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La luna crescente

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Shamàsh

Il canto di Selyra riporta completamente la pace nel mio cuore e nel mio animo. Gli occhi emettono ancora qualche baluginio argenteo, come una lanterna ormai scarica o sferzata dal vento. Poi la loro luce si affievolisce quasi del tutto, non completamente, mostrando di nuovo le iridi dorate. Sorrido. Aiuto l'ultimo dei malcapitati a sollevarsi e torno a seguire le indicazioni della nostra guida.

Non era effettivamente previsto che lui continuasse ad accompagnarci. Lo osservo. "Reietti, esiliati... in cerca di pace, libertà o redenzione. Non mi dispiace. È pur anche vero che tre giorni permetteranno ai suoi servi, figli o signori" indico la cenere che ormai rappresenta la vampira "a rintracciarci o ricostruire le nostre intenzioni." sembro però essere d'accordo con i miei compagni. La deviazione è doverosa. Lo sguardo rimane però dolcemente piantato su Kaelen come a chiedere perché ci stia ancora aiutando.

Modificato da Landar

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Il fumo delle macerie di Porto Scoria continua a salire pigramente verso la grande Luna Rossa, mentre il silenzio della banchina viene spezzato dalle parole cariche di pragmatismo ed esitazione del gruppo.

Kaelen, la guida, rimane fermo all'imbocco del sentiero. Ascolta in silenzio Devras e Fiore della Giungla che propongono il cibo magico e le bacche nutrienti. Sul suo volto logorato dal sale di pece si dipinge una smorfia a metà tra lo scetticismo e l'approvazione di chi ha visto troppa gente morire per aver sottovalutato le vette.

Le bacche magiche vi terranno la pancia piena, costrutto, non lo nego,gracchia Kaelen, sputando un altro grumo di tabacco alchemico. Ma non scalderanno il sangue quando il gelo delle montagne vi spaccherà la pelle. Fiore ha ragione: senza abiti pesanti, grasso isolante e quei funghi, il freddo vi addormenterà prima che ve ne accorgiate. E il sonno, quassù, è definitivo.

Ma l'atmosfera si fa improvvisamente tagliente quando Zarath compie un passo in avanti, seguito dagli sguardi inquisitori di Selyra e Shamàsh. La domanda del barbaro tiefling risuona netta, priva di fronzoli, mettendo a nudo l'unica vera, spaventosa anomalia di quella partenza: il patto originale era legato alla fornitura dei sali che lo tengono in vita. Il gruppo non ne ha altri da dargli, e restare con loro significa per lui rischiare di consumarsi e morire lungo la strada.

Selyra lo fissa in silenzio, tenendo il mantello stretto al corpo, mentre Shamàsh pianta le sue iridi dorate, ormai prive del bagliore radioso, dritto nei suoi occhi, cercando una traccia di redenzione o un secondo fine in quel sacrificio disperato.

Kaelen avverte il peso di quegli sguardi. Non indietreggia, ma la sua mano nodosa stringe più forte il manico del piccone da roccia, mentre un leggero tremito tradisce la sua debolezza organica. Per qualche istante fissa le ceneri argentine che il vento sta disperdendo nel bitume, poi solleva il mento verso il gruppo.

Perché sono ancora qui senza i sali che mi tengono in vita, Zarath? Perché ho visto quello che avete fatto,risponde la guida, con una voce che ha perso gran parte della sua ruvida indifferenza. In questa terra siamo tutti abituati a piegare la testa per rimediare un altro giorno di respiri. Io l'ho fatto per decenni. Ho visto i mostri venuti dall'alto demolire intere colonie per puro capriccio, e ho visto voi... voi avete polverizzato quel mostro in cilindro in pochi battiti di ciglia. E poi vi siete messi a scavare tra le lamiere roventi per tirare fuori degli operai che vi avevano appena venduto.

L'uomo fa una breve pausa, incrociando le braccia e guardando Shamàsh.

