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La luna crescente

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L'autorità tranquilla di Shamàsh e la fredda determinazione di Fiore della Giungla spezzano l'ultima esitazione dei disertori. Le parole di Devras risuonano nell'oscurità come un avvertimento gelido, un promemoria di quanto sia fragile la loro posizione, mentre la figura massiccia di Zarath, immobile con i denti snudati e la mano vicina all'arma, toglie ogni residua velleità di combattimento ai tre uomini.

Il capo dei disertori stringe i denti, lo sguardo che indugia ancora per un istante sul bagliore cremisi che pulsa sotto il mantello, prima di fare un passo indietro, rannicchiandosi nuovamente nella spessa coltre di ombra offerta dal cumulo di carbone.

Andatevene allora sibila l'uomo, abbassando del tutto la balista portatile. E che la Luna vi consumi prima che i Bracieri si accorgano di voi. Correte verso quel vicolo. Se il Tracciatore è ancora vivo, fate in modo che vi porti via da qui il più in fretta possibile.

Senza voltarvi, superate i depositi di stoccaggio. I tre uomini svaniscono nell'oscurità alle vostre spalle, inghiottiti dalla polvere nera e dal silenzio soffocante dell'Anello Esterno.

Vi immettete finalmente nel Vicolo della Cenere Fredda.
Se le strade del Quartiere Alchemico vi sembravano strette, questo posto è una morsa claustrofobica. Il vicolo corre parallelo alla base del Guscio di Ossidiana, la cui parete nera e ciclopica si erge a sinistra come una scogliera infinita che cancella metà del cielo. A destra, le retrovie delle case e dei magazzini si protendono in avanti, quasi a voler toccare la pietra delle mura.

Qui la Cenere di Vuoto non scivola semplicemente via: il vento la accumula in alti cumuli soffici e grigiastri contro gli angoli morti. Camminarvi nel mezzo è faticoso, i vostri stivali affondano in quel pulviscolo oleoso che emette un debole calore chimico. L'aria è gelida ma pesante, satura del fumo di zolfo che scende dal camminamento superiore, dove ogni tanto si avverte il sordo rintocco metallico delle ronde che pattugliano i binari delle baliste pesanti.

Il Catalizzatore Instabile reagisce alla vicinanza delle mura profetiche. Il suo rollio liquido si fa più frenetico, e il calore scarlatto che emana inizia a riscaldare persino il ferro del cilindro.

A metà del vicolo, parzialmente sepolta sotto un cumulo di fuliggine grigia a ridosso di una sporgenza di ossidiana, notate una baracca miserabile. È costruita con assi di quercia nera marcite e piastre di ferro arrugginite, tenute insieme da corde di cuoio bollito. Sul davanti oscilla un'insegna improvvisata: una costola di mostro intagliata con tre solchi verticali.

Senza perdere tempo in inutili attese nel vicolo esposto alle ronde, spingete la porta sgangherata della baracca, che si apre con un cigolio sinistro di ferro arrugginito.

L'interno è un antro spartano e freddo, saturo di un odore acre di tabacco forte, grasso animale e il puzzo metallico della cenere. La luce ambrata di una lanterna a repulsione, appesa a una trave di quercia nera, illumina una stanza ordinata in modo maniacale: rastrelliere piene di ramponi da arrampicata, corde di cuoio intrecciate e fiasche di sieri alchemici. I muri sono coperti di mappe logore fatte di pergamena di pelle umana, piene di annotazioni a inchiostro rosso e solchi profondi che tracciano sentieri fuori dalle mura.

In piedi al centro della stanza, intento a affilare una lunga lama da cacciatore su una pietra bagnata, c'è un uomo dal fisico asciutto, compatto e scattante. Indossa un pesante cappotto di cuoio bollito rinforzato con borchie d'acciaio e lunghi stivali incrostati di fango grigiastro del Nord.

I suoi movimenti sono fluidi e precisi, privi della lentezza innaturale degli altri cittadini. I suoi grandi occhi, con le pupille perennemente dilatate a causa della notte eterna, si piantano su di voi con la rapidità di uno scatto animale non appena oltrepassate la soglia. Ha il volto pallido e le vene del collo bluastre, ma la sua postura emana la pericolosa prontezza di un predatore esperto.

