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Organizzare Campagne per Triduum-Tenebris, il GDR della Moderna Apocalisse

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E con Rania Petit, quindi la Attivista Politica Delle Minoranze (che tra l'altro pesta in Corpo a Corpo "Menando Come Un Fabbro Ferraio") abbiamo un Gruppo di PG Pregens davvero molto Variopinto, Flessibile e Versatile; praticamente OGNI Cultura, Sottocultura, Classe Sociale, Etnia, Livello Urbano e Gruppo Umano rinvenibile nell'Urbe Capitolina e Dintorni è più o meno rappresentato da Uno o più dei Personaggi Pregenerati. . .

L'unica cosa che è andrebbe un attimo regolata abbastanza bene è che i PG possano essere stati tutti Risvegliati in un Tempo anche Breve ma quasi tutti in Contemporanea e che siano legati da un Filo Conduttore Comune (che possa essere un "Antico Testo Perduto" che ossessiona i Sogni di Ognuno, una Nemesi Cultista ricca e potentemente influente od un "Pseudo Mentore Guida" come il presunto "Arcangelo Della Spada Fiammeggiante" sotto mentite spoglie) e che abbiano una Storia Condivisa di mutua collaborazione (anche magari non tutti insieme ma a Coppie o Terzetti Abituali). . .

Altrimenti il Gruppo è un pò troppo Eterogeneo per poter giustificare che siano SEMPRE nello STESSO Posto, nello stesso MOMENTO quando accade qualcosa di Esoterico, Sovrannaturale o Metafisico; il "Total Serendipity Event" può essere sensato, logico e divertente per la PRIMA Volta che il FATO mette i Personaggi tutti assieme, ma poi da li bisogna evolvere un attimo in maniera più organica. . .

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  • Tianos
    Tianos

    dall'esperienza che ebbi io nella campagna in cui ho fatto fare ai miei giocatori due personaggi a testa, se create uno "'assalto" e uno "tattico" (esempio, un combattente, e uno studioso si riesce a

  • Tianos
    Tianos

    La città sotterranea di Napoli

  • Steven Art 74
    Steven Art 74

    Ottimo suggerimento; poi i "Precipitati Anatomici" del Principe di San Severo praticamente URLANO il Concetto di "Malefici Alchemici Di Un Necromante Infernale". . .!! Mentre invece la "Galleria Dei T

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@Tianos , @CreepyDFire

Abbiamo appurato che i Videogiochi "Supernatural Action" (come "Devil May Cry" e "Bayonetta") sono un ben Misero e Povero comparativo di ispirazione per Triduum, rispetto a tutti quelli ben più Cerebrali e radicati in una Lore Letteraria più antica (come "Shadow Of Darkness" che riprende molto bene le Tematiche Lovecraftiane seppure in una Ottica piuttosto Avventurosa rispetto la Norma); giusto per potere spiegare a qualche "Novizio Profano" che potrebbe essere interessato a provare cosa ne dite se una Comparazione Ispiratoria più esatta potrebbe essere a riguardo di opere come "Il 13° Piano" oppure anche "Matrix" sullo Squarciare Il Velo Di Una Realtà Fasulla Col Risveglio ma togliendo le Radici meramente Cyberpunk-Fantascientifiche ed in una ottica decisamente Sovrannaturale e Mistica. . . . ???

Almeno nello specifico di questa Idea di Campagna Dimostrativa Tutorial che sto cercando di instradare il più possibile seguendo i Dettagli Originali del Gioco così come è concepito, senza diluirne inutilmente le Radici Esoteriche e Metafisiche. . . . .!!!

@Steven Art 74 Ragazzi datemi tregua mi state facendo lavorare come un mulo 😁

Sto preparando un bozza dell'incipit, poi te la rifinisci da solo ma dovrebbe piacere "quasi quasi mi scappa un verso^^"

Distretto di Polizia, Roma, 16 marzo 2024, ore 18:30

L'ordine di servizio era arrivato quella mattina, stampato su carta intestata della Sovrintendenza con tanto di timbro della Questura. Un servizio di sicurezza, notturno, alle Catacombe di Priscilla. Roba da pensionati, aveva pensato Rocco. Sorvegliare che nessuno rubasse due cocci e un osso. Noioso, ma almeno non si sparava.

Poi aveva sentito le voci.

"Lì sotto c'è muffa, muffa vera. Quella che ti entra nei polmoni e dopo tre giorni stai steso."
"Gennaro si è dato malato. E pure Damiano. Dicono che hanno aperto una galleria nuova, sigillata da non so quanto. L'aria lì dentro è ferma da mille anni. Ci sono batteri, Robbe tossiche..."

