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TdG - Di Cosa Hai Paura - Specchi Infranti


Aleksi

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Di Cosa Hai Paura 

SPECCHI INFRANTI

Suggested Soundtrack

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"Sometimes the curiosity con kill the soul but leave the pain

And every ounce of innocence is left inside her brain

And through the looking glass we see she's painfully returned

But now off with her head I fear is everyone's concern

 

You see there's no real ending

It's only the beginning

Come out and play…"

__________    _    __________

Il pallido sole invernale era ormai arrivato a toccare il terreno all'orizzonte, al di sopra delle paludi, spandendo sul cielo cosparso di nuvole grigie una luce rossastra. L'aria fredda, troppo fredda anche per la stagione, aveva convinto buona parte della cittadina a rifugiarsi nelle proprie abitazioni, confortate dal riscaldamento o dal fuoco del camino. In quella luce, con le strade vuote e solo qualche solitario abbaiare in lontananza, Cajun's Repose sembrava un luogo in cui il tempo si era fermato. 

Dentro al Sun Rise la situazione non era molto differente. Nonostante fosse sabato sabato sera il locale era semivuoto. Erano state un paio di settimane lente per il locale. Da quando la temperatura era scesa così drasticamente in pochi si avventuravano fuori dalla porta per gustarsi specialità esotiche. Seduto al suo solito angolo, intento a mangiare lentamente un piatto particolarmente abbondante di pollo alle mandorle, Brett Spencer guardava distrattamente la televisione. Il volume non era alto ma visto il silenzio generale si riusciva a capire abbastanza facilmente. Il telegiornale locale aveva appena finito un servizio sul fidanzamento ufficiale di Jessica Fisherman, la secondogenita della famosa famiglia, con Ted Donovan, figlio di uno dei maggiori azionari nella concorrente azienda ittica, la Donovan's and Sons. Speculazioni erano state fatte sui veri possibili motivi di questa mossa. 

Dall'altro lato del locale una giovane coppia aveva deciso di sfidare il gelo ed era entrata da poco più di dieci minuti. Con la velocità che contraddistingueva il suo servizio, Sun Wei aveva subito mandato la figlia, Sun Mei, a prendere l'ordine ed ora si trovava alla piastra, intento a rosolare dei gamberoni con una mano, mentre con l'altra mescolava la salsa in cui sarebbero stati immersi. Conosceva la ragazza, si chiamava Rose Grayson. Veniva spesso al Sun Rise con le amiche ma non l'aveva mai vista in compagnia di un ragazzo. Lui non aveva idea di chi fosse ma da come parlottavano sottovoce era chiaro che tra i due c'era più che amicizia. Il cuoco sorrise spostando lo sguardo sul resto del locale per controllare il resto dei clienti. 

Quando Dylan Garret, che si trovava lì per guadagnare qualche spicciolo, lo urtò passandogli dietro si trattenne a stento da imprecargli contro nella sua lingua madre. Dal canto suo il ragazzo era troppo impegnato a trasportare una pesantissima cassa di bottiglie d'acqua dal retro al frigo dietro il bancone per accorgersi dell'espressione del cuoco. Appoggiò con fatica la cassa a terra di fronte al frigo e vi si appoggiò con le braccia tese, ansimando per lo sforzo. 

Sun Mei gli passò di fronte ridacchiando e scuotendo la testa, mentre si dirigeva verso l'ex-sceriffo, Joshua Sanders, seduto al bancone con una tazza di the verde caldo tra le mani. Desidera ancora qualcosa mr. Sanders? Gli chiese sorridendo, con il solito tono amichevole. Joshua era un cliente affezionato del locale e la ragazza sapeva come trattare i clienti affezionati. Sparse sul tavolo di fronte a lui c'erano una serie di fotografie di Natalie Leuman, una casalinga del paese. Il marito, Jason Leuman, sospettava che lo tradisse con qualcuno ma due settimane di sorveglianza avevano dimostrato che non era così. I rincasamenti a notte fonda, i weekend in gita con gli amici, le telefonate interminabili… erano tutti legati ad un club del libro a cui sembrava partecipare mezza città. Comunque sia aveva dato la notizia al marito ed ora poteva archiviare il caso.

