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Capitolo 3 - Death on the Reik

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Aubentag 33 Sigmarzeit 2512 i.c. - Mattina [pioggia]

Dall'interno della casa, che era costituita da un unico ambiente, una giovane donna di una ventina di primavere dai capelli biondi raccolti in una coda con addosso abiti da lavoro maschili si fece avanti.

"Lascia parlare me nonno" intervenne la ragazza rivolgendosi premurosamente al vecchio "Cosa cercate? Io non vi conosco, cosa volete da noi?" chiese ai compagni con sguardo indagatore, senza ancora farli entrare in casa

@all

 

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Gudrod

"E' lei..." disse rivolto ai compagni non preoccupandosi di risultare... minaccioso. Era però felice di aver ricordato bene. La ragazza sembrava in salute e forte, lo sguardo era quello di una guerriera che il nordico aveva già visto in alcune donne del suo clan.

A questo punto era davvero il turno di chi tra loro aveva più tatto, cioè Mia. Gudrod sperò solo che i giovani 'ribelli' accampati fuori città non fossero stati toccati in qualche modo dal chaos altrimenti avrebbero perso dei preziosi alleati. Luthor non avrebbe mai combattuto al fianco di tali uomini. Il pensiero lo rattristò.

Luthor 

Mia se la stava cavando egregiamente nel gestire le conversazioni con i villici, lasciò quindi che il suo bel viso e le sue dolci parole facessero da apripista alle loro richieste nella speranza che la brutta faccia ed i modi bruschi del barbaro non rompessero i...suoi buoni propositi.

Mía

"Mi chiamo Mía e sono una sacerdotessa di Myrmidia. Loro sono Luthor, sacerdote di Sigmar, e Gudrod, figlio del Nord", cominciò ľestaliana, accennando ai compagni per distinguerli.

"Il nostro viaggio ci ha portato in queste terre e non abbiamo potuto fare a meno di notarne la... condizione. Come non ci è andato ignoto il fatto che non tutta la popolazione viva nelle case. Pare che i governanti di questo posto non siano granché amati... e vorremmo conferma di ciò da chi potrebbe pensarla così...".

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Aubentag 33 Sigmarzeit 2512 i.c. - Mattina [pioggia]

La ragazza guardò i tre. "Vi ho visti arrivare ieri, con la barca" disse "e vi ho visti affrontare Lady Margritte: siete stati coraggiosi. Pensavo ve ne foste già andati a questo punto..."

"Ma perchè siete venuti da me? cosa volete?" chiese infine dubbiosa

Gudrod

Il nordico guardò Mia dubbioso se intervenire. La motivazione era abbastanza palese e le condizioni della ragazza erano certo ben diverse da quelle di molti altri abitanti di questo disastrato e sfortunato borgo. Rimase ancora in silenzio per non rovinare l'ottimo approccio della sacerdotessa... ci mise però pochi secondi a cambiare idea.

"Ti ho vista rientrare a notte inoltrata. Il tuo sguardo la dice lunga sui tuoi pensieri. Ci sono altri come te che vorrebbero affrontare Lady Magritte?" si guardò indietro "Altri qui ci avrebbero dato degli stupidi e non coraggiosi."

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Aubentag 33 Sigmarzeit 2512 i.c. - Mattina [pioggia]

"Entrate" rispose la ragazza invitandoli nel tugurio

La stanza all'interno era molto spoglia, con un tavolo, due pagliericci appoggiati a terra, un armadio e una credenza, e un focolare. Questo emanava un piacevole calore

La ragazza indicò gli sgabelli che circondavano il tavolo, mentre il vecchio portava dei bicchieri di legno in cui versò un liquido trasparente verde.

"Ma chi siete voi in realtà" chiese "cosa vi conduce qui. Soprattutto a sfidare la baronessa..." 

Luthor

Speranza o Disperazione, o forse entrambe, convinsero la ragazza a non opporre troppa resistenza ed ad invitare il gruppo di avventurieri all interno della sua abitazione

"Sono Luthor von Shtupp mia cara amica, sacerdote di Sigmar e servo fedele dell imperatore Karl Franz"

disse con tono solonne ma amichevole

"Un lungo viaggio ci ha condotti qui e la baronessa potrebbe essere la risposta a molte domande accumulate durante il nostro cammino"

Mía

"Siamo anche convinti che questa baronessa - e la sua famiglia - sia una consorte dei demoni. E ciò non è tollerabile. Hanno infettato ed insozzato questa terra per decine di anni. E vanno fermati", aggiunse Mía, con un trasporto che cavalcava l'onda dell'emozione. 

