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La luna crescente

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SELYRA - Bardo Drown

Un sospiro mi esce dalle labbra quando vedo Zarath e Fiore tornare sulla passerella, l'estrattore stretto al petto. Per un attimo, l'aria irrespirabile della baia sembra meno rovente.

Ma non c'è tempo per rifiatare. Dobbiamo andarcene da qui. Il frastuono che abbiamo causato potrebbe attirare altro.

La missione è compiuta. Il patto per il Ferro di Luna è rispettato. Ma il capo dei forgia-cenere dice che l'attesa non è ancora finita.

È come una melodia. Per essere perfetta ha bisogno di tempo per trovare le parole e gli accordi giusti, altrimenti stona. Così è per il metallo.

Ci viene offerto un riparo. Almeno avremo, spero, un luogo sicuro dove curare le ferite.

Mi accomodo in un angolino della baracca, lontano dalla stufa ad aria forzata, estraggo il liuto e pizzico le corde. Una dolce melodia si diffonde nell'aria, in netto contrasto con l'ambiente malsano che ci circonda, forse utile a rincuorare gli animi e a lenire le ferite.

AZIONE

Canto di Riposo:

Dal 2° livello, un bardo può usare una musica o un'orazione lenitiva per infondere nuova vita nei suoi alleati durante un riposo breve. Se il bardo o le eventuali creature amiche in grado di udire la sua esibizione recuperano punti ferita alla fine di un riposo breve spendendo uno o più Dadi Vita, ognuna di quelle creature recupera 1d6 punti ferita extra.

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Fiore della giungla

Per fortuna riesco a recuperare l' estrattore senza intoppi, e tutti insieme ci allontaniamo da quella spiaggia maledetta. Ovviamente questo breve attimo di fortuna non poteva durare però, e infatti la brutta notizia arriva con puntualità non appena torniamo al porto.

Guardo la catapecchia dove dovremmo passare la notte e inizio a rivalutare la locanda in cui eravamo imprigionati prima. Un coprifuoco con guardie feroci all' improvviso non sembra più così male.

Guardo Selyra con riconoscenza quando si mette a suonare, mentre lentamente mi tolgo l' armatura e mi metto comoda, stiracchiandomi sul letto. Grazie agli dei ti abbiamo incontrata. Senza la bellezza della tua musica questo mondo sarebbe davvero insopportabile. Le dico con un sorriso sincero. Dopo ho intenzione di andare a studiare un po' il Monolito, cercare di carpirne i segreti. Ma questo può aspettare. Dopo la nostra avventura sulla spiaggia, il riposo ha la precedenza.

Zarath

Ritorno al Porto col broncio. Avrei voluto divertirmi ancora un po', insomma...eravamo lì ormai! Questo estrattore sembrava dovesse metterci un sacco, e invece dobbiamo subito andare via.

Uff... Sospiro.

Ci mettiamo a riposare in attesa che ci facciano quel lavoro, Selyra comincia a suonare. Non so perché, ma questa musica mi rinfranca. È vero... rispondo a Fiore.

Mi piazzo in un angolo seduto comodo e chiudo gli occhi, ascoltando il liuto.

Devras

Ritorno nella mia forma originale una volta al sicuro Questo posto è davvero strano commento semplicemente.

Una volta dentro la baracca mi sistemo anche io se avete fame faccio un piccolo incanto producendo alcune bacche dal palmo della mia mano sono nutrienti e vi riempiranno lo stomaco per una giornata

Casto goodberry

Shamàsh

La missione è compiuta. Non siamo del tutto illesi, ma il successo è stato totale. Raggiungiamo il forgia-cenere, le nuove indicazioni sono prevedibili. L'idea di passare la notte in questo luogo grigio in compagnia del presente costante ronzio e rumore industriale non mi rende certo entusiasta.

Sospiro "Chissà se riusciremo a riposare." dico osservando l'interno della baracca e infine Selyra. La sua musica allieterà le successive ore. La osservo mentre suona, lo sguardo ammirato. Mi sfugge un sorriso guardandola mentre mi siedo in un angolo cercando di mettermi comodo.
"Grazie."

@Dardan Master

uso 1 dado vita per recuperare ferite

SELYRA - Bardo Drown

Un dolce sorriso mi incurva le labbra.

Continuo a suonare, espandendo note di dolcezza e di pace, rendendo questo posto meno angusto e tenebroso di quanto non sia in realtà.

"Le vostre parole mi allietano."

Esclamo durante un assolo, chinando un po' la testa in segno di ringraziamento.

Poi la voce mi si fa più bassa, quasi un sussurro tra le corde.

"Ma sono io che dovrei ringraziare voi. Per avermi resa una persona migliore. Per avermi fatto capire che nulla è perduto finché c'è qualcuno che combatte."

Riprendo a cantare, e sebbene le parole siano dolci come miele, un velo di tristezza mi adombra gli occhi. Il cuore mi sanguina, perché la luna d'argento mi manca.

  • Autore

Le note del liuto di Selyra e la magia ristoratrice del canto vibrano tra le lamiere della baracca, regalando al gruppo un'insperata oasi di calore umano in mezzo al grigiore asfissiante di Porto Scoria. Le bacche create da Devras placano i morsi della fame, mentre le parole della barda e il meritato riposo ridonano vigore ai muscoli stanchi dei combattenti.

La giornata successiva trascorre lenta, densa di una calma piatta e carica di attesa, tutta spesa all'interno della baracca protetta. Fiore della Giungla si apposta vicino alle fessure della lamiera a studiare da lontano il Pilastro del Fulmine, tentando di carpirne i segreti alchemici, mentre il resto del gruppo osserva la vita monotona dei pochi operai rimasti oltre i vetri sporchi di fuliggine. Il capomastro e i suoi assistenti lavorano alle fornaci senza sosta, rigidi e distaccati come sempre, dedicandosi unicamente alle loro mansioni industriali.

