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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati

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La tua decisione mette fine allo stallo sulla pista, accettando il rischio del borgo umano pur di non condannare i muli e voi stessi a una notte di gelo all'addiaccio tra le rocce dell'altopiano... Lyra Thorne asseconda il tuo cenno con un sì di sollievo, allentando la presa sulle redini mentre ascolta le tue domande sulla città di Loudwater e sulla destinazione del ferro che trasportate... la mezzelfa scuote la testa, accennando un sorriso stanco tra i capelli scompigliati dal vento...

Sì, Silyndor... volevo raggiungere Loudwater prima che il Trono di Ferro mi bloccasse a Secomber... risponde la ragazza, abbassando la voce mentre i carri riprendono a muoversi lentamente lungo la mulattiera, lì c'è un grande mercato sul fiume e ci sono fabbri liberi che comprerebbero questo ferro senza fare troppe domande... se riuscissimo ad arrivarci e a vendere tutto, potremmo finalmente sbarazzarci di questi carri pesanti, comprare due cavalli e muoverci molto più in fretta... ma per adesso siamo a piedi e con poche monete in tasca, dobbiamo pensare a fare un passo alla volta...

Mentre i muli iniziano la discesa lungo i tornanti fangosi, ti sposti verso il retro della colonna per camminare a ridosso delle ruote del secondo mezzo, affiancando il vecchio Daran per chiedergli indicazioni... il boscaiolo si stringe nel mantello logoro, grattandosi la barba ispida prima di darti le poche informazioni che possiede su Zelbross...

Zelbross non è una città, Silyndor... è solo un mucchio di stalle e capanne di pietra arrampicate sul fango... sussurra il vecchio taglalegna, camminando a fatica per via della stanchezza, ci vivranno sì e no cento anime, quasi tutti pastori di pecore che odiano le guardie del Lord e non fanno domande a chi viaggia... quelli della gilda commerciale non hanno uomini fissi laggiù, non butterebbero mai monete per prescindere quattro case... ma c'è un problema... a Zelbross c'è una sola locanda, il Cervo Calcinato, gestita da un mezzorco di nome Kren... se c'è qualcuno che sa quali sentieri sono liberi o se qualche cacciatore di taglie sta girando da queste parti, è lui... ma Kren non apre la bocca gratis... vuole vedere l'argento, o del buon tabacco...

La conversazione si spegne a poco a poco mentre le ruote dei carri affondano nel fango viscido della via principale di Zelbross, sotto lo sguardo diffidente dei pochi pastori avvolti in pellicce di montone... per evitare di esporre la mercanzia sulla strada principale, aggirate subito la struttura sgangherata della locanda di Kren, svoltando con i carri nel cortile sul retro... ma non appena Lyra accosta i muli vicino al grande portone di legno della stalla coperta, scoprite che gli alloggi per le bestie sono sbarrati da una pesante catena di ferro, e la figura massiccia di uno sconosciuto vi sbarra la strada nel crepuscolo...

È un mezzorco tarchiato e muscoloso, intento a scaricare due pesanti ceste di torba bagnata vicino alla porta sul retro...

La sua pelle verdastra è segnata da vecchie cicatrici da taglio risalenti a un passato violento, e una zanna sporgente gli deforma il labbro inferiore... posa le ceste nel fango con una lentezza deliberata, incrociando le braccia sul petto mentre scansionano con le sue piccole pupille iniettate di sangue i vostri abiti bagnati, la stanchezza dei muli e l'asta della glaive che tieni parzialmente celata sotto i lembi del mantello grigio... emette un grugnito rauco, sputando a terra prima di fare un passo verso il carro principale di Lyra... la sua astuzia ha già calcolato il peso insolito del legno e la fretta dei vostri movimenti...

