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Perché D&D 5a Edizione ha avuto successo e la 5.5 sta fallendo

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1 ora fa, Fandango16 ha scritto:

Sono sostanzialmente d'accordo con te. Colgo questo spunto per dire che i mezzelfi esistono dal 1937, anno di pubblicazione dello Hobbit, romanzo da cui arriva tutto quello che abbiamo giocato. In quel libro compare per la prima volta la figura di Elrond il mezzelfo. Questo per dire che eliminare il mezzelfo significa rimuovere un pilastro di quello che larticolo chiama ethos di ded.

Hummmm... secondo me si tratta di mezzelfi molto diversi. Da una parte abbiamo la letteratura, dove la prima apparizione di un mezz'elfo "moderno" (scritto con l'apostrofo) risale a Lord Dunsany nel 1924, mentre è presente da molto prima nella mitologia norrena (non vorrei dire una fesseria ma era già una figura presente nell'Edda di Snorri). Tolkien lo ha "sbolognato" al grande pubblico con i suoi lavori immortali.

Se si considera la narrativa fantastica, ci sono autori antecedenti a Tolkien che hanno gettato le basi poi riutilizzate dai giochi di ruolo: E.R. Eddison (il serpente ouroboros, Zimiavia), lo stesso Dunsany (il ciclo di Pegana e la figlia del re degli elfi, dove appare per l'appunto il sopra citato mezz'elfo) e William Morris (la terra cava, il pozzo alla fine del mondo).

Tuttavia, il mezzelfo di D&D si discosta parecchio dalle figure letterarie, pertanto non andrebbero parificate a mio avviso.

Detto ciò, il mezzelfo è una delle razze presenti sin dalle origini, e pertanto fa parte al 100% dell'immaginario di D&D.

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5 ore fa, Theraimbownerd ha scritto:

creatori di giochi estremamente validi continueranno a combattere per le briciole del mercato, mentre D&D continuerà a sfornare contenuti mediocri e antiquati portati avanti solo dal marchio.

Qui ci sarebbe parecchio di cui discutere: giochi estremamente validi per chi? per 5 giocatori (sono provocatorio ovviamente, ma è bene sottolinearlo)? E il fatto di essere "antiquato" cosa vorrebbe dire? Che per poter essere sfruttato un gioco di ruolo deve per forza essere innovativo? E se sono così innovativi questi giochi, com'è che molto spesso chi li prova poi li accantona per tornare a giocare con i vecchi sistemi?

Siamo in un ambito in cui quello che conta è divertirsi. Non esistono prodotti "antiquati" finché assolvono al loro compito. Monopoli, Risiko, Battaglia Navale esistono da una vita e continuano ad esistere e far passare del tempo in modo piacevole ai chi lo usa.

Idem per D&D: c'è gente che gioca con le edizioni di 50, 40 e 30 anni fa, e non sente il minimo bisogno di "modernizzare" il sistema. Lo stesso vale per GIRSA/MERP, RIFTS, GURPS, Cani nella vigna ecc.

Questi sono tutti discorsi strettamente soggettivi, perché "moderno" o "elegante" o "innovativo" non vuol dire necessariamente divertente. L'esempio più lampante: Daggerheart. Strombazzato, pubblicizzato, sponsorizzato, incensato come moderno e innovativo. Andato a ruba sull'onda dei video di Critical Roles e destinato ad ammazzare D&D in pochissimo tempo, è invece rapidamente sparito dai radar, decisamente ridimensionato stando all'attuale base giocante, almeno secondo i sondaggi fatti a febbraio (Daggerheart era al 38° posto su 50 titoli, con D&D 5E al primo, Call of Chthuluh al secondo, Pathfinder 2E al terzo, Shadowdark al quarto, Traveller al quinto, Mothership, Blades in the Dark, ecc.).

Modificato da firwood

9 ore fa, firwood ha scritto:

almeno secondo i sondaggi fatti a febbraio (Daggerheart era al 38° posto su 50 titoli, con D&D 5E al primo, Call of Chthuluh al secondo, Pathfinder 2E al terzo, Shadowdark al quarto, Traveller al quinto, Mothership, Blades in the Dark, ecc.).

Mi dai un link ai sondaggi?

1 ora fa, roctopus ha scritto:

Mi dai un link ai sondaggi?

Certo. Nel weekend sono a casa e te lo passo. Da qualche parte l'ho salvato. E' un sondaggio svolto su actual play, sia in presenza che tramite VTT e viene fatto ogni due o tre mesi, non ricordo bene. E' un aggregato di diversi siti e forum di giocatori di ruolo.

Il 18/05/2026 alle 10:55, Mortegro ha scritto:

Dammi tratti primari e secondari. Dammi eredità culturale separata da eredità fisica. Dammi esempi di comunità miste. Dammi regole leggere ma vere. Dammi strumenti per fare un personaggio mezzo elfo e mezzo gnomo senza dover fingere che sia solo un elfo con le orecchie leggermente meno convinte.

Invece la 5.5 non fa questo. Toglie il problema dalla pagina e lo lascia al tavolo.

Oltretutto in fase di preparazione la 5.5 aveva messo in playtest questo tipo di situazione con i mezzosangue con regole proprie e scelte meccaniche. Ma alla fine hanno deciso di buttare tutto e eliminare le scelte.

Il 18/05/2026 alle 15:14, SNESferatu ha scritto:

Ti ringrazio per la risposta. Ti avrei ringraziato di più se non l'avessi scritta con l'intelligenza artificiale, perché ora devo rispondere a un testo lungo il triplo del normale, che ha risposto anche a problemi che io non ho posto. Ti rispondo mano mano mentre leggo.

MALOL

l'accusa di scrivere con l'IA per denigrare mi fa molto ridere.