Gudrod

Ascoltò i due sacerdoti sciorinare tutte quelle pompose motivazioni anche se in realtà non ci aspettavamo di trovare questa situazione.
"Io sono Gudrod... dal nord. Padre Ulric volendo godrò di una gran bella battaglia contro quella boriosa feccia corrotta. E magari troveremo un po' di buon acciaio e oro in quel castello." alzò le spalle "Se troviamo qualcuno disposto ad unirsi a noi penso potrà riprendersi quel che gli è stato tolto."

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Aubentag 33 Sigmarzeit 2512 i.c. - Mattina [pioggia]

La ragazza si scambiò uno sguardo con il padre che annuì

"Ho visto come vi siete opposti alle guardie" disse "e vi ho seguiti e visto che siete andati al vecchio tempio di Sigmar. Per questo avete la mia fiducia."

"Sì qui la situazione è disperata. Ormai sono due anni che la nostra terra è maledetta, e la maledizione viene dal castello. Lady Ingrid, la baronessa, non si vede da tempo e la figlia, lady Magritte che avete visto, porta via a suo piacimento le persone. E ogni anno è peggio: anche il dottore, amico di lady Magritte, non riesce a fare altro che darci la sua pozione."

"Voglio credere che voi davvero possiate aiutarci" aggiunse "per questo vi chiedo di seguirmi. Vi porterò dove potrete spiegare le vostre ragioni e cosa avete in mente"

Modificato da AndreaP
modificato cinque in due

Mía

"Bene. Immagino vorrete condurci nel bosco. Era esattamente ciò che speravo. Ma dobbiamo essere qui per la sera. Quella lumaca umana del vostro cosiddetto cerusico ha in mente di farci incontrare la baronessa. E non vorremmo insospettirli. Loro hanno i numeri, ma noi abbiamo il beneficio che non si attendono alcuna minaccia. Myrmidia e Sigmar sono con noi. Ed ora con voi. Libereremo queste terre dalla loro maledizione secolare", spiegò allora Mía, ben determinata, in tutta risposta. 

Gudrod

"Anche Ulric... non dimenticatelo, anche se sono consapevole in molti lo stiate facendo." finì la frase accarezzando l'ascia per poi guardare Luthor con sguardo comprensivo e per nulla minaccioso.
"Andiamo su." finalmente iniziava a prendere corpo ciò per cui erano andati lì.

Luthor

"L importante e' che lui non si dimentichi di noi"

rispose sincero al norscano. Lo scontro che si apprestavano a combattere necessitava di ogni aiuto possibile ed il sacerdote non avrebbe di certo storto il muso davanti ad un aiuto del Dio dell inverno e delle battaglie.

Poi si tivolse alla ragazza

"Una donna in citta' ci ha parlato di una fantomatica medicina che il dottore distribuisce al volgo, sai di cosa si tratti?"

Il dubbio che il medico, in combutta con la strega, stesse utilizzando quella povera gente come topi per i loro esperimenti lo accecava di rabbia

 

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Aubentag 33 Sigmarzeit 2512 i.c. - Mattina [pioggia]

"La medicina è una cura di invenzione del dottore" rispose la ragazza "funziona per qualunque malanno, dice. Comunque meglio non andarci, da lui. A proposito, io mi chiamo Hilda"

La giovane condusse gli amici sotto la pioggia fino al ponte che attraversava il torrente per poi imboccare la foresta al di là

Il cielo era cupo e la foresta era certo una delle più oscure e sinistre che gli amici avessero mai visto: gli alberi erano alti e i rami si intelaiano fino a formare una cappa.  Il terreno era ricoperto da una strato di funghi scivolosi e le radici ne fuoriuscivano quasi posizionate a far inciampare chiunque provasse a passare.

Hilda pareva comunque conoscere bene la strada anche se ogni tanto si voltava a guardarsi le spalle "Di solito la foresta è sicura di giorno, di notte invece orribili creature escono e bisogna stare molto attenti: sono due anni ormai che è così, da quella terribile tempesta seguita dalla pioggia nera..." 

