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Il Tempo dei Perduti

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L’aria nel frantoio è satura di un odore metallico e acre...Vaulath, la cui possente forma felina è ormai un mosaico di squarci profondi e pelo intriso di siero, emette un ultimo, rauco ruggito di sfida. La trasformazione cede sotto il peso del dolore: con un sussulto di ossa che tornano in sede, la grande pantera svanisce, lasciando il posto al Goliath , che crolla sulle ginocchia, ansante, per poi perdere conoscenza tra i resti del ghiaccio scavato dalla bava corrosiva.

Ma non c'è tempo per il soccorso. L’abominio, una massa di muscoli scorticati e occhi lattiginosi, si contorce rabbiosamente sotto il peso della manovra di Erika...la guerriera, con i muscoli tesi fino allo spasmo, non affonda il colpo: usa la lama piatta della sua glaive come un pesante sigillo d'acciaio. Sfruttando ogni oncia della sua forza, schiaccia il corpo pulsante del mostro contro il legno secco del pavimento, creando una prigione di metallo che tiene a bada i tentacoli vibranti.

In quell'istante di agonia soprannaturale, Shage si scaglia in avanti. Con un fendente preciso e spietato, lacera la membrana bubbonica dell'orrore, aprendo un varco purulento nel centro esatto della massa informe. È l'invito che Akseli attendeva.

Lo studioso avanza, ignorando la vibrazione nauseante che gli scuote il braccio. Il medaglione tra le sue dita pulsa all'unisono con il cuore esterno della creatura, un battito viscido che sembra volerlo soffocare. Con un grido che mescola determinazione e ribrezzo, Akseli preme l'amuleto direttamente dentro la carne viva del mostro, nel cratere aperto da Shage.

L'effetto è istantaneo e terrificante.

Invece di deflagrare in una nube tossica, l'abominio emette un fischio acuto, un lamento che sembra strappato da mille gole tormentate. La luce purpurea che emanava dalle ferite viene violentemente risucchiata verso l'interno, come acqua in un gorgo. La massa muscolare inizia a collassare su se stessa, prosciugata di ogni energia vitale, mentre il medaglione divampa di una luce sinistra, diventando bollente. Con un ultimo rantolo viscido, ciò che restava dell'incubo scompare, sigillato per inerzia dentro il ricettacolo.

Resta solo il silenzio del frantoio, rotto dal respiro spezzato dei quattro compagni e dal fumo che ancora si leva dal legno corroso.

@ Tutti

A voi .

@Albedo @Fezza @Monkey77 @Theraimbownerd

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  • Monkey77
    Monkey77

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Shage O'Might Bardo

Sono ancora sbigottito per la scena incredibile a cui ho appena assistito. Ma i gemiti di Vaulath mi ricordano che non c'è tempo per riposarsi, non ancora. Con i muscoli ancora brucianti per il gelo che li ha colpiti mi avvicino al corpo del Goliath. Estraggo una bacchetta magica ed inizio ad agitarla cantando per attivarne il potere.

O magia che sei la musa...

Cuci la carne, salda le ossa ed i legamenti...

Libera il corpo dai molti tormenti...

Cuci la carne e rinsalda i tendini...

Fa che la vita quest'oggi non termini.

Utilizzare oggetti magici +12 (+2 ispirare coraggio? Non ricordo se era anche per le prove abilità ma non credo) Bacchetta cura ferite leggere su Vaulath 1d8+5

Modificato da Monkey77

Vaulath

Oooohhh...la testa....mi sveglio con un mal di testa pulsante, come se avessi deciso di fare a testate con un ariete. Ci metto un po' a ricordarmi dove sono e con chi sono. Il mostro. I tentacoli. La perdita di sangue responsabile per il mal di testa atroce. Recupero una pozione e la bevo tutta d'un fiato, riparando le mie membra lacerate prima di ringraziare Shage.

Grazie... quell'essere era dannatamente flessibile. Dico, un po' imbarazzato dalla mia scarsa performance in questo combattimento

Master

Uso una pozione di cura ferite leggere

Akseli Appala

"AHHH, brucia!" Stringo i denti per non urlare, facendo cascare a terra il medaglione e rimango per qualche secondo immobile con le dita tremanti. Il fumo che sale dal legno corroso e l’odore acre di carne bruciata e bile mi riempiono le narici, ma è il silenzio improvviso che mi colpisce più di ogni altra cosa.
Abbasso lentamente lo sguardo sul punto in cui fino a pochi istanti fa si contorceva l’abominio. Non resta quasi nulla. Solo una macchia scura sul pavimento e il medaglione che pulsa debolmente, come se avesse appena finito di nutrirsi.

