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Dragons´ Lair

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  1. Ultima ora
  2. TheBaddus ha pubblicato una voce blog in TheBaddus - Le mie campagne
    Campagne da giocatoreLilac Hollow - Cuori di Mostro [Scarlett Bloomblight - Viverna] Campagne da masterSussurri nella Cenere - D&D 5e (2014) [Da TheBaddus' One on One] La Benedizione delle Fiamme Sacre - D&D 5e (2014) [Da TheBaddus' One on One] Thalos Ridge High School - Cuori di Mostro [Ancora in preparazione]
  3. Credo tu abbia ragione
  4. Perfetto, il range che pensavo era quello e il disclaimer della ricarica automatica faceva lievitare dal prezzo di 8/10 che avevo ipotizzato al ribasso. Molte grazie per l'aiuto Lord Danarc.
  5. Non li conosco, ma a naso direi che probabilmente è il carattere, sommato con l'età. Non credo ci si possa fare molto e non penso che sia qualcosa per cui tu come DM debba sentirti responsabile. Che qualcuno sembrasse più coinvolto in combattimento non mi sorprende: è una delle parti dove è più facile che le azioni, e le decisioni prese, abbiano conseguenze concrete che si vedono subito. Di solito è questo che coinvolge le persone, nei giochi. Tendiamo erroneamente a pensare che nel GdR siano più le voci dei personaggi, il tono delle descrizioni o robe così...
  6. Oggi
  7. Almeno a scopo informativo suppongo sia importante per il mondo dei giochi di carte.
  8. Ha senso, ritiro ciò che ho detto. Non sapevo nulla sulla 3e, interessante, grazie.
  9. In realtà molto semplice. Chi subisce più di 50 danni da un unico colpo deve fare un TS su Cos o andare a 0. Molto simile a quello di 3e.
  10. Wow è certo che il gioco si è evoluto molto. Non riesco nemmeno a immaginare come sarebbe avere morte istantanea in 5e. C'è da dire che provare a trasporre sta regola da chainmail (che se non erro è un gioco con molteplici eroi per giocatori) a un gioco con un personaggio a giocatore (companion apparte e a meno che non mi sto perdendo qualcosa dalla prima edizione) non è stata la più furba delle idee lol
  11. È proprio necessario per il sito seguire da vicino questa porcheria fatta da uno che ha provato mille mestieri e ora ci prova con i giochi di carte andando al risparmio tramite l'uso dell'ai?
  12. Infatti non credo si possa definire "Art" anche se la gente insiste nel definirla tale, dovrebbero chiamarla "AI Image" o cose simili eppure la gente preferisce dire "Art", una parola strettamente legata al lavoro umano.
  13. 1) I tag che si possono applicare ad una discussione sono gli stessi in tutto il forum, ci possono essere delle indicazioni di massima su quali siano adatti a quale sottoforum, ma non possiamo limitarli automaticamente. 2) visto che tanto è una idea legata intrinsicamente al tuo mondo di gioco direi che sta bene qui
  14. Non meno di 10.000. Oltre alla concentrazione anche il ricaricarsi in automatico è molto forte. Nell'anello accumula incantesimi qualcuno deve lanciarci dentro l'incantesimo. Come dicevo ALMENO 10.000. secondo me 12.000-15.000 può andare bene.
  15. Anello accumula incantesimi - EffettoQuesto anello immagazzina gli incantesimi lanciati su di esso, conservandoli fino a che chi vi è in sintonia non ne faccia uso. L’anello può accumulare fino a 5 livelli di incantesimi alla volta. Qualsiasi creatura può lanciare un incantesimo dal 1° al 5° livello sull’anello, toccandolo mentre lancia l’incantesimo. L’incantesimo non ha effetto, oltre quello di essere immagazzinato nell’anello. Se l’anello non può contenere l’incantesimo, lo slot incantesimo viene speso senza effetti. Il livello dello slot usato per lanciare l’incantesimo determina la quantità di spazio che occupa. Mentre indossi questo anello, puoi lanciare gli incantesimi che contiene. L’incantesimo usa il livello dello slot, la CD del tiro salvezza dell’incantesimo, il bonus per colpire dell’incantesimo e la caratteristica da incantatore dell’incantatore originale, ma per il resto è considerato come se fosse stato lanciato da te. Un incantesimo lanciato tramite questo anello non è più contenuto al suo interno, e libera spazio per altri incantesimi. Intanto grazie Lord Danarc. Cercando il prezzo dovrebbe variare attorno alle 10.000 monete d'oro, contando che la Concentrazione è un bonus importante, ma il fatto che la spell sia una sola e max di lv3 un costo di 8.000 o massimo 10.000 monete potrebbe essere equo secondo te?
