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La Morte del PG è vietata? Benvenuti nell'era dei Giochi di Ruolo senza conseguenze
direi 99% risorgibili . tra i persi per sempre , ricordo : ladro morto solo in zone sperdute , un caduto in un vulcano , alcuni di 1° Livello .
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Grognardia #6: Cosa si intende per "Gygaxiano"
Sbagliare capita anche ai migliori DM. Se metto di fronte ai giocatori degli avversari di cui sottovaluto le capacità, i giocatori prendono botte da orbi e perdono la sfida. Non vado a dire: "ragazzi, forse questi erano troppo forti, facciamo che fanno errori grossolani durante il combattimento così non vi legnano". Lo stesso vale per le altre sfide: se i giocatori non le superano poco male, si va avanti comunque. Del resto non vedo perché nella propria vita avventurosa non si possa incappare in sfide al di la delle proprie capacità. A volte sbagliano i giocatori nel giudicare quali sfide affrontare, altre volte sbagliano i DM. Magari nel nostro caso torneranno dopo aver consultato il decano del regno, famoso per le sue abilità matematiche. A scanso di equivoci comunque io sono tra quei giocatori che non ama gli enigmi. Quando parlo di porre una sfida ludica mi riferisco soprattutto sfide dove si deve ragionare sulla situazione, non risolvere indovinelli. Anche nelle (rare) sfide che possono somigliare ad enigmi faccio leva sul ragionamento logico, e solitamente questo non dipende dalla cultura del giocatore, al più dalla sua forma mentis, ma è in generale accessible a tutti. Ma non le stai ignorando. La scheda non dovrebbe essere considerata un simulatore di personaggio, ma un'aggregazione di regole. Nella scheda stanno i punteggi relativi a ciò che serve al giocatore per usare il personaggio nei contesti previsti. Se parliamo per esempio di intellingeza, questa non descrive l'intelligenza del personaggio in toto, ma solo in quegli aspetti che sono necessari per le meccaniche. Una parte della sua intelligenza sarà sempre e comunque del giocatore (vedi esempio sulla tattica di combattimento fatto in precedenza). Quindi quando non usi una certa caratteristica non lo fai crendo un ammanco nelle opzioni del personaggio ma perché l'azione che si vuole compiere non necessita di quella caratteristica schedata e non stai quindi togliendo nulla Qui credo si stia discutendo proprio di questo: quale stile di gioco useresti? Applicare una volta una, un'altra volta l'altro mi pare un po' schizzofrenico. In genere si gioca con uno stile solo. Qui credo che la maggior parte dei vecchi giocatori preferisca la prima risposta, fanno giocare il giocatore.
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Organizzare qualcosa per Starfinder 2
Ho letto, ma non ho abbastanza tempo per aggiungere attività. Comunque ti ringrazio.
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Organizzare qualcosa per Starfinder 2
@roctopus Non so se sia cosa che possa interessarti, ma (per Starfinder UNO, Prima Edizione) "Samdragon" del Telegram Channel sta cercando di proporre proprio "Attack Of The Swarm" su di un Discord PBC e stava (se non vado errato) cercando ancora Players per un Gruppo di "Avventurieri Spaziali Divenuti Milizia Difensiva Del Pianeta Suskillon". . . Se vuoi posso darti l'Indirizzo di tale Discord-Server. . . . .!!!
