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16 Nuovi Talenti

Articolo di Taymoor Rehman, Jeremy Crawford, Ben Petrisor, Dan Dillon e Ari Levitch - 13 Luglio 2020
L'Arcani Rivelati di oggi presenta una selezione di nuovi Talenti per Dungeons & Dragons. Ogni Talento offre un modo per diventare migliori in qualcosa o per ottenere una capacità del tutto nuova. Potete trovare questi talenti nel PDF disponibile più in basso.
Questo è Materiale da Playtest
Il materiale degli Arcani Rivelati è presentato allo scopo di effettuarne il playtesting e di stimolare la vostra immaginazione. Queste meccaniche di gioco sono ancora delle bozze, usabili nelle vostre campagne ma non ancora forgiate tramite playtest e iterazioni ripetute. Non sono ufficialmente parte del gioco. Per queste ragioni, il materiale presentato in questa rubrica non è legale per gli eventi del D&D Adventurers League.
arcani rivelati: 16 nuovi talenti
Link all'articolo originale: https://dnd.wizards.com/articles/unearthed-arcana/feats
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Fuga dall'Abisso esce il 30 Luglio in italiano

In questi giorni la Asmodee Italia ha aggiornato la pagina del suo sito dedicata alle prossime uscite, rivelando finalmente la data di uscita di Fuga dall'Abisso, un'avventura per PG di livello 1-15 ambientata nel Sottosuolo dei Forgotten Realms e caratterizzata dalla presenza dei mostruosi Signori dei Demoni. Completamente tradotta in lingua italiana, l'avventura uscirà in tutti i negozi il 30 Luglio 2020.
Ovviamente è importante tenere presente che, come specificato sempre dalla Asmodee sul suo sito, le date da lei annunciate sono da considerarsi sempre indicative e potrebbero subire variazioni in caso di contrattempi.
Qui di seguito potrete trovare la descrizione ufficiale dell'Avventura, la copertina del manuale e la recensione da noi pubblicata su DL'.
Grazie a @AVDF per la segnalazione.
Fuga dall'Abisso
L’Underdark è un mondo sotterraneo ricco di meraviglie, un labirinto sterminato e contorto dove regna la paura, popolato da mostri orrendi che non hanno mai visto la luce del giorno. È quaggiù che l’elfo oscuro Gromph Baenre, Arcimago di Menzoberranzan, lancia un empio incantesimo con l’intenzione di infiammare l’energia magica che pervade l’Underdark: nel farlo, spalanca una serie di portali collegati al regno demoniaco dell’Abisso. Ciò che ne esce stupisce lo stesso arcimago, e da quel momento in poi, la follia che aleggia sull’Underdark non fa che crescere e minaccia di scuotere i Reami Dimenticati fin dalle loro fondamenta. Fermate la follia prima che divori anche voi!
Data di uscita: 30 Luglio 2020
Lingua: italiano
Formato: Copertina rigida
Articoli di Dragons' Lair:
❚ Recensione di Fuori dall'Abisso

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I vecchi manuali di D&D su DMs Guild ora hanno un Disclaimer

Disclaimer: vista l'alta sensibilità del tema trattato in questo articolo (considerato Tema a Rischio, come specificato negli articoli 1.6 e 1.12 del Regolamento di Dragons' Lair), abbiamo deciso di disabilitare i commenti. Si tratta di una soluzione temporanea, che abbiamo deciso di adottare in attesa di poter introdurre una versione più aggiornata del Regolamento. Nei prossimi giorni, infatti, lo Staff di DL' si riunirà per definire nuove linee guida riguardanti proprio la discussione di argomenti simili. Nel frattempo ci scusiamo per il disagio.
 
In linea con un annuncio sul trattamento della Diversità da lei rilasciato qualche settimana fa e in riconoscimento del fatto che, rispetto a 40 anni fa (quando D&D è nato), il mondo è cambiato, la Wizards of the Coast ha deciso di inserire all'interno dei vecchi manuali di Dungeons & Dragons pubblicati sul DMs Guild un Disclaimer riguardante il contenuto in essi trattato. Tale Disclaimer ha lo scopo di avvisare i lettori di oggi che quei manuali sono figli del loro tempo e che, quindi, possono contenere idee, concetti e affermazioni che non rispecchiano i valori del D&D di oggi. Un esempio di manuale in cui è stato inserito il Disclaimer è Oriental Adventures per la 1e.
Qui di seguito potete trovare la traduzione del Disclaimer in italiano:
Ed ecco qui la versione originale:
Fonte: https://www.enworld.org/threads/older-d-d-books-on-dms-guild-now-have-a-disclaimer.673147/
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By aza

ManaDinamica – Magia ed Entropia

La magia può sembrare una cosa meravigliosa: si tratta di uno strumento in grado di fare, in prima approssimazione, qualunque cosa.
Abbiamo tuttavia già visto nel precedente articolo che la faccenda non è così semplice: infatti, per ottenere un qualunque effetto magico che sia fisicamente coerente, abbiamo bisogno di spendere energia. E abbiamo bisogno di ottenere questa energia da qualche parte.
Ma il problema non si ferma qui: ogni volta che l’energia viene trasformata da una forma all’altra, una porzione di essa sempre maggiore viene dispersa, diventando inutilizzabile per il suo scopo originario
Oggi parliamo del secondo principio della termodinamica… applicato alla magia!

Calore e movimento
Se mettiamo a contatto tra loro due oggetti a diverse temperature, il più caldo comincerà a raffreddarsi e il più freddo a scaldarsi finché non raggiungeranno la stessa temperatura.
Questo fenomeno, detto “principio zero della termodinamica”, è evidente se mettiamo un cubetto di ghiaccio nell’acqua d’estate: il cubetto si scalda, sciogliendosi, ma nel farlo raffredda l’acqua.
Quello che è accaduto è che una certa quantità di energia, detta calore, ha abbandonato il corpo caldo, raffreddandolo, per introdursi in quello più freddo e riscaldarlo.
Questo passaggio di energia può essere “imbrigliato” per ottenere movimento: le macchine in grado di compiere queste trasformazioni sono dette Motori Termici, tra cui il motore a scoppio, il motore stirling e l’immancabile motore a vapore.

Un modellino di motore stirling. Una lieve differenza di temperatura tra il sopra e il sotto della base è sufficiente per far girare la ruota.
Un motore termico ha infatti bisogno di due “ambienti”, uno più caldo dell’altro, e la sua capacità di funzionamento dipende proprio da tale differenza di temperatura.
Quando, nel mondo reale, gli scienziati, ingegneri e inventori del ‘700 e ‘800 cominciarono a studiare il rapporto tra il calore fornito a una macchina a vapore e l’energia meccanica (cioè legata allo spostamento della vaporiera) che essa era in grado di rilasciare, si accorsero che una porzione di tale energia veniva perduta.
Infatti, parte di quel calore andava comunque a riscaldare l’ambiente esterno, più freddo ovviamente della caldaia: questo implica che, se da una parte l’aria esterna circola ed è in grado di rinnovarsi, la caldaia va via via raffreddandosi e richiede sempre nuovo combustibile.
Per quanto si possano migliorare numerose parti di un motore, per esempio riducendo gli attriti (che dissipano ulteriore preziosa energia), una porzione di dispersioni energetiche dovute a questo scambio di calore sarà sempre, inesorabilmente presente.
Tale evidenza portò a una delle formulazioni del “Secondo Principio della Termodinamica”, quella di Lord Kelvin: “È impossibile realizzare una trasformazione ciclica il cui unico risultato sia la trasformazione in lavoro di tutto il calore assorbito da una sorgente omogenea” 
Fu questa triste scoperta, l’inevitabile dispersione dell’energia, che portò gli scienziati del tempo alla definizione di una nuova grandezza fisica: l’Entropia.
Energie inutilizzabili
L’Entropia viene spesso definita come lo “stato di disordine di un sistema”, ma si tratta di una definizione che può confondere: infatti non si tratta banalmente di sistemi nei quali gli elementi siano “riposti ordinatamente”.
Due oggetti a temperature diverse e a contatto tra loro, infatti, sono ugualmente “ordinati” prima o dopo aver scambiato calore tra loro.
Quello che invece sappiamo grazie ai motori termici è che se due oggetti hanno temperature diverse è possibile usarli per generare energia meccanica, mentre questo è impossibile se hanno la stessa temperatura.
In questo secondo caso, infatti, la loro energia è stata “distribuita” tra di essi, mentre inizialmente essa era “disponibile” per generare lavoro.