Luthor

"Tranne i malanni causati da loro"

commento' amaro

"Cara Hilda io mi chiamo Luthor, spero che grazie al tuo aiuto e quello dei tuoi alleati si riesca a sconfiggere questa piaga e riportare serenita' su quese terre"

prosegui

"Cosa ricordi di quella tempesta? Ogni dettaglio potrebbe esserci utile a capire cosa sta succedendo tra quelle mura"

 

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Aubentag 33 Sigmarzeit 2512 i.c. - Mattina [pioggia]

"Non ci fu pioggia ma solo vento e fulmini che dardeggiavano nel cielo sopra il castelo" rispose a Luthor "e poi una pioggia nera, che durò una settimana intera... Tutto diventava grigio anche il terreno. E da lì in poi fu tutto diverso..."

Ad un tratto la foresta cambiò: gli alberi contorti e bui, le radici sporgenti, il tappeto di funghi, tutto smise di occupare la foresta che divenne una normale macchia animata da alberi con fresche foglie primaverili e un sottobosco vivo di piccole creature

"Ci siamo" riprese Hilda "ora seguite esattamente i miei passi. Ci sono molte trappole"

La ragazza iniziò a muoversi zigzagando fra gli alberi e facendo piccoli salti. Finalmente la boscaglia si aprì in un grosso spiazzo dove erano stati costruiti dei capanni e sistemate delle tende

Subito un gruppo di uomini e donne, giovani e di mezz'età, vestiti con armature di pelle e armati di archi e spade, si avvicinò pronti al combattimento. Vista Hilda la tensione subito scemò e tra di loro un'altra donna avanzò

"Hilda" disse con tono autorevole "chi sono questi che porti all'accampamento?"

"Sono amici, Sigrid" rispose la ragazza "Sono quei tre che sono scesi dalla barca di cui ti dicevo ieri. La loro barca è stata presa stanotte dalle guardie, e loro vogliono aiutarci contro la baronessa."

Quindi si voltò verso i tre amici.

@all

 

Gudrod

'Comandano le donne qui?' pensò tra se e se divertito all'idea.

Poi d'un tratto il pensiero balzò alla Der segen gottes "Scusa cosa hai detto? Quando l'hanno presa? Avevamo suggerito ai nostri amici di portarla più avanti subito. Dove è successo?" le buone maniere già non erano il suo forte figuriamoci dopo una notizia simile. Si dimenticò subito di presentarsi a quella Sigrid pronto a riprendersi barca e compagni.

Mía

"Sì, vi aiuteremo. Siamo qui per questo. Abbiamo viaggiato fin qui esattamente per questo... o, meglio: non per aiutare necessariamente voi - di cui non sapevamo nulla fino a ieri - ma per estirpare il male che insozza queste terre da ormai troppo tempo. Ma ora, te ne prego, rispondi al mio amico!", intervenne allora Mía, con un appello accorato ed una chiara proposta di ausilio. 

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Aubentag 33 Sigmarzeit 2512 i.c. - Mattina [pioggia]

"Pensavo lo sapeste" disse Hilda "Ieri sera tardi gli uomini della baronessa sono usciti sul fiume e hanno catturato la barca da cui eravate scese, che era alla fonda sull'altro lato del fiume. Me l'hanno stamattina detto alcuni amici pescatori, che erano sul porto e hanno visto. Temo che i vostri amici siano stati catturati... o peggio"

"Comunque se il vostro intento è riportare questa terra alla prosperità d'un tempo, allora siete nostri amici." riprese l'altra donna "Io sono Sigrid, sacerdotessa della madre Rhya e capo di questi uomini volenterosi che vogliono liberare il villaggio dalla maledizione che lo ricopre. E la maledizione viene certo da là" aggiunse indicando il castello che in alto troneggiava sulla foresta

"Rhya ci ha concesso questo angolo di foresta ancora incorrotto per poterci radunare," disse indicando la zona boschiva dove si trovavano, del tutto diversa dalla foresta cupa che circondava Wigtendorf "e da qui ci opponiamo a chi porta il Chaos nelle nostre terre. Ma ora andiamo al coperto a parlare con calma se siete d'accordo."

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