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Grognardia #6: Cosa si intende per "Gygaxiano"
No. l'ho detto e ribadito più volte: dipende dal tipo di sfida e dal contesto. Continui a fare la stessa domanda sempre senza tenere conto del contesto. Prendere il componente dallo scaffale NON E' una sfida (e non necessita di prova) se sussistono le condizioni dette in precedenza. Gli altri esempi che fai proprio non li capisco. Servono delle prove per aprire una porta o scegliere quale mostro uccidere? Ormai mi sembra di essere entrato in un loop: le sfide vanno poste se hanno senso, altrimenti sono inutili. Poi dipende dal tipo di sfida vedere se compete ai giocatori o ai pg. Mi sembra di essere stato piuttosto chiaro ed esaustivo nei post precedenti. Al mio tavolo, si gioca così. Se al tuo va bene fare metagaming tutto bene. A me non piace. Se la sfida è rivolta ai giocatori e devono aguzzare l'ingegno, ben vengano le soluzioni fantasiose. Se la sfida è rivolta ai pg, si legge la scheda e i pg non possono avere conoscenze che non siano scritte nello specifico caso di quella determinata sfida posta in quel dato momento. A chi compete la sfida? Dipende dalla situazione (anche qui ho fatto degli esempi in precedenza). Edit: ho aggiunto un pezzo di risposta che era stato tagliato prima.
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Grognardia #6: Cosa si intende per "Gygaxiano"
Cioè se il giocatore che interpreta il mezz'orco ha un'idea geniale, fondata sulla fisica meccanica, non può "giocare" la sfida ai giocatori perché è metagaming? Perché scegliere quale componente prendere dallo scaffale non è una sfida? Si tratta di capire a chi porla, se al PG o al giocatore, ma perché non dovrebbe essere una sfida? Che differenza c'è fra dover scegliere quale porta aprire per uscire velocemente da una stanza, o fra quale mostro uccidere per primo durante un combattimento? E perché se decido di colpire prima un determinato mostro, la meta-conoscenza del giocatore va bene e se deve scegliere la gemma sullo scaffale no?
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Grognardia #6: Cosa si intende per "Gygaxiano"
Scusa, non avevo visto questa frase. Per prova intendo la necessità di porre una sfida al giocatore, sia essa tramite interpretazione, ragionamento o tiro di dado.
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Per chi ha domande su Ranghi, Insegne e Punti esperienza...
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Grognardia #6: Cosa si intende per "Gygaxiano"
L'ho detto, il personaggio, sempre che abbia lanciato l'incantesimo o ne abbia almeno "letto" la formula. Le conoscenze del giocatore, in questi casi, sono solo metagaming e, con me, non entrano in gioco. Con le eccezioni che ho descritto in precedenza. Fammi capire: ti aspetti che un giocatori ricordi a memoria TUTTE le componenti degli incantesimi? Questi grandissimi peni!!!! Poveri i tuoi giocatori 😆 Eh no, il gioco gygaxiano prevede che sia sfidato il giocatore, PRIMA della scheda!!! Ma va da sé che dipende SEMPRE dal tipo di sfida che si propone. Se un giocatore si è già "pippato" a memoria tutti gli incantesimi del manuale del giocatore e il suo mago è del primo livello, col piffero che il pg possiede le conoscenze del giocatore. Dipende SEMPRE dalle circostanze. Nell'esempio che hai fatto le conoscenze del giocatore, se si decide di porre la sfida, non entrano in gioco. Solo quelle del PG alle condizioni sopra esposte.