Quando la porta si aprì, facendo entrare una folata di gelo accompagnata da un Thomas W. Leblanc avvolto in un pesante giaccone, le poche teste presenti si voltarono ad osservare il nuovo arrivato. Il pastore si accorse subito che era una di quelle serate in cui il tempo pareva non scorrere ed aveva deciso che era meglio aspettare che ripartisse in compagnia piuttosto che da solo. Accortasi di lui, Sun Mei gli sorrise, facendogli cenno di sedersi dove preferiva e che sarebbe subito stata da lui. Il calore del locale, rispetto al freddo dell'esterno, gli fece bruciare le orecchie per alcuni secondi ma tutto sommato era un cambiamento gradito. 

Oltre alla voce del telegiornale ed allo sfrigolio della piastra il silenzio sembrava regnare padrone. La luce rosse del tramonto allungava le ombre, entrando dalle ampie vetrate, nonostante l'illuminazione interna facesse di tutto per rendere uniforme la luce, tinteggiando toni vermigli sulle pareti. Sarebbe potuta sembrare una foto d'altri tempi.

Ok, benvenuti in Specchi Infranti! Considerate che più o meno vi conoscete tutti, anche coloro che non hanno legami l'un l'altro sanno più o meno chi è chi. La figlia del cuoco, Sun Mei, è anch'essa conosciuta da tutti visto che siete frequentatori del locale. Interagite, e fate quello che più vi pare. Non sentitevi obbligati ad aspettare la mia risposta se parlate tra voi, così come se volete utilizzare la coppietta o Sun Mei (senza esagerare, si parla ovviamente di dialoghi) fate pure.

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Sun Wei

 

Io detto te infinite volte stupido di un Dylan di non venirmi addosso mentre lavoro ! Tu distrai me ! E rovini mio spirito zen !

faccio dopo che ha appoggiato la cqassa lasciando un attimo la salsa per dargli sulla testa con un pezzo di giornale arrotolato messo al mio fianco proprio per questi casi,poi riprendo a cucinare dopo averlo appoggiato al suo posto. Il colpo non serve a far male, solo per fargl capire dove sbaglia come con i cani, il che può essere visto male come anche come un segno di prenderlo di affetto

Mei fa accomodare il pastore, e chiedi se vuole gamberi o altro stasera ? ricorda che gamberi arrivati freschi proprio oggi...molto buoni stasera...

intanto continuo a lavorare mentre Mei va a chiedere al pastore cosa desidera

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Joshua Sanders

Joshua sorseggiava il tè distrattamente, contando le foto nella sua testa e ripensando al tempo sprecato per quello stupido caso. Certo, era stato ricompensato ed era contento che non ci fosse un tradimento di mezzo - Natalie gli era sempre sembrata una brava donna e non sI fidava del tutto della capacità di Jason di controllarsi di fronte ad un adulterio - ma ogni tanto desiderava un po' più di imprevedibilità in quella esistenza sonnolenta che pareva attanagliare la cittadina. 

Fece cenno di no alla domanda di Sun Mei in maniera quasi automatica, sorridendole di risposta. Trovava la ragazza una delle poche cose ancora fresche a Cajun's Repose, uno dei pochi fiori ancora rigogliosi - e sperava per lei un futuro migliore altrove. Non certo per via del padre, ma per quella nebbia che aveva già investito tutti gli altri. Tutti loro...

Accolse l'ingresso di padre Leblanc con un gesto della mano, osservando come la sua sagoma ritagliasse una silhouette di nero sulla quinta rossastra disegnata dal sole morente. Lo invitò a sedersi, mostrando il posto vuoto lì accanto; ragionò che forse non fosse molto indicato farlo accomodare troppo vicino a Rose. A Rose e a quel tizio. Chiunque lui fosse. Si annotò mentalmente di cercare di scoprirne di più: era deformazione professionale, certo, ma anche puro e semplice buon senso, nel cuore dimenticato della Louisiana. 

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 Dylan Garret

il ragazzo sospirò posando la pesante cassetta con l'acqua E rovini il mio spirito zen disse in contemporanea con l'uomo. Oramai lo conosceva abbastanza bene da finire le sue frasi. Tutto rovina il tuo spirito zen, Wei aggiunse, iniziando a sistemare le bottiglie nel frigorifero. Sorrise a Wei mentre si prodigava per servire i pochi clienti e sollevò la testa quando il pastore entrò irradiando il locale della luce rossa del tramonto. Non aveva particolare simpatia per il prete, ma era una figura che tutti rispettavano, persino sua madre con quella sua stupida dissazione per Gesù e per la chiesa. Lunedì bisogna ordinare l'acqua, questa era la penultima cassa. disse al vecchio brontolone

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Thomas

Piuttosto felice per il calore del locale decido di ordinare qualcosa di sostanzioso. 

