-
Capitolo 0: Il profumo del pericolo
Sir Otis Mutreaker, anziano Galapa Bardo e Barbiere (Speranza 3) Esatto, ragazzina! Esclamo mentre ripongo il mio prezioso strumento nell’apposito fodero. Con la giufta dofe di impegno, fono certo che riufirai a prendere quell’uffello fenfa fatica!
-
Capitolo 0: Il profumo del pericolo
Sir Otis Mutreaker, anziano Galapa Bardo e Barbiere (Speranza 3) Percepisco l’incertezza dei miei compagni: è palese che a questi giovani serva una guida di maggior esperienza, come me. Mi fermo a frugare nel borsello ed ne estraggo infine trionfante un lungo corno dall’estremità affusolata Mirate, amici, L’Oscultatore Di Karazof! declamo solennemente prima di portarmi l’estremità del corno all’orecchio. Con questo portentoso strumento, potrò udire ogni suono nel raggio di miglia come se fosse in realtà vicinissimo! Inizio a ruotare lentamente su me stesso, con gli occhi chiusi per lo sforzo di individuare la direzione del canto del piviere. Proprio mentre il corno è orientato verso la direzione indicata da Kerek, un grazioso pennuto si posa sul prodigioso oggetto ed attacca a cinguettarvi all’interno con brio! Scosto L’Oscultatore dal mio orecchio, stupito dalla sua efficacia e massaggiandomi il padiglione auricolare leso dal canto amplificato in modo assodante: la direzione indicata dal nostro giovane gigante è corretta: dobbiamo andare di là, posso affermarlo con assoluta certezza.
-
[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
La fortuna è dalla vostra: dopo la terribile tormenta, finalmente vi è concessa un po’ di quiete. La notte trascorre lenta e gelida ma tranquilla, nulla giunge a minacciare il vostro riposo. Accogliete con gratitudine le ore di sonno, dato che vi scoprite più stanchi di quanto credevate; assai dura è stata l’ascesa a Falkrest tra boschi, rocce e neve! Il vento teso vi porta di tanto in tanto rumori lontani di gorgoglii, sibili e schiocchi, ma l’alba vi saluta pacifica risollevandovi l’umore.
-
Capitolo 0: Il profumo del pericolo
Sir Otis Mutreaker, anziano Galapa Bardo e Barbiere Ohibò! Questa dama elfica mi pare proprio una tipetta loquace e curiosa. Sono sicuro che il mio fascino sta già facendo colpo su di lei... Vorresti sapere gli ingredienti del mitico brodino, eh? Ebbene eccoli svelati: mi occorrono sei petali di Beydd, nota anche come "orchidea carnivora blu", una grattuggiata di Corno di Fauno (spero di potermene fare amico uno e di chiedergli il favore di farsi dare una limatina al palco, purtroppo a Elmore non ne ho mai incontrato nemmeno uno), due fette di Fungo Porcino delle Profondità ed infine l'ingrediente più difficile da ottenere: non una, non due ma ben tre gonadi di... di... mi gratto la rugosa testa spelacchiata cercando di fare mente locale sul nome di quella dannata creatura, ma proprio non mi viene in mente. Accidenti, eppure l'ho letto sui miei libri proprio prima di partire! Libri che ovviamente non ho portato con me per paura di rovinarli durante il viaggio. Povero me! ... di una creatura magica e mitologica che non posso nominare ad alta voce: la leggenda vuole che anche solo pronunciare quel nome porta sette anni di sventura! @Daimadoshi85
-
[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
Parte del gruppo si accampa alla meno peggio sfruttando il poco riparo dato da un avallamento sito una cinquantina di metri a ovest dal sentiero. Uno spaurito gruppetto di alberi carichi di neve e un paio di grossi massi di granito saranno le mura di cinta che vi proteggeranno durante il gelo della notte, o almeno così vi augurate… accendete un debole fuocherello e cercate di riscaldarvi e far asciugare vestiti e zaini mentre mettete a rosolare su una padella le provviste fresche omaggiate da Jore. Quando Urgok e Athaulf torna dal giro di ricognizione, una trentina di minuti dopo, il sole è ormai tramontato e la visibilità ridotta a un palmo di mano: il cielo grigio permette a stento alla luce della luna di filtrare tra le nubi e di rischiare appena il valico montano. I due portano notizie interessanti, la loro missione è stata fruttuosa: lungo il versante est delle mura hanno individuato un cumulo di macerie attraverso le quali pare soffiare una corrente d’aria, il che fa pensare ad una porta o a un passaggio verso l’interno dell’abbazia. Potrebbero volerci una paio d’ore, ma potreste riuscire ad aprirvi un passaggio tra i ruderi… di incontro, nei pressi dell’ingresso principale, hanno individuato una serie di impronte che paiono dirigersi proprio dentro l’edificio; purtroppo le recenti nevicate le hanno rese una traccia appena visibile ed è impossibile stabilire con certezza quante persone o creature siano passate da lì ma una cosa è certa: avrete compagnia.
