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Capitolo 1 - L'alba della guerra


willyrs
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@Crees

Lothar, non hai mai visto prima l'uomo che sta camminando al centro dell'accampamento diretto verso la tenda di Sigurth, e ne sei assolutamente sicuro perché oltre agli strani vestiti che indossa, una lunga veste da cerimonia con un cappuccio di pelo, ti ricorderesti sicuramente di un uomo con una gamba fatta completamente di ghiaccio.
Anche se sei non passi abitualmente il tuo tempo fermo nei villaggi, sei abbastanza sicuro che si tratti di un druido: un prescelto dagli dei che probabilmente vuole convincere Sigurth a fare qualcosa. Tutte le persone intorno a te, dai guerrieri ai fabbri, dai semplici allevatori ai sapienti, lo riconoscono e interrompono i loro lavori per osservare la sua entrata nella grande tenda di Sigurth accompagnato dai due guerrieri fedelissimi del capo: Rimos il Paziente e Miom Pugno della Notte.
Qualsiasi siano i tuoi piani ora che sei tornato, sai per certo che gli intenti del druido e la successiva decisione di Sigurth potrebbero sconvolgerli enormemente. E' vero che Sigurth ultimamente è un capo che non è visto di buon occhio, ma la stretta cerchia di fedeli che ancora lo proteggono e un eventuale appoggio al Messaggero del Caos potrebbero risollevare in fretta la sua posizione agli occhi degli altri guerrieri e del popolo.
Che cosa fai?

@Knefröd

Gandissr, non hai mai visto una tenda così bellamente adornata abitata da guerrieri così brutti e rozzi: perfino un capo "barbaro", come vi chiamano gli abitanti del sud, deve avere un contegno degno di un guerriero in modo da farsi amare e seguire in battaglia, e questo Sigurth ti sembra tutt'altro che valido. Per non parlare della sua Guardia d'Onore: uno indossa una semplice spada lunga ma ha la cintura adornata di ogni tipo di coltello dalle forme più disparate, l'altro invece ha un grosso scudo allacciato sulla schiena ed è armato solamente con due tirapugni con una forma indecifrabile.
Appena arrivi nella tenda, un uomo alto circa come te con una lunga barba nera ti si avvicina disarmato squadrandoti da capo a piede e parlandoti in modo molto scortese: evidentemente non ha riconosciuto la tua autorità dalle tue fattezze o non vuole concedertela. Lo riconosci subito: è Sigurth. «Allora, chi disturba il mio riposo? Un uomo con una gamba finta? Ah Ah!»
Che cosa fai?

@Danear

Léon, non è stato difficile trovare un rifugio sicuro a Ultimo Braciere: da primo baluardo contro le invasioni del nord e segnalatore primario per organizzare l'Esercito Libero, formato da contingengenti delle 7 città libere a sud, è diventato una città semi abbandonata a causa dell'ormai estrema lontananza della minaccia dei barbari che vivono nelle lande gelide.
La casetta che ti sei scelto è una delle abitazioni di legno allo sbando nel quartiere dell'Occhio degli Antichi tutto intorno alla medesima torre con cui la tua casa condivide il lato nord, fatto ovviamente di pietra.
Le storie dei fantasmi dei soldati periti durante l'ultima invasione di centinaia di anni fa non ti spaventano: non hai mai sentito nulla di insolito e servono benissimo per tenere lontano i ragazzini curiosi che si spingono quasi fino alla torre abbandonata per farsi grandi coi loro amici.
Mentre ti struggi su una sedia macilenta per come risolvere la faccenda della ragazzina che non ti vuole mollare, senti bussare alla porta e riconosci dal numero e dalla frequenza dei colpi che il tuo visitatore a sorpresa è Ivan, che in qualche modo ti ha trovato. Fortunatamente per te, le guardie di città non sono così brave a rintracciare chi non vuole essere trovato..
Quasi contemporaneamente, la ragazzina si alza in piedi e si volta verso l'unico muro di pietra della casa. Il suo sorriso accennato e la voce candida che senti per la prima volta ti gelano il sangue: «E così ha inizio.»
Che cosa fai?

 

Spoiler

Riporto qui le istruzioni per i post per Danear:

Metti i pensieri in corsivo, i dialoghi tra le virgolette e le cose che ritieni farebbero scattare una mossa in grassetto! Le cose non di narrazione invece vanno sotto spoiler, come i tiri dei dadi. Quando pensi che una tua azione fa scattare una mossa, usa http://lapo.it/rpg/dadi.php? per tirare i dadi e riporta sotto spoiler il nome della mossa e il risultato! Se sei nel dubbio tu tira sempre, al massimo ignoro io il risultato, così evitiamo un ping pong dove ti chiedo di tirare :) Apro anche un topic dove possiamo discutere sul gioco se avete dubbi o sbaglio qualcosa o volete qualche modifica o qualunque roba! Buon gioco, spero di non fare schifo xD

Ah, una precisazione che mi sono dimenticato (e non riesco a editare l'inizio del post mannaggia, non capisco perché): questi tre avvenimenti sono tutti e tre in contemporanea

 

Edited by willyrs
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Toc. Toc.

Ta. Ta. Toc.

Impossibile che questa sequenza sia un caso. Perché Ivan è qui? Come diamine ha fatto a trovarmi?! Mi avvicino ad una bacinella d'acqua gelida e quasi vorrei tuffarmici per non riemergere più.

Vent'anni di esperienza e ritrovarmi in questo posto dimenticato dagli Dei e per giunta con una ragazzina! Ah, Léon, stai decisamente invecchiando!

Mi specchio sulla superficie increspata: vengo ricambiato dallo sguardo eterocromo (un'iride verde, una dorata) che tanti problemi mi ha dato in gioventù e noto con un certo disappunto che qualche solco qua e là mi affibbia, a tratti, più anni dei quaranta che ho. Scosto un ciuffo cenere e lo lego agli altri, cercando di trovare gli argomenti con cui mostrare a Ivan di avere la situazione sotto controllo. Improvvisamente la ragazzina decide che finalmente è giunta l'ora di parlare. E lo fa con un tetro commento su qualcosa che dovrebbe iniziare.