Il 18/05/2026 alle 15:14, SNESferatu ha scritto:

Lasciare libertà di scelta è, sempre secondo il mio umile parere, più semplice. Sei membro di una razza, ma hai sangue di un'altra? Lo rendi come flavour (scelta da pusillanime), oppure semplicemente come una sorta di template. Scambi un privilegio di una razza per un privilegio di un'altra. Semplice. Questo mi risolve anche il "problema" di individui che hanno sangue demoniaco o angelico, ma poi sono tutti uguali. Perché un aasimar nato da uno gnomo dovrebbe avere le stesse caratteristiche di uno nato da un drow?

Come dicevo sopra inizialmente hanno proposto questa cosa ma poi hanno tolto tutto. Quindi c'era la possibilità, la soluzione e l'idea, ma anno preferito rinunciarci.

Il reskin è una cosa molto interessante, ma assurgerla a game design secondo me è sbagliato. Può essere di contorno, può far definire delle peculiarità ma non essere centrale. In 3.0 c'era un talento incantesimi tematici (in uno dei manuali FR). Eccessivo, uno avrebbe dovuto poterlo fare senza usare un talento (modificare i propri incantesimi per renderne l'effetto visivo unico). Ecco da questo al rischio di "usare tutti le stesse regole, ma fate finta di essere diversi" è un attimo a quanto pare.

Il 18/05/2026 alle 15:14, SNESferatu ha scritto:

tolto le restrizione di allineamento delle classi per evitare la situazione del paladino... vedi tu.

In realtà hanno tolto proprio le meccaniche dell'allineamento perchè erano fatte male. Sono state ridisegnate (vedi punire il male) in modo che l'allineamento non avesse più effetti meccanici. Secondo me perdendoci. Esattamente come con l'eliminazione dei mezzosangue.

Il 18/05/2026 alle 17:15, Marbon ha scritto:

Quali giocate/avventure/campagne memorabili si possono raccontare/ricordare? Di OD&D, BECMI, AD&D (1 e 2), 3.x ce ne sono tantissime. Della 4e e della 5e? Cosa rimane nella memoria collettiva dei giocatori?

Beh in realtà mica tutti giocano a campagne prefatte. Ognuno si ricorda le sue. E oltretutto Curse of Strhad di 5e è fatta benissimo (sebbene abbia il problema della 5, ovvero che se il DM non ci si mette di buona lena Strhad i PG se lo magnano).

Il 18/05/2026 alle 22:07, Theraimbownerd ha scritto:

Se ci tieni ci sono persino AI che riconoscono il lavoro delle AI, se proprio ci tieni ad avere conferma.

Vero, salvo che poi alcune ti dicono che la costituzione italiana è stata scritta con l'IA.

Nel 1946-1948.

Il 19/05/2026 alle 21:38, Fandango16 ha scritto:

Colgo questo spunto per dire che i mezzelfi esistono dal 1937, anno di pubblicazione dello Hobbit, romanzo da cui arriva tutto quello che abbiamo giocato.

No guarda, quelli non sono i mezzelfi come sono intesi in D&D. In tutta la storia Silmarillion-Lo Hobbit-LOTR ci sono solo tre unioni da Eldar e Edain: Beren e Luthien, Tuor e Idril e Aragorn e Arwen (poi si in realtà ce n'è una quarta "inferiore" che porta alla linea di sangue di Don Amroth, ma su questa si dibatte molto). Non si crea una razza e prima del decreto di Manwe si consideravano elfi. Quindi direi che l'esempio non è corretto ;)

2 ore fa, Lord Danarc ha scritto:

Beh in realtà mica tutti giocano a campagne prefatte. Ognuno si ricorda le sue. E oltretutto Curse of Strhad di 5e è fatta benissimo (sebbene abbia il problema della 5, ovvero che se il DM non ci si mette di buona lena Strhad i PG se lo magnano).

Vero. Ma non è con le homerule e ambientazioni casalinghe che si valuta complessivamente un'edizione 😉

possiamo farlo, come comunità di clienti/hobbysti , solo su una base condivisa. E dobbiamo quindi basarci sui prodotti ufficiali che sono stati pubblicati : Regole, Supplementi, Ambientazioni e Avventure. Senza flame, si sta qui per scambiare due chiacchiere e delle opinioni 🙂.... ma a me, in 15 anni di 5e , anche se ci sono uno o due moduli avventura fatti 'benissimo', mi sembra un tantino-pochino per lasciare il 'segno'.

Il 18/05/2026 alle 21:07, Theraimbownerd ha scritto:

E' estremamente semplice notare i pattern di scrittura dell' intelligenza artificiale una volta che ti ci abitui. I "non è...è", gli em dashes continui (in inglese), le frasi "a effetto" con periodi spezzati...sono tutti dettagli che rendono lo stile di scrittura di Chatgpt molto riconoscibile. Se ci tieni ci sono persino AI che riconoscono il lavoro delle AI, se proprio ci tieni ad avere conferma.

E il motivo per cui odio vedere questi articoli è che dietro c'è ZERO lavoro intellettuale. Se l' autore non ha neanche provato ad articolare il suo pensiero perché dovrei io sforzarmi di interagirci? Anche un semplice "No, ti sbagli" sarebbe comunque più ragionato di tutto l' articolo, perché quell' articolo non è stato frutto di alcun ragionamento.

Ma tutte queste cose sono identiche tra la 5.0 e la 5.5. Stesse classi, stessi livelli, magie, razze, archetipi, la progressione è praticamente identica solo "uniformata" con tutti che hanno la sottoclasse a terzo, l' ambientazione standard resta un fantasy medievaleggiante generico, i mostri sono gli stessi. Anche il fatto che i pg siano supereroi immortali dall' inizio non so da dove sia uscito, visto che le regole della morte sono esattamente identiche nelle due edizioni. Anzi, visto che nessuno ottiene la sottoclasse fino al 3 tendenzialmente i pg di 5.5 sono un poco più deboli di quelli della 5.0 nei primissimi livelli, almeno in determinate classi. Le specie sono l' unico effettivo punto di rottura tra le due edizioni.