-
[CdH] Topic di Servizio
No problem, io sono partito oggi per lavoro e tornerò giovedì… vedo se giovedì riuscirò a postare altrimenti recuperiamo nel weekend. @Melqart @The Scarecrow vi chiedo un tiro di d6 per l’esito della della vostra perlustrazione (a meno che non abbiate abilità specifiche da applicare), scegliete pure voi chi tirerà, vi concedo un bonus di -1 visto che siete in due ad andare di pattuglia.
-
DarthFeder ha iniziato a seguire Le Maschere di Nyarlathotep - Capitolo 14: Sabbia e fiamme
-
Le Maschere di Nyarlathotep - Capitolo 14: Sabbia e fiamme
Arriviamo finalmente al Cairo, dove lottiamo contro il tempo Giunti al Cairo, gli investigatori sfidano la spedizione rivale di Henry Clive in una corsa contro il tempo per per recuperare gli artefatti perduti della regina Nitocris. Tra rituali arcani per imprigionare demoni del fuoco e visioni medianiche di un passato oscuro, la ricerca della scomparsa spedizione Carlyle li conduce verso la piana di Giza 1925, 4 marzo Il Cairo non è una città, è un organismo millenario e malevolo che pulsa sotto un sole implacabile. È la metropoli più vasta e pericolosa dell'intero Oriente, un dedalo soffocante dove ogni straniero è una preda. Appena arrivati, siamo stati travolti da quel sospetto atavico, tipico di noi occidentali, che ci fa guardare ogni volto bruno con un misto di timore e repulsione. Camminare da soli per le viuzze contorte di El Cairo è un invito al suicidio: non esistono numeri civici, solo ombre che ti osservano dai portoni. Il numero di tagliagole, ladri e individui pronti a sgozzarti per pochi spiccioli supera ogni immaginazione, e la sensazione di essere costantemente sull'orlo di una truffa o di un agguato è un'angoscia che non ti abbandona mai. Abbiamo capito subito che senza un "Dragoman", una guida indigena che conosca i segreti di questo labirinto, saremmo stati inghiottiti dal fango della città. Ci affidiamo quindi al giovane Saleem Naziz affinché ci faccia da guida. Per cercare di carpire segreti diversi, ci siamo divisi. Oscar Navarro ed Hector Torres Rojas hanno scelto di discendere negli inferi, alloggiando nel tugurio più squallido e infetto dell'albergo locale per mimetizzarsi con la feccia criminale e stringere patti con l'oscurità dei bassifondi tramite un giovane delinquente di nome Hakim. Io e gli altri ci siamo rifugiati nel lusso apparente di un hotel prestigioso, solo per scoprire di trovarci sotto lo stesso tetto della spedizione di Henry Clive. Sono gli emissari della Penhew Foundation , e mentre noi brancoliamo nel buio, loro stanno già profanando la piana di Giza alla ricerca di poteri che l'uomo non dovrebbe maneggiare. Il primo giorno in città è stato una lenta discesa tra i tomi polverosi dell'Egyptian Museum. Con l'aiuto del dottor Ali Kafour, un bibliotecario la cui sapienza sembra quasi innaturale, abbiamo cercato di decifrare frammenti di verità tra migliaia di informazioni. Ma la notizia che Clive ha già rinvenuto un secondo artefatto — un vaso canopo contenente pergamene blasfeme vicino alla tomba di Micerino — ha trasformato la nostra ricerca in una corsa disperata contro il tempo. 1925, 5 marzo Il terrore ha preso una forma fisica quando, guidati nei vicoli della città vecchia da Saleem Naziz, abbiamo incontrato Faraz Najjar nella Strada degli Scorpioni, nel cuore pulsante del Suc. L'uomo è un abominio vivente: metà del suo volto è stata letteralmente disciolta, come se una fiamma invisibile gli avesse colato la carne dalle ossa. È il segno di una maledizione terribile, la presenza di un Ifrit, un demone della terra e del fuoco che incombe su di lui come una spada di Damocle. Quell'entità maligna lo consuma internamente, pronta a incenerirlo all'istante se solo provasse a fuggire o a rivelare