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[TdG] Un Mondo di Cenere


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In Origine fu il Disastro...amen!

In Origine fu la Morte...amen!

In Origine fu l'Inferno...amen!

Io sono l'Angelo della Vendetta...io sono la Fine!

Frammenti di un poema trovato tra delle rovine semi sommerse del Pantano. Autore sconosciuto.

Antichi racconti, tramandati di generazione in generazione, forse fin dai primi Sopravissuti, parlano di una cosa che si chiamava sole, una specie di fuoco luminoso che splendeva in un cielo azzurro e senza nubi, prima del Disastro. Bah...storie per bambini, da raccontare nelle notti piu' fredde, quando la famiglia si riunisce intorno al fuoco di legna umida e sterco di animale per cercare un minimo di calore. Il cielo e' sempre grigio, coperto di nubi scure , grigie e pesanti. E cosi' deve essere sempre stato...senza nessuna luce magica nel cielo! Bah!

Il vecchio Zontas ha parlato proprio di quel raccontro prima di morire, la sera prima. Era l'ultimo, il vecchio Zontas. L'ultimo a parte voi cinque. E ha parlato del sole. Forse qualche allucinazione prodotta dalla febbre altissima che veniva all'ultmio stadio della Grigia. Cosi' e' stata chiamata, con molto poca fantasia, l'epidemia che ha distrutto la vostra comunita'. Voi siete gli ultimi. Avete buttato nel pantano il vecchio Zontas solo qualche ora fa e ora ve ne state a osservare la cenere grigia che scende dal cielo un po' meno scuro, un po' piu' grigio chiaro, che preannuncia un nuovo giorno di merda, in quell'inferno senza colori. Voi siete gli ultimi. Collina di Cenere non esiste piu'. Tutti i vostri amici e famigliari sono ora nell'umido abbraccio del Pantano, destinati a essere cibo per i mostri che sguazzano nel suo cuore putrefatto. Vi guardate intorno, catapecchie mezze marce, passarelle di legno scuro, una palizzata di canne di bambu' schizzate di fango secco. Quella maledetta palizzata affondava ogni giorno di qualche fottuto centimetro. E ogni settimana bisognava costruirne una nuova...il pantano la mangiava. Il pantano mangiava tutto e sembrava che il suo appetito non avesse mai fine. Il Pantano avrebbe mangiato anche voi alla fine. Forse era questo che vi aveva spinto, alla fine, a trovare l'energia per opporvi al vostro destino, al destino di tutti. Non volevate finire in quel caxxo di pantano! Nossignore! Collina di Cenere ...tra neanche un anno, senza la presenza umana, non esistera' piu'...tutto sara' affondato. Non vi manchera'...

Siete malati. Questo lo sapete, non vi fate illusioni. Come si fa a illudersi in questo mondo? Forse prima, quando c'era il sole, ci si poteva illudere. Adesso no. Qualcuno dice che non c'e' nient'altro oltre il Pantano. Che non c'e' nessun'altro. Che il Pantano si estende infinito in tutte le direzioni...e che alla fine, se una fine c'e', semplicemente finisce nel vuoto, un vuoto senza fine...alla fine! Ma voi la pensate diversamente. Ci avete pensato, qualche volta al Disastro...sembra impossibile pensare che solo Collina di Cenere sia sopravissuta a tutto quello che c'era prima...nel mondo del sole! Qualcun'altro deve essere sopravissuto. Qualcosa d'altro deve esistere al di la' del pantano. E magari quel qualcuno ha anche una cura per quella merdosisxima Febbre Grigia. Magari...magari non dovete morire, non subito almeno. Magari sareste morti nel tentativo di attraversare il Pantano...divorati o fatti a pezzi da qualcuno dei mostri che li' ci vivono...ma qual e' l'alternativa? Rimanere qui e aspettare il bacio finale del Pantano? Vaffanculox il Pantano...vaffanculox tutto!

Vi trovate nella passerella piu' esterna di Collina di Cenere. Quella che porta all'esterno, subito dopo i resti della palizzata di bambu'. Li' dove si veniva a cacciare mostri e a pescare qualcosa di vagamente commestibile nei canali del Pantano. Vi guardate un'ultima volta indietro, Collina di Cenere , il passato...vi voltate, sicuri che non l'avreste piu' rivista...