Rocco non è tipo da superstizioni. È tipo da "se c'è da menare, meno". Ma quando due colleghi si danno malati per lo stesso turno, qualcosa puzza. E non di muffa.

Lui è il terzo a cui hanno chiesto di andare. O meglio, a cui hanno detto di andare. Il terzo dopo due "cagasotto", per usare la parola del maresciallo. Rocco ha provato a inventare una scusa, l'ha tenuta pronta per tutto il pomeriggio, ma poi ha letto la lista del personale e si è bloccato su un nome.

Alice Borghi.

La "Bianca". Quella sensitiva di Torino che ha chiuso più casi irrisolti di mezza squadra mobile. Rocco non crede a queste cose. Non ci ha mai creduto, manco da bambino. Ma sa leggere i numeri, e quelli dicono che quando la Borghi viene chiamata, c'è sempre qualcosa di sporco sotto. Qualcosa che non si spiega con le perizie e le impronte digitali. Qualcosa che fa venire i brividi anche a lui.

il resto nei prossimi giorni.

  • Autore

Ci potrei lavorare sopra come anche una Bozza di Script per un Webcomic mirato. . .!!

Se poi ci fosse la possibilità di essere d'aiuto per alleggerire il Carico di Lavoro son sempre a disposizione. . . . .!!!

bhe se vedi qualche buco narrativo o imprecisione (sto mettendo giù a getto le idee che mi vengono in mente e con alan rocco e sopratutto il crvo che ci andra a nozze ci sarà da ridere😁) lascio tutto a tua discrezione.

continuo:

Poi c'è l'altra stranezza. Un nome inglese sulla lista: Alan Reed. Un consulente. Arrivato con un volo da Londra, tutto spesato. Perché? Cosa serve un inglese in una catacomba romana? Chi l'ha chiamato? E perché la Sovrintendenza paga un biglietto aereo per uno che, a quanto ha capito Rocco ficcando il naso nelle carte, non ha una laurea in archeologia ma in "filosofia esoterica"? Che roba è, una laurea in fantasmi?

E poi, ciliegina sulla torta, la sicurezza privata. Non altri poliziotti, non i carabinieri. Un'agenzia esterna. Mark "Tekken" Rossi, titolare di una piccola ditta di security che di solito fa buttafuori per locali e vigilanza per eventi. Con lui, una ragazza franco-tunisina, Rania "Lynx" Petit, che sulla carta risulta come collaboratrice occasionale ma che, a una rapida ricerca sul database, ha precedenti da attivista. Niente di grave, roba da manifestazioni, ma abbastanza per far storcere il naso.

Perché un'agenzia privata? Perché non altri agenti? Chi vuole che la sicurezza di questa operazione sia in mani esterne, e quindi più facili da controllare? O più facili da incolpare?

Rocco ha provato a chiedere in giro. Il maresciallo ha alzato le spalle: "Ordini dall'alto. Qualcuno al Ministero ha un amico che ha un amico. Tu vai, stai zitto, e non rompere i stolti (*)."

Lui ci va. Ma non sta zitto. E i stolti(*) li rompe eccome.

L'Incontro

Ingresso degli Scavi, Catacombe di Priscilla, 16 marzo 2024, ore 22:00

Il cancello degli scavi è un taglio di luce al neon in mezzo a un parco buio. Furgoni parcheggiati, tecnici che scaricano cavi e faretti, archeologi con le tute impolverate che bevono caffè da thermos. Una quindicina di persone in tutto, contando anche gli operatori della Sovrintendenza. Rocco arriva in anticipo, come sempre quando qualcosa non lo convince. Si appoggia al muretto d'ingresso, accende una sigaretta, e aspetta. Osserva. Soppesa.

La prima ad arrivare è Alice "Bianca" Borghi.

Scende da un taxi con la lentezza di chi non ha fretta perché sa che il mondo la aspetterà. Indossa un tailleur color crema che stona con la polvere del cantiere, tacchi che affondano nella ghiaia, una collana d'oro bianco che luccica sotto i lampioni. Non ha l'aspetto della sensitiva che Rocco si era immaginato: niente scialli, niente occhi bistrati, niente aria da zingara da circo. Questa è una signora elegante, costosa, con i capelli bianchi raccolti in una crocchia perfetta e due orecchini che da soli valgono più del suo stipendio mensile.

