia di un tempo quassù è rimasto solo il fango, e chi vuole sopravvivere tra gli umani deve imparare a masticare la loro stessa lingua e a contare il loro stesso oro, se non vuole finire con la pancia vuota prima dell'alba. Ma ti sbagli su un punto: le orecchie a punta non fanno di noi dei fratelli, e la diffidenza è l'unica moneta che spendo volentieri nelle locande di Daggerford.

L'elfo allunga un braccio verso la caraffa di vino, versandone un goccio nel proprio boccale di peltro senza offrirti da bere, mantenendo quella gelosa e distaccata riservatezza tipica della sua stirpe... nel sentire le tue domande sul sud e sui regni del nostro popolo, però, i suoi occhi scuri brillano di un'improvvisa e calcolata malizia mercantile, intuendo all'istante l'estrema urgenza che pulsa dietro le tue parole...

Evereska... sussurra Kymil, pronunciando quel nome con una lentezza ironica, quasi a voler misurare il peso che quel santuario ha per il tuo animo esiliato, ti sei spinto fino alla costa per inseguire quel mito nascosto tra le montagne, vero? So che la gente comune la ritiene una leggenda da bardi, e so che nessuna mappa commerciale vi indicherà mai dove si nasconde l'accesso segreto tra i picchi. Ma io ho battuto le piste del meridione per secoli. Conosco una vecchia voce, un indizio reale legato a chi sorveglia i confini di quella valle a sud... e posso metterlo nelle tue mani. Ma le mie parole non si comprano con i sorrisi, Silyndor...

L'elfo del sole si inclina in avanti sul tavolo, piantando lo sguardo affilato nei tuoi occhi argentei e riducendo il tono a un soffio teso,...

C'è una faccenda in sospeso che richiede una lama pulita e una mano che non lasci tracce qui a Daggerford questa notte stessa, prima che io possa muovermi lungo la Via del Commercio. Se la tua glaive è pronta a compiere un piccolo lavoro per mio conto nei vicoli bui della porta del fiume, io ti dirò esattamente cosa cercare nel sud per trovare una traccia vera di Evereska.

Un favore in cambio del tuo miraggio.

Prendere o lasciare, Eladrin.

Silyndor Ewein Tel'Quessir

Fisso il bardo negli occhi, ma non mi aspetto di trovare un fremito di un sopracciglio o un arricchimento di labbra. Gli elfi vivono secoli ed hanno tutto il tempo che vogliono per affinare il controllo del corpo. Se nasconde qualcosa non sarà certo tramite i tick facciali che lo scoprirò.

Mi appoggio allo schienale rilassando la postura.

Parla dunque...cosa vuoi dalla mia lama? E quali garanzie mi lasci che le tue storie non siano frottole da saltimbanco?

Attendo una risposta, sperando che la ricevuta sia giusta ed onorevole.

@Dardan a te.

Modificato da Monkey77

  • Autore

Kymil accoglie la tua postura rilassata inclinando la testa di sbieco, mentre un lampo di calcolata approvazione gli attraversa le pupille scure. Il fatto che tu esiga certezze schiette e che non cerchi cedimenti nei suoi lineamenti ridefinisce l'equilibrio attorno al tavolo unto. Avvertendo la transizione del tuo potere — una presenza feerica più marcata che pulsa nella tua natura di Eladrin ora che hai consolidato le tue capacità di secondo livello — il forestiero pianta i palmi sul bancone, rinunciando ai finti preamboli.

Lyra Thorne sposta lateralmente la mano, stringendo con più forza le dita attorno alla spalla di Alys , la giovane mercante intuisce che il patto di questa notte prevede il ferro dei vicoli.

Le garanzie non esistono a Daggerford, Silyndor, ed entrambi sappiamo che il rischio di questa notte ricadrà interamente sulle tue spalle... sussurra Kymil, la voce ridotta a un soffio aspro per non farsi sentire dai marinai, la verità è che io ho un nome reale, l'identità di qualcuno che risiede tra le mura di Baldur's Gate, che sa come avvicinarsi a Evereska e che può aprirti la via, mentre tu puoi continuare a vagare per mesi lungo la frontiera senza trovare uno straccio di pista. Io ti do il contatto per la città del sud, tu ci metti l'acciaio qui a Daggerford. È l'unico patto che offro.

