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Lilac Hollow – Stagione 1: I Figli della Prima Notte

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Scarlett Bloomblight

In giro - ancora persa nei meandri mentali

Nessuna notifica, nessun messaggio, se non quello strano di Darius.

Sentirmi un po' scollegata dal resto del mondo forse in questo momento mi serve più di ogni altra cosa, anche come aiuto per riflettere.

Sono piuttosto meccanica quando ordino al Violet Crown, così come lo sono a mangiare; i suoni attorno a me sembrano più un ronzio attutito e non mi sembra di sentire davvero o percepire.

Continuo a ripassare nella mia mente le poche immagini che ricordo di ieri sera, di come ho agito nonostante fossi legata; della sorta di visione che ho avuto stamattina in cui ripercorrevo quella scena dall'alto come se stessi volando; di ciò che è successo nella caverna, mi sembra ancora di sentire le ossa delle mani scricchiolare e la pelle delle nocche spaccarsi, il sangue scorrere lungo le dita mentre tento di spezzare le corde. E quell'entità, quella cosa che mi ha parlato intimandomi di uccidere Tanaka per farlo mio; se io sono un drago e quindi i draghi esistono anche altra roba strana e soprannaturale potrebbe esistere, che fosse davvero una divinità o qualcosa di simile?

Ciò che mi tiene più ancorata alla realtà sono quegli occhi dorati e luminosi che ho visto allo specchio, e la sensazione di abbraccio che ho sentito prima di uscire di casa.

Una volta fuori dal pub mi incammino verso il negozio di alimentari, decisa a tentare una cosa.

Hey, ci sei? Riesci a sentirmi? La cosa potrebbe sembrare davvero stupida, ma quella voce simile a un ruggito la ho sempre sentita da dentro di me, come se mi parlasse nella mente. Quindi forse posso parlarci anche io, se la mia parte draconica è dentro di me. Sei lì dentro, no? Vegli su di me.

Nessuna risposta, neanche uno sbuffo.

Mi stringo nelle spalle e accendo una sigaretta, solo per rendermi conto che sono già nel centro del paese, vicino al negozio di alimentari.

Harper? Strano vederla in giro, non mi sembra di averla mai vista fuori dopo la scuola. Cosa sta... Il pensiero muore da solo quando la vedo con Emily. COME OSI?! IL MIO TESORO!

Eccolo che arriva! Allora sa parlare, sto stronz0. Sono furiosa per aver visto Emily assieme ad Harper, ma ancora di più perché il drago sembra voler fare quello che gli pare. Faccio un lungo tiro dalla sigaretta, come se stessi tentando di fare un respiro profondo per calmarmi.

Butto giù momentaneamente il rospo per la sconfitta con Harper e imbocco la via del negozio di alimentari. No! Adesso mi stai a sentire! Hai intenzione di spiegarmi qualcosa dopo tre giorni che ti intrometti nella mia testa e nelle mie azioni oppure no?!

@Loki86 offgame

Sei un bast@rdo, non c'è che dire.

So che è nell'agenda dell'MC mantenere la storia interessante e tutto il resto, ma Emily con Harper in questo momento della storia è stato un colpo basso 🤣

Se lo reputi adatto per la narrazione e non vuoi far accadere altro nel mezzo puoi considerare che Scarlett durante la conversazione col drago fa la spesa e torna a casa, sempre che lui le risponda e non le metta i bastoni tra le ruote.

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  • @Theraimbownerd Orion Kykero @Voignar Darius Whitesand @Ghal Maraz Nathan Clark @TheBaddus Scarlett Bloomblight @SNESferatu Ana Rivero

Immagini pubblicate

Orion Kykero

Il rituale (sta andando meglio. Forse.)

Ogni secondo in questo posto è una tortura. Vorrei andarmene, vorrei finire, vorrei strangolare mia madre e quella str@nza di Elaine per avermi messo in questa posizione. Ma tutto quello che ottengo è la voce della dea che mi ricorda, ancora una volta, la più fondamentale verità del nostro culto. Gli uomini non possono farne parte. Io non posso farne parte.