Non sono un eroe e non cerco la redenzione, Paladino. Ma non sono nemmeno un suicida. Se restassi qui a Porto Scoria, quando da Linden manderanno un altro galeone a cercare la loro signora, i forgia-cenere mi venderebbero all'istante per salvarsi la pelle. Morirei comunque, e in modo molto più doloroso. Il mio unico modo per sopravvivere è stare attaccato agli unici mastini che hanno dimostrato di saper azzannare i Signori della Notte. Al Pozzo di Radica ci sono contrabbandieri e mercanti del sottosuolo... lì potrò trovare i sali alchemici di cui ho bisogno per non lasciarci le penne. Sto scommettendo i miei ultimi giorni sulla vostra forza.

Si volta di spalle, indicando i canali di scolo della cenere che tagliano lateralmente la montagna verso Est.

Shamàsh ha ragione sul rischio di essere rintracciati. Tre giorni di deviazione daranno tempo a Linden di muoversi, ma camminare sottoterra nei canali del Pozzo ci terrà nascosti agli occhi della flotta volante. Se siamo tutti d'accordo, muoviamoci.

@ Tutti

A voi

@Cronos89 @Daimadoshi85 @Landar @shadyfighter07 @Theraimbownerd

Zarath

Annuisco alla guida, soddisfatto della risposta. Non gli rispondo verbalmente, ma prendo le mie cose e procedo dietro a lui.

Converrà muoverci allora, non intendo averti sulla coscienza.

SELYRA - Bardo Drown

Ascolto le parole di Kaelen e annuisco.

"Spesso facciamo qualcosa solo perché lo riteniamo giusto."

Guardo le ceneri di Morana che il vento disperde, poi di nuovo lui.

"Ma tutti cerchiamo di sopravvivere, dopotutto. Ed è importante che tutti sopravviviamo. Ora più che mai siamo bersagli per Linden."

Poi guardo Zarath che già si è messo in marcia.

"Sono decisamente d'accordo con Zarath. Meglio muoverci."

Fiore della Giungla

Ci dimostreremo degni di questa fiducia Kaelen. Gli dico, sorprendentemente commossa. Finora ho sempre visto questo posto come un covo di morte e desolazione, una palude stantia dove tutti ci vogliono uccidere o sembrano completamente rassegnati. L' idea che qualche nativo finalmente creda sinceramente in noi è... confortante. Una responsabilità certo, ma un segno inequivocabile che stiamo andando sulla strada giusta.

Devras

Quasi sempre in realtà commento alle parole di Selyra sul fare ciò che è giusto
Se dobbiamo andare facciamolo subito, meno tempo perdiamo meglio è

  • Autore

Il cammino ha inizio nel buio viscido dei canali di scolo della cenere. Kaelen si addentra per primo nel cunicolo e il gruppo lo segue a ruota, lasciandosi alle spalle le rovine fumanti di Porto Scoria.

Il primo giorno scorre via nel silenzio più cupo, interrotto solo dal rumore degli stivali che calpestano i sedimenti polverosi del sottosuolo e dal gocciolio ritmico di acque pesanti che filtrano dal soffitto. Siete costretti a camminare in fila indiana, con le rune naturali di Devras e gli scatti delle lenti di Fiore della Giungla a fare da unica e debole luce nella penombra. Camminare qui dentro vi nasconde agli occhi dei galeoni volanti di Linden, ma l'aria è densa, fredda e satura di gas di scarico spenti.

Durante il secondo giorno, la distanza e la fatica iniziano a presentare il conto. Non per i muscoli temprati di Zarath o per la carne di pietra di Devras, ma per Kaelen. Senza i suoi sali alchemici vitali, il corpo della guida comincia a cedere visibilmente. Il suo passo si fa pesante, incerto; l'uomo è costretto a fermarsi sempre più spesso, appoggiandosi alla roccia nera con il respiro ridotto a un fischio idraulico e una tosse secca che gli scuote il petto. Fiore e Selyra osservano preoccupate il tremito delle sue mani nodose: la guida sta letteralmente esaurendo il carburante biologico che la tiene in vita. Le bacche magiche di Devras placano i morsi della fame, ma non possono sostituire i sali che mancano alle sue funzioni vitali.