Rocco la guarda e storce la bocca. "E questa sarebbe la medium che chiude i casi irrisolti? Sembra più la moglie di un ministro."

Ma nota anche altro. L'aria intorno a lei è diversa. C'è un brivido, un impercettibile abbassamento di temperatura che non ha niente a che fare con la notte di marzo. E quando Alice passa vicino a un tecnico, quello si scosta senza accorgersene, come se il corpo gli avesse detto togliti prima ancora del cervello.

Dietro di lei, arrancando sotto il peso di borse e attrezzature, arrivano Mark "Tekken" Rossi e Rania "Lynx" Petit. Mark ha il fisico asciutto di chi ha passato anni in pedana, spalle da schermidore e occhi che non stanno mai fermi. Rania è più bassa, compatta, con i capelli raccolti in un nodo stretto e un passo felpato che tradisce l'allenamento, lei è un continuo parlare al suo capo, che a tratti non sembra gradire. Portano treppiedi, registratori, macchine fotografiche con obiettivi che sembrano cannocchiali, e un apparecchio nero che Rocco non riconosce ma che ha l'aria di costare più del dovuto. Svelato l'arcano, sono stati ingaggiati dalla "Bianca"

Modificato da Tianos

Rocco si stacca dal muretto e va incontro ad Alice.

"Senta, signora Borghi, una domanda. Che ci fa un'agenzia di sicurezza privata al posto di altri poliziotti?"

Alice lo guarda. Ha occhi grigi, o forse azzurri, è difficile dirlo sotto la luce al neon. Li posa su di lui per un secondo di troppo, e Rocco sente un gelo dietro la nuca.

"Sono miei ospiti", dice lei, con una voce calma e roca. "Li ho assunti io. Servivano persone di fiducia per trasportare la mia attrezzatura. Il Museo Egizio di Torino mi presta gli strumenti, ma non il personale. Il signor Rossi e la signorina Petit hanno un contratto regolare."

"Attrezzatura per cosa?"

"Per vedere quello che gli altri non vedono, agente."

Rocco non sa cosa rispondere. Non è una risposta, è un indovinello. Ma qualcosa nel tono di Alice gli dice che l'interrogatorio è finito. Mark gli rivolge un cenno professionale, Rania abbozza un sorriso tirato. Poi i due riprendono a scaricare.

Pochi minuti dopo arriva Surya "Sutra" Suri. e a propostio chi ha redetto l'ordine? perchè tutti quei soprannomi, ne è stato affibbiato uno anche a me?

Scende da un autobus, non da un taxi. Ha uno zaino in spalla e un libro aperto in mano, un tomo pesante di archeologia paleocristiana con le orecchie alle pagine. Cammina verso l'ingresso senza alzare lo sguardo, assorta nella lettura, sfiorando con le dita una piantina delle catacombe stampata su una pagina ingiallita. Sembra una studentessa alla vigilia di un esame, non una specializzanda chiamata su un luogo di scavo. Quando un tecnico le chiede chi sia, lei alza la testa di scatto, come svegliandosi da un sogno.

"Surya Suri. Chirurgia. Mi hanno convocata."

"Convocata da chi?"

"Vorrei saperlo anch'io."

E torna al suo libro, lasciando il tecnico interdetto e Rocco con un'altra domanda da aggiungere alla lista.

  • Autore

Come Prodromi di una "Origin Story", per quanto possa essere Abbozzata e da se mai rivedere, come Prefazione e' davvero Ben Scritta ed Avvincente. . .!!

Di sicuro Mi sta dando molte idee x Schizzi di Anatomie e Costumi. . . . .!!!

4 ore fa, Steven Art 74 ha scritto:

come Prefazione e' davvero Ben Scritta ed Avvincente. . .!!

Non sono uno scrittore famoso ma qualche trucco lo conosco😇

L'ultimo ad arrivare è Alan "Haz" Reed.

Rocco lo vede scendere da un'auto scura con autista. È alto, magro, con un abito nero dal taglio impeccabile e una cravatta di seta che luccica come un'ala di corvo, coperta solo da una barba scura e ben curata. Sulla spalla sinistra ha un corvo. Un corvo vero, vivo, con le piume nere e gli occhi che seguono i movimenti di tutti i presenti come se stesse contando le prede.

Rocco sbotta prima ancora di riuscire a trattenersi.

"E questo cos'è, il circo Barnum? Un corvo? Serve per vedere se schiatta per qualche gas tossico, così scappiamo prima?"

