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Menog

Circolo degli Antichi
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555 Titano

About Menog

  • Rank
    Maestro
  • Birthday 05/08/1992

Contact Methods

  • Skype
    non presente

Profile Information

  • Gender
    Maschio
  • Location
    Montecchio Maggiore, Italy
  • GdR preferiti
    D&D,DH
  • Occupazione
    Sommelier
  • Interessi
    Videogioco, Scienza, Filosofia Judo, Warhammer 40.000, Warhammer, Khorne, Pizza Il Signore Degli Anelli Trilogia, Terry Brooks, Christopher Paolini, T
  • Biografia
    Ho letto che bere fa male...ho smesso di leggere -W.S.

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  1. Gantulga Cerco di rimanere impassibile ale parole dell'uomo che ho capito esser dietro fare qualcosa di probabilmente illegale per questi popoli, spero non anche per il mio. divaajin bidend sain ilgeene gej naidaj baina (speriamo il cielo ce la mandi buona) faccio tra me e me sospirando per poi fare due fischi corti mentre mi avvio dietro di loro Intanto in cielo seguendo il segnale il mio falco osserva la zona dall'alto pronto ad invervenire se dovessi fare un segnale o dovesse notare qualche ostile nei miei riguardi come gente in agguato e simili dove stiamo andando ? chiedo dopo poco mentre li seguo non siete stao molto chiaro sul vostro affare con gli uomini di pietra
  2. Ah comunque mi torna in mentre che conosco uno di voi Ho fatto da guida a Johann in passato e mi deve un favore Quindi almeno conosco il guerriero XD
  3. Sharkharvur - Kha vicolo dell'uomo fantasma
  4. L'unico più esterno forse sono io essendo di molto fuori, ma viaggio molto essendo nomade, quindi posso avervi conosciuto o aver sentito di voi. Rimango comunque quello più distante da voi nello spazio ora come ora essendo io a fichi XD XD
  5. Gantulga Il canale di scolo pare un idea, ma passare per un ladro non è quello che vogli, quindi opto per provare ad avvicinarmi al gruppo nella porta secondaria, dopotutto parlare con i nobili di questi popoli è quello che voglio, forse loro possono aiutarmi a trovare gli aiuti per i tempi che verranno. Mi avvicino calmo con i palmi in avanti come usanza del mio popolo per mostrare che non si nasconde nulla Sain baina uu minii ner Gantulga baina faccio salutando prima nella lingua del mio popolo per poi ripetermi nella loro lingua Buongiorno, io sono Gantulga Cacciatore della tribù di Astari mi rivolgo quindi ai tre nobili rimanendo con i due palmi verso di loro chiedo a voi del popolo di pietra udienza per affrontare i tempi che verranno
  6. Gantulga Esterno delle Mura, Padiglione esterno. Fin dove il takhi può arrivare... continuo a ripetermi tra me queste parole mentre osservo la tendopoili e la città di pietra davanti a me. Vedere tutte quele persone ammassate senza rispetto per il mondo mi fa quasi disgusto...le tende non hano una logica, non hanno direzione, ognuno si è messo dove voleva senza considerare di creare unità... La città davanti a me mi da ancora più un senso di chiuso e di angoscia...non è la prima cehe vedo nel mio viaggio, ma il nome che le hanno dato è proprio veritiero, ai miei occhi è proprio un posto grigio, nulla a che vedere con l'infinità delle steppe e dei suoi colori. Ma so che devo entrare se voglio trovare aiuti per il mio popolo...questo è il mio compito come cacciatore, aiutare il mio popolo al costo della mia vita se necessario Inizio quindi ad esplorare il perimetro delle mura per osservarne i punti d'interesse : porte, torri, guardie e magari anche punti attraversabili in diversa maniera
