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Prologo - Spiriti irrequieti.


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Anno 2019, Winsconsin.

Un posto per turisti e ragazzini in gita scolastica. Era così che veniva definito spesso il "Parco statale dell'età del rame". A poche miglia da Green Bay, i visitatori potevano fotografare ed ammirare i resti della più antica stirpe di nativi americani, passare per gli antichi sentieri "fedelmente" ricostruiti, osservare i reperti, farsi una foto con il copricapo di piume e comprarsi un paio di souvenir, tutti i giorni dalle 9 alle 18. Solo una regola: non ci si avvicina a Raven's Fall. "In quella zona c'è un antico cimitero, e la mia gente tiene molto alla sua sacralità. Vi prego di comprendere." Rispondeva con un sorriso Jason Nato-dal-Fiume, il capo dei Rangers del parco. Solitamente questa spiegazione bastava. Quando non era sufficiente, il robusto nativo smetteva di sorridere: fidatevi, l'immagine di un energumeno di più di un metro e novanta per centoventi chili che non sorride è abbastanza eloquente. Dopotutto, Raven's Fall è veramente un posto sacro... Solo non per i motivi che i turisti solitamente si aspettano. Quando la luna splende in cielo, nella zona dimenticata torna la vita, i fuochi si riaccendono, i tamburi risuonano nella notte insieme agli ululati. Ancora una volta il Moot si celebra, nel Caern del Corvo di Pietra.

Figli di Gaia! La voce dell'Anziano, Pietra-di-Fuoco, interruppe le danze. Il vecchio Wendigo era il più autorevole Philodox del sept e quando imponeva il silenzio, nessuno osava fiatare. In questa sacra notte, come ogni notte, rendiamo omaggio alla Madre, rinnovando il nostro voto. Stanotte, una nuova generazione si unirà a noi. Essi sono stati giudicati dai loro maestri degni, e gli auspici hanno parlato. Venite, figli di Gaia. Che la vostra storia inizi. Lentamente, cinque figure furono condotte dinanzi agli anziani, quattro giovani Garou. Parlate di fronte al Corvo di Pietra, fratelli. Chi siete? Dite il vostro nome, e ciò che fa di voi Guerrieri di Gaia.

Spoiler

@Ipergigio, @Landar, @Fog, @Mezzanotte, @Kinnard fate le vostre presentazioni.

 

Edited by Nightmarechild
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Anno 2019, Winsconsin. Un posto per turisti e ragazzini in gita scolastica. Era così che veniva definito spesso il "Parco statale dell'età del rame". A poche miglia da Green Bay, i visitatori pot

Si-leva-dalla-terra C'è tanto di strano. Viandante, il suo maestro, aveva ragione nell'aver definito i Moot della "Nazione dei Garou" come "nuovo". Aveva già corso con i suoi compagni, tempo

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Cuore d'Ebano

Non era semplice, affatto. Per la prima volta, SOLO, in un Caern dove uno dei più autorevoli e anziani Wendigo della zona, sicuramente il più anziano del Sept, dettava legge. In cuor suo lo sapeva bene, aveva ogni diritto di stare in quel posto col rango che aveva acquisito ma la sua maledizione. Falce di Luce, assieme a tutto il branco che lo aveva reso quel che ora era, trasmettendogli anche gli insegnamenti utili a divenire molto di più, non era più nel Caern del Corvo di Pietra. 

Si guardò attorno, osservando i fratelli che assieme a lui erano divenuti più che cuccioli. Una ragazzina minuta, anche nella forma crinos non raggiungeva la stazza che lui possedeva da homid. Cuore d'Ebano però osservava bene e negli occhi di quella ragazza aveva visto orizzonti, come se lei potesse ammirare oltre ad essi. L'altro, sembra sicuro... ma ancora non si è fatto avanti, forse non lo è davvero. Il lupo, feroce, sottile ma duro da spezzare. Infine il ragazzo rosso, dalla pelliccia altrettanto rossa. Fuoco fuori, fuoco dentro.

Cuore d'Ebano per alcuni di quel Sept era Pelle d'Asino. Le orecchie erano lunghe, troppo. Lo facevano apparire più alto di quel che era, e già sfiorava i tre metri. Imponente ma non così massiccio come spesso sono quelli del suo auspicio. La pelliccia era grigio scura ma nella sua forma homid i colori erano più chiari e quelle orecchie, sempre enormi, a rovinare un volto che potrebbe anche essere ritenuto affascinante. In mano aveva un bastone, lungo poco più di lui, robusto, proprio come lui e rinforzato da fasce che sembravano in acciaio, anche Cuore d'Ebano, dicevano, aveva l'acciaio al posto della pelle.

