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Dragons´ Lair

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[Capitolo 3] L'eterno splendore della steppa candida

Risposte in primo piano

  • Autore

L'azione combinata delle parole di Rallo e Andrej e la vista del simbolo di Bhalla sbloccano l'impasse in vostro favore e il portone vi viene aperto.

Entrate in una stanza forse diversa da come ve l'aspettavate. La temperatura è sicuramente migliore di quella all'esterno, ma non si può davvero dire che ci sia caldo, anzi. Il poco calore viene dal camino, dove è acceso un focherello che pare stentare ad attecchire, rilasciando un fumo denso e pigro che viene risucchiato verso l'alto non senza lasciare odore nell'aria. Anche la luce è scarsa, le poche lampade ad olio lasciano buon parte dell'ambiente in una densa penombra.
Tavoli e sedie riempiono buona parte dello spazio, ci saranno almeno una quarantina di posti, mentre su un lato si trova un lungo bancone da oste.

Venti-venticinque uomini vi guardano all'unisono. Alcuni stavano giocando a carte, altri confabulando tra loro, ma al momento avete tutta la loro attenzione. Gente di una stazza importante, fatta di braccia muscolose e colli taurini, vestita di abiti grezzi e pesanti, la pelle segnata dalle intemperie e poco propensa alla pulizia. Costoro devono essere buona parte dei minatori che qui risiedono. Non c'è neanche una donna e, anzi, la presenza improvvisa di Eveline cattura più di qualche sguardo e bisbiglio.
Quasi spontaneamente, vi spalancano la via verso uno dei tavoli, dove ci sono sedie vuote che possono fare al caso vostro. Nessuno, però, vi ha ancora parlato.

DM

Mi sembrava più agile mandare avanti la scena. Prossimo checkpoint lunedì.

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Rallo

Il furfante sgattaiolo' dentro non appena vide la porta aprirsi. Si aspettava un ambiente caldo e profumo di cibo ma non trovo' ne l uno ne l'altro.

"Grazie"

disse all uomo che aveva aperto loro. Le facce ai tavoli erano dure e silenziose come l ambiente dove vivevano, la speranza e' che fossero meno minacciose.

Segui il percorso verso il tavolo senza pero' fermarsi ma raggiungendo il bancone.

"Salute..e grazie per l ospitalita', vorremmo poter mangiare e passare la notte qui se possibile."

chiese al locandiere

Kyrian

Il barbaro osservò i presenti poi affiancò Eveline stando in silenzio. I suoi occhi vagavano fra i presenti, tentando di capire se fossero armati, pronto a reagire in caso di movimenti repentini dei presenti.

Quando raggiunsero il tavolo osservò quelli attorno a loro per capire che genere di persone fossero.

Eveline

L'ambiente mise a disagio la ragazza, che si strinse ulteriormente il mantello. Decise di far parlare gli uomini.

Andrej Tars

Spero che Eveline abbia la furbizia di non mettere troppo in mostra le sue grazie... o rischiamo problemi grossi.

"Grazie davvero. Tenevamo non ci fosse nessuno. Non siamo abituati a questo clima e ci ha davvero trovati impreparati... ovviamente, possiamo pagare per il disturbo: cibo, acqua e un tetto sotto cui riposare", specifico.

Questi sono uomini poco abituati alle carezze dialettiche: meglio arrivare subito al sodo, senza però sembrare pieni di soldi. Purtroppo, è chiaro che non siamo dei miserabili completamente allo sbando: persino i due Rashemi, i più simili alle genti di qua, portano armi che li contraddistinguono.

  • Autore

E' l'uomo dal grande naso paonazzo a rispondervi, quasi che sia il rappresentante di questa malconcia combriccola.
Non ne abbiamo, stiamo razionando le scorte finché non possiamo riprendere a uscire. Ma voi forse potete risolverci il problema. Siete avventurieri, giusto?
Un'altra voce si solleva dal gruppo.
O forse sono loro il problema... Sono gli unici arrivati fin qui. Un po' strana come coincidenza.
Mugugni di risentimento e indecisione aleggiano tra i minatori.

Andrej Tars

"In che senso coincidenza? Rispetto a cosa? Qual è questo vostro problema, che vi costringe qui dentro? Il tempo là fuori? Va avanti da molto?", faccio mille domande, a ripetizione. Li distraggo dalle loro accuse, certo... ma voglio anche capire qualcosa di più.