  7. La C vicino a Iskal appunto. poi le steppe nella zona nera a fianco a Nord est inesplorata a popoli delle città e dove non esistono confini. Il regno dei nomadi è fino a dove si può spingere lo zoccolo del takhi secondo gli usi del mio popolo. questo in realtà fa sì che tutti i regni siano sotto il dominio nostro dal punto di vista del mio popolo, ma non ci teniamo a farvelo sapere per ora XD XD
  8. Ok in tal caso possibile che la zona viola scuro ad est sia la zona ove ci sono i più "sedentari" delle tribù che commerciano con i vari regni, sanno scrivere e leggere ecc... e poi ad nord-est ci sia la zona di steppe in cui invece vivono altre varie tribù di nomadi veri e propri. Quindi si potrbbero segnare tre "città" di altrettante tribù nella zona viola Per i vari regni pensare di commerciare oltr enon avrebbe senso visto che sarebbe come cercare un di catturare il vento Quindi alla domanda di chi ha comprato di recente cavalli potrebbe essere due feudi di Riskal.
  9. Sharkharvur - Kha vicolo dell'uomo fantasma
  10. Mi sono perso con la mappa a un certo punto XD in che zona dovrebero essere le steppe ? zona rosa ? perchè quelle nella mappa mi paiono tutte zone piccole per popoli nomadi (sempre che non mi stia sbagliando con la scala)
  11. Sull'unificazione delle tribù aspettavo a capire il Dm, anche perchè lo straniero del barbaro prende spunto daKull e Conan ove il barbaro viene da un altra isola o terra così lontana da esser leggenda più che da una zona vicina
  12. Sharkharvur - Kha vicolo
  13. Ogni tribù commercia con altre i cavalli tranquillamente, con gli altri regni si commercia meno e pochi esemplari, tutti maschi castrati per impedire che questi si impadroniscano della razza. Di recente due regni che stanno avendo dispute sui confini hanno acquistato i cavalli da due tribù delle steppe. Alle tribù che i due siano in contesa non interessa in quanto gli affari degli uomini dalle città di pietra non interessano agli uomini liberi (lascio a chi fa parte dei popoli delle città di pietra decidere regni e dispute del sud del mondo se possibile^^) Le steppe si trovano a nord rispetto ai vari regni, ma ancora più a nord ci sono i ghiacci eterni, le zone più fredde del mondo. Il cavallo takhi e il popolo di Gantulga riesce a vivere in queste zone fredde e riesce anche a spingersi anord se necessario. Il cavallo sa scavare la neve e cercare la rada erba sotto se necessario e il cavaliere sa bere aprire il fianco del cavalloe berne il sangue caldo e richiudere il tutto se necessario per viaggiare sulle vette più alte del mondo. Le regioni più fertili e temperatesono a Sud rispetto alle steppe, lì stanziano alcune delle tribù che più hanno rapporti con i regni delle città di pietra. Queste tribù sono meno nomadi rispetto a quelle più a nord, ma fanno parte dello stesso popolo, anche se nessuno fin ora ha provato a riunire le tribù da secoli "Tanto e tanto tempo fa c'era un giovane cacciatore di nome Hailibu. Era d'indole buona e generosa, sempre pronto ad aiutare gli altri. Quando tornava dai monti e dai boschi con qualche preda la divideva generosamente con i suoi vicini. Era amato e benvoluto da tutti. Un giorno andò a caccia sui monti. Mentre s'inoltrava nel folto della foresta vide ai piedi di un albero un cucciolo di lupo bianco che dormiva pacifico. Passò oltre senza fare rumore per non disturbarlo. Un attimo dopo un'aquila piombò ai piedi dell'albero afferrò il lupo col becco e volò via veloce. Il cucciolo gridava disperato "Aiuto! Aiuto!". Hailibu prese rapido una freccia, tese il suo arco e la scoccò per colpire l'aquila che già stava alzandosi in volo nel cielo. L'uccello colpito vacillò, ondeggiò