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Grognardia #6: Cosa si intende per "Gygaxiano"
Aggiungo qualche pensiero In generale i tiri di dado dovrebbero rappresentare quella parte indeterminata o casuale di certe situazioni : nel combattimento si tirano i dadi perchè si rappresenta una situazione di stress dove anche il miglior spadaccino può essere influenzato dall'emozione del momento o da quella che chiamiamo fortuna/sfortuna. Così anche per le abilità o le conoscenze, i dadi si tirano nei momenti di stress : scassinare una serratura per non farsi notare dalla pattuglia di guardie che stanno arrivando, cavalcare al galoppo di corsa giù per il ripido pendio per intercettare i banditi che stanno scappando, riconoscere quale sia il rituale malefico che sta lanciando il necromante … Ma in tutte le situazioni in cui i personaggi possono compiere un'azione in tranquillità, sia fisica che intellettuale, non c'è motivo alcuno di far tirare i dadi. Se un personaggio ha a disposizione il tempo per cercare in una stanza, sarà il giocatore, dopo che come DM gli ho fornito tutte le informazioni disponibili, a dirmi dove cerca e cosa. E lo stesso passaggio segreto o la trappola cercata in 'tranquillità' non richiede un tiro di dado: il personaggio o la trova o non la trova in base al suo punteggio di Cercare (il prendere '10' o '20' nella 3.x ha risolto egregiamente questo problema). Per quello che concerne i giochi di abilità, come i rebus o i giochi di logica, ritengo non abbia senso gestirli con un tiro di dado; l'abilità 'numerica' della scheda del personaggio può essere prevista ed utilizzata (al massimo) per fornire un'informazione aggiuntiva da passare ai giocatori per la risoluzione del gioco. Così come poter passare da DM un qualche tipo di suggerimento/indizio (non risolutivo) quando i giocatori come 'gruppo' si sono evidentemente arenati su una qualche questione/situazione. Tutte le scelte devono rimanere comunque dei giocatori, e a loro spetta il compito di trovare e cercare tutti gli indizi possibili, e al DM quello di averli preventivamente preparati perchè i giocatori li possano trovare. Concordo che un buon design di avventura deve tenere conto che non tutte le sfide vengano superate e che quindi devono essere contemplate delle alternative. A tale proposito ricordo di aver letto diverso tempo fa la teoria dei “3 indizi” sul blog di un game designer... è stata una lettura interessante.
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Grognardia #6: Cosa si intende per "Gygaxiano"
Forse però te intendi con "prova" il lancio dei dadi. In questo caso credo che stiamo dicendo la stessa cosa. Eh, ma la scena è quella sopra descritta. Se il PG mago non ha mai lanciato l'incantesimo, ma il giocatore sa che serve il diamante, chi decide cosa viene preso, fra Rubino Diamante o Perla? Il giocatore con la sua esperienza o il PG con un tiro di dado? Vabbè, non andiamo a chiederci perché siamo arrivati a questa "sfida". Magari è un mega-dungeon dove è fondamentale conoscere gli incantesimi per uscirne vivi e prendere le componenti giuste è determinante. E' legittimo attendersi che un giocatore conosca le componenti, proprio perché ha una buona memoria, ma potrebbe anche non ricordarle. Chi è che sceglie le componenti? Ma se il giocatore conosce qual è la gemma giusta per la sua esperienza nel gioco (Cosa che il gioco gigaxyano incentiva), perché non dovrebbe sceglierla senza tiro di dadi anche se il suo mago non lo dovrebbe sapere?
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Grognardia #6: Cosa si intende per "Gygaxiano"
Se il giocatore sa cosa scegliere, lo sa automaticamente anche il suo personaggio dato che, giocando il mago, le due conoscenze coincidono, e non serve fare una prova. Se il giocatore sa cosa serve NON deve fare una prova. Prende semplicemente la gemma giusta. Ovviamente, deve aver già lanciato in precedenza l'incantesimo o averlo studiato il suo personaggio. Se il giocatore ha letto il manuale e sa cosa serve ma il pg non ha mai usato l'incantesimo prima, l'ha appena scritto nel suo libro senza studiarlo, la conoscenza del giocatore non entra nel merito. Sarebbe metagaming, e personalmente (quello che dico è sempre rigorosamente da far precedere alla frase secondo me!) non va affatto bene. Lo stesso, la prova NON serve se è il personaggio a sapere la risposta: se è un mago, ed ha già usato l'incantesimo, sa quale componente gli serve. Quindi, nuovamente la prova è inutile. Questa non è una sfida che impegna il giocatore. Alla meglio è solo una questione di memoria. Sfido chiunque a ricordare a memoria tutti i componenti degli incantesimi. Far fare delle prove di questo tipo è puro sadismo ludico 😁 La prova la fai fare SOLO se il personaggio non sa quale sia la gemma da usare o è fortemente indeciso (incantesimo mai lanciato, sotto effetto di droghe o magie che annebbiano la mente, ecc.), e in questo caso serve la competenza del PG, non del giocatore. Una prova di conoscenza arcana (o quella che è, perdonatemi ma non ricordo la definizione corretta della 5E quindi vado a spanne) riuscita permette al mago di individuare, per esclusione, quello che serve. una prova fallita fa comunque credere al mago di avere preso la pietra giusta, salvo poi rendersi conto al momento del lancio che l'incantesimo non funziona. Dipende sempre tutto dal contesto. La domanda che mi pongo sempre è: perché serve una prova in questo caso? E' necessario che l'avventura la preveda? La maggior parte delle volte, le prove le faccio fare in modo del tutto improvvisato a seconda di come si sviluppano determinate azioni e non sono previste dalla trama preparata in precedenza.