  16. Il comunicato stampa parla "di giochi di carte collezionabili e di avventure fantasy".
  17. A me sembra un anello accumula incantesimi più potente (perchè mantiene la concentrazione e ricarica l'incantesimo contenuto ogni giorno) e meno potente (perchè limitato a incantesimi di 3 livello). Quindi di base lo tratterei come tale. Un anello accumula incantesimi è raro e secondo il GDM 2024 questa categoria ha un valore di 4000. Secondo me è fatto col culo, visto che lo step successivo è 40.000 gold. Interpolando direi che il valore di un oggetto raro va da 800 a 20.000 monete d'oro. Considerando il potere di quello che vuoi creare lo valuterei almeno 10.000 mo, ma è molto a sentimento, come purtroppo troppe cose dell'edizione.
  18. Buongiorno a tutti. Come master volevo creare un oggetto magico da dare a un PNG - e in caso potrebbe essere un drop per i giocatori. Al tempo stesso volevo avere un'idea del COSTO di questo oggetto perché è un poco particolare, quindi grazie per chiunque collaborerà e parteciperà a questa mia richiesta un po' strana. Le caratteristiche dell'oggetto magico sono le seguenti: a) USI: 1 singolo uso giornaliero b) livello IN USCITA dell'incantesimo 3: la magia che si inserisce nell'oggetto viene lanciata come se fosse di livello 3 c) CONCENTRAZIONE: è l'oggetto che mantiene la concentrazione se l'incantesimo la richiede d) RICARICA: si ricarica ogni giorno all'alba e) SOSTITUZIONE: l'incantesimo può essere sostituito con qualunque Incantesimo - incluso un Trucchetto - fino al lv 3. L'oggetto potrebbe essere indifferente, un anello, una collana, un bracciale. un orecchino etc. In ogni caso un oggetto che si può indossare o che si può legare al proprio corpo. La domanda quindi è questa: QUANTO COSTEREBBE COSTRUIRE UN OGGETTO SIMILE? Di base dovrebbe essere un oggetto RARO ( categoria a) 1 uso al giorno, b) lancio di un incantesimo di 3 livello, d) ricarica all'alba) quindi credo che la base sia almeno 2.000 monete d'oro e a quello ci sarebbero da aggiungere la questione c) concentrazione e e) sostituzione. Grazie in anticipo per ogni parere e suggerimento.
  19. Mi accodo ai consigli già dati e ne aggiungo uno: non cercare di emulare "dm" famosi visti qua e la, non sono narratori ma solo attori che si preparano e studiano un copione da mettere in scena; non ci sono imprevisti, i giocatori in quei casi hanno un binario unico da seguire e non giocano live, son sessioni tagliate e montate per il mero show. Mercer e company hanno fatto più danni della grandine negli ultimi anni.
  20. Sono riapparsi, sempre Temu
  21. Non mi è chiaro il significato del card game. È un gioco di carte collezionabili tipo Magic o un gioco da tavolo/di ruolo che si basa su carte?
