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La luna crescente

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SELYRA - Bardo Drow

La consapevolezza, la sensazione di quanto ho percepito ora diventa più netta, più chiara benché allo stesso tempo oscura nel significato.

Quante cose da vedere, da scrivere e cantare, un nuovo mondo da esplorare, gli occhi mi brillano per un momento come se stessi guardando nel futuro, un domani ricco di ballate ma....

La cruda realtà emerge! A chi narrerò queste gesta, di questo mondo se non posso tornare indietro? E se la Luna Rossa ancora incombe su di noi."

Vorrei fare tante domande all'Alchimista ma ancora sto elaborando quanto ci ha appena detto, non sarà facile.

Ma una domanda mi sorge spontanea, mi esce dalle labbra come se il pensiero prendesse forma: "Perché noi?"

Rimane li appesa, probabilmente non avrà risposta.

La mappa mutevole cattura la mia attenzione, la osservo con attenzione:

"Oggetto interessante. Sappiamo dove andare anche se la direzione potrebbe cambiare in ogni momento!"

Rimango un pò titubante alla richiesta del sangue, ma vedendo che Zarath e Shamash sono pronti a donarlo, afferro il mio pugnale, stringo la lama e con un movimento rapido e tagliente incido il palmo della mia mano, mi avvicino a Vesper.

"Possa il mio stesso sangue salvarmi la vita se necessario!"

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Fiore della Giungla

Ruoto le orecchie verso l' alchimista, ascoltando accuratamente ogni parola. Almeno ora ne sappiamo di più di questo strano mondo...anche se il modo in cui descrive la luna rossa, quasi fome se fosse un'entità vivente, dotata di volontà propria, è quantomeno inquietante.

Almeno sappiamo che una Linden esiste ancora, anche se profondamente mutata rispetto a quella che ci ricordavamo. Mi chiedo se Lucas sia lì, o se incontreremo un suo strano doppione vampirico. In questo mondo bizzarro non voglio dare nulla per scontato.

Quando però si rivolge a me però quasi salto sul posto col pelo ritto sulla schiena. Cosa...ma...mi ha letto nel pensiero! Strabuzzo gli occhi, completamente presa alla sprovvista. Per fortuna almeno sembra essere un commerciante fornito.

Mi ferisco lievemente il dito con gli artigli, lasciando colare una scia rossa rubino nella fiala che l'alchimista mi offre. Rispetto la tua prudenza. Sarebbe triste se la nostra conoscenza andasse completamente perduta. Ma non conterei di riavere presto la mappa. Dico, mettendola nella mia borsa conservante. Ma sarà un piacere trovare per te reagenti alchemici. Da come descrivi Linden, lí non dovrebbero mancare. Gli dico, mentre la mia mente già si perde nell' idea di un'intera nuova civiltà da studiare e comprendere...anzi, molteplici civiltà. Se esco viva da tutta questa storia avrò materiale di studio finché non mi verranno le vibrisse bianche.

Modificato da Theraimbownerd

Devras

Io non ho sangue però dico piegando leggermente la testa di lato sono doni molto utili, la ringraziamo molto.

  • Autore

Vesper osserva la scena con la precisione di un predatore che guarda la propria preda camminare volontariamente nella trappola, ma nei suoi occhi ambrati brilla una scintilla di lugubre divertimento. Si avvicina prima a Zarath, il rumore delle sue lenti che ruotano si fa più rapido, un ticchettio metallico che sottolinea la noia del tiefling.

Gratis, Bardo? Una prospettiva curiosa... esordisce Vesper, estraendo una fiala di cristallo vuota. Voi chiamate l'oro ricchezza perché brilla; io chiamo il sangue valore perché contiene la storia della vostra sopravvivenza. I Signori del Sangue a Linden non sono diversi: non cercano servi, ma investimenti. Se il matrimonio del vostro Lucas è avvenuto all'ombra della Luna Rossa, non è un'unione... è una transazione di cui lui non conosce ancora il prezzo... Con un movimento fulmineo e indolore, l'alchimista preleva il campione dal braccio del barbaro. Il sangue tiefling pulsa di una sfumatura diversa all'interno della fiala, quasi volesse ribellarsi al vetro.

