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[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey

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50 minuti fa, Alonewolf87 ha scritto:

Heinrich

Una morte sicuramente peculiare probabilmente dovuta al veleno di un qualche serpente, dico mostrando agli altri dei segni di morsi sulla mano e comunque dall'assenza della spada e degli oggetti nel borsello è chiara la presenza di creature ben diverse da non morti e belve fameliche dico mentre provo senza successo a chiudere gli occhi del nano, pronunciando una preghiera per la sua anima usando alcune parole in nanico che ho appreso negli anni. Con mia sorpresa sento un moto di riconoscimento venire da questo corpo ormai spento e sono felice di sapere che ho potuto sollevare almeno in parte il dolore di questa dipartita.

Però non mi fiderei al momento a bere da quella fontana. Facile che non c'entri nulla, ma perché rischiare e comunque potrebbe essere contaminata dalle creature che abitano qui intorno.

Il tuo sesto senso non ti inganna: la fontana cela qualche insidia che ancora ti sfugge, ma senti che rappresenta un pericolo. Mentre tenti di chiudere le palpebre del povero nano, sussulti: è vivo! Pietrificato, anzi, congelato, ma percepisci il debolissimo battito del suo cuore.

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Cos'è questo sortilegio? esclamo inorridito guardando il cadavere dare segni di vita. Istintivamente faccio segni di scongiuro della mia razza: Ciò che è morto deve rimanere morto! Uccidiamolo!

  • Supermoderatore

Heinrich

Che la Madre mi fulmini...è vivo penso mentre mi viene quasi un coccolone quando sento il lento pulsare del cuore del nano. Ma mi ricompongono in fretta

Semplicemente non è mai davvero morto. Avrai avuto modo anche tu di osservare qualche ragno fare qualcosa di simile Urgok. Paralizzare una preda per poi mangiarla dopo. Credo che questa sia una situazione del genere. Ma se ora vogliamo salvare questo poveraccio abbiamo bisogno di un fuoco, grosso e in fretta dico agli altri.

Arenal - Elfo

Concordo: non si tratta decisamente delle Lacrime e l'acqua potrebbe essere contaminata. Dico dopo le parole di Heinrich, aggiungendo È curioso: gli abitanti di un villaggio della valle credevano che gli spiriti dei morti infestassero le pozze d'acqua fino a che il loro corpo non veniva sepolto degnamente. Prima che possa continuare la mia storia noto però il nano muoversi, facendomi correre la mano alla spada. Portiamolo nella falegnameria: è facilmente difendibile. Lì potremo assisterlo: dovrebbe avere informazioni su questo posto. Concludo, aiutando i miei compagni a prendere quello che credevamo essere un cadavere per riportarlo al sicuro.

Esra

Siamo sicuri? domando agli altri non vorrei ripetere l'esperienza di prima

Athaulf - Barbaro

Arrivo alla fontana pronto ad affrontare ogni pericolo. Questo nano potrebbe benissimo essere un altro mostro. Alzo la spada pronto a colpire ma una forza divina ferma la mia mano. Ho un istante di esitazione. Queste cose non succedono per caso. Io che uccido senza battere ciglio ho fermato la mano appena prima di calare il colpo. C'è un significato più profondo. Qualcosa che sfugge alla mia mente ma non posso comunque ignorare. Assorto in questi pensieri Heinrich annuncia che il nano è vivo.

Continuo a guardare il cadavere con sospetto. Vivo potrebbe anche signicare che è un mostro. No, il chierico non ci farebbe preparare un fuoco. Nano fortunato. Non solo è vivo ma non gli ho dato il colpo di grazia per puro intervento divino e se gli dei lo hanno salvato significa che vogliono qualcosa di importante da lui.

Mi adopero subito per spostarlo nella stanza adiacente come proposto da Arenal. Nemmeno io mi sento al sicuro qui all'aperto con tanti ingressi che ci circondano.

  • Autore

Sollevate il nano con delicatezza e lo trasportate nel laboratorio, adoperandovi per accendere un piccolo focolare e per sprangare alla meno peggio la porta sfondata nel tentativo di garantirvi un minimo di protezione da eventuali intrusi. Adagiate il corpo, che è tanto rigido da sembrare una statua, il più vicino possibile alle fiamme guizzanti confidando che il calore possa bastare per risvegliare il nano... ma non è così: il fuoco pare non sortire l'effetto sperato, forse la condizione del poveretto ha origini più profonde, qualcosa che va oltre al semplice freddo.

Urgok (mezzorco)

Una maledizione... e magari è contagiosa!, esclamo nel vedere che il calore del fuoco non sortisce l'effetto benefico sperato. E proseguo coi miei scongiuri orcheschi!

Modificato da The Scarecrow

  • Supermoderatore

Heinrich

Probabilmente è l'effetto del veleno. Sarebbe necessario trovare la creatura che l'ha morso per studiarla meglio. Però lasciarlo qui al caldo non potrà che fargli bene. Il fato gli ha già sorriso una volta forse lo farà di nuovo. Cosa ne dite, lo lasciamo qui sprangando la porta e ci rimettiamo ad esplorare questo luogo?

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