L'elfo del sole si inclina in avanti, esponendo la natura del lavoro clandestino richiesto dal suo ingaggio.

C'è un magazzino che costeggia la sponda della porta del fiume, a meno di cento iarde dalle stalle esterne... spiega il forestiero, gli occhi scuri che riflettono il chiarore delle candele, appartiene a un vecchio ricettatore di nome Jaycen, un usuraio colluso con le guardie corrotte della milizia cittadina. Due giorni fa, i suoi uomini hanno teso un'imboscata a un mio corriere lungo la pista esterna, confiscando una borsa che custodisce i miei registri personali e tre fiale di un distillato feerico raro, che stavo trasportando verso i mercati di Baldur's Gate. Quella roba non appartiene a loro.

Kymil stringe i pugni sul tavolo, offrendoti i d'ettagli dell'assalto notturno con totale lucidità.

Jaycen tiene il carico sequestrato in una cassa di quercia rinforzata sul retro del suo magazzino, sorvegliato da due sgherri che passano la notte a bere e a giocare a dadi dietro il perimetro dei teloni. Non ti chiedo di fare una strage Silyndor , ma voglio che la tua lancia apra quella porta, recuperi la mia borsa di cuoio nera e metta a tacere la sorveglianza prima che possano dare l'allarme o chiamare i rinforzi , quando quel carico sarà di nuovo nelle mie mani, io ti farò il nome dell'individuo che custodisce la rotta a Baldur's Gate. Un favore in cambio del tuo indizio...

Il forestiero si alza a passi leggeri, recuperando il mantello scuro e posizionandosi all'angolo della sala comune in attesa di una tua mossa... Lyra ti scambia un'occhiata carica di una tesa preoccupazione, conscia che muovere la lancia contro i ricettatori solleverà un pericolo immediato...

Silyndor Ewein Tel'Quessir

Mi alzo per seguire l'ambiguo elfo del sole, lanciando un occhiata rassicurante a Lyra

Non preoccuparti, non risaliranno a noi, non sarò riconoscibile. Vorrei che tu venissi con me. Mi sentirei più sicuro...ma devi portare Alys al sicuro. Aspettatemi ai carri. Tu e Kaelen siete in grado di tutelare tutto il gruppo se necessario finché non torno...e tornerò puoi starne certa. Dico tentato di darle un bacio prima di separarmi. Ma lo sguardo di Kymil sulla nuca mi impedisce di concedermi quel piccolo gesto terreno.

Sono pronto, andiamo!

Dico all'elfo tirandomi su il cappuccio.

X @Dardan leggi

Il mio piano è di fare affidamento sulle nuove capacità magiche riacquistate. Una volta in prossimità uso alterare se stesso per assumere la forma di una guardia umana con una cicatrice sul viso ed i capelli neri. Dura 20 minuti.Una volta vicino usare spruzzo colorato per rendere indifesi i nemici e poi uno alla volta stordirli senza ucciderli. Così che riferiscano l'identità del loro aggressore. Poi recuperare il materiale e tornare da Kymil.

Modificato da Monkey77

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La penombra della taverna inghiotte la figura di Lyra Thorne mentre la ragazza recepisce le tue precise disposizioni tattiche... la giovane mercante rurale fa un lento, serio cenno d'assenso con il capo, stringendo la presa sulla mano di Alys per guidare la piccola fuori dal perimetro del locale e riprendere a piedi la via verso le stalle esterne, dove l'acciaio di Kaelen e l'istinto di Garm offrono la massima tutela logistica al resto della carovana... contieni il tuo slancio etico sotto la sponda del mantello, incrociando lo sguardo di Kymil che si volta dall'angolo della sala comune con un sorriso beffardo e calcolatore, palesemente soddisfatto di vederti muovere i passi lungo la via...

Uscite sul selciato umido del borgo muovendovi come due ombre veloci rasente ai muri di pietra, mentre l'oscurità della notte di Ches avvolge interamente le vie che scendono verso la porta del fiume...