La 4e era un tipo di gioco completamente diverso rispetto alla 3.5. Proprio un genere diverso. Questo non è il caso della 5.5. Il pubblico ha respinto la 4e perché si aspettava un certo tipo di gioco di ruolo, ha trovato qualcosa che era a malapena definibile "gioco di ruolo".

Ma questi sono problemi della 5.0, non della 5.5! Tutti i problemi che ho citato sono presenti nella 5.0, e la colpa della 5.5 è di non averli risolti nonostante i 10 anni di differenza. E ci tengo ad aggiungere che questi sono problemi di regolistica. Le regole sono il modo in cui i giocatori, DM inclusi, si interfacciano al mondo di gioco, l' unico modo. E' quello che distingue il gioco di ruolo dall' improv, e i vari giochi gli uni dagli altri. Le ambientazioni sono intercambiabili, le regole NO. Se l'esperienza di gioco è insoddisfacente vuol dire che c'è un problema in questa interfaccia. E questi problemi c'erano dal 2014, non dal 2024. Quindi parlare di una "perdita di ethos" nell' ultima edizione come causa di questi problemi non ha assolutamente senso.

No, veramente l' articolo si lamenta del fatto che la Wizard abbia preso una posizione netta in quello che lui definisce una questione "divisiva", che ha fatto troppi cambiamenti tutti insieme (lol), e che gli orchi siano di default una razza giocabile anziché mostri da ammazzare. Poi, alla fine si lamenta anche che le nuove descrizioni sono molto scarne. Però le prime tre, insensate lamentele non ce le scordiamo. Perché se la nuova edizione fosse andata nella maniera che voleva quel tizio avremmo avuto gli stessi tropi triti e ritriti, e un'idea di creazione del personaggio fondamentalmente vecchia nel 2024.

No, l' articolo si lamenta che non abbia una specifica direzione visiva. Un intero manuale con arte "cutesy" ha una direzione visiva. Un intero manuale di colori brillanti e saturi è una direzione visiva. Lui vuole un tipo molto specifico di stile e atmosfera che ritiene in buona parte assente dal manuale. Lui una direzione generale la vede, al contrario mio, solo che non gli piace. Che ci sta, de gustibus, ma non puoi spacciarmelo come un difetto oggettivo dell' edizione.

No, è una diagnosi di mancanza di coraggio da parte degli sviluppatori e avidità degli azionisti. Perché per non far lamentare persone come quella che ha scritto l' articolo, che poi comunque finiscono per lamentarsi, hanno perso l' occasione di fare qualcosa di veramente nuovo e originale. Per la definizione di "Ethos" che dà l' articolo la 5.5 non si discosta dalla 5.0 in maniera netta, come non si discosta in niente in maniera netta.

Come ho detto, le regole sono l' unico modo in un gioco di ruolo di interfacciarsi col mondo. In base a quello che esiste e NON esiste nelle regole l' esperienza di gioco cambia. Quindi ora qualcuno mi dovrebbe spiegare come fanno la 5.0 e la 5.5, che hanno regole estremamente simili, a produrre esperienze di gioco radicalmente diverse come sostiene l' autore dell' articolo.

L' articolo è stato scritto esattamente da quel tipo di persona (o meglio, quel tipo di persona ha scritto a Chatgpt di fargli l' articolo). E quella gente la considero un cancro della community.

L' articolo è molto specifico sui cambiamenti che non gli piacciono, e ripete più volte che secondo lui c'è stato uno stravolgimento troppo rapido e troppo totalizzante. Per lui la perdita di ethos sta in un allontanamento eccessivo dalle precedenti edizioni. E io ti sto dicendo, in maniera molto esplicita, che se fossi stato io a capo della Wizard, persone come lui avrebbero sputato bile fin dal playtest, perché i miei cambiamenti sarebbero stati MOLTO più radicali.

Arrivo tardi alla discussione ma sono completamente d'accordo su quello che hai scritto.

Ho espresso simili posizioni in altri thread qui sul forum, ma trovo le critiche della 5.5 francamente bizzarre perche', per come la vedo io, c'e' molta poca differenza con la 5E. Magari sono io eh, ma io tutta questa differenza con la 5e 2014 non la vedo. Vedo tanti giocatori di lunga data stracciarsi le vesti per i cambiamenti dell'ethos di D&D, ma per quanto mi riguarda molte delle critiche simili che potresti fare alla 5.5 le potresti fare alla 5E. Dal punto di vista delle regole e dell'approccio al gioco si tratta per lo piu' dello stesso gioco.

Non mi si puo' venire a dire che nella 5.5 tutte le classi sono pompate e supereroistiche, tutti fanno tutto etc. - quando la 5e 2014 e' molto simile da questo aspetto.

Stessa cosa per il dicorso delle razze - ho letto alcuni commenti sul dragonborn e le implicazioni del suo "riconoscimento" ufficiale, e come l'inserimento nel manuale base fosse controverso al tempo (vero).

L'idea che avete di D&D non so quanto esista.

Ma solo io (e i gruppi con cui giocavo) avevo gruppi di D&D 3.x che erano dei gruppi circensi ambulanti? Mezzi-draghi mezzi celestiale con 46 classi diverse (tra classi base e prestigio), ultraminmaxati e poteri supereroistici? Solo io mi ricordo le illustrazioni assurde della 3.x o di pathfinder, con gente in armatura completa con tanto di borchie e spunzoni che saltava in pose atletiche, magari lanciando incantesimi a mezz'aria?