"…Ce l’abbiamo fatta" mormoro, la voce rauca e più bassa del solito. "Abbiamo sigillato quella cosa… almeno per ora"

Faccio un respiro profondo, cercando di riprendere il controllo delle mie emozioni e di riprendere il medaglione da terra, dove l'ho fatto cadere, lo guardo con un misto di fascinazione e profondo timore.
"Questo oggetto non è un semplice artefatto. Ha divorato l’essenza di quell’abominio come se fosse nulla. Il potere che contiene è antico, vorace e terribilmente pericoloso. Temo che il professore avesse ragione: uno dei Tre Senza Nome sta davvero cercando di tornare, e questo medaglione ne è la chiave… o la prigione"

Mi volto verso i compagni. Vedo Vaulath che si sta riprendendo grazie alla bacchetta di Shage e alla sua pozione. Mi avvicino di qualche passo, ancora visibilmente scosso. "Vaulath… stai bene? Mi dispiace non essere riuscito a sostenerti meglio durante il combattimento. Quella creatura era molto più agile e resistente di quanto sembrasse a prima vista. Grazie a tutti voi. Senza la tua canzone, Shage, e senza la forza di Erika che lo ha bloccato a terra, non sarei mai riuscito ad avvicinarmi abbastanza da premere il medaglione nella ferita. Abbiamo agito come un vero gruppo questa volta"

Abbasso di nuovo lo sguardo sul medaglione, stringendolo con più decisione. "Ora però non possiamo fermarci. Dobbiamo decidere cosa fare con questo oggetto. Lasciarlo qui è fuori discussione. Portarlo con noi è estremamente rischioso. Forse dovremmo tornare immediatamente a Highmoon e metterlo nelle mani di Lord Ulath o dell’Alto Prelato Hasicor anche se non sono sicuro di potermi fidare completamente di nessuno dei due al momento"

"Prima di muoverci, però… qualcuno vuole controllare se sul corpo di Padre Lucas è rimasto qualcosa di utile? Appunti, lettere, o tracce che possano dirci chi lo ha aiutato a portare qui il medaglione? Io nel frattempo cercherò di capire se il medaglione emana ancora qualche tipo di aura pericolosa"

[spellcraft +8, conoscenze arcane e piani +8]

Erika

Rimango ancora con il glaive premuto a terra. Come se quella macchia potesse riprendere vita. Mi rialzo.

Sono lieta che Vaulath sia.. vivo.

Questa è stata dura... E se rompessimo quel medaglione?

  • Autore

Il fragore della battaglia si dissolve nel silenzio spettrale del vecchio frantoio, lasciando spazio solo al crepitio del legno eroso e al respiro affannoso dei sopravvissuti.

Shage è il primo a rompere l'immobilismo: con i muscoli ancora intirizziti dal gelo soprannaturale, si china sul corpo martoriato di Vaulath. La sua voce si leva in una nenia ritmata, un canto di guarigione che guida il potere della bacchetta magica verso le carni lacerate del Goliath. Sotto l'effetto della magia e di una pozione trangugiata d'un fiato, Vaulath riapre gli occhi e si solleva a fatica tra i resti del ghiaccio e della bava corrosiva, scuotendo la testa nel tentativo di scacciare il torpore della morte sfiorata e coprendo con un gesto grato la mano del bardo.

Poco distante, Akseli fissa con un misto di repulsione e brama scientifica il medaglione che ha appena lasciato cadere. Le sue dita, arrossate tremano mentre lo recupera dal pavimento annerito ed inizia ad analizzarlo con sguardo febbrile...

@ Akseli

Percepisci un’aura schiacciante e quasi indecifrabile, che sembra sfuggire alle tue conoscenze. Il medaglione emana un intreccio di aure : avverti la presenza dell'Abiurazione, che agisce come un rifiuto verso la materia stessa, legata a una Trasmutazione che sembra voler riscrivere la natura degli oggetti vicini. Intravedi anche vaghi residui di Evocazione, come se l'oggetto fosse un ponte verso qualcosa che non riesci a capire...