Non osò presentarsi per primo, era marchiato. A suo modo di vedere era il rosso che avrebbe dovuto farlo, allo stesso tempo però non avrebbe atteso in eterno. Era a volte timido ma se necessario anche sfacciato.

Edited by Landar
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Anouk Quaqtaq

197438549_AnoukQuaqtaqyuri-shwedoff-wolf-pack-internet.thumb.jpg.f29f4bc385dc6303bc8deb73cb1150d9.jpg

Anouk era stata fortunata ad essere accolta nella sept del Corvo di Pietra. Diversamente, così lontana da casa e senza parenti, il suo destino sarebbe stato segnato.
A dire il vero un consanguineo al mondo lo aveva ancora, e la cercava avidamente. Ma il semplice pensiero del padre scatenava in lei un tale ribbollire di sentimenti contrastanti che più di una volta aveva temuto di non riuscire a controllare la Furia che gli montava dentro.
La gestione della rabbia era cosa assai seria fra gli appartenenti alla sua stirpe. Doveva esserlo per forza quando persino lei, così minuta da essere spesso scambiata per una bambina, era in grado di mutare sotto il suo effetto nel peggior incubo dell'umanità, e aprire automobili con zanne ed artigli, come fossero scatole di sardine.

Un giorno, decise solennemente Anouk, avrebbe spezzato le braccia e le gambe del suo scellerato genitore, e allora avrebbero parlato. Sì, parlato. C'erano tante cose che avrebbe dovuto spiegarle.

Quella sera però la piccola sciamana si sforzò di chiudere papà in un cassetto ben custodito in una zona remota della sua mente e, facendosi coraggio, avanzare fra i fuochi, d'innanzi all'assemblea.

"Io sono Anouk Quaqtaq Cammina nel Fuoco! Sognatrice, Falce di Luna, Wendigo del Grande Nord, ultima del suo sangue!" urlò alla notte perché fosse sentita anche nelle ultime file.

Le fiamme attorno a lei brillarono un po' più accese e le parve piegassero le punte tremolanti verso la piccola figura infagottata nella felpa scura troppo grande per il suo minuscolo corpo, il cappuccio perennemente alzato. Si inchinarono, o così le piacque credere: gli spiriti del fuoco erano sempre molto ambigui.

Dunque rimase in silenzio, quasi sull'attenti nel mezzo dello spiazzo, attendendo che anche gli altri cliath vincessero il timore e si facessero avanti.

 

 

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Eric Lupo del Ferro

Ora è il mio turno, questa notte dovrò presentarmi all'intera tribù.

Mio zio mi ha spiegato che si tratta di una cerimonia molto importante che deve essere affrontata con la massima serietà e solennità, mi sento nervoso come se fosse il mio primo giorno di scuola, ma devo dare il meglio di me stesso: è importante lasciare una buona prima impressione agli anziani della comunità. Mi faccio avanti ostentando naturalezza e sicurezza, ma dento di me tutto è in subbuglio. Mi guardo attorno e sento gli sguardi degli aniani su di me. Imploro gli spiriti ed ogni divinità di mia conoscenza che non mi colga un attacco di panico proprio ora.

"S-Son..." La voce che vien fuori è stridula e gracchiante, mentre la mia gola è così secca che quasi mi fa male. Non è un buon inizio.

Chiudo gliocchi e respirando profondamente cerco di rilassarmi: riproviamoci!

"Il mio nome è Lupo del Ferro, appartengo alla Mezzaluna." Questa volta sembra andare molto meglio e sento il coraggio crescere in me "Mio zio Falco d'Argento è stato il mio maestro. Fino a pochi mesi fà vivevo come un essere umano qualunque, ignoravo totalmente la mia vera natura e qale fosse il destino che mi attendeva. Falco d'Argento ha fatto del suo meglio per prepararni a ciò che mi attende, ma non sono sicuro di poter dire di aver appreso bene tutte le sue lezioni. Comunque, ora sono quì e spero di potermi rendere utile in qualche modo."

Mi guardo attorno ancora una volta, che la mia sia stata una presentazione troppo mediocre per una circostanza così importante?

"Beh... a dire il vero avevo preparato un discorso un po' più complesso, ma il fatto è... che l'ho scordato tutto..."

Confesso infine alla presenza degli anziani e dei miei compagni novizi.

Edited by Ipergigio
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Anouk Quaqtaq

197438549_AnoukQuaqtaqyuri-shwedoff-wolf-pack-internet.thumb.jpg.f29f4bc385dc6303bc8deb73cb1150d9.jpgGira la testa di lato, per osservare il ragazzo che si è posto al suo fianco.