Se immaginiamo le unità di energia termica come palline, esse possono essere utilizzate per produrre movimento solo finché sono separate
Badate bene che, dopo lo scambio di calore, tale energia non è stata “perduta” nel nulla: l’energia totale è conservata e così il primo principio della termodinamica, solo essa non è più “sfruttabile” alla stessa maniera.
La sua “qualità” è diminuita.
L’Entropia è, di fatto, la misura di questa “riduzione di qualità” dell’energia di un sistema.
Un’evidenza nata sia dall’osservazione naturale che dagli studi di Carnot è che l’entropia è sempre in continua, inesorabile crescita, e quindi la “qualità” dell’energia è in perenne calo.
Ciò ha portato a un’ulteriore formulazione del secondo principio della termodinamica: “in un sistema isolato l’entropia non può mai diminuire”.
Tutti i fenomeni spontanei, infatti, aumentano (o quantomeno mantengono inalterata) l’entropia del sistema: il calore fluisce da un corpo caldo a uno freddo, anche quando si cerca di imbrigliarlo con un motore, riducendo inevitabilmente l’efficacia del processo (come abbiamo già visto).
Tutti i fenomeni naturali che portano alla dispersione dell’energia sono prima o poi inevitabili: il ghiaccio fonde, gli oggetti cadono, il ferro si ossida, le pile si scaricano, le stelle si spengono e gli esseri viventi, alla fine, periscono.
Questo non significa che sia impossibile ottenere effetti opposti a quelli spontanei: abbiamo ad esempio inventato frigoriferi e condizionatori per abbassare la temperatura.
Tuttavia, tali macchinari si “limitano” a spostare il calore, ad esempio, del cibo congelato nell’ambiente fuori dal frigo, e consumano energia per farlo: parte di questa energia poi, ovviamente, non sarà utilizzabile per raffreddare gli alimenti ma verrà dispersa.
Se noi cercassimo di utilizzare la differenza di temperatura tra frigo e stanza per alimentare un motore termico, otterremmo ancora meno energia di quella necessaria per mantenere il cibo congelato.
L’energia necessaria per raffreddare un oggetto è insomma superiore a quella che si otterrebbe utilizzandolo come ambiente freddo per un motore termico: questo perché parte di quell’energia è stata dispersa proprio a causa dell’entropia.
Come per un cambio di valuta, scambiare euro per dollari avrà un costo: riscambiando indietro dollari con euro, un ulteriore costo, ci troveremmo in mano meno soldi di quelli iniziali.

Ogni trasformazione d’energia riduce quella disponibile per nella nuova forma, disperdendone inevitabilmente altra a causa dell’entropia
Inoltre, andando ad effettuare il calcolo, vedremmo che, dove l’entropia dell’interno del frigorifero è diminuita, quella del suo esterno è aumentata di una quantità superiore: l’entropia totale infatti aumenta sempre.
A seguito di un’azione su un sistema che ne riduca l’entropia ci sarà sempre un sistema più grande che lo circondi la cui entropia totale è aumentata (o al limite è rimasta identica): si dice in gergo che “l’entropia dell’universo” non può mai diminuire.
Come per i frigoriferi, anche i meccanismi degli esseri viventi riescono a mantenere sotto controllo l’entropia, a scapito tuttavia delle sostanze che espellono: gli scarti del corpo umano, se anche non fossero per esso dannosi, sarebbero comunque meno nutrienti dell’equivalente cibo necessario per crearli.
Se fossimo in grado di assimilare gli elementi nutritivi del terreno e produrre autonomamente determinate molecole biologiche necessarie per il nostro organismo, come alcune proteine, troveremmo svantaggioso nutrirci di piante e animali poiché il loro “passaggio” ha rubato energia.
Ogni trasformazione di energia ha, infatti, un determinato “rendimento”, cioè una percentuale dell’energia investita che è effettivamente utilizzabile dopo una trasformazione: il rendimento è sempre inferiore al 100% e tale perdita, dovuta all’entropia, va accumulandosi ad ogni passaggio.
Se, per esempio, della benzina viene bruciata per spingere un’automobile, tale processo è più efficiente (si ha cioè a disposizione più energia effettiva) che se tale motore fosse usato per produrre energia elettrica ed essa, a sua volta, utilizzata per alimentare un motore elettrico di un’automobile: motivo per cui le auto elettriche sono efficienti e meno inquinanti solo se ci sono scelte oculate nella produzione dell’energia elettrica.
A loro volta, i combustibili fossili come il petrolio, “fonti” di energia, non sono che l’effetto della degradazione di energie ben superiori accumulate milioni di anni fa durante la crescita, ad esempio, delle piante ormai fossilizzate e dell’azione dei batteri su di esse: l’energia spesa, insomma, per creare un albero e trasformarlo in carbone fossile è superiore a quella ottenuta bruciando quello stesso combustibile.
Per riassumere il concetto, l’entropia è la misura della degradazione dell’energia di un sistema: essa aumenta inesorabilmente a ogni trasformazione d’energia, rendendola sempre più inutilizzabile e portando spontaneamente a fenomeni come la dispersione del calore, dell’energia e la devastazione del tempo.
Gli effetti sulla magia
Ma quali effetti avrebbe l’entropia sulla magia, alla luce anche dell’articolo precedente?
Tanto per cominciare, l’energia magica disponibile sarebbe, se possibile, ancora meno.
Che sia accumulata fuori o dentro il mago, l’energia magica tenderebbe a disperdersi: sarebbe forse questo fenomeno a concedere l’esistenza di incantesimi che permettano la percezione della magia.
Questo implicherebbe, per esempio, che gli effetti magici vadano a svanire nel tempo e causino tutti quei classici eventi come l’indebolimento dei sigilli magici per trattenere chissà quale oscuro demone del passato.
Sarebbe anche molto in linea con tutte quelle ambientazioni nelle quali la magia si è via via ridotta e non sia più facile come un tempo produrre chissà quali effetti meravigliosi, un classico anche di tanti racconti  che pongono spesso le vicende in epoche successive a quelle degli dei e degli eroi: un tale sapore si respira, ad esempio, nelle Cronache del ghiaccio e del fuoco, nel Signore degli Anelli ma anche, da un certo punto di vista, in ambientazioni dove magia e tecnologia si confondono come Warhammer 40.000.

Ma come giustificare la presenza di antichi artefatti di ere perdute in grado di garantire immensi poteri, come quelli tipici della terra di mezzo?
Una maniera per limitare lo scambio di energia al minimo è quello di utilizzare contenitori adiabatici, che riescono quasi ad azzerare lo scambio di calore (chiaramente non è possibile azzerare completamente le perdite per un tempo infinito… proprio per colpa dell’entropia!).
L’idea di ridurre la dispersione dell’energia è ampiamente utilizzata in ambito tecnologico per materiali isolanti (basta pensare all’edilizia o ai termos) nonché per altre applicazioni come i Volani, pesanti oggetti tenuti in rotazione nel vuoto su cuscinetti magnetici in modo che non disperdano il loro movimento rotatorio (il quale viene poi utilizzato, all’occorrenza, per produrre energia).
Impedire a un oggetto magico di rilasciare energia potrebbe essere sia una maniera per allungare la sua vita sia, nell’ottica precedente, di celarne la natura.
Ma un oggetto di potere immenso in grado di durare millenni potrebbe somigliare di più a una forma di vita magica, che ottiene la sua energia dall’ambiente esattamente come le piante (entro un certo limite) dal sole.
In base a come funzioni il mana in un mondo di finzione, oggetti e creature che si nutrono di esso potrebbero ridurne la disponibilità magica in una determinata area, cosa che potrebbe portare a divertenti implicazioni.

Ma l’effetto più importante dell’entropia sulla magia è che la sua energia è ancora più preziosa: ad ogni trasformazione, infatti, viene dissipata, che sia per il passaggio dal metabolismo umano a una riserva magica, dall’ambiente circostante agli incantesimi stessi.
Gli incantesimi poi dovrebbero, se possibile, agire in maniera estremamente diretta: sollevare un masso, per esempio, dovrebbe evitare di richiedere l’apertura di un portale sul piano elementale dell’aria per manifestare una corrente ascensionale (anche se può darsi che un mero sollevamento non sia poi così facile da ottenere… ma ne parleremo oltre!).
Alla stessa maniera, una palla di fuoco potrebbe essere ottenuta separando ossigeno e idrogeno nel vapore acqueo presente nell’aria, spezzando i loro legami tra loro e ottenendo, per ricombinazione, un effetto esplosivo… ma questo richiederebbe un enorme dispendio di energia.
Perfino l’arco elettrico di un fulmine sarebbe molto più semplice da causare, ma richiederebbe comunque più energia di una punta affilata sparata magicamente sul nemico.
Diversa invece la situazione se queste energie magiche fossero presenti e pronte a svilupparsi in maniera selvaggia: in tal caso, il mago potrebbe limitarsi a gestire con perizia il flusso magico incontrollato, lasciando la dispersione energetica più grande alla fonte magica…

Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/22/manadinamica-magia-ed-entropia/

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By aza

ManaDinamica – Conservazione dell’Energia

Uno dei problemi da affrontare, nei giochi e nella fiction in generale, dovuto all’introduzione della magia è integrare tali fenomeni all’interno del mondo per creare un contesto coerente e in qualche modo credibile.
In questa rubrica, dedicata soprattutto agli inventori di mondi (che siano scrittori o dungeon master), cercheremo di analizzare come potrebbe funzionare una magia “fisicamente corretta” ed evitare la classica domanda: “ma perché, se c’è la magia, la gente continua a zappare la terra e morire in modi atroci?”.