Tuttavia, proprio mentre solleva la lama per esaminarla controluce, un colpo di tosse secco e profondo lo scuote, interrompendo la sua spietata compostezza. l'uomo stringe i denti, premendosi un panno sulla bocca mentre il suo petto emette un sibilo acuto e metallico. Sputa a terra un grumo scuro, respira a fondo per riprendere il controllo del proprio corpo e vi fissa con intensità, rimettendo il pugnale nel fodero con un gesto secco.

Il suo sguardo passa dai vostri volti fino a scendere, inevitabilmente, verso il punto in cui il Catalizzatore Instabile pulsa di luce cremisi, facendo tremare l'aria della baracca.

Voi non siete della città esordisce l'uomo, la voce ridotta a un soffio raschiante ma ferma, decisa. Sento l'odore del pulito sui vostri vestiti... e sento il battito del Vuoto. Nessuno viene nell'Anello Esterno a quest'ora a meno che non stia fuggendo o cercando una via d'uscita. Valeria vi ha mandato qui? Che cosa volete da un Tracciatore?

Nonostante il respiro ancora leggermente affannato, l'uomo mantiene una mano vicina alla cintura ed emana un'aria di assoluta competenza...

@ Tutti

A voi .

@Cronos89 @Daimadoshi85 @Landar @shadyfighter07 @Theraimbownerd

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Fiore della Giungla

Cammino a disagio nei vicolo stretti, così simili alle rovine che tanto amo eppure fondamentalmente diversi. Qui ci vivono persone, in condizioni che neanche voglio immaginare. Una vita non vita.

Quando arriviamo dal Tracciatore però, tutto il disagio dei vicoli ricoperti di cenere viene abbondantemente ripagato. Finalmente, qualcuno che non parla per enigmi. E sembra avere la testa sulle spalle.

Corretto. Non siamo di qui e non intendiamo restarci. Siamo diretti al porto di Scoria e Valeria ci ha detto che tu conosci la strada. Possiamo pagare. Dico, tirando fuori il Catalizzatore Instabile dalla mia borsa conservante.

Zarath

Abbastanza per un mesetto. Continuo la frase di Fiore, estraendo la boccetta dalla tasca dove l'avevo infilata, protetta dal rischio di rompersi, osservando e mostrando alla luce della lanterna il liquido denso e bluastro che si racchiude al suo interno, così denso da riflettere a fatica i raggi.

Guardo l'uomo negli occhi, con un cenno di sorriso furbo in faccia. Non ho mai visto questo mondo o queste sostanze, ma ho vissuto abbastanza per sapere quando un uomo dipende da qualcosa.

Tengo la boccetta ferma tra le dita. Osservo la sua reazione. Non per sadismo.

Voglio verificare le parole di Valeria. Siamo in un mondo sconosciuto e ci siamo fatti affidare cose e una missione da sconosciuti, senza ancora sapere chi è veramente amico e chi invece ci farà ammazzare.

Per istinto, questo è l'uomo che mi ispirerebbe più fiducia qui, probabilmente potrei imparare da lui i trucchi per sopravvivere in questo mondo, quindi è assolutamente prioritario essere certi che nessuno dei personaggi che abbiamo incontrato ci stia in realtà mandando in una trappola per topi. Dove noi siamo i roditori taglie forti.

Modificato da Daimadoshi85

Shamàsh

L'incontro non diventa uno scontro. Almeno per una volta le parole hanno avuto la meglio. Osservo i tre scomparire nella cenere con soddisfazione.

Quindi riprendiamo il cammino. Ancor più pesante. Opprimente. Tetro. I miei occhi luminosi scrutano l'oscurità. La quasi innata capacità di percepire presenze o pericoli vicini a me anche nella totale oscurità mi rende un po' più sereno. Rimane un luogo pericoloso. Sconosciuto. Letale.