i segreti della spedizione Carlyle o degli artefatti che ha smerciato. Fortunatamente, Elizabeth Thompson ha avuto modo di studiare in modo approfondito il "Libro degli Ifrit", un grimorio legato alla magia del canto e della musica che avevamo sottratto a Edward Gavigan. Grazie a quegli incanti, nell'atmosfera densa di fumo e presagi di una moschea derelitta nel cuore della notte, abbiamo eseguito il rituale: abbiamo strappato Faras dalla morsa del demone, intrappolando l'Ifrit in una lanterna. Come ringraziamento, quell'uomo sfigurato ci ha consegnato un altro vaso canopo contenente degli indizi a dir poco criptici ma sicuramente importanti: "Cercami a metà del cammino verso l'abisso, cercami sotto la strada del re che voleva sembrare più alto di suo padre, dove il cuore pesa come una pietra e dove dimora colei che vuole essere ricomposta". Ma nulla mi ha preparato all'orrore della possessione di Margaret Rockefeller . Su suggerimento di Hector, le abbiamo fatto indossare la Tiara degli Occhi appartenuta alla Regina Nitocris . In un istante, la nostra compagna è svanita, sostituita dall'essenza della Regina Antica della VI dinastia, colei che sterminò i suoi stessi sacerdoti prima di scomparire nel nulla. Margaret ha iniziato a piangere, investita da ricordi millenari: abbiamo "visto" attraverso i suoi occhi Nitocris su un battello solare, mentre trasportava le spoglie del fratello lungo la via processionale verso la Grande Piramide di Cheope. La regina era gravida, il suo ventre gonfio di un erede mai nato, mentre urlava il suo dolore verso le pietre ciclopiche della necropoli in costruzione. Approfittiamo del poco tempo che abbiamo per rivolgere delle domande a Nitocris: le chiediamo se è sufficiente spezzare il suo legame con gli oggetti del suo corredo funerario (la corona, la collana e la cintura) per riportarla in vita; ma lei ci risponde che spezzare i sigilli la riporterebbe nel Duat e la libererebbe, ma lei vuole tornare sulla terra e non restare bloccata nel Duat! Vuole tornare sulla terra per regnare su tutti noi. Le domandiamo poi dove è sepolta, e ci risponde in modo davvero enigmatico: "cercami dove il leone guarda il sole, dove l'ombra del re è più lunga quando inizio il viaggio per il Duat e l'orizzonte è spezzato in due! Lì troverai il percorso per l'inizio dell'apoteosi!" 1925, 6 marzo Il terzo giorno è stato segnato dall'incontro con una ricercatrice della spedizione Clive, una donna tedesca imponente e ripugnante nella sua arroganza. Le sue parole erano intrise di un odio antisemita e razzista viscerale, vaneggiamenti su una purezza nazionale che facevano presagire orrori futuri nel cuore dell'Europa. Mentre le donne la tenevano occupata sopportando i suoi insulti, la nostra Anne Winters si è intrufolata nella sua stanza come un'ombra. È riuscita a rubare il vaso canopo di Clive, scoprendo al suo interno enigmi e indovinelli che sembrano indicare il destino del corredo funebre di Nitocris. Infine, abbiamo incontrato Warren Besart. L'uomo è ridotto all'ombra di sè stesso, un drogato di oppio che alloggia nella fumeria di una donna orrendamente sfigurata dal nome di Nuri Di Al Wasta. Se mai ho avuto dubbi sul fatto che stessimo inseguendo un incubo reale, le sue parole li hanno spazzati via. Besart non è un uomo qualunque: è stato il tramite fondamentale per la spedizione Carlyle qui in Egitto, l'uomo che ha visto da vicino l'inizio della loro discesa verso la follia. Trovarlo è stato come scoperchiare un sepolcro sigillato da troppo tempo. L'importanza di Besart per la nostra indagine è vitale: lui sa cosa hanno fatto Roger Carlyle e i suoi compagni prima di svanire nel nulla. Il suo racconto ci ha raggelato il sangue, trascinandoci in una spirale di orrore. Ci ha parlato di