Per tutti

Spoiler

Il Pantano e' una palude molto umida, attraversata da numerosi canali e percorribile solo su stretti sentieri fangosi che formano passerelle naturali tra un canale e l'altro. La maggior parte di questi sentieri e' stretta e dovrete percorrerli in fila indiana, quindi specificatemi chi va davanti e chi va dietro, per ultimo. E' un mondo senza sole, quindi fa praticamente sempre freddo. La vegetazione e' composta principalmente da boschetti di canne di bambu' marroni e bassi alberelli contorti, con foglie dure, strette, a forma di aculei e con spine sulle loro punte. Dai canali acquitrinosi ai lati dei sentieri salgono sempre delle bolle dalle profondita' , che, scoppiando, liberano nell'aria un gas puzzolente e un vapore verdastro. Grandi zanzare nere con strisce bianche e rosse ronzano in continuazione intorno a voi, pungendovi in continuazione e creando un ronzio costante nell'aria.

Sapete di essere malati. Per adesso non ci sono conseguenze fisiche, ma sapete che prima o poi comincerete a soffrire i sintomi della malattia. In termini di gioco le vostre abilita', dopo qualche tempo, che non sapete, potrebbero subire penalita'. Questo vuol dire che dovrete trovare una cura, se una cura esiste, il prima possibile! 

 

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kurt vecchio avrei una battuta al proposito... Ma mi devo prima riprendere da una certa ginocchiata. Commento ridendo.ok. vediamo cosa c'è anche se i segni sui muri sono poco invitanti.

Kurt Weisser Descrizione E così te ne sei andato anche tu vecchio. Avrei giurato che se ne sarebbe andato prima Gehrman. Ho perso una scommessa... e non devo nemmeno pagarla, quasi da fest

COn il vecchio davanti , ad aprir la strada, scendete le scale pericolanti, notando vari scalini che potrebbero crollare da un momento all'altro. Raggiungete un altro corridoio, del tutto simile a que

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Padre Gehrman, Il Vecchio

Descrizione

Spoiler

Gehrman è un uomo anziano estremamente alto. Ha dei lunghi capelli grigi, come il colore dei suoi visibilmente appannati occhi, il viso è solitamente rasato anche se capita tal volta che non tagli la barba per qualche giorno. Indossa smunti abiti neri e porta un logoro cappello sul capo. La gamba sinistra, dal ginocchio in giù, è rimpiazzata da una rozza protesi di legno. Con sè ha sempre la sua falce con la quale combatte e si aiuta a camminare.

Alzo il bavero del mio abito pesante accompagnando con qualche colpo di tosse il corpo del vecchio Zontas che scende tra le braccia del Pantano. Questa è l'ultima cerimonia funebre tenuta a Collina di Cenere. Noi cinque rimasti probabilmente non ne riceveremo nessuna, il Pantano ci prenderà da solo senza che ci sia nessuno ad accompagnarci. Poco male comunque, meglio che marcire qui aspettando la morte. Ci portiamo avanti e le andiamo incontro noi.

Mi aggiusto il cappello sul capo. Mettiamoci in marcia prima che la nostalgia per quel vecchio mi travolga e decida di gettarmi dentro il Pantano con lui. Dico con un triste sorriso sulle labbra. La Febbre Grigia è una bestia vorace ed Il cammino sembra terribilmente lungo quando non sai qual è la tua meta... Sempre che ne esista una...

Apro una mano e guardo la cenere posarcisi sopra. Chissà se esiste davvero il sole. Sarebbe bello vederlo almeno una volta prima di morire. Con questi pensieri in testa sposto la gamba di legno scaricando il peso sul manico della falce. Il primo traballante passo di questo viaggio disperato.

Tutti

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Si inizia!!! Io starei per secondo o terzo nella formazione. Finché non trovo un'armatura degna di questo nome il mio pg è praticamente un glass cannon.

 

Edited by Fog
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Kurt Weisser

Descrizione

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Kurt è un uomo che non ha mai brillato per la sua altezza, anzi a Collina di Cenere c'erano diverse donne più alte di lui. Il suo viso è contornato da una barba castana ben curata, i corti capelli sono spesso nascosti dal cappuccio che tiene in testa. Sovente tiene in bocca una pipa anche se spenta. Raramente l'accende sia per risparmiare il tabacco, sia per la sensazione di piacere e disgusto che il tabacco gli dà.