E poi, all' improvviso, il dono dal cielo che stavo aspettando. Non guardo neanche l' abito femminile, per quanto bello. Quello maschile mi appare come la corazza, la protezione che stavo disperatamente cercando. Mi avvicino al piedistallo, sicuro più che mai. Lo indosso velocemente, mutande, camicia, pantaloni, giacca. La qualità non è eccellente, non come l' abito femminile che adesso ho modo di guardare con più attenzione. Eppure mi calza a pennello.

Ora ho finalmente il coraggio di guardarmi di nuovo allo specchio. Con questi abiti addosso l' immagine che vedo non è più nemica. Non del tutto almeno. Incompleta, certo. C'è una sporgenza sul petto che rovina le linee del vestito, tratti troppo dolci sul mio volto senza ombra di barba. Ma tutto questo si può aggiustare. La dea potrà anche cacciarmi fuori dal culto, ma sono pur sempre un Kykero. E i soldi della famiglia sono miei di diritto.

"Grazie..." sussurro a una dea che non mi può più sentire. So di aver fatto una scelta che non l' ha soddisfatta. Ma non avrei mai potuto vivere quella vita.

Nathan Clark

Ora buca, in corridoio

Darius era uscito dalla scuola... per davvero? Che cosa diavolo gli è preso?

Ma perché Ben gli corre appresso? E che ci fa Ana, lì? Non lo capiscono che sono ben visibili?

Vabbè, inutile mandare un messaggio a Darius, ora. Posso beccarli quando torna dentro.

"Hai trovato Tanaka, poi?", scrivo a Scarlett.

E che andassero tutti a...

Modificato da Ghal Maraz

Darius

Qui, non chiedete dove

Orion, sì… Orion… senti Ben, non lo so bene nemmeno io, ma penso… esito, perché nemmeno io ho ben capito che cosa io stia pensando o cosa diamine io abbia visto prima, quindi mi voglio limitare a cercare di tenere quante più piste aperte

Non lo so come, ma potrebbe essere collegato a questa storia… lo so che sei preoccupato, mi dispiace, ma al momento non ho molte idee su cosa fare… anzi! Vai in classe! Poi appena finisce la lezione… parla a Orion! Digli… digli che lo sto cercando, che… che devo parlargli della sua nuova tunica, e del suo bellissimo nuovo tatuaggio! Sì, me ne vorrei fare uno anche io, digli così, una cosa simile a una mezzaluna o roba del genere

Smetto di parlare con Ben, nella speranza che poi Orion venga a parlare con me senza fare troppe storie, mi accorgo di Ana, e mi sbraccio per farle segno di avvicinarsi

Non me ne frega nulla dei suoi segreti, delle sue cautele o di altre fesserie del genere; mi alzo e mi dirigo da lei a passo di corsa

Ana! Dobbiamo parlare! E di corsa! So i nomi… e so perché li cerca!

Ana Rivero

Sulla campestre con anche Darius @Voignar

Il cuore mi batte troppo forte. Eliza non c’è. Non c'era prima, non c'è ora. E quel cancello socchiuso mi sembra una presa in giro troppo perfetta per essere casuale. Per un attimo penso davvero che Moss mi stia giocando. Punizione qui, Eliza “già lì”, lo sguardo compiaciuto… e poi il vuoto. Stringo i denti. Se le ha fatto qualcosa, giuro che...

La mano mi va al telefono quasi da sola. Lo tiro fuori dalla tasca, il pollice già pronto a chiamarla. Rispondi, cavolo.

Poi li vedo. Darius. E Ben, che gli cammina dietro. Mi irrigidisco. Se Ben non ci fosse stato, sarei già partita. A testa bassa, dritta addosso a Darius, senza pensare alle conseguenze. Ma stamattina… stamattina, dopo tutto il discorso con il mio paparino, ho deciso di essere migliore. O almeno di provarci. Darius verrà pestato, prima o poi. Solo non adesso.

Abbasso lentamente il telefono, inspirando a fondo, e li guardo avvicinarsi. Forzo un sorriso che non sento.

"Ehi." Lo dico guardando Ben. Solo Ben. Un saluto vero, quasi. Poi, con un mezzo secondo di ritardo studiato, sposto lo sguardo su Darius. "Ciao." Lo squadro dall’alto in basso senza nemmeno farlo apposta. È più forte di me. Sono scura in volto per quanto mi ha fatto ieri. Evidentemente lui non sa cosa mi ha fatto.

