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Il Tempo dei Perduti

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L’aria nel frantoio è satura di un odore metallico e acre...Vaulath, la cui possente forma felina è ormai un mosaico di squarci profondi e pelo intriso di siero, emette un ultimo, rauco ruggito di sfida. La trasformazione cede sotto il peso del dolore: con un sussulto di ossa che tornano in sede, la grande pantera svanisce, lasciando il posto al Goliath , che crolla sulle ginocchia, ansante, per poi perdere conoscenza tra i resti del ghiaccio scavato dalla bava corrosiva.

Ma non c'è tempo per il soccorso. L’abominio, una massa di muscoli scorticati e occhi lattiginosi, si contorce rabbiosamente sotto il peso della manovra di Erika...la guerriera, con i muscoli tesi fino allo spasmo, non affonda il colpo: usa la lama piatta della sua glaive come un pesante sigillo d'acciaio. Sfruttando ogni oncia della sua forza, schiaccia il corpo pulsante del mostro contro il legno secco del pavimento, creando una prigione di metallo che tiene a bada i tentacoli vibranti.

In quell'istante di agonia soprannaturale, Shage si scaglia in avanti. Con un fendente preciso e spietato, lacera la membrana bubbonica dell'orrore, aprendo un varco purulento nel centro esatto della massa informe. È l'invito che Akseli attendeva.

Lo studioso avanza, ignorando la vibrazione nauseante che gli scuote il braccio. Il medaglione tra le sue dita pulsa all'unisono con il cuore esterno della creatura, un battito viscido che sembra volerlo soffocare. Con un grido che mescola determinazione e ribrezzo, Akseli preme l'amuleto direttamente dentro la carne viva del mostro, nel cratere aperto da Shage.

L'effetto è istantaneo e terrificante.

Invece di deflagrare in una nube tossica, l'abominio emette un fischio acuto, un lamento che sembra strappato da mille gole tormentate. La luce purpurea che emanava dalle ferite viene violentemente risucchiata verso l'interno, come acqua in un gorgo. La massa muscolare inizia a collassare su se stessa, prosciugata di ogni energia vitale, mentre il medaglione divampa di una luce sinistra, diventando bollente. Con un ultimo rantolo viscido, ciò che restava dell'incubo scompare, sigillato per inerzia dentro il ricettacolo.

Resta solo il silenzio del frantoio, rotto dal respiro spezzato dei quattro compagni e dal fumo che ancora si leva dal legno corroso.

@ Tutti

A voi .

@Albedo @Fezza @Monkey77 @Theraimbownerd

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  • Monkey77
    Monkey77

    Shage O'Might Bardo Mal'ek, non ti posso lasciare solo, ad arrampicarsi saranno di certo semplici goblin, ma dal basso irromperanno I worg! Gia I semplici lupi agiscono di squadra, figuriamoci quelle

  • Shage O'Might - Bardo https://www.myth-weavers.com/sheets/?id=3049329 Non me la sento di mandare il grosso Goliath da solo, sebbene sappia badare a sé stesso. Akseli, vai con Ugo e tieni le sacerdotes

  • Ugo Bonaventura C-concordo con Mal'ek. Intervengo timidamente. La stalla non sarà comoda ma ci permette di proteggere anche i cavalli. Ancora non sappiamo cosa è successo qui e se chi lo ha fatto tor

Shage O'Might Bardo

Sono ancora sbigottito per la scena incredibile a cui ho appena assistito. Ma i gemiti di Vaulath mi ricordano che non c'è tempo per riposarsi, non ancora. Con i muscoli ancora brucianti per il gelo che li ha colpiti mi avvicino al corpo del Goliath. Estraggo una bacchetta magica ed inizio ad agitarla cantando per attivarne il potere.

O magia che sei la musa...

Cuci la carne, salda le ossa ed i legamenti...

Libera il corpo dai molti tormenti...

Cuci la carne e rinsalda i tendini...