Di corporatura atletica, veste con abiti dello stesso colore della palude, spesso ricavati dalle bestie che caccia.

E così te ne sei andato anche tu vecchio. Avrei giurato che se ne sarebbe andato prima Gehrman. Ho perso una scommessa... e non devo nemmeno pagarla, quasi da festeggiare. Do un'ultimo tiro alla pipa per poi sputare per terra. Osservo per qualche secondo il terreno, poi guardo i resti della nostra cittadina. in fondo non era poi tanto male.

Osservo gli altri sopravvissuti. Poteva andare peggio.

Il Vecchio ha ragione, dobbiamo andarcene da qui, restare sarebbe inutile.

Zontas farfugliava di altre città in passato, è possibile che forse ce ne sia ancora qualcuna. E che magari ci sappiano curare. Vecchio, tu sei il più anziano fra noi, hai forse una vaga idea di quale direzione prendere?

Se ci mettiamo in marcia preferirei stare dietro Xandra o Kirsten. Se devo marciare per ore o per tutto il giorno con un paio di chiappe davanti, che siano almeno un bel paio di chiappe!

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Xandra Grimm

Descrizione:

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Xandra è alta 1.70 circa di corporatura snella, sarebbe anche una bella ragazza se il suo corpo e il suo viso non fossero percorsi da cicatrici, ricordo del giorno in cui perse il padre. Ha capelli così chiari da sembrare bianchi, lei non è per nulla vanitosa o femminile, quindi li tiene in disordine e arruffatti, occhi verdi profondi ma vuoti come il suo io interiore. Ha vestiti ricavati da roba recuperata e quindi sono scompagnati tra di loro, fasce le proteggono le mani, la sua arma più potente.

Xandra finisce di rileggere gli appunti del padre, si ne è sicura da qualche parte c'è un luogo migliore dove potranno curare questo male e dare una svolta alla loro vita. Esce dalla baracca, silenzio troppo silenzio anche per quel luogo abbandonato. Inizia a girare per le baracche e inizia a trovare i primi corpi, qualcuno di vivo c'è ancora e sta gettando i corpi nel pantano. Sono in cinque cointando lei, il vecchio Zontas non lo conta neanche più entro sera di sicuro sarebbe morto. Aiuta gli altri senza mai proferire parola. Almeno ha trovato qualcuno intenzionato ad andarsene, non dovrà affrontare il pantano da sola. Mentre gli altri vegliano il vecchio morente lei deve fare ancora una cosa, si reca alla baracca cerca tutto quello che può tornarle utile per il viaggio, c'è ben poco, ma meglio di niente. Accende una torcia e dà fuoco alla baracca, niente ormai la lega a quelo luogo di me#da. Appoggia il bastone del padre sul tumulo che gli ha costruito e prega mentalmente, non sà bene a chi o cosa, secondo lei da molto tempo qualsiasi divinità ha abbandonato l'umanità a marcire nel pantano. Qualche lacrima le riga il volto sfregiato, si tira sù il pezzo di stoffa che le fà da sciarpa fino sotto gli occhi e si avvia per raggiungere gli altri. Come aveva previsto, il vecchio non ha passato la notte e gli altri stanno donando i suoi resti al pantano "cenere eravamo e fango diventeremo" pensa amaramente. A lei non interessa, si siede in disparte, su quella passerella è dove ha perso il padre, unico a cui deve il suo rispetto e il suo omaggio. Bene è ora di partire, un ultimo sguardo, poco lontano il fumo dei resti della sua casa si alzano oscurando ancora di più il grigiore naturale di quella fogna. Io vado per seconda, ho bisogno che qualcuno con più esperienza del pantano faccia strada. dice solamente, neanche fà caso a quello che dice Kurt, li conosce tutti, e gli è andata ancora bene, almeno non le è capitato nessuno di quelli che maltrattava lei e suo padre per i loro sogni e le loro credenze. Che potessero far da cibo ai vermi, lei avrebbe dimostrato che c'era un posto migliore da qualche parte, per se stessa e per la memoria del padre.