Arriviamo però alla nostra prima destinazione. Il tracciatore. "Kaelen?" chiedo pur conoscendo la risposta "Io sono Shamàsh." mi presento perché sono abituato a farlo. Il resto lo hanno detto i miei compagni facendo intendere la nostra meta e mostrando il suo compenso.

SELYRA - Bardo Drow

"Grazie" faccio un profondo inchino quando i disertori ci lasciano passare ed insieme a gli altri mi dirigo verso quella che dovrebbe essere l'abitazione di Kaelen.

Il passaggio tuttavia è stretto e claustrofibico, mi risollevo il cappuccio, un pò per celare il mio aspetto ma anche per avere una protezione, per quanto possbile, ai miasmi di questi luoghi.

Lascio che questa volta siano gli altri a parlare, l'aspetto di quella persone mi inqueita, non in senso negativo ma mi fa semplicemente pena e non vorrei lasciar trasparire le mie emozioni.

  • Autore

Kaelen rimane immobile al centro della stanza, gli occhi perennemente dilatati che si fissano sulla boccetta di liquido bluastro che Zarath tiene saldamente tra le dita. Per un brevissimo istante, una frazione di secondo, i muscoli della sua mascella si contraggono e la sua mano si sposta impercettibilmente più vicina al pugnale. Zarath lo nota subito: è la reazione istintiva di un animale in gabbia che vede la sua unica fonte d'aria. Ma il Tracciatore si controlla. Capisce la stazza del tiefling e la potenza del gruppo che ha davanti.

Quando Fiore estrae il Catalizzatore Instabile, le rune cremisi proiettano una luce violenta sulle mappe di pelle umana appese ai muri. Kaelen fa un mezzo passo indietro, non per paura, ma per puro calcolo tattico.

Valeria vi ha dato della merce costosa dice Kaelen, la voce che gratta come pietra focaia mentre sposta lo sguardo da Fiore a Shamàsh, ignorando l'inchino di Selyra e studiando la postura fiera del celestiale. E voi avete appena tirato fuori una bomba alchemica nel posto più sorvegliato della città. Siete pazzi, o non avete idea di cosa sia quel cilindro. Rimettilo dentro, ragazza. Se il riflesso di quella cosa filtra dalle fessure delle assi, le baliste sul camminamento ci ridurranno in cenere prima ancora che io possa stappare quel sale.

Aspetta che il Catalizzatore venga nuovamente celato, poi fa un lungo respiro sibilante, incrociando le braccia sul petto borchiato e guardando Zarath dritto negli occhi. Il sorriso furbo del barbaro incontra la freddezza di un uomo che ha fatto della sopravvivenza un'arte spietata.

Un mese di fiato continua Kaelen, accennando alla fiala. Valeria sa fare i suoi conti. Sa che per andare al Porto di Scoria, fare quello che dovete fare e sperare di tornare indietro, mi servirà ogni singola goccia di quel distillato. Vuoi vedere se ne ho bisogno, cornutone? Sì, ne ho bisogno. Questo posto consuma la carne. Ma se pensi di usarlo per tenermi al guinzaglio, ti consiglio di guardare meglio quelle mappe.

Fa un cenno secco con il mento verso la parete di ossidiana.

Il fango del Nord si muove. Le nebbie cambiano a seconda di come Vermilia sputa il suo sangue nel cielo. Senza di me, camminerete dritti dentro una bocca aperta o dentro un solco di mercurio bollente. Voi avete il mio fiato, io ho i vostri occhi per uscire da qui.

Kaelen si allunga in avanti, tendendo la mano palmata e tesa verso Zarath, aspettando che il tiefling gli ceda la boccetta. La sua presa è ferma, non c'è il tremore di un drogato, ma la determinazione di un soldato che reclama le sue munizioni prima della battaglia.