Perfetto, ci mancava solo l'indovina nefasta di turno.Male. Malissimo.

Mi esibisco in un inutile gesto di scongiuro: batto i piedi e mimo il gesto del buttare qualcosa dietro di me.

Sì, Léon, stai proprio invecchiando.

Mi rivolgo alla ragazzina, cercando di non essere troppo duro: "Resta nascosta finché non vengo a dirti che è sicuro. NON. FIATARE. Sono contento che nella fuga tu non abbia perso la lingua - ammetto che mi stavo iniziando a preoccupare - ma adesso ho bisogno che tu stia in silenzio. Dopo potremo parlare, intesi?" 

La accompagno in una stanza arredata a mo' di ripostiglio e apro la botola che conduce al seminterrato dove quelli prima di me tenevano al fresco formaggi e quant'altro. La faccio scendere e le mimo nuovamente il gesto "NON FIATARE!"; finalmente, mi sistemo rapidamente il colletto del farsetto scuro imbottito e mi avvio verso la porta. Prima di aprirla chiedo "Qual è il canto che hai amato di più?" 

Era una cosa nata per scherzo, i primi tempi, e che poi è rimasta come riconoscimento tra noi due. Ammetto che la prima volta che rispose "Tu su cosa stai lavorando?" ne rimasi davvero lusingato.

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Lothar, Prescelto di Kharnath, il decimo giorno d'Inverno a Melcar. ( Ho buttato li una data ed un giorno, e dato un nome all'insediamento. )

Sulle vibranti foreste del nord, ultimo baluardo di verde prima della desolazione del caos, e sulle lande gelate dai primi ghiacci dell'anno, passando per i fiumi in piena, un impetuosa bufera di pioggia e nevischio scrosciava ululando nervosamente, trafiggendo le nebbie che solitamente si annidavano fra i tronchi delle maestose querce e degli alti cipressi. La si poteva sentire anche dall'insediamento in cui mi trovavo, Melcar, che sembrava essere stato risparmiato dalla collera degli Dei, asciutto ed immacolato. Le case di legno erano state costruite su un antico luogo di scontro, dove molti decenni prima, le tribu' del nord avevano combattuto una guerra sanguinaria per stabilirsi nella regione, proprio a ridosso dei deboli popoli del sud. Il terreno tutto in torno era scuro, indelebilmente macchiato dal sangue degli uomini. Mio nonno ci aveva combattuto e mio padre mi aveva raccontato la storia. Le tradizioni non dovrebbero essere messe da parte eppure, guardando gli occhi degli uomini che mi circondano essi appaiono inconsapevoli, certamente non degni dell'attenzione delle divinita' perniciose. Ma il fato che gli Dei tessono e' curioso, caotico e bellissimo. Un Druido cammina davanti a me, con il suo dono orgogliosamente in mostra proprio quando io so, che la Gemma del Nord e' vicina. Sigurth e' debole, e che lo voglia o meno, non potra' opporsi alla mia volonta'. Ne lui, ne gli uomini a lui fedeli.  Sara' guerra per il Dio della guerra.

Stringo il pugno mentre mi alzo dalla sedia della piccola locanda a cielo aperto, dove gli uomini del villaggio affogano la loro inettitudine nell'idromele e fra i seni di qualche schiava catturata in razzie oramai lontane. Gli sguardi concentrati sulla figura del nuovo venuto, si spostano presto timorosi su di me, mentre passo loro vicino. Hanno paura e fanno bene.  La tenda di Sigurth e' a pochi passi ed io non aspettero' oltre per parlare con il messaggero degli Dei. Mi dirigo quindi sicuro verso l'ingresso, in fondo, chi mai potrebbe fermarmi? 

Spoiler

Sto lavorando sia sulla scheda, che su di un piccolo bg da postare comprensivo dell'aspetto, cosi' che abbiate tutti un idea del personaggio. Intanto pero' ecco il primo post per cominciare a smuovere le acque.

 

 

 

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Gandissir, Prescelto di Björun, decimo giorno d'Inverno a Melcar

Attraverso le strade innevate del villaggio camminando lentamente, sono in molti a fermarmi per scambiare qualche parola. Mi dirigo verso la tenda di Sigurth che sorge al centro di Melcar. Non sono molti i capi delle Tribù del Nord che dimorano in una tenda così sfarzosa, la tradizione suggerisce che la dimora di un condottiero debba essere imponente ma spartana per ricordare le battaglie combattute per conquistare quelle terre.

Per un istante i miei occhi incrociano quelli di Lothar, riesco a vedere in lui la furia ed il coraggio di Kharnath stesso. Non ho tempo per parlare con la Spada del Nord e devo ancora capire con esattezza quale sarà il suo ruolo nei piani degli Dei.

Sposto il pesante telo che chiude la tenda. Nonostante le varie visite al villaggio sotto forma di corvo non ho mai visitato la dimora di Sigurth. Quello che vedo all'interno della tenda mi sorprende: quattro guerrieri sono seduti vicino ad una delle pareti intenti a tracannare birra da corni di montone, uno sembra troppo ubriaco per potersi rimettersi in piedi. Sul lato opposto due uomini giacciono insieme da una ragazza su delle pelli di volpe.

L'accoglienza che Sigurth mi riserva è consona all'ambiente in cui dimora. Reagisco alle sue parole con uno sguardo glaciale, poi aggiungo: "Vedo che il tempo ti ha reso più debole ma non più saggio! Gli Dei ci osservano Sigurth e, a giudicare dai corvi che ho visto volare sul Melcar, il loro sguardo è puntato su di noi. Non è questo il modo di accogliere un ospite, forse dovrei portare i miei consigli a qualcun altro. Ho sentito molto parlare di un certo Lothar, la Spada del Nord"

Quando pronuncio il nome del guerriero tatuato il sorriso ebete sul volto di Sigurth scomapre, alzo il cappuccio sulla testa e cammino verso il telo che separa la tenda dall'esterno.