@Tutti

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Vado per secondo, se qualcuno ha sopravvivenza sarebbe il caso faccia strada ....

 

Edited by Rock_77
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Kirsten Birnbaum

Descrizione

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Abbastanza alta per una donna, quanto piu' degli uomini. Forte costituzione, robusta e atletica. Capelli corti, sguardo deciso e inseparabile bandana rossa sulla fronte, importante cimelio. 

Posizione sempre eretta e pronta all'azione, il suo sguardo tende ad essere sempre vigile. Ha sempre con se armi ed armatura, che mai toglie se non obbligata. Il suo compito di proteggere la gente le si è attaccato addosso fino a rimanere l'unica cosa importante. 

 

Un ultimo viaggio sulle mie spalle, ed il vecchio Zontas trova la casa del suo ultimo inquieto riposo finale. 
Tutti i deceduti o quasi del villaggio son stati portati in spalla da me, tenendo uno straccio sul volto e stracci sulle mani nella speranza di non contrarre qualunque cosa avessero... ma era un rischio che non potevo far correre agli abitanti. 

Dopotutto, da troppo tempo, ero rimasta l'unica Guardia. L'unica a proteggere la città da mostri, malattie, disordine. I miei migliori sforzi son comunque stati annichiliti dalla quantità e violenta intensità delle minacce e la Grigia ha vinto dove non potevo far nulla. 

Il mio sguardo vaga per un poco sul villaggio: subito mi viene istintivamente in mente ogni sezione della palizzata che oggi dovrei sistemare nel mio giro... ma ormai non serve piu'. Ho seppellito l'intero villaggio a parte i pochi attorno a me. Persone care, persone odiate, sangue del mio sangue e gente che poco conoscevo. Sbuffo: mi vorrei lasciare ai pensieri e ai ricordi, ma non è il tempo: ho ancora quattro persone che dipendono da me e non posso farmi vedere titubante a contemplare la mia casa e scacciare il pensiero di come tutto fosse stato un grande sforzo di inutilità, ma con vite umane. 

Serro il pugno attorno al grosso scudo ed alla lancia, dando le spalle al villaggio. Ormai è solo una tomba.

Mettiamoci in marcia. 

Restare sarebbe un idea migliore se ci fossero infermi a cui badare, o famiglie che rischierebbero troppo. Ma... ormai siam 5. Fortunatamente, cinque persone capaci di badare abbastanza a se' stesse, quindi non muoversi sarebbe una scelta stupida. La speranza di una cura, forse, è vana... ma se dobbiam morire, meglio sperando che attendendo l'inevitabile. 

Se compare qualcosa rifugiatevi pure dietro di me. rammento controllando che lo scudo sia ok. Il commento di Kurt mi strappa un mezzo sorriso ed un sopracciglio sollevato. Staro' io davanti a te evidentemente. Evitiamoci minacce da dietro... vedi di non concentrarti troppo sul mio sedere e di buttare un occhio attorno a noi per i mostri. 

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Johnathan Mangrave

Aspetto:

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John fin da piccolo era il più alto tra i pochi bambini malati che popolavano Collina di Cenere, la sua altezza che lo porta a sfiorare quasi i due metri fa sembrare il suo corpo esile eppure quei pochi che conosco bene John, sanno quanto il ragazzo sia capace di incassare i colpi e sanno pure quanti rapidi e precisi siano i suo colpi o peggio ancora la sua mira.

Il suo equippagiamento pare logoro e vecchio come tutto ciò che si trova nel vilaggio, oggetti rubati dai morti che la febbre Grigia reclama instancabilmente, indossa un logoro corpetto di cuoio, alti stivali sporchi dal fango che abbonda nella paluda tutt'intorno ed un logoro mantello più volte rattopato dalla smunto coloro grigio come la Cenere che tutto ricopre. 

Al volto porta sempre un sciarpa verde, tanto usata per prottegere le vie respiratoria dalla cenere quanto a nascondere il proprio volto, facendo trapelare solo due occhi vispi dal colore della nocciola. Un sacca di lunghe frecce sono assicurate al fianco destro del giovane mentre un  lungo coltello da caccia pende privo di fodero dal suo fianco sinistro un piccolo arco d'osso e di legno completano le armi della giovane guida.

