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I Punti ferita Attraverso le Edizioni di D&D - Parte 2

Risposte in primo piano

Un secondo sguardo ai punti ferita da Original D&D alla 2da Edizione di Advanced Dungeons & Dragons, che si concentra maggiormente sul recupero dei PF al di fuori delle cure clericali.

Articolo di Merric Blackman del 15 Agosto 2017

Un aspetto riguardante i punti ferita che non ho preso in considerazione nella prima parte di questa serie era la frequenza con la quale si potesse guarire naturalmente, per coloro che hanno iniziato con l'edizione attuale, sappiate che non funzionava nello stesso modo. Era più lenta.

Nella edizione Original l Dungeons & Dragons si guariva al ritmo di un punto ferita al giorno, ad eccezione del primo dove non se ne recuparava alcuno. Questo richiedeva un riposo totale – qiundi durate quel periodo niente avventura!

Una delle conseguenze di questo sistema era che se un guerriero avesse subito 40 danni ci avrebbe messo 41 giorni per recuperarli. Essere ad alti livelli? Non era di aiuto!

L'edizone Basic Dungeons & Dragons del 1977 ne aumetò la frequenza: si poteva guarire di 1-3 punti ferita per giorno di riposo. Nella media, era il doppio più veloce.

In Advanced Dungeons & Dragons (1978) i personaggi recuperavano i punti ferita alla velocità di 1 al giorno per i primi 30 giorni, superati i quali si recuperava 5 punti ferita al giorno.

Oppure, se si controllava nella Guida del Dungeon Master, si poteva recuperare 1 punto ferita al giorno, aggiungendo settimanalmente il proprio modificatore di costituzione; un personaggio con una penalità di -2 al modificatore poteva guarire al massimo 5 punti ferita la settimana, un personaggio con un bonus di +2 avrebbe recuperato 2 punti ferita addizionali per ogni settimana di riposo. Quattro settimane di riposo continuato avrebbero portato un personaggio al massimo dei punti ferita, indipendentemente da quanti ne avesse persi.

L'edizone Basic Dungeons & Dragons del 1981 mantenne il ritmo della precedente edizione base del gioco: guarire 1-3 punti ferita al giorno.

Advanced Dungeons & Dragons, 2da Edizione del 1989 utilizzava un altro sistema ancora: 1 punto ferita recuperato per ogni giorno di riposo, oppure 3 punti ferita al giorno se il riposo veniva effettuato in un letto, con un bonus addizionale del proprio modificatore di costituzione che veniva assegnato dopo ogni settimana di riposo completo.

Tutti questi metodi avevano una cosa in comune, i personaggi di alto livello ci avrebbero messo più tempo a guarire completamente rispetto a quelli di livello più basso. Ne è stato mai spiegato il motivo? In realtà no, anche se la definizione di punti ferita tendeva ad enfatizzare che non si trattasse solo di un puri danni fisici – una buona parte di punti ferita dei personaggi ad alti livelli rappresentava la grazia delle divinità, la fortuna, o la pura ostinazione che pirma o poi sarebbe venuta fuori durante il corso del combattimento – tutti i danni ricevuti (rappresentati dalla perdita di punti ferita) prima dell'ultimo, fatale, colpo.

Immagino che volesse rappresentare un mondo dove c'era necessariamente bisogno di un chierico che potesse intercedere con gli dei per ripristinare la propria fortuna. Cura ferite leggere poteva essere reintepretato come Ripristinare il Favore Divino!