Se volete andare al Porto di Scoria conclude, lo sguardo che si fa improvvisamente affilato come la lama che stava curando , dobbiamo muoverci adesso. La Porta del Ferro è fuori discussione per voi, e la Porta del Carbone è sigillata per i controlli. Passeremo dalla Porta del Silenzio. I morti non fanno domande, e le sentinelle evitano quel varco come la peste a quest'ora della notte. Ma prima di aprire quella porta... devo sapere cosa avete intenzione di fare con quel cilindro una volta arrivati là. Il Porto di Scoria è un cimitero di navi e ferro vecchio. Cosa andate a svegliare?

@ Tutti

A voi .

@Cronos89 @Daimadoshi85 @Landar @shadyfighter07 @Theraimbownerd

Fiore Della Giungla

Non abbiamo alcun interesse a tradirti. Vogliamo solo collaborare per il bene di questo piano. Dico perentoria. Il che è anche il motivo per cui vogliamo andare al Porto di Scoria. C'è un' Ancora di Ferro lì che sta causando problemi. Andiamo là a risolverli. E poi ci servono degli scalpelli che, a quanto ho capito, producono solo lì. Su che tipo di problemi siano, effettivamente, abbiamo avuto una descrizione molto vaga. Ma vale la pena andarci anche solo per sciogliere il primo nodo e recuperare gli strumenti che ci servono per distruggere il secondo.

Devras

La ringraziamo per il suo aiuto dico all'uomo sorridendogli sinceramente Noi siamo pronti a partire anche ora

Shamàsh

"Nessuno che non sia già sveglio e nefasto." rispondo brevemente alla domanda "Ne parleremo strada facendo. Il nostro intento è allentare, o magari eliminare, la morsa mefitica su questo mondo e per farlo ne dobbiamo indebolire leva e viti." Il resto lo aveva specificato puntualmente Fiore.

Zarath

Naaah. Gli lascio la boccetta volevo valutare le parole di Valeria e le tue. Devo ancora capire di chi e quanto fidarmi. Dico sostenendo lo sguardo dell'uomo.

Sorrido. Stavolta più sincero. E penso di fidarmi più di te che degli altri. Finalmente uno che parla chiaro.

  • Autore

Kaelen abbassa lo sguardo sulla boccetta che Zarath gli ha lasciato. Le sue dita nodose si chiudono attorno al vetro con una presa salda. Un angolo della bocca si solleva in un mezzo sorriso ruvido, rispondendo alla franchezza dell'alchimista.

La diffidenza ti terrà in vita più a lungo di qualsiasi medicina, erborista...dice Kaelen, con una voce che ha perso parte della sua originaria ostilità. E fai bene. In questo posto, chi sorride troppo spesso nasconde un cappio dietro la schiena.

Il cacciatore fa un passo indietro, infilando i sali in una tasca interna del suo pesante pastrano. Poi, sposta lo sguardo fermo verso il resto del gruppo. Alza un sopracciglio quando viene menzionato il Porto di Scoria e gli scalpelli.

Porto di Scoria, quindi. E volete spezzare le viti di questo mondo...commenta, lasciando andare un sospiro fumoso. Un briciolo di follia non vi manca. Se cercate gli scalpelli dei forgia-cenere, allora sapete già che non ve li regaleranno. Ma se c'è un'Ancora di Ferro che blocca le rotte o corrompe la zona, i problemi a quel porto saranno l'ultimo dei vostri pensieri se vi muovete alla cieca. Se siete pronti a partire adesso, tanto meglio. Il fumo nero si sta alzando dalle colline a est e la cenere cammina veloce oggi. Non vogliamo farci sorprendere allo scoperto quando il cielo deciderà di tossire.

Kaelen raccoglie la sua borsa da viaggio e controlla i lacci della sua lama mezza seghettata, facendo cenno di seguirlo. Vi conduce rapidamente attraverso i quartieri più cupi e isolati della città, evitando le strade principali per non incappare nelle pattuglie. La meta è la Porta del Silenzio. Questo antico varco fortificato appare tetro, parzialmente in rovina e completamente deserto; l'aria qui è insolitamente fredda e le sentinelle evitano questa zona a quest'ora della notte. Con mossa esperta e senza fare il minimo rumore, il cacciatore sblocca il vecchio meccanismo della postierla. I battenti si aprono quel tanto che basta per farvi scivolare fuori, uno alla volta, nell'oscurità esterna.