IL PROBLEMA ENERGETICO
Se la magia fosse fisicamente corretta, dovrebbe rispettare alcune leggi fra le quali i famosi Principi della Termodinamica (o, per l’occasione, della “Manadinamica”).
Tra questi, il primo è il cosiddetto “Principio di conservazione dell’Energia” che richiede che l’energia totale coinvolta in un fenomeno sia conservata, cioè che la sua quantità totale al termine del processo sia uguale a quella iniziale (contando, in entrambi i casi, tutte le forme di energia presente).
Ma cos’è l’Energia?
L’Energia è una grandezza fisica che descrive vari fenomeni simili capaci di trasformarsi l’uno nell’altro: l’energia elettrica usata per alimentare una stufa si trasforma in energia termica, e quella termica in un motore produce energia meccanica sotto forma di velocità (energia cinetica) e/o sollevando pesanti carichi (energia potenziale).

Ma l’energia è anche la base del funzionamento del nostro corpo: noi otteniamo energia dal cibo che mangiamo (dove è accumulata in forma di energia chimica dei suoi costituenti nutritivi) e usiamo questa energia per muoverci, respirare, pensare e per il corretto funzionamento del nostro metabolismo.
Possiamo dire tranquillamente che la stragrande maggioranza dei fenomeni che conosciamo prevede trasformazioni e scambi di energia, e la magia non può non ricadere in questo sistema: per sollevare un masso con il potere di un incantesimo, l’energia necessaria deve essere ottenuta da qualche parte.
È questo continuo richiamo al “pagamento” di energia che permette di creare un sistema magico fisicamente coerente. Non solo, l’incantesimo deve richiedere tutta l’energia necessaria per ottenere l’effetto desiderato: la generazione di temperature estreme di una palla di fuoco, la crescita di una pianta o lo spostamento di masse ingenti può richiedere una quantità estrema di energia, e talvolta anche difficile da calcolare (soprattutto quando ci sono di mezzo creature viventi o teletrasporti, ma avremo modo di parlarne in altri articoli).
Cerchiamo dunque di rispondere alla domanda: da dove proviene tutta questa energia?
MICROORGANISMI E CONDENSATORI
Una prima possibilità evidente è che l’energia possa essere ottenuta da quella del mago stesso.
Il corpo umano consuma l’energia ottenuta dal cibo per le sue attività, compresa una fetta importante (circa il 60-70%) unicamente per mantenere le funzioni vitali come la respirazione, la circolazione, il pensiero e il mantenimento della temperatura.
Un essere umano, in base all’età, al sesso e all’attività che compie, ha un consumo energetico quotidiano che può andare tra le 1500 e le 2500 kilocalorie circa: la stessa quantità di energia, espressa in Joule (l’unità di misura dell’energia nel sistema internazionale), oscilla tra i 6300 e i 10500 KiloJoule.
Se fosse possibile prendere una piccola frazione, ad esempio l’1% dell’energia di una “persona media” (8000 KJ per comodità), avremmo a disposizione 80 KJ, cioè 80.000 Joule.

Ma “quanti” sono 80.000 Joule?
Sono, ad esempio, pari all’energia necessaria per sollevare di un metro un masso di 8 tonnellate!
L’energia per una simile impresa titanica, ben lontana dalle capacità umane e facilmente assimilabile a un “prodigio magico”, è pari al solo 1% dell’energia consumata da un essere umano “medio”.
Ciò che impedisce a una persona di usare la sua energia in questa maniera è il concetto di “potenza”, cioè l’ammontare di energia che può essere emessa in un determinato ammontare di tempo. I nostri muscoli non sono abbastanza potenti da sollevare massi di una tonnellata (1000 kg) in alto di un metro, ma più che capaci di trasportare un oggetto di 10 kg per un dislivello di 100 metri: queste due azioni richiedono lo stesso ammontare di energia, ma la prima richiede molta più forza e molto meno tempo.

Se riuscissimo a rilasciare energia in tempi inferiori, potremmo letteralmente dare vita alla magia partendo dalla stessa energia dei corpi umani: ma come accumulare questa energia e rilasciarla tutta assieme?
Un mago potrebbe avere una “riserva” di energia magica che viene lentamente ricaricata dal suo stesso metabolismo e che può essere rilasciata rapidamente dando vita a effetti magici, e l’energia mancante del mago potrebbe giustificare la classica carenza di forza fisica che accomuna i maghi in molti giochi di ruolo.
Un’opzione potrebbe essere fare ricorso a sostanze prodotte dall’organismo e accumulate in appositi tessuti, come facciamo già nella realtà con i grassi, in grado di essere “bruciate” per ottenere un picco di energia.
Se invece non volessimo alterare la biologia umana, potremmo immaginarci un microorganismo simbiontico simile ai famosi Midi-Chlorian di Star Wars, in grado di sopravvivere solo in organismi molto specifici (magari in maniera simile a quello che accade con gli antigeni del sangue, solo più complesso).
Infine, il mago potrebbe ottenere energia sottraendola dagli esseri viventi circostanti, in pieno stile “rituali sacrificali” o, più semplicemente, prendendo ispirazione dalla recente serie di The Witcher.

Il rilascio dell’energia dovrebbe essere rapido, con un funzionamento simile a quello del flash delle macchine fotografiche. Le pile, infatti, non sono in grado di fornire una potenza sufficiente per il lampo: il flash, in questo caso, è ottenuto da un Condensatore, un componente dei circuiti in grado di accumulare al suo interno cariche elettriche (cioè, sostanzialmente, elettroni, le particelle che compongono la corrente elettrica) e di scaricarsi molto velocemente.
In questo modo, anche se la velocità di ricarica della pila è ridotta, il condensatore è in grado di fornire rapidamente una grande quantità di energia per il flash: allo stesso modo, un mago dovrebbe essere in grado di bruciare rapidamente la sua riserva energetica per ottenere, in poco tempo, grandi quantità di energia per dare vita ai suoi incantesimi.

Un condensatore. La vostra scheda madre ne è piena.
CATALIZZATORI
Se invece l’energia fosse ottenuta esternamente dal mago, come potrebbe egli averne accesso? E come giustificare una quantità limitata di uso di tale potere?
Sempre pensando a un consumo (almeno iniziale) di energia da parte del mago, si potrebbe ipotizzare un’interazione tra il mago e una sostanza esterna, simile alla Trama nel mondo di Forgotten Realms, grazie al quale il mago ottiene i suoi effetti facendo da catalizzatore.
In chimica, molti processi che trasmettono energia verso l’esterno (esoergodici) non avvengono spontaneamente, ma devono essere “stimolati” tramite una certa quantità di energia iniziale, detta energia di attivazione. Si può immaginare, ad esempio, che una certa reazione rilasci 5 Joule di energia, ma che la sostanza debba prima ricevere due Joule come energia di attivazione per avere inizio.
Un esempio pratico di questi fenomeni sono le combustioni, delle quali parleremo in un futuro articolo: un oggetto che brucia emette energia termica, ma ha prima bisogno di un innesco, un evento in grado di fornirgli l’energia necessaria per far partire la combustione.

Un Catalizzatore è un elemento, di solito una sostanza chimica, in grado di produrre un effetto di Catalisi, cioè di ridurre l’energia di attivazione: nell’esempio precedente la reazione potrebbe, grazie a un catalizzatore, richiedere un solo Joule per avere inizio.
Se il mago fosse in grado di agire da catalizzatore per la magia, questo spiegherebbe come mai solo i maghi sono in grado di usare tale potere, cioè perché l’energia di attivazione è troppo elevata e i non-maghi non sono in grado di abbassarla.
Contemporaneamente, se fosse sempre lui a fornire l’energia iniziale (ridotta grazie alla catalisi) si giustificherebbe anche un utilizzo limitato della magia da parte dell’incantatore.
MASSA ED ENERGIA
Un’ultima, notevole fonte di energia è la cosiddetta annichilazione della materia: la possibilità cioè di trasformare direttamente materia in energia mediante la famosa formula di Einstein.