Attraverso tutte queste edizioni, la cura clericale era limitata. Esistiva, certo, ed era estremamente importante recuperare i punti ferita tra i vari incontri e sessioni. In ogni caso l'utilizzo della magia curativa nel mezzo del combattimento era difficile e di un'utilità limitata. Gurire 1d8 punti ferita quano la successiva serie di colpi avrebbe inflitto 2d8 danni? Non ne valeva la pena, soprattutto in Advanced Dungeons & Dragons dove il lungo tempo di lancio di cura ferite leggere, rispetto ad altri incentesimi, stava a significare che generalmente veniva lanciato verso la fine del round – e accadeva spesso che il lancio venisse rovinato da un colpo andato a segno contro il chierico. (In quel periodo, ogni attacco andato a segno contro un incantatore prima di terminare il lanco dell'incantesimo ne annullava l'effetto e l'incantesimo stesso veniva perso).

L'edizione successiva cambiò considerevolmente il modo in cui funzionavano i punti ferita, dovuto a una combinazione di fattori che probabilmente neanche i designer avevano anticipato.


Link agli altri articoli di questa serie

I Punti Ferita Attraverso Le Edizioni di D&D - Parte 1


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    Molto più mortale, permetteva ai personaggi di pensarci due volte prima di attaccare qualsiasi cosa nella zona di 100 metri attorno a loro haha

  • Nella Terza la cura naturale non è in linea con le edizioni precedenti? Forse con l'aggiunta del bonus di Costituzione. Comunque un altro mondo rispetto alla 4e e alla 5e

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    Non esattamente. In 3.5e i PF recuperati con un riposo di 8 ore sono pari al proprio livello del personaggio, quantità che raddoppia con un riposo di 24 ore. Se qualcuno con l'abilità Guarire si occup

2 ore fa, conteStan ha scritto:

L'edizione successiva cambiò considerevolmente il modo in cui funzionavano i punti ferita, dovuto a una combinazione di fattori che probabilmente neanche i designer avevano anticipato.

Nella Terza la cura naturale non è in linea con le edizioni precedenti? Forse con l'aggiunta del bonus di Costituzione. Comunque un altro mondo rispetto alla 4e e alla 5e

Proprio adesso, Percio ha scritto:

Nella Terza la cura naturale non è in linea con le edizioni precedenti?

Non esattamente. In 3.5e i PF recuperati con un riposo di 8 ore sono pari al proprio livello del personaggio, quantità che raddoppia con un riposo di 24 ore. Se qualcuno con l'abilità Guarire si occupa delle ferite, queste quantità raddoppiano ulteriormente.

Molto più mortale, permetteva ai personaggi di pensarci due volte prima di attaccare qualsiasi cosa nella zona di 100 metri attorno a loro haha

4 ore fa, conteStan ha scritto:

Attraverso tutte queste edizioni, la cura clericale era limitata. Esistiva, certo, ed era estremamente importante recuperare i punti ferita tra i vari incontri e sessioni. In ogni caso l'utilizzo della magia curativa nel mezzo del combattimento era difficile e di un'utilità limitata. Gurire 1d8 punti ferita quano la successiva serie di colpi avrebbe inflitto 2d8 danni? Non ne valeva la pena, soprattutto in Advanced Dungeons & Dragons dove il lungo tempo di lancio di cura ferite leggere, rispetto ad altri incentesimi, stava a significare che generalmente veniva lanciato verso la fine del round – e accadeva spesso che il lancio venisse rovinato da un colpo andato a segno contro il chierico. (In quel periodo, ogni attacco andato a segno contro un incantatore prima di terminare il lanco dell'incantesimo ne annullava l'effetto e l'incantesimo stesso veniva perso).

Diciamo che anche adesso la cura dei compagni durante il combattimento è uno "spreco di risorse"... molto più efficente sconfiggere o uccidere il nemico, in modo da evitare del tutto che possa continuare a fare danni!
La cura durante il combattimento andrebbe usata solo per riportare i pg sopra gli 0 pf, evitando loro di morire... anche perchè in D&D basta avere 1 pf (su, magari 5.000!) per combattere bene come se fossi al massimo.