è veramente un philodox? pensa. A me sembra un imbranato totale!

Speriamo solo lo mettano con qualcun altro!

Ma si morde le labbra. Ha contato solo quattro cliath stanotte. Non abbastanza per due branchi.

Gli toccherà prenderlo come compagno e fargli da baby-sitter, dannazione!

Dilettante, sussurra fra i denti tornando a guardare davanti a lei, ma abbastanza forte perché il Mezza Luna possa sentire.

Sa già che faranno scintille.

Edited by Mezzanotte
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Cuore d'Ebano

'Due su tre... è sufficiente.' avrebbe dato la precedenza al rosso ma evidentemente desiderava ascoltare gli altri prima di fargli ascoltare la sua voce, dalla pelliccia si sarebbe detto un Fianna 'Buono a sapersi.'

Fece un paio di passi avanti, sufficienti per riaffiancarsi ai due.
"Sono Cuore d'Ebano, nato sotto la Luna Piena crescente, da un'unione proibita, Figlio di Gaia." disse con orgoglio. Solitamente non era prolisso ma Pietra di Fuoco aveva fatto una domanda precisa "Sono un guerriero di Gaia da quando sono nato. Cresciuto in mezzo a loro" indicò chi era in forma lupus "e in mezzo a loro" indicando i forse pochi in homid "ho imparato da tutti ma devo ancora apprendere tutto. Spero di iniziare da questa prima notte come Cliath e di finire solo quando la Grande Madre lo deciderà. Difendendola."

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Si-leva-dalla-terra

C'è tanto di strano.
Viandante, il suo maestro, aveva ragione nell'aver definito i Moot della "Nazione dei Garou" come "nuovo".
Aveva già corso con i suoi compagni, tempo fa, sotto il vigile sguardo di Grifone: aveva appena superato il loro rito di passaggio, e avevano corso sotto l'occhio di Luna lasciando dietro di sé la fraganza del Dolce Rosso, che scemava appena un po' nel miscelarsi al terreno bagnato. Era stato il ripetersi del ciclo di Gaia, il battito d'un cuore vecchio di eoni scandito dal canto del lupo e dal sordo tonfo dato dalla caduta della preda.
Ma cos'è tutto questo?
È una densa coltre di rossi: non il rosso vivo tipico dell'istinto primigenio, ma la conseguenza di fuochi accesi per chi non ha gli occhi per vedere, nonostante abbiano in sé il sangue del lupo.
È un' unione degli odori che Gaia secerne durante le grandi combustioni dei territori del suo popolo, ma senza la sensazione di pericolo e la necessità della fuga.
È un' accozzaglia di canto di lupo e tonfo di preda più profondo e vibrante, a primo acchito gradevole ma, in fin dei conti, inconciliabile.
È nuovo, un nuovo sempre più familiare delle distese di Alto Ferro dove vivono i bipedi, ma sempre nuovo.
Un insieme di controsensi che non lo spaventa, ma non gli piace.
A dispetto di ciò, deve sforzarsi: gli è stato detto che si tratta di un passo importante, e deve essere saldo. Orecchie abbassate di lato, coda mossa coscientemente a manifestare una postura rilassata - anche se i lupi più perspicaci potrebbero notare una certa rigidità in quell'esile corpo.

Non è il primo a farsi avanti. Non sarebbe da lui farlo in primis, ma non è solo quello: è che gli ci vuole del tempo per capire ciò che viene detto. È il prezzo da pagare per la sicurezza della forma Lupus, capire bene o male la lingua comune che Viandante non ha ancora finito di insegnargli e fare ciò che non gli appartiene per comprendere il linguaggio dei bipedi.
Vengono in suo aiuto i movimenti del corpo di chi si trova nelle sue immediate vicinanze - impossibile per lui non notarli - e certi suoni ricorrenti che il suo maestro gli ha imposto di tenere a mente.
Pare sia arrivato il loro momento di uscire dalla tana.

Il primo è Piccolo Garou. Sa di femmina, e ha il vago odore del Tempo del Letargo. C'è anche una traccia di altro, o almeno questo crede prima di dissimulare la cosa. Parla come uno Zedakh, con decisione e voce alta. Wendigo, mangiabipedi. Ultima...sangue. Parole.

Segue Cucciolo. È un fare talmente minuto che la sua figura quasi resta una chiazza sull'orizzonte di rossi; avrebbe fatto fatica a interpretarlo se non avesse già avuto a che fare con gli atteggiamenti di sottomissione dei senzapelo, durante il tempo della sua prova: ululato frammentato, stasi..il muso basso, tratto comune anche al suo popolo.  Maestro...Umano. Parole. Persino il suo odore sembra essere sopraffatto dalle più lontane tracce di Pianta delle Farfalle in combustione. È indistinto. Niente.