Erika, dal canto suo, non abbassa la guardia. Solo quando è certa che la macchia informe di muscoli e tentacoli sia stata del tutto risucchiata, solleva la pesante lama della sua glaive. La sua figura si staglia rigida contro le ombre del frantoio mentre osserva l'artefatto tra le mani di Akseli con aperta diffidenza, quasi a voler saggiare con lo sguardo la resistenza del metallo magico, pronta a spezzarlo pur di eliminare la minaccia.

Mentre la tensione tra il desiderio di preservare il reperto e quello di distruggerlo aleggia nell'aria, l'attenzione del gruppo viene attirata dai resti di Padre Lucas. Tra le pieghe della sua tunica corrosa affiora un lembo di pergamena...

@ Contenuto della pergamena per chi la raccoglie

E' un altra pagina del diario del professor Alarico Vaeerius scritta con mano tremante...non è l'unico...ora che questo oggetto respira contro la mia pelle, ne percepisco la verità e so cose che non dovrei sapere...il disegno rimane incompleto senza la Lente di Ossidiana e il Sudario di Cenere.

Essi bramano di riunirsi affinché la struttura, l'immagine e la parola siano finalmente cancellate. Ho visto ombre scavare nella terra nera, mani artigliate che cercano ciò che dovrebbe restare sepolto. C'è chi osserva e aspetta che il riflesso e il silenzio riemergano dal fango.

vedo le Gole di Tethyamar. Lassù, dove le montagne stringono la valle in una morsa di roccia e antichi segreti nanici, il terreno sembra pulsare di una febbre nera...è lì che il secondo oggetto attende...

La mia carne si fa sottile... le ossa sembrano fatte di fumo. Ciò che era dimenticato sta reclamando il suo spazio e io sono solo il testimone della nostra fine...

@ Tutti

A voi .

@Albedo @Fezza @Monkey77 @Theraimbownerd

Modificato da Dardan

Vaulath

Mi sgranchisco le ossa, come sempre dopo la mia trasformazione. Cambiare completamente forma non è mai completamente senza conseguenze, anche se ormai sono abituato.

Prendo tra le mie grandi mani quella piccola e fragile pergamena, leggendone il contenuto. Sembra che non abbia fatto in tempo a scrivere altro...quel mostro deve essere arrivato a lui...o dentro di lui poco dopo. Almeno ora sappiamo dove andare. Dico mesto ai miei compagni. È solo grazie al suo sacrificio se abbiamo una speranza di fermare questi antichi orrori dopotutto.

Master

Quanto ho recuperato per la pozza?

Akseli Appala

"NO!" esclamo con più veemenza di quanto volessi. Poi, rendendomi conto del tono, abbasso la voce e continuo in modo più controllato, anche se chiaramente agitato. "Non possiamo romperlo non ancora, almeno, non sappiamo cosa succederebbe. Questo medaglione non è un semplice artefatto, è un contenitore, un sigillo vivente. Se lo distruggiamo ora, rischiamo di liberare ciò che contiene invece di distruggerlo"

Chiudo gli occhi per un istante, concentrandomi sull’aura che percepisco. La mia voce diventa più bassa, quasi un monologo da studioso: "Percepisco un intreccio caotico di scuole di magia, abiurazione che respinge la materia, trasmutazione che vuole riscrivere la realtà circostante, e un residuo di Evocazione che sembra un ponte, un portale verso qualcosa di molto più grande e antico. Romperlo potrebbe equivalere a strappare le catene di una prigione senza sapere cosa c’è dentro"

In quel momento noto la pergamena che sporge dalla tunica martoriata di Padre Lucas. Mi alzo a fatica e mi avvicino, raccogliendola con mani ancora sporche di fuliggine e residui corrosivi. La leggo in silenzio, e man mano che procedo il mio volto si fa sempre più pallido. "Un’altra pagina del diario" mormoro. "Il professore parla di altri due oggetti: la Lente di Ossidiana e il Sudario di Cenere. Dice che il medaglione “respira” contro la sua pelle e che il disegno rimane incompleto senza di essi. Menziona le Gole di Tethyamar, dice che il secondo oggetto attende lassù. Questo conferma i miei timori più cupi. Non si tratta di un solo artefatto: sono tre e sembrano fatti per riunirsi. Il professore scrive che “ciò che era dimenticato sta reclamando il suo spazio” e che lui stesso si sente dissolversi"