"Bene. Parla." Immagino di aver capito bene. Ma guardo comunque Darius un po' confusa. Ben sa tutto?

Offgame

Scusate il ritardo, giornate complicate. E non mi ero accorto che Darius stava parlando con Ana, in genere non guardo le storie degli altri se non dopo un po'. Questa volta ho fatto una eccezione e in effetti Darius stava parlando con Ana. I got lucky, era più aggressivo il messaggio prima.

Modificato da SNESferatu

  • Autore

@TheBaddus

Scarlett Bloomblight - per strada

Ti fermi un momento sul marciapiede. Stringi i denti e ti concentri. Davvero. Come se stessi cercando di parlare con qualcuno al buio. Metti ordine ai pensieri, li rendi nitidi, quasi scanditi. Frasi complete, parole chiare. Li “pronunci” dentro la testa come se stessi facendo una telefonata mentale.

Aspetti. Uno. Due. Tre secondi... Niente... Solo il rumore lontano delle auto. Il vento tra gli alberi. Il tuo respiro. Nessuna risposta... Nessun sussurro... Nessuna strana presenza estranea.

La frustrazione ti punge sotto pelle. Sbuffi, scuoti il capo e riprendi a camminare quasi in automatico, lasciando che siano le gambe a scegliere la direzione. Il negozio di alimentari è lì davanti.

Poi un pensiero ti colpisce in pieno petto. Violento, grezzo, viscerale.

"Il MIO TESORO. Emily. È più IMPORTANTE. Più importante di un po’ di misero cibo. DEVO riprenderla!! È MIA!!"

Ti blocchi. Il cuore accelera. Per un attimo sembra davvero una voce. Più roca, più antica e più bassa, come se arrivasse da una gola enorme. Ma dura solo un battito di ciglia. Perché quando la afferri… quando la osservi davvero… Finalmente capisci.

Non l’hai sentita... L’hai pensata! Esattamente come i pensieri di prima. Stessa sostanza e stessa origine. Solo… meno educata e filtrata... Come se provenisse dal tuo subconscio. Non è qualcosa di "estraneo" che ti parla come era accaduto con l'entità nella caverna. È sotto la tua pelle, sotto le "buone" maniere, sotto la Scarlett civile che fa finta di essere una ragazza normale.

È lo stesso tipo di impulso che ti fa proteggere i gioielli di tuo padre. Che ti fa serrare la mascella quando qualcuno si avvicina troppo a Tanaka. Che ti fa pensare a Emily non come “una ragazza carina”, ma come qualcosa da tenere stretta. Da difendere. Da reclamare.

Non una voce... E' Istinto, possesso, territorio. Sei tu...

Alzi lo sguardo. Davanti a te l’ingresso del negozio di alimentari. Poi ti volti. La porta del negozio di vestiti dove hai visto entrare Emily e Harper oscilla ancora leggermente, come se si fosse richiusa da poco.

Due strade. Due impulsi opposti. La scelta non è tra quello che vuoi te e quello che vuole qualcun’altro. È una scelta tra due parti di te.

Quale deciderai di ascoltare??

off game

Oltre al messaggio di Darius tieni conto di aver ricevuto anche quello di Nathan nel suo messaggio precedente.

@Theraimbownerd

Orion Kykero - il rituale (sta andando davvero meglio del previsto?)

Rivolgi il tuo ringraziamento alla Dea. Spontaneo. Sentito. Le parole ti scivolano fuori dal petto come un respiro trattenuto troppo a lungo. Non arriva alcuna risposta. Solo silenzio. Un silenzio spesso, immobile, che sa di pietra e incenso bruciato.

Forse adesso finirà tutto. Ti risveglierai nella stanza rituale e sia tua madre che la Somma Sacerdotessa Elaine non potranno fare altro che constatare e accettare la realtà delle cose… che, anche se sei nato biologicamente donna, tu ti senti un uomo. Sei un uomo.

Il sollievo ti attraversa come acqua fresca. Dura un attimo. Troppo poco. Un’improvvisa oppressione ti schiaccia il petto. Il respiro si spezza. La pressione si allarga alle braccia, al collo, alle gambe, come mani invisibili che ti serrano sempre più forte. Gli specchi intorno a te esplodono. Il rumore è secco, violento. Dai vetri polverizzati si riversa un fumo nero, denso come pece. Ti avvolge, ti entra nei polmoni, cancella il pavimento sotto i piedi.