Siete fuori strada per la carovaniera principale, viandanti... e i miei muli non amano dividere il fieno con gli estranei... raschia l'ibrido, la voce pesante che fende il freddo del tardo pomeriggio mentre Lyra si stringe nello scialle sul sedile... batte una mano nodosa sulla grossa chiave di ferro che gli pende dalla cintura di cuoio, indicando il portone sbarrato, io sono Kren, e questa stalla è roba mia, così come tutto il fango che calpestate qui attorno. Al Cervo Calcinato una posta per le bestie costa cinque pezzi di rame a notte... ma vedo come tenete coperti quei teli... se cercate un posto riparato dove infilare queste ruote e scambiare due parole senza che i cacciatori di valle vengano a ficcare il naso nel vostro carico... beh, il prezzo della mia chiave e del mio silenzio si fa molto più alto... parlate, cosa cercate a Zelbross?

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Silyndor

Osservo il mezz'orco che cerca in malo modo di fare il Boss del nulla. Non mi spaventa ma cercare di attaccare briga non mi interessa

Quale è il prezzo per chi non vuole rogne con quei corrotti del trono di ferro? Dico senza mezzi termini analizzando l'espressione del mezz'orco. Se deve fare la spia che lo faccia subito. Ma credo che anche lui , piccolo signore di questo letamaio, consideri gli uomini del Trono come dei rompiscatole .

Non chiediamo molto, solo un po' di discrezione e un riparo che ci consenta di riposare dopo ingiuste angherie. Credo che tu capisca cosa intendo. Non ti voglio mentire, ma non voglio neanche essere derubato di ciò che delle oneste persone ritengo abbiano diritto. Non voglio portare guai.

Resto in attesa di una risposta...mentre sento sulla nuca lo sguardo di Lyra, tesa, non so se ho detto ciò che si aspettava, ma di sicuro finora ho fatto molte cose che che non si aspettavano aprendogli la speranza di una vita migliore.

X @Dardan post riempito

Modificato da Monkey77

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Le tue parole tagliano il freddo del crepuscolo con la fermezza del marmo, facendo oscillare la tensione nel cortile bagnato... Kren incassa l'insulto sul suo letamaio senza muovere un singolo muscolo della mascella verde, limitandosi a stringere le labbra attorno alla zanna sporgente... le sue piccole pupille iniettate di sangue scansionano la tua figura con una freddezza calcolata, catturando l'assoluta mancanza di timore nei tuoi occhi crepuscolari e il riflesso azzurrino che ancora latita sul ferro della tua glaive... non c'è lo scatto d'ira di un bruto; il mezzorco ha vissuto abbastanza inverni sulla frontiera da sapere che l'orgoglio non riempie la pancia, e che un guerriero capace di pronunciare il nome del Trono di Ferro con quel disprezzo glaciale è un cliente molto più remunerativo di un pastore di pecore...

Alle tue spalle, senti lo scialle di Lyra Thorne scricchiolare sul legno del sedile... la mezzelfa trattiene il fiato, la nuca tesa per lo sbigottimento davanti alla tua totale, spietata assenza di filtri... non sa se hai detto ciò che si aspettava, ma la dignità con cui rivendichi il diritto di quelle merci e la protezione della carovana accende nei suoi occhi cangianti una scintilla di speranza che nessuna guardia di Secomber le aveva mai concesso...

Kren emette un grugnito rauco, una specie di risata soffocata che gli scuote il petto massiccio, prima di sputare un rigurgito amaro nel fango calcareo...

I corrotti del Trono... raschia il locandiere, la voce pesante che perde gran parte della sua ostilità commerciale per farsi bassa, confidenziale, hai fegato, elfo... o sei solo molto stupido... qui a Zelbross quegli sgherri sono considerati dei parassiti che rovinano i pochi scambi rimasti liberi... ma il loro argento pesa esattamente come il tuo...

Il mezzorco afferra la grossa chiave di ferro che gli pende dalla cintura, facendola ruotare tra le dita nodose prima di infilare il dente di metallo nella serratura della catena che sbarra la stalla... lo schiocco della serratura arrugginita fende il silenzio del cortile come una promessa mantenuta... Kren spinge con la spalla le assi di pino marcite, aprendo il varco buio e asciutto della stalla, dove l'odore di paglia fresca e resina offre finalmente un rifugio sicuro per le ruote e i muli...