Edited by Knefröd
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@Danear

Ultimo braciere, decimo giorno d'Inverno

Nonostante la ritrovata parola, la ragazzina torna silenziosa mentre le spieghi cosa fare e la accompagni nel seminterrato.
«Tu su cosa stai lavorando?» Il tuo vecchio socio Ivan risponde con un'aria mesta e preoccupata, assolutamente atipica per lui.
«Ah, vedo che ti sei sistemato bene!», commenta chiudendo dietro di sé la porta e sistemandosi su quello che potrebbe lontanamente essere definito un materasso.
Dopo avergli offerto un bicchierino di Segugio, la sua espressione assume una piega molto preoccupata.
«Ti ricordi come litigammo per quell'ultimo goccio di Segugio quando ci siamo conosciuti? Ah Ah Ah, bei tempi quelli!»
Ivan assume una posizione più eretta, mentre ti si avvicina parlando più piano che può
«Sono arrivate delle persone, Léon.. Persone pericolose, che cercavano informazioni sulla carovana in fiamme... Io gli ho detto che non sapevo nulla, ovviamente» Si affretta ad aggiungere questo ultimo particolare mentre trangugia per intero il terzo bicchiere del vostro liquore preferito.
«Ma queste persone.. Non fanno parte di nessuna gilda che io conosca. Sì, all'inizio ho pensato che il tatuaggio sul collo fosse quello dei Custodi del Sapere, ma... un Custode del Sapere così giovane? Avrà avuto vent'anni! E' praticamente impossibile, devi essere praticamente già morto per diventare uno di loro, ah ah!»
La risata isterica di Ivan ti gela il sangue nelle vene: è veramente preoccupato, come non l'hai mai visto prima d'ora.

@Crees

Melcar, decimo giorno d'Inverno

I guerrieri che ti circondano potranno anche essere ubriaconi, sentirsi slegati dalle antiche tradizioni che tu rispetti appieno, svogliati e non fremono certo di ottenere la diretta attenzione degli Dei.. ma non sono stupidi.
Non ci vuole molto prima che alcuni uomini si accorgano che ti stai dirigendo verso la tenda di Sigurth seguendo gli stessi passi del druido: vuoi intervenire e farti valere nella decisione più importante che questo insediamente deve prendere da anni.
I guerrieri intorno a te sono stanchi di poltrire, stanchi di accontentarsi e stanchi di morire di freddo cercando cibo. Uno ad uno, iniziano ad alzarsi e a seguirti a debita distanza, finché non ti si forma intorno un capannello di persone armate che ti accompagnano come un'incontenibile folla.
Ma sono veramente armate di rispetto e fede verso di te o sono semplicemente stanche della situazione attuale? Forse il loro estremo timore nei tuoi confronti li sta portando ad appoggiarti solo per paura di ritorsioni? La massa è volubile, volubile e stupida, e non esiterà a cambiare subito opinione su chi dovrebbe guidarli al primo passo falso di uno dei contendenti.
Forse tu sei deciso e determinato in quello che vuoi fare, ma chi ti sta seguendo probabilmente lo fa per assicurarsi di portarsi subito dalla parte del vincitore di questo eventuale scontro.

@Knefröd

Melcar, decimo giorno d'Inverno

Appena ti volti, senti Sigurth sputare rumorosamente per terra. «Lothar? Ah! Quel pazzo solitario tatuato che parla con gli Dei?» Sigurth alza la voce mentre cammini lentamente verso l'uscita della tenda e all'esterno ti sembra di sentire un folto rumore di passi, anche se attutiti dalla neve, come se un gruppetto di persone si stesse avvicinando.
«Dove credi di andare, druido? Dimmi cosa sei venuto a fare, così potrai spiegarmi perché gli Dei ci hanno lasciato da soli a morire in queste lande gelide fin'ora!»
Sei quasi vicino all'uscita, quando i due uomini della sua Guardia d'Onore ti sbarrano la strada. Non risponderanno certamente in modo amichevole se deciderai di andartene, ma per ora non sembrano avere intenzione di intervenire attivamente e si limitano ad occupare lo spazio davanti all'uscita. Oltre le loro spalle, spicca la figura di Lothar che si dirige a passo spedito nella tua direzione.

Spoiler

Ho aggiunto la data! Io sono molto pragmatico, quindi perdonate i post corti e le descrizioni sommarie, sentitevi liberi di aggiungere descrizioni e dettagli a vostro piacimento ;) Per i tiri dei dadi non preoccupatevi di linkare e incollate solo il risultato, mi fido xD

 

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"Mmm, capisco"

Mi verso un abbondante bicchiere mentre medito sulle parole di Ivan.

Quanti sapevano della Gemma? So che quelli che hanno contattato Ivan erano giovani e con un tatuaggio sul collo che può ricordare i Custodi del Sapere

Ah, i Custodi del Sapere. Una vita spesa a impadronirsi di conoscenze che finivano irrimediabilmente per essere obsolete se non perfettamente inutili. Ho offerto i miei servigi lì nella fase della gioventù nella quale punti a essere quello che zittisce sempre gli altri a suon di parole. Poi ho scoperto che passare ai fatti è molto più semplice. Cerco dunque di mettere insieme le poche info a disposizione tenendo conto della zona nella quale ci troviamo e delle sedi dei gruppi di ladri che ricordo, al fine di vedere se posso essere già in grado di dare delle risposte al mio amico.

Spoiler

Declamare Conoscenze: 8+1(INT)+1( Formazione--> Declamare conoscenze su attività criminali)= 10

(per quel che vale, ho usato questo sito :) http://www.tiradadi.it/)

 

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Lothar, Prescelto di Kharnath, il decimo giorno d'Inverno a Melcar. 