ciò che è accaduto nella piana di Giza, un luogo che ora vedo non più come un monumento alla storia, ma come un altare per oscure e terrificanti aberrazioni. Secondo Besart, la spedizione Carlyle non si è limitata a scavare; hanno eseguito rituali profani, evocando creature mostruose che hanno squarciato il velo della nostra realtà. Mi ricorda quanto vissuto poche settimane fa in Gran Bretagna… C'è un dettaglio che mi tormenta più degli altri: prima della loro scomparsa definitiva, i membri della spedizione sparirono per diversi giorni, per poi riapparire solo per compiere quell'ultima, empia evocazione. Di quelle malefatte non resta solo il ricordo del terrore, ma una cicatrice fisica sulla terra: un pezzo di pietra spaccata proveniente proprio dal sito archeologico dove il rituale ha avuto luogo, un monito muto di un potere che ha infranto la materia stessa. Una pietra sulla quale è inciso un ankh rovesciato. Besart è l'ultimo testimone di una verità che urla sotto la sabbia: dove sono finiti davvero Carlyle e i suoi? Quale soglia hanno varcato? Sento che la risposta ci attende tra le ombre di Giza, e temo ciò che potremmo trovare. Citazione Non voglio fregarti: porteremo qui altri turisti bianchi, e fregheremo loro!
-
Capitolo 0: Il profumo del pericolo
Sir Otis Mutreaker, anziano Galapa Bardo e Barbiere Interrompo il mio racconto mentre passiamo vicino alla torre e per qualche istante mi fermo ad osservarla: è un luogo che conosco come le mie tasche, dato che ogni anno in occasione della Festa Popolare del Maialino Al Miele vengo invitato al terzo piano per intrattenere il pubblico con una delle mie incredibili storie. A dir la verità, non sono sicuro che mi invitino... ma io ci vado e racconto, nessuno de n'è mai lamentato. Sicuramente non ricordo di aver ricevuto una convocazione formale per via della mia memoria capricciosa, dev'essere così, si. Quando sento Garrick fare quel commento sulla distanza da casa non posso non sorridere per una buffa analogia: ho un amico, un halfling ciccione ma di buon cuore, che una volta mi disse una cosa simile mentre intraprendevamo un lungo viaggio verso le ombrose terre dell'Est: "Se faccio ancora un passo non sarò mai stato così lontano da casa mia!", esclamò mentre uscivamo dal confine del suo Comune. Il che ha dell'incredibile, considerando che avevamo percorso si e no una decina di chilometri. Ma questa è un'altra storia, ci saranno altre occasioni per raccontarla... Elyra mi distoglie dai miei pensieri, e lo fa ottimamente. Ammetto di avere una passione per gli elfi, soprattutto per le controparti femminili della loro specie. Hanno quell'aria esotica, e il fatto di non sapere mai se siano adolescenti o settantenni ha il suo fascino. Signorina, questo viaggio promette d'essere intereffante ed un Bardo non può di ferto farfi fcappare l'occafione di assiftere a quella che pofrebbe difentare una bella ftoria da racconfare. Rimugino per un momento, mi sta scappando la dentiera e impiego un paio di minuti buoni a risistemarla sulle gengive. Colla magica un par di pa**e, quel cialtrone di alchimista mi ha fregato... ah, ma gliela farò pagare, la prossima volta gli affetto quelle stupide basette... È vero riprendo finalmente a parlare normalmente mi sono sistemato bene, con la mia casetta vicino allo stagno e la bottega a due passi dal centro; ma a dir la verità sentivo il bisogno di partire per un nuovo viaggio - forse l'ultimo, considerando la mia età. Spero, a dir la verità, di poter trovare gli ingredienti per un mistico infuso color ciano di cui tanti miei colleghi cantano ma che nessuno è mai riuscito a trovare. Chissà, la fortuna potrebbe essere dalla mia parte... Aggiungo poi, strizzando l'occhio con aria complice E allora ci sarebbe da divertirsi!