Poi, Vesper si volge verso Shamàsh. Il ronzio delle lenti si attenua mentre il Paladino parla della luce. Quando il metallo dell'armatura scivola via, l'alchimista inclina la testa, come se stesse studiando un reperto archeologico di immenso valore. Esigere è la parola della Legge Alchemica, Custode. La realtà non suggerisce lo scambio, lo impone... risponde con una calma gelida. Voi offrite luce in un mondo che si nutre di ombre. È un atto di arroganza o di estrema speranza... in entrambi i casi, è un reagente purissimo. Dite che studiare la vostra resistenza servirà ad altri? Forse. O forse servirà solo a me per capire quanto tempo impiegherà la Notte a spegnervi. Ma non temete: la Mappa di Coesione è ora legata al vostro battito. Se brillerete troppo, lei vi avvertirà. Se vi spegnerete... io sarò lì a raccogliere ciò che resta dell'incendio...

Accoglie poi il sangue di Selyra con meticolosità. Quando la drow pone la sua domanda sul perché proprio loro siano finiti in quel luogo, il ronzio delle lenti si stabilizza su una frequenza bassa e vibrante. Perché voi? Perché siete anomalie, Selyra. La Notte Eterna detesta il vuoto, ma teme ciò che non può assimilare immediatamente. Siete stati trascinati qui perché la vostra realtà ha una crepa, o forse perché siete la medicina che questo mondo morente cerca di inghiottire per non soccombere del tutto. Non cercate uno scopo superiore: a volte si è solo il sasso che rompe la superficie di uno stagno stagnante...

Si volge poi verso Fiore della Giungla, e un suono simile a un soffio metallico accompagna il prelievo. La tua curiosità è un'arma a doppio taglio, piccola studiosa. A Linden troverai reagenti che non osi nemmeno immaginare, ma ricorda: quando studi l'abisso dei Signori del Sangue, l'abisso prende nota delle tue misure per una bara di cristallo. Non affrettarti a invecchiare; qui il tempo è un laccio che si stringe...

Infine, Vesper si ferma davanti a Devras. Le sue lenti scattano freneticamente, analizzando la natura del costrutto con un'intensità quasi dolorosa. Allunga una mano guantata che si ferma a pochi millimetri dalla sua superficie. Niente sangue... Affascinante. Un'esistenza che non deve tributi alla Luna Rossa, ma che sfida la sua legge sulla corruzione della carne. Voi siete l'unico tra i vostri compagni a non essere una preda nel senso biologico del termine, ma siete un paradosso. Per voi, Devras, il prezzo è posticipato. Poiché non posso studiare il vostro plasma, studierò il vostro impatto. Siete il peso che sbilancia la bilancia. Considerate le vostre pozioni e la vostra parte di patto come un credito che riscuoterò quando vedrò cosa accadrà quando la luce e il metallo colpiranno il cuore scarlatto di questo regno...

Con un gesto ampio della mano, indica la porta del laboratorio che sembra vibrare sotto la spinta di un vento invisibile. Il tempo delle parole è finito. La mappa è attiva, il sangue è versato e l'Essenza di Crepuscolo attende di essere usata. Andate da Valeria all'Ultimo Riposo , ditele che Vesper vi ha trovato interessanti. È una parola che lei odia quasi quanto la verità...

@ Tutti

A voi .

@Cronos89 @Daimadoshi85 @Landar @shadyfighter07 @Theraimbownerd

Fiore Della Giungla

Sarà un piacere. Dico, facendo un lieve gesto di cortesia nei confronti dell' alchimista. L' idea di essere stati scelti da questo mondo come una sorta di medicina vivente è interessante, e sarebbe coerente con l' idea di una luna rossa quasi senziente, capace di esercitare delle decisioni. Ma ci sarà tempo per analizzare questa teoria. Al momento la cosa importante è partire. Non voglio trovarmi nei pressi di questa città quando calerà il buio.