Il prezzo per chi non vuole rogne è un pezzo d'argento a carro per la notte... e il tuo totale, assoluto silenzio se qualcuno dovesse fare domande nella sala comune... sussurra l'ibrido, piantandosi sul limitare della porta sul retro per lasciar passare la testa del primo mulo guidato da Lyra, portate dentro le bestie prima che la nebbia si mangi la via... una volta sbarrate le assi, venite dentro... c'è del brodo d'ariete sul focolare e vi dirò cosa hanno visto i cacciatori di frontiera lungo la carovaniera che scende verso Loudwater nelle ultime due notti... muovetevi...

Daran scivola giù dal retro con la scure in mano, muovendosi con la metodica fretta della gente di foresta per imbrigliare le bestie all'interno , mentre Lyra ti rivolge un'occhiata carica di un sollievo profondo, viscerale, prima di far sparire i teloni del carico nell'oscurità protetta della rimessa

Silyndor Ewein Tel'Quessir

Osservo la reazione del mezz'orco, evidentemente c'è più cervello e buon senso che bestia nell'individuo che ho davanti. Il che lo rende potenzialmente più pericoloso. Non è da sottovalutare.

Spero che l'avidità non superi il suo buonsenso, altrimenti questo posto passerà dei brutti momenti.

Il mio argento pesa come qualunque altro...ma esistono altri metalli , più pesanti che sanno essere piuttosto convincenti a far si che il nostro argento non venga considerato troppo leggero.

Dico riferendomi al ferro dal mio falcione, se non dovesse essere rispettato l'accordo pattuito pagando l'exta.

Lyra... consegna tu quanto richiesto...

Poi dopo che Kren se ne è andato ispeziono la stalla controllando che sia tutto a posto.

Non gli conviene provare a fregarci.. sarebbe l'ultima cosa che farebbe.

Dico più per rassicurare me che i miei compagni più avvezzi a questo genere di cose.

Se fanno domande che diciamo? Diciamo il meno possibile e non facciamoci notare. Ma la versione deve essere la stessa.

Riposiamo, cerchiamo di capire come sono le strade e poi partiamo.

Finalmente potremo riposare comodi ... e speriamo anche tranquilli.

@Dardan a te. PS l'insulto sul letamaio in realtà non era pronunciato ma va bene come l'hai interpretato🤣.

Modificato da Monkey77

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Il sordo scatto della serratura arrugginita mette fine alla contrattazione nel fango, lasciando che le tue ultime, velate minacce sul peso dei metalli più pesanti si disperdano nel vento freddo del crepuscolo... Kren si limita a emettere un grugnito rauco da dietro la zanna sporgente, un cenno rigido della testa che riconosce la letale promessa del tuo falcione prima di agguantare i due pezzi d'argento che Lyra Thorne gli porge con dita rapide e precise... la mezzelfa scuote la testa, incrociando il tuo sguardo con un cenno silenzioso mentre il locandiere mezzorco si allontana nel fango a passi pesanti, scomparendo dietro la porta di legno della taverna con le sue ceste di torba e lasciandovi soli nell'oscurità protetta della rimessa...

Non appena i battenti di pino si chiudono isolandovi dal cortile esterno, ti muovi nel semibuio per ispezionare ogni singolo angolo della struttura di pietra calcarea... i tuoi occhi crepuscolari perlustrano le pareti umide, le vecchie mangiatoie e le travi del soffitto, assicurandosi che non vi siano varchi nascosti o occhi indiscreti pronti a fregarvi... tutto è a posto: la stalla è solida, buia e l'odore penetrante del fieno vecchio mimetizza l'odore selvaggio che i muli si portano ancora addosso dal Bosco Nebbioso... al tuo fianco, Lyra e l'anziano Daran sbarrano i catenacci interni con la metodica fretta della gente di frontiera, coprendo i teloni del ferro pesante con strati di fieno per far sembrare i carri semplici trasporti di foraggio rurale...