È il momento di Non Lupo. Non Lupo. Strano è il sentore che lo accompagna, altrettanto strani i concetti che ulula. La cosa più strana di tutte è, forse, che il suo corpo è il più facile da comprendere: c'è qualcosa di noi in lui, e questo gli permette di afferrare, a grandi linee, il suo indicare sé stesso come parte di due cose distinte. Il pensiero corre a sé stesso, anche lui - strano a dirsi - parte e parte; e questo collegamento emotivo lo porta a pensare che abbia ululato quel tipo di cose...ma il suo cuore non può fare a meno di ringhiare, per motivi che non comprende: Non Lupo.

L' Anziano aveva chiesto: cosa rende guerrieri di Gaia? Quel concetto gli era stato ripetuto per tanto tempo, con le parole dei bipedi, nella lingua del Popolo e persino nel modo di comunicare insegnatogli da che è vivo. È una risposta che non ha ancora. Sa perché è stato scelto per essere un guerriero di Gaia: per portare guerra, per la speranza di un ulteriore battito di quel cuore immemore. Fa un passo in avanti, quando sente che il suo momento è giunto: il suo nome e la sua risposta si fondono in un ululato profondo, colmo di riverbero, destinato a riecheggiare nella sacra terra del Corvo di Pietra; propagarsi nello spazio per farlo nel tempo, verso la promessa di vittorie future.

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Il Moot

Sembra, disse Pietra-di-fuoco, che uno dei cliath non voglia farsi avanti. Dunque, voi... Gli occhi dell'anziano li scrutarono, prima di cedere il passo ad un'altra figura, una lupa dal manto scuro, la Maestra dei riti, Occhio-di-Giada. Anouk, figlia del vento del nord. Ho visto le fiamme nel tuo spirito, ho visto gli orizzonti dietro i tuoi occhi. Hai ancora molto da imparare, ma il tuo cuore è puro. Sei degna. Una risatina si levò e un'alto umano vestito con sgualciti abiti da hippie e occhiali da sole viola parlò. Il piccolo Talon è irrequieto, e pensa di sapere tutto. Un maledetto testardo, sapete? Ma ha fegato, voglia di insegnare ed è astuto come una dannata volpe. Il Maestro Frankie Coda-Mozza alzò la bottiglia che teneva in mano, come in un brindisi. Ce l'hai fatta. Sei degno. Barcollando, il figlio dei fiori riprese posto nel consesso. Una voce profonda parlò a quel punto. Ognuno di noi vive a metà di due mondi. Un giudice deve saper equilibrare e tener conto di entrambi, per il bene di Gaia. Hai le potenzialità per essere grande, Talbot. Non sprecarle. Sei degno. Il maestro della legge, Ibra'him Zanna-Spezzata si si rilassò, dopo un breve cenno d'intesa con Pietra-di-fuoco. Ad ultimo, un gigantesco Crinos si avvicinò. Cuore d'ebano. Nato dal peccato, corrotto dal nemico. Jason Nato-dal-fiume, il Protettore, guardò dritto negli occhi il giovane lupo. Non saresti mai dovuto nascere, e sempre ti viene ricordato. Ma non ti sei arreso, e la tua forza non si discute. Pur con le tue mancanze, sei pronto. Sei degno. Pietra-di-fuoco riprese a parlare. I maestri sanciscono la vostra forza. Con la benedizione di Luna, nasce un nuovo Branco! L'intero Caern ululò alle parole dell'anziano, lanciandosi nuovamente nella selvaggia gioia del festeggiamento e nella caccia rituale, sotto il cielo stellato.

La mattina, villaggio nascosto, Raven's fall.

Il nuovo branco fu convocato in mattinata presso la casa di legno del consiglio, la più grande delle sei abitazioni che componevano il villaggio nascosto di Raven's fall. Il momento è giunto per voi di iniziare il vostro servizio, Disse Occhio-di-Giada. La maestra degli spiriti aveva abbandonato la forma del lupo per quella umana, in cui appariva come una elegante donna dai lineamenti orientali e dai capelli bruni. Da qualche tempo sto percependo degli strani segnali dal Nord. Grida laceranti nell'umbra, strane visioni. Gli spiriti sembrano inquieti, ed io non posso aiutarli. Ho doveri che non mi consentono di lasciare il Caern. Quando interrogati, gli spiriti mi hanno sussurrato un nome: Atsidi. Vi dirigerete alla frontiera con il Canada, da dove gli spiriti sembravano provenire. Avete domande?