nell'aria e lasciò cadere il piccolo lupo bianco. Hailibu appena lo vide sano e salvo per terra, gli disse: "Tu, piccola creatura! Corri a casa dai tuoi!". Il lupo mosse in qua e in là la testa in segno di gratitudine e scomparve fra le foglie e l'erba del sottobosco. Hailibu continuò per la sua strada. Il giorno dopo, mentre passava per il medesimo posto, Hailibu vide un piccolo lupo bianco che gli veniva incontro sullo stesso sentiero, seguito da un gruppo da altri lupi del medesimo tipo. Stupito, stava per spostarsi per lasciarli passare quando il piccolo lupo bianco disse rivolto a lui: "Salute a te, mio salvatore! Tu certo non mi riconosci, io sono la figlia del re dei lupi. Ieri mi hai salvato la vita. I miei genitori mi hanno mandata qui per invitarti nella nostra casa in modo che essi possano esprimerti la loro gratitudine". Il piccolo lupo bianco continuò: "Quando sarai là non accettare nessuno dei regali che essi vorranno offrirti, chiedi solo la pietra preziosa che mio padre tiene sempre in bocca. Se l'avrai e la terrai in bocca, potrai capire il linguaggio di tutti gli animali della Terra. Sta' attento, però: non dovrai mai raccontare a nessuno quello che tu ascolterai dagli animali, altrimenti il tuo corpo si trasformerà in pietra e morirai!". Hailibu annuì e seguì il piccolo lupo bianco. S'inoltrarono in una grande valle, lungo un sentiero che li condusse davanti a una grande porta; allora il piccolo lupo bianco disse: "I miei genitori ti stanno aspettando, usciranno ad accoglierti". Infatti, mentre parlava, il re dei lupi uscì e lo salutò con molto rispetto: "Tu hai salvato la vita alla mia figliola. Ti ringrazio di cuore. Dietro questa porta sono custoditi tesori di valore inestimabile, vorrei mostrarteli; prendi ciò che più ti piace". Con queste parole condusse Hailibu dentro la casa. Le sale erano tutte piene di gioielli, ori e pietre preziose, perle, brillanti e giade in quantità enorme. Il re dei lupi lo portava da una sala all'altra mostrandogli compiaciuto tutte quelle ricchezze; Hailibu guardava ma non sceglieva nulla. Alla fine, dopo essere passati per decine e decine di stanze, il re dei lupi con grande imbarazzo, disse: "Nessuno degli oggetti preziosi che hai visto è di tuo gradimento? Non ti piace nulla?" Hailibu rispose: "Maestà sono tutti stupendi e certo di valore inestimabile, ma servono solo come ornamento e per bellezza. A un cacciatore come me non servono a nulla . Se vostra maestà desidera davvero farmi un regalo che sia per me utile e prezioso, mi dia la pietra che consuma nella bocca". Il re dei lupi rimase stupito, pensò per un attimo, infine sputò la pietra che teneva in bocca e gliela consegnò. Così Hailibu prese congedo dal re e uscì dalla reggia. Il piccolo lupo bianco lo seguì per un tratto e prima di prendere congedo da lui lo avvertì: "Ora che hai quella pietra magica, potrai conoscere ogni cosa. Ma sta' attento! Se dirai ad anima viva quello di cui verrai a conoscenza, ti trasformerai in pietra e morirai! Non dimenticarlo mai!". Da quel giorno Hailibu continuò ad andare a caccia come sempre, ma da allora in poi per lui tutto fu molto più semplice: con quella pietra magica egli poteva capire il linguaggio degli uccelli, degli animali piccoli e grandi, così sapeva sempre dove si trovavano le sue prede ed era facile per lui catturarle. Passò molto tempo fino a quando un giorno, mentre camminava in un bosco, sentì alcuni uccelli parlottare fra loro concitatamente mentre volteggiavano nell'aria: "Dobbiamo volare via in fretta da questo posto! Domani le montagne qui intorno saranno scosse da un terremoto tremendo ed erutteranno fuoco e