Sono tornato da non molto dalla desolazione del caos, seguendo i sussurri di Kharnath nella mia testa e le scie dei venti magici del nord. Gli uomini che incontro sono piu' bassi di quanto ricordarsi o forse sono io che sono diventato piu' alto, penso, mentre avanzo verso la tenda con loro al seguito, che comparati a me non sembrano che bambini. L'armatura che indosso emette un tintinnio metallico ad ogni passo che affondo nella neve, mentre la pelliccia di un lupo bianco grande come un orso che mi copre le spalle, oscilla elegante come il manto di un nobile. Una spada dalle fogge antiche, che ho strappato dalle mani non morte di uno dei campioni del mio Dio, e' legata intorno alla parte bassa della mia schiena, dove i tatuaggi rituali della mia gente risalgano fino alla nuca, con leggende, ambizioni e promesse. So che non posso fare affidamento sui combattenti dell'insediamento finche' non mi dimostro superiore al loro capo, e quale miglior momento se non l'arrivo di un messo divino. Paleso la mia figura oltre l'ingresso della tenda, spintonando volontariamente le due guardie d'onore ed osservando con i miei occhi vibranti di forza quasi ferale e le cognizioni di un guerriero prima l'interno, poi Sigurth ed infine il druido. 

<< Pochi sono gli uomini che affrontano il profondo nord e le terre degli Dei e ancora meno quelli che ne fanno ritorno. Eppure in questo giorno d'inverno, su questa terra impregnata di sangue, non uno, ma ben due sono i favoriti delle divinita' perniciose che muovono i loro passi. Non e' una coincidenza. Io sono Lothar, la spada del nord e Prescelto del Caos. >>

Spoiler

Discernere realta' 1+5+1 =7   per un pelo, ti chiedo, cosa qua e' utile per me? 

Ps, tira dadi di Lapo funziona.

Pps, per completare la scheda, @willyrs dovresti farmi una domanda relativa alla mia mossa raziale ;)

 

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Gandissir, Prescelto di Björun, decimo giorno d'Inverno a Melcar

Con il suo comportamento Sigurth offende me e la Dea che rappresento, non intendo tollerare ulteriormente la sua presenza e rispondo alle sue parole sferzanti con un tono perentorio «Non intendo sprecare ulteriormente il mio tempo con te, dopotutto non sei l'uomo che cercavo e forse le tue azioni condanneranno anche il tuo popolo! Addio Sigurth, da uomo libero sono venuto e da uomo libero andrò via, ordina ai tuoi uomini di spostarsi».

Ma prima che Sigurth abbia modo di reagire Lothar entra nella tenda, le due guardie non sembrano minacciose al cospetto dell'enorme guerriero. Le parole della Spada del Nord sono brevi e dirette. Sigurth impallidisce ma la sua espressione non tradisce alcuna emozione, sembra di osservare il giovane guerriero che anni prima aveva guidato il suo popolo verso Sud guadagnansi il nome Sigurth il Crudele.

@willyrs @Crees

Spoiler

L'intento di Lothar è di sfidare Sigurth? Se si aggiungo:

«Gli Dei ci osservano, non siamo che pedine nelle loro mani. Combattete con valore e ogni affronto sarà perdonato».

 

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@Danear

Ultimo braciere, decimo giorno d'Inverno

Il semplice rigattiere Ivan non può conoscere come te gli Xao-Thol, che portano una strana runa rettangolare sul collo lontanamente simile al libro dei Custodi del Sapere. E' una setta di maghi reietti, pazzi stregoni, guerrieri sanguinari e assassini.. Gente molto poco raccomandabile che fa di tutto per la propria ambizione: individualisti senza limiti, non esitano a tradirsi a vicenda per scalare i ranghi della loro associazione, che tuttavia non è compatta come si potrebbe pensare: non si sa chi ne è a capo ed è organizzata in micro cellule che agiscono ognuna per conto proprio senza sapere quasi nulla delle altre.
Sai per certo che se stanno investigando sulla ragazzina, la faccenda è molto più grossa di quanto pensassi: o è legata a loro, oppure qualcuno li ha assoldati per indagare, e quel qualcuno è quasi sicuramente intenzionato a non lasciare nessun testimone del suo operato.

@Crees  @Knefröd

Melcar, decimo giorno d'Inverno

L'atmosfera nella tenda si fa pesantissima: Lothar fa capolino nella tenda con una presentazione tronfia ignorando le due guardie che ha spintonato per osservare l'interno e gettare uno sguardo carico d'odio verso Sigurth.
Gandissir, Lothar incrocia il tuo sguardo mentre ti accorgi che il silenzio ha permeato la zona e anche i guerrieri che prima erano sdraiati in compagnia delle schiave ora sono in piedi e con le mani adagiate sui pomi delle armi, pronti ad intervenire alla prima parola di Sigurth.
Questi, paonazzo, sembra stia per dare ordine ai suoi di attaccarvi e uccidervi, quando un avvenimento lascia pensare a un intervento delle due divinità che vi accompagnano: improvvisamente sale un potentissimo vento gelido, che con una impetuosità che lascia pensare ad una volontà propria penetra all'ingresso della tenda squarciando l'ingresso e palesando a Sigurth la massa di guerrieri armati che hanno seguito Lothar, per un motivo o per l'altro.
Sigurth è in scacco: tituba e sembra non sapere come agire, mentre capisce sconfortato che non può liberarsi di voi così facilmente come credeva.

 

 

 

 

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Léon D'Avimbert, il Menestrello delle cose nascoste -Ultimo braciere, decimo giorno d'Inverno

Male. Male. Male. Male.

Malissimo!