Precipiti. Ora ci sei solo tu. Il nulla e un unico specchio superstite, proprio davanti a te. La superficie si incrina. La tua immagine maschile ti rimbalza contro distorta, contorta, mostruosa. I lineamenti stirati, sbagliati. Qualcosa che imita te… ma male. È orribile, ti spaventa, ti disgusta.

Il peso sul corpo aumenta fino a piegarti. Le ginocchia cedono. Lo stomaco si torce, la nausea sale acida in gola. La testa gira. E un pensiero, subdolo, vischioso, comincia a scavare nei recessi più profondi della tua mente. Come un tarlo piantato lì da qualcuno di immensamente più potente.

"Essere un uomo, quando in realtà si è una benedetta dalla Dea, è grottesco. Com’è possibile che tu lo voglia davvero… Venus."

Il nome ti graffia dentro. Lotti. Lotti contro quella voce invasiva che, da estranea che era, si confonde sempre di più con i tuoi stessi pensieri. Si insinua. Si mescola. Ti somiglia.

Ed è in quell’istante, proprio un attimo prima che quel pensiero diventi effettivamente tuo, che capisci. Il vero significato del rituale. Qui non esiste scelta, esiste solo costrizione.

Davanti a te il vestito femminile troneggia ancora sul piccolo piedistallo. Bello. Perfetto. Abbagliante. Quasi sacro. L’unica scelta possibile per uscire da questo tormento che ti sta divorando.

off game

Il senso della mia risposta è che il rituale non voleva metterti di fronte a una scelta.. ma farti una sorta di lavaggio del cervello.. Tu però da giocatore, ovviamente una scelta ce l'hai... Ma, se vuoi resistere al potere del rituale, direi che si attiva la mossa "mantenere il controllo".. quindi nel caso tira pure i dadi e metti il risultato sul tds.. e scopriremo insieme il destino di Orion/Venus!!

@Ghal Maraz

Nathan Clark - fine orario scolastico

Rientri in aula studio con la testa piena di rumore. Non sono pensieri ordinati. Sono pezzi. Lampi. Facce. Frasi a metà. Negli ultimi tre giorni tutti sembrano impazziti. O forse è il mondo a esserlo diventato. I corridoi sono gli stessi, le pareti tappezzate di poster scoloriti, l’odore di carta e disinfettante… eppure ogni cosa ti sembra leggermente fuori asse, come se la realtà fosse stata rimontata male. Una cosa però è chiara. Sta succedendo qualcosa. Qualcosa di brutto. E il Bosco c’entra. Per forza. Lo senti sotto la pelle, come elettricità statica.

Ma come sono coinvolti gli altri? E soprattutto… chi lo è davvero? Su Darius sei quasi sicuro. C’è qualcosa che gli cammina dietro come un’ombra troppo lunga. E quello strano tatuaggio che gli è comparso alla base del collo proprio non ti convince.
Ana ti sembra… incrinata. Tesa come vetro sul punto di rompersi. Ben? Improbabile. Eppure era anche lui là fuori, in cortile, insieme a Darius.

E Scarlett? Anche lei ha avuto a che fare col bosco. C’entra qualcosa pure lei… oppure è solo Scarlett?
Solo una stro**a brillante che traffica in informazioni, ricatti e piccoli giochi di potere, come se la vita degli altri fosse una scacchiera personale?

Il cervello ti fuma. Letteralmente. Vorresti solo fermarti, stendere tutto su un tavolo e trovare un filo rosso che colleghi ogni cosa. Un senso. Qualsiasi cosa che non sappia di incubo. Sei così assorto che quasi non senti la campanella. Il suono ti attraversa come un colpo secco. L’ora buca è finita. Il brusio riparte, sedie che strisciano, zaini che sbattono. Il mondo torna a muoversi. Sei libero di andare a pranzo. Come se fosse una giornata qualsiasi.

off game

Non mi ricordo se per pranzo avevi qualche "appuntamento" già preso.. forse con Kathlyn? In ogni caso magari con la tua risposta fammi capire che direzione vuole prendere Nathan.. mantenere la rotta che si era prestabilito? Andare il prima possibile e il più velocemente possibile verso il Bosco? Portarsi dietro Noah oppure no?