L'illusione di una transazione sicura è destinata a frantumarsi non appena la Grande Luna Rossa raggiunge nuovamente lo zenit, l'ora esatta stabilita per l'appuntamento.

Mentre vi state preparando a raccogliere le vostre cose, il ronzio idraulico del Monolito fuori dalla baracca viene improvvisamente soffocato. La nebbia violacea del golfo si dirada sotto la spinta di un vento gelido che fa tremare le paratie di Porto Scoria e scuote le pareti della vostra catapecchia. Dall'alto, oscurando la gigantesca Luna scarlatta, scende una sagoma inquietante e magnifica: un galeone volante d'acciaio e legno scuro, maestoso ma dalle proporzioni agili di una nave da incursione rapida. Le sei vele nere e lacerate garriscono nel cielo, mentre enormi ruote a pale e ingranaggi steampunk emettono un gemito stridente rallentando la discesa. Sulla prua spicca la dicitura incisa Leviathan's Heir, mentre sulla poppa le vetrate di una cattedrale gotica brillano di una sinistra luce viola, proiettando ombre mostruose sulla banchina.

Attraverso la porta socchiusa e le finestre della baracca, assistete alla scena. La nave non attracca vicino al vostro riparo, ma cala con precisione sul molo principale d'estrazione, a circa trenta metri di distanza dalla vostra catapecchia. La passerella chiodata del galeone tocca terra con uno schianto metallico. Il capo dei forgia-cenere si trova già lì, fermo al centro della banchina di pietra e ferro, con tra le mani la cassa appena sigillata.

Ma non appena una figura di un'eleganza spietata inizia a scendere dalla passerella per percorrere il molo, l'atteggiamento fiero del capomastro si sgretola istantaneamente davanti ai vostri occhi. Le siringhe pneumatiche impiantate sul suo collo iniziano a pompare all'impazzata e le lenti d'ottone dei suoi occhi scattano fuori fuoco, tremando vistosamente. Più la figura avanza lungo la banchina avvicinandosi a lui, più le braccia cibernetiche del mastro sussultano, facendo quasi scivolare la cassa; infine, quando la non morta gli si ferma a pochi passi, le sue gambe modificate cedono completamente e l'essere si inginocchia letteralmente nel fango di cenere sul molo. La grata metallica della sua mandibola vibra in modo incontrollabile, emettendo un freddo, disperato stridore di puro terrore. Attorno a loro, i pochi operai del porto fuggono terrorizzati, abbandonando gli attrezzi e rannicchiandosi dietro le condutture d'ottone per non farsi notare. Non è rispetto, è la paura fottuta, viscerale di chi sa di essere a un passo dalla totale demolizione.

La donna non morta che lo sovrasta dall'alto, dall'aspetto di un'aristocratica elfa, indossa un cilindro scuro piumato e un corsetto barocco. Sul suo volto spettrale e pallido colano vistosamente lacrime di sangue vecchio e i suoi occhi neri profumano di un'intelligenza spietata. Si appoggia a un bastone d'ottone, mentre un'aura di energia ombrosa e necrotica pulsa attorno ai suoi abiti.

Dietro di lei, camminando lungo il molo e trattenute a stento da catene d'acciaio, ringhiano le sue guardie personali. Due imponenti creature non morte, giganti calvi di muscoli pallidi e cicatrici con pesanti collari di ferro, digrignano i fitti denti agitando artigli devastanti. Tra le loro gambe si muove, agile e letale, un cucciolo non morto e deforme, dagli occhi iniettati di sangue che fissa con un ringhio feroce proprio la porta della vostra baracca, fiutando l'aria.

L'elfa dal cilindro solleva il mento, parlando con una voce volutamente addolcita, calma e intrisa di una gelida cortesia nobiliare, che penetra dritto attraverso le pareti di lamiera della vostra catapecchia. Si rivolge esclusivamente al capomastro che, tremando vistosamente, le porge il carico con mani scosse da spasmi idraulici.

Puntuale come sempre, artigiano. Hai fatto un ottimo lavoro. Questo scalo è troppo prezioso per lasciarlo incustodito, specialmente se attira ospiti così... singolari da Ouroboros. Apprezzo molto la tua premura nel segnalarci il loro arrivo.

Il forgia-cenere emette un gemito soffocato e balbetta parole sconnesse, strisciando terrorizzato all'indietro nel fango con la testa bassa, ansioso solo di sparire dalla vista della nobildonna. L'elfa sposta lo sguardo scuro direttamente verso la vostra baracca e accenna un sorriso glaciale, facendo un leggero cenno con la mano libera.

A quel segnale, i due imponenti non morti muscolosi si liberano dalle catene con uno scatto e iniziano a marciare sul molo insieme al cucciolo deforme. L'elfa non si ferma a guardare lo scontro dall'alto della passerella: con studiata flemma e un'eleganza letale, inizia a camminare lungo la banchina di pietra, seguendo da vicino le sue guardie e facendo oscillare a ogni passo il suo bastone d'ottone. Il piccolo drappello copre rapidamente la distanza sul molo, muovendosi compatto. I servitori corazzati si fermano a metà banchina, a circa quindici metri dalla vostra porta, schierandosi in prima linea, mentre l'aristocratica elfa si posiziona subito alle loro spalle, mantenendo i suoi occhi neri fissi sulla vostra baracca.

@ Tutti

Dopo un riposo lungo avete recuperato tutti i punti ferita , abilita e incantesimi usati ieri .

A voi.

@Cronos89 @Daimadoshi85 @Landar @shadyfighter07 @Theraimbownerd

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