Chiudo con forza il mio archivio personale, una massa informe di rotoli di carta, dalle dimensioni diversissime tra loro, nel quale ho annotato ballate mai portate a termine, spunti per nuove, contatti di questo o quello e altra robaccia che lì per lì reputavo importante. La descrizione di Ivan mi aveva ricordato qualcosa e ora, dando un'occhiata all'invito scarabocchiato di un nobile delle Città Libere che avevo stranamente conservato nell'archivio, ho capito perché; gli mostro il biglietto:

"Hai presente la volta della festa in maschera a Villa Boyd? Ricordi che, pochi giorni dopo, ti riportai tutto l'equipaggiamento da te fornitomi praticamente intonso? Ecco, quella volta non ho approfondito la cosa e tu giustamente non hai chiesto dettagli. Ti dico solamente che io e i miei colleghi - a quel tempo lavoravo per la Gilda dei Lord - non siamo stati gli unici ad essere assoldati per il compito ma le nostre filosofie erano profondamente diverse: io e i Lord passammo settimane a pianificare il modo per arrivare indisturbati ai gioielli della Contessa mentre i tuoi nuovi amici, gli Xao-Thol...Beh, mi limito a dire che il giorno dopo la festa il Conte non avrebbe comunque avuto più nessuno accanto a cui regalarne di nuovi"

Lo guardo con un pizzico di sollievo: "Vista la mia ultima esperienza, sono contento di vederti qui per potermene parlare. A quel tempo io, giovane e incauto, sparlavo qua e là di fargliela vedere, di ricambiare il favore e tante altre cavolate..." guardo verso il soffitto, sorridendo ironico al ricordo dell'esuberante Léon di quegli anni "...ma l'allora mio superiore mi disse che non solo non avremmo preso provvedimenti ma che non avremmo altresì detto nulla a nessuno. Disse che, finché siamo in vita, la gente si adornerà di gioielli sui quali mettere le mani mentre i morti non portano nulla al di là dei Neri Cancelli. Quindi avremmo fatto bene a restare vivi, giusto per farti capire la reputazione di questa gente.."

Comincio a camminare lungo la stanza a grandi passi, grattandomi la testa dubbioso come faccio spesso quando penso.

"La presenza degli Xao-Thol non rende le cose più semplici, anzi...ti direi, dopo aver impostato assieme i piani futuri, di dimenticarti di questa storia e prenderti una bella vacanza. Loro vogliono me, o meglio, quello che ho con me. A questo proposito..." mi rivolgo verso lo scantinato, le mani a imbuto "RAGAZZINA! Puoi uscire!"

Mentre aspetto che arrivi, avverto Ivan: "è un tipo un po' strano, poco fa ha farfugliato su qualcosa che ha finalmente inizio e queste sono state le uniche parole che ha detto da quando l'ho trovata. Vediamo tu che idea ti fai"

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Lothar, Prescelto di Kharnath, il decimo giorno d'Inverno a Melcar. 

Seguo lo sguardo del capotribù verso l'esterno, dove il popolo in semicerchio attende, inconsciamente consapevole che qualcosa di grande e' all'opera. L'occhio degli Dei e' su di noi.

<< Sei uno stolto ed un debole Sigurth. Guarda come ti agiti pronto a dare ad altri ordine di sporcarsi le mani per te e come tremi di rabbia realizzando che questa volta non puoi. Il druido ha parlato, vieni fuori, ti aiuterò a far si che gli antichi dei ti concedano il loro perdono.>> Lanciando la mia sfida esco nuovamente sotto il cielo terso estraendo la spada e voltandomi verso l'ingresso della tenda. 

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Gandissir, Prescelto di Björun, decimo giorno d'Inverno a Melcar

Le parole di Lothar sono chiare, ci sarà una sfida tra la Spada del Nord e Sigurth. "Non umiliare te stesso Sigurth, richiama le tue guardie e combatti con onore". Rimango in attesa che Sigurth segua Lothar, in quanto messaggero degli dei mi assicurerò che il duello possa svolgersi nel migliore dei modi.

Spoiler

Mi dispiace per il post breve ma in questo caso non ho molto da aggiungere :D.

 

Edited by Knefröd
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@Danear

Ultimo braciere, decimo giorno d'Inverno

Mentre spieghi a Ivan ciò che sai degli Xao-Thol, la sua preoccupazione e il suo pallore si fanno sempre più profondi e inizia a scuotere la testa tenendosela fra le mani. «Gli Xao-Thol.. Ma.. Ma io pensavo fossero solo una leggenda! Oddio, in che guaio mi sono cacciato.. Dannazione! Mai accettare un lavoro senza approfondire ogni dettaglio, MAI!»

Mentre trangugia il liquore per affondare nella disperazione -del resto lui è soltanto un commerciante atipico, non un uomo d'azione!- richiami la ragazzina, che esce dalla botola dello scantinato abbastanza indispettita. Pare che il gatto le abbia di nuovo mangiato la lingua: non fa nessun commento se non un piccolo sbuffo di sforzo mentre si riporta al piano terra e sfrega un po' le mani sul vestito per levarsi la polvere di dosso. Non guarda nemmeno il tuo ospite, che invece si alza esterrefatto, invece si limita a fissare con sguardo indagatore il muro di pietra e nei suoi occhi puoi notare un'enfasi come se stesse assistendo a qualcosa che nessuno di voi altri può vedere.

«E questa chi diavolo è? Una ragazzina?!» Ivan ti si avvicina scuotendoti, come per farti svegliare «Non me ne frega un accidente di qualche sgualdrina che ti ha lasciato un regalo, Léon! Dov'è la gemma della notte??»

@Crees @Knefröd

Melcar, decimo giorno d'Inverno

Sigurth è con le spalle al muro: non può fare altro che accettare il combattimento. Davanti a decine di sguardi di guerrieri con la mano sulle else, ordina ai suoi sgherri di ritirarsi, mandando uno dei suoi galoppini a chiamare Amarant, la vecchia sapiente del villaggio, che ritorna in compagnia della megera dopo interminabili minuti, procedendo lentamente passetto dopo passetto appoggiata al suo bastone. Voi toccati dagli dei sapete benissimo che è tutta una farsa, una maschera per convincere la massa che le sue decisioni sono -quasi- insindacabili. Quale figura potrebbe essere più saggia di un'ultracentenaria e fragile vecchietta che è sopravvissuta così a lungo nel gelido e implacabile nord?