Il tuo severo avvertimento sulla versione da tenere in caso di domande fende il silenzio della rimessa come un ordine marziale... Lyra si stringe lo scialle di lana sul petto, le suas doti commerciali che riemergono sotto il pallido riflesso della brughiera...

Se qualcuno chiede, siamo mercanti di fieno della bassa valle rimasti bloccati dalla frana sui crinali alti... sussurra la mezzelfa, la voce ferma che cerca la tua figura nell'oscurità della stalla, Daran è il nostro conducente e tu sei la nostra scorta... non faremo nomi e non accetteremo birra da nessuno... paghiamo il brodo, ascoltiamo Kren e poi torniamo qui a dormire sui pagliaricci a ridosso del carico...

Il vecchio boscaiolo annuisce in silenzio, pulendosi le dita sporche di grasso sui pantaloni logori prima di posizionarsi vicino all'asta della tua lancia... vi compattate a ridosso della soglia interna, lasciando che la fatica biologica di questo lungo pomeriggio di Ches si adagi sui vostri muscoli stanchi... avete affrontato i ragni, spezzato l'idolo della segheria e camminato per ore sotto il sole calante dell'altopiano; il bisogno di un riparo asciutto e di un focolare caldo è l'unica cosa che conta prima che la notte si mangi del tutto i crinali superiori...

Spingi delicatamente la porta sul retro della taverna ed entri nella sala comune, lasciando che il debole calore di un focolare di torba centrale vi investa la pelle insieme al fumo denso e all'odore acre di grasso di montone...

La bettola è un anfratto buio, illuminato solo da poche candele di sego che proiettano ombre deformi sulle pareti di pietra scura... seduti attorno al fuoco ci sono solo quattro pastori del posto, che interrompono il loro brusio sommesso per fissare i tuoi tratti elfi con la consueta, fredda diffidenza delle comunità isolate, prima di tornare a curvarsi sui loro boccali di terracotta... seguendo il cenno del mento di Kren, vi accomodate rapidamente al tavolo di legno grezzo situato nell'angolo più buio e riparato della sala, lontano dalle finestre e dalle fiamme centrale... ti posizioni sulla sedia che offre la visuale completa sulla porta, stringendo la glaive tra le gambe sotto i teloni del mantello...

Pochi istanti dopo, i passi pesanti di Kren fanno scricchiolare le assi unte... il mezzorco si avvicina al vostro angolo isolato reggendo un vassoio di legno scheggiato, posando sul tavolo tre ciotole di terracotta bollenti da cui sale il vapore denso e odoroso del brodo d'ariete... l'odore della carne grassa e delle rape aggredisce piacevolmente i vostri sensi stanchi, mentre il locandiere appoggia le mani nodose sul legno, curvando il busto massiccio verso di te... le sue piccole pupille iniettate di sangue scansionano la penombra della sala per assicurarsi che i pastori siano fuori tiro, prima di abbassare la voce fino a ridurla a un sussurro paranoico e roco, pronto a rivelare il prezzo del suo dazio informativo...

Mangiate mentre è caldo, viandanti... e aprite bene le orecchie... raschia il mezzorco da dietro la zanna sporgente, lo sguardo fisso sulla tua figura fiera, oggi pomeriggio, due cacciatori di frontiera scesi dai crinali superiori si sono fermati qui prima di voi... hanno giurato che una pattuglia volante della gilda si è appostata lungo la vecchia pista carovaniera che scende verso Loudwater... quattro uomini a cavallo con le armature di cuoio scuro e i simboli del Trono di Ferro ben nascosti sotto i mantelli... stanno bloccando la gola calcarea più avanti, perquisendo ogni singolo carro che tenta il passaggio per riscuotere i dazi sul ferro e sequestrare le merci dei mercanti indipendenti...

Lyra Thorne afferra il cucchiaio di legno ma si blocca a mezz'aria, le sue nocche che tornano bianche nella penombra mentre i suoi occhi cangianti si fissano dritti sul tuo volto...