Il terzo giorno di marcia sotterranea si chiude bruscamente quando il tunnel di scolo della cenere si spalanca sul vuoto di una gigantesca cavità nascosta nelle viscere della terra. Davanti agli occhi dei viaggiatori si rivela un alveare spettrale e verticale, abbarbicato a un colossale intreccio di radici fossili millenarie che scendono dal soffitto della caverna come pilastri di legno pietrificato. L'aria cambia di colpo, facendosi umida, pesante, satura di un odore dolciastro di muffa alchemica, fumo di pece e grasso per macchinari. Piccole lanterne schermate con vetri viola e blu scuro oscillano nel vuoto, proiettando ombre lunghe e distorte su una baraccopoli sospesa fatta di lamiere arrugginite, teli logori e passerelle di corda traballanti che collegano i vari livelli.

Nelle ombre di questo covo di reietti si muovono le creature che lo abitano. Dalle aperture delle catapecchie e dietro i banconi del mercato sotterraneo, delle sagome snelle osservano il gruppo in un silenzio tombale. Sono interamente avvolte in stracci polverosi e bende logore, e dai loro volti coperti spuntano soltanto degli occhi gialli, stranamente luminescenti nel buio. Si muovono a passi felpati, senza produrre il minimo rumore, sussurrando tra loro con suoni gutturali mentre maneggiano fiale di sangue, funghi luminescenti e merci di contrabbando.

Se le figure bendate gestiscono il commercio a terra, i veri signori del vuoto si trovano sopra le teste del gruppo. Alzando lo sguardo verso l'intricata volta di radici superiori, si notano massicce ragnatele d'acciaio e ombra che collegano i piloni di pietra. Lì, nell'oscurità più fitta, si muovono creature imponenti e mostruose. La metà inferiore del loro corpo è quella di un colossale ragno dalla chitina nera e lucida, che si sposta lungo le pareti con un fruscio sinistro di zampe uncinate; la metà superiore, invece, è un torso umanoide, pallido e snello, che tiene le braccia conserte sul petto o stringe grandi archi d'osso. I loro occhi spettrali sono piantati dritti sulla cassa in Ferro di Luna che il gruppo sta trasportando.

Mentre Kaelen si accascia esausto contro il montante di una passerella, respirando a fatica con le mani che tremano violentemente, una delle figure bendate, un individuo particolarmente curvo avvolto in un mantello di tela cerata che puzza di acido, si stacca lentamente dalla parete. Avanza verso gli avventurieri a passi misurati, fissando prima il corpo esausto della guida.

@ Tutti

A voi.

@Cronos89 @Daimadoshi85 @Landar @shadyfighter07 @Theraimbownerd

Modificato da Dardan

Fiore Della Giungla

Il nostro viaggio prosegue relativamente tranquillo, e non incontriamo esseri ostili intenti a farci la pelle, ma nonostante questo non sono tranquilla. Posso vedere la nostra guida consumarsi giorno dopo giorno, e nonostante cerchi di aiutarla so che non posso creare le sostanze alchemiche di cui ha bisogno nel bel mezzo del nulla.

Quando finalmente arriviamo a destinazione è chiaro che Kaelen è arrivato al limite. Quando uno dei nativi scende verso di noi faccio appello a tutto il mio coraggio per dire. Ehmm...salve. Sapete dove possiamo trovare dei Sali di Zolfo purificati? Ne abbiamo urgente bisogno, il nostro amico sta molto male. Solo perché l' aspetto è peculiare non vuol dire che siano persone crudeli no?