Una zuppa calda, cara. Va bene una qualsiasi, purchè bollente. chiedo con un sorriso gentile alla figlia del padrone. Una ragazza gentile, sicuramente più cortese dell'unico altro lavoratore al servizio di Sun Wei. Mi siedo ad un tavolo da solo, non per stare necessariamente da solo ma per comodità. Non ci sono molti clienti al Sun Rise, un tavolo per sé fa sempre piacere. 
Mentre aspetto che l'ordinazione prendo dalla tasca del giaccone una copia sgualcita di un saggio sui padri pellegrini, Roanoke. 

Lo sfoglio distrattamente, rileggendo le frasi che ho sottolineato e facendo mentalmente una scaletta del mio prossimo lavoro. Gioco con l'idea di un'altra pubblicazione da due anni, ormai, ed è più un passatempo che un vero impegno.
 

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Brett Spencer

Seduto al mio tavolo, presto ben poca attenzione a quello che succede attorno; giro a malapena la testa quando Padre Thomas fa il suo ingresso, e lo saluto con un cenno del capo che probabilmente non ha neanche notato. Rapidamente riporto la mia attenzione sulla televisione, ma è più un riflesso condizionato, perchè neanche quella mi interessa particolarmente.

L'unica cosa che questa sera mi interessa è il pollo, ma soprattutto la birra con cui lo accompagno: finisco la terza bottiglia, e faccio un cenno alla ragazza di portarmene subito un'altra.

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Joshua Sanders

Josh abbozzò un mezzo sorriso, riflettendo sul fatto che padre Leblanc non pareva nemmeno essersi accorto del suo gesto. Raccolse le foto e le tornò ad inserire nella busta, che ripose poi all'interno della cartelletta di cartoncino verde, sulla cui copertina campeggiavano, in un pennarello nero grossolanamente vergato, le sigle "J.L.-N.M". 

Narratore

Spoiler

 

Rimuginare su quel caso lo faceva pensare incessantemente ad Alycia. Era tutto il giorno che aspettava una sua chiamata, ma sapeva che, essendo sabato, il Bastardo le era stato vicino tutto il giorno. Lei lo aveva assunto per scoprire se Jim la tradiva. Fu una sorpresa vederla: era da tanto che Josh non aveva più avuto occasione per parlarle, fin da quando lui era all'ultimo anno del Liceo, mente lei era appena una matricola. Era bella già allora, anche se di una bellezza acerba, indefinita. I suoi capelli, al tempo, non erano ancora così meravigliosi, quei capelli a lui tanto cari, col loro profumo indimenticabile, ma già chiazzati di troppo bianco per tutti i patimenti, per tutte le botte ricevute. 

Quando Josh era ancora Sceriffo, aveva sentito molte storie sulla violenza di Jim, ma non aveva potuto farci niente. Alycia non lo aveva mai denunciato, forse per paura che lui potesse mettere a rischio il padre. O forse per paura che il giudice della Contea potesse ricevere una mazzetta il giorno prima dell'udienza cautelare. O forse, invece, per paura che lui lo venisse a sapere della denuncia prima di essere arrestato e la potesse cercare per vendicarsi, dopo essersi nascosto. Oppure, chissà, per paura dei suoi maledetti compari.

O forse perchè lei lo amava ancora, nonostante tutto.

Ma quei giorni erano definitivamente trascorsi, ormai. E Lycia - come la chiamava Josh, quando nessuno poteva udirli - era andata da quell'investigatore privato di cui tutti sparlavano, per assegnargli un incarico. Oh, certo, la scusa ufficiale, per chi avesse fatto qualche domanda, era che lei stava cercando informazioni su un certo terreno abbandonato vicino alla proprietà del padre, per capire a chi appartenesse, visto che nessuno, in città, ne aveva idea. Nemmeno il registro comunale era in grado di fare luce sulla faccenda. Uno dei tanti, strani misteri dimenticati spersi tra la foschia della costa oceanica e il crepuscolo eternamente brumoso dei Bayou.