  22. Onestamente ho opinioni contrastanti: l'idea sembra carina e sono contento che un progetto ideato in Italia venga distribuito nel mondo, e il gioco potrà pure essere divertente con un concept abbastanza interessante. Ma allo stesso tempo non sono un grande fan della scelta dell'AI Art, come penso in realtà molti, e sinceramente non ci tengo a vedere gente che paga migliaia (in un ipotetica situazione) di euro / dollari / valuta per acquistare la rarissima carta di cui ne esistono solo 15 e la cui Art però è errata e ha 15 dita e 3 gambe. Possono fare tutto il quality control che vogliono ma ci saranno sempre errori. E se questo andasse a spopolare, contribuirebbe a incentivare l'utilizzo dell' AI nelle aziende e la bolla economica dell'AI crescerebbe ancora attirando l'attenzione delle aziende che producono TCG / LCG. E qua si teme che quindi poi MTG, Yu-Gi-Oh e altri giochi di carte decidano di lasciar perdere l'arte umana. Però sono solo supposizioni in un eventuale successo del gioco, che vedo comunque difficile (a meno che il distributore non è un super distributore famosissimo che fa un botto di marketing) anche perché la gente inizia a stancarsi dell'AI "Art"
  23. Un nuovo titolo sword & sorcery si prepara a far parlare di sé nel 2026: “Shona: Black Fury”, card game ideato dall’autore italiano Stefano Labbia, arriverà in Italia e nel Regno Unito grazie a un accordo con una importante casa editrice americana (nome non ancora divulgato) che ne ha acquisito i diritti di distribuzione. Il 2026 si preannuncia come un anno chiave per il panorama dei card game fantasy, e tra i titoli da tenere d’occhio c’è “Shona: Black Fury”, gioco di carte sword & sorcery ideato dall’autore italiano Stefano Labbia. Il progetto è infatti al centro di un accordo di distribuzione con una importante casa editrice americana, il cui nome non è ancora stato reso pubblico, che ne curerà l’arrivo sui mercati di Italia e Regno Unito. Si tratta di una notizia rilevante per il settore, non solo per l’ambizione internazionale dell’operazione, ma anche perché segna un nuovo passaggio nella crescente presenza di produzioni italiane nel mercato globale dei giochi di carte a tema fantasy. Un universo dark fantasy guidato da un’anti-eroinaAl centro dell’esperienza narrativa c’è Shona, guerriera descritta come indomita, protagonista di un mondo fantasy medievale dai toni cupi e maturi. L’ambientazione promette una notevole varietà di scenari: dalle gelide terre di Validia alle regioni più calde di Dhoorm, in un universo pensato per espandersi progressivamente. Il progetto nasce come naturale estensione della saga a fumetti Shona, firmata dallo stesso Labbia. Accanto alla protagonista trovano spazio altre figure femminili centrali, come Erinna e Morinnah, delineate come personaggi forti e complessi, chiamati ad affrontare non solo minacce sovrannaturali ma anche conflitti più concreti. Una struttura narrativa che punta a lasciare al giocatore scelte morali e conseguenze, elemento sempre più apprezzato nei card game a forte vocazione story-driven. Una scelta che farà discutere: AI Art nelle illustrazioniTra gli aspetti più discussi del progetto c’è l’uso estensivo di illustrazioni realizzate tramite Intelligenza Artificiale. Le immagini, sviluppate e rifinite dal team grafico che cura la direzione artistica del gioco, puntano a offrire ambientazioni dettagliate e suggestive mantenendo al tempo stesso un gameplay fluido e immediato. Nel contesto dei giochi di carte collezionabili, l’adozione dell’AI Art è una scelta destinata a far discutere: lo stile visivo è spesso parte integrante dell’identità di un titolo e il tema solleva interrogativi artistici ed etici. Proprio per questo, Shona: Black Fury si candida a essere anche un interessante caso di studio su come l’AI possa essere integrata, o meno, in produzioni ludiche di respiro internazionale. Il 2026 come punto di partenza di una sagaIl set base viene presentato come l’inizio di un percorso più ampio, con espansioni future dedicate a nuovi luoghi, personaggi ed entità, oltre a ulteriori meccaniche di gioco. Un’impostazione seriale coerente con l’origine fumettistica del progetto e con la natura collezionabile del formato. L’accordo con l’editore americano, che seguirà la distribuzione in Italia e nel Regno Unito a partire dal 2026, rappresenta in questo senso una mossa strategica per garantire al titolo una visibilità internazionale sin dalle prime fasi del lancio. Chi è Stefano Labbia Autore prolifico e trasversale, Stefano Labbia ha all’attivo numerose pubblicazioni tra poesia, narrativa, teatro e graphic novel, oltre a esperienze nella sceneggiatura per cinema e televisione. Negli anni ha sviluppato progetti editoriali e artistici a respiro internazionale, spesso legati a iniziative culturali e sociali, costruendo un percorso che intreccia storytelling, fumetto e sperimentazione transmediale. Dragons’ Lair seguirà da vicino gli sviluppi legati all’annuncio della major americana e al debutto ufficiale del gioco nel 2026, con ulteriori approfondimenti dedicati al progetto e al team creativo. Per gli appassionati di dark fantasy e giochi di carte, Shona: Black Fury è un titolo che merita attenzione. Visualizza articolo completo
