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Dragons´ Lair

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Capitolo 3 - Death on the Reik

Risposte in primo piano

Mía

Mía guardò quei miserabili con aria afflitta e compassionevole, ma capì che Gudrod aveva ragione: non potevano farsi travolgere dalle loro richieste. 

Mosse quindi appreso al nordico, cercando di scivolare oltre i mendicanti.

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  • Autore

Wellentag 31 Sigmarzeit 2512 i.c. - Pomeriggio [leggera pioggia]

Ludwig e Alrik condussero la Der Sagen Gottes, su cui era rimasto anche Jacob, fino a staccarsi dalla riva.

Intanto guidati da Gudrod, Mìa e Luthor si mossero sulla banchina passando attraverso la turba di mendicanti. L'odore di alcol e di escrementi insieme alla sensazione del tocco viscido delle mani di quelli che sfioravano gli amici mentre passavano in mezzo a loro, lasciò addosso ai compagni una strana sensazione, finché finalmente non riuscirono a liberarsi risalendo il sentiero verso il villaggio.

Giunti in cima alla salita si trovarono in quella che doveva essere la strada principale del villaggio: da un lato portava ad un ponte che attraversava il torrente e al di la del quale si vedeva un tempio che doveva essere dalle sembianze dedicato a Sigmar

Dal lato opposto, attraversato il villaggio, si inerpicava verso l'alto dove la sagoma tetra del castello dei Wittgenstein incombeva.

Le altre case del villaggio, che non presentava una vera palizzata a difenderlo dalla foresta circostante, sorgevano ravvicinate al di la della strada. Tutte le costruzioni parevano in pessimo stato.

Affianco all'incrocio infine sorgevano due edifici meglio messi la cui funzione pareveva evidente. Il primo portava la scritta Shooting Star Inn, mentre il secondo, con alcune mercanzie esposte, doveva essere l'emporio.

L'attenzione degli amici fu però attirata da qualcosa che stava accadendo di fronte all'emporio

Vi era una bella donna in abiti blu scuro a cavallo di uno stallone bianco attorniata da se guardie armate con le stesse insegne che sventolavano sul castello: le guardie indossavano armature di maglia e elmi completi.

Un gruppo di mendicanti e alcuni cittadini che osservavano la scena in silenzio. Un mendicante giaceva infatti a terra con il sangue che fuoriusciva copioso dal moncherino del suo braccio. Una giovane donna tentava invano di passare attraverso il cordone di guardie per raggiungerlo.

@all

Spoiler

 

Mappa: la stella è il punto dove avviene l'evento
https://drive.google.com/open?id=1CqVjM4jwX4c6ZebWoD9o31aUL-FcWZjN

Come vedete ho lasciato Jacob e Alrik sulla barca. Questo perché Rik e Marco mi hanno espresso il dubbio di poter continuare in questo periodo. Per ora li terrò parcheggiati a parte.

Immagine
https://drive.google.com/open?id=1CL_U6wezEhucPB1zQ6

 

 

Luthor

Con qualche spintone ed una dose abbondante di poderose spallate assestate dal biondo norscano, riuscirono finalmente a farsi largo tra la ressa di mendicanti e liberarsi di dell odore acre che essi emanavano.

Proseguendo lungo la strada passarono davanti a quello che sembrava essere un piccolo tempio dedicato al dio Imperatore, per un attimo il giovane sacerdote senti l impeto di bussare alle porte e confrontarsi con il suo confratello circa lo stato in cui versava il gregge che gli era stato affidato ma vi erano questioni piu' importanti di cui prendersi cura, decise quindi di reprimere quel sentimento e convogliarlo in quello che era lo scopo del loro viaggio.

Avevano da poco lasciato il molo che ecco una nuova ressa catturo' la loro attenzione

Un mendicante giaceva a terra gravemente ferito mentre una donna cercava invano di raggiungerlo ostacolata pero' da quello che sembrava essere un drappello proveniente dal castello.