Il corvo ruota la testa verso di lui, gonfia le piume del collo, e gracchia. Il suono è rauco, gutturale, ma distintamente articolato.

"Ahrr... er Monezza."

Rocco sbianca. "Ha parlato?"

"No", dice Alan, accarezzando il becco del corvo con un dito. L'accento è inglese, marcato ma non caricaturale, le vocali arrotondate. "Ha detto. La differenza è... subtle. Sottile. Perdoni il mio italiano, non è il mio first language."

"Ma ha detto er Monezza. Ha l'accento romano. È un corvo romano?"

"È un corvo... well-travelled. Molto viaggiato. Ha passato più tempo in Italia di me." Alan inclina la testa, come se stesse valutando Rocco. "Si chiama Munin. Come il corvo di Odino. Memory, la memoria. L'altro era Hugin, il pensiero. Ma io posso permettermi solo un corvo. Sono un scholar, non un dio."

Rocco non sa se ridere o mollargli un ceffone. "Senta, signor Reed, o come diavolo si chiama, io non so cosa ci faccia lei qui con un uccello parlante e una laurea in stregoneria, ma se pensa di prendermi in giro—"

"Esoteric philosophy", lo corregge Alan, senza smettere di accarezzare il corvo. La parola philosophy gli esce più fluida, più naturale dell'italiano. "Non è stregoneria. È... come dire... teologia applicata ai boundaries dell'ortodossia. Ai confini. Dove le cose diventano blurry. Sfocate." Sorride, un sorriso sottile e quasi triste. "E Munin non le chiederà scusa se ha più wit — più spirito — di me."

Rocco lo fissa. Alan sostiene lo sguardo. Il corvo becca qualcosa nell'aria.

"Va bene", taglia corto Rocco, alzando le mani. "Faccia come vuole. Tanto questa notte è già abbastanza assurda."

"Absurd, yes", mormora Alan. "È la parola giusta."

Si volta verso il corvo e sussurra qualcosa a labbra strette, un misto di inglese e qualcosa che non è inglese. Il corvo non risponde, ma Alan annuisce lo stesso, come se la risposta l'avesse sentita.

Rocco lo osserva allontanarsi verso l'ingresso degli scavi, il corvo immobile sulla spalla, l'abito nero che si confonde con la notte. Poi scuote la testa e si rivolge a nessuno in particolare.

"Non sta bene. Quello non sta bene per niente."

Ma non sa ancora che tra un'ora, quando il sarcofago verrà esaminato e la realtà si strapperà come un foglio di carta, sarà proprio Alan a capire per primo cosa sta succedendo. E sarà il corvo a svegliarli, quando il buio proverà a inghiottirli.

Rocco Sente qualcuno toccargli la spalla, quasi sobbalza, era certo non ci fosse nessuno oltre lui e Alan, La persona che ha davanti è magra, un poco sciupata e porta un giubbetto catarifrangente che con tutta la buona volontà non riesce a renderlo più appariscente. Rocco si riprende, reagisce agendo come suo solito agli imprevisti "È lei il responsabile?"

"In un certo senso, faccio solo le veci dell'assessore, sa l'ora è un po' tarda, starà sicuramente cenando in questo momento" Rocco sente la sua stessa vena sulla fronte quasi scoppiare "Quindi immagino di non potermi lamentare con le per questa specie..." Gesticola per un attimo con le mani nell'aria "Baraccone?" L'omino tace, in parte intimidito, ma è Rania con la sua voce melodiosa a ristabilire il giusto approccio. "Ci scusi, come ha detto lei è un po' tardi, e dato il poco preavviso alcuni di noi sono un po' irritati" il corvo sbatte le ali da sopra la spalla di Alan, e gracchia "certo, certo".

"Allora se posso salto i convenevoli, il problema più grosso è che abbiamo scoperto che non siamo noi i primi ad aver aperto queste cripte" Surya alza per un attimo lo sguardo dal suo libro "Gallerie laterali?"

"Certamente, tutto è possibile, del resto li sotto è un labirinto, ma lo strano è il tempismo, un giorno prima della scoperta a giudizio degli archeologi, e... bhe farò prima a mostrarvelo, seguitemi"

Gli operatori finiscono di allestire le luci. Gli archeologi aprono l'ingresso della galleria. Un'ondata di aria ferma, antica, si riversa all'esterno. Alice rabbrividisce. Alan si ferma, il corvo gracchia piano. Surya chiude il libro. Mark si sistema il fodero in cui tiene uno stiletto. Rania inspira profondamente, come prima di un combattimento. Rocco guarda tutti loro, uno per uno, e per un attimo ha la certezza che nessuno di loro dovrebbe essere lì.