Fa che la vita quest'oggi non termini.

Utilizzare oggetti magici +12 (+2 ispirare coraggio? Non ricordo se era anche per le prove abilità ma non credo) Bacchetta cura ferite leggere su Vaulath 1d8+5

Modificato da Monkey77

Vaulath

Oooohhh...la testa....mi sveglio con un mal di testa pulsante, come se avessi deciso di fare a testate con un ariete. Ci metto un po' a ricordarmi dove sono e con chi sono. Il mostro. I tentacoli. La perdita di sangue responsabile per il mal di testa atroce. Recupero una pozione e la bevo tutta d'un fiato, riparando le mie membra lacerate prima di ringraziare Shage.

Grazie... quell'essere era dannatamente flessibile. Dico, un po' imbarazzato dalla mia scarsa performance in questo combattimento

Master

Uso una pozione di cura ferite leggere

Akseli Appala

"AHHH, brucia!" Stringo i denti per non urlare, facendo cascare a terra il medaglione e rimango per qualche secondo immobile con le dita tremanti. Il fumo che sale dal legno corroso e l’odore acre di carne bruciata e bile mi riempiono le narici, ma è il silenzio improvviso che mi colpisce più di ogni altra cosa.
Abbasso lentamente lo sguardo sul punto in cui fino a pochi istanti fa si contorceva l’abominio. Non resta quasi nulla. Solo una macchia scura sul pavimento e il medaglione che pulsa debolmente, come se avesse appena finito di nutrirsi.

"…Ce l’abbiamo fatta" mormoro, la voce rauca e più bassa del solito. "Abbiamo sigillato quella cosa… almeno per ora"

Faccio un respiro profondo, cercando di riprendere il controllo delle mie emozioni e di riprendere il medaglione da terra, dove l'ho fatto cadere, lo guardo con un misto di fascinazione e profondo timore.
"Questo oggetto non è un semplice artefatto. Ha divorato l’essenza di quell’abominio come se fosse nulla. Il potere che contiene è antico, vorace e terribilmente pericoloso. Temo che il professore avesse ragione: uno dei Tre Senza Nome sta davvero cercando di tornare, e questo medaglione ne è la chiave… o la prigione"

Mi volto verso i compagni. Vedo Vaulath che si sta riprendendo grazie alla bacchetta di Shage e alla sua pozione. Mi avvicino di qualche passo, ancora visibilmente scosso. "Vaulath… stai bene? Mi dispiace non essere riuscito a sostenerti meglio durante il combattimento. Quella creatura era molto più agile e resistente di quanto sembrasse a prima vista. Grazie a tutti voi. Senza la tua canzone, Shage, e senza la forza di Erika che lo ha bloccato a terra, non sarei mai riuscito ad avvicinarmi abbastanza da premere il medaglione nella ferita. Abbiamo agito come un vero gruppo questa volta"

Abbasso di nuovo lo sguardo sul medaglione, stringendolo con più decisione. "Ora però non possiamo fermarci. Dobbiamo decidere cosa fare con questo oggetto. Lasciarlo qui è fuori discussione. Portarlo con noi è estremamente rischioso. Forse dovremmo tornare immediatamente a Highmoon e metterlo nelle mani di Lord Ulath o dell’Alto Prelato Hasicor anche se non sono sicuro di potermi fidare completamente di nessuno dei due al momento"

"Prima di muoverci, però… qualcuno vuole controllare se sul corpo di Padre Lucas è rimasto qualcosa di utile? Appunti, lettere, o tracce che possano dirci chi lo ha aiutato a portare qui il medaglione? Io nel frattempo cercherò di capire se il medaglione emana ancora qualche tipo di aura pericolosa"

[spellcraft +8, conoscenze arcane e piani +8]

Erika

Rimango ancora con il glaive premuto a terra. Come se quella macchia potesse riprendere vita. Mi rialzo.