La vista di tale sopruso non fece altro che montare la sua rabbia, si diresse verso il capanello di persone a grandi passi

"In nome di Sigmar che sta succedendo qui! Fate passare quella donna, lasciate che presti soccorso a quel povero diavolo!"

tuono'

 

Mía

Alla reazione istintiva ed impetuosa di Luthor, Mía mosse a fianco di Gudrod e gli sussurró all'orecchio, mentre ella stessa stringeva con precauzione il manico della lancia: "Forse dovremo lottare prima del previsto. Stai pronto. La donna a cavallo sarà l'obiettivo, se le cose dovessero precipitare".

Gudrod

Salutò i tre con un cenno del capo mentre si faceva largo tra i mendicanti dando modo anche ai due sacerdoti di passare quasi indisturbati. Quel sudiciume al momento lo fece ripensare riguardo all'idea di porgere del cibo agli sfortunati in un secondo momento. Ma di certo la promessa che si era fatta di volerli aiutare in altro modo era ancora tale, anche se l'aveva fatta solo a se stesso.

Raggiunto l'angolo della strada con la coda dell'occhio scorse quello che pareva essere un tempio di Sigmar, evidentemente era rimasta solo la costruzione, non la Fede. Non era granché sorpreso, quella in Sigmar non si radica nell'animo dell'uomo come quella del Dio dell'Inverno.
'Ed ecco quel che poi succede.' pensò osservando la scena e vedendo partire come una scheggia Luthor, il quale di certo non si poteva accusare di avere una Fede ondivaga.
"Vedo tanto acciaio. Buon per noi..." ghignò verso Mia pensando però che quell'acciaio poteva anche finire nel loro stomaco, per la via più diretta.

  • Autore

Wellentag 31 Sigmarzeit 2512 i.c. - Pomeriggio [leggera pioggia]

Una delle guardie colpì con un rude pugno la donna che urlava facendola cadere a terra priva di sensi.

Le altre guardie si mossero per frapporsi fra la nobile e Luthor. Fu uno dei soldati a rispondere al prete di Sigmar "Fatti gli affari tuoi straniero. E porta rispetto a Freiin Margritte" disse con tono intimidatorio.

La nobile osservando Luthor con occhi di ghiaccio, parlando con un filo di voce, disse "Lasciate stare il prete. Raccogliete il barbone e torniamo al castello"

La folla, allontanatasi, osservava la scena.
 

Luthor

"Vorrei farmeli gli affari miei cialtrone infedele...ed e' proprio il preoccuparsi che bestie come te facciano bene o male i propri di affari e' l ufficio  di noi sacerdoti di Sigmar"

rispose 

"Chi pretende rispetto inizi col portare rispetto...di nuovo...cosa sta succedendo qui? Perche' quell uomo e' stato ferito?"

Non si sarebbe certo fatto intimidire da un volgare miliziano

Modificato da Pentolino

Mía

Subito, Mía mosse al fianco di Luthor, spronando Gudrod a fare altrettanto. 

Meglio fare intendere fin da subito che si guardavano le spalle reciprocamente. 

  • Autore

Wellentag 31 Sigmarzeit 2512 i.c. - Pomeriggio [leggera pioggia]

Avvicinandosi ai soldati per parlar loro, Luthor e Mia vennero avvolti in un disgustoso odore di marcio, che pareva provenire dagli armati.

Mentre la nobile voltava il cavallo verso la salita che portava al castello, uno dei soldati disse a quello che fronteggiava Luthor "Andiamo, hai sentito Freiin Magritte!"

E detto questo, raccolse con un altro il corpo dell'uomo seguendo la nobile. Anche gli altri quattro, dopo un ultimo momento in cui incrociarono gli sguardi con i preti, si volarono seguendoli.

La gente intorno stava in silenzio e a terra rimaneva la donna priva di sensi.
    

Mía

A quel punto, la sacerdotessa posò gentilmente una mano sulla spalla di Luthor e gli disse, sottovoce: " Adesso pensiamo ai bisognosi, alle vittime. Poi, ci occuperemo dei colpevoli, dei potenti. Facciamo il nostro dovere ed, al contempo, facciamoci amica la popolazione. Siamo in territorio nemico, ma è un territorio che possiamo facilmente rivolgere contro queste persone corrotte. Salviamo prima le vite innocenti, di chi non può scegliere, poi liberiamo il mondo dalla sua immondizia".