Si tratta di una quantità di energia enorme: mezzo grammo di materia produrrebbe la stessa energia della bomba di Hiroshima.
Fortunatamente si tratta, nel mondo reale, di un processo assai complesso da ottenere: per avere una annichilazione è necessario far incontrare ogni particella del nostro materiale con la sua antiparticella. Queste ultime sono complesse da ottenere e prodotte solo da reazioni nucleari rare e altresì molto costose, in termini energetici (e non), da ottenere: all’attuale stato delle cose, il più grande apparato in grado di generare tali antiparticelle (il Large Hadron Collider, o LHC, del CERN di Ginevra) sarebbe in grado di ottenere un grammo di antimateria in… qualche milione di anni!
Tuttavia, immaginando di ottenere energia dai due processi precedenti, sarebbe forse possibile annichilire quantità di materia sufficientemente piccole da concedere comunque effetti prodigiosi… se l’antimateria fosse già presente. Infatti, produrre antimateria richiede processi molto più costosi (in termini di energie) di quanto poi riottenuto dall’annichilazione, fino a 10 miliardi di volte tanto.
Anche se, infine, essa fosse già disponibile al mago, questi dovrebbe assicurarsi di mantenere l’antimateria confinata nel vuoto, impedendogli di interagire con qualunque genere di materia, perfino l’aria: tale situazione viene comunemente ottenuta, nel mondo reale, tramite potenti campi elettromagnetici che possono risultare letali alle persone che si avvicinano troppo.

Sarebbe invece possibile ottenere parte dell’energia dagli atomi mediante fusione e fissione: in questo caso, tuttavia, la quantità di energia ottenuta da ogni atomo è molto inferiore e sarebbero necessarie quantità importanti di materiale (e il materiale giusto!), nonché condizioni peculiari di temperatura e pressione altrettanto complesse da ottenere (che richiederebbero ulteriori, drammatiche energie iniziali).
IL PREZZO DA PAGARE
Questa (relativamente) vasta serie di opzione potrebbe far pensare che ottenere energia possa essere semplice, ma si tratta di una conclusione errata.
Il mago dovrebbe indubbiamente pagare il prezzo iniziale consumando parte della sua stessa energia, energia che, se fosse accumulata in una sorta di condensatore magico, non sarebbe disponibile dell’incantatore (al di fuori del suo uso magico) e lo lascerebbe permanentemente spossato.
Se facesse inoltre da catalizzatore per una qualche fonte esterna di energia, essa si andrebbe, nel tempo, a consumare inevitabilmente la fonte di energia magica esterna proprio come i combustibili che diventano inutilizzabili dopo essere bruciati.
Infine, la stessa capacità di annichilire materia richiederebbe una grossa fonte di antimateria oppure energie tali da non giustificarne l’utilizzo, e anche l’energia nucleare si potrebbe sfruttare solo con condizioni estreme di temperatura e pressione.

E’ evidente dunque che l’idea di usare la magia per affrontare problemi altrimenti risolvibili è una mossa assai sconveniente, e che rivolgersi agli incantesimi dovrebbe essere giustificato solo da una necessità particolare e immediata.
E ancora non abbiamo parlato del fatto che non tutta quell’energia può essere utilizzata per lanciare una magia… ma per quello, aspettate il prossimo articolo di Manadinamica!
Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/15/manadinamica-conservazione-energia/

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darteo

La caduta del cielo – Progenie di Kamaschar

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Prologo

Le fiamme di Kamaschar bruciavano la città.
Il dragone rosso dal nero carapace di ossidiana sorvolava sui tetti ruggendo e devastando ogni cosa. La gente urlava e tentava di fuggire tra le strade.
La bestia, con un solo colpo d’ala, rovesciava le navi del porto. Con un colpo di coda abbatteva le torri di difesa e con un soffio di fuoco inceneriva un quartiere intero.
La gente moriva sotto le macerie, schiacciato dalle sue zampe, divorato o arso vivo.

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Ognuno di voi si desta da questo incubo.
E’ un risveglio traumatico e quasi doloroso. Le tenebre però non vi hanno ancora abbandonato. Ovunque spostate lo sguardo non vedere altro che il buio.
Scoprite (ognuno di voi) di essere da soli, in posizione orizzontale e confinati all’interno di uno spazio molto stretto e claustrofobico. Oltre questo angusto luogo sentite un rumore lontano, ovattato e incomprensibile.
Desideri violenti e indecifrabili si fanno padroni del vostro volere.
Iniziate ad agitarvi… ma i vostri scomposti e frenetici movimenti si tramutano in graffi e colpi mirati contro la vostra “gabbia”.
Rinnovati da una nuova forza misteriosa iniziate a rompere il vostro piccolo involucro, che scoprite esser fatto di legno marcio e umido. Man mano che distruggete le tavole della terra entra nel vostro spazio fino a ricoprirvi del tutto. Venite pervasi dal panico ma in breve tempo scoprite che i vostri polmoni non hanno più bisogno di aria. Iniziate a scavate nella terra e a risalire lentamente verso l’alto, riemergendo quell’abisso oscuro.

Una vostra mano buca la superficie della terra e avvertite dell’aria fresca.
Dopo la mano spingete fuori dal terreno anche l’arto e la spalla, a seguire il capo, l’altro braccio e il torace. Con un ultimo sforza uscite del tutto dalla terra.
E’ notte fonda. Scoprite di trovarvi alla cima di un colle alto e aspro. Non siete soli: attorno a voi altre creature emergono dal terreno. Molti hanno il corpo orribilmente decomposto e le vesti logore. Non potete fare a meno di chiedervi se anche il vostro aspetto è così spaventoso. Il terreno attorno a voi sembra “ribollire” in alcuni punti, segno che la terra sta per vomitare altri morti viventi. Ulteriori creature sono già uscite dalla collina e si stanno dirigendo rapidamente verso la pianura (dall’altro lato del colle si vede il mare).
In quella zona pianeggiante potete vedere gruppi di altri morti viventi ricongiungersi tra loro per formare un fiume di mostri intenti a raggiungere una piccola cittadina.
Riuscite infatti a scorgere, a circa trecento metri da voi, una città per via delle luci che escono dalle finestre delle case.
Da quel paese si sollevano già le prime urla di terrore.
Avete fame di carne viva.

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Prendendo coscienza di una condizione sconosciuta e innaturale, zoppicante e debole vorrei fuggire il più lontano. Eppure qualcosa mi costringe a rimanere, obbligandomi a muovermi con l'anonima massa di cadaveri senza più volontà.

Privata di gran parte dei cinque sensi, il freddo notturno scivola sulle mie membra nivee e pallide, sfregiate brutalmente dall'inclemenza del tempo.

Coperta solamente dalla memoria di una veste da umile sposa del popolo, ridotta ormai ad un insulso straccio ingiallito, scivolo giù lungo la valle, marciando assieme alla mia nuova famiglia.

Del passato alcun ricordo, del presente solo un lungo e persistente orrore che annichilisce i miei pensieri condannandomi per l'eternità all'odio e al terrore di Kamaschar.

La vibrante umanità delle luci del paese mettono in fermento le mie dita dinoccolate che tornano nella posizione di sempre, pronte a macchiarsi del caldo sangue di innocenti. Provo ribrezzo perfino per me stessa.

Cosa devo fare? Dove sono tutti?

Ecco che finalmente riesco a esprimere due domande che riconosco come mie. Se potessi piangerei, ma quest'oggi non saranno le lacrime a esternare il mio stato d'animo.

Improvvisamente un canto straziante si eleva dall'orda non-morta, come l'urlo di battaglia di un araldo prossimo alla sua prima vera grande guerra.

Descrizione

Spoiler:  
In questo momento Sheetara (ammesso che sia il suo vero nome), appare in uno stato di profonda disgrazia. I lunghi capelli crespi sono sbiancati, contrastando l'oscurità degli occhi dal taglio vagamente a mandola e stranamente privi di sclera. Alla sua sepoltura deve esser stata vestita con l'abito cerimoniale, forse promessa in matrimonio ad un uomo che non ha mai conosciuto a causa del massacro di Kamaschar. Il volto, perdute le sue graziose rotondità, è scavato e le labbra contratte in una sottile smorfia non le rendono assolutamente giustizia. Non è da escludere che sul resto del corpo presenti i segni della sua morte, avvenuta durante il crollo di un edificio in pietra che collassava sotto il soffio del drago.

Master

Spoiler:  
perdonami Darteo, ma non mi ero accorta proprio che il pbf fosse iniziato anche per noi.