SELYRA - Bardo Drown

La marcia non è certo una passeggiata ma a pagarne le conseguenze in modo più duro è proprio la nostra guida.
I nostri occhi in questa oscurità.
Di tanto in tanto cerco di ravvivargli lo spirito con canti e suonate per addolcire il suo umore.
Ma a nulla posso rimediare per le sue funzionalità vitali.
E' come se io stessa non potessi respirare.

Quando si accascia in questo covo di reietti sembra proprio che la fine sia prossima.
Non siamo soli però.
Forse c'è speranza.

Mentre Fiore chiede dei Sali di Zolfo, io mi accuccio vicino a Kaelen, tenendogli la mano per confortarlo, anche se non so quanto possa davvero essere utile nello stato in cui si trova.

Guardo la figura bendata.

"Vi prego, quello che dice la mia compagna è vero. La nostra guida muore. Qualsiasi cosa vogliate in cambio."

Zarath

Mi pongo davanti a Kaelen, per fare in modo che in nessun caso possano avere la malsana idea di puntare al più debole. L'aria, da questa mattina, è cambiata. È diventata, se mai avesse potuto diventarlo, più malsana.

Guardo di sbieco le figure bendate, per far capire loro che non accetto mosse false. È importante che sopravviva. Esclamo lapidario.

  • Autore

La figura curva avvolta nella tela cerata arresta i propri passi a un metro da Zarath, ignorando la barriera muscolare tesa dal barbaro. Sotto le bende logore, i suoi occhi gialli e luminescenti compiono un movimento lento e calcolato, scivolando prima sulla borsa di Fiore, poi sulla mano di Selyra che stringe quella della guida, e infine posandosi sui residui di cenere argentea che ancora macchiano i loro abiti.

Un suono aspro, simile a due pietre focaie sfregate tra loro nel buio, esce dalla sua bocca coperta. È una risata secca, priva di calore.

Salve, gatta della superficie...gracchia il vecchio, con una voce che sibila tra le fessure delle bende. E salve a te, barda drow, che stringi la mano a un morto che cammina.

L'anziano individuo solleva un braccio nodoso, anch'esso interamente fasciato, indicando Kaelen con un dito ricurvo.

Lo zolfo purificato non è acqua di sorgente che scorre per chiunque abbia la gola secca. In questo buco sottoterra nessuno regala il respiro a chi lo sta perdendo. "Qualsiasi cosa in cambio", dici? Le suppliche e le promesse sono la moneta dei disperati, ragazzina. E qui al Pozzo quella valuta ha perso valore prima ancora che voi nasceste.

Il suo sguardo giallo si sposta, lento e pesante, sulla cassa che Zarath protegge con tanta ferocia. Le sue pupille verticali si dilatano per l'avidità.

Le storie di ciò che è accaduto a Porto Scoria corrono lungo i canali di scolo molto più velocemente dei vostri stivali. Sappiamo chi è bruciato sul molo. Sappiamo cosa avete strappato alle fiamme del galeone di Linden prima che fuggisse come un cane bastonato.

Dall'alto della volta fossile, il fruscio delle zampe chitinose si fa improvvisamente più intenso. Due di quelle massicce sagome pallide si sporgono dai ballatoi superiori, tendendo le corde dei loro grandi archi d'osso con una lentezza studiata. I loro occhi neri e multipli riflettono la luce viola delle lanterne, puntati dritti sui viaggiatori. Attorno ai banchi del mercato, le altre figure bendate interrompono i loro sussurri, immobili.

Il vecchio mercante compie un mezzo passo indietro, infilando le dita nodose nelle pieghe del suo mantello che puzza di acido.

I sali che tengono in piedi il vostro guscio di guida sono nel retro della mia catapecchia. Ma l'oro non si mangia e non protegge dal gelo delle montagne, quindi scordatevelo. Se volete che l'uomo continui a respirare, e se volete le pellicce per superare i picchi a Nord-Ovest, il prezzo è uno solo.