1 ora fa, Lopolipo.96 ha scritto:

Molto più mortale, permetteva ai personaggi di pensarci due volte prima di attaccare qualsiasi cosa nella zona di 100 metri attorno a loro haha

Concordo!
Se proprio devo trovare un "difetto" alle prime edizioni di D&D (fino all'AD&D 2° edizione) è appunto il fatto che la letalità è molto alta e il recupero dei pf molto lento, nella 4° e 5° edizione viceversa è la letalità è molto più bassa e i pf si recuperano davvero troppo in fretta.

1 ora fa, Vackoff ha scritto:
2 ore fa, Percio ha scritto:

Nella Terza la cura naturale non è in linea con le edizioni precedenti?

Non esattamente. In 3.5e i PF recuperati con un riposo di 8 ore sono pari al proprio livello del personaggio, quantità che raddoppia con un riposo di 24 ore. Se qualcuno con l'abilità Guarire si occupa delle ferite, queste quantità raddoppiano ulteriormente.

Ecco... la letalità dei combattimenti in 3° è bassa, ma per il recupero dei pf mi pare la versione migliore, finora...

3 ore fa, Percio ha scritto:

Nella Terza la cura naturale non è in linea con le edizioni precedenti? Forse con l'aggiunta del bonus di Costituzione. Comunque un altro mondo rispetto alla 4e e alla 5e

Sì, concordo

5 ore fa, MattoMatteo ha scritto:

la letalità è molto più bassa e i pf si recuperano davvero troppo in fretta.

"Oh no un gigante mi ha schiacciato a terra, colpito con una palla di fuoco e stavo per perdere la vita e le braccia mentre mi stritolava, va bè una pennica, un bacino sulla bua e tutto risolto" 🤣

11 ore fa, Vackoff ha scritto:

Non esattamente. In 3.5e i PF recuperati con un riposo di 8 ore sono pari al proprio livello del personaggio, quantità che raddoppia con un riposo di 24 ore. Se qualcuno con l'abilità Guarire si occupa delle ferite, queste quantità raddoppiano ulteriormente.

9 ore fa, MattoMatteo ha scritto:

Ecco... la letalità dei combattimenti in 3° è bassa, ma per il recupero dei pf mi pare la versione migliore, finora...

È pur sempre una guarigione molto accelerata, pochi giorni che diventano pochissimi se si applicano tutte le agevolazioni del caso.

In 5E se si volesse passare ad un recupero lento si potrebbe sfruttare il meccanismo dei dadi vita, naturalmente non applicandoli al riposo breve ma spendendone un numero ridotto in base al livello e magari curando 1 PF con ciascuno. Non sarebbe comunque una guarigione lentissima, ma ci si potrebbe lavorare per ottenere un risultato meno da videogioco.

14 ore fa, conteStan ha scritto:

... anche se la definizione di punti ferita tendeva ad enfatizzare che non si trattasse solo di un puri danni fisici – una buona parte di punti ferita dei personaggi ad alti livelli rappresentava la grazia delle divinità, la fortuna, o la pura ostinazione ...

Ritengo che questa sia una premessa necessaria per dare un minimo senso alla gestione dei Punti Ferita in D&D.
Se non ricordo male però sia in BECMI che in AD&D 2E i PF subiti erano intensi come vere e proprie ferite e non come riduzione di "vitalità" in senso generico. Infatti è una di quelle cose che nel passaggio da AD&D 2E alla 5E avevo apprezzato.

32 minuti fa, Calabar ha scritto:

In 5E se si volesse passare ad un recupero lento si potrebbe sfruttare il meccanismo dei dadi vita, naturalmente non applicandoli al riposo breve ma spendendone un numero ridotto in base al livello e magari curando 1 PF con ciascuno. Non sarebbe comunque una guarigione lentissima, ma ci si potrebbe lavorare per ottenere un risultato meno da videogioco.