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Anouk Quaqtaq

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Senteno la parola 'nord' e del probabile pericolo che vi si annida, una scossa percorre la schiena di Anouk.

"Maestra", chiede rispettosamente, "può dirci qualcosa di più sulla regione in cui ci inoltreremo? Credo nessuno dei miei fratelli vi sia mai stato. La Nazione vi abita? Vi sono branchi stanziali, caern?"

La piccola wendigo sa che bisogna essere cauti nell'entrare non invitati nei territori di altri garou, sopratutto se nelle vicinanze vi sono luoghi a loro sacri.

 

Edited by Mezzanotte
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Si-leva-dalla-terra

È sorpreso e perplesso nel venire a sapere che Occhio-di-Giada lo ha mandato a chiamare. Perché? Addenta e si trascina dietro un lungo pezzo di quello che i bipedi usano per non mostrarsi deboli e freddolosi, che usa per coprirsi quando, in presenza dell'anziano, assume la forma Glabro. Il farlo per effettiva necessità piuttosto che per divertimento lo rende non poco irrequieto ma, anche in questo caso, deve essere ben saldo: è l'unico modo che ha per sfruttare tutto il pensiero da bipede di cui dispone.
Ascolta in silenzio le parole del suo superiore, piegato sulle ginocchia come una scimmia.
Devono andare a Nord, da dove vengono gli spiriti.
Piccolo Garou parla di Branchi, Caern, Nazione. Anzi, non parla. Il suo ululato finisce con un suono "all'insù". Sta chiedendo.
Quando sente di poter imitare la compagna di branco lo fa, quasi ringhiando, in Lingua Garou: "Maestra, Atsidi? Cos'é?"

Edited by Kinnard
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Cuore d'Ebano

Moot

Le parole degli anziani lo riempirono d'orgoglio, soprattutto quelle di Nato dal Fiume. Non i fumi che erano costretti a respirare quando si avvicinavano alcuni dei ' grandi', odori e aromi che stranamente, essendo un Figlio di Gaia, lo mettevano un po' a disagio.  Parole... non la parte che annunciava il suo ingresso a pieno titolo tra i guerrieri di Gaia, piuttosto fu la memoria di ciò che era, come era nato e quanto ancora avrebbe dovuto fare per espiare il peccato dei suoi genitori... che nemmeno conosceva.

Si lasciò andare a un profondo ululato assieme agli altri e la sua caccia fu selvaggia, quasi come quella di un Lupus. Ricordò solo per un attimo le scorribande col branco di Falce di Luce seppur senza il suo maestro di iskakku che per scelta etica e morale, stranissima, evitava di ferire e mangiare gli animali anche se in necessità.

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Mattina seguente

Il metis aveva come un sentore di una chiamata. La sensazione che la loro 'promozione' non fosse fine a se stessa lo aveva accompagnato durante tutta la notte. Ed eccoli lì, di fronte a Occhio di Giada. Si presentò nella sua forma homid, sempre col suo bastone in mano. Risultava comunque un ragazzone robusto, poco sopra la ventina d'anni, dal volto pulito, i capelli biondo grano scuro, occhi verdi e limpidi e grandissime orecchie a sventola. Ascoltò quel che aveva da dire il Maestro dei Riti e quel che avevano da chiedere i suoi pari.
Era probabile che, col dovuto rispetto e la giusta passione, avrebbero dovuto scoprire loro chi fosse Atsidi. Attese però la risposta della donna orientale che non poco lo affascinava.

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Eric Lupo del Ferro

Le parole di apprezzamento degli anziani durante la cerimonia della notte precedente mi hanno senza dubbio rincuorato e riempito d'orgoglio ed ora dovrò dimostrare di essemele.

L'anziana ci incarica di dirigerci a nord verso il confine con il Canada, non mi sono mai allontanato così tanto dalla mia città neanche durante i mesi dell'addestramento con mio zio Falco d'Argento e la cosa mi da' un po' di pensiero. Si tratta della mia prima missione e vorrei condurla al meglio delle mie capacità "Venerabile Anziana, data la situazione gli spiriti potrebbero essere diffidenti, come potremo conquistare la loro fiducia venendo da fuori? La vostra grande esperienza può offrirci qualche consiglio?" Domando.