Il vecchio fissa Zarath dritto negli occhi, poi indica la cassa con un cenno del mento.

Tre scalpelli. Voglio tre degli scalpelli in Ferro di Luna contenuti in quella cassa. Questo è il baratto. Prendere o lasciare, stranieri. Ma decidete in fretta.

Kaelen, con la schiena premuta contro il montante della passerella, emette un rantolo soffocato. Un rivolo di fluido scuro e denso inizia a colargli dall'angolo della bocca spaccata, segno che il tempo a sua disposizione sta per scadere del tutto

@ Tutti

A voi.

@Cronos89 @Daimadoshi85 @Landar @shadyfighter07 @Theraimbownerd

Fiore Della Giungla

Quando sento il prezzo della creatura ricoperta di bende, il mio cervello sembra quasi surriscaldarsi, nonostante il freddo. 3 chiodi che ci sono costati sangue, sudore e fatica. 3 chiodi che ci servono a rompere la maledizione su questo mondo. Non so quanto ci serviranno in futuro, e provare a calcolarne l' importanza adesso, senza tutti i dati necessari, è completamente impossibile.

Ma so che ne abbiamo una cassa intera. Che senza quello zolfo la nostra guida morirà. E che senza quelle provviste non arriveremo nemmeno a usarli quei chiodi. Quindi la scelta, alla fine è abbastanza ovvia. Apro la cassa senza neanche guardare, afferrando i primi tre chiodi che mi capitano in mano prima di lanciarli letteralmente all...uomo? con la mano tesa.

Ecco i tuoi chiodi, ora dov'è casa tua? Dico, l'urgenza nella mia voce chiarissima mentre inarco la schiena, pronta a scattare non appena so la direzione.

Devras

Ci servono quei chiodi dico a Fiore mettendo una mano sulla sua c'è altro che possiamo fare per voi? Avete già sentito le voci su di noi, sapete di cosa siamo capaci

SELYRA - Bardo Drown

Osservo la scena.
Questo contrattempo non ci voleva, la vita di Kaelen è legata alla nostra e dalla nostra dipende la sopravvivenza di milioni di persone.

Mi faccio avanti.
Guardo il mercante negli occhi, non c'è aria di sfida, semplicemente compassione.

Stringo ancora la mano di Kaelen.

"Stringo la mano ad un morto che cammina per dargli conforto e calore in questo mondo sprofondato nell'oscurità per l'avvento della Luna Rossa. Ma lui non è il solo morto che cammina."

La mia voce si fa un sussurro, ma abbastanza forte perché i bendati intorno a noi sentano.

"Siamo tutti morti che camminano finché la Luna Rossa sarà in cielo. Questione di anni, mesi o giorni... chi può dirlo, saremo tutti morti. Siamo l'unica speranza in questo momento. Abbiamo i cani di Linden alle calcagna e se arrivassero qui non credo che farebbero alcuna distinzione tra noi e voi."

Indico intorno, cercando di abbracciare tutti i presenti con lo sguardo.

Poi guardo di nuovo lui.

"Il prezzo che hai richiesto è molto alto. Un solo scalpello vale molto di più di tutto il Pozzo moltiplicato cento volte. La mia compagna è generosa, ma abbiamo qualcosa di più importante da fare."

Faccio un cenno a Fiore di fermarsi.

"Questa è la nostra offerta: uno scalpello per una fiala di sali di zolfo purificati, pellicce abbastanza calde per superare i crinali, e cibo per la via. Uno. Per farci vivere abbastanza a lungo da spegnere quella Luna per tutti."

AZIONE

Persuasione: 1d20+7

Zarath, barbaro tiefling

La scena si fa talmente rapida che non me l'aspetto. Sostengo lo sguardo del mercante, cercando di intimorirlo rendendo l'aspetto dei miei occhi neri come la pece, brillanti come una perla nera, come se lo fissassi dentro l'anima. Nel frattempo, il buon cuore di Fiore ha il sopravvento e senza esitare prende i tre scalpelli e li consegna, mentre Selyra la ferma e contratta.