«Un druido è giunto tra noi.» Gracchia con la sua stridula vocetta. «Amarant è l'arbitro. Amarant il giudice. Ma toccherà al druido scrivere le regole.»

Detto ciò, si avvia verso lo spiazzo centrale dell'accampamento facendo cenno a Gandissir di seguirla standole accanto e ai due contendenti di seguirvi. Subito dopo, si muove tutto il resto della compagine del villaggio che col passare del tempo e la notizia della chiamata di Amarant si è ingrossata sempre di più e ora comprende quasi tutti i guerrieri più importanti. Gli schieramenti non sono chiari e le fazioni mischiate tra loro: Amarant non permetterebbe altrimenti. Il villaggio deve essere completamente unito e se non ci saranno irregolarità di sorta tutti quelli che si appelleranno al risultato saranno marchiati come traditori.

Giunti allo spiazzo, la vecchia indica a Gandissir un secchio di cenere tratta dagli animali sacrificati agli dei: non è molta perché Sigurth preferiva di gran lunga utilizzare tutto l'animale per sostentare il villaggio piuttosto che bruciarlo in sacrificio. Una mossa apparentemente saggia a breve termine ma che alla lunga allontana e indispettisce le divinità nordiche, egoiste e permalose.

Gandissir, Amarant si aspetta che tracci un cerchio a terra con questa cenere per delimitare l'area dello scontro ed enunci le regole del duello.

Spoiler

Ho un deja-vu col mio povero caronte XD @Knefröd direi che rispondi tu prima di @Crees così lui può tirare dritto fino a far iniziare il combattimento! 

 

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Gandissir, Prescelto di Björun, decimo giorno d'Inverno a Melcar

La neve scende copiosa dal cielo grigio. Guido il corteo di guerrieri insieme alla vecchia Amarant. Non sopporto la megera, il popolo di Melcar le attribuisce un autorità che non le spetta. Permetterò comunque che sia lei a giudicare l'incontro: ha vissuto troppo a lungo perché sia una sciocca, sono sicuro che sarà equa nell'arbitrare il duello. Afferro il secchio di cenere ed inizio a disegnare un cerchio sul terreno, utilizzo tutta la polvere grigiastra in modo che i duellanti abbiano tutta la libertà di movimento possibile. L'intera area del campo di battaglia è coperta di neve, un'ulteriore difficoltà che Lothar e Sigurth dovranno affrontare ma renderà il confronto più avvincente, per gli uomini e per gli Dei.

Cammino fino al centro del cerchio nel terreno e dico: "Oggi, su questa terra si sfideranno Lothar la Spada del Nord e Sigurth il Crudele. Solo uno di loro varcherà di nuovo questa linea e guiderà Melcar seguendo il volere degli Dei. Combattenti, impugnate le armi che vi hanno reso celebri tra i vostri nemici e combattete con valore. Che gli Dei guidino la lama del più forte e concedano al più debole di unirsi a loro".

Esco dal cerchio e mi posiziono accanto ad Amarant in attesa che la megera dia inizio al combattimento.

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Léon D'Avimbert, il Menestrello delle cose nascoste -Ultimo braciere, decimo giorno d'Inverno

"Amico, STA' CALMO!" sbotto infastidito, scrollandomi di dosso le sue mani bianchicce e sudate e versandogli un altro abbondante bicchiere. 

Ah, Léon! Ti riprometti sempre che la mattina è troppo bella per passarla sbronzo, eppure eccoti qua!

Ne verso un po' anche a me, lo tracanno, prendo un profondo respiro e spiego: "Eccola qua, testone di un mercante! Eccola qua la tua stramaledettissima Gemma della Notte!" gli lascio del tempo per fare il punto della situazione e riprendo "Sono sgomento tanto quanto te e sai di chi è la colpa? Dei Nord e della loro dannatissima abitudine a chiamare le cose con i nomi che non gli competono! E che cavolo! Dopo vent'anni pensavo di essermi messo al sicuro da cavolate del genere, eppure è successo: vogliamo stare qui a raccontarci  quanto sia inadatto a fare un mestiere che porto avanti da quando TU puzzavi di latte o parliamo di cose serie?!" 

Mi concedo un lungo sospiro, e ravvivo i due bicchieri. Ivan non si scompone, si siede e non rifiuta il mio invito: ci conosciamo da troppo tempo, ormai sappiamo che dopo aver sbroccato entrambi, la cosa finisce qui. "Nessun riferimento, neanche una parola scritta e poi cancellata, niente di niente mi ha fatto sospettare la natura della Gemma" riprendo con tono visibilmente più tranquillo, adesso quasi mesto "Anzi, quello che ho letto mi fa supporre che questa ragazzina non sia mai stata considerata più di un oggetto in tutta la sua vita. E chissà quante prima di lei..." Mi volto a guardarla, mentre l'alcol nelle vene tira fuori la mia parte migliore: Non avevo mai pensato che il mio potesse essere qualcosa di diverso da un errore grossolano. Forse ho solo dato adito a qualcosa che tutti danno per scontato. Povera ragazzina. Ripenso a quando lessi termini come "Estrazione" "Battitura a caldo" "Isolamento e preservazione" e tanti altri nei documenti che riguardavano la Gemma della Notte e che adesso acquistano per me tutto un altro, triste, significato. Rabbrividisco.