Purtroppo non so ancora dirti se in mensa ci saranno Darius ed Ana perchè non so cosa ne sarà di loro eheh.. Però puoi considerare Ben presente nel caso.

@SNESferatu @Voignar

Ana Rivero e Darius Whitesand - nel cortile della scuola

Ben ricambia il saluto di Ana con un mezzo sorriso incerto e poi si pianta lì, i piedi ben saldi a terra, come se avesse messo radici. Non se ne vuole andare. Vuole restare. Ascoltare. Capire. Non essere lasciato fuori. Lo leggete senza sforzo: nelle spalle rigide, nelle mani che si torcono tra loro, nello sguardo che rimbalza da Ana a Darius come quello di un cane in attesa di un comando.

Poi Darius gli lancia un’occhiata. Solo un attimo. Ma basta. Gli ricorda il compito che gli ha appena affidato. Contattare Orion. Dirgli quelle cose strane. Assicurarsi che poi parli con lui. Ben sbatte le palpebre, come se si fosse appena svegliato. Scuote la testa, confuso, quasi stupito di ricordarsi che anche lui ha una parte in tutta questa storia.

«Ehm… bene… io vado! Ci vediamo dopo!» Fa qualche passo verso la scuola, lo zaino che sobbalza contro la schiena. Si ferma. Si volta. Vi guarda un’ultima volta, con quell’espressione a metà tra il coraggio e la paura.

«Oh… e state attenti! Se avete bisogno, scrivetemi e arrivo subito.»

Alza il telefono come una specie di talismano, come se bastasse quello a tener lontano il peggio. Annuisce a se stesso, per convincersi che sia vero. Poi trotterella via, lasciandovi soli. L’aria sembra più fredda di un attimo fa.

off game

Qui io ora posso fare ben poco.. Fate pure botta e risposta tra di voi.. Finché non capisco quali saranno le vostre intenzioni non posso fare molto per mandarvi avanti...

Darius

@SNESferatu

Okay, riassunto veloce, ho i nomi di tutte le persone che questa c*azzo di entità sta cercando, e più o meno ho capito il perché li sta cercando

Scarlet è un drago, non se un drago “vero”, nel senso che ha le ali, le squame e sputa fiamme, o se è la discendente di un drago o altra roba strana

Nathan è una fata, sì una cosa alla Trilli forse, non lo so; vale lo stesso dubbio, potrebbe essere una fata in tutto e per tutto, o solo un discendente

Tu… non l’ho capito, non me l’ha fatto capire, se me lo vuoi dire bene, altrimenti chi se ne frega e andiamo avanti

La cosa importante è Orion! Fa parte di una setta, un culto, qualcosa che ha lo stesso simbolo che quella creatura mi ha piazzato addosso! Dobbiamo parlare con lui, per capire cosa sa

E perché un’entità che ha un suo culto a disposizione deve venire a rompere le p*alle al primo stregone di passaggio, invece che marchiare i suoi seguaci

Ana Rivero

Con Darius @Voignar

Aspetto che Ben sia abbastanza lontano. Lo guardo andare via, finché la sua figura non si confonde con l’edificio della scuola. Solo allora mi muovo. Mi avvicino a Darius, lenta, tesa. Forse cupa in volto, ma quello non posso controllarlo. Probabilmente non traspare niente in me.

"Vuoi sapere cosa sono?" La voce mi esce bassa. Forse tremola un po', è la prima volta che mi rivelo. "Ecco cosa sono."

Non gli do il tempo di reagire. Mi slaccio la camicia, la tiro via e resto in canotta. Mi giro leggermente di lato e gli indico la spalla, il fianco, la pelle fratturata come marmo. "Questo sono." Il segno della fattura. Il danno. La crepa. "Questo me l’hai fatto tu. E questo ti fa capire cosa sono".

Lo fisso dritto negli occhi. "E non so cosa mi hai fatto… ma so che se lo sapessi davvero, non saresti così tranquillo."

