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Landar

Circolo degli Antichi
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  1. ovviamente non sono rune naniche. o sì?
  2. Landar ha risposto a Dardan a un discussione TdS in La luna Rossa
    a me Zarath da più l'idea di un: "SFOOONNAMOOOLII!"
  3. Khargash La battaglia finisce. Rimango in piedi. La lancia è ancora stretta nella mano. Guardo ciò che resta davanti a me. Non sono stato io. Non ho spezzato nulla. Non ho abbattuto alcun cancello. Non ho aperto alcuna porta. Rimango in silenzio. Un silenzio pesante, quasi innaturale persino per me. Forse la chiave è arrugginita. Forse il cancello era più grande. Non dico nulla. Lascio che siano gli altri a parlare. Le rivelazioni arrivano una dopo l'altra. Nuovi nomi. Nuovi volti. Nuove alleanze. Li osservo senza commentare. Uno lo riconosco. Strano. Molto strano. Ma affidabile. Una chiave storta può aprire una serratura dritta. Gli altri non li conosco. Li studio. Uno alla volta. "Chiavi." È tutto quello che dico. Poi arrivano i festeggiamenti. E il cibo. Mi siedo. Prendo la ciotola. Fagioli. Li guardo e sorrido appena. Mangio lentamente e con dignità che mi contraddistingue. Poi più velocemente. Molto più velocemente. Il silenzio della battaglia comincia a sciogliersi. Forse una vittoria è pur sempre una vittoria. Un'altra cucchiata. Quando decidiamo di partire verso le Stalagos, mi muovo senza esitazione. Subito pronto. Il viaggio non mi pesa. Le parole degli altri nemmeno. Tengo la mano vicino alla lancia. Ogni tanto la sento vibrare. Non so perché. Apri. Mi fermo per un istante. Guardo avanti. "Lo so." Riprendo a camminare. Giunti davanti all'ingresso delle Stalagos, il nano ci accoglie con minacce e arroganza. Rimango immobile. Non conosco ancora tutti i dettagli di ciò che accade qui. Non conosco tutte le ragioni. Ma conosco le porte. E conosco chi sta cercando di tenerle chiuse. Padre Mahrh parla. Pone le nostre condizioni. Io ascolto. Poi faccio un passo avanti. L'asta della lancia tocca appena il terreno. Annuisco lentamente. "La Voce ha parlato." Guardo il nano. "Noi abbiamo ascoltato." Stringo lo scudo. Una pausa. Il mio sguardo passa dall'ingresso al nano. "Un cancello può essere custodito." Inclino appena la testa. "Può essere chiuso." Un sorriso sottile. "Può perfino essere difeso." Stringo la lancia. "Ma non può impedire per sempre a una chiave di girare." Rimango al fianco di Mahrh. Silenzioso. Pronto. Questa volta... ...non resterò dietro al cancello. Lo aprirò, anche se non sarà subito. tutti
  4. Thurin Nano Guerriero Il risveglio non è sereno. La perdita del mulo appesantisce tutti i nostri cuori... e anche le nostre spalle. Distribuiamo l'equipaggiamento, sono carico ma non appesantito. La marcia quindi prosegue e infine giungiamo al limitare della nostra meta. La sensazione di inquietudine è immediata. E si fa sempre più pungente passo dopo passo. Brividi lungo la schiena, l'umidità della boscaglia che mi imperla la fronte... o forse il nervosismo. Brontolo più e più volte "Questo posto non mi piace." annuisco all'invito di non fare mosse avventate, non ci penso minimamente "E pensare che sono stato io a voler venire qui." dico maledicendomi. 'Due umane, un mezzelfo e un NANO. Quale accoglienza potranno mai avere qui se non una freccia in pieno petto?' Allerto tutti i miei sensi proseguendo guardingo. Fissando spesso le fronde degli alberi nella speranza di veder per primo un baluginio di una freccia, o un movimento innaturale.
  5. ragazzi eccomi! ci ho messo un po' a riprendere il filo del forum. scusate
  6. Azrakar (Sabbia Rossa) Ascolto tutti. Le loro domande. I loro commenti. Annuisco quando c'è da annuire. Soprattutto all'invito di Vash e inizio a prepararmi per il peggio. Siamo ormai soli. Posso parlare e rispondere. Quando Tawil accenna al fatto che solo un Re Stregone potrebbe essere così potente da generare una tempesta di Coriolis, e quasi lo associa al Fantasma... aggrotto la fronte. "Non lo escludo." commento distaccato "Non ero uno dei campioni. Ma ho visto combattere uno di loro. E... ho affrontato anche il Fantasma." la mia voce continua ad essere quasi atona "Nessuno dei campioni poteva nemmeno lontanamente essere paragonato a lui. Come è stato lo scontro? Muscoli?" solo ora le labbra si increspano rivelando un sottile e amaro sorriso "Non servivano. Non ne potevo muovere nemmeno uno. Mi fissava. Ero impotente. Paralizzato. Un pupazzo incatenato da sottili fili quasi invisibili." poteri psionici, inutile che mi dilungo "Ho resistito. A lungo, ma non abbastanza." socchiudo gli occhi "Era sorpreso ma non soddisfatto." sto sprecando energie in chiacchiere ma la situazione e i compagni esigono risposte "Si aspettava qualche cosa da me. Me lo ha detto. Dopo avermi toccato la spalla. La sua mano era un macigno. Poi il buio. Ma lo ricordo. Completamente ricoperto da vesti del deserto color ocra. Forse bianchi inizialmente. Non si vedeva nemmeno un lembo della sua pelle. Era umanoide. Era disarmato." Lascio a loro le conclusioni.