-
[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
È solo grazie all'addestramento della Freccia Bianca ed al fiuto del suo Vohu se riuscite nell'impresa di non smarrire la via nella tormenta. Camminate controvento, spinti indietro da violenti raffiche che in più di un'occasione rischiano di farvi cadere a terra mentre neve compatta e pesante si accumula sulle vostre spalle e sugli zaini. Mantelli ed vestiti pesanti possono ben poco contro la furia degli elementi, e nonostante gli strati di stoffa impermeabile di cui siete ricoperti iniziate a sentire rivoli di acqua gelida scendervi lungo la schiena, le gambe e fin dentro agli scarponi chiodati. Perdete la cognizione del tempo, immersi in una furia bianca che vi rende ciechi a ciò che vi circonda e che fa sembrare il paesaggio tutto uguale. Dopo quelli che vi paiono giorni (anche se in realtà non è passata più di mezza giornata) uscite finalmente dalla tormenta e vi fermate un momento a rimirare ciò che si manifesta dinnanzi a voi: dopo esservi lasciati alle spalle la foresta di abeti, siete giunti ai piedi di una forcella che conduce ad un ripido picco innevato sul cui versante meridionale è abbarbicato un'immensa montagna di rovine. Archi spezzati, muri diroccati, blocchi di pietra scura sparsi tra la neve bianca che riflettono la pallida luce del meriggio. I piano superiori di quella che fu l'Abbazia di Falkrest sono crollati da tempo, ma alcune parti del piano terra si reggono ancora incredibilmente in piedi. Lungo il muro di granito intuite la macchia scura di un portone d'ingresso, nei pressi del quale termina il sentiero che avete faticosamente ma tenacemente seguito fin qui. Poco più di un centinaio di metri vi separano dalla vostra meta! Mappa
-
[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
Il resto della serata trascorre in un silenzio inusuale: ciascuno di voi è perso nei propri pensieri, e dopo quanto accaduto solo uno o due clienti vincono il timore e tornano alla locanda per mettere qualcosa sotto i denti. In breve tempo, come annunciato da Jora, il mantello nero della notte cala sulla valle avvolgendo ogni cosa. Di lì a poco, stanchi e meditabondi, vi ritirate per la notte approfittando dei giacigli che Lehf ha approntato per voi nella sala comune ormai deserta, a pochi passi dalle braci calde del camino. Trascorrete una notte serena, dormendo profondamente ed indisturbati. L'indomani vi svegliate presto, ristorati ed energici, con l'intenzione di sfruttare a pieno ogni ora di luce per tentare di arrivare all'Abbazia di Falkrest prima dell'imbrunire. Salutate Jore, che vi ha incartato del pane e del formaggio per il viaggio, mettete in spalla gli zaini, vi stringete meglio che potete nei mantelli pesanti e vi incamminate verso il valico montano seguendo la strada fangosa; Yalë, alle prime luci dell'alba, è silenziosa e deserta, nessuno si affaccia per salutarvi ed augurarvi buon cammino: il villaggio vi osserva andarvene in diffidente silenzio. Dopo circa un paio d'ore di cammino, la strada malconcia si trasforma in un tortuoso sentiero mezzo sepolto dalla neve, che si inerpica sul fianco