Edited by Ipergigio
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Maestra Occhio di Giada

Occhio di giada guardò Anouk. Il canto degli spiriti proveniva da nord, ma non so esattamente da dove. Probabilmente attraverserete i territori di altri Sept, e confido saprete comportarvi in modo appropriato. So che vicino al confine vi è una cittadina chiamata Paradise, vicino alla quale si è stabilito il Sept della Croce Bianca. Forse potranno aiutarvi, se vi troverete in difficoltà. Osservò poi gli altri giovani. Giovane Figlio di Gaia, la nostra stirpe cammina in mezzo ai mondi, quello degli uomini e quello degli spiriti. Imparare a conciliare queste parti di voi fa parte dei vostri compiti di guerrieri. Ho piena fiducia nelle vostre capacità. Per quanto riguarda Atsidi... Non ho idea di cosa sia. Spesso gli spiriti parlano per enigmi e sono ostici da comprendere. Scosse la testa. Mi occuperei personalmente della faccenda, ma non posso assolutamente lasciare il Caern ora. Vi prego di capire. Ora, per passare alla parte pretica... Riprese, indicando col le dita affusolate su di una cartina appesa al muro della capanna. Dovrete arrivare da qui fino a Norway. Si tratta di un piccolo centro, a pochi chilometri a est. Una volta laggiù, dovrete trovare James Emerson. Lui è uno di noi, lavora come meccanico sulla via principale. Vi darà un passaggio fino a Gould City, a Nord. Partendo ora, dovreste arrivare in città prima del tramonto. Fate attenzione, però: la via non è priva di pericoli. Ultimamente vi sono stati avvistamenti di strani furgoni e mezzi pesanti della Pentex e delle sue sussidiarie. Come se non bastasse, nell'Umbra i lamenti degli spiriti sembrano attirare la corruzione del Wyrm con allarmante frequenza. L'orientale guardò ancora una volta i quattro giovani con l'aria di una madre preoccupata, ma infine il suo sguardo si rasserenò, e sorrise. Anche se è pericoloso, so di poter contare su di voi. Potete farcela. Buona fortuna.

La strada verso Norway

Fuori dai confini del parco naturale si stagliava la lunga striscia di asfalto nero che gli uomini chiamavano "statale". il sole del mattino stavo ormai per arrivare allo zenith quando il viaggio del neonato branco ebbe inizio.

Spoiler

Dovete indicarmi quale via preferite prendere per giungere a Norway, se quella mondana (Usare la strada o i campi e i boschi) o la via dell'Umbra. Discutetene pure... In game. Ricordate bene: la decisione finale spetta all'Alpha... Chi sarà di voi? XD

 

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Si-leva-dalla-terra

Non ha il tempo di essere sollevato dall'ignoranza dell'Anziano sull'identità di Atsidi; la mole d'informazioni che riceve nel frattempo è soverchiante e, anche con il pensiero da bipede, ha bisogno di un po' di tempo per essere assimilata.
Nooway...est, direzione del sole che sale. Emeson...passaggio...Nord? Dove cresce più piantamolle. Non capisco. Dobbiamo andare a Nord, ma perché prima ad Est?
Non aiuta il fatto che l'anziano e i suoi compagni si mettano a fissare un insieme di sottili graffi che non sa di niente! Stringe il pugno, come Viandante gli ha detto di fare quando c'è da ringhiare, ma sei in presenza di un anziano. Una pratica che non capisce; e questo lo frustra ancor più.
Basta così.
Si rifugia nel silenzio e nella comprensione incompleta  più che sufficiente del da farsi.

Ritorna alle sembianze da lupo non appena uscito dalla capanna, crogiolandosi nel sollievo di come dovrebbe essere fino alla Tela nauseabonda. Di queste ne ha viste fin troppe, e ritiene di conoscerle bene; tracciando dei solchi decisi su Gaia guarda con anticipazione i compagni, aspettando che assumano la forma da viaggio.

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Anouk Quaqtaq

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Anouk assorbe le informazioni della Maestra dei Riti in silenzio, ma dentro di lei è sconvolta. Perché se le sept buttano in prima linea branchi appena formati di cliath c'è una sola spiegazione: stanno perdendo la guerra. Di brutto.

Fino ad oggi non si era mai resa conto di quanto fosse disperata la situazione. Eppure sa che nessuno di loro può tirarsi indietro.

Osserva i suoi compagni. Un Mezzaluna dislessico, un Mulo e un Artiglio di cui non sa fino a che punto può fidarsi. La sua tribù ha sempre avuto buoni rapporti con loro: fra vittime di genocidi ci si intende, ma i sangue di lupo sono imprevedibili. Chi le assicura che Si-leva-dalla-terra non si metta ad annusare sederi? O a mangiare persone.

Sospira. Non ha scelta.

Se vogliamo avere una possibilità di riuscita, dice ai compagni le mani affondate nella tasca ventrale della felpa, credo dovrei essere io a comandare. Il mio corpo è piccolo e forse non sono la più forte della cucciolata, ma è evidente che sono la più qualificata fra tutti noi per condurvi in questa pericolosa missione.