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-aria... fresca- penso ripetutamente una volta uscito all'aperto, ora che finalmente non so più nel buio di una cassa ma alla luce notturna posso contemplare il mio attuale, mostruoso, corpo.

Guardando la pancia scopro uno squarcio che lascia intravedere le costole, dalle quali esce ancora qualche pezzo di terra.

Guardandomi le mani invece noto che alcuni diti sono storti, pertanto provvedo subito a raddrizzarli con un rumore raccapricciante, ma appena udibile in mezzo a quel trambusto.

Girando la spalla noto la lama di un pugnale conficcata nella mia spalla, la estraggo senza difficoltà e mi prendo qualche momento per riflettere come ci è arrivata li.

Effettivamente non mi ricordo molto di ciò che c'era prima del buio della cassa in cui ero, e i pezzi sporchi, consunti e inutilizzabili di armatura che ho addosso non mi aiutano molto.

Ancor meno mi aiuta il pezzo di lama del pugnale che ho trovato nella mia spalla, dunque decido stupidamente di rimetterlo dove l'ho trovato.

Ma il mio riflettere viene attirato da una luce in lontananza, avrei dovuto continuare a chiedermi chi ero, o cosa ci facevo li, avrei dovuto continuare a domanarmi qual'era il mio nome, invece, dopo aver visto il tepore della luce riuscivo solo a pensare a due parole, mentre le mie gambe si muovevano praticamente da sole, a ritmo di una straziante melodia.

-carne... fresca-

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Raggiungete la città rapidamente, accerchiati da un orda di non morti.

Inizialmente eravate intimoriti da questa massa di creature ma impiegate poco tempo per rendervi conto una volta del tutto che anche voi siete parte di questa massa.

Il terrore si trasforma in coraggio.

Entrando nel paese scoprite che è già stato assediato dai vostri… “simili”.

I non morti divorano i cadaveri riversi sulla piazza d’ingresso e sulle strade. Altre creature entrano nelle case e in altri edifici. Le urla dei cittadini si concentrano particolarmente verso il centro del paese, segno che in quel punto c’è ancora della “selvaggina” per voi.

Vi spostate verso quella zona.

Le strade sono tutte insanguinate. Dopo qualche minuto iniziate a vedere alcune donne e uomini ancora in vita. Cercano di scappare dai non morti… ma invano. I cittadini vengono agguantati, gettati a terra e divorati vivi. Pensieri contrastanti invadono la vostra mente. Provate infatti orrore per quelle immagini ma anche un senso di euforia e appagamento.

Alcuni non morti si stanno armando.

Raccolgono le armi dai corpi caduti delle guardie della città o saccheggiando le fucine.

Uno di questi mostri si rivolge a tutti i non morti: esorta a prendere le armi e di continuare l’avanzata. Esiste infatti un’ultima sacca di resistenza da parte dei viventi.

Le guardie ancora in vita e uomini che non avevano mai impugnato un’arma prima d’ora si sono riuniti nelle vie e nelle piazze e cercano di respingervi.

2v31moo.jpg

Spoiler:  

Sheetara = rosso

Sani(in attesa di un nome) = blu

Non morti = nero

Viventi = giallo

Abitazioni = marrone

I Round

Sheetara

Sani

Non morti

Viventi

-postate tutti-

Spoiler:  
prima di questo scontro in piazza potete aver raccolto una qualsiasi arma da terra o in una fucina. Potete selezionare una qualsiasi arma dalla lista del manuale del giocatore I.

Siete anche liberi di scegliere se prender parte a questo scontro o evitarlo.

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In questo delirio di sangue, sembro sperduta e confusa. Nella follia collettiva, cammino lungo le strade cercando qualcosa che non esiste.

Entrando in una casa mi trovo di fronte ad una madre, che ranicchiata a terra, protegge il figlioletto. Vacillando su cosa debba fare, sono sollevata da questa decisione grazie all'intervento di un altro morto vivente che apparso dal nulla, si avventa su i due, divorandoli senza pietà.

Ciò mi fa fuggire il più lontano possibile, urtando persone e oggetti, sino a giungere alla risacca di resistenza. Ultima speranza per gli abitanti della sfortunata cittadina.

Sopraffatta dalle emozioni, che non attecchiscono in questo mio corpo avvizzito e totalmente vuoto, emetto un urlo allucinante, distorcendo una nota. Non capisco se lo sto facendo con l'intento di far fuggire tutti pensando di metterli in salvo o invece intendo annichilirli punendoli per la loro follia nel rimanere a combattere contro ciò che non può morire.

aaaaAAAAHHHHH!

Spoiler:  

Spostandomi di qualche metro in direzione del tafferuglio, faccio uso di Song of Sorrow (CD Volontà 27 = 10 +15 gradi in intrattenere +2 Dragonsong). Visto che si tratta di un "canto" Haunting Melody (CD Volontà 22 = 10 + 1/2 livello + 4 Carisma) si dovrebbe attivare e per lo stesso motivo, entrambi dovrebbero esser alterati dal talento Dragonsong.

Song of Sorrow:

A dirgesinger can evoke sorrow and lament in his enemies. To be affected, an enemy must be able to hear the dirgesinger perform. The effect lasts for as long as the enemy hears the dirgesinger perform and for 5 rounds thereafter. An affected enemy takes a —2 penalty on Will saving throws and a —2 penalty on attack rolls and weapon damage rolls. A successful Will save negates the effect and makes the character immune to that dirgesinger's song of sorrow ability for 24 hours. Song of sorrow is a mind-affecting ability.

Haunting Melody:
When you sing or use some other Perform skill, you can unnerve enemies within 30 feet of you. Any opponent in range must succeed on a Will saving throw or become shaken for a number of rounds equal to your ranks in the Perform skill. This is a mind-affecting fear effect.

Uff, fatica a ricordarsi tutto :cow:

Ps: Musica Bardica 11/12

PPs: in intrattenere canto ho dimenticato di aggiungere 2 punti che mi vengono dati dal talento Dragonsong.

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..sono vivo?.. -penso mentre cerco di uscire dalla bara, ma ben presto, quando la terra mi sommerge,

mi rendo conto che c'è qualcosa di strano..non ho bisogno di respirare.

Spaesato e confuso, seguo l'istinto e lentamente riesco finalmente a sbucare dal sottosuolo, ritrovandomi in mezzo ad

un mare di non morti. Tutto ad un tratto realizzo cosa mi è successo e qual è la mia condizione e assetato di sangue e carne viva

seguo l'orda verso la cittadina ai piedi della collina.

Arrivato in città cerco subito qualche arma per poter catturare e uccidere la mia prima vittima.

La mia sete di sangue al momento sta avendo il sopravvento e se non fosse che l'idea di dover mangiare un essere umano vivo

non mi piace per niente non cercherei nemmeno di frenare questo istinto omicida.

@DM

Spoiler:  
la scheda è ancora da finire purtroppo, quindi per quanto parteciperei alla caccia all'uomo, al momento non ho ancora tutte le stat...sorry :(

@Descrizione

Spoiler:  
post-14917-14347053110056_thumb.jpg

a prima vista potrebbe quasi sembrare un drow, anche se alto e ben piazzato,

ma la colorazione degli occhi e le evedenti ustioni, che si possono scorgere su quasi tutti il corpo, lasciano dubbi sulla sua natura elfica.

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seguo istintivamente la massa di carne in putrefazione che ho davanti a me, lottando in ogni modo per riacquistare la ragione e non soccombere a quel mostruoso bisogno di carne umana, viva, fresca.

Più che mi avvicino, più sento l'odore della carne umana, avverto la paura dei vivi che scappano, cercano riparo e gridano esasperate.

Tutto ciò mi distrae ancora di più dai miei pensieri, e vuole convincermi ad affondare i denti in della soffice carne umana.

Mi fa bramare il desiderio di sentire una vittima che inizialmente si divincola sotto di me impotente, per poi lasciarsi andare al mio abbraccio, cadendo senza vita, come me.

-paura, loro provano paura... e io? io che provo?- riesco a elaborare, in tutto quel trambusto, arrivo a provare invidia per il loro sentimento di paura.

La tentazione aumenta, sto per lasciarmi andare, sto per correre con tutte le mie forze verso la prima vittima, quando la melodia che fino ad ora ho ascoltato solo come sottofondo inizia a farsi sempre più spazio nella mia testa.

Inizio a oscillare muovendo la testa, del tutto rapito dalla canzone.

Il conflitto che fino ad ora ho provato viene completamente soppiantato senza difficoltà dalla melodia, e l'origine di essa ha tutta la mia attenzione.