Anche per A&D e' uguale. Mi ricordo distintamente come nel mio gruppo ci fossero piu' o meno le stesse tendenze. Mi ricordo di razze, classi, incantesimi e altre opzioni molto molto strane e molto molto rotte, alcune scaricati da chissà quali meandri dell'internet in 56k degli anni '90 come .doc in Inglese, altre opzioni prese dai vari splatbook. Ma alla fine della fiera era sempre la stessa roba: i giocatori volevano fare dei supereroi fantasy.

CI tengo a precisare che anche io, come tanti in questo thread, sono cresciuto con AD&D 2e ed e' l'edizione che preferisco, per pura nostalgia.

Ma raccontarsi che D&D 5.5 e' qualcosa di irriconoscibile... avendo giocato a D&D ormai da piu' di 20 anni, non so proprio di cosa state parlando.

Tutte le tendenze di D&D 5.5 ci sono sempre state in edizioni precedenti, semplicemente si sono evolute nel tempo. D&D 4e ha mostrato che l'imperatore e' nudo. La 5.5 ha adattato la propria presentazione (sia in termini di presentazioni narrative, di illustrazioni, di approccio al gioco) allo zeitgeist culturale odierno, e' tutto qui. Ma la 5e 2014 era al 90% gia' li'.

Il 22/05/2026 alle 14:11, Marbon ha scritto:

Ma non è con le homerule e ambientazioni casalinghe che si valuta complessivamente un'edizione

Ma io non parlo di homerule o ambientazioni proprie. Parlo di storie. Le campagne prefatte prima della 5 ce n’erano ma molte meno e la gente giocava la propria storia. In 5 pure anche se è un florilegio di campagne prefatte wotc.

8 ore fa, greymatter ha scritto:

Arrivo tardi alla discussione ma sono completamente d'accordo su quello che hai scritto.

Ho espresso simili posizioni in altri thread qui sul forum, ma trovo le critiche della 5.5 francamente bizzarre perche', per come la vedo io, c'e' molta poca differenza con la 5E. Magari sono io eh, ma io tutta questa differenza con la 5e 2014 non la vedo. Vedo tanti giocatori di lunga data stracciarsi le vesti per i cambiamenti dell'ethos di D&D, ma per quanto mi riguarda molte delle critiche simili che potresti fare alla 5.5 le potresti fare alla 5E. Dal punto di vista delle regole e dell'approccio al gioco si tratta per lo piu' dello stesso gioco.

Non mi si puo' venire a dire che nella 5.5 tutte le classi sono pompate e supereroistiche, tutti fanno tutto etc. - quando la 5e 2014 e' molto simile da questo aspetto.

Stessa cosa per il dicorso delle razze - ho letto alcuni commenti sul dragonborn e le implicazioni del suo "riconoscimento" ufficiale, e come l'inserimento nel manuale base fosse controverso al tempo (vero).

L'idea che avete di D&D non so quanto esista.

Ma solo io (e i gruppi con cui giocavo) avevo gruppi di D&D 3.x che erano dei gruppi circensi ambulanti? Mezzi-draghi mezzi celestiale con 46 classi diverse (tra classi base e prestigio), ultraminmaxati e poteri supereroistici? Solo io mi ricordo le illustrazioni assurde della 3.x o di pathfinder, con gente in armatura completa con tanto di borchie e spunzoni che saltava in pose atletiche, magari lanciando incantesimi a mezz'aria?

Anche per A&D e' uguale. Mi ricordo distintamente come nel mio gruppo ci fossero piu' o meno le stesse tendenze. Mi ricordo di razze, classi, incantesimi e altre opzioni molto molto strane e molto molto rotte, alcune scaricati da chissà quali meandri dell'internet in 56k degli anni '90 come .doc in Inglese, altre opzioni prese dai vari splatbook. Ma alla fine della fiera era sempre la stessa roba: i giocatori volevano fare dei supereroi fantasy.

CI tengo a precisare che anche io, come tanti in questo thread, sono cresciuto con AD&D 2e ed e' l'edizione che preferisco, per pura nostalgia.

Ma raccontarsi che D&D 5.5 e' qualcosa di irriconoscibile... avendo giocato a D&D ormai da piu' di 20 anni, non so proprio di cosa state parlando.

Tutte le tendenze di D&D 5.5 ci sono sempre state in edizioni precedenti, semplicemente si sono evolute nel tempo. D&D 4e ha mostrato che l'imperatore e' nudo. La 5.5 ha adattato la propria presentazione (sia in termini di presentazioni narrative, di illustrazioni, di approccio al gioco) allo zeitgeist culturale odierno, e' tutto qui. Ma la 5e 2014 era al 90% gia' li'.

Ma guarda quando parli delle uguaglianze meccaniche tra 5 e 5.5 io concordo. Concordo meno quando passi a quello che nell’articolo viene inteso come ethos e che io chiamo “cuore” di dnd. Qua non si parla di immagini brutte fatte male o poco realistiche. Si parla di questo:

image.jpeg

“Nella puntata di oggi la regina elfa delle moonshae si solleva dai suoi problemi facendo windsurf su un surf con vela a forma di ala di fatina”

O di questo:

image.png

“Una gita fuoriporta allegra dallo zio sthrad”

Ovvero roba che non ce sta.

32 minuti fa, Lord Danarc ha scritto:

O di questo: “Una gita fuoriporta allegra dallo zio sthrad”

E io che mi sono sempre immaginato una bella copertina da "Voglio sentirvi gridare!" quando rilasciarono l'annuncio.
the lord of the rings dwarf GIF

Comunque mi sto riprendendo anche l'ambientazione della costa della spada... Se c'è una cosa che noto è il cambio dell'impostazione dell'esposizione delle informazioni per le ambientazioni. Sarà una cosa mia ma noto che tutto è molto impostato sul "romanzare" le ambientazioni nella 5° edizione, piuttosto che descrivere gli ambienti per il master come mi è successo con altri manuali di D&D 3.5 e Pathfinder 1e (dove le descrizioni sono concise per ciò che succede, ambienti, società, etc).

