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Dragons´ Lair

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Capitolo 3 - Death on the Reik

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Mìa

"Finiranno mai gli orrori di questo luogo?", disse Mìa, sconsolata, per poi riprendere con un tono più propositivo: "Noi abbiamo appena eliminato la strega che vi ha tirranneggiato negli ultimi anni, ma credo che questo luogo maledetto nasconda ancora altre oscenità...

Come state? Avete bisogno di ricongiungervi col resto dei vostri? Mi dispiace per tutte queste vostre perdite, ma siamo sulla buona strada per far terminare, definitivamente, l'ombra dei Wittgenstein su queste terre".

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Ludwig

Mia fece un breve riepilogo della situazione ai ribelli rimasti vivi, come sempre la giovane sacerdotessa si dimostro' decisa su quali fossero i loro prossimi passi.

"Avete qualcosa per curare le ferite? Il comante qui e' piuttosto acciaccato e sembra che sia ancora un sacco di mostri da ammazzare in questo castello maledetto"

chiese sperando che i ribelli fossero meglio equipaggiati di loro

  • Autore

Aubentag 33 Sigmarzeit 2512 i.c. - Sera [pioggia fine - inizio estate]

"Avete ucciso la figlia della Baronessa?" disse Hilda con gli occhi che si illuminavano di speranza mentre anche gli altri ribelli si voltavano ad osservare "non ci credo: ora finalmente vi è una speranza di cambiare qualcosa"

"Si abbiamo subito delle perdite, ma finalmente la morte dei nostri compagni non è stata vana" aggiunse

Poi voltatasi verso Gudrod alle parole di Ludwig annuì "Sì: posso pregare gli spiriti della natura di aiutarvi." disse "ma ci serve un luogo tranquillo, una sala non macchiata dal sangue di creature morte"

Ludwig

Finalmente una buona notizia, i ribelli avevano proseguito il loro attacco e presto avrebbero ricevuto delle cure.

"Sbrigiamoci allora che poi voglio andare a ripulire il tempio di Sigmar, l idea che possa essere stato usato per chissa quale maleficio mi disturba"

disse il ragazzo sorpreso delle sue stesse parole

Mìa

"Sì, proseguiamo. Poi, dovremo per forza tornare in questa ala e proseguire oltre: evidentemente, qui si sono radunati altri orrori", annuì Mia. 

Gudrod

Lo sguardo colmo di gratitudine verso la donna non fu seguito da parole. Cercò di rammentare un posto tranquillo e pulito come richiesto ma si trovavano nel castello degli orrori e quindi l'unica possibilità era uscire all'esterno dove la pioggia magari aveva ripulito il cortile.

Forse nemmeno gli spazi esterni ancora inesplorati sarebbero stati adatti.
"Possiamo anche prenderci qualche ora di pausa e riposare. L'importante è che il cadavere della donna e della sua creatura vengano rimossi e magari bruciati."

  • Autore

Aubentag 33 Sigmarzeit 2512 i.c. - Sera [pioggia fine - inizio estate]

Presto i tre amici accompagnarono Hilda fuori dalla residenza della famiglia von Wittgenstein, al riparo dalla pioggia grazie al tetto che sporgeva

Il cortile, seppur lavato dall'acqua, restava un posto tetro, con la fossa al centro che emetteva miasmi e lamenti

Lì Hilda bendò loro le ferite e poi versò del latte sopra di esse invocando il prete guaritore della natura

Subito la stanchezza si affievolì e alcune ferite si rimarginarono

"Madre natura appoggia la nostra causa" disse la donna "non è comune che risponda alle mie preghiere, ma questa volta mi ha ascoltata per tre volte di seguito. Vuol dire che siamo nel giusto"

@all

Spoiler

Mia recupera 9W
Ludwig recupera 10W
Gudrod recupera 9W

Tutti sono riposati come se si fossero appena svegliati

 

Ludwig

Accetto' di buon grado le bende e gli unguenti, un po meno le strane invocazioni che sembravano aver uno strano potere di guarigione.

Nei mesi passati accanto ai suoi compagni aveva capito che non esisteva una magia buona e una cattiva ma che tutta la magia poteva facilmente degenerare.

"Cosa facciamo ora? Andiamo a ripulire il tempio del buon Sigmar?"

Chiese sperando di poter ripulire quel luogo sacro dagli scempi che sicuramnete quella perversa famiglia vi aveva perpetrato

Mìa

"Possiamo provare a darci un'occhiata dentro, sì. Ma poi dovremo per forza tornare dentro al maniero, temo... c'è un'intera ala ancora da percorrere, se non erro", disse Mìa, in risposta al ragionamento del ragazzo. 

  • 2 settimane dopo...
  • Autore

Aubentag 33 Sigmarzeit 2512 i.c. - Sera [pioggia fine - inizio estate]

Mentre i ribelli prendevano il comando delle stanze liberate, gli amici aggirando la fossa in mezzo al cortile si diressero sotto una pioggerella fine, verso quello che doveva essere un tempio di Sigmar: sulla facciata si potevano ancora vedere affreschi di scende della vita del patrono dell'Impero, dalla sconfitta dei gobelin e l'ottenimento del Ghal Maratz, al combattimento con il capo dei Teutognens, la battaglia del Passo del Fuoco Nero fino al viaggio finale. 
La maggior parte degli affreschi erano stati strappati.

Una doppia porta di quercia rinforzata con barre di ferro era leggermente aperta e da questa usciva un fumo acre color lavanda accompagnato da una melodia cacofonica.

@all

 

Mìa

"Beh, c'è sicuramente qualcuno dentro. O qualcosa, visto come vanno qui le cose...", sussursussurrò Mìa, appoggiando poi l'orecchio alla porta.