 

Me ne sto seduto su di un piccolo atollo di nera terra intento a intagliare un pezzo di legno per creare un freccia, lontano una ventina di metri dalle due donne e i due uomini raccolti attorno al capezzale del vecchio Zontas, intenti ad aspettare che il Pantano ingoi il corpo di uno degli ultimi sopravissuti di Collina di Cenere. Quando il corpo del vecchio viene completamente inghiottito dal Pantano, sputo con disprezzo nel fango un grumo di saliva mista a catarro e sangue, a quanto pare la Febbre Grigia non risparmia nessuno, istintivamente porto la mano destra sul polso sinistro ascoltando così il battito cardiaco, ogni giorni queste pulsazioni si fanno leggermente più veloci, segno che l'infezione data dalla febbre avanza inerosabilmente, serve una cura altrimenti in breve tempo il mio corpo andrà a fare compagnia a quello del vecchio Zontas ed al resto degli abitanti del villaggio inghiottito dal nero mare del Pantano, è tempo di andare e forse questa volta non sarò solo.

Con molta calma raccolgo lo zaino con le poche cose di utilità raccatate nei giorni scorsi nelle rovine del villaggio, assicuro il coltello alla cintura e inserisco la corda negli incavi del piccolo arco. Mi alzo e con lunghi e lenti passi mi dirigo verso il gruppo dei quattro sopravissuti ,intenti a discutere tra di loro, superandoli e dirigendomi verso un uscita del villaggio, dopo qualche metro ma senza fermarmi esorto Se mettete i piedi dove li metto io forse nessuno di voi verrà inghiottito dal Pantano, se qualcuno vuole abbandonare la fila è libero di farlo ma di certo non tornerò indietro per salvare un morto, tenete gli occhi aperti come li tengo io e forse nessuno morirà quest'oggi, la fuori siamo prede inermi, ci sono creature pericolose che non sempre si possono affrontare a volte sarà necessario correre e nascondersi, spero in voi che siate bravi in questo...  senza voltarmi indietro a vedere se gli altri si sono decisi a seguirmi imbocco l'uscita del villaggio, una volta fuori osservo con attenzione il territorio circostante alla ricerca di qualche pericolo e ad una via sicura da seguire attraverso glia atolli che sbocciano dalla Palude.

@ MASTER

Spoiler

Check ability: Percezione +9 (+7 base +2 dato da territorio prescelto Palude), Conoscenza geografia+8 (+6 base +2 dato da territorio prescelto Palude), e Sopravvivenza (+7 base +2 dato da territorio prescelto Palude)

 

 

Edited by Gaspa
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Guidati da Johnathan vi allontanate definitivamente da Collina di Cenere. Anche camminando sui sentieri che escono dalle acque scure e melmose del Pantano, i vostri stivali vengono risucchiati dal terreno fangoso, e poco a poco si riempiono di fango scuro e puzzolente. Ogni tanto dovete fermarvi e toglierlo dalle suole, aiutandovi con bastoni o quant'altro. Ogni tanto vedete resti di bestie irriconoscibili, scheletri che spuntano per meta' dal Pantano, intrecciati a grossi rami e foglie scure come carbone bruciato. A volte vedete quelli che sembrano pezzi di muri sbilenchi, mezzi affondati nella melma e ricopeti quasi completamente da rampicanti violacei. Il silenzio e' profondo, un silenzio di morte, rotto soltanto dalle grosse zanzare che vi ronzano intorno, in fastidiosi nugoli. Ogni tanto qualcosa sguazza nelle acque scure. O qualcosa striscia nel fango proprio sotto i vostri piedi...il Pantano e' una strana mescolanza di vita e di morte.