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Grognardia #6: Cosa si intende per "Gygaxiano"
Proviamo a restare sugli esempi concreti: Nella scena il mago deve prendere al volo una componente dallo scaffale per lanciare Globo Cromatico. Quindi nella sua azione (ed ha solo quella, per questo è importante cosa sceglie!), deve scegliere la componente, dopodiché la stanza collasserà e non sarà più possibile tornare indietro. Sullo scaffale ci sono 3 gemme, un rubino, un diamante e una perla, abbastanza lontane da non poter essere prese contemporaneamente. Se non sceglie, non ha componenti e non può lanciare incantesimi. Se sceglie quella sbagliata non può lanciare l'incantesimo. In entrambi i casi dovrà uscire dalla stanza senza la possibilità di lanciare l'incantesimo e dovrà quindi trovare un'altra soluzione, ma non ci occuperemo di questo ora. Chi deve scegliere Rubino, Diamante o Perla? Il giocatore con la sua esperienza e conoscenza del manuale o il PG con un tiro su arcano? E perché proprio lui? L'unica regola è NON poter consultare il manuale, altrimenti la sfida è finita! La mia risposta è "dipende". Il giocatore conosce la risposta? Sì. --> Bene, la scelta spetta a lui. Il giocatore conosce la risposta? No. --> il suo PG potrebbe saperla? --> Sì. --> Bene, si fa un tiro.
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Grognardia #6: Cosa si intende per "Gygaxiano"
Come lo stabilisco? Se devo far fare una prova è ovvio e scontato che sia un componente che non conosce. Altrimenti non farei fare una prova. In questo caso la prova viene determinata dal tiro di dado in quanto è il personaggio, tramite la sua competenza in materia, a capire quale sia tra i vari materiali che si trovano sullo scaffale quello corretto. Come ho detto in precedenza, la prova deve avere una ragion d'essere, altrimenti non serve perdere tempo a farla. In generale, la distinzione tra prove "a carico" del giocatore piuttosto che del personaggio è abbastanza immediata da capire in base al contesto. E' però vero che molto dipende dall'esperienza e dalla formazione di chi gioca. Come sempre non c'è un metodo corretto e uno sbagliato, ma solo quello che meglio si addice al gruppo con cui si gioca.
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Grognardia #6: Cosa si intende per "Gygaxiano"
@Percio , io concordo con @Fandango16 , si può giocare in diversi modi e comunque niente è mai binario, è sempre una sfumatura. Sfumatura anche dovuta alla circostanza. Ora noi stiamo "esagerando ed esasperando" la teoria. Forse la realtà è che il gioco rimane numerico e allo stesso tempo strategico, oltre che interpretativo. Se al tavolo si ignorano certi suoi elementi, in mia opinione, è sbagliatissimo. Penso che anche nella scatola rossa si poteva agire meccanicamente o strategicamente in certi aspetti (non conosco granché, ma nel caso correggetemi) e questo spesso è dato dalla compagnia con la quale si gioca. Anche nella fase di scontro si può fare valere la parte strategica, non solo con il posizionamento e col lancio di dadi, ma per assurdo anche con la parte gigaxiana. Se ad esempio i PG riescono a fare una imboscata ai nemici umanoidi, essi potrebbero alzare le mani e arrendersi prima della iniziativa. Questo è un esempio di come io possa trovare sbagliato non seguire le regole o avere una tesi binaria sull'argomento, bisogna affrontare il gioco con mente aperta e affrontare la casistica volta per volta, optando per la sfumatura giusta, come a volte per il bianco o per il nero.