Forse sarà anche questo cambio ha avuto un peso nei cambi successivi fatti all 5e.

Quindi rilancio con una domanda: cosa ne pensate dal punto di vista espositivo delle ambientazioni più nuove, soprattutto per chi ha messo le mani sui nuovi manuali della 5.5?

Sinceramente

D.

Modificato da CreepyDFire

14 ore fa, Lord Danarc ha scritto:

Ma io non parlo di homerule o ambientazioni proprie. Parlo di storie. Le campagne prefatte prima della 5 ce n’erano ma molte meno e la gente giocava la propria storia. In 5 pure anche se è un florilegio di campagne prefatte wotc.

Ma guarda quando parli delle uguaglianze meccaniche tra 5 e 5.5 io concordo. Concordo meno quando passi a quello che nell’articolo viene inteso come ethos e che io chiamo “cuore” di dnd. Qua non si parla di immagini brutte fatte male o poco realistiche. Si parla di questo:

image.jpeg

“Nella puntata di oggi la regina elfa delle moonshae si solleva dai suoi problemi facendo windsurf su un surf con vela a forma di ala di fatina”

O di questo:

image.png

“Una gita fuoriporta allegra dallo zio sthrad”

Ovvero roba che non ce sta.

Che queste illustrazioni possano o meno incontrare il tuo (il nostro) gusto e' un discorso soggettivo.

Io non vedo nessun tradimento dell'ethos di D&D. Illustrazioni di David Sutherland, AD&D 1e:

1701780144347.png

banana peel.jpg

Altra illustrazione presa dalla DMG:

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D&D ha sempre avuto un tono un po' faceto fin dall'inizio. Durante l'era di AD&D questo tono faceto si e' ammorbidito ma direi che non hai mai avuto un tono serioso e tolkeniano da drammaturgia shakespeariana come sembra suggerito talvolta

D&D e' sempre stato un gioco leggero. I riferimenti culturali sono semplicemente cambiati nel corso del tempo - siamo noi che siamo vecchi.

Negli anni '70 le illustrazioni come quelle sopra erano in sintonia con lo zeitgeist culturale, negli anni '80 lo "stile" in voga era questo:

official-artbook-the-art-of-advanced-dungeons-dragons-1989-v0-i1yl2sx52o9f1.png

Nel 2026 lo stile in voga e' quello che hai messo su.

E' semplicemente D&D che si adatta.

Riguardo questa immagine:

image.thumb.png.ad2003286fc43fcbf170e7bbe355b30c.png

Vediamo un po': corvo antropomorfo, tielfling, drow, genasi, random manic pixie dream girl; tutti con qualche forma di energia magica in mano, pose atletiche, armature in stile anime, armi stravaganti.

Mi sembra il classico party D&D stile circo ambulante/found family che vedo da... 20 anni a questa parte. Garantisco che ognuno ha una backstory drammatica.

In D&D 3.x/3.5 le persone con cui giocavo facevano esattamente party cosi' (razze strane, 10 milioni di classi e classi di prestigio, tutti con incantesimi o poteri supereroistici).

In D&D 4E i party erano esattametne cosi (anche se non ci ho giocato molto)

In D&D 5E (che ho giocato on and off dal 2014), i party sono esattamente cosi - razze con animali antropomorfi, tutti con la magia, incantesimi onnipresenti, personaggi che sono, in pratica, supereroi fantasy.

Nella mia esperienza D&D e' sempre stato questo: praticamente Guardians of the Galaxy in versione fantasy. Non a caso il film di D&D (Honour among thieves) e' piaciuto perche' riprende esattamente questo tono.

Non c'e' nulla di nuovo sotto il sole, semplicemente i tropi e l'estetica si adattano ai tempi.

Siamo vecchi: non ci piacciono le cose "da giovani". E' tutto qui. Storia vecchia come il mondo.

this-is-the-wisest-thing-grandpa-has-ever-said-v0-lm4wimgnv1591.webp

13 ore fa, CreepyDFire ha scritto:

Quindi rilancio con una domanda: cosa ne pensate dal punto di vista espositivo delle ambientazioni più nuove, soprattutto per chi ha messo le mani sui nuovi manuali della 5.5?

Mixed opinion.

Non ero un fan dei manuali di ambientazione della 3.5 dove per ogni citta' c'era un paragrafo di statistiche dove ti diceva la popolazione, e altra roba, e ogni PNG aveva le stat usando le stesse classi del PG. Sembravano libri di geografia.

D'altro canto non mi piacciono nemmeno i manuali di ambientazione della 5e dove i capitoli sono riempiti di informazioni vaghe o superficiali per cui leggi un capitolo e alla fine ti rendi conto di saperne quanto prima.

Diciamo che se non sai niente, i manuali della 5e sicuramente rendono i setting approcciabili - quindi possono essere accettabili come manuali introduttivi.

Pero' se ti interessa veramente fare una campagna come GM, quel livello di informazione non ti basta. O accetti che riempirai i buchi con la tua immaginazione (che secondo me va benissimo eh) altrimenti devi andarti a leggere wiki varie o recuperarti i vecchi manuali (che sono venduti legalmente in PDF, per inciso). Non mi stupirei se fosse una cosa intenzionale.

16 ore fa, Lord Danarc ha scritto:

Ma io non parlo di homerule o ambientazioni proprie. Parlo di storie. Le campagne prefatte prima della 5 ce n’erano ma molte meno e la gente giocava la propria storia. In 5 pure anche se è un florilegio di campagne prefatte wotc.