@

Scusa 😅

Silyndor Ewein Tel'Quessir

Il mezz'orco sembra essere di parola..e gli scagnozzi del Trono di Ferro non si smentiscono. La cosa positiva è che non sembrano cercare noi, ma semplicemente fare i loro soliti atti di banditismo.

Osservo Lyra che rivolge a me un occhiata implorante di una soluzione a quello che per lei è sempre stato un incubo incontrastabile.

Non so se ci sono altre vie che portano alla città di Loudwater, Daran solo tu puoi rispondere a questa domanda, ma se posso dire la mia...sono un po'stufo di vedere questi scagnozzi fare il bello e il cattivo tempo impunemente.

Se questa pattuglia sparisse, sarebbe un problema problema?

Il mondo mortale altro non è che uno specchio ovattato dello scontro tra le forze primieve che sconvolgono i piani esterni. Quest' umani organizzati in una banda di predoni organizzati appoggiati dal potere corrotto che domina queste contee non sono dominati da istinti migliori della natura tirannica e depravata che compone i baate'zu degli inferi. L'unica vera differenza che forse non migliora la loro posizione ai miei occhi è che i mortali hanno una scelta. Se essere buoni e caritatevoli o vigliacchi prepotenti...una scelta che ogni giorno può essere confermata o mutata. Non mi aspetterò mai che i diavoli agisca disinteressatamente per il bene del prossimo...la sua natura è schierata indelebilmente tanto quanto la mia. Ma per i mortali c'è sempre la scelta di comportarsi in maniera differente.

E chi lavora per il trono ha fatto la sua.

Noi vogliamo andare in città per vendere il materiale, non vedo altra soluzione se non quella di passare per la strada controllata da quei delinquenti. E mentre loro non ci stanno aspettando noi sappiamo che ci sono. Se siete d'accordo manderei la tabella di viaggio invariata.

Osservo le reazioni dei compagni, aspettando il loro cenno di assenso o una proposta alternativa.

Il mio sguardo si sofferma soprattutto su Lyra, desideroso di sapere cosa pensi e desideri. La notte la trascorreremo con i carri e un po' la cosa mi spiace perché avrei desiderato una stanza con cui condividere del tempo con lei... Però è ovvio che la sua mentalità di carovaniera la porti ad essere apprensiva per il carico da cui è sempre dipesa la sua sopravvivenza.

Il mio sguardo va anche oltre i loro visi, per essere certo che nessuno dei presenti sia troppo vicino da origliare i discorsi...il piano di basa sulla sorpresa be se la cosa dovesse arrivare alle orecchie degli scagnozzi sarebbe un problema potenzialmente letale.

@Dardan post riempito.

Modificato da Monkey77

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Le tue parole calano sul tavolo di legno grezzo con la freddezza tagliente di una lama celestiale, raggelando per un istante persino il respiro paranoico del locandiere mezzorco... Kren si blocca con il mestolo di ferro ancora sollevato sopra il calderone, fissa le tue pupille elfe con uno sguardo in cui la diffidenza rurale si mescola a un improvviso, spietato rispetto... non è abituato a sentire un viandante stanco parlare di far sparire una pattuglia del Trono di Ferro come se si trattasse di ripulire un nido di ratti nel fango, ma la tua domanda diretta sulla sparizione dei predoni spegne ogni sua obiezione commerciale...

Appoggia le mani nodose sul legno unto del tavolo, curva il busto massiccio verso la tua figura e abbassa la voce fino a ridurla a un sussurro roco, viscido di fumo e di complicità...

Se sparisse, elfo?... raschia il mezzorco da dietro la zanna sporgente, le sue piccole pupille iniettate di sangue che scansionano la penombra per accertarsi che i pastori attorno al fuoco siano troppo distanti per udire, se quei quattro delinquenti non tornassero alla base, il Trono impiegherà almeno tre giorni prima di mandare un'altra ronda a controllare perché la gola è silenziosa... quassù a Zelbross nessuno farebbe domande e nessuno piangerebbe la loro carne... ma quattro uomini armati sono un osso duro per una lancia sola e un boscaiolo vecchio. Vi sventreranno prima ancora di darvi il tempo di muovere le ruote nella gola... però... c'è qualcuno che vi può dare una mano a pareggiare i conti...