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La Morte del PG è vietata? Benvenuti nell'era dei Giochi di Ruolo senza conseguenze
In che senso raramente è accaduta. La morte definitiva di un PG (intesa senza possibilità di resurrezione e con necessario cambio del PG) o la morte del PG Comunque risorgibile?
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Grognardia #6: Cosa si intende per "Gygaxiano"
Se siamo in un ragionamento "binario" (0 - gigaxyano vs. 1 - simulazionista) allora sì, sono gigaxyano. Però credo che fra "NON usare le statistiche e le capacità scritte sulla scheda" e "usare SOLO quelle", ci siano nel mezzo molte sfumature che possano essere colte e apprezzate. Io ho giocato la scatola rossa e la 3.0 prima di approdare alla 5e e devo dire che trovo, questa edizione, un buon compromesso, per quanto riguarda i tiri di abilità o il coinvolgimento del giocatore. Però, se dovessi tornare indietro, scatola rossa tutta la vita.
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I Mondi del Design #113: Partite Con Obiettivi
Va bene, ma anche in questi casi questi giocatori avranno degli obiettivi, no? Per dire, il tipico giocatore che vuole solo combattere segue comunque un qualche tipo di trama che lo porta a combattere contro i nemici
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Grognardia #6: Cosa si intende per "Gygaxiano"
Sì. Per quanto mi riguarda è l'unica circostanza in cui ha davvero senso tirare i dadi. Il TS in questo caso è l'ultima spiaggia, quando i giocatori non hanno trovato la trappola e\o non sono riusciti ad aggirarla. Siamo in uno stile di gioco gygaxiano se sta ai giocatori e non ai dadi vedere se trovano la trappola e aggirarla; non siamo in uno stile di gioco gygaxiano se sta ai dadi e non ai giocatori trovare la trappola e\o aggirarla. Lo scopo è semplicemente giocare. I giocatori potrebbero scegliere altre mille modi per prendere il diamante, l'incantesimo è solo il primo che mi è venuto in mente. Come dici anche tu, qui è il giocatore a entrare in gioco, non la scheda. È qui che hai uno stile di gioco gygaxiano
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Grognardia #6: Cosa si intende per "Gygaxiano"
Se può, non vuol dire che lo faccia. Il discorso è capire CHI deve fare la prova, se il PG o il giocatore. Come lo stabilisci? Per esempio se devi distinguere un diamante in un cesto di zirconi, non potendo mettere il giocatore di fronte alla prova realmente, farai fare una prova al PG. Ma se ci sono vari oggetti comuni riconducibili a componenti per incantesimi (sacchetto di sabbia, coda di rospo, pezzo di legno...) e il personaggio potesse scegliere UN solo ingrediente per lanciare l'incantesimo giusto...chi deve scegliere? Il giocatore con la sua esperienza di gioco, o il PG con il tiro di dado? Io non ho una risposta netta, credo che entrambe le risposte vadano bene in contesti diversi. Se questa scelta serve per mettere alla prova l'esperienza del giocatore nel gioco, va bene che la faccia il giocatore. Se invece si sta mettendo alla prova le capacità del personaggio di ricordarsi la componente giusta, dovrebbe essere un tiro di dado con tutti i modificatori del caso. Mi sembra che su questo siamo tutti d'accordo, ma non mi pare che nessun esempio che abbiamo fatto fin ora stia trattando di prove insuperabili "a priori". Dipende dal contesto e dallo scopo della sfida. Se lo scopo della sfida e far usare risorse al PG (ovvero lanciare l'incantesimo Movimenti del Ragno), c'è poco da "tirare i dadi", ma se un giocatore che ha quell'incantesimo sulla scheda non si ricorda di usarlo o non vuole usarlo, possiamo farci poco. Se invece la sfida è trovare una soluzione al problema e, al limite, usare risorse, allora è giusto lasciare la sfida ai giocatori. Abbiamo già detto che la sfida può essere fallita, dunque non sono d'accordo nel suggerire al giocatore quale risorsa deve utilizzare. Del resto non andremmo a dire ad un giocatore come usare le sue risorse nel combattimento, perché dovremmo farlo durante la fase di esplorazione? Tutto questo, ovviamente, al netto del fatto che NON stiamo giocando con principianti che devono essere in qualche modo aiutati a conoscere il gioco: in questo caso trovo doveroso per un master, ma anche per gli altri giocatori, aiutare il nuovo giocatore a utilizzare le sue risorse.