Non concordo... nei fatti AD&D è stata l'edizione più prolifica, più caratterizzata e meglio curata dell'intera storia di dungeons and dragons. Solo la 3.x ha prodotto qualcosa di comparabile in termini qualitativi (sotto alcuni aspetti, secondo me, anche superiore) ma non quantitativi visto che l'edizione ha avuto una durata di vita parecchio inferiore. La 5.x , con tutto che ha ad oggi una durata di vita lunga come quella di AD&D, non ha ne la quantità ne la qualità di prodotti, paragonabili alle precedenti edizioni.

L'Ethos di D&D non è solo una questione di regole (ribadisco che in generale considero la 4e e la 5.x edizioni con dei buoni regolamenti) ma come queste si intrecciano e si adattano alle ambientazioni per farle 'vivere'. Semplicemente le ultime due edizioni non lo fanno perchè WotC ha deciso (legittimamente) di assegnare alle regole un carattere più universale ... e anche questo è nelle intenzioni, nelle dichiarazioni e nei fatti manifestati dall'editore.

Riguardo all'evoluzione dell'arte utilizzata nei prodotti pubblicati nel corso degli anni, non concordo con quanto affermato da @greymatter : è necessario contestualizzare il momento in cui quelle opere sono state impiegate. Per molto tempo le opere che sono state utilizzate erano in bianco e nero ed indirizzate ad un numero ristretto di giocatori che erano wargamer, non ancora dei veri e propri giocatori di ruolo. In quell'epoca di D&D a nessuno interessava l'arte, la tiratura delle copie era bassa, i budget a disposizione limitati. Quello è accaduto 'dopo'. Negli anni 80' sono arrivati i vari Elmore, Caldwell, etc... ed è cambiato tutto. Con Dragonlance in testa che diventa La Saga e ci si rende conto che ha necessità di legare il gioco e la storia ad una immagine. Ma non è la qualità della precisione del tratto di pennello a fare la differenza : è lo studio che c'è dietro. La comprensione da parte degli artisti su cosa deve essere trasmesso attraverso l'immagine. E non tanto sullo stile : ogni artista aveva e ha il suo.

Riguardo alla copertina di Heir of Stradh...

2 ore fa, greymatter ha scritto:

Vediamo un po': corvo antropomorfo, tielfling, drow, genasi, random manic pixie dream girl; tutti con qualche forma di energia magica in mano, pose atletiche, armature in stile anime, armi stravaganti.

Mi sembra il classico party D&D stile circo ambulante/found family che vedo da... 20 anni a questa parte. Garantisco che ognuno ha una backstory drammatica.

Esatto! Non c'entra nulla con Ravenloft! Questa copertina è concettualmente sbagliata perchè non ha nulla che trasmetta il tema Horror e Gotico dell'ambientazione. Sono solo tre i possibili motivi :

1) L'artista si è sbagliato (ci sta, ma è la possibilità meno credibile visto che succede con quasi tutte le illustrazioni di queste edizioni),

2) Si vuole volutamente trasmettere un tema differente rispetto a quello che è presente nel contenuto del modulo,

3) Si trasmette l'effettivo tema del contenuto del modulo che non è più un Horror Gotico, ma qualcos'altro.

Per chi conosce l'ambientazione e il gioco, è evidente che c'è qualcosa che quantomeno stona. E non perchè siamo 'vecchi' (certo che lo siamo 🤪) ma perchè possediamo delle 'conoscenze' maturate negli anni) che ci consentono di discernere gli elementi caratteristici di un'opera.

Mi spiace per chi ha avuto solo esperienze di gioco alla "Guardians of the Galaxy in versione fantasy" ( ci ho giocato anche io una campagna 🙂 ), ma semplicemente D&D (almeno fino alla 3.5) non è questo ( e non mi parlate dei vari supplementi e splatbook, perchè quelli sono serviti ad altro. Non al vostro gioco). 😉

17 ore fa, CreepyDFire ha scritto:

Quindi rilancio con una domanda: cosa ne pensate dal punto di vista espositivo delle ambientazioni più nuove, soprattutto per chi ha messo le mani sui nuovi manuali della 5.5?

Come ho scritto nella recensione dei manuali FR va bene quella per il giocatore che ha bisogno effettivamente delle info che sono nel manuale ma quello per il dm è orribile. Il DM ha bisogno di altro ovvero le descrizioni di tutti i territori come in 3e. Quindi male molto male.

3 ore fa, greymatter ha scritto:

Mi sembra il classico party D&D stile circo ambulante/found family che vedo da... 20 anni a questa parte. Garantisco che ognuno ha una backstory drammatica.

Ma io non criticavo quello. Anche in 3e era pieno di razze strane e sebbene a me facciano cag*re gli animali antropomorfi non discuto a chi piace. Discuto l’assenza del dramma. Sebbene nei FR uno potrebbe anche dire “eh vabbè qualcuno si divertirà” (per me no e non in quel modo, ma vabbè) racenloft è ravenloft. Non è la gita delle medie. Il problema non è il melting pot razziale (che anzi ci sta più che altrove essendo tutti rapiti dalle nebbie da qualche parte) ma è il tono scanzonato. Basta giocare la casa stregata dell’incipit di Strhad per sapere che nessuno è felice di stare a barovia!

3 ore fa, greymatter ha scritto:

Non ero un fan dei manuali di ambientazione della 3.5 dove per ogni citta' c'era un paragrafo di statistiche dove ti diceva la popolazione, e altra roba, e ogni PNG aveva le stat usando le stesse classi del PG. Sembravano libri di geografia.

Io si. No. Ti serviva tutto ma se cercavi qualcosa lo avevi. Avevi stat, suggerimenti, descrizioni. Il miglior manuale mai acquistato.

3 ore fa, greymatter ha scritto:

O accetti che riempirai i buchi con la tua immaginazione (che secondo me va benissimo eh) altrimenti devi andarti a leggere wiki varie o recuperarti i vecchi manuali (che sono venduti legalmente in PDF, per inciso).