Kren ruota leggermente il volto di profilo, indica con un cenno del mento un angolo ancora più buio della sala comune, parzialmente nascosto da una colonna di pietra calcinata...

Lì, seduto da solo davanti a un boccale di terracotta vuoto, c'è un cacciatore di frontiera coperto da un mantello di pelle di lupo logoro, intento ad affilare un lungo coltello da caccia con una pietra focaia, in totale silenzio...

Quello è Garek... sussurra l'ibrido, la voce ridotta a un soffio pesante, l'autunno scorso quegli scagnozzi della gilda gli hanno sequestrato il carico di pellicce e gli hanno azzoppato il fratello per un mancato dazio sulla carovaniera. Conosce la gola calcarea meglio delle sue dita, sa dove piazzare i lacci per farli inciampare nel buio e odia il Trono più di quanto tu odi i diavoli... ha un debito di sangue con loro e un debito di gioco con me. Se gli prometti che terrà le loro armature o le loro armi come bottino, vi aiuterà di certo...

Al tuo fianco, l'anziano Daran posa il cucchiaio nella ciotola, scambiando un'occhiata tesa, carica di profonda diffidenza, con te e con Lyra Thorne... il vecchio taglalegna fissa lo sconosciuto nell'ombra con le sopracciglia aggrottate, stringendo nervosamente i pugni sotto il tavolo...e anche gli occhi cangianti di Lyra si fissano sul tuo volto, lacerati tra il terrore di un agguato dei mercenari e la paranoia di stringere un patto con una carogna della brughiera... la borsa dell'argento è quasi vuota, ma l'autorità della tua figura e la promessa del bottino dei morti potrebbero comprare l'acciaio di cui avete disperatamente bisogno per superare la gola prima del mattino...

Kren si raddrizza, torna verso il bancone con il calderone e vi lascia al peso di questa nuova, decisiva carta da giocare tra le ombre della taverna... la zuppa fuma sul tavolo, il cacciatore affila il ferro nell'angolo buio e la decisione su come arruolare questa guida sconosciuta o come pianificare l'agguato spetta interamente alle tue parole...

Silyndor

Mi volto verso i miei compagni osservandone i volti dubbiosi.

Lyra..Daran esprimetevi le vostre perplessità. Prima di muovermi voglio sapere cosa ne pensate.

Per quanto voglia far terminare certe angherie volio sapere la loro opinione.

@Dardan a te.

  • Autore

La tua richiesta, sussurrata a bassa voce tra i fumi del brodo d'ariete, apre uno spazio di totale fiducia, spingendo i tuoi compagni a calare le proprie difese e a parlare a cuore aperto... l'anziano Daran si sporge leggermente sul legno unto, tenendo le dita nodose intrecciate vicino al boccale per non far rumore, mentre i suoi occhi rugosi lanciano un'occhiata obliqua verso la colonna di pietra calcinata dove il cacciatore continua ad affilare il ferro...

Silyndor... io non nego che questo Garek possa odiare la gilda quanto noi... raschia il vecchio taglalegna, la voce ridotta a un soffio ruvido che gratta contro il freddo della sala, ma un conto è parlarne davanti a una zuppa, un conto è trovarsi le balestre puntate contro...non sappiamo nulla di lui e se quello si spaventa e scappa al primo dardo, o se decide di venderci per salvarsi la pelle, ci ritroveremmo in trappola prima ancora di muovere le ruote. Se dobbiamo rischiare la vita quassù, preferisco farlo sapendo chi mi copre le spalle. Solo noi tre... e nessun altro...

Lyra Thorne ascolta le parole del boscaiolo tenendo le labbra serrate, le sue nocche che sfiorano il tessuto bagnato della tua manica... la sua mentalità di carovaniera, abituata a calcolare il rischio di ogni singola moneta e di ogni varco stradale, la porta a oscillare tra il terrore e una spietata necessità pratica... si volta verso di te, e i suoi occhi cangianti riflettono il chiarore fioco delle candele di sego...