Ludwig

Magari per una volta potremmo provare il brivido di fare irruzione in un posto infestato di mostri in forze”

disse il ragazzo guardandosi intorno in cerca dei ribelli

Gudrod

Risollevato dalla temporanea vittoria sulle forze del chaos e soprattutto rigenerato sia nel corpo sia nello spirito dalle cure di Hilda, il norsmanno fece volteggiare la sua grande ascia sopra la testa... così anche da essere sicuro di non colpire nessuno.
"Che Ulric guidi la nostra furia. Finiamo di ripulire questo luogo malsano e lasciamolo alle cure di questa prodigiosa ragazza." concluse guardando Hilda ancora grato per le sue preghiere.

Guardò il tempio e ci si diresse assieme agli altri a larghi passi, una volta giunti di fronte si legò un pezzo di stoffa davanti a bocca e naso osservando l'acre fumo fuoriuscire.
"Spazziamo via chiunque abbia dissacrato questo posto."

  • Autore


Aubentag 33 Sigmarzeit 2512 i.c. - Sera [pioggia fine - inizio estate]

Dei 14 ribelli che erano penetrati nel palazzo dei von Wittgenstein, erano rimasti in grado di combattere in dieci. 

Quattro di questi, vincendo l'atavico terrore per quei luoghi, si affiancarono ai compagni pur non avendo il coraggio di entrare per primi

Uno di questi si avvicinò ai compagni e disse "Questo luogo incute terrore: forse anche più di quella fossa laggiù. Che Taal ci protegga: non so che nefandezze troveremo. In ogni caso siamo qui: diteci cosa volete che facciamo"

Poi attese che qualcuno degli amici aprisse la porta

Ludwig 

Suoni e fumi che fuoriuscivano dal tempio non preannunciavano nulla di buono.

Sigmar misericordioso dammi la forza

mormoro’ mentre attendeva gli oedini che Mia avrebbe dato loro

Mìa

Mìa fece una smorfia.

"Forse è una cerimonia. Ma non so quanto depravato. Sento alcune voci: la cosa migliore è entrare e eliminare chiunque, cercando di sfruttare la sorpresa. Questa profanazione reclama la giusta ira dei devoti", suggerì poi, faticando a celare il tono furioso della sua voce. 

Sigmar non era il suo dio, ma era comunque un dio degli uomini dai buoni principi e non meritava le oscenità di quella gente empia e corrotta. 

  • Autore

ubentag 33 Sigmarzeit 2512 i.c. - Sera [pioggia fine - inizio estate]

Aperta la porta ai compagni si mostrò il tempio

Era costituito da un'unico ambiente anche se nella zona sopra la porta vi era un soppalco per un terzo della dimensione della stanza, raggiungibile da una scala a pioli posta sulla destra dell'ambiente.

Sulla parete opposta una vetrata piombata. Le scene che un tempo vi erano rappresentate erano ricoperte da una sostanza opaca rossa cosicché la stanza risultasse inondata da una luce rosso arancio.

Sotto la vetrata vi era una zona rialzata di circa un metro su cui sorgeva un altare rettangolare alla cui spalle vi era una statua alta il doppio di un uomo.

Il pavimento della stanza era ricoperto da una nebbia lavanda, la stessa che si vedeva uscire dalla porta, all'interno della quale si dimenavano uomini e donne

Si udiva chiaramente la musica dell'organo ma non si riusciva a capire da dove venisse. Appena il gruppo udì la melodia una strana sensazione di euforia li pervase e soprattutto Mia fece fatica a resistervi. I quattro ribelli invece le cedettero ed entrarono iniziando a spogliarsi e gettandosi nella nebbia

@all

 

Mìa

"La nebbia sembra provenire dalle statue coppiere, l'organo dovrebbe essere sopra di noi, sul ballatoio. Dobbiamo salire, anche perché così ci terremo lontani da questa oscena foschia!", Mía cercò di costringersi a restare lucida e razionale, come la dea insegnava, coprendosi naso e bocca e cercando di soffocare la musica con il suono della proprie parole. 

Mosse quindi in modo da vedere sopra al soppalco, per confermare la sua teoria. 

  • Autore

Aubentag 33 Sigmarzeit 2512 i.c. - Sera [pioggia fine - inizio estate]

Seguendo Mia i compagni salirono la scala pioli fino alla balconata sovrastante: questa aveva una ringhiera alta quasi un metro che permetteva di vedere chiaramente l'altare e la zona antistante a questo: come aveva intuito Mia il fumo usciva da due grossi bracieri..

La gente che si dimenava sul pavimento era parzialmente vestita e presentava tatuaggi colorati rappresentanti simboli proibiti.

Non vi era nessuno se non un grosso organo intagliato in legni colorati che, seppur non suonato da alcuno, emetteva la musica discordante che riempiva l'aria
Le cane erano anch'esse dipinte in colori sgargianti ed avevano in cima teste animate dalla cui bocca uscivano i suoni. La tastiera ed i pedali erano colorati di rosso, giallo e blu. Ogni pomello aveva su di sì rappresentata una faccia ghignante animata che faceva smorfie ai compagni 
 

Gudrod

L'approccio accorto ora avrebbe provocato solo pericolosi rallentamenti. Il norsmanno in totale apnea si scagliò con la grande ascia, furente, contro quelle orribili faccette ghignanti per fare a pezzi lo strumento della perdizione e dissipare suoni e fumi disperdendoli per sempre.

AdG

Spoiler

se non si è capito carica trattenendo il respiro magari per distruggere le canne

 

Ospite
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