Mentre ascolto ciò che Ivan ha da dire, mi alzo e mi avvicino alla ragazzina: guardo il suo corpo esile, i capelli corvini che scendono fino alle cosce magre, lo stesso livello al quale termina una vestaglia candida come la neve, rovinata in più punti, disarmonica, quasi come se ci fosse cresciuta dentro. Lei non mostra nessun segno di risposta, quasi non si sia nemmeno accorta della mia presenza: continua a fissare il muro di fronte a sé, impegnata in chissà quali elucubrazioni. E se si fosse davvero accorta di qualcosa che a noi sfugge? Il pensiero mi sembra talmente assurdo da portarmi quasi a desistere; invece, con noncuranza, mentre ascolto ancora le parole di Ivan, cerco di intercettare i punti del muro sui quali si posa lo sguardo della ragazzina. Mi avvicino, annuendo a Ivan e intanto carezzando la parete, tendendo un orecchio, annusando l'aria, cercando qualunque cosa di strano possa esserci in quel muro.

Spoiler

Discernere Realtà

4 4 + 0 (SAG)= 8

Cosa qui non è ciò che sembra?

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Lothar, Prescelto di Kharnath, il decimo giorno d'Inverno a Melcar.

Seguo la processione. I miei piedi affondano nelle neve leggera, nella radura ritagliata dalla folla e dalla cenere. Il cielo terso si apre un poco, come se gli dei si affacciassero fra le nubi, illuminando il luogo di scontro con la loro luce glauca. Ma so che il loro occhio ha altri modi di osservare, nella corrente di vento che smuove le punte delle ortiche come dardi che mirano al sottopancia e negli occhi dei corvi che non emettono suono, appoggiati ai rovi giganti di pruni e sui tronchi spezzati ricoperti di muschio ed avvolti dall'edera congelata. Con un movimento lento, sgancio le cinghie che serrano la mia armatura, lasciandola cadere a terra e liberandomi nello stesso momento, della bianca e grigia pelliccia di lupo che uso per proteggermi dal freddo. << Temi tu la morte, Sigurth? >> gli chiedo, mentre mostro a lui ed a tutti gli altri, il mio corpo fregiato dei doni della desolazione a nord. Segni di lame, artigli ed ustioni da ghiaccio, marchiano la mia pelle, dove tatuaggi rituali s'intrecciano formando disegni e promesse alle antiche divinita'. Stringo l'elsa della spada, mentre mi lancio contro di lui saltando ed attaccandolo con un fendente da destra verso sinistra. La mia intenzione e' pura come la mia fede. Voglio vederlo tagliato in due dalla mia arma. 

Spoiler

"Con un movimento lento, sgancio le cinghie che serrano la mia armatura, lasciandola cadere a terra e liberandomi nello stesso momento, della bianca e grigia pelliccia di lupo che uso per proteggermi dal freddo"  , sono senza armatura quindi.                                                                       

Taglia e spacca, visto che seguo uno dei miei appettiti ( "fama e gloria", oppure anche "potere sugli altri") ho tirato 1d8 ed un 1d6. Se il d6 risultasse piu' alto del d8 avrei una complicazione.

[1d8=5] + [1d6=5] +2 forz = 12 

Per la mossa :

Un Fascio di Muscoli
Mentre impugni un'arma, ottiene le etichette devastante e possente.

Possente: Può spingere qualcuno indietro di un passo, facendolo addirittura cadere

Devastante: Infligge danno in modo particolarmente distruttivo, riducendo in brandelli cose e persone

@Marco NdC @Knefröd @luisfromitaly @willrys   

Il barbaro e' ufficialmente il mio pg preferito.

 

Edited by Crees
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@Danear

Ultimo braciere, decimo giorno d'Inverno

Ivan assume un'aria parecchio confusa quando gli riveli la natura della Gemma della Notte: sicuramente nemmeno lui si aspettava questa rivelazione.

Ti avvicini alla parete apparentemente così interessante per la tua piccola compagna e inizi a tastare il muro nella direzione del suo sguardo, tuttavia non riesci a notare niente. Forse disturbata dai tuoi sforzi, il Paciere del Caos interviene nella tua ricerca senza distogliere lo sguardo. «Ciò che vedo non puoi vedere, Léon. Ciò che vedo è distante e freddo. Un duello. Sangue. Morte. L'inizio di qualcosa. O l'inizio della fine?» 

«Tuttavia..» Prosegue alzando l'indice della mano destra ad indicare lo stesso muro. «Il viaggio inizia comunque in questa direzione, da qui a pochi metri. L'Occhio degli Antichi lo sancirà, ora che l'ingranaggio è avviato»

Mentre sei assorto dalle parole della ragazzina, Ivan si avvicina lentamente mettendosi accanto alla ragazza. Ti volti verso di lui e vedi un volto nuovo, glaciale e terrorizzato. Una mano tesa e sudaticcia tiene troppo stretto un pugnale, mentre si rivolge a te con voce tremante. «Léon, tu devi... DEVI... devi venire con me!»

Spoiler

Cosa c'è qui che non è quello che sembra -> la ragazza non sta guardando il muro, bensì il duello che si svolge chilometri più avanti in quella direzione.

 

@Crees

Melcar, decimo giorno d'Inverno

Sigurth ti risponde freddo come l'aria che pervade la zona intorno alla vostra sacra arena improvvisata. «Solo gli schiocchi non temono la morte. E tra poco tu sarai uno sciocco morto.»

Coerente con le sue parole, non abbandona la sua armatura. Anzi, estrae a sua volta la spada e sceglie di proteggersi anche con lo scudo di legno che portava attaccato alla schiena, ma la sua mano è debole. La mano di un uomo pauroso che sta rischiando la vita per ciò che per lui è solo un giochetto politico senza fede non può reggere un colpo sferrato con la devastante brutalità di un guerriero del tuo calibro: il suo scudo si frantuma completamente sotto i tuoi colpi e la forza dell'impatto è tale da spingerlo indietro fino al limitare dell'arena, facendolo quasi cadere quando arriva sulla cenere rituale. Non capisci bene come abbia fatto a restare in piedi: uno degli uomini sulla circonferenza l'ha sorretto? Non sai bene se questo sia considerato un'interferenza, tuttavia sei troppo carico di adrenalina per farci caso: il tuo avversario ora è indifeso e all'angolo, ma sai bene che le persone del suo calibro sono pronte a tutto per salvarsi la pelle, perfino rinunciare al proprio onore.