Daran ha ragione a diffidare, Silyndor... nella gilda commerciale l'argento compra chiunque, e la disperazione può rendere gli uomini molto pericolosi... mormora la mezzelfa, abbassando la testa per non attirare gli sguardi dei pastori adiacenti al focolare, ma io conosco la gola calcarea per averci fatto passare le merci l'estate scorsa... è un imbuto di roccia stretto, buio... se andiamo da soli e la pattuglia si accorge del cigolio delle nostre ruote prima dell'impatto, ci bersaglieranno o bloccheranno la via e saremo spacciati... se questo Garek conosce davvero i punti ciechi il suo aiuto potrebbe essere l'unica cosa che ci separa da Loudwater... io dico di metterlo alla prova... avvicinalo, parlagli dal buio, ma non rivelargli cosa trasportiamo nei carri finché non saremo all'imboccatura del varco... vedi se i suoi occhi tremano quando gli prometti il ferro dei morti...

Le perplessità dei tuoi compagni sono sul tavolo, lucide e paranoiche come la terra ruda che calpestate...

Modificato da Dardan

Silyndor

Ascolto le parole delle persone che il destino ha scelto di mettere sotto la mia protezione.

Nonostante non mi senta vincolato dalla loro volontà, ne da quella di nessun altro oltre la coscienza del mio buon cuore, era giusto dargli la possibilità di esprimere i loro pareri per non cadere in una forma di despotismo che il mio ruolo e la mia forza potrebbero indurmi a prendere.

Annuisco alle loro parole.

Ora statemi a sentire...vado da questo Garek e cerco di capire che tipo sia e se è disposto ad aiutare.

Domani Mattina io e lui vi precederemo muovendoci più veloci dei carri, ci occuperemo dei banditi e quando voi arriverete il passaggio sarà già Libero senza che i carri invii corriate rischi. Se sono in quattro e Garek conquista la mia fiducia dimostrandosi un alleato valido non ci saranno problemi...ho già un piano. Ora vado a fare conoscenza.

In parte non vorrei staccarmi da loro, da Lyra in particolare, la sua presenza nel difendermi dai nemici che non riesco a tenere a bada si e rivelata preziosa, magari fermiamo i carri prima e poi ci avviciniamo in tre lasciando Daran a custodirli. Comunque la presenza della mezzelfa e una garanzia per me.Mi allontano dal gruppo senza fare rumore e mi avvicino a Garek restando nella penombra.

Garek giusto? Mi hanno detto che hai un conto aperto con quei ladroni del trono di ferro. E mi hanno anche detto che ce ne è un gruppetto che crede di fare quello che vuole derubando i mercanti che transitano per il a gola calcarea che conduce in città.

Voglio fare capire loro che non tutti si calano le brache davanti alle loro minacce...? Dicono che sei un uomo abile e conosci la zona. In cambio potrai prendere le loro armature e scudi...io terrò il resto... ci stai?

@Dardan a te

Modificato da Monkey77

  • Autore

Lo stridore metodico dell'acciaio sulla pietra focaia si interrompe nell'esatto millesimo di secondo in cui la tua ombra eladrin si adagia sul legno del tavolo isolato, tagliando la fioca luce di sego che illumina l'angolo della colonna... Garek non sussulta... non solleva nemmeno lo sguardo dal lungo coltello da caccia, stringendo le dita nodose attorno al manico d'osso consumato mentre la sua lama rimane immobile a mezz'aria, fredda e spettrale... il mantello di pelle di lupo logoro emana un odore pungente di fumo di torba, grasso e brughiera bagnata, specchio di una vita clandestina passata a nascondersi tra gli anfratti calcarei del confine...