Per un secondo sono pronta a colpirlo. Lo sento nelle mani, nelle spalle, nella mascella serrata. Ma non lo faccio. Perché lo so. Lo so che non era intenzionale. Lo so che non stava cercando di farmi questo. Abbasso lentamente la mano. Respiro.

"Il problema è che ora va sistemato." Mi passo una mano tra i capelli, nervosa, e poi annuisco piano, collegando i pezzi. "Se sai qualcuno che può sistemarmi, meglio. Altrimenti, prima o poi ricambierò il favore." Faccio un bel sorrisone finto, super largo.

"Ma ora veniamo alla nostra bella situazione..."

"Scarlett drago… ok. Le sue crisi di rabbia, il vapore, quelle scenette di stamattina… ora hanno senso." "Nathan che perde sé stesso, che esplode così pubblicamente... anche quello può tornare."

Poi il nome che mi pesa davvero. "Orion è il vero problema." Lo guardo serio. "Perché io sono abbastanza sicura che Orion sappia qualcosa su di me. Ma non abbastanza. Se sapesse davvero chi o cosa sono… sarebbe venuto lui per primo. Invece no. Finora nessuno mi ha cercata direttamente."

Una pausa. "Tranne…" Respiro. "Suor Margaret. Nella cappella. Prima che qualcosa la frantumasse. E quel qualcosa immagino lo sappia meglio tu di me. E quella merda del coach. Che poi è anche perché sono qui, sono in" Sputo per terra "Punizione." Gli occhi mi si stringono. "Che oltre a essere un viscido di merda… fa parte del culto. Ho visto i segni nella sua stanza. I simboli, come il tuo."

Poi alzo di nuovo lo sguardo su di lui. "E so il nome dell’entità." Una parola sola. "Lilith."

Lo studio in faccia. "Ti dice qualcosa?"

Darius

Bella scena, momento sbagliato

Di sicuro, in un altro momento, una bella ragazza come Ana che si apre la camicetta avrebbe di sicuro generato una certa reazione nel sottoscritto

Adesso, mentre parliamo di demoni e creature fatate, mentre le immagini della pistola puntata alla mia faccia e la pressione sul mio cervello mentre quasi stritolavo gli spacciatori nel bosco, noto con dispiacere che nemmeno la crepa sulla pelle di Ana mi suscita più di tanto trasporto accademico

So che forse dovrei capire, ma l’unica cosa che capisco è che sei femmina perché hai le t*tte… e ormai nemmeno questo è più sicuro… ho la testa che esplode, e troppi indizi senza soluzione per metterci altri indovinelli sparsi

Il nome accende una lampadina nella mia testa, un ricordo, o qualcosa di estremamente simile ad un ricordo, finito in qualche posto polveroso del mio cervello

Lilith… madre dei demoni… una sorta di Lucifero femminile, o una roba del genere… la prima donna, creata prima di Eva… potrebbe essere lei… o almeno essere la mandante; quel coso nella foresta, non lo so se è davvero una forma di Lilith, penso di no

Detto questo… dobbiamo parlare con Orion! Dobbiamo capire se lui lavora per Lilith e che cosa vuole! Aspetta… che c’entra il coach adesso?

Ana Rivero

Rivelazioni con Darius @Voignar

Neanche registro il commento di Darius sul mio seno. Ci ho fatto il callo.

"Quindi non lo sai nemmeno come hai fatto questo?" dico piano, ma vorrei stritolarlo. "Mi hai frammentata con quella fattura, Darius. Mi hai scheggiata come una statua." Mi indico la crepa sul fianco, la pelle segnata, innaturale. "Non è una metafora."

Poi mi fermo. Respiro. Mi guardo intorno un secondo. "Perché è questo quello che sono". Un mezzo sorriso amaro. "Hai presente il mito di Pigmalione e Galatea? Quello. Sono letteralmente una statuina. Non si vede?" Allargo le braccia. Dovrebbe farmi freddo, ma anche il fatto che non patisca davvero il freddo è un segnale che non sono umana. Sinceramente, sono sorpresa. Io sono convinta che tutti capiscano che non dovrei essere davvero lì tra loro, e invece devo imboccare Darius. E quindi, visto che lui è già parte del sovrannaturale, dovrei imboccare tutto e tutti. Forse non si vede davvero così tanto?