Eppure ci sono. E tra pochi minuti scopriranno perché.

Si scende.

Modificato da Tianos

LA NOTTE DELLA CADUTA – Il Ritrovamento

Catacombe di Priscilla, 17 marzo 2024, ore 00:15

La galleria nuova è più profonda di quanto Rocco immaginasse. L'aria è umida e sa di terra antica, incenso e grasso andato a male, ma non c'è muffa. Non ancora. Le torce elettriche tagliano il buio a fette, e i passi rimbombano sulle pareti di tufo.

Mark e Rania sono davanti, vicino all'ingresso della galleria principale, occhi aperti e mani sulle fondine. Mark si muove come uno che ha passato la vita a schivare lame, non a sparare. Rania ha una postura da combattente, bassa e centrata, anche quando sta ferma. Rocco li osserva e prende appunti mentali. Non si fida. Non si fida di nessuno, stasera.

Rocco e teso, solo il loro accompagnatore sembra più teso di tutti loro "Non si preoccupi, se c' è qualche problema il primo a morire sarà il piccione" indica col pollice dietro di se, mentre sente quel Gracchiare ormai familiare "arrh Razzista" Rocco sorride, non si è mai sentito così, neppure quando idei delinquenti gli hanno puntato una pistola in faccia, è qualcosa di più profondo, di ancestrale, è quella paura che si ha per qualcosa che non si conosce, dovrebbe ringraziare Alan, forse il corvo a qualcosa serve.

La Borghi è già scesa, accompagnata dagli archeologi. Cammina piano, sfiorando le pareti con le dita. Ogni tanto si ferma, chiude gli occhi, e l'aria intorno a lei diventa più fredda. Rocco lo sente, quel freddo. Lo sentono tutti. E capisce perché la chiamano "Bianca".

L'inglese, Alan, è dietro di lui, con una borsa a tracolla piena di libri e un taccuino su cui scarabocchia simboli. Ogni tanto parla da solo. O almeno così sembra. Rocco ha visto le sue labbra muoversi, ma non ha sentito parole. Solo un ronzio, come un insetto lontano.

E poi c'è la ragazza indiana, Surya Suri. L'ha notata subito, perché non c'entra niente con tutto questo. È una specializzanda, non un medico legale. Eppure è qui, con un kit chirurgico che le hanno consegnato all'ingresso della catacomba come se fosse il più naturale dei gesti. Lei stessa sembra sorpresa di essere stata chiamata. Rocco ha visto i suoi occhi passare dall'entusiasmo alla confusione, e poi a qualcosa di più duro. Determinazione, forse. O rabbia.

Quando arrivano al sarcofago, tutto cambia.

Il corpo all'interno non è uno scheletro. È un uomo. O lo era. La pelle grigia, le mani incrociate sul petto, e conficcato nello sterno, trapassando le mani, un chiodo nero, corroso, che emana calore. Rocco lo sente da due metri di distanza. Sente il polso accelerare, la bocca secca, un sapore di ferro sulla lingua che non dovrebbe esserci.

"Che...cosa...diavolo... è?", mormora. Non è una domanda. È una constatazione.

Il medico legale ufficiale trema. È vecchio, ha le mani che ballano, e arretra di un passo, per avvicinarsi al dipendente che li ha accompagnati li. È a Surya che indicano il corpo. A lei che porgono i guanti. A lei che chiedono di estrarre il chiodo e di esaminare il cadavere.

Rocco osserva la scena e si sente un idiota. È un poliziotto. Dovrebbe capire cosa sta succedendo. Invece ha solo domande. Perché una specializzanda e non un medico forense? Perché un'agenzia privata e non la polizia scientifica? Perché una sensitiva e un occultista in una galleria che dovrebbe essere solo un sito archeologico?

Qualcuno ha orchestrato tutto questo. Qualcuno ha scelto ogni persona in questa stanza. E quel qualcuno sapeva cosa avrebbero trovato.

Surya afferra il chiodo. La sua mano è ferma. Rocco lo nota, e nota anche che l'inglese ha smesso di respirare per un secondo. Poi il chiodo esce, con un suono che non è di metallo contro osso ma di qualcosa che si strappa.

Surya parla. La sua voce è calma, clinica, atterrita. "Quest'uomo è morto prima che il chiodo venisse conficcato. Il cuore non è stato trafitto: il chiodo è stato inserito in un corpo già senza vita. Qualcuno lo ha piantato qui dopo. Come un sigillo. O una condanna." mentre le luci stranamente vibrano.