"Dobbiamo portare sia il medaglione che questa pagina a Highmoon il prima possibile. Non so se fidarmi completamente di Lord Ulath o di Hasicor Danali, ma non possiamo gestire da soli tre artefatti di questo calibro. Inoltre Vaulath ha bisogno di cure vere, non solo di pozioni e bacchette. Erika, capisco il tuo istinto di distruggere il medaglione, anch’io vorrei poterlo fare, ma temo che romperlo ora sarebbe come aprire una porta che non possiamo più richiudere. Dobbiamo prima capire esattamente cosa siano questi tre oggetti e come siano collegati ai Tre Senza Nome"

"Propongo di raccogliere tutto ciò che possiamo dal corpo di Padre Lucas, sigillare il medaglione nel modo migliore possibile e tornare subito a Highmoon. Siamo tutti esausti e feriti. Qui siamo troppo esposti"

Shage O'Might

Felice che il Goliath sia ancora tra noi mi alzo in piedi e mi guardo attorno. Hai ragione Akseli, non possiamo distruggere il medaglione, ne abbandonarlo. Al male piace essere trovato. Non abbiamo scelta se non quella di allarmare il lord, e comunicare al tempio la fine di Padre Lucas. Prima però cerchiamo altri indizi quí.

Dico cercando altri segnali che potrebbero essere utili a decifrare il puzzle in cui ci siamo imbattuti.

Dopo aver comunicato però che faremo? Andremo anche noi alla ricerca dei rimanenti artefatti? Trovandoli rischieremo che si compì il loro devastante destino. Ignorandoli lasceremo carta bianca ai folli che lavorano per questi Perduti. Quale è la via che non porta alla disfatta? È questo il dilemma.

Modificato da Monkey77

  • Autore

Vi lasciate alle spalle il frantoio mentre la neve torna a cadere fitta, stendendo un velo bianco sulle macerie e sul puzzo di bava corrosiva. Il freddo pungente delle Valli vi morde il viso, ma il peso del medaglione che portate con voi sembra gelare l'aria stessa: emana una vibrazione sorda che si propaga dalle mani di Akseli fino alle ossa di ognuno di voi, un battito viscido che sembra voler scandire il ritmo del vostro respiro. Siete d'accordo sul non distruggerlo, ma la sua sola vicinanza vi infonde un’inquietudine profonda, come se l'oggetto stesse attivamente osservando i vostri pensieri mentre cercate di collegarlo alla Lente e al Sudario menzionati nel diario.

Rientrate ad Highmoon verso le sette di sera, dopo una marcia faticosa tra i cumuli di neve. Le strade sono silenziose e il Tempio di Oghma vi accoglie con la quiete del dopo cena: i chierici hanno già lasciato il refettorio e le ombre si allungano tra le alte navate. A intercettarvi nel corridoio è Sorella Elara, intenta a spegnere le ultime lampade , vedendo i vostri volti provati e le carni martoriate, chiama subito Fratello Thann, un guaritore anziano che si stava ritirando nei suoi alloggi.

Venite condotti in una saletta riscaldata, dove Thann inizia a mormorare preghiere di guarigione. Mentre il calore della magia divina chiude i vostri squarci e lenisce lo sfinimento, la presenza del medaglione nella stanza sembra distorcere la luce delle candele, rendendo l'atmosfera densa e irrespirabile...

@ Tutti

Le vostre ferite sono tutte guarite .

Decidere se parlare con l'alto sacerdote o andare dal lord o fare altro che vi viene in mente

A voi .

@Albedo @Fezza @Monkey77 @Theraimbownerd

Akseli Appala

..prima di tornare al Tempio..

"È un dilemma crudele: distruggere il medaglione potrebbe liberare ciò che contiene, ignorare gli altri due artefatti, la Lente di Ossidiana e il Sudario di Cenere, significherebbe lasciare che qualcun altro li riunisca. E andare noi stessi a cercarli significa gettarsi volontariamente nelle fauci di qualcosa che il mondo ha cercato di dimenticare per secoli. Personalmente credo che la via meno catastrofica sia quella di informare le autorità, Lord Ulath prima di tutti. e mettere il medaglione sotto sorveglianza protetta, possibilmente in un luogo sigillato magicamente. Poi, con il loro supporto, potremmo organizzare una spedizione mirata alle Gole di Tethyamar per recuperare almeno la Lente prima che cada nelle mani sbagliate"

"Però non riesco a scrollarmi di dosso la sensazione che né il Tempio né il Lord siano completamente al di sopra di ogni sospetto. Padre Lucas era uno di loro, e qualcuno ha profanato la tomba del professore proprio nel cimitero di Oghma. Dobbiamo essere estremamente cauti su chi mettere al corrente e su quanto rivelare"

..una volta che siamo tornati al Tempio..