Ma c’è un problema. La storia dei FR non puoi riempirla con la tua immaginazione (perche non sono più i FR a quel punto, come se non ci fosse waterdeep silverymoon o Shadowdale) e questo è il più grande buco (voluto perchè non sanno se e come retconnare la 4e) dei FR.

2 ore fa, Marbon ha scritto:

Riguardo all'evoluzione dell'arte utilizzata nei prodotti pubblicati nel corso degli anni, non concordo con quanto affermato da @greymatter : è necessario contestualizzare il momento in cui quelle opere sono state impiegate. Per molto tempo le opere che sono state utilizzate erano in bianco e nero ed indirizzate ad un numero ristretto di giocatori che erano wargamer, non ancora dei veri e propri giocatori di ruolo. In quell'epoca di D&D a nessuno interessava l'arte, la tiratura delle copie era bassa, i budget a disposizione limitati. Quello è accaduto 'dopo'. Negli anni 80' sono arrivati i vari Elmore, Caldwell, etc... ed è cambiato tutto. Con Dragonlance in testa che diventa La Saga e ci si rende conto che ha necessità di legare il gioco e la storia ad una immagine. Ma non è la qualità della precisione del tratto di pennello a fare la differenza : è lo studio che c'è dietro. La comprensione da parte degli artisti su cosa deve essere trasmesso attraverso l'immagine. E non tanto sullo stile : ogni artista aveva e ha il suo.

L'osservazione che facevo aveva piu' a che fare con il tono trasmesso dalle illustrazioni - non e' un discorso di tecnica o "bellezza" dell'illustrazione, mi riferisco proprio al cio' che viene trasmesso. Raffigurazioni situazioni buffe, un po' strampalate, che non si prendono troppo sul serio.

Forse ho frainteso ma mi sembra di aver inteso una critica al tono trasmesso dalle illustrazioni della 5.5 (con il personaggio che fa windsurf su un surf a forma di ala di fatina) - quello che sostenevo e' che questo tipo di tono non e' estraneo a D&D. Puo' piacere a meno - anche a me non fa impazzire.

3 ore fa, Marbon ha scritto:

Esatto! Non c'entra nulla con Ravenloft! Questa copertina è concettualmente sbagliata perchè non ha nulla che trasmetta il tema Horror e Gotico dell'ambientazione. Sono solo tre i possibili motivi :

1) L'artista si è sbagliato (ci sta, ma è la possibilità meno credibile visto che succede con quasi tutte le illustrazioni di queste edizioni),

2) Si vuole volutamente trasmettere un tema differente rispetto a quello che è presente nel contenuto del modulo,

3) Si trasmette l'effettivo tema del contenuto del modulo che non è più un Horror Gotico, ma qualcos'altro.

Per chi conosce l'ambientazione e il gioco, è evidente che c'è qualcosa che quantomeno stona. E non perchè siamo 'vecchi' (certo che lo siamo 🤪) ma perchè possediamo delle 'conoscenze' maturate negli anni) che ci consentono di discernere gli elementi caratteristici di un'opera.

Mi spiace per chi ha avuto solo esperienze di gioco alla "Guardians of the Galaxy in versione fantasy" ( ci ho giocato anche io una campagna 🙂 ), ma semplicemente D&D (almeno fino alla 3.5) non è questo ( e non mi parlate dei vari supplementi e splatbook, perchè quelli sono serviti ad altro. Non al vostro gioco). 😉

Anche questo pero' e' da contestualizzare nella direzione presa dalla WotC per l'ambientazione di ravenloft.

Ravenloft e' horror gotico che riprende influenze classiche (Dracula su tutti) come sappiamo tutti. Il Ravenloft originale dell'AD&D 2e e' un setting che prende queste influenze culturali e le rielabora in chiave D&D riproponendo i tropi del genere, e prendendosi generalmente sul serio: abbiamo i castelli, le notti buie e tempestose, atmosfere tragiche, e sono per lo piu' riproposte senza umorismo o senza volerle esagerare per effetto drammatico.

A partire soprattutto da D&D 5e 2014 (non 2024!) c'e' stato un cambiamento di tono, che si vede in Curse of Strahd - che rispetto all'originale introduce un tono decisamente "camp", cioe' i tropi del genere gotico sono riproposti in modo vagamente ironico o esagerato, con elementi di umorismo.

Diciamo che il Ravenloft originale e' Bram Stoker's Dracula (1992), il Ravenloft della 5e e' piu' Dracula morto e contento (1995).

Gran parte di questo shift e' iniziato con la 2014, non la 2024

La 2024 ha solo continuato la tendenza.

Lo scopo e' sanitizzare il "brand" di D&D incluse le ambientazioni, per farlo divenire un prodotto non controverso, benevolo, e adatto a tutte le eta' (dai bambini ai grandi)

Quindi la copertina di Heir of Ravenloft si adatta bene al tono che vogliono dare al Ravenloft di adesso: young adult fiction.

La direzione puo' non piacere ma e' inevitabile che i prodotti cambino nel tempo.

2 ore fa, Lord Danarc ha scritto:

Ma c’è un problema. La storia dei FR non puoi riempirla con la tua immaginazione (perche non sono più i FR a quel punto, come se non ci fosse waterdeep silverymoon o Shadowdale) e questo è il più grande buco (voluto perchè non sanno se e come retconnare la 4e) dei FR.

Io ho sempre dato per scontato che se porto un gioco al tavolo, il "mio" forgotten realms sara' diverso dal forgotten realms canonico. Mi sento in liberta' di modificare la lore come voglio, riempire i buchi eccetera. Pero' in generale sono uno a cui le ambientazioni troppo dettagliate non piacciono, mi piace farmi le mie homebrew.