Prima che il Corvo di Pietra mi accogliesse e maestra Occhio di Giada mi prendesse sotto la sua ala, sono sfuggita ai nostri nemici per mesi, sopravvivendo da sola grazie alle mie capacità. Chi di voi può dire lo stesso?

Gerarchia. I garou devono avere un capo. Sempre; è nel loro dna di lupi e di uomini. Prima di affrontare l'Apocalisse devono chiarire chi comanda.

Anouk stringe i pugni nella tasca. Forse dovrà battersi. Va bene. Ora sono un branco, ma solo versando il sangue assieme diverranno veramente fratelli.

 

Edited by Mezzanotte
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Si-leva-dalla-terra

Il fetore della tela nauseabonda colpita in pieno dal sole è intollerabile, e lo porta ad affondare il muso nel terreno; come se questo non bastasse, è ulteriormente confuso da Piccolo Garou: la postura rimessa, quello che per lui è un latrato, ben diverso dall' ululato della sera precedente e, più di ogni altra cosa, tante, troppe parole - perché  non ha già usato le zampe, i denti, o i sostituti che i senzapelo hanno imparato a creare per intercessione del Weaver? Non ha forse un Bastone di Tuono con sé, da qualche parte, con cui asserire il suo essere Zedakh?
Sfuggita...nemici...sola. Ah, bipedi.
Si drizza e, come preso da un moto improvviso, prende a tracciare solchi nel caldo terreno. Sono piuttosto grezzi ma, presi nel loro insieme, piuttosto chiari: sono glifi, simboli della lingua Garou.
Per la precisione, è uno solo.
Lupus, il lupo. O meglio, i lupi, data la loro natura.
Due solchi concavi da cui fanno capolino altre due tracce, dalla curvatura più dolce.
Aspetta un lasso di tempo sufficiente a far sì che i compagni assimilino quel concetto, prima di effettuare una singola modifica: un ulteriore segno, ottenuto conficcando gli artigli nel terreno, posto poco al di sopra del simbolo creato.
Ecco così che il simbolo cambia significato: ora è Zedakh, il capobranco. Ma, al tempo stesso, è lupi.
Ecco il senso di un capo: un lupo insieme ad altri lupi e, contemporaneamente, al di sopra di essi.
Fatto passare del tempo sufficiente, si getta sul simbolo quasi a ghermirlo, rimuovendo dal segno del capobranco la presenza dei lupi: alla fine dell' operazione, sul terreno resta  solo il buco nel terreno usato per trasformare il primo simbolo nel secondo. Non è più un lupo tra i lupi. Non è più un glifo; È solo un buco, privo di qualsiasi valore simbolico.
Punta il muso su di esso, poi su Piccolo Garou, ricordandole l'importanza che ha la sua solitudine presso i Prescelti di Gaia.

Edited by Kinnard
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Cuore d'Ebano

Le informazioni infine sono scarne ma sufficienti. Tutto quel che serviva ai cliath per raggiungere la loro prima meta, la Croce Bianca. Lì certamente avrebbero trovato maggiori informazioni tuttavia il metis nutriva seri dubbi sul come li avrebbero accolti.

Non aveva altre domande da fare, si accontentò delle risposte date e salutò con tutto il rispetto dovuto il Maestro dei Riti.

Presero 'armi e bagagli' pronti a prendere la via più sicura o veloce per raggiungere Norway. Quando ancora Cuore d'Ebano era intento a scrutare la statale Anouk interruppe i suoi pensieri esprimendo la volontà di guidare il branco-nonbranco.
A modo suo, evidentemente. La ragazzina era cresciuta selvaggia, più di quanto avesse immaginato il metis considerato il modo in cui si rivolgeva a loro. Sperò fosse quello e non arroganza.

Quindi fu il turno del Talon di dire la sua... dire. Tracciò glifi sul terreno, posizionandocisi sopra per poi scavare e lasciare un buco al posto di esso e indicare Anouk. Non comprese appieno il senso che volle dare il Lupus a quei gesti ma fu per il metis difficile credere volesse approvare la scelta della ragazzina.
"Io non so cosa tu abbia passato... ma sicuramente ognuno di noi ha una storia da raccontare altrettanto dura. E siamo tutti qui." non era nel suo carattere aggredire verbalmente chi si dimostrava arrogante, solo il tempo avrebbe concesso loro la verità. Di tempo però non ne avevano e Cuore d'Ebano non era desideroso di scoprire a sue spese quanto effettivamente fosse dura e pura la tappetta. L'aveva udita usare una parola ingiusta verso Lupo del Ferro e quell'atteggiamento era qualche cosa che il metis non avrebbe accettato ancora.
"Non siamo un branco... lo siamo di nome ma non di fatto. Sai meglio di me, Anouk Quaqtaq, che sarà uno Spirito a sigillare l'unione tra noi, tutti Cliath, e permetterci di definirci un branco." sottolineò il rango perché ora erano tutti pari, tutti tranne lui forse. Stava parlando già troppo e si era stancato di giustificare le sue future parole "Io penso... che sarà il Lupus, senza luna, a guidarci lungo la via. Certamente ha i sensi più sviluppati di tutti noi e saprà guidarci lungo sentieri sicuri. Allo stesso modo sarà la mezzaluna, Lupo del Ferro, ad avere la prima parola quando ci troveremo di fronte ad altri fratelli." fece una pausa "Tu, sei la più... qualificata a trattare con gli Spiriti, quando ne avremo l'opportunità. E se lo vorrete, vi guiderò e difenderò quando ci sarà da combattere."