Alan si fa il segno della croce, e il corvo strnamento gli da una beccata. "Non una condanna", dice, e la sua voce trema più delle mani del medico legale. "Una maledizione. Hanno immerso il chiodo nel sangue di un martire e lo hanno piantato in un cadavere per invertirne il potere. Per profanarlo."

È in quel momento che la realtà si rompe del tutto.

Rocco non sa descriverlo. Non ci sono parole, nel suo vocabolario, per quello che succede dopo. Le pareti trasudano nero. L'aria puzza di fiori marci. Le ombre si muovono da sole. E una figura senza volto, avvolta in stracci bruciati, si volta verso di loro e parla.

"Sette porte. Sette chiodi. Il primo è stato tolto. Gli altri sei aspettano."

Tutto scompare, rocco si sente cadere, precipitare, inizia a sbracciare per cercare un appiglio, il dolore per l'urto della mano contro qualcosa, poi per un attimo vede Munin, spalancare le ali di fronte a se in un grido agghiacciante che sembra dire "No"

Poi il buio. Poi il silenzio. Poi il ritorno.

Quando Rocco riapre gli occhi, è a terra, la mano ha un'abrasione, l'ha sbattuta sul sarcofago, si chiede se quello che ha visto sia stato reale. Non sa per quanto tempo è stato fuori. Porta lo sguardo sugli altri. Vede Mark che aiuta Rania a rialzarsi. Vede Alice che fissa il vuoto con gli occhi sgranati. Vede Surya che stringe ancora il chiodo in mano, le nocche bianche. Vede Alan che sussurra a qualcosa, in modo ritmico, costante e ossessivo.

Rocco si dirige verso Alan incespicando come se fossero i primi passi che compie un bambino.

Il sarcofago è vuoto. Il cadavere è sparito. Il chiodo è l'unica prova che tutto questo sia successo davvero.

Poi Rocco si alza, si spolvera la divisa, e dice l'unica cosa che gli viene in mente.

"Qualcuno mi spiega che Diavolo è appena successo. E chi è quel bastardo che ci ha messi qui dentro?"

Alan alza gli occhi dalla sua cantilena, porta la sua mano sul dorso dell'altra, poi la scopre facendo notare una strana abrasione "siamo stati marchiati"

Il corvo gracchia svolazzando per la piccola stanza "fottuti, fottuti"

Gli occhi di Rocco sono iniettati di sangue mentre osserva che tutti hanno quella strana abrasione sulla mano per poi guardare un'ultima volta Alan "posso strozzarti che dannato pennuto?"

"No! It must be my pleasure"

Dissolvenza in nero

Fine

  • Autore

@Tianos

Un Fumetto VERO e PRORPIO in Tempi Brevi non ce la faccio manco se Mi installo uno dei Neurochip di Elon Musk nel Cervello come Interfaccia per sinergizzare con una IA Grafica Generativa. . .!!

Ma, oltre agli Studi di Bozze per Anatomie, Volti e Costumi dei Personaggi in questione, di sicuro qualche Illustrazione (senza vignette o Balloons) che metta per immagini i Momenti più salienti di questa Narrativa qui sopra (tipo "Immagine Presentazione & Arrivo" di ognuno dei 6 PG) decisamente è più Possibile, prima BN e poi magari Colorata in Photoshop, ed il Risultato dovrebbe essere quantomeno Dignitoso. . . . .!!!

Come io l'ho fatto per divertirmi, fa così anche tu, la passione trasuda sempre dal divertimento😁

  • Autore

Dobbiamo vedere un attimo dove mettere Bozze, Schizzi, Studi di Personaggi (Anatomie, Costumi, Abbigliamento, Pin-Ups, "Mock Battles" e "Scene Astratte" che veicolino un poco la "Vera Essenza Spirituale" dei PG e PNG Rilevanti); ci sono sicuramente dei Sistemi Migliori ma usare dei Canali Privati di Telegram o Discord è di sicuro Economico, Rapido e Pratico. . .

Come ho già detto specialmente se gli Schizzi di Illustrazione e Bozzetti son da modificare continuamente e provare a mettere dei Colori Base su "Black-&-White Roughs". . .!!

. . . . .

Questo vale anche poi per le Illustrazioni di Creature e Luoghi che finiscano poi nei Manuali Finiti, magari a Livllo di Progettazione a Lungo Termine che coinvolge svariati Artisti. . .!!

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