Vorrei tanto farmi piacere Glorantha ma non c'e' verso, ci rimbalzo ogni volta che provo a leggere.

Poi oh, questo e' come la intendo io, so benissimo che ci sono tanti che invece vogliono fare le ambientazioni "by the book".

1 ora fa, greymatter ha scritto:

A partire soprattutto da D&D 5e 2014 (non 2024!) c'e' stato un cambiamento di tono, che si vede in Curse of Strahd - che rispetto all'originale introduce un tono decisamente "camp", cioe' i tropi del genere gotico sono riproposti in modo vagamente ironico o esagerato, con elementi di umorismo.

Io l’ho giocato Curse of Sthrad di 5 (non i precedenti) e non ho trovato nulla di umoristico. Anzi. Situazioni orribili con bambini senza anima, licantropi con cuccioli che devi scegliere se uccidere o meno, rischi di arrivare tardi e trovare bambine affogate, tentativi di riportare l’amore costruendolo con pezzi di umani e bestie e creando delle chimere la cui vita non è definibile tale, per non parlare dell’amore perduto del vampiro e delle condizioni delle cittadine di barovia e vallaki…

1 ora fa, greymatter ha scritto:

il "mio" forgotten realms sara' diverso dal forgotten realms canonico.

Sono d’accordo solo nel fatto per il quale si riempiono i buchi ma i buchi devono essere minimi e la base uguale per tutti in particolare la storia (principale, ovvero la timeline dei manuali di 2 e 3e).

Poi giocando ognuno crea il suo FR ma il manuale deve essere chiaro e completo. Chiedevo il manuale di FR di 5 da quando ho iniziato la 5 e il fatto che quando è uscito non l’ho comprato è esemplificativo.

41 minuti fa, greymatter ha scritto:

L'osservazione che facevo aveva piu' a che fare con il tono trasmesso dalle illustrazioni - non e' un discorso di tecnica o "bellezza" dell'illustrazione, mi riferisco proprio al cio' che viene trasmesso. Raffigurazioni situazioni buffe, un po' strampalate, che non si prendono troppo sul serio.

Forse ho frainteso ma mi sembra di aver inteso una critica al tono trasmesso dalle illustrazioni della 5.5 (con il personaggio che fa windsurf su un surf a forma di ala di fatina) - quello che sostenevo e' che questo tipo di tono non e' estraneo a D&D. Puo' piacere a meno - anche a me non fa impazzire.

No, da parte mia non hai frainteso. Riguardo all'arte utilizzata, secondo me, è verissimo quello che hai evidenziato : un tono buffo, ironico e strampalato ha fatto sempre parte 'pienamente' di d&d. E lo può essere anche oggi! E ci mancherebbe! Il problema delle critiche (almeno le mie 😉) che vengono rivolte all'attuale edizione (tutta la 5.x e anche la 4e) è il voler "universalizzare" il gioco (legittimo) con tutta la lore a cui D&D è, nel bene e nel male, indissolubilmente legato. E senza un evidente studio, pensiero, visione sul come portare avanti questo progetto editoriale.

Ma non è solo un problema di WotC e D&D. Riguarda un pò tutto il mondo dell'intrattenimento. Basta vedere alcuni rifacimenti e riproposizioni di vecchi film o nuove trasposizione di narrativa 'datata', che in nome del sacro totem dell'inclusività o del political correct , vengono stravolte nell'estetica e nel senso. E che ovviamente non ha nulla a che vedere con il rispetto per il prossimo o con una vera 'inclusività'.

Per rimanere a D&D, negli anni 70 la gogliardia dei disegni in bianco e nero era rivolta ad un pubblico di nerd wargamer, in totale assenza di budget da destinare all'arte.

Quando poi d&d è cresciuto in fama e il gioco si è strutturato a tutti gli effetti per il gioco di ruolo come poi lo abbiamo conosciuto, l'arte è diventata importante. Si è alzato il budget, si è dedicato del tempo a pensare e progettare un piano editoriale chiamando dei veri e propri (seppur giovani) artisti, chiedendogli esattamente quale doveva essere il risultato da ottenere (penso ad esempio alla richiesta che Gygax fece esplicitamente ad Elmore per la realizzazione della copertina del SET Basic - il famoso guerriero con il drago rosso : l'immagine doveva dare il senso materiale di 'uscire' dalla scatola.)

Questa impostazione di lavoro è andata avanti fino a tutta l'era 3.5. E ci sono sempre stati, tra i prodotti pubblicati, dell'arte che trasmetteva gogliardia ed umor. Ma era collocata esattamente dove doveva e poteva stare; mi viene in mente la copertina di PC2 - Top Ballista per BECMI, oppure alcune copertine delle guide di Volo Thump di AD&D per i FR. E quell'arte trasmetteva esattamente il contenuto e lo spirito gogliardico di quei manuali. Questa, semplicisticamente, è la storia editoriale dell'arte di D&D.

Se per la 4e e 5.x si voleva fare un arte che trasmettesse il carattere universale delle regole del gioco e inclusivo della lore (legittimo), per non incorrere in tutte le 'critiche' nelle quali WotC è finita, avrebbe potuto tranquillamente profondere energie in 'nuove' ambientazioni con tutto lo spazio di manovra che le nuove ambientazioni consentono.

Semplicemente non ci si può aspettare una critica positiva quando su un'ambientazione Dark, Horror e Gotica come Ravenloft vuoi trasmettere un senso di gogliardia o di inclusività con l'arte che nel prodotto che rappresenta non c'è. Perchè Ravenloft non è gogliadico, non è inclusivo e non è neanche un luogo da "Guardians of the Galaxy in versione fantasy" ( fermo restando che ognuno al proprio tavolo gioca e si diverte come gli pare 🙂). Se tu editore fai una cosa del genere sono due le cose : o non sai fare il tuo lavoro, o sei in malafede.

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