Scuoto la testa. "Che Lilith fosse un demone l’avevo già capito dal contesto. Ma non avevo collegato che potesse essere la mandante. Non credo sia il bestio, o come chiami quella cosa nella foresta. Un livello sopra."

Abbasso un po’ la voce. "Max e i suoi amici mi avevano parlato di una setta nel bosco. È lì che ho visto il bestio. È lì che ho visto te."

Faccio un passo indietro, istintivo. "E se Lilith potesse sentirci perché sei stato marchiato? No, no. Se potesse, sarebbe già successo qualcosa. E poi è tardi comunque." Un altro sospirone. "Sa già che esisto. È evidente. È inevitabile"

Incrocio le braccia. "Di Orion so solo che è un riccastro con la villetta. Fine. Il coach invece…" Serro la mascella. "Ho visto il simbolo che hai sul collo nel suo ufficio. Non chiedermi perché fossi lì. E credo seriamente che abbia fatto del male a delle studentesse in passato. È un porco bastardo infame. Non parlo per sensazioni. Ho prove." Poi cambio tono, di colpo. Perché mi sale un dubbio.

"Darius… per caso hai visto Eliza passare di qui?" Lo fisso. "Doveva essere qui. E ho paura di averla incastrata in una cosa molto più grossa di lei."

Darius

Con Ana

La descrizione che di sé stessa mi dà Ana è fin troppo vaga in questo momento, ed è con enorme sforzo che il criceto zoppicante nel mio cervello riesce a collegare il mito che mi sta appena citando

Oooookay... sei una specie di... golem? Una statua animata? Posso dire che è una figata?! Per un attimo il nerd che è me prende il sopravvento, e senza troppo ritegno scansiono ogni millimetro della figura di Ana davanti a me, con gli occhi di un bambino che ha appena visto Babbo Natale

Vorrei allungare una mano e toccarla, ma il pensiero di cosa potrebbe accadere mi ferma, e anzi sono all'istante consapevole del casino che ho combinato Cioè... la mia fattura... o la controfattura, ti ha fatto una crepa? Non lo so, non ho idea di che cosa sia successo, non ho mai nemmeno sentito parlare di veri golem; so che esistono, ma dalle loro descrizioni non sono per nulla come te; insomma... tu sei umana, e non parlo solo dell'aspetto, quello non ci vuole nulla a replicarlo, ma proprio... se non avessi visto quella roba non ti avrei creduto; anzi, se non fossi un mago avrei pensato ti fossi truccata per farmi uno scherzo

Ma finalmente mi zittisco e provo a tornare padrone delle mie facoltà mentali, o almeno più padrone di esse

Eliza? No, non l'ho vista; sono andato nel bosco a cercare indizi, non li ho trovati, quando sono rientrato ho visto prima Ben e poi te. Che cosa sai del coach? Perché dici che ha fatto del male a qualcuno? Ora che mi ci fai pensare, il cancello era chiuso, quello per la campestre, o non mi sarei dovuto infilare in questo buco dico, indicando prima il cancello, che sono sicuro fosse chiuso quando sono uscito, sia il buco nella rete

Modificato da Voignar

Nathan Clark

Fine lezioni

Devo liberarmi la mente o ne uscirò anche più matto del solito.

Vediamo se Scarlett si degna di rispondermi al messaggio, intanto vado in mensa. Spero di beccare subito Kathlyn: ho bisogno di qualcosa di buono e di leggero, dopo tutto questo.

Ma poi dovrò comunque affrontare i segreti di là fuori che sono arrivati qua dentro: Darius e... chiunque altro gli ronzi attorno.

Mando un messaggio di conferma a Noah: Appena possibile, andiamo. Tieni il telefono vicino.

E poi scrivo anche a Max: Allora, pensi di raccontarmi cosa c'è nel bosco? Ci sei per caso stato, di recente?

Entro in mensa e cerco Kathlyn con lo sguardo, anche se è più per conferma, che per altro. Se ho capito qualcosa di lei, è che mi sembra sempre voglia gestire le cose a modo suo. E a me sta bene.

Oggi, in particolare. Adesso, in particolare. Anche perché ho tanto l'impressione che dopo succederà qualcosa di importante e dovrò decidere cosa fare.

Che sia arrivata l'ora della Caccia Selvaggia?