Camminate per quasi tutti il giorno , fermandovi solo per un pasto frugale quando vi viene fame. Quando il grigio chiaro comincia a spegnersi nello sporco crepuscolo che precede il profondo nero della notte, cominciate a guardarvi intorno in cerca di un posto dove accamparvi. Una tozza collina circondata da bassi cespugli secchi , sembra proprio fare al caso. E' un po' fuori dal cammino che state seguendo, sulla destra, ma delle pietre appena affioranti formano un cammino facilmente percorribile. Quando arrivate, vi mettete a cercare legna per accendere un piccolo fuoco, per scaldarvi e per avere un po' di luce. Ma mentre siete intenti a questa operazione, vi rendete conto che quelle che in un primo momento avevate scambiato per basse gibbosita' naturali della collina, sono in realta' un basso muretto di quella che, una volta, doveva essere un qualche tipo di costruzione. Seguite le pietre per un po' fino ad arrivare in un punto scoperto di vegetazione dove Johnathan quasi inciampa in qualcosa di duro e grosso. Pensando a una radice nascosta dal fango, si inginocchia per guardare meglio. E la sorpresa e' grande quando tira fuori qualcosa di freddo al tatto. Un pezzo di quello che sembra una grossa catena nera attaccata a qualcosa sotto la melma...

Edited by Lamadanzante
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Padre Gehrman, Il Vecchio

Sii gentile giovane, reggeresti un istante la mia falce. Chiedo a Johnathan passandogli l'arma. Vediamo che ha pescato di bello la nostra guida... Afferro la catena con entrambe le mani e tiro con tutto la mia forza

Master

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In forza ho un +4

 

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Gherman , sicuro di se', prende tra le mani la grossa catena scura. Deve usare tutte e due le mani perche' gli anelli sono belli grossi. I suoi muscoli si tendono sotto l'evidente sforzo, i lienamenti del votlo si fanno tesi, ma lo sforzo e' vano. La catena deve essere attaccata a qualcosa di piuttosto pesante e lo strato di terra e fango che ha sopra, sicuramente non facilita l'operazione.

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Xandra

Passa l'intera giornata a pensare e non parla con i nuovi compagni ereditati da ciò che rimane di quello che una volta chiamava casa. Finalmente sembra che abbiano trovato un luogo dove riposare sull'asciutto.  Siete sicuri di voler scoprire cosa c'è la sotto? Dice pensando alle mostruosità che vivono nel pantano. Sembra che il vecchio voglia scoprirlo a tutti i costi anche se senza successo .... Uomini, pensano sempre con la parte sbagliata del corpo. Sandra si mette a cercare un bastone abbastanza resistente per far leva sulla catena e aiutare Gherman a liberarla dal fango.

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Percezione per vedere se trovo qualcosa x liberare un pò la catena dal fango. Se non trovo nulla aiuto a tirare FOR +2

 

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Xandra trova un grosso ramo li' vicino e lo usa per scavare intorno alla catena e liberarla dal fango e dalla terra. Scava per un po' , in profondita' e poi aiuta il vecchio a tirare dalla catena, che e' viscida e rende il tutto piu' difficile. Alla fine , pero', unendo gli sforzi, qualcosa si muove. Un rumore viscido, quando qualcosa si apre e il fango fluisce nel nuovo spazio, con uno schifos rumore di risucchio. Sembra che la catena era collegata a quella che sembra una botola. I due devono tirare ancora per qualche minuto, coprendosi di sudore e slogandosi quasi le spalle, prima di aprire completamente quella che si rivela effettivamente una botola di metallo arrugginita. La melma sta cadendo nel buco che si e' aperto, una gola buia e profonda della quale vedete solo dei gradini di metallo corroso attccati alla parete e che si perdono nell'oscurita'. Un odore di chiuso, umido, freddo e di cose morte vi investe le narici proveniendo da quella oscurita'...

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Padre Gehrman, Il Vecchio

Grazie infinite dell'aiuto. Dico con un sorriso asciugandomi la fronte. Raccolgo il bastone usato per togliere il fango e, passandoci una mano sopra e mormorando qualche parola, lo faccio risplendere di una fredda luce lattiginosa. È per voi più che per me, i miei occhi non sono più tanto buoni e non vedo molto bene da lontano. Getto il bastone nella botola e recupero la mia falce.

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Il bastone illuminato dalla luce magica di Gehrman cade nel vuoto, fino ad atterrare con uno sploc in quello che sembra un pavimento di pietra coperto del fango caduto dalla botola. I pochi metri illuminati dalla luce sul bastone mostrano il pavimento appunto, una parte di parete piena di crepe e nient'altro. Il pavimento sembra distare cinque metri circa dalla botola.