Sono lieta che Vaulath sia.. vivo.

Questa è stata dura... E se rompessimo quel medaglione?

  • Autore

Il fragore della battaglia si dissolve nel silenzio spettrale del vecchio frantoio, lasciando spazio solo al crepitio del legno eroso e al respiro affannoso dei sopravvissuti.

Shage è il primo a rompere l'immobilismo: con i muscoli ancora intirizziti dal gelo soprannaturale, si china sul corpo martoriato di Vaulath. La sua voce si leva in una nenia ritmata, un canto di guarigione che guida il potere della bacchetta magica verso le carni lacerate del Goliath. Sotto l'effetto della magia e di una pozione trangugiata d'un fiato, Vaulath riapre gli occhi e si solleva a fatica tra i resti del ghiaccio e della bava corrosiva, scuotendo la testa nel tentativo di scacciare il torpore della morte sfiorata e coprendo con un gesto grato la mano del bardo.

Poco distante, Akseli fissa con un misto di repulsione e brama scientifica il medaglione che ha appena lasciato cadere. Le sue dita, arrossate tremano mentre lo recupera dal pavimento annerito ed inizia ad analizzarlo con sguardo febbrile...

@ Akseli

Percepisci un’aura schiacciante e quasi indecifrabile, che sembra sfuggire alle tue conoscenze. Il medaglione emana un intreccio di aure : avverti la presenza dell'Abiurazione, che agisce come un rifiuto verso la materia stessa, legata a una Trasmutazione che sembra voler riscrivere la natura degli oggetti vicini. Intravedi anche vaghi residui di Evocazione, come se l'oggetto fosse un ponte verso qualcosa che non riesci a capire...

Erika, dal canto suo, non abbassa la guardia. Solo quando è certa che la macchia informe di muscoli e tentacoli sia stata del tutto risucchiata, solleva la pesante lama della sua glaive. La sua figura si staglia rigida contro le ombre del frantoio mentre osserva l'artefatto tra le mani di Akseli con aperta diffidenza, quasi a voler saggiare con lo sguardo la resistenza del metallo magico, pronta a spezzarlo pur di eliminare la minaccia.

Mentre la tensione tra il desiderio di preservare il reperto e quello di distruggerlo aleggia nell'aria, l'attenzione del gruppo viene attirata dai resti di Padre Lucas. Tra le pieghe della sua tunica corrosa affiora un lembo di pergamena...

@ Contenuto della pergamena per chi la raccoglie

E' un altra pagina del diario del professor Alarico Vaeerius scritta con mano tremante...non è l'unico...ora che questo oggetto respira contro la mia pelle, ne percepisco la verità e so cose che non dovrei sapere...il disegno rimane incompleto senza la Lente di Ossidiana e il Sudario di Cenere.

Essi bramano di riunirsi affinché la struttura, l'immagine e la parola siano finalmente cancellate. Ho visto ombre scavare nella terra nera, mani artigliate che cercano ciò che dovrebbe restare sepolto. C'è chi osserva e aspetta che il riflesso e il silenzio riemergano dal fango.

vedo le Gole di Tethyamar. Lassù, dove le montagne stringono la valle in una morsa di roccia e antichi segreti nanici, il terreno sembra pulsare di una febbre nera...è lì che il secondo oggetto attende...

La mia carne si fa sottile... le ossa sembrano fatte di fumo. Ciò che era dimenticato sta reclamando il suo spazio e io sono solo il testimone della nostra fine...

@ Tutti

A voi .

@Albedo @Fezza @Monkey77 @Theraimbownerd

Modificato da Dardan

Vaulath

Mi sgranchisco le ossa, come sempre dopo la mia trasformazione. Cambiare completamente forma non è mai completamente senza conseguenze, anche se ormai sono abituato.