@dm

Spoiler:  
azione preparata, se Sheetara si muove io la seguo, cercando di posizionarmi più vicino possibile a lei.

@descrizione

Spoiler:  
scusate se non l'ho fatto nel primo post, ero convinto di averlo scritto, invece me ne sono dimenticato xD

allora, il mio personaggio è alto circa 1,70 e di età difficilmente riconoscibile, un po' come tutti gli altri non morto, ma guardandolo accuratamente si può arrivare a dedurre che alla data del decesso non aveva più di 30 anni, ha uno squarcio sul lato sinistro della pancia e ora come ora è vestito con il rimasuglio di un'armatura visibilmente sciupata e completamente inutile, anche se da un'attenta visione si può capire che è un'armatura più da cerimonia che da battaglia, come si capisce dalla decorazioni che che riportano i pochi pezzi sopravvissuti, alcune delle quali si sono schiacciate dentro il mio corpo, probabilmente perchè al momento della mia morte mi è franato qualcosa addosso.

Poco prima di morire la sua schiena deve aver subito gravi danni, come se si fosse accucciato per proteggere qualcosa mentre il soffitto gli franava addosso.

il viso non ha subito grandi danni alla sua morte, lasciando tuttavia a infierire su di esso i segni del tempo passato in una bara, trasformando quella che un tempo era una bellezza impeccabile in qualcosa di orribilmente macabro, grazie al pallore cadaverico che domina il suo viso, e delle guance scavate ma stranamente intatte.

La nuca invece è completamente priva di capelli, come il resto della parte posteriore della testa, e si notano visibili crepe e spaccature.

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La resistenza dei viventi sta per scontrarsi contro l’armata di morti quando l’urlo di Sheetara paralizza dal terrore tutti gli abitanti della città. Il resto dei non morti travolge ora le prime linee dei cittadini.

Gli ultimi superstiti tentano di scappare e scompaiono tra le vie più strette del paese.

Spoiler:  

Sheetara

Song of Sorrow & Haunting Melody

TS dei viventi

Spoiler:  

Contro Song of Sorrow: 11,10,4,2,2,6,19,2,4,11,11,19,2,19,17,16,5,3,15,15,16,12

Tutti falliscono la prova

Contro Haunting Melody: 9,6,13,16,6,10,6,17,6,3,18,16,2,15,4,1,16,8,1,14,15,7

Tutti falliscono la prova

Riuscite infine ad agguantare alcuni superstiti, li gettate a terra e iniziate a divorarli… da soli o insieme ad altri morti. La frenesia alimentare annebbia totalmente i vostri sensi e la vostra volontà.

I momenti che seguono il macabro banchetto appaiono sfumati nella vostra memoria. Ricordate solo a tratti le urla e le carni che strappavate dalla vostre prede. Ricordate di aver divorato uomini, donne e bambini.

Infine, una volta sazianti, il senno e la ragione sorgono di nuovo in voi.

Non siete più schiavi della fame e non sentite alcun bisogno di nutrirvi. Ora siete gli unici padroni del vostro corpo e della vostra mente. Guardandovi attorno scoprite che anche gli altri morti si sono calmati e ora stanno osservano la città e l’ecatombe da loro creata. Sembrano spaesati e confusi, un po’ come voi.

Alcuni si rendono conto solo ora di ciò che è successo. Molti iniziano a disperare, a piangere e a lamentarsi. Diversi non morti si rannicchiano al suolo e altri chiedono: cos’è accaduto?

Un non morto è chino su una donna con il ventre squarciato. Ha il suo sangue sulla bocca e le sue viscere tra le mani. Il terrore lo pervade: afferra un pezzo di vetro e si taglia la gola, non riuscendo a sopportare ciò che era diventato. Il non morto cade al suolo. Si forma subito una pozza di sangue nero.

Questa scena sconvolge gli altri “simili”, perché si è scoperto in maniera brutale che anche in questo “stato” è possibile morire.

Sheetara alza gli occhi dal suolo e vede di fronte a se un mostro. La donna è spaventata dalle forme di questa creatura… specialmente dai suoi occhi. Sono completamente neri e l’iride è piccola e rossa come il fuoco. Sheetara resta traumatizzata ancora di più quando scopre che quell’essere è la sua immagine riflessa su una finestra di una locanda.

Anche voi scoprite di avere gli stessi suoi occhi, così come il resto dei non morti.

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Esasperata mi tocco il volto sfigurato. Irriconoscibile essendo abituata a ben altri candori.

Non potendo sostenere lo sguardo volgo i miei occhi altrove. Una grande rabbia bruciante divampa spazzando via tutto le altre emozioni.

Chi? Chi ci ha fatto questo?

La domanda viene ripetuta più volte con un tono in crescendo. Non importa se nessuno risponde.

Devo sfogare questa frustrazione, che alla fine sfocia in un patetico pianto sempre senza lacrime.

------------------

Passerà un po prima che riesca a riprendermi. Approfittando di un tinello d'acqua piovana pulisco via il sangue e la lordura della guerra, pentendo così ragionare a mente un po più lucida. E' evidente che qualcosa è cambiato. Non solo nella mia forma, ma anche nel mio spirito. Forse l'unica cosa che mi è rimasta della mia vita passata. Ieri notte, la mia voce, ha manifestato un potere sconosciuto. Incredibile e tremendo al tempo stesso.

Ciò che mi terrorizza è che l'accaduto sia solo un inizio.

Tu! indicando un morto vivente a caso. Hai memoria del tuo nome?

E tu? ...

E tu?!

...

Io no, ho solo un vago ricordo di un ombra, un ombra tanto immensa da oscurare il sole e far piovere lance di fuoco dal cielo.

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Finalmente sazio, la sete di sangue si placa, lasciandosi però alle spalle una sensazione di vuoto.

Nella mia mente si affollano domande..sarà questa la mia vita d'ora in poi?..dovrò nutrirmi di esseri umani?..

e mentre pian piano mi rendo conto di non sapere dove sono e chi sono tutte quelle creature attorno a me,

alcuni in preda alla disperazione si tolgono la vita.

...non so chi sia stato a riportarci in vita e non so nemmeno se mi interessa.. -penso mentre mi osservo nei riflessi

di una finestra rimasta ancora intatta- ma voglio trovare il responsabile della mia morte e fargliela pagare..

penso mentre guardo il mio corpo ricoperto di ustioni.

Mentre cerco degli abiti non carbonizzati con cui coprirmi, vedo una donna, se così ancora si può definire, che sta chiedendo a chiunque

se si ricorda del proprio nome ..che strana domanda... penso assistendo alla scena, ma ben presto mi rendo conto che anch'io non saprei bene come rispondere,

fino a quando come se una delicata eco di voci nella mia testa me lo stesse suggerendo, un nome si fa chiaro nella mia mente ..Kamashin..

Guardando la donna esclamo Io!...io conosco il mio nome..Kamashin. Come voi però ricordo poco altro...

@DM

Spoiler:  
Cercherei degli abiti vagamente decenti...dato che i miei sono carbonizzati visto come sono mortoXD

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mi risveglio lordo di sangue e con le armi in mano, della notte prima ho solo vari frammenti di ricordo e quei pochi pensieri che ho conservato mentre provavo a mantenere una certa razionalità.

L'ultima cosa che ricordo è una bellissima ma straziante melodia, ma dopo di essa, il buio.

Decido di andare a lavarmi tutto il lordume che ho addosso, e togliere gli ultimi frammenti di terra che ancora sono rimasti dentro il mio torace, ora inzuppati di sangue.

Mentre cammino strascicando il mio corpo alla ricerca di un po' d'acqua, una donna mi indica rivolgendomi una domanda che riconosco essere la stessa che affliggeva i pochi pensieri che riuscivo a formulare appena uscito dalla cassa.

Mi blocco, e mentre cerco di trovare una risposta lei gira la domanda a molti altri presenti.

La mia mente esclude tutto il resto per un attimo, riesco a riprendermi solo quando la donna da la sua risposta.

Piano piano inizia a riaffiorare in me un ricordo, ma è solo uno strappo, un piccolissimo e vago pezzetto del puzzle di una vita ormai finita, e tornata nel mondo come aberrazione.

-anche io ricordo solo una piccola scena, ricordo solo di me che mi gettavo a proteggere qualcosa, o qualcuno, e il soffitto mi crollava addosso, come si vede dalle ferite che ho dietro, vedendo ciò che indosso dovrebbe essere stata una cerimonia, o qualche evento del genere-

Dopo una breve pausa aggiungo -e no, non riesco a ricordarmi il mio nome, ci ho provato anche ieri sera, fino a che la mia mente non è stata fagocitata dalla bramosia... però penso che da oggi mi chiamerò Unnameshin- dico, concludendo con tristezza.

poi mi rivolgo a Kamashin -tu come conosci il tuo nome?-

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@Von

Spoiler:  
sicuro, trovi tutti gli abiti che vuoi

Anche gli altri non morti iniziano a ricordare scene della loro vita.