Alle tue spalle, a ridosso del fuoco centrale, senti il muto e paranoico silenzio che ha avvolto Lyra e l'anziano Daran... la mezzelfa e il vecchio boscaiolo ti fissano dalla penombra del loro tavolo con il fiato corto e le nocche bianche, stringendosi nei loro panni logori e affidando l'intera incolumità del carico di ferro e delle loro stesse vite all'assertività della tua trattativa...

Quando le tue parole sulla gola calcarea, sull'odio per il Trono di Ferro e sulla spartizione del bottino dei morti si disperdono nell'aria della locanda, il cacciatore muove finalmente i suoi occhi nel semibuio... sono pupille umane, scure, indurite da una disperazione paranoica che ha già fatto la sua scelta... solleva lentamente il volto, svelando una barba ispida coperta di polvere calcinata e una cicatrice profonda che gli corre lungo la tempia sinistra, testimonianza spietata del giorno in cui la gilda gli ha strappato le pellicce e spezzato la famiglia...

Pianta il coltello direttamente sul legno unto del tavolo con uno schiocco secco, profondo, prima di curvare il busto verso la tua figura d'argento per ridurre la voce a un soffio rauco...

Kren ha la lingua troppo lunga per essere un mezzorco vivo... raschia il contrabbandiere della brughiera, fissa la determinazione nei tuoi occhi e l'asta della glaive celata sotto il mantello grigio, ma ha ragione su una cosa: io venderei la mia stessa anima a un diavolo pur di vedere quegli sgherri affogare nel loro stesso sangue... quei quattro delinquenti si nascondono dietro i massi della gola, e credono che quassù passino solo pastori pronti a farsi scannare...

Garek allunga una mano nodosa verso l'impugnatura del coltello piantato, le sue dita che si flettono con una fermezza glaciale che cancella i dubbi di Daran sulla sua stabilità...

Ci sto, elfo... ma scordati di muovere i carri prima che il lavoro sia finito... se i cavalli si innervosiscono e iniziano a nitrire nel buio, o se il cigolio dei mozzi rimbomba tra le rocce prima del tempo, ci bloccheranno la via e saremo carne da macello... sussurra il cacciatore, gli occhi fissi sul riflesso azzurrino che intuisce sulla tua lama, ci muoveremo a piedi un'ora prima dell'alba, mentre la foschia sui crinali è ancora abbastanza densa da nascondere i nostri stivali... io vi guiderò lungo una vecchia pista da taglio abbandonata che sovrasta l'imboccatura del varco... ci posizioneremo sui cornicioni di pietra calcareo proprio sopra le loro teste, e mentre io farò muovere i sassi per distrarre le loro mire nel buio, tu calerai dall'alto con quel ferro per spezzare il loro dazio... se la tua lancia è veloce come la tua lingua, entro domani pomeriggio avrò le loro corazze borchiate... e tu avrai la tua strada pulita per Loudwater...

Silyndor Ewein Tel'Quessir

Annuisco serio, i nostri sguardi si incrociano, nessuna simpatia ne tantomeno amicizia.

Solo io e te allora. I carri partiranno un ora dopo l'alba. Sono lenti e arriveranno dopo che il lavoro sarà terminato.

Torno al mio tavolo e mi siedo al mio posto tenendo d'occhio Garek e la sala in generale.

Partiremo un ora prima dell'alba. Io e Garek da soli. Voi partite dopo ci vedremo lì dopo che la via sarà stata messa in sicurezza.

Finisco la zuppa di Ariete oramai tiepida. L'odore forte della carne si è attenuato...ma miei pensieri vanno ai rischi del giorno dopo e soprattutto al pensiero che gli altri saranno senza la mia protezione domani...la qual'cosa non mi piace affatto.

Lyra...Daran domani state attenti in mia assenza. Ora prepariamoci per la notte.

Ogni desiderio di svago e piacere di prima è ora sopito, sommerso dalla preoccupazione per il giorno dopo. Non sono le guardie che vado ad affrontare a preoccuparmi, ma i rischi che Lyra potrebbe correre che non vedo e a cui non potrei porre rimedio.

@Dardan a te.

Modificato da Monkey77

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