"Fratello perdonatemi se vi chiedo questo mentre ci state curando, ma avete mai sentito nominare, anche solo in antichi testi, qualcosa chiamato “Lente di Ossidiana” o “Sudario di Cenere”?"

Shage O'Might Bardo

Ascolto le parole di Akseli...

Confesso che anche io non ho molta fiducia delle autorità, spesso la posizione di potere modifica il modo di pensare in maniera radicale, facendo perdere la visione del bene dalla gente. Ma questa è una mia opinione personale. A quanto riesco a percepire questo oggetto corrompe con la sua sola presenza... Non so chi può essere tentato da un simile male. Mio padre, il vecchio Benvenuto mi diceva sempre di non temere chi prova rabbia, perché fa parte di questo mondo, mi diceva di temere chi Odia , sentimento proveniente dagli abissi infernali. E questo medaglione odia, odia tutto ciò che è vivo come anche voi state percependo. Informiamo il lord, ma solo lui, nella speranza che ci possa essere di supporto. Il carico è troppo grande per prenderlo noi soli, inoltre una tomba è stata profanata, un sacerdote ucciso, non ho voglia di essere incolpato ingiustamente, se il lord ci appoggia avremo carta bianca e supporto idoneo. Concordo anche per informarci presso il tempio di Oghma su quello che si sa sugli altri due artefatti.

Cerchiamo di recuperare la lente di cenere, e troviamo modo di impedire che gli artefatti si riuniscano e i Perduti restino tali in eterno.

Modificato da Monkey77

  • Autore

Fratello Thann si ferma di colpo. Una boccetta di olio lenitivo gli trema leggermente tra le dita nodose mentre solleva lo sguardo su di voi, visibilmente confuso. Passa gli occhi stanchi dal volto di Akseli a quello degli altri, poi i suoi occhi cadono sul fagotto che custodisce il medaglione, e le sue pupille si stringono per il fastidio, come se la luce in quel punto della stanza fosse diventata troppo acida.

Lente di... cosa? Sudario di Cenere? ripete, masticando le parole come se fossero sassi. Scuote la testa lentamente, e un piccolo sorriso imbarazzato gli increspa le rughe intorno alla bocca. Figlioli, io sono solo un umile guaritore. Ho passato la vita a ricucire carni e a invocare la benedizione di Oghma per scacciare le febbri, non a studiare i misteri arcani o le reliquie dimenticate.

Si asciuga le mani su un panno pulito, ma il suo sguardo torna continuamente a fissare il punto in cui l'aria sembra vibrare attorno a voi.

In tanti anni di servizio qui ad Highmoon, non ho mai letto questi nomi nei registri del Tempio, né li ho sentiti nominare nelle preghiere. Suonano come nomi... cupi. Nomi che non appartengono alla luce del sapere che cerchiamo di custodire qui.

Si sporge un po' di più, e per la prima volta notate che non è solo stanco, è nervoso. Ma vi dico una cosa: non serve aver letto un libro per capire che ciò che portate con voi è... sbagliato. Sento il freddo che emana quell'oggetto perfino attraverso le bende. Mi fa prudere le dita e mi confonde i pensieri, come se cercasse di intrufolarsi nelle mie preghiere di guarigione.

Fa un passo indietro, quasi involontariamente, incrociando le braccia sul petto come per farsi scudo.

Lente, Sudario... non so cosa siano, e a dire il vero, la sensazione che ho in questo momento mi suggerisce che sarebbe meglio non saperlo affatto. Se sono oggetti legati a quello che avete lì... indica con un cenno del mento il fagotto...allora pregate che siano andati perduti per sempre. La conoscenza è un dono, ma ciò che sento in questa stanza non è conoscenza. È un sussurro che vuole solo consumare il silenzio.

Si guarda intorno, a disagio, poi riprende i suoi strumenti con gesti più rapidi e meno sicuri di prima.
Stanotte dormirò con una candela accesa, e vi consiglio di fare lo stesso.

@ Tutti

A voi .