Vicino a voi un "vostro simile" osserva l’armatura rovinata che indossa: io ero un guerriero! Magari sono stato maledetto alla non vita da qualche mago nemico?!

Replica un altro non morto: no, io ricordo di essere un nobile. Non ho mai partecipato a nessuna guerra.

Si aggiunge una terza voce: io ero un falegname, costruivo barche.

Scoprite quindi che questa “condizione” grava su molti tipi di uomini: ricchi e poveri, soldati e civili.

Scavando nel passato però qualcosa riaffiora nelle vostre menti. Ognuno di voi infatti è stato ucciso dal dragone Kamaschar.

Un non morto pronuncia il suo nome. Le reazioni tra i presenti sono diverse: rabbia, paura, sconforto…

Si solleva in questo momento una voce: Kamaschar è morto!

Tutti vi voltate verso il centro di quella che dovrebbe essere la piazza centrale del paese.

Sul cornicione di una fontana senz’acqua si trova un altro non morto (si è messo in alto per farsi vedere da tutti). E’ lui cha ha parlato… e ora continua: trecento anni fa il dragone è stato abbattuto. Il vulcano Vecrato, la sua dimora, ne è la prova... infatti è ora inattivo e da tempo viene chiamato “monte” Vecrato.

Spoiler:  
l’attività vulcanica del monte Vecrato era in qualche modo legata a Kamaschar e alla sua amata Sheernatricse. Con la morte di entrambi i draghi il vulcano era destinato a spegnersi… e così è stato.

Questo non morto veste abiti puliti e non sporchi di terra o sangue.

Un altro uomo gli rivolge una domanda: tu… tu non sei spuntato dal terreno con noi?

Risponde il non morto: no… e non ho partecipato a questo sterminio.

Dove ci troviamo? Chiede un altro uomo

A Scheletown…. E io vengo dalla Città morta. Lì infatti c’è stato il primo risveglio.

Quest’ultima frase getta sgomento tra i presenti: voi non siete stati i primi a riaprire gli occhi.

Vuol dire che esistono altri “come noi?”

Esatto! E non è la prima volta che accade nella storia! Ogni volta che creature “come noi” tornano alla vita seguono un regolare schema: c’è sempre un grande risveglio seguito da altri risvegli sempre meno frequenti e con un numero di non morti sempre minore fino ad arrivare ad un ultimo risveglio di un solo uomo. Il vostro “gruppo” è uno dei primi a ritornare al mondo. Io sono stato inviato da voi per portarvi alla Città morta.

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Kamaschar, il solo sentir pronunciare il suo nome, le ossa mi si scuotono.

Stupefatta nell'apprendere simili notizie, cerco di recuperare tutto il buon senso che mi è rimasto e dimostro ancora un briciolo di diffidenza.

Chi ti manda?

Ma soprattutto cosa ti fa credere che ti seguiremo?

Mi faccio strada tra la folla, arrivando a tu per tu con lo sconosciuto in modo da sostenere lo sguardo scandagliando i suoi occhi colmi di oscurità.

Anche se mi trovo in uno stato pietoso, continuo a mostrare grande dignità in come mi pongo, sopratutto dal tono della mia voce si evince che in passato ero ben più di una donna comune. Dalla postura sprezzante si direbbe una ribelle che seguiva le proprie regole.

Gli stralci dell'abito cerimoniale sono celati da un pesante mantello di lana recuperato nel dopo battaglia. Sulla schiena il blasone sfregiato raffigurante la casata fondatrice di Scheletown. Da adesso sarà il simbolo della mia condanna.

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Ascolto attentamente quello che il nuovo arrivato ha da dire mentre guardo le reazioni delle sue parole tra la folla.

La reazione di Sheetara fra tutti mi colpisce, è la prima a farsi avanti, la prima a porsi qualche domanda.

Non vedo perchè io non dovrei essere il secondo e accettare questa condizione senza farmi domande, perciò la seguo fra la folla.

Appena arrivato assumo una posizione ben dritta stupendomi di poter ancora assumere una posizione del genere, date le apparenti condizioni della mia schiena.

Lascio che Sheetara parli per prima, un po' per cavalleria, un po' perchè lei prima di me ha avuto il coraggio di mettere in dubbio la situazione e un po', anzi, soprattutto, perchè è stata più veloce di me ad aprire bocca.

-ho altre domande da aggiungere, prima di tutto, come fai a sapere tutte queste cose? quante altre ondate ci sono state fino ad ora? Quanto tempo fa c'è stato il primo risveglio? perchè ieri notte siamo stati assaliti da quel bisogno di uccidere, e stamattina siamo così lucidi? Ma sopratutto, chi è quest'ultimo uomo? e tu come fai ad essere così sicuro e informato?-

concludo, precisando bene l'ultima domanda, e guardando prima Sheetara e poi il nuovo non morto, per vedere la loro reazione alle mie domande.

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Uno che afferma di chiamarsi Unnameshin, mi chiede come io faccia a ricordarmi il mio nome,

ma nemmeno il tempo di rispondere, che altri cominciano a parlare raccontando dei loro ricordi,

fino a quando il nome di Kamaschar salta fuori e una voce sovrasta le altre.

...Kamaschar... -come un brivido pervade la mia schiena all'immagine, come un flash, del muro di fuoco che mi travolse quel giorno

ancora faccio però non ricordo quasi nulla della mia vita precedente..chissà se mai recupererò la memoria..

Ascolto come tutti le parole di quest'ultimo, che sembra essere molto informato su cosa stia accadendo e quale sia la nostra condizione.

...come fa ad avere tutte queste informazioni?..chi gliele avrà date?...

mi chiedo come mai i risvegli avvengano in questo modo, fino al risveglio di un singolo uomo..che sia qualcuno di particolare?..

Mentre io rimango assorto nei miei dubbi, due figure si fanno avanti esponendo praticamente i miei stessi dubbi.

Rimango quindi in silenzio avvicinandomi a questi ultimi due, gli unici con i quali abbiamo avuto un minimo di dialogo, in attesa delle risposte.

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Anche altri uomini rivolgono delle domande al messaggero della Città morta ma in fondo sono simili alle vostre. Il non morto alza le mani per chiedere e ottenere silenzio.

Dalla sua espressione capite che si aspettava proprio queste domande, ecco perché le sue risposte non tardano ad arrivare: prima di tutto… io mi chiamo Kaman. Sono stato inviato da colei che governa sui morti, il suo nome è Sheerania. La Città è formata solo dai nostri simili e siamo poco meno di seimila.

Fino ad ora ci sono state sei ondate, voi siete la settima anche se probabilmente uno o due altri gruppi di non morti si sono risvegliati o si risveglieranno nelle prossime ore.

La prima ondata di morti si è destata due settimane fa. Non possiamo conoscere chi saranno gli uomini che si risveglieranno quindi non sappiamo chi sarà l’ultimo di noi a sollevarsi dalla terra.

Conosco tutte queste cose perché tra di noi si è risvegliato un uomo che in vita era uno studioso di questa maledizione.

Non temete più la fame. Da questo momento in poi non avrete più bisogno di mangiare.

Il ritorno alla vita è faticoso e richiede un grande dispendio di energie… energie che devono essere recuperate attraverso la carne viva. Ora che vi siete destati e nutriti non avrete più bisogno di alcun pasto. Ciò non vi rende immortali: la spada può ancora uccidervi, così come il fuoco e altre minacce. Le malattie però non potranno più toccarvi. Esiste un solo risveglio per ognuno di voi. Se morirete di nuovo non potrete più riaprire gli occhi.

La mia signora vuole che vi uniate a noi. Non mi aspetto che accettiate tutti il nostro invito. Molti non morti infatti hanno rifiutato questa chiamata e sono andati via per la loro strada.

Sappiate però una cosa: la nostra forza è nel numero! Se verrete con me avrete protezione e una nuova casa, se andrete via da soli invece sarete per sempre braccati dai viventi e non avrete mai un rifugio sicuro.

Un non morto chiede: cosa vuole da noi questa Sheerania? Quali sono le sue intenzioni?

Il messaggero risponde: Sheerania vuole ciò che vuole ogni capo di una nuova civiltà: espandere i suoi domini! Ma venite con me nella Città morta e ascoltate direttamente la sua voce.