Kymil cammina a passi leggeri e felini a meno di due iarde di distanza, guidandoti attraverso un dedalo di vicoli secondari e passaggi d'angolo coperti, dove il brusio delle taverne portuali si fa via via più debole... dopo meno di cinque minuti di marcia forzata e silenziosa, l'elfo del sole si arresta bruscamente all'imbocco di un anfratto buio, sollevando la mano guantata per indicarti la struttura ruderale situata dall'altro lato della carreggiata...

A ridosso della sponda del fiume, protetto da una palizzata di legno massiccio alta due metri, si staglia il magazzino mercantile di Jaycen... l'edificio è parzialmente immerso nel silenzio, ma attraverso le fessure dei teloni cerati posteriori filtra il chiarore fioco di una lanterna a olio, accompagnato dal rumore ritmico di dadi che sbattono su un tavolo di legno e dalle voci rudi dei due sgherri della milizia corrotta posti a presidio del carico...

Kymil arretra di un passo, svanendo parzialmente nell'oscurità del vicolo cieco e stringendo i pugni sotto il panno scuro...

Il perimetro è libero, Silyndor... sussurra il forestiero, la voce ridotta a un soffio teso, io rimango qui a coprire la via d'uscita e a tenere gli occhi aperti sulle ronde delle torri ducali. La cassa di quercia con la mia borsa nera è sul retro, proprio dietro la postazione di quei due umani. Muoviti pulito e non lasciare tracce.

Ti sganci dal fianco della guida muovendoti a piedi nell'ombra, e la tua determinazione si attiva immediatamente sul campo per mettere in atto il tuo stratagemma d'acciaio e di inganno... portandoti a ridosso dell'asse di legno della palizzata, richiami la Trama feerica che pulsa nella tua natura di Eladrin, concentrando il flusso magico per rimodellare la carne e i tessuti... nel giro di pochi battiti di ciglia, i tuoi lineamenti d'argento e i tratti ultraterreni si dissolvono, lasciando spazio al volto squadrato e rude di una guardia umana locale, con i capelli neri tagliati corti e una vistosa cicatrice rurale che taglia lo zigomo sinistro... l'illusione di Alterare Se Stesso è salda e rimarrà attiva per i successivi venti minuti, nascondendo interamente la tua identità Eladrin under la divisa della milizia portuale...

Scavalchi il perimetro della staccionata con un movimento fluido e insonore, atterrando sul fango battuto del cortile interno e stringendo la glaive in posizione coperta mentre ti avvicini alla postazione posteriore, pronto a scatenare la tua magia e a cogliere di sorpresa i bersagli... ma è proprio in quel millesimo di secondo che la realtà del molo si congela in un macabro, improvviso silenzio...

Non c'è bisogno di rilasciare il tuo incantesimo e il rumore dei dadi sul legno è svanito del tutto... sotto il riflesso fioco della lanterna a olio appesa al palo, i due sgherri umani giacciono già riversi sul tavolo unto in un lago di sangue scuro, con i corpi piegati in avanti in una posa innaturale... i tuoi occhi scansionano la scena all'istante , entrambi i bersagli sono stati trafitti profondamente al collo e al petto da lunghe e letali frecce nere dalle piume scure, conficcate nel muscolo con una precisione spietata... qualcuno si è mosso nell'ombra pochissimi istanti prima della tua calata, lasciando i cadaveri ancora caldi sul legno e scomparendo nel buio senza lasciare altre tracce... la cassa di quercia descritta da Kymil si trova poco più avanti, sbarrata a terra e apparentemente intatta, del tutto ignorata dagli assassini...

Silyndor Ewein Tel'Quessir

Mi gelo dinnanzi alla vista dei cadaveri ed ancora di più delle frecce dalle piume nere. Il mio pensiero corre ad Alys e alle storie sugli elfi cattivi. Immaginavo che Kymil fosse ambiguo e opportunista, ma non credevo davvero potesse essere collegato al gruppo che ha attaccato i custodi di Alys.

Non mi resta molto da fare devo scoprire se il baule contiene davvero quanto detto dal bardo o meno.

Mi avvicino al baule cercando di vedere se contiene qualche tranello e lo apro controllando suo corpi la presenza della chiave.

Poi cercando di percepire eventuali minacce, torno indietro portando con me la refurtiva.

@Dardan a te.

Modificato da Monkey77

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