Shamàsh

L'atteggiamento di Vesper non è solo ambiguo. È sinistro. Vorace. Un modo di porsi che non ci si aspetterebbe da chi sembra aver perso l'umanità nel mero senso carnale. Se dice però che Devras è l'anomalia, significa che l'alchimista è ancora ben lontano dall'essere come il nostro compagno. Nonostante l'aspetto. Quindi il matrimonio potrebbe rappresentare la chiave, o un rituale di conclusione di questa fusione. O chissà cosa.
"Comprendo." dico alla sua spiegazione sull'etimologia del termine esigere in questo frangente. L'unica cosa che non stona col suo modo di porsi. Il resto non lo commento.

Lo lascio fare, in ogni caso. Quando poi risponde a Selyra lo guardo seriamente "Considerata l'oscurità schiacciante in questo mondo... mi andrebbe bene anche essere quel sasso. Contribuire a portare un certo equilibrio, anche un poco, andrebbe bene."

Indosso di nuovo lo spallaccio e il bracciale e mi alzo "Molto bene." non proprio molto, potremmo incontrare di nuovo quella famiglia alla locanda.

Devras

Rifletto per qualche istante sulle parole dell'alchimista Sono abituato ad essere considerato particolare dico scrollando le spalle questa mia particolarità potrà mettere in pericolo i miei compagni?

SELYRA - Bardo Drow

Anomalia....

La parola risuona nella mia testa come un eco del passato, alcune razze mi hanno considerato tale, forse per il mio aspetto ed il colore della mia pelle, ma essere considerata addirittura una minaccia per La Notte Eterna in un certo senso mi riempie di orgoglio.

Potrei addirittura scrivere una ballata su me stessa.

Un sorriso si inarca sulle mie labbra, non è ironia ma semplice compiacimento.

"Considero queste parole come un complimento Messer Vesper!"

Faccio un leggero inchino e mi congedo, esco dal laboratorio ed attendo gli altri per tornare alla locanda.

Zarath, barbaro tiefling

Mi lascio fare il prelievo, nel mentre il "negoziante" continua a parlare. Bella domanda... In realtà dovevamo essere anche noi al matrimonio, ma c'è stato tutto un casino...

  • Autore

Vesper osserva la scena con la precisione di un predatore, le sue lenti ruotano freneticamente mentre analizza le vostre ultime parole prima di lasciarvi andare.

'equilibrio è un concetto da scultori...risponde a Shamàsh con una calma glaciale...qui siamo in un crogiolo , o si fonde o si tempra. Ma se il vostro scopo vi dà la forza di non spezzarvi sotto la pressione di questo mondo, allora è un reagente utile. Vedremo se il sasso incresperà l'acqua o se affonderà semplicemente nel fango ...

Poi sposta lo sguardo sulle giunture di Devras, rispondendo al dubbio del costrutto con un sibilo metallico...ll rischio non è una scelta per voi, è la vostra struttura. Siete un paradosso di pietra in un mondo che pretende sangue, un elemento estraneo che spezza il ritmo della corruzione...Ma attenzione: un masso può essere la base di una cattedrale o il peso che trascina tutti nell'abisso. Decidete voi se essere il fondamento o la rovina di questo gruppo ...

Quando Selyra si congeda con un inchino, Vesper accompagna il gesto con un rapido scatto delle lenti... L'orgoglio drow... una fragranza che non svanisce mai del tutto, nemmeno tra le ceneri. Spero solo che il finale della vostra ballata non sia scritto col sangue che mi avete appena donato. Sotto la Luna Rossa, le storie hanno il vizio di diventare terribilmente permanenti ...

Si sofferma poi sull'osservazione di Zarath riguardo al caos che li ha portati fin lì...Un casino, dite? In alchimia, il caos è solo una fase preliminare alla trasmutazione. Se la vostra presenza è frutto di un imprevisto, allora siete l'ingrediente che potrebbe cambiare l'intera pozione. O far esplodere il calderone prima che l'opera sia compiuta ...