Non dico niente perché comprendo le azioni di entrambe e non posso giudicare male nessuna delle due. Qui è puramente uno scontro di volontà. Mi limito a rispondere allo sguardo fisso dell'incrocio chitinoso che ho davanti agli occhi, confidando che le parole loro e la mia presenza facciano abbastanza.

DM

Non l'avevo ancora usato, ma uso taumaturgia dell'eredità infernale per intimorirlo, magari posso aiutare il tiro di persuasione di Selyra così!

Modificato da Daimadoshi85

Shamàsh

La vista del Pozzo mi sorprende.

Resto per qualche istante ad osservare ciò che mi circonda, cercando di cogliere ogni dettaglio di questo luogo incredibile ma tremendamente cupo. Le figure umanoidi avvolte nelle bende, i loro occhi gialli che brillano nell'oscurità, i mercanti e le loro merci decisamente poco rassicuranti. Poi sollevo lo sguardo verso le imponenti creature aracnidi che dominano la volta della caverna. La loro presenza mi desta una curiosità che fatica a nascondere la prudenza. Non ho mai visto nulla di simile. Un altro popolo che ha trovato rifugio nelle profondità di questo mondo. Ma da cosa si nascondono? E soprattutto, da chi? Il pensiero corre inevitabilmente ai Signori Vampiri. Mi domando quale sia il rapporto tra queste creature e coloro che sembrano dominare la superficie. Sono loro alleati? Sudditi? Oppure altre vittime di un potere che non lascia spazio a nessuno? Non escludo nemmeno che siano semplicemente neutrali, interessati soltanto ai propri commerci e alla sopravvivenza.

Quando il mercante formula la sua richiesta, il mio sguardo si posa sulla cassa. Tre scalpelli in Ferro di Luna. Il loro valore non è certo trascurabile. Eppure, Kaelen è ormai allo stremo. Non possiamo permetterci di perderlo. Ma nemmeno di compromettere ciò che trasportiamo e la nostra missione. Lascio che Devras intervenga, senza sovrappormi alle sue parole. Quando però il confronto sembra prendere una piega troppo aggressiva, faccio un passo avanti, mantenendo un atteggiamento pacato. "Credo che queste parole non ci porteranno molto lontano. Siamo qui perché abbiamo bisogno gli uni degli altri, almeno per il momento." Volgo lo sguardo al mercante, senza ostilità. "Non sottovaluto il valore di ciò che chiedi, ma immagino tu possa comprendere anche il nostro punto di vista. Quegli scalpelli sono preziosi per noi quanto lo sono i tuoi sali per la nostra guida. Tre mi sembrano però un prezzo eccessivo." Lascio trascorrere un breve istante, concedendogli il tempo di valutare le mie parole. "Possiamo trovare un accordo? Uno e qualcosa che possa compensare la differenza?" Non distolgo lo sguardo dai suoi occhi luminosi. "E già che siamo qui, vorrei chiederti un'altra cosa. Che rapporti avete con i Signori Vampiri? Siete loro alleati, li temete o semplicemente preferite restare fuori dai loro affari?" La mia voce rimane gentile, ma la domanda è tutt'altro che casuale e improvvisamente i miei occhi tornano ad illuminarsi. Emettono però un gentile calore che quasi potrebbe far piacere anche a queste creature. "Vorremmo conoscere meglio questo mondo. E credo che chi vive qui da tempo possa insegnarci molto più di quanto immaginiamo."

Tutti

scusate il messaggio era rimasto appeso
vorrei usare il potere di incanalare per aumentare la mia persuasione. quindi se Selyra è d'accordo usare il suo tiro come aiuto al mio che attualmente è 1d20+13

inoltre uso arcana+4 per comprendere la natura delle creature che abitano questo posto.