  7. Caramon Il guerriero alla vista dei vecchi amici rimase totalmente inebetito. Si guardò indietro alla ricerca dello stregone ma non lo vide. Rivolse ancora una volta lo sguardo verso il kender e il nano. Si stropicciò gli occhi. Stava vedendo i due fare delle manovre che avevano dell'assurdo, quasi più assurdo della sua presenza lì. Fece qualche passo avanti dandosi un pizzicotto per toccare il nano mentre si scambiava le calzature con Tass. "Ma che follia è mai questa?" domandò più a se stesso indicando con la mano dietro di lui con ancora gli occhi puntati sue due amici "Dove sono? E che state facendo?" concluse guardando la bolla e il martello.
  8. Landar ha risposto a Dardan a un discussione TdG in La luna Rossa
    Shamàsh Faccio appena in tempo a rialzarmi rimanendo però in una posizione piuttosto scomoda. Velocemente mi assicuro lo scudo alla schiena, osservo la scena. Quanto resisterà ancora l'estrattore? Socchiudo gli occhi, pensando che i miei compagni al momento hanno la priorità. Altri due enormi pericoli si stanno avvicinando. Pronuncio parole in una lingua antica, misteriosa, dal suono quasi musicale. Chiudo gli occhi. Scompaio. Riappaio proprio sopra la parte del corpo ancora in superficie del Masticatore dominante, a mezz'aria. Mi lascio cadere, impugnando la mia spada con entrambe le mani. La punta in verticale, sopra le intersezioni delle scaglie della testa del mostro. Gli occhi ora si aprono, emanano una luce estranea a questi luoghi, quasi abbagliante. Non dico una parola. Il mio corpo, le mie braccia, la mia lama sono un tutt'uno. @Dardan Master
  9. Arkyn K'Aarna Presto sapremo se tutto è un inganno, non mi preoccupo, nel caso affronteremo anche quell'ostacolo. "Assicuralo alla corda. Lo solleveremo noi." dico secco e forse anche leggermente distaccato. Cosa si potrà fare dell'altra voce non ne ho idea, ci penseremo dopo. Sempre che siano veramente nani.
  10. Kragor Fiammoscura Ancora non è il mio momento. Il chierico viene polverizzato, non si sente nulla. Poi in un modo o nell'altro si decide di seguire il piano e proseguire verso le campane.
  11. Azrakar (Sabbia Rossa) Ci vuole qualche istante. Poi vengo come scosso da un leggero fremito. La voce di Tareq rimbomba nella mia testa. Fossero stati solo i deliri del capo carovana non avrei mai risposto, ma la faccenda è diversa. Mi volto lentamente verso il capitano "Se lui ha riconosciuto me... il Fantasma non può essere che uno." lo sguardo ricade su Amran prima di tornare a incrociare quello di Tareq. Un turbinio di pensieri riaffiora alla mia memoria. Socchiudo gli occhi. Quasi in uno spasmo di impotenza. "Era un guerriero dell'arena... credo. Imbattibile. I suoi poteri erano fuori la porta di chiunque di noi." la mano si stringe sull'asta del trikal "Lo affrontai. Persi. Non mi uccise. Non per pietà. Era come mi stesse aspettando... stesse aspettando una versione più pronta di me. Una lotta più degna?" scuoto il capo "No no... era come se gli servissi a qualche cosa."
  12. Azrakar (Sabbia Rossa) Ci ritroviamo tutti nella tenda del capo-carovana. Rimango in disparte, in piedi, con lo sguardo rivolto ad Amran. Ascolto senza interromperlo. Le sue parole arrivano spezzate, confuse, trascinate dalla paura e dal dolore. Quando comincia a delirare non muovo un dito: non sono io quello che può aiutarlo. Lascio che sia Duran, o chiunque ne abbia le capacità, a intervenire. Rimango impassibile anche quando pronuncia quel nome. Anche quando mi indica. Amran. Uno dei miei fratelli. Solo quando crolla a terra la mia espressione cambia. Appena. Una contrazione del volto, un dolore che non riesco a trattenere del tutto. Lo osservo per qualche istante, poi torno lentamente verso Tareq. Il Fantasma. La parola mi rimane nella mente insieme alle immagini dell'arena, ai ricordi che credevo sepolti e a quelli che continuano a riaffiorare senza chiedere permesso. Una tempesta. Il Marchio. Amran. Il Fantasma. Troppe coincidenze per essere coincidenze. Non rispondo subito a Baranos. Non perché non voglia farlo, ma perché in questo momento non serve. Sapere chi sia quel Fantasma non ci salverà. Prima dobbiamo sopravvivere alla tempesta. Poi cercheremo ciò che si nasconde dentro di essa. Eppure, qualcosa dentro di me si stringe. Non è paura. È qualcosa di più antico e difficile da ignorare: la sensazione che il passato che credevo lontano abbia appena allungato una mano fino a raggiungermi, prima che io sia davvero pronto per affrontarlo. E questa volta ha trovato mio fratello.

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