Gudrod

Il nordico si era affiancato ai due sacerdoti ma avvertì solo la puzza di marcio, non certo il desiderio dei miliziani di attaccar briga. Non erano umani, odoravano di morto. In quel momento ritenne non fosse il momento adatto a combattere e quindi sostenne il prete solo con la sua presenza, non aprì bocca o avrebbe reso forse la provocazione irresistibile per quelle puzzole.
"Io bado bene che i bisognosi non vi assalgano mentre fate quel che dovete." con lo sguardo seguì il tizio col moncherino sanguinante. Sarebbe morto entro poco senza le cure necessarie... aveva altro in mente quella donna. 

Luthor

La puzza che emanavano i miliziani era persino peggiore di quella emanata dai mendicanti. Annui alle parole di Mia che come sempra faceva notare cosa fosse piu' giusto fare e si avvicino' alla povera donna che ancora giacevqa a terra priva di sensi.

"Coraggio sorella"

disse mentre delicatamente la voltava per farla respirare in modo migliore

  • Autore

Wellentag 31 Sigmarzeit 2512 i.c. - Pomeriggio [leggera pioggia]

La donna era stata colpita duramente dal soldato e le ci volle un momento per riprendersi "L'hanno portato via" furono le sue prime parole guardandosi intorno. Ma il tono non era più di rabbia ma di sconsolatezza "l'hanno portato via"

La donna indossava abiti malandati e probabilmente era una mendicante anch'essa.

Intanto tutta la gente intorno si era allontanata, lasciando solo un piccolo gruppo di quattro altri mendicanti a guardare la scena a distanza.

Luthor

La cosa che piu' lo addolorava di quella situazione, non era lo stato di miseria ed abbandono in cui viveva la gente dle posto, ne l arroganza e la prepotenza dei nobili che lo amministravano, ma il fatto che tutto accadesse davanti alle porte del tempio di Sigmar, un luogo che avrebbe dovuto rappresentare rifugio e giustizia per la brava gente imperiale.

Con il cuore pesante aiuto' la donna ad alzarsi

"Coraggio figliola, sia qui per aiutarvi, spiegaci cosa e' accaduto,perche' hanno portato via quell uomo in quel modo?"

Mía

Mía si chinò di fianco alla donna, pronta a prestarle aiuto. 

AdG

Spoiler

Heal 55%.

 

  • Autore

Wellentag 31 Sigmarzeit 2512 i.c. - Pomeriggio [nuvole pesanti]
 

"E' normale" disse la donna lasciando che Mia medicasse le ferite che si era fatto cadendo "se i Signori decidono che non siamo più degni di stare qui, ci vengono a prelevare per portarci al castello. E non torniamo più... Troppi mendicanti non vanno bene, dicono"

@Mìa

Spoiler

La donna era chiaramente una mendicante ed il suo corpo era ricoperto di pulci e altri parassiti. Piaghe segnavano la pelle e le cicatrici che portava mostravano che probabilmente aveva subito interventi mal ricuciti. Mìa le fasciò, per quanto possibile le ferite.

 

Modificato da AndreaP

Gudrod

"Non vorrei tirare conclusioni affrettate... ma dopo che li prendono diventano le loro guardie personali?" aveva ormai visto molti morti rialzati da poteri proibiti e forse quello era ciò che stava accadendo in quel posto. I miliziani puzzavano, di morto e lei non aveva di certo mostrato loro... calore.
"Avete mai riconosciuto uno dei vostri in mezzo a quelle lattine piene di carne puzzolente?"

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Wellentag 31 Sigmarzeit 2512 i.c. - Pomeriggio [nuvole pesanti]
 

La donna guardò Gurdor con fare stupito e disse subito "No, no. Le guardie sono scelte fra i famigli che vivono al castello. E' da sempre così." scuotendo la testa

Modificato da AndreaP

Mía

"Ma nessuno di quelli che vengono portati via ha mai fatto ritorno, mi pare di capire"", aggiunse Mía, finendo di ripulire, come poteva, le escoriazioni della povera donna. 

Luthor

Attese che la donna si riprendesse dallo spavento e dalle percosse prima di proseguire con le domande.

”Come mai eri l unica a tentare di fermare i miliziani dal prendere quell pover uomo? Era forse un tuo parente

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