Infine, mormora a Fiore della Giungla mentre chiude l'astuccio con i vostri campioni...Il buio non cala in questa terra, piccola studiosa. È sempre qui, in agguato sotto la cenere, alimentato da quel cerchio scarlatto sopra di noi. Ma apprezzo la tua urgenza. Una medicina che non cura l'ospite finisce sempre per essere espulsa come veleno. Vediamo quale delle due sarete...

Dopo queste ultime parole uscite dal laboratorio e la porta si chiude alle vostre spalle con un rintocco metallico che sembra sigillare il tempo speso con l'alchimista. Fuori, Ouroboros vi accoglie con la sua spietata architettura di ossidiana. Il cielo è un abisso nero dominato dalla Grande Luna Rossa, che versa la sua luce malata sulle strade come un olio scarlatto, rendendo le ombre lunghe e innaturali.

Vi incamminate lungo le "vene" fangose della città. I ciottoli appuntiti scricchiolano sotto i vostri stivali con quel suono viscido di denti marci che si spezzano, mentre dai tetti a lama la Cenere di Vuoto scivola giù in rivoli grigiastri, accumulandosi ai bordi delle strade come neve contaminata. L'aria, satura di zolfo e ozono, pizzica i polmoni e rende ogni respiro pesante, un promemoria costante della tecnologia alchemica che tiene in vita questo ammasso di ferro e disperazione.

Le case si stringono sopra di voi, quasi volessero soffocarvi, lasciando intravedere solo squarci di quel firmamento maledetto. Incrociate poche figure: ombre avvolte in mantelli pesanti che camminano rasente ai muri, evitando ogni contatto visivo, terrorizzate dal bagliore rosso che tinge i loro volti di una maschera cadaverica.

Dopo diversi minuti di cammino silenzioso, la struttura massiccia e meno spigolosa dell'Ultimo Riposo appare davanti a voi. La locanda sembra un polmone che respira a fatica in questo labirinto di ardesia. Spingete il pesante portone di quercia nera, ed è come se un muro di calore e odore di birra vi venisse incontro, offrendo un rifugio temporaneo dalla maledizione scarlatta dell'esterno.

Valeria è dietro il bancone, intenta a pulire un boccale con un panno che ha visto giorni migliori. Alza lo sguardo mentre entrate, e i suoi occhi sembrano leggere subito la stanchezza e quel nuovo, sottile cambiamento che Vesper ha impresso nei vostri battiti.

... Siete tornati. E a giudicare dall'odore di ozono che vi portate dietro, il Vecchio vi ha fatto passare più tempo tra le sue provette di quanto sia salutare per la sanità mentale...

@ Tutti

A voi .

@Cronos89 @Daimadoshi85 @Landar @shadyfighter07 @Theraimbownerd

Shamàsh

La voce di Vesper mi resta addosso come una patina sottile, difficile da lavare via. Non è paura… è più simile a un’eco, qualcosa che continua a vibrare anche quando tutto è finito. In verità le sue parole non hanno alcun peso. Una, due, tre possibilità… e nessuna risposta. Parole che girano su sé stesse, come se bastassero a sembrare profonde. Non ha detto nulla. O forse ha detto tutto senza scegliere. E io… io odio quando la luce non basta a distinguere il vero dal riflesso.

Cammino in silenzio con gli altri tra le vene malate di Ouroboros. La cenere scivola, il cielo grava, ma almeno… tutto è ancora lì. Immobile. Come se il mondo avesse deciso, per una volta, di non cambiare. O peggiorare. Quando raggiungiamo l’Ultimo Riposo e il calore ci investe, lascio andare appena la tensione nelle spalle. Non è pace… ma è abbastanza vicino.

Guardo Valeria, incrociando il suo sguardo per un istante. "Salve. Siamo tornati." Una pausa breve. Poi, con tono piatto, quasi distratto "Ci ha trovato interessanti." E mentre lo dico, non sono sicuro se sia un bene.