In 5° c'è la regola opzione "Gritty Realism" che allunga i riposi brevi (alla fine dei quali è possibile usare parte o tutti i DV per curarsi) da 1 a 8 ore, e i riposi lunghi (alla fine dei quali si recuperano tutti i pf e metà dei propri DV) da 8 ore a 7 giorni... se questo, da un punto di vista rende più difficile recuperare pf, dall'altro limita seriamente tutte le capacità di classe che si ricaricano a riposo breve o lungo (principalmente slot incantesimi, ma anche cose come le ire dei barbari, i dadi superiorità dei guerrieri battlemaster, eccetera)...

Si potrebbe fare che esistono 3 diversi tipi di riposo:

  1. Breve (1 ora): permette di ricaricare tutte la capacità che si ricaricano a riposo breve, e di curarsi consumando 1 DV.

  2. Lungo (8 ore): permette di ricaricare tutte la capacità che si ricaricano a riposo lungo, e di curarsi consumando un numero DV pari alla competenza; se non si usano DV per curarsi, se ne recupera 1.

  3. Esteso (1 settimana): permette di recuperare un numero di PF pari al livello + modificatore di Cos, e un numero di DV pari alla competenza.

Ammetto di aver sparato i numeri un pò a caso, ma non credo che siano troppo eccessivi.

50 minuti fa, Calabar ha scritto:
  14 ore fa, conteStan ha scritto:

... anche se la definizione di punti ferita tendeva ad enfatizzare che non si trattasse solo di un puri danni fisici – una buona parte di punti ferita dei personaggi ad alti livelli rappresentava la grazia delle divinità, la fortuna, o la pura ostinazione ...

Ritengo che questa sia una premessa necessaria per dare un minimo senso alla gestione dei Punti Ferita in D&D.
Se non ricordo male però sia in BECMI che in AD&D 2E i PF subiti erano intensi come vere e proprie ferite e non come riduzione di "vitalità" in senso generico. Infatti è una di quelle cose che nel passaggio da AD&D 2E alla 5E avevo apprezzato.

In D&D i punti ferita sono sempre stati la cosa più nebulosa... capacità di sopportare i danni sia da punto di vista fisico che mentale, cacità di evitarte danni seri, eccetera... e il fatto che i pg/png/mostri siano capaci di agire al massimo delle proprie capacità anche con 1 solo pf (su un massimo di magari anche 1.000 e più!) contribuisce alla confusione.
Credo che gli stessi autori originari non sapessero (e, probabilmente non gli interessasse nemmeno!) cosa sono in realtà i pf! 😅

1 ora fa, MattoMatteo ha scritto:

In D&D i punti ferita sono sempre stati la cosa più nebulosa... capacità di sopportare i danni sia da punto di vista fisico che mentale, cacità di evitarte danni seri, eccetera... e il fatto che i pg/png/mostri siano capaci di agire al massimo delle proprie capacità anche con 1 solo pf (su un massimo di magari anche 1.000 e più!) contribuisce alla confusione.

Da questo punto di vista, in 3.5 preferisco il sistema di vitalità e punti danno proposto in Arcani Rivelati. Non l'ho mai provato in D&D, ma l'ho provato invece sul GDR di Star Wars basato su d20 Modern e non mi è dispiaciuto.

Per chi non lo conoscesse, tale sistema dà una spiegazione più chiara di cosa sono i "punti ferita": i punti vitalità sono la capacità "eroica" di trasformare attacchi mandati a segno in colpi mancati per un pelo, dunque diminuendo a causa dello sforzo fisico e mentale, mentre i punti danno sono la capacità di resistere i danni fisici e sono molto pochi. Non risolverà tutti i problemi dei punti ferita classici (il recupero dei punti vitalità è piuttosto veloce), ma secondo me hanno perlomeno un significato più facile da apprezzare e sono leggermente più realistici (riduzioni dei punti danno causano affaticamento e stordimento).

Detto questo, forse stiamo pretendendo troppo da D&D... In fondo il realismo non è il suo forte, e sono state aperte fior di discussioni al riguardo. Forse possiamo fare qualche aggiustamento, ma non possiamo andare oltre i suoi limiti! 😅

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