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Danear

Ordine del Drago
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20 Goblin

About Danear

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    Studioso
  • Birthday 06/29/1994

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    Maschio
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    Torino

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  1. Ahhh, il caro vecchio spiaccichio di budella sui muri! Mi riporta alla mente quel mio esplosivo apprendistato presso I Bombaroli dell'East quando avevo deciso di approfondire la conoscenza di quelle strane polveri orientali… Finì per ridipingere i loro muri, più o meno consapevolmente. Quando Dhalia esordisce con la sua battuta non riesco a rimanere serio: dapprima è un riso trattenuto, poi questo si libera e prorompe. Dei! Da quando ho assaltato quella maledetta carovana, questa è la prima volta che mi viene davvero da ridere! Ascolto Zandher parlare: la sua non-confessione mi
  2. Léon D'Avimbert, il Menestrello delle Cose Nascoste Guardo soddisfatto il risultato della mia operetta, compiaciuto dello sguardo interessato di Zandher. Mmm, devo ricordarmi di annotare queste note, potrebbe venir fuori un bel Rondo: qualcosa del tipo La Chiusa del Tempo o Ballata Indomabile della Bestia Doma o.. I miei vaneggiamenti vengono interrotti dall'entrata in scena di una delle due creature, ancora più grande e affamata di prima. Forse dovrei chiamarla Fallimento Annunciato, penso, mentre Zendhar prova a rimpinzare di magia l'essere. Penso a come aiutarlo e concl
  3. Léon D'Avimbert, il Menestrello delle Cose Nascoste "Ma che c.." quasi cado dietro per la sorpresa quando due esseri mai visti prima sbucano dalla botola, improvvisamente apertasi, e si dirigono verso Zandher, famelici - oserei dire -, a quattro zampe come bestie. Sono ancora incerto sul da farsi quando un pizzicotto di Dhalia mi riporta alla realtà: senza indugio lancio una sedia sgangherata a Zandher: vedendo il comportamento degli esseri, però, penso che non si è mai visto nessuno rubarmi la scena per così tanto tempo! Vi attirano le cose magiche? Guardate qui! Faccio cenno
  4. L'età passa per tutti, caro Léon. E, ad essere del tutto onesti, non se ne vedono molti della tua età a piede libero. Mi massaggio il bacino, dolorante. Accetto l'aiuto di Dahlia che, scommetto tutto, dentro di sé sta ridendo come una matta. Bofonchio un ringraziamento a denti stretti, alzando gli occhi al cielo al sentirmi rimbrottare come avessi la sua età. Non nascondo che la cosa, per un'istante, mi abbia dato una certa "serenità", quasi che fosse tutto un enorme gioco. Ma così non è. E anche una parte di me lo sa: per l'esattezza quella che, nel momento in cui fa la sua co
  5. Ciarpame. Ciarpame. Aspetta, cos'è quello?! Ah, no, altro ciarpame. Il viaggio entusiasmante che ho annusato poche clessidre fa inizia come un viaggio qualsiasi: incerto e che puzza di polvere e muffa. Mi guardo intorno, pensando a quando, tempo addietro, queste scale cigolanti e malridotte venivano percorse in fretta e furia per salvare le migliaia di donne, bambini e uomini del Sud…mentre penso a tutto questo, uno scalino marcio cede sotto il peso del mio tallone. Come una groviera. Anzi, la Storia stessa è come una groviera: bella e puzzolente. Dhalia sta, tanto per cambiare
  6. Saranno state le parole della ragazzina, il suo aspetto, la sua voce...ma nonostante veda le sue labbra muoversi, la mia mente vaga lontano. Alla Luna che ci arride Al cielo stellato che ci addita Al sentiero che dinnanzi a noi si apre: io e te, tu ed io, insieme. Che gli altri stiano pure a guardare. Mi viene da sorridere al ricordo di quelle parole sciocche scritte in gioventù: erano destinate ad una donna che conobbi una sera, giusto il tempo che ci volle per decidere che, per carità, belle le canzoni e la musica eh, ma vuoi mettere l'adrenalina del prossimo co