Fiore della giungla

Ancora con quella dannata lettura della mente. Chissà se sono gli occhiali a permettergli di farlo. Mi piacerebbe anche studiarne la tecnologia ma...questo vorrebbe dire tornare in quel negozio. Una cosa che non ho nessuna intenzione di fare.

Abituata all' aria pura delle mie foreste questo smog alchemico è una tortura. Qualsiasi cosa ci sia sulla strada si fa sempre più preferibile. Almeno sarà qualcosa che posso fulminare. O forse è solo un ulteriore segno all' ostilità alla vita che sembra permeare tutto il piano.

Quando arriviamo di nuovo alla locanda aggiungo alle parole di Shàmash. Si, gli acquisti più inquietanti che abbia mai fatto in vita mia. E ha effettivamente mostrato interesse nei nostri confronti. " Dico, cercando di evitare la parola precisa.

SELYRA - Bardo Drow

Le parole con cui mi congeda Vesper non sono di buon auspicio, non vorrei davvero scrivere la mia ballata con il sangue ma l'iflusso della Luna Rossa incide, come potrebbe essere altrimenti quando il colore del sangue illumina di rosso tutto quello che ci circonda?

Da quanto non scrivo una ballata? E ci sarebbe da scriverne di storie dopo tutto quello che ho passato...

Cammino taciturna mentre torniamo alla Locanda.

Le parole di Valeria mi portano alla realtà. Non so cosa sia l'ozono ma il suono della parola risulta un pò sgradevole, quasi stonato, difficile trovare una rima.

"Sono spiacente di aver creato disagio al suo olfatto Signora...se tra i tanti servizi offerti ci fosse un bagno caldo sarei lieta di usufruirne!"

Un modo per guadagnare tempo, Vesper ci ha detto che essa ci potrebbe aiutare, ma in che modo e cosa esattamente dovremmo chiederle? Devo riflettere, trovare le parole giuste, proprio come quando devo comporre una ballata.

Devras

Molto inquietante, si, e mi ha messo un peso addosso non indifferente dico rimuginando sulle parole che mi ha rivolto

Una volta alla locanda saluto Shamash Forse sarebbe meglio riprender eil nostro viaggio il prima possibile, non credi? dico a Selyra

Zarath

Entro, facendo solo un cenno di saluto. Inutile spingere ancora sulle parole. Comincio a controllare tutti i miei averi, per prepararmi alla partenza.

  • Autore

Valeria poggia il boccale con un colpo secco sul legno del bancone, un suono che sembra l'unico punto fermo in quella città di cenere. Vi scruta uno a uno, soffermandosi sulla luce scarlatta che ancora danza nelle vostre iridi, riflesso di quella Grande Luna che sembra non voler mai abbandonare chiunque calpesti il fango di Ouroboros.

Abbozza un sorriso amaro, uno di quelli che solo chi è sopravvissuto a lungo in questo luogo può permettersi.

Interessanti, eh?...ripete, la voce che gratta come carta vetrata sulla seta, rispondendo alle parole di Shamàsh e Fiore della Giungla...Vesper non trova mai nulla di interessante che non abbia il potenziale per esplodere o per cambiare il corso di un destino già segnato. Se ha indugiato su di voi, significa che avete attirato l'attenzione di qualcosa di molto più vecchio e affamato della semplice curiosità alchemica.

Si volta poi verso Devras e Zarath, che già controllano i propri averi pronti a rimettersi in marcia.

Ripartire per dove, guerriero? Fuori non c'è un'alba che vi aspetta. In questa terra il sole è un mito dimenticato e il tempo non scorre, ristagna come l'acqua nei polmoni di un moribondo. La Grande Luna Rossa non tramonterà mai; resterà lì, immobile allo zenit, a vomitare il suo veleno scarlatto finché le pietre non diventeranno polvere. Qui è sempre notte, ed è sempre questa notte.

Infine, incrocia lo sguardo di Selyra , Valeria ridacchia, un suono secco.