Nella mia mente risuona di nuovo la profezia udita a Sheven e i consigli degli abitanti di Byliarsk.

All'improvviso sento un brivido pungente attraversarmi, ma non è causato dal freddo.

Kyrian

Assicuratosi che Eveline fosse al sicuro, l'attenzione del barbaro venne attirata dalle parole dei presenti

"Noi possiamo essere d'aiuto" disse

Eveline

se siamo gli unici ad essere arrivati fin qui, negli ultimi mesi, siamo forse gli unici che possono permettere all'inverno di andarsene da questi picchi. Raccontateci cosa avete vissuto in queste terre, come siamo arrivati a tutto questo.

dico diretta una volta che l'attenzione non è più rivolta sul mio corpo ma su altri temi

Skyald

la diffidenza la fa da padrone ancora, ma posso capirli. Sono isolati in un posto remoto, con un tempo atmosferico che metterebbe in difficoltà anche il più fervido ottimista. Ascolto le parole dei miei compagni, sicuramente più diplomatici e ben disposti a far viaggiare le parole nella direzione giusta.

Ceredic Pennarossa

Ritrovarsi circandato da bestioni diffidenti e più grossi dei suoi compagni non era affatto tranquillizzante.
Certe stazze le aveva viste di rado, questi minatori gli ricordarono il massiccio, ma pacifico Marmo: grossi, abituati a vivere sottoterra... e forse volevano qualcosa che poteva indurli ad essere più benevoli.

Rimase ad ascoltare, pronto a scattare via come un grillo marzolino al primo accenno di pericolo.

  • Autore

Dopo molta reticenza e mormorii, il numeroso gruppo di minatori decide di raccontarvi la loro storia, sempre per voce del corpulento uomo dal naso importante di nome Frank.
E' cominciato tutto circa un mese fa, quando le temperature hanno cominciato a scendere repentine. L'acqua ha cominciato a ghiacciare, anche nei pozzi più profondi. Poi sono scese le nuvole, dense, scure, ed è cominciata la neve. Dapprima soffice e tenue, poi sempre più dura, s'è alzato il vento. E da allora non smette e nessuno ha più raggiunto o lasciato Tethkel... voi siete i primi.
Gli spiriti delle montagne sono inquieti, impazziti, alcuni di noi li hanno visti aggirarsi in mezzo alla neve come in preda ad una febbre delirante, spesso accompagati dagli yeti delle nevi, scesi dalle cime attirati dal grande freddo. Nelle gallerie delle miniere, prima che cessassimo le attività, si udivano riecheggiare i loro lamenti disperati.
Non sappiamo con certezza costa sta accadendo, c'è chi dice che qualcosa di malvagio sia salito fino a qui dalla Cittadella Rashemar. Ma finché gli spiriti non saranno placati, non tornerà la normalità. Fino ad allora siamo bloccati qui, pochi di noi riuscirebbero ad affrontare la discesa a valle, ma prima o poi dovremo farlo, prima che le scorte finiscano. Allora sarà la scelta se rischiare di morire di freddo, o la certezza di morire di fame.

Della Cittadella di Rashemar, i vostri compagni rashemi conoscono la storia. Un insediamento fortificato costruito alle pendici orientali delle Montagne Alte, la porta di accesso al Rashemen da est, lungo la via carovaniera un tempo fiorente di commerci. Venne assediata, conquistata e distrutta dall'Orda d'Oro Tuigan guidata da Yamun Kahan nel 1539, oltre trent'anni fa, prima che venisse sconfitta dagli eserciti dell'ovest guidati da re Azoun Obarskyr IV del Cormyr, un nome ora a voi assai familiare. Da allora giace in stato di abbandono, un posto tetro dove si sono annidati goblin e ogre.

DM

prossimo checkpoint tra martedì e mercoledì

Modificato da Dmitrij

Kyrian

"C'è un luogo in particolare dove avete visto questi spiriti?" chiese il barbaro che nella sua giovinezza aveva spesso sentito storie di spiriti della natura

@Dmitrij

Posso fare un check per vedere se ricordo storie di spiriti delle montagne che mi suggeriscano cosa stia accadendo?

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