Superata la soglia della Porta del Silenzio, la parziale protezione cittadina svanisce e davanti a voi si srotola la desolazione dei Sentieri Morti. Il terreno sotto i vostri stivali diventa una crosta grigia di terra bruciata e scaglie di roccia porosa, da cui si levano pigri filamenti di vapore biancastro. L'aria punge la gola, satura di un odore acre che ricorda lo zolfo.

Tenete il passo e non uscite dalla traccia battuta, dice Kaelen a voce bassa senza rallentare, indicando con un cenno del mento i cumuli di cenere scura che delimitano i bordi del sentiero fuori dalle mura. Sotto quel nevischio grigio la terra è fragile. Un passo falso e sprofondate in una sacca di gas termale prima ancora di poter gridare. Vi guiderò io attraverso i Sentieri Morti. Ma una volta arrivati al porto, dovrete spiegarmi meglio cosa intendete fare...

La marcia prosegue nel silenzio più totale per quasi due ore. La Porta del Silenzio e le imponenti mura della città sono ormai un ricordo lontano, completamente inghiottite dalla fitta nebbia sulfurea alle vostre spalle. Il paesaggio attorno si è trasformato in una distesa infinita di dune grigie e scheletri di alberi pietrificati, dove l'unico rumore è il gemito costante del vento. Il Porto di Scoria è ancora lontanissimo, separato da giorni di cammino e nascosto ben oltre la linea frastagliata delle colline all'orizzonte.

All'improvviso, Kaelen si ferma di colpo. Si accovaccia sulla crosta di roccia porosa, piantando una mano guantata a terra per percepire le vibrazioni del suolo. Resta immobile per qualche secondo, con gli occhi ridotti a due fessure mentre scruta l'orizzonte mobile verso est.

Il cacciatore punta il dito nodoso verso una gola rocciosa a qualche centinaio di metri di distanza, parzialmente nascosta dai fumi caldi. Attraverso le folate di cenere, si nota una strana distorsione nella nebbia: una colonna di fumo denso che si muove controvento, accompagnata da un rumore ritmico, pesante e metallico, che fa tremare debolmente i sassi sul terreno. Qualcosa di massiccio si sta spostando in questa direzione, approfittando della scarsa visibilità dei Sentieri Morti.

Kaelen si volta verso il gruppo, lo sguardo teso e la mano che corre rapida all'impugnatura della sua lama mezza seghettata.

Siamo troppo lontani dalle mura per tornare indietro e troppo allo scoperto per correre...dice a voce bassa, riducendo il tono a un sussurro per non farsi sentire dal vento. Sta arrivando qualcosa dalle colline qui davanti. Trovate un riparo dietro questi blocchi di pietra e preparate le armi. Se siamo fortunati ci passerà accanto. Se non lo siamo... beh, vedremo subito se sapete colpire dove fa male.

@ Tutti

A voi .

@Cronos89 @Daimadoshi85 @Landar @shadyfighter07 @Theraimbownerd

Modificato da Dardan

Zarath, barbaro tiefling

Per tutte le due ore di viaggio, seguo in silenzio Kaelen, ma cerco di notare, analizzare e imparare ogni movimento, traccia e direzione che la nostra guida fa e osserva. L'aver vissuto da nomade nelle terre selvagge dovrebbe aiutarmi in questo, il problema è proprio capire quanto c'è di diverso in queste terre sconosciute e come si può sopravvivere. Voglio assolutamente imparare come si muove e come è fatto questo mondo, preferisco essere preparato. Non sappiamo cosa ci attende.

Al suo fermarsi, osservo dove punta il dito e come ha capito tutto questo,indossando anche le mie lenti dell'aquila. Seguo quello che dice, prendo il maglio in mano e cerco un riparo dove mi indica. Questo dovrei essere ben in grado di farlo anche qua.

DM

Percezione +4 con vantaggio delle lenti dell'aquila

Sopravvivenza+4, se possibile col vantaggio del privilegio viandante del BG forestiero

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