Orion Kykero

I'm gonna Kratos this hoe

Sento la voce della dea nella mia testa, il peso del suo potere che mi schiaccia e mi modella come creta calda. E poi quel nome. Il nome che odio, che ho sempre odiato, sparato dritto nel mio cervello. Venus...la dea della fertilità, dell' amore, l' incarnazione stessa della femminilità. Una prigione in cui mia madre mi ha messo da quando sono nato.

Posso sentire le sbarre chiudersi attorno a me adesso, cado in ginocchio. Mi sento la testa scoppiare mentre inalo quel fumo nero e pesante, che sembra offuscare i miei stessi pensieri. Alzo gli occhi e vedo il vestito davanti a me. Perfetto, scintillante, fatto apposta per il mio corpo.

Lo odio.

Odio quel vestito, odio la Dea, odio Madre Elaine e odio mia madre che mi stanno facendo questo. Ed è questo odio che mi dà forza, che mi fa alzare lentamente, prima un ginocchio, poi un altro, tossendo disperatamente, incespicando in avanti con le mani protese per poter raggiungere quel dannato vestito.

Io sono Orion dico, afferrando il vestito dal piedistallo e buttandolo a terra. Io sono Orion affermo, mettendo un piede su quel tessuto finissimo e tirandolo per le spalline, con tutta la forza che ho. Io sono Orion! urlo, quando sento il tessuto strapparsi nelle mie mani. Prendo le scarpe e le scaravento nel nulla, mentre faccio a brandelli il dono della dea. E anche qui, nel nulla assoluto, in questo vuoto nero e soffocante per un attimo sono felice.

Io sono quello che sono, e neanche una dea potrà mai portarmelo via.

Modificato da Theraimbownerd

Ana Rivero

Con Darius @Voignar

L’entusiasmo che vedo negli occhi di Darius mi spiazza più di quanto vorrei ammettere. Un attimo prima si parla di entità cosmiche, marchi, culti e demoni… e quello dopo sembra un bambino davanti a una caramella È strano, inquietante, quasi tenero. E totalmente fuori posto.

Allargo le braccia lentamente, come per ridimensionare tutto. "Se devo essere definita una specie di golem, allora sì: va bene. Una specie di golem. Ma la verità è che non so come funzioni. Non so perché funziono. Non so cosa mi tenga insieme. E sono piuttosto sicura che nemmeno quel stolto del mio creatore lo sappia davvero. Probabilmente ha solo avuto una fortuna assurda. Oppure no. Forse c’è davvero Lilith di mezzo. A questo punto non escludo più nulla."

Quando mi viene detto che sono “umana”, qualcosa dentro si stringe. Arrossisco, mio malgrado. È una frase gentile. Bella. Ma non so se riesco davvero a crederci fino in fondo. "Ah, così mi stai adulando."

Il pensiero torna subito al coach. "So solo questo: ho visto il simbolo di Lilith nel suo studio. So che c’è stato un incidente con una studentessa, una ragazza arrivata a scuola prima di noi. Non so cosa sia successo davvero, ma qualcosa è successo. Prima sembrava solo un viscido che adescava ragazzine." Cioè me "Dopo quel simbolo, l’idea che sia solo quello non mi basta più. C’è qualcosa di più oscuro dietro, ne sono sicura."

E poi c’è il modo in cui mi guarda. "Prima pensavo che fosse un porco solo con me, per come mi guardava lunedì. Ora inizio a temere che non sia per me come persona. Forse sono solo un un bocconcino da sacrificare."

La questione del cancello e del buco nella rete mi gela. "C'era questo buco prima? Che sia stata Eliza? Doveva essere qui..."

Questa cosa non mi piace. Per niente. Prendo il telefono. Faccio il numero di Eliza per chiamarla.

Darius

Con Ana

Non lo escluderei, se questa Lilith ha “parlato” con me può benissimo aver parlato anche altra gente; ma mi pare strano che un’entità con tanto di culto vada a pescare un mago come me, perché non mettere i suoi cultisti a raccogliere i suoi obiettivi?

Il buco nella rete c’era da prima, è da là che sono uscito; so che c’è da molto tempo non intendo tirare in mezzo altri in questa storia, già che ci sia Ben è troppo per me

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