fiamme; i campi saranno distrutti e bruciati e chissà quanti animali moriranno!". Sentito questo, Hailibu non pensò più a cacciare; corse immediatamente al villaggio e radunò i suoi compaesani: "Noi dobbiamo scappare via più in fretta possibile da questo posto" disse. "Non possiamo assolutamente stare qui! Credetemi, dobbiamo andare via!" I suoi compaesani a quelle parole rimasero molto perplessi. Qualcuno pensava che Hailibu fosse diventato matto. Nessuno gli credeva. Hailibu, disperato, chiese a un tratto: "Devo morire per convincervi che sto dicendo la verità?". Alcuni anziani dissero allora: "Tutti noi sappiamo che fino ad ora tu non ci hai mai mentito. Ma adesso te ne esci parlando di disastri, di terremoti, di eruzioni, di fuoco e fiamme. Come fai a sapere queste cose? Chi te le ha dette e come mai sei così convinto che siano vere?". Hailibu rimase un attimo perplesso: se avesse detto loro la verità sarebbe stato trasformato in pietra, se fosse fuggito via da solo tutti gli altri sarebbero periti il giorno dopo. Decise allora di raccontare tutto ciò che gli era successo, da quando aveva incontrato il piccolo lupo bianco fino a quando aveva avuto in dono la pietra magica; quale era la condizione per rimanere vivo e cosa aveva sentito dire dagli uccelli sui monti. Mentre parlava, piano piano il suo corpo s'irrigidiva e si trasformava in pietra, fino a quando davanti alla gente del villaggio non rimase che una statua immobile. Nel vedere quel prodigio tutti radunarono le loro cose e le loro bestie e si allontanarono in fretta da quei luoghi. Già mentre camminavano il cielo cominciò a farsi scuro; nubi nere e minacciose coprirono l'aria mentre boati terribili scuotevano la terra e le montagne intorno. Per tutta la notte seguente una bufera tremenda sconquassò la zona e il giorno dopo le montagne eruttarono fuoco e fiamme, distruggendo ogni cosa nelle valli intorno. Quando fu tutto finito gli abitanti del villaggio commentarono addolorati: "Se Hailibu non avesse sacrificato la sua vita per noi ora saremmo tutti morti in quel disastro!". Allora cercarono la statua di pietra in cui era stato trasformato Hailibu e la portarono in cima a un monte. Da quel giorno in poi non cessarono mai di andare a rendere omaggio a quel piccolo eroe che aveva salvato le loro vite. Ancora oggi esiste quella statua e ancora oggi in Mongolia esiste un luogo che viene chiamato "il monte di Hailibu" e la gente dei dintorni non manca di andarvi in pellegrinaggio per ricordare quell'episodio e quel gesto generoso." Per questo chi viene nominato cacciatore dopo il rituale del sangue della sua prima preda ha su di se il dovere di provvedere al bene della tribù a qualsiasi prezzo, anche la sua vita se necessario in cambio come Hailibu otterrà doni dalla natura che gli altri non possono nemmeno immaginare, ma il prezzo finale sarà quasi sempre la vita del cacciatore per il bene della tribù PS è una leggenda vera del popolo mongolo da cui sto prendendo esempio per creare il tutto ^^ Ho un debito per la liberazione di mia sorella dai Tarkir, una delle tribù delle steppe. Fu fatta prigioniera durante una razzia fallita(se non peri l rapimento) e per liberarla chiesi aiuto alle altre tribù perchè il tempismo era tutto, ma non potevo chiedere ai miei fratelli perchè dovevano occuparsi di recuperare le mandrie disperse. Riuscimmo a liberarla e da allora ho un debito di sangue con colui che mi aiutà ad entrare nel campo Tarkir a recuperarla
  14. Oggi sono un po' in vacca con il lavoro. Comunque faccio il giro furtivamente per andare nel vicolo e origliare
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