della montagna salendo rapidamente di quota. Attorno a voi vi è una foresta di abeti neri, curvi sotto al peso del gelo, ed un fitto sottobosco di pini mughi e rovi selvatici. L'aria è gelida e stentate a mantenervi caldi nonostante lo sforzo del camminare in salita, il vostro fiato congela e si cristallizza sulle barbe e sui lembi dei colletti alzati. Il silenzio è interrotto solo dal rumore scricchiolante dei vostri passi nella neve alta e dal richiamo di qualche animale. Sopra di voi, il cielo plumbeo promette un'ulteriore nevicata prima della fine della giornata. La profezia si avvera: dopo meno di un'altra ora, il vento diviene sempre più forte e vi ritrovate immersi in una tormenta, proprio scorgete dinnanzi a voi il limitare della foresta. Stentate a vedere qualcosa più in là di qualche metro da voi e camminare contrapponendosi alla forza degli elementi diviene sempre più difficile. @tutti
-
Capitolo 0: Il profumo del pericolo
Sir Otis Mutreaker, anziano Galapa Bardo e Barbiere Cammino con lo zaino assicurato al mio carapace, sento il rumore di stoviglie, lampada, sacco a pelo, acciarino, mattarello, provviste, borraccia e di tutte le altre cianfrusaglie che mi sono portato che sbatacchiano allegramente e caoticamente tra loro. Rimettermi in marcia mi riporta alla mia giovinezza! Ah, quanto ho camminato in lungo ed in largo per i reami... all'epoca giravo per taverne e locande, per sagre e palazzi, per feste e cerimonie ed ovunque andassi sbalordivo il pubblico con i miei racconti e le mie poesie. Ora, scacciata la pigrizia che mi suggeriva di restarmene beato sotto alle coperte, sono grato di poter fare questa esperienza: a centotrentatré anni uno pensa di aver visto tutto dalla vita, ma in verità iniziavo ad esaurire gli aneddoti da raccontare ai clienti che vengono a farsi tagliare barba e capelli nella mia bottega. E poi chissà, forse questa discesa nelle Caverne del Piviere mi permetterà di mettere finalmente le mani sui Dodici Ingredienti del Brodino Blu del Vyhaggræ! Sarebbe davvero un bel colpo. Sono sicuro che un sorsetto di quel brodino miracoloso mi restituirebbe tutto il vigore perduto da tempo.. ahimè, la vecchiaia fa di questi scherzi! Sorrido alla giovane Sophie che cammina a qualche passo da me (stando attento a non farmi scivolare giù la dentiera, ogni tanto capita se sorrido con troppo entusiasmo): Coraggio, ragazzina! Stiamo andando all'avventura, è un grande avvenimento! Mi ricorda di quando, circa sessanta o settant'anni or sono, mi incamminai con Mastro Jeger alla ricerca del Sacro Calice Perduto. Te l'ho mai raccontato? Partimmo da Rumne, o forse da Nuur, e camminammo per sei mesi prima di arrivare finalmente nel luogo in cui stava nascosto il... il... si beh, il Libro del Destino. Stavamo parlando di quello, no? Ebbene, non appena mettemmo le mani sul Mantello del Gattomannaro un terribile demone... il mio racconto prosegue, sconclusionato e confuso, per una decina di minuti buoni. Non sono nemmeno sicuro che Sophie mi stia ascoltando, ma ormai sono lanciato nella foga della narrazione. L'energia del viaggio che sta iniziando mi pervade!