@Albedo @Fezza @Monkey77 @Theraimbownerd

Modificato da Dardan

Vaulath

Il ritorno al tempio è un balsamo per il mio corpo martoriato. Per quanto non condivida le tradizioni religiose degli umani, non posso negare le abilità dei loro chierici nel rattoppare ferite.

Sono silenzioso quando ascolto le voci di Shage e Akseli. In parte per permettere a Fratello Than si concentrarsi nel suo lavoro su di me, in parte perché voglio assicurarmi di prendere bene in considerazione le loro opinioni prima di parlare.

Concordo con Akseli. Non possiamo sperare che oggetti così malvagi restino semplicemente nascosti, specialmente quando sappiamo con certezza che ci sono forze malvage che li stanno attivamente cercando. L' unica soluzione è recuperarli noi stessi, prima che possa farlo qualcun altro. Poi potremo pensare di procedere alla loro distruzione in sicurezza.

Sappiamo a grandi linee dove si trova la lente, e il sostegno del Lord potrebbe effettivamente esserci utile. Tuttavia suggerisco di non dare troppi dettagli. Orecchie indiscrete potrebbero sempre essere in ascolto, come dice il buon Akseli. Io per primo so quanto sia facile usare la magia per spiare senza farsi notare.

Erika

Ascolto in silenzio le parole dei miei compagni. Nel mio profondo rimango convinta che sia meglio distruggere il medaglione per avere la certezza che non possano essere mai riuniti i tre artefatti. O di nasconderlo dove nessuno possa mai raggiungerlo. Ma non sono io quella pratica di queste cose.

Lascio che fratello Thann curi le mie ferite.

Non so... già con il solo oggetto che abbiamo ci attireremo molti sguardi e lame. E man mano che raccoglieremo gli altri sarà peggio, oltre al dover resistere al loro potere. Saremo in grado di difenderci? Dalle armi sono fiduciosa su di me, ma su ciò che è arcano, non so quanto potrei resistere.

E quando li avremo? Cosa faremo? Distruggerli? Ma se è già pericoloso distruggerne uno singolo lontano dagli altri, cosa accadrà quando li dovremo distruggere tutti e tre?

Avvertire il lord o il tempio... senza alcuna certezza sulla loro limpidezza... lo ammetto sono confusa. Ho la sensazione di essere in un vicolo cieco, in una grotta senza uscita assieme a un drago, qualunque azione faremo ha più risvolti negativi che possibilità di uscita.

Scusate il mio pessimismo, forse è la stanchezza, forse la vicinanza a.. a quella cosa. Ma mi fido di voi e delle vostre scelte. Lo ammetto, al momento ho troppa paura per prendere una posizione mia.

Shage O'Might-il Bardo

Le parole del sacerdote mi spaventano, non tanto per ciò che dicono, quanto per il fatto che ha percepito con precisione la presenza nefasta senza nulla sapere del talismano

Che diavoleria stiamo trasportando,? In cosa ci siamo imbattuti? Come faremo a muoverci e quanto riusciremo a resistere alla sua influenza corruttrice?

Akseli ... Devi trovare un modo per schermare questa diavoleria. Andrei dal Lord, ma senza quella roba. Se ha scosso un sacerdote, portato alla follia Padre Lucas, non voglio che contamini in nessun modo un personaggio con simili responsabilità.

Hai qualche idea?

Modificato da Monkey77

Akseli Appala

Osservo con attenzione Fratello Thann mentre parla, tutto conferma ciò che già temevo. Quando finisce di parlare, annuisco lentamente, "Vi ringrazio per la sincerità, Fratello Thann e vi chiedo scusa per aver portato questa presenza all’interno del tempio, non era nostra intenzione turbare la vostra quiete. Le vostre parole non fanno che rafforzare la mia convinzione: questo oggetto non è semplice conoscenza ma una ferita nel tessuto stesso della realtà"

Poi mi rivolgo ai compagni. "Vaulath ha ragione su un punto: non possiamo sperare che questi artefatti restino nascosti per sempre, qualcuno li sta già cercando attivamente e Padre Lucas ne è la prova tragica, tuttavia.. sono d’accordo con Erika. Questa situazione è un vicolo cieco e recuperare gli altri due oggetti significa esporci ulteriormente al loro influsso. Distruggerli senza sapere esattamente cosa sono potrebbe scatenare ciò che il professore cercava di contenere e fidarci ciecamente del Lord o del Tempio dopo quello che è successo con Padre Lucas, sarebbe pura ingenuità"