Ma la verità era che lei si era stancata. Poteva anche sopportare le botte, ma, stranamente, non i tradimenti. E saltò fuori che Jim, decisamente, la tradiva. In continuazione. Con prostitute, ballerine di club e con amanti clandestine semi-fisse. Lei lo sapeva già, ovviamente. Quell'uomo, tanto carnale, tanto passionale, tanto fisico, improvvisamente aveva smesso di toccarla, di cercarla, di possederla. Nonostante non avesse mai avuto problemi a farlo anche contro la volontà della donna. Non poteva certo essere diventato improvvisamente casto.

Josh le portò le prove. Tante, troppe. In appena venti giorni, aveva radunato talmente tante foto, aveva registrato talmente tante conversazioni intime da rendere l'intera faccenda quasi surreale. Josh si ricordava ancora la faccia di lei: all'inizio sconvolta, poi sempre più fredda, impassibile. Alla fine, quasi sollevata, in realtà. Non aveva nemmeno pianto. 

A seguire, altri incontri, in cui lei gli aveva chiesto consigli, dritte legali, sempre timorosa, sempre spaventata da quello che il Bastardo avrebbe potuto farle se si fosse accorto della sua consapevolezza, se si fosse reso conto che lei stava pensando di lasciarlo. Quegli incontri, a cui Josh aspirava sempre più, su cui imperniava le sue giornate. Fino a quel pomeriggio, in cui aveva finalmente trovato il coraggio di baciarla. In cui si era reso conto che anche lei lo desiderava. Quel pomeriggio in cui il suo piccolo ufficio, con la porta chiusa a chiave e la tendina del vetro abbassata, era diventato il loro rifugio segreto, l'alcova di due amanti che non potevano fare il minimo rumore.

Josh riallacciò il filo disperso dei suoi pensieri vaganti e guardò di nuovo il cellulare appoggiato sul tavolo. Fra poco lui sarebbe uscito, prima ad ubriacarsi coi suoi compagni, per poi finire allo strip-club lungo la statale dove avrebbe assistito allo show di Josie. O di Rebecca. O forse sarebbe stata la sera di Annette. O di Ruby. Non aveva importanza, tanto i 50 dollari infilati nelle mutandine della sprovveduta di turno sarebbero diventati  200, sganciati sotto banco per un incontro privato al motel.

@Aleksi

Spoiler

Ho messo questo lungo pezzo sotto spoiler in parte perchè è una questione privata di Josh (ma non ho problemi a condividerla, se a te sembra funzionale al gioco), in parte, e soprattutto, perchè c'è parecchia roba che riguarda la città, pertanto, se non è adatta alla tua storia, puoi sempre cambiarla.

 

Josh strinse i pugni, fece per prendere il cellulare in mano, poi si calmò e guardò rassegnato verso Sun Mei. "Un'altra tazza, per favore", le chiese. Poi fece cenno a Dylan di avvicinarsi

@Narratore e Dylan Thomas

Spoiler

e gli mostrò un bigliettino, tutto spiegazzato, su cui aveva velocemente abbozzato la scritta ”Sai chi è il tipo con Rose?".

 

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Sun Wei

 

Signor Sun Wei ragazzo...signore...il giorno in cui ti lascerò chiamarmi solo Wei sarò due metri sotto terra

faccio squadrando male il ragazzo come sempre,dopotutto se non mi lamento almeno dieci volte al giorno non sono felice

Intando Sun Mei sta servendo ove necessario i pochi clienti al meglio mentre io preparo le ordinazioni

Tu Dylan segna sulla....come si chiama...lavagnetta...ecco segna sulla lavagnetta sul retro che bisogna comprare l'acqua...poi chiami e la ordini...

faccio mentre porto personalmente la zuppa al reverendo mentre Sun Mei prende il resto delle rodinazioni e già fatte e le porta

Signor Reverendo è un piacere...tenga

faccio servendogli la zuppa a cui sopra ho aggiunto uno spiedino con tre gamberi in tempura sopra

i gamberi glieli offre la casa...sono arrivati oggi...e deve assolutamente provarli

faccio sorridendo

 

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 Dylan Garret

agli ordini...Dico prendendo il cartone che conteneva le bottiglie d'acqua e portandolo sul retro. Se però prendo iniziative dici che devo sempre chiedere e che non imparo mai.  Faccio l'occhiolino a Mei mentre segno le cose da prendere.
 

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