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Ascolto in parte sollevato le risposte dell'uomo, che ci comunica che non avremo più bisogno di mangiare, soprattutto esseri umani vivi, e che non potremo nemmeno ammalarci,

anche se possiamo ancora essere uccisi ...beh! quello lo avevamo già notato...a quanto pare inoltre recupereremo la memoria...anche se al momento ricordo solo come sono morto e il mio nome..

Ci informa inoltre che esiste una città i cui abitanti sono tutti nella nostra condizione e dove possiamo vivere in pace, senza essere braccati come mostri

...Sheerania..una donna al comando di un'intera città di morti, deve sicuramente avere molto potere...

Da quanto dici, sembra veramente sciocco non accettare la tua proposta ..anche se è ancora da vedere quali sono le leggi di questa città.. e personalmente credo ti seguirò..

..inoltre senza armi ne altro avrei sicuramente poche possibilità di sopravvivere, mentre in una città potrei recuperare più cose ed informazioni su come stanno le cose..

Vorrei però farti un'altra domanda...come facevi a sapere qui ci sarebbe stato un risveglio?..c'è un modo per sapere dove avverranno?..

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Sciocco? commento estremamente caustica a Kamashin Obbligatorio semmai.

Sospiro rabbiosa e rassegnata, capendo che ci sono ben poche speranze per chi decide di intraprendere la strada del lupo solitario. Mi sento in trappola e ammetto di non possedere sufficiente coraggio per sottrarmi da tutto questo, togliendomi la vita.

E' un dannato circolo vizioso. Veniamo condannati per un oscura ragione alla non-morte, siamo costretti a cibarci dei nostri cari e nessun essere umano potrà mai accettare di aiutarci.

Sto covando del profondo e viscerale odio valutando questa situazione come un'ingiustizia verso la mia persona.

Non rimane che seguirti. Io e chiunque altro sia intenzionato a sopravvivere. E' la mia ultima frase, prima di piombare in un lungo interminabile silenzio, pronta a partire.

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-la ragazza ha ragione, non abbiamo altra scelta- penso, passandomi la mano su ciò che resta del mio mento.

alla fine delle mie conclusioni dico -e sia, ti seguirò anche io, oltre che per mancanza di alternative, sono curioso di sapere di più su questa storia, e gradirei incontrare lo studioso, dunque, appena avrai risposto alla domanda di quest'uomo che si è presentato come Kamashin, io sono pronto a partire-

uso un tono di voce molto tranquillo, sebbene dentro di me sono piuttosto restio ad accettare così di buon grado la mancanze di alternative.

-ma non c'e altra scelta-

mi convinco, aspettando di nuovo altre risposte

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Vorrei però farti un'altra domanda...come facevi a sapere qui ci sarebbe stato un risveglio?..c'è un modo per sapere dove avverranno?..

Non lo sapevo… almeno non potevo saperlo con certezza.

Tutti noi siamo stati uccidi da Kamaschar. Le vittime del dragone vengono maledetti a questa non morte e per questo veniamo chiamati progenie di Kamaschar.

Noi della Città morta sappiamo i luoghi in cui il drago ha compiuto le sue stragi e Sheerania ha mandato un messaggero in ognuno di queste zone.

Ho atteso il vostro risveglio per un giorno, un tempo relativamente breve. Posso quindi considerarmi fortunato.

Un non morto chiede: chi ci ha svegliati?

E Kaman: questa domanda dovete rivolgerla a Sheerania.

Finita la conversazione i non morti hanno preso la loro decisione: molti seguiranno Kaman per la Città morta, altri invece andranno via per la loro strada. Comincia così un esodo che durerà diversi giorni.

Durante la notte vi spostate attraverso campi e vallate. Durante il giorno invece vi muovete attraverso i boschi. Scoprite così di essere instancabili: non patite più la fame, il freddo o la fatica della marcia. Notate inoltre un altro particolare: tutti i non morti, voi compresi, hanno lo stesso colore degli occhi, ossia le sclere nere e le iridi rosse. Kaman vi informa che questi erano gli stessi occhi di Kamaschar.

Raggiungete infine la Città morta durante una notte. Siete quasi sicuri di non essere stati avvistati da nessuno durante il viaggio.

La città si presenta, almeno all’esterno, come una normale metropoli… anche se c’è qualcosa di sinistro nel suo aspetto, forse perché sapete che al suo interno brulica di non morti.

Si erge alla base di un piccolo monte roccioso. Ha solide mura e solo tre entrate.

Quando vi avvicinate al muro scoprite che “i nuovi cittadini” hanno issato dei vessilli fatti con le pelli dei viventi che abitavano qui.

Superate le mura ed entrate in quello che un tempo doveva essere un mercato, ora è ridotto ad una piazza deserta. Le strade sono strette e si intrecciano in maniera caotica tra di loro.

I non morti che si trovano qui non hanno vestiti strappati e logori come i vostri, inoltre sono armati. Non vi sembrano minacciosi ma, per il momento, vi osservano con una certa indifferenza.

E’ piuttosto suggestivo vedere come questa città sia stata “adattata” allo stile di vita dei membri della progenie di Kamaschar. Alcuni edifici infatti sono stati chiusi come locande e bordelli… o ritrasformati in depositi di armi e vestiti. Le fucine invece sono sempre aperte.

Kaman vi porta nella pizza centrale dove nel frattempo si sono ammassati molti non morti.

Su un pilastro, dove un tempo doveva trovarsi una statua, ora si trova Sheerania.

La donna ha la pelle grigia, i capelli lunghi e neri e un paio di ali membranose e scure dietro la schiena. E’ una persona bellissima (nonostante la metamorfosi).

Per ora Sheerania non parla, si limita ad osservarvi e a sorridere.

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    • By mugiwaranofede
      Ciao, siamo 4 giocatori e stiamo cercando un master per fare una campagna online su roll 20
    • By Tensazanghetsu
      salve il nostro master per motivi personali ha deciso di non masterare piu siamo un gruppo di 5 giocatori (4 e il master che ora gioca e basta con noi) ci serve un master, in caso si riadattano i pg alla 5 edizione
    • By Tensazanghetsu
      salve il nostro master per motivi personali ha deciso di non masterare piu siamo un gruppo di 5 giocatori (4 e il master che ora gioca e basta con noi) ci serve un master 
    • By DevilMayCry89
      Buongiorno a tutti!
      In ritardo di una decina d'anni sulla prima edizione di Pathfinder (che per anni non ho conosciuto 😓), un paio d'anni fa mi ero messo a riscrivere TUTTO D&D 3.5 (cui non giocavo da un pezzo) per renderlo più giocabile.
      Spesso, per pigrizia, ho fatto un mash up di ACF esistenti, e suggerimenti letti qui sul Forum, con altre cose inventate da me, scoprendo spesso solo poi di aver scoperto l'acqua calda, ovvero di aver fatto modifiche che erano già state implementate da Pathfinder 1, per non dire dalle Homebrew dei Forum di tutto il mondo...
      Nel corso degli anni, il Guerriero è stato, senza dubbio, LA classe più riscritta, per ovvie ragioni.
      Ora, sto convincendo un nuovo gruppo a giocare col mio sistema, ma mi piacerebbe avere prima il parere degli esperti.
      Fate conto che considero che i PG prendano 10 Talenti ai livelli dispari, come in Pathfinder, e che ho riscritto, a parte, anche TUTTI i talenti bonus da Guerriero.
      Fatemi sapere impressioni, critiche, suggerimenti, minacce, ecc
       
      PS: la capacità finale riguarda il rinnovato sistema di Azioni, che, in effetti, somiglia molto a Pathfinder 2. Qui posso giurarvi sulla mia vita che l'avevo realizzato prima, ed, in effetti,  anche in maniera inutilmente più complicata, visto che ho messo una proporzione matematica per cui un'Azione Rapida è l'unità base, quella di Movimento corrisponde a 2 Azioni Rapide, quella Standard a 3, e quindi l'Azione di Round Completo corrisponde a 6. Di norma, i PG possono sempre dividere il turno come preferiscono, ma non possono usare due tipi di Azione per eseguire la stessa operazione; ad esempio, se dividono il turno in due Azioni Standard, non possono usarle entrambe per eseguire attacco Completo o lanciare Incantesimo, ma devono fare un'azione diversa di durata equivalente. L'Azione Rapida consume l'AdO del turno, se lo si esegue.
       
      Il Guerriero.pdf
    • By skeletorn
      Ciao ragazzi, vorrei formare un gruppo che si trova a giocare in pub a tema fantasy.
      Se come me vi divertite di più a giocare in una atmosfera realmente fantasy, davanti ad un buona birra fresca ed un piatto fumante, beh allora scrivetemi così organizziamo
      Zona  Brescia, Bergamo, Crema
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