-
DarthFeder ha iniziato a seguire Capitolo 0: Il profumo del pericolo
-
[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
Jore ha lo sguardo basso, ancora inginocchiata a terra: Aiutarmi, voi? Certo, come no... la donna si alza e si ricompone, vi guarda con l'aria di chi ha appena visto la sua ultima speranza svanire. Vi sembra ancora in dubbio sul raccontarvi ciò che la affligge o meno; non sa nulla di voi, potreste essere canaglie peggiori di quei briganti, ma non ha più nulla da perdere ormai: Dovevo loro dei soldi, molti soldi, per... dei medicinali. Fa una pausa, come se stesse cercando la forza di esternare ad alta voce qualcosa di terribilmente gravoso: Mia figlia, Syf, lei è solo una bambina, eppure giace già sul letto di morte a causa della peste dell'anima. Avete già sentito parlare di questa peste, ne raccontano i bardi e se ne può leggere nei resoconti di alcuni studiosi: si tratta di una terribile malattia magica che lentamente stacca lo spirito dal corpo delle persone; è un male raro ed incurabile che di tanto in tanto si manifesta nei dintorni di luoghi in cui, in passato, è stato compiuto qualcosa di tanto terribile da alterare gli equilibri del piano materiale. Jore abbassa nuovamente lo sguardo, una lacrima solitaria solca il suo viso scivolando rapida lungo lo zigomo punteggiato di lentiggini Loro mi hanno promesso di procurarmi un rimedio in grado di bloccare il morbo, per trecento monete d'oro. È il guadagno di un intero anno di lavoro, ma quanto vale il denaro in confronto ad una vita? vi sorride Mi hanno giurato che una fiala di lacrime di San Brynedd avrebbe curato Syf, che presto ne avrebbero avuto una per me se gli avessi anticipato la metà del prezzo... ed io ci ho creduto, che sciocca scoppia in una risata amara e stridula, che mescola sconfitta e dolore una madre è disposta a credere davvero a qualsiasi cosa pur di salvare il frutto del proprio grembo, non è vero?
-
[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
Quello che sembra essere il capo del gruppetto vi studia per qualche istante. Scambia un rapido sguardo d'intesa con i due manigoldi ai suoi fianchi ed indietreggia assieme a loro fino alla porta sul retro; i tre banditi escono rapidamente e si dileguano mentre l'uomo con la benda sull'occhio sibila, con voce carica di rancore: E va bene, ce ne andiamo noi. Ma la prossima volta che ci incontreremo non sarai così fortunato, barbaro Sviriano. Sputa a terra con disprezzo, poi spinge Jore contro di voi e scatta fuori dalla locanda, disperdendosi in un battibaleno. Pare proprio che il vostro tono minaccioso vi abbia permesso di evitare uno scontro spiacevole, ma la minaccia dell'orbo resta sospesa nell'aria come una ghigliottina sulle vostre teste. Jore si lascia scivolare a terra, singhiozzando: maledetti... Maledetti! raccoglie da terra un piatto di legno caduto dal tavolo e ve lo lancia contro Perché non vi siete fatti gli affari vostri?!? Non era vostro diritto immischiarvi! la sua ira pare sgonfiarsi all'improvviso, lasciandola sfibrata Povera me, come farò ora? sussurra guardando il pavimento con sguardo assente. Un alito di vento gelido si insinua attraverso la porta rimasta spalancata, portando con se qualche pesantefiocco di neve e facendo scivolare nella stanza un pezzo di pergamena strappata. Nella fretta d'andarsene, deve essere scivolato dalla tasca di uno dei malviventi. Scivola fino ai vostri piedi, riuscite a leggervi qualche parola in una grafia goffa - quasi come quella di un bambino - scarabocchiata con un carboncino: Beorly dice di cercare quello di N. T. - ma nella biblioteca abbiamo sentito muoversi qualcosa. Vi aspettiamo per entrare. Sbrigatevi.
-
Chi ha voglia di rendere "fillabile" una mia scheda?
Va benissimo il mio nickname, grazie davvero!!! Non è un lavoro eccelso ma come primo tentativo magari può essere sufficiente e magari usando i files sorgente riuscirai anche a combinare qualcosa di migliore 😊
-
Chi ha voglia di rendere "fillabile" una mia scheda?
Ci ho messo meno del previsto 🙂 l'unica cosa che non sono riuscito a sistemare meglio di così sono i check delle competenze e dei tiri salvezza vs morte... volevo metterci un campo spuntabile ma nell'esportazione risultava bloccato e metteva una brutta ombreggiatura, quindi ho optato per dei mini-campi di testo dove l'utente può digitare una piccola "x". Ad ogni modo, nel file zip ti allego sia i pdf "compilabili" che i files sorgente del programma LibreOffice Draw che ho usato per inserire i moduli. 5e5_compilabile.zip