Spoiler

Ti ho tirato io i danni del taglia e spacca: 1d10 = 3. Se mi sono perso qualche bonus dimmelo! del resto con quei due tag enormi il danno è abbastanza relativo :D

@Knefröd

Melcar, decimo giorno d'Inverno

La lotta inizia tutt'altro che serrata: Sigurth parte subito in svantaggio, ricevendo un colpo che lo fa sbalzare indietro fino a cozzare contro l'invisibile campo di energia che impedisce interferenze esterne che la vecchia strega ha intessuto mentre spargevi la cenere. L'anziana donna ti parla con la sua flebile voce mentre assistete imperterriti ai colpi che sferzano così vicino a voi: «Ci sono molte cose che sai, Gandissir dalle Grandi Foreste.» Mentre ti squadra da capo a piede hai la sensazione di essere osservato da un migliaio di occhi. «Chissà perché Bjorun ha scelto proprio te..»

La sensazione sparisce quando Amarant riporta lo sguardo sul combattimento, continuando a parlarti con non curanza. «Dovresti conoscere la mia autorità e il peso che ho in questo insediamento. Esponi le tue richieste prima della fine del combattimento e saprò se aiutarti ad ottenere il completo aiuto da parte di tutti a prescindere dal risultato dello scontro. Ti ascolto.»

 

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Lothar, Prescelto di Kharnath, il decimo giorno d'Inverno a Melcar.

Il suo spirito e' debole come il suo braccio. Supero le scudo, i cui pezzi affondano nella neve bianca schiacciati dai miei passi. Forse una persona comune avrebbe paura delle reazioni che un vigliacco come Sigurth potrebbe avere, pur di restare attaccato alla sua indecorosa esistenza.  Ma non io. Ho il favore delle divinita' e di certo non sara' quell'uomo che ha dimenticato le nostre usanze e le sue origini ad impedirmi di invadere le genti del sud. Con un balzo gli sono nuovamente addosso, cercando di affondare la mia spada dall'alto con la punta verso il basso nel suo petto.

Spoiler

Ovviamente il mio personaggio non potrebbe agire diversamente che attaccare senza timore ;) rischiando quindi di farsi giustamente ammazzare...

Taglia e spacca: 1d6+1d8 = 6+1+2 for = 9 

Colpisco con sempre quei simpatici tag che distruggono tutto ( ho fatto 1 con il D10, non ti sto a postare il link) , ma l'avversario fa un attacco verso di me. ti ricordo inoltre che per la mossa di classe "appetiti", visto che il d8 ha un risultato inferiore al d6, mi spetta una complicazione data dal mio agire avventato. 

EDIT

mi sono dimenticato che la mia spada fa +1 al danno, sia per questo attacca e per quello precedente se non lo hai considerato. 

 

Edited by Crees
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Gandissir, Prescelto di Björun, decimo giorno d'Inverno a Melcar 

Il duello sembra segnato fin dal primo assalto: lo scudo di Sigurth va in frantumi e Lothar continua ad avanzare, costingendo il suo avversario contro il campo di energia che isola i due combattenti. Sono sorpreso, non credevo che gli Dei avessero concessoad Amarant il potere di lanciare incantesimi così complessi. È proprio l'anziana donna a parlarmi, distoglendo per un momento l'attenzione dallo scontro.

Amarant è al corrente del mio legame con la Dea Björun e - senza giri di parole - mi chiede di svelarle il motivo della mia presenza a Melcar, in modo che lei possa decidere se appoggiarmi o meno. "Gli Dei hanno fatto di me il loro servitore ed in quanto tale devo agire perché il loro volere sia rispettato. Devo unire il Nord e riportare l'equilibrio su questa terra. Gli abietti popoli del Sud hanno dimenticato le proprie origini, hanno dimenticato gli Dei. Le loro turpi idee si diffondono veloci nelle menti dei nostri fratelli più deboli. Non ti sarà certo sfuggito cosa accade ad Alngrim o forse dovrei chiamarla Ultimo Bracere come usano fare a Sud del fiume Egil. I guerrieri di Melcar non sono secondi a nessuno per abilità in battaglia ma negli ultimi anni - sotto la guida di Sigurth - si sono allontanati dagli Dei. Sono qui per riportare il villaggio sulla retta via ed ottenere spade per l'esercito degli Dei".

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Testone di un rigattiere. 

Guardo quel patetico omuncolo accanto alla ragazzina, il pugnale stretto in una morsa nervosa, e non posso fare a meno di provare una certa tenerezza: Capiscilo, Léon, non si è mai ritrovato così a fondo nel letame! penso. Poi, però, penso altresì che, letame o non letame, minacciare l'unica persona che non ti vuole morto è da idioti. 

Non perdo tempo. La non resistibile integrità delle assi può darmi una mano: do repentinamente una tallonata all'asse sotto di me, in modo che l'estremo opposto (vicino a Ivan) scatti in alto, con l'intenzione di farlo allontanare dalla ragazzina; poi, scatto in avanti, mirando al braccio che impugna l'arma per torcerglielo.

Spoiler

do repentinamente una tallonata all'asse sotto di me, con l'estremo opposto (vicino a Ivan) che scatta in alto, con l'intenzione di farlo allontanare dalla ragazzina

Spendo un punto Furtività (passo da 3 a 2) per Sviare l’attenzione di qualcuno per un brevissimo lasso di tempo

poi, scatto in avanti, mirando al braccio che impugna l'arma per torcerglielo.

Sfidare il Pericolo

3 6 + 2 (DES)= 11

 

Edited by Danear
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