Mi appoggio contro lo schienale della panca con lo sguardo perso per qualche secondo nelle fiamme tremolanti delle candele.
"Credo che la via più prudente, per quanto imperfetta, sia questa: domani mattina chiediamo udienza a Lord Theremen Ulath, ma gli diremo solo lo stretto necessario, cioè che abbiamo recuperato un pericoloso artefatto legato ai goblin e alla morte del professore sospettando che esistano altri due oggetti collegati. Non nominiamo né la Lente né il Sudario, né le Gole di Tethyamar ma chiediamo la sua protezione e una scorta per portare il medaglione in un luogo sicuro. Se dovesse nominarli lui in prima persona allora esso sarebbe un campanello d'allarme perchè se noi non abbiamo nominato gli artefatti lui come ne saprebbe l'esistenza e la correlazione con il medaglione? Al quel punto chiederei come fa a conoscere quei nomi e cercherei di capire quanto veramente egli sa e da dove arriva la sua informazione"

Erika.

Annuisco alla proposta di Akseli.

Per me va bene.

  • Autore

La notte al Tempio di Oghma trascorre densa, come se l'aria stessa avesse acquisito una consistenza oleosa. Nonostante il calore dei bracieri, il freddo che emana il medaglione sembra ignorare le leggi della fisica, insinuandosi sotto le coperte e popolando i vostri sogni di visioni frammentate: distese di cenere sotto un cielo privo di stelle e il riverbero di un battito metallico che sembra provenire dal sottosuolo.

Al mattino, Highmoon si sveglia sotto un cielo color piombo. La neve fresca ha coperto le tracce della sera precedente, ma il senso di urgenza non è svanito. Dopo una rapida colazione consumata in un silenzio teso, vi dirigete verso la residenza di Lord Theremen Ulath.

Le guardie all'ingresso del palazzo non incrociano le alabarde per fermarvi; al contrario, un paio di loro scambiano un cenno d'intesa con voi. Sanno chi siete, "quelli del Tempio", i risolutori che da tre mesi si sporcano gli stivali per ripulire i dintorni dalle minacce che la milizia ordinaria non può gestire. Questo vi permette di superare i primi controlli senza che nessuno chieda di ispezionare il contenuto dei vostri zaini, un privilegio che oggi sentite più pesante del solito.

Venite introdotti in una sala udienze privata, riscaldata da un imponente camino , il lord è in piedi davanti a una grande mappa delle Valli, le mani incrociate dietro la schiena. Quando si volta, il suo volto appare segnato dalla stanchezza del comando...

Il Lord vi osserva mentre prendete posto. Nonostante la sua autorità, c'è un rispetto malcelato nel suo sguardo: non siete semplici mercenari, ma agenti di Oghma che hanno dimostrato il loro valore più volte.

poi fa un cenno verso le sedie, invitandovi a sedere

Akseli, Erika, Vaulath , Shage...dice, annuendo a ciascuno , poi si siede, appoggiando i gomiti sul tavolo e incrociando le dita...Avete chiesto udienza con urgenza...perciò immagino che abbiate già scoperto qualcosa di rilevante...

@ Tutti

A voi .

@Albedo @Fezza @Monkey77 @Theraimbownerd

Modificato da Dardan

Akseli Appala

"Mio signore, vi ringraziamo per averci ricevuto così rapidamente. Le nostre indagini ci hanno portato a scoprire che la morte del professore e l’attacco alla fattoria ruotano intorno a un artefatto molto pericoloso: un medaglione di bronzo nero. Lo abbiamo recuperato, ma a caro prezzo. Abbiamo anche trovato Padre Lucas… o meglio, ciò che ne restava. È stato ucciso in modo rituale e usato come ospite per una creatura aberrante"

Appoggio sul tavolo il medaglione ancora avvolto in un panno scuro, senza scoprirlo.

"Questo oggetto è estremamente instabile e pericoloso. Emena un’aura che disturba persino le magie curative del tempio. Siamo venuti da voi perché riteniamo che non sia sicuro tenerlo noi, né lasciarlo al Tempio dopo quanto accaduto con Padre Lucas"

A questo punto mi fermo, osservando attentamente il volto del Lord.

"Avete già qualche informazione su questo medaglione o su possibili altri oggetti collegati? Qualsiasi cosa sappiate potrebbe esserci di grande aiuto"

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