  24. Il 2026 si preannuncia come un anno chiave per il panorama dei card game fantasy, e tra i titoli da tenere d’occhio c’è “Shona: Black Fury”, gioco di carte sword & sorcery ideato dall’autore italiano Stefano Labbia. Il progetto è infatti al centro di un accordo di distribuzione con una importante casa editrice americana, il cui nome non è ancora stato reso pubblico, che ne curerà l’arrivo sui mercati di Italia e Regno Unito. Si tratta di una notizia rilevante per il settore, non solo per l’ambizione internazionale dell’operazione, ma anche perché segna un nuovo passaggio nella crescente presenza di produzioni italiane nel mercato globale dei giochi di carte a tema fantasy. Un universo dark fantasy guidato da un’anti-eroinaAl centro dell’esperienza narrativa c’è Shona, guerriera descritta come indomita, protagonista di un mondo fantasy medievale dai toni cupi e maturi. L’ambientazione promette una notevole varietà di scenari: dalle gelide terre di Validia alle regioni più calde di Dhoorm, in un universo pensato per espandersi progressivamente. Il progetto nasce come naturale estensione della saga a fumetti Shona, firmata dallo stesso Labbia. Accanto alla protagonista trovano spazio altre figure femminili centrali, come Erinna e Morinnah, delineate come personaggi forti e complessi, chiamati ad affrontare non solo minacce sovrannaturali ma anche conflitti più concreti. Una struttura narrativa che punta a lasciare al giocatore scelte morali e conseguenze, elemento sempre più apprezzato nei card game a forte vocazione story-driven. Una scelta che farà discutere: AI Art nelle illustrazioniTra gli aspetti più discussi del progetto c’è l’uso estensivo di illustrazioni realizzate tramite Intelligenza Artificiale. Le immagini, sviluppate e rifinite dal team grafico che cura la direzione artistica del gioco, puntano a offrire ambientazioni dettagliate e suggestive mantenendo al tempo stesso un gameplay fluido e immediato. Nel contesto dei giochi di carte collezionabili, l’adozione dell’AI Art è una scelta destinata a far discutere: lo stile visivo è spesso parte integrante dell’identità di un titolo e il tema solleva interrogativi artistici ed etici. Proprio per questo, Shona: Black Fury si candida a essere anche un interessante caso di studio su come l’AI possa essere integrata, o meno, in produzioni ludiche di respiro internazionale. Il 2026 come punto di partenza di una sagaIl set base viene presentato come l’inizio di un percorso più ampio, con espansioni future dedicate a nuovi luoghi, personaggi ed entità, oltre a ulteriori meccaniche di gioco. Un’impostazione seriale coerente con l’origine fumettistica del progetto e con la natura collezionabile del formato. L’accordo con l’editore americano, che seguirà la distribuzione in Italia e nel Regno Unito a partire dal 2026, rappresenta in questo senso una mossa strategica per garantire al titolo una visibilità internazionale sin dalle prime fasi del lancio. Chi è Stefano Labbia Autore prolifico e trasversale, Stefano Labbia ha all’attivo numerose pubblicazioni tra poesia, narrativa, teatro e graphic novel, oltre a esperienze nella sceneggiatura per cinema e televisione. Negli anni ha sviluppato progetti editoriali e artistici a respiro internazionale, spesso legati a iniziative culturali e sociali, costruendo un percorso che intreccia storytelling, fumetto e sperimentazione transmediale. Dragons’ Lair seguirà da vicino gli sviluppi legati all’annuncio della major americana e al debutto ufficiale del gioco nel 2026, con ulteriori approfondimenti dedicati al progetto e al team creativo. Per gli appassionati di dark fantasy e giochi di carte, Shona: Black Fury è un titolo che merita attenzione.
  25. Ieri
  26. Capitava esattamente che non capissero cosa avessi detto (e sono fratelli, in certi momenti si mettevano a bisticciare) e quindi dovevo un po' rispiegare ciò che avevo appena detto Si in realtà quella piccola sessione che abbiamo avuto è durata pochissimo per questioni di tempistiche e organizzazione quindi non sono riuscito pienamente a vedere bene i loro comportamenti e infatti gli avevo solo descritto l'ambiente circostante all'inizio dell'avventura. Posso però confermare che almeno uno dei due giocatori era molto interessato durante il combattimento (tralasciando il quasi-TPK), potrebbe essere stata la mia ridicolossima imitazione di uno zombie che cade in mare ma in generale sembrava totalmente coinvolto, ha infatti usato entrambe le sue armi e sembrava comprendere il sistema di combattimento in sé.

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