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Grognardia #6: Cosa si intende per "Gygaxiano"
Sinceramente non mi pongo una regola per tutto, solo, come in ogni frangente del gioco, mi/ci pare proporzionato che lo svolgimento tenga conto sia dell'abilità del giocatore che del personaggio. Questo funziona bene nel combattimento come nel resto. Sempre secondo me. Poi per carità, dipende chi fa il master, le cose importanti sono l'empatia e il divertimento per tutti. Non trovo sbagliato nessuno dei metodi, tuttavia da regole bisognerebbe considerare tutta la scheda. Come hanno fatto notare altri, sbilancerebbe il gioco ignorare certe componenti investigative e sociali della scheda, qualsiasi sistema si utilizzi. Per questo ritengo che il metodo generico che utilizzo sia corretto. Allo stesso tempo mi piace anche come fanno i master gigaxiani, esperienze già vissute con gaudio. Trovo invece apatico un metodo basato solo sui tiri senza componente descrittiva/circostanziale/umana.
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I Mondi del Design #113: Partite Con Obiettivi
Non è ancora così? Chi gioca senza un obiettivo? Be, ogni tanto mi capita di trovare giocatori a cui interessa molto più "ruolare" il proprio pg, come se fossero attori alle prese con l'interpretazione del personaggio di un film, fregandosene della missione e degli altri pg... alle volte anche a costo di mettere in pericolo se stessi e il resto del gruppo! E' una sotto-variante di quella che io chiamo "sindrome dell'unico eroe", cioè quando ad un giocatore importa solo del proprio pg, al punto di pensare diessere l'eroe principale dell'avventura (o dell'intero gioco), con gli altri pg che sono solo delle "comparse". E' un modo di giocare che ha preso piede (almeno, io ho avuto questa impressione) con l'avvento dei giochi del "World of Darkness", che puntavano molto sull'aspetto "emotivo" del giocare delle creature estranee all'umanità.
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Grognardia #6: Cosa si intende per "Gygaxiano"
Ok, ora ho capito. Non una delle possibili di soluzioni ma un consiglio per arrivarci. Non è lo scenario peggiore che mi ero immaginato, ma comunque non mi piace. Ma come dicevo sono gusti. Ok, e nella situazione del diamante sopra la pozza d'acido che faresti?
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Grognardia #6: Cosa si intende per "Gygaxiano"
Si, ma sono prove che puoi risolvere esclusivamente con il tiro di dado e relative alle capacità del personaggio. Perché? Se il giocatore ha esperienza nelle componenti dopo aver giocato il suo mago per n sessioni, perché non fare l'elenco della roba e fargli scegliere cosa raccogliere? Al contrario, se invece il PG saprebbe benissimo riconoscere una componente arcana in mezzo al materiale, ma il giocatore non ha esperienza, perché non usare il tiro di dado? Questo per dire che secondo me non esistono situazioni nette. Si tratta di esperienza del DM con il proprio gruppo. Per questo credo che le sfide ai giocatori, andrebbero usate con criterio e solo laddove è divertente per tutti. Vedi sopra: sono sempre sfide fatte alla capacità del personaggio, non del giocatore. Se può riconoscere l'ingrediente dell'esempio, non serve fare una prova. E' solo una perdita di tempo. La prova la fai solo se il componente arcano NON E' identificabile in modo automatico. Come ho detto, le prove devono avere un senso. Se una prova è insuperabile a prescindere, non ha senso farla.