  • Autore

La figura curva avvolta nella tela cerata arresta i propri passi a un metro da Zarath, ignorando la barriera muscolare tesa dal barbaro. Sotto le bende logore, i suoi occhi gialli e luminescenti compiono un movimento lento e calcolato, scivolando sulle facce del gruppo, per poi fissarsi con spietata precisione sulla lama di Shamàsh e sulla cassa protetta dal tiefling.

Un suono aspro, simile a due pietre focaie sfregate tra loro nel buio, esce dalla sua bocca coperta. È una risata secca, priva di calore, che interrompe di colpo l'urgenza di Fiore. Il vecchio mercante ritira lentamente le dita nodose dalla cassa, incrociando le braccia sul petto che puzza di acido mentre la manifestazione infernale di Zarath fa vibrare le lamiere dei banchi e Shamàsh inonda la banchina di una maestosità magnetica.

Tre scalpelli in Ferro di Luna? Pensate davvero che un vecchio ricettatore del fango saprebbe cosa farsene degli strumenti sacri che spengono i nodi del mondo? gracchia il vecchio, e il suo tono muta, perdendo ogni traccia di minaccia per diventare una fredda, distaccata valutazione. Chi cede le proprie armi e il Ferro di Luna al primo ricatto, per quanto nobile sia la causa, non ha la forza per sopravvivere alle montagne a Nord-Ovest. Volevo vedere quanto foste disperati, stranieri. Volevo pesare la vostra volontà prima di aprire i miei magazzini.

Dall'alto della volta fossile, il fruscio delle zampe chitinose si attenua. Le massicce creature metà ragno e metà umane allentano i grandi archi d'osso, arretrando lentamente nelle ombre delle ragnatele d'acciaio, colpite dal calore dorato degli occhi di Shamàsh e dal boato profondo evocato dal barbaro.

L'anziano contrabbandiere fa un cenno secco dietro le spalle, e due figure bendate più giovani scattano all'istante verso una catapecchia laterale, riemergendo poco dopo con pesanti mantelli di pelliccia delle rocce, razioni di funghi disidratati e una fiala di vetro plumbeo sigillata con ceralacca.

Il prezzo per lo zolfo e le pellicce non sono i vostri scalpelli, continua il vecchio, mentre una delle figure porge la fiala a Selyra. L'oro dei vivi qui non vale nulla, ma gli elisir della superficie e i filtri alchemici che avete con voi , datemi tre dei vostri gingilli minori o delle vostre pozioni di scorta che tenete nei borselli, robaccia che posso rivendere e il baratto sarà concluso. Questo posto è un covo di reietti, ma sappiamo riconoscere chi sta portando una guerra ai Signori della Notte.

Il vecchio sposta poi gli occhi gialli su Shamàsh, rispondendo alla sua domanda mentre Kaelen allunga una mano tremante verso il vetro dei sali che Selyra tiene tra le dita.

Mi chiedi dei vampiri, Paladino? Linden non ha alleati, ha solo schiavi o nemici. Noi del Pozzo siamo la feccia sacrificabile che raccoglie i loro scarti e contrabbanda il sangue infetto che rifiutano. Ci tollerano qui sotto solo perché restiamo fuori dai loro affari e loro preferiscono non infilare le zanne nell'oscurità di questa caverna. Ma ora che avete ridotto la loro cacciatrice in polvere a Porto Scoria... la tregua tra il Pozzo e la superficie è appesa a un filo sottilissimo. Vi conviene rimettere in sesto il vostro guscio di guida e sparire tra i canali prima che Linden mandi i suoi emissari a cercarvi.

Kaelen emette un rantolo soffocato, con il fluido scuro che ormai gli bagna il mento, mentre il tempo per la sua salvezza è finalmente giunto.

@ Tutti

A voi.

@Cronos89 @Daimadoshi85 @Landar @shadyfighter07 @Theraimbownerd

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