Un bagno caldo? Qui l'acqua pulita è più rara del perdono divino, e quella che abbiamo bolle grazie a scambiatori alchemici che fischiano come anime tormentate. Ma per voi farò un'eccezione... se non altro per non far puzzare tutta la sala di laboratorio . Ma non aspettarti che lavi via il colore del cielo dai tuoi pensieri.

Si sporge in avanti, abbassando la voce sotto il fischio delle caldaie, proprio mentre state consumando il pasto al bancone.

Il Vecchio vi ha detto che potevo aiutarvi? Tipico di lui. Mi occupo di chi non ha più un posto dove andare, ma se cercate una via d'uscita da questo piano che non passi per la tomba... beh, dovremo parlarne con calma, lontano da orecchie indiscrete. Sedetevi. Mangiate. Le ombre sono meno affamate quando hai la pancia piena e i sensi vigili.

Proprio in quel momento, il pesante portone di quercia nera dell'Ultimo Riposo sussulta, colpito da una forza che non ha nulla di umano. Un rintocco metallico vibra nelle ossa di tutti i presenti e la porta si spalanca lentamente, lasciando entrare un refolo di aria satura di zolfo e polvere di ossidiana.

Sulla soglia appare una figura che sembra fatta della stessa sostanza delle ombre esterne. È un monaco, le vesti logore intrise di cenere e sangue secco. Una benda di seta nera gli copre gli occhi, ma è il modo in cui le ferite da Cenere di Vuoto gli scavano la pelle a gelare il sangue: solchi grigiastri che sembrano pulsare di una luce spenta.

L'uomo avanza con una grazia innaturale, ignorando Valeria che stringe un coltello sotto il bancone. Si ferma proprio dietro di voi, al bancone, la testa leggermente inclinata come se ascoltasse il battito dei vostri cuori. Dalle pieghe della tunica estrae un cilindro pesante, un Rullo di Ossidiana inciso con rune che sembrano assorbire la luce scarlatta della sala.

Il mondo sta urlando perché è cucito a un cadavere, e solo recidendo i tre punti di sutura si può liberare la vita. ... la sua voce è un sussurro raschiante che pare provenire dal profondo di una tomba.

Posa il rullo sul bancone, tra i vostri boccali. Il contatto del metallo sulla pietra produce un suono sordo, definitivo. Il monaco resta immobile, in attesa, come se le sue orecchie soprannaturali stessero già "ascoltando" la vostra reazione...

@ Tutti

Per praticità gli altri si sono dispersi quando siete entrati in locanda ed al bancone ci siete solo voi .

A voi.

@Cronos89 @Daimadoshi85 @Landar @shadyfighter07 @Theraimbownerd

Modificato da Dardan

Devras

Resto in silenzio, rimuginando sulle cose che sono successe ma di chi possiamo fidarci? mi chiedo proprio mentre entra uno strano figuro che poggia qualcosa sul bancone. Lancio una veloce occhiata ai miei compagni benvenuto a lei dico cercando di sembrare cordiale mi spiace, ma non credo di comprendere il senso delle sue parole...

Fiore della Giungla

Teoria interessante, ma non mi è mai piaciuta questo tipo di logica induttivista. Ho sempre preferito affidarmi a prove empiriche. E attualmente non ne ho ancora viste abbastanza per una conclusione così cupa. Ma accettiamo volentieri l' invito a pranzo. Dico a Valeria quando menziona lo stato del mondo. Si, certo, attualmente è orribile. Ma se c'è una cosa che ho imparato studiando le antiche civiltà è che nulla dura per sempre. Ogni magia si corrode e si disfa, anche le più oscure.

Osservo con curiosità il monaco arrivato all' improvviso. Il mio sguardo è in particolare attirato dal rullo di ossidiana, e dalle rune che ci sono sopra. Cosa vogliono comunicare?

Quasi non mi accorgo delle sue parole, così flebili, ma mi forzo a ritornare alla conversazione. Interessante...è una metafora o una teoria cosmologica? Chiedo al monaco, curiosa di saperne di più.

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