Prendo tra le mie grandi mani quella piccola e fragile pergamena, leggendone il contenuto. Sembra che non abbia fatto in tempo a scrivere altro...quel mostro deve essere arrivato a lui...o dentro di lui poco dopo. Almeno ora sappiamo dove andare. Dico mesto ai miei compagni. È solo grazie al suo sacrificio se abbiamo una speranza di fermare questi antichi orrori dopotutto.

Master

Quanto ho recuperato per la pozza?

Akseli Appala

"NO!" esclamo con più veemenza di quanto volessi. Poi, rendendomi conto del tono, abbasso la voce e continuo in modo più controllato, anche se chiaramente agitato. "Non possiamo romperlo non ancora, almeno, non sappiamo cosa succederebbe. Questo medaglione non è un semplice artefatto, è un contenitore, un sigillo vivente. Se lo distruggiamo ora, rischiamo di liberare ciò che contiene invece di distruggerlo"

Chiudo gli occhi per un istante, concentrandomi sull’aura che percepisco. La mia voce diventa più bassa, quasi un monologo da studioso: "Percepisco un intreccio caotico di scuole di magia, abiurazione che respinge la materia, trasmutazione che vuole riscrivere la realtà circostante, e un residuo di Evocazione che sembra un ponte, un portale verso qualcosa di molto più grande e antico. Romperlo potrebbe equivalere a strappare le catene di una prigione senza sapere cosa c’è dentro"

In quel momento noto la pergamena che sporge dalla tunica martoriata di Padre Lucas. Mi alzo a fatica e mi avvicino, raccogliendola con mani ancora sporche di fuliggine e residui corrosivi. La leggo in silenzio, e man mano che procedo il mio volto si fa sempre più pallido. "Un’altra pagina del diario" mormoro. "Il professore parla di altri due oggetti: la Lente di Ossidiana e il Sudario di Cenere. Dice che il medaglione “respira” contro la sua pelle e che il disegno rimane incompleto senza di essi. Menziona le Gole di Tethyamar, dice che il secondo oggetto attende lassù. Questo conferma i miei timori più cupi. Non si tratta di un solo artefatto: sono tre e sembrano fatti per riunirsi. Il professore scrive che “ciò che era dimenticato sta reclamando il suo spazio” e che lui stesso si sente dissolversi"

"Dobbiamo portare sia il medaglione che questa pagina a Highmoon il prima possibile. Non so se fidarmi completamente di Lord Ulath o di Hasicor Danali, ma non possiamo gestire da soli tre artefatti di questo calibro. Inoltre Vaulath ha bisogno di cure vere, non solo di pozioni e bacchette. Erika, capisco il tuo istinto di distruggere il medaglione, anch’io vorrei poterlo fare, ma temo che romperlo ora sarebbe come aprire una porta che non possiamo più richiudere. Dobbiamo prima capire esattamente cosa siano questi tre oggetti e come siano collegati ai Tre Senza Nome"

"Propongo di raccogliere tutto ciò che possiamo dal corpo di Padre Lucas, sigillare il medaglione nel modo migliore possibile e tornare subito a Highmoon. Siamo tutti esausti e feriti. Qui siamo troppo esposti"

Shage O'Might

Felice che il Goliath sia ancora tra noi mi alzo in piedi e mi guardo attorno. Hai ragione Akseli, non possiamo distruggere il medaglione, ne abbandonarlo. Al male piace essere trovato. Non abbiamo scelta se non quella di allarmare il lord, e comunicare al tempio la fine di Padre Lucas. Prima però cerchiamo altri indizi quí.

Dico cercando altri segnali che potrebbero essere utili a decifrare il puzzle in cui ci siamo imbattuti.

Dopo aver comunicato però che faremo? Andremo anche noi alla ricerca dei rimanenti artefatti? Trovandoli rischieremo che si compì il loro devastante destino. Ignorandoli lasceremo carta bianca ai folli che lavorano per questi Perduti. Quale è la via che non porta alla disfatta? È questo il dilemma.

Modificato da Monkey77

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