Afferrò il bastone e usò la terra come aveva fatto il Red Talon per sintetizzare quel che aveva appena detto.
Disegnò il glifo dei ragabash e quindi quello che rappresentava il viaggio, poi quello del terugo seguito da quello degli spiriti. Ci impiegò qualche tempo in più segnando il terreno con l'elaborato segno della Nazione Garou e quello dei Philodox. Infine fece disegnò una spirale accennata, segno della guerra, e si portò la mano al petto.

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Si-leva-dalla-terra

Il suono di Non Lupo gli porta alla mente il cielo nero prima della pioggia, con quel brusio sostenuto che precede l'arrivo del barlume che porta la combustione.
È un rimbombo lungo ma privo di aggressività; al tempo stesso, è impossibile per il suo cuore di lupo non avvertire una pressione. Conosce il nome di quella condizione ma, prima che possa fare qualcosa a riguardo, il figlio del peccato avanza la sua spiegazione che, grazie all' ausilio dei glifi, risulta facile da cogliere quanto un cervo che fugge sull' acqua del tempo del letargo.
No.
Il suo primo istinto è di rigettare la...cosa che gli è stata appena mostrata.
È eccessivamente complicata, richiede tanto pensiero da bipede e poco cuore di lupo.
È una cosa da loro, più che da noi.
E poi, quanti glifi! Sì, è proprio da loro.
Però, la sua mente da bipede è non poco stimolata da tutto questo.
Lui, uno Zedakh?
Entrambe le parti sono - incredibilmente - d'accordo sul fatto che una luna invisibile non sia un capo; né è questa una barriera che ha voglia di superare, o un destino che vuole cambiare. Conosce il suo posto nell'ordine delle cose, e sa che non è quello del capofamiglia.
Poi, un ululato di rado sentito dentro di sé interviene, ricordandogli che ha una più alta chiamata a cui rispondere, un diverso fato da seguire. E, nell' assecondare il volere di Luna, non ha più dubbi.

Non sono Zedakh, ma farò in modo che uno di voi lo diventi.

Si volta verso Non Lupo, per poi annuire. Muso, orecchie, coda e corpo vengono proiettati verso il cielo, in un' esibizione di dominazione che non lasci adito ad incertezza alcuna.

"Va bene. Sono Zedakh. Andiamo."

Edited by Kinnard
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Anouk Quaqtaq

197438549_AnoukQuaqtaqyuri-shwedoff-wolf-pack-internet.thumb.jpg.f29f4bc385dc6303bc8deb73cb1150d9.jpg"Non è così che funziona dalle mie parti", rimarca Anouk sbarrando il passo al lupus, le mani sempre nella tasca della felpa. "E neanche dalle tue, fratellino"

Devono comunque avere un capo. Possono discutere ora, ma non quando dovranno affrontare i loro nemici. Si tratta di sopravvivenza. Per questo non si è mai sentito di un branco senza alfa.

"Se non siamo d'accordo, lasciamo sia nostra Madre a decidere chi è degno"

Sotto la felpa qualcosa si agita; l'esile figura di Anouk comincia a gonfiarsi di muscoli quando la windigo inizia a mutare in glabro.

 

Edited by Mezzanotte
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Si-leva-dalla-terra

Il Velo non deve essere sollevato.
Piccolo Garou non è Zedakh.
Ritiene saranno d'accordo anche gli altri, quando si renderanno conto che il loro compagno sta mutando nei pressi della Tela nauseabonda. "Strada", come direbbero i bipedi.
La responsabilità di non mettere ulteriormente a rischio la Litania ricade innanzitutto su di lui: tenta, dunque, di scattare verso il Villaggio Segreto, al riparo dai senzapelo e dalle loro "auto". È certo che Piccolo Garou lo seguirà.

Edited by Kinnard
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