  7. Misuro la stanza in grandi cerchi, poi, improvvisamente, guardo Ivan con occhi spiritati: "MA CERTO! JHAVIS!" Ahh, Jhavis, Jhavis! Meravigliosa carogna avida! Penso dentro di me tutto contento. Ricordo ancora le parole con le quali mi ha conquistato anni addietro: Non c'è colpo più sicuro di quello fatto alla luce del sole. Era incredibile quanto fosse vero per lui: capendo di non essere tagliato per le scorribande sui tetti e i pugnali alla gola, Jhavis, finito l'apprendistato presso le Mani Bucate - piccola realtà di Zenithar, la Città Libera punto di riferimento per ciò che riguardava
  8. Gli torco il braccio con più forza finché non sento il tintinnio del coltello sul pavimento. A quel punto lo faccio girare e lo tengo fermo contro il muro, tenendolo per il bavero con una mano e puntandogli contro l'altra: "Se c'è una cosa che dovresti aver imparato in questi anni, è che Léon D'Avimbert non è un tagliagole: amo la vita, la bramo, devo poterla contemplare, in tutta la sua moltitudine. La morte è troppo definitiva, caro Ivan, ricordatelo" Lo lascio andare, guardandolo torvo: "Non osare mai più chiedermi di consegnare alla morte una ragazzina, o chicchessia, solo perché qua
  9. @willyrs Ho modificato la mossa Forse non sai chi sono sulla base delle indicazioni tue e di Marco dato che non vorrei rovinare la formattazione che hai fatto, pensaci tu stesso ad aggiornare la scheda, il file drive è già aggiornato ^^
  10. Testone di un rigattiere. Guardo quel patetico omuncolo accanto alla ragazzina, il pugnale stretto in una morsa nervosa, e non posso fare a meno di provare una certa tenerezza: Capiscilo, Léon, non si è mai ritrovato così a fondo nel letame! penso. Poi, però, penso altresì che, letame o non letame, minacciare l'unica persona che non ti vuole morto è da idioti. Non perdo tempo. La non resistibile integrità delle assi può darmi una mano: do repentinamente una tallonata all'asse sotto di me, in modo che l'estremo opposto (vicino a Ivan) scatti in alto, con l'intenzione di farlo allont
  11. Léon D'Avimbert, il Menestrello delle cose nascoste -Ultimo braciere, decimo giorno d'Inverno "Amico, STA' CALMO!" sbotto infastidito, scrollandomi di dosso le sue mani bianchicce e sudate e versandogli un altro abbondante bicchiere. Ah, Léon! Ti riprometti sempre che la mattina è troppo bella per passarla sbronzo, eppure eccoti qua! Ne verso un po' anche a me, lo tracanno, prendo un profondo respiro e spiego: "Eccola qua, testone di un mercante! Eccola qua la tua stramaledettissima Gemma della Notte!" gli lascio del tempo per fare il punto della situazione e riprendo "Sono sgo
  12. Léon D'Avimbert, il Menestrello delle cose nascoste -Ultimo braciere, decimo giorno d'Inverno Male. Male. Male. Male. Malissimo! Chiudo con forza il mio archivio personale, una massa informe di rotoli di carta, dalle dimensioni diversissime tra loro, nel quale ho annotato ballate mai portate a termine, spunti per nuove, contatti di questo o quello e altra robaccia che lì per lì reputavo importante. La descrizione di Ivan mi aveva ricordato qualcosa e ora, dando un'occhiata all'invito scarabocchiato di un nobile delle Città Libere che avevo stranamente conservato nell'archivio,
  13. "Mmm, capisco" Mi verso un abbondante bicchiere mentre medito sulle parole di Ivan. Quanti sapevano della Gemma? So che quelli che hanno contattato Ivan erano giovani e con un tatuaggio sul collo che può ricordare i Custodi del Sapere Ah, i Custodi del Sapere. Una vita spesa a impadronirsi di conoscenze che finivano irrimediabilmente per essere obsolete se non perfettamente inutili. Ho offerto i miei servigi lì nella fase della gioventù nella quale punti a essere quello che zittisce sempre gli altri a suon di parole. Poi ho scoperto che passare ai fatti è molto più semplice. Cer
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