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Kirsten Birnbaum

Un viaggio lungo e non esattamente con una direzione precisa ci porta ad un bizzarro incontro: Una catena nera. 
Sto' per far notare che potrebbe essere uno sforzo inutile ma dopotutto la curiosità prende pure me. Non dico nulla, do' solo le spalle ai due all'opera tenendo sotto controllo il pantano in preparazione a qualcosa che potrebbe prenderci alle spalle in questo momento vulnerabile. 

Interminabile tempo dopo sento un rumore di risucchio e mi volto: sembra che ci sia una botola. Una stanza sembra trovare posto la' sotto, una antica stanza seppellita e dimenticata dal fango. Sbircio dentro, sollevando un sopracciglio. 

Sarebbe quasi un buon posto, se non da esplorare per risorse, almeno per nasconderci al sicuro per la notte. Ho timore pero' che il fango possa reclamare di nuovo la Botola mente siamo dentro. 

Vogliamo rischiare e controllare dentro? Vado per prima in caso. chiedo ai presenti cercando di confermare i miei dubbi.  

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Kurt Weisser

Lasciamo la città e procediamo attraversando la palude.

Le parole di Jonathan sono decisamente da lui, come se nessuno di noi sapesse dove abbiamo vissuto per tutta la nostra vita. Almeno il panorama è piacevole.

Verso sera raggiungiamo una sorta di collina, resti di antiche case sorgono mezzi affondati.  Una notte al freddo in mezzo al fango...

Fortunatamente troviamo quello che potrebbe essere un luogo asciutto. Ma quanto potrebbe essere sicuro? Dall'odore che ne esce non ci deve esser essere vivente da anni. Giustamente Kirsten suggerisce di controllare.

Faccio un passo avanti.

Ti accompagno volentieri Kir. Così la nostra impeccabile guida si riposa un po'... e poi devo pur sdebitarmi per il piacevole viaggio!

Detto estraggo la mia lancia e mi incammino verso le scale anticipando la nostra amata guardia cittadina.

Giunto in fondo alle scale dallo zaino estraggo una lampada che accendo, osservo quello che mi circonda.

@ master 

Spoiler

survival 5, perception 3, conoscenza doungeon 4, conoscenza natura 9

 

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Xandra

Non dividiamoci dice ancora ansimando per lo sforzo mentre i compagni già scendono in quel luogo buio. Estrae la lampada dal suo zaino accendendola prima di scendere e seguire Kurt in fondo alla scaletta. Prima di scendere però incastro la catena sui muretti che sporgno in modo chge non possa chiudersi la botola mentre siamo in quel luogo sotterraneo.

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Padre Gehrman, Il Vecchio

Sono d'accordo, non lasciamo sola la povera Kirsten con quel brutto ceffo! Dico con una timida risata mentre seguo i miei compagni dentro la botola. La gamba di legno scivola in continuazione tanto che son costretto a scendere la scala a pioli saltando su quella buona.

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Decidete di scendere tutti nella misteriosa stanza sotto la botola. Tutti meno Johnathan, che rimane di sopra. Dopo aver fissato la catena a un muretto mezzo diroccato di fuori, gli altri quattro iniziano a scendere. Gli scalini di ferro arrugginito scricchiolano in maniera sinistra, mentre sopportano il vostro peso durante la discesa. Alla fine qualcuno cede, sfaldando letteralmente la pietra ammuffita che li teneva su. Gli ultimi di voi devono saltare giu', fino al pavimento. Risalire sara' un po' piu' complicato...

Quando saltate giu' una decina di ratti grossi come piccoli cani scappano squittendo fuori dall'unica apertura che si trova di fronte alla scala. La stanza dove vi trovate e' un rettangolo di circa dieci metri per cinque. Le torce illuminano pareti verdastre, roccia ricoperta da spesso muschio. Su una delle parete lunghe vedete dei resti sbrindellati di quello che poteva essere un qualche tipo di tessuto appeso. Al solo tocco si sbriciola in polvere rossastra. Sul pavimento pezzi di legno marcio, che forse potevano essere mobili, tantissimo tempo fa. 

Non c'e' altro. L'apertura e' senza porta, una vuota bocca sul buio profondo dall'altra parte. Da quella bocca arriva una brezza gelida e carica del puzzo della putrefazione.

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