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Topic di Gioco - Lo Splendente Sud

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@Hugin @Monkey77 @HITmonkey @Albedo @Dardan @Barbainchiostro

Il sole del primo mattino inizia a fare capolino da oltre le alte montagne all'orizzonte, correndo veloce lungo le colline che circondano Nymrassa, fino ad arrivare alle prime case

Il villaggio, in verità, è in piena attività già da ore, la maggioranza dei cittadini si sveglia ben prima dell'alba, facendo quasi a gara con l'astro diurno; il grosso è già nei campi, mentre chi non lavora la terra è impegnato nella propria bottega, oppure è già nella piccola piazza del mercato, a urlare di buon mattino per attirare quei pochi abitanti che ancora sono nel borgo

La forgia Brandirame è già in pieno fervore, e più di una volta chi vi passa davanti ha come l'impressione che i poderosi colpi sull'incudine servano a nascondere degli altri suoni in sottofondo, simili a esplosioni; l'unica taverna del posto, con l'insegna bianca per l'eterna indecisione del proprietario, ha attirato l'attenzione di quei pochi abitanti che non hanno nulla di meglio da fare, vista l'ora la maggior parte sono anziani dalla schiena curva, che si dilettano con un boccale di birra ed una storia di tempi andati; i bambini corrono da una parte all'altra, ma sono lesti a fermarsi quando una pattuglia della milizia, tra infreddoliti ed assonnati uomini avvolti in leggeri mantelli arancioni, si dirige senza fretta e senza troppo interesse a controllare le bancarelle del mercato

NdM: a voi, solita formattazione da pbf, ad inizio messaggio il nome del pg, se potete anche razza e classe, così che posso ricordarlo meglio; siete liberi di fare quello che volete in queste prima scene, interagite tra di voi, con i png, sia quelli principali che sono nell'altro topic, sia quelli più occasionali che potete incontrare qui

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  • Rezara Teshov , Umana (etnia Gur) , Warlock (hexblade) Il fresco del mattino ai piedi dei Nathagal non è nulla rispetto ai venti sferzanti che sferzano le steppe, ma abbastanza pungente da farti se

Lisetta Beren -gnomo ranger-

Breve descrizione

Una giovane gnoma con un corpetto di cuoio borchiato due corte spafe all cintura e un arco incastrato nello zaino.

Vispi occhi blu e capelli azzurri che le arrivano alle spalle

Mi alito nelle mani per scaldarle. Oggi sembra una buona giornata. Devo solo trovare qualcuno che voglia farsi accompagnare per un giro nella foresta. Dove vado? Locanda o mercato?

Opto per la locanda.

Se non altro fa meno freddo.

Attraverso la strada schivando un paio di bambini che corrono senza guardare avanti, ed entro nella locanda. Non mi soffermo sui soliti tre vecchi e mi dirigo al bancone. Mi arrampico su uno sgabello e mi appoggio sul bancone.

Ehi! Carissimo quando ti deciderai a dare il mio nome alla tua locanda? Chiedo con un amabile sorriso. Ormai è divenuto il mio saluto standard al proprietario della locanda. Sai se qualcuno cerca una guida per la foresta o le rovine?

Rezara Teshov , Umana (etnia Gur) , Warlock (hexblade)

Il fresco del mattino ai piedi dei Nathagal non è nulla rispetto ai venti sferzanti che sferzano le steppe, ma abbastanza pungente da farti sentire viva.

In piedi al margine della piazza del mercato, con le ginocchia leggermente piegate e l'asta della lancia in perfetto equilibrio sulle spalle, guardo il borgo che si sveglia. La mia gente dice sempre che per capire un posto non devi guardare i suoi palazzi, ma il modo in cui la gente calpesta la terra. E qui a Nymrassa, tra lo sguardo sospettoso di un venditore di ortaggi e il passo pesante delle guardie nei loro mantelli arancioni, la terra viene calpestata con molta cautela.

La cautela di chi ha paura di ciò che sta oltre la staccionata.

Con un movimento fluido e quasi ipnotico faccio girare la lancia attorno al bacino, facendola scivolare lungo le braccia fino ad afferrarla al centro. Le nappe di stoffa e i piccoli amuleti legati all'impiego della lama risuonano con un impercettibile clic-clic, tenendo il ritmo della mia danza di riscaldamento mattutina. Qualche bambino che correva poco fa si ferma per un istante a bocca aperta a guardare i riflessi ambrati dell'acciaio, prima che la madre li richiami dentro con un'occhiata tutt'altro che amichevole verso la mia pelle olivastra e i miei abiti da viaggio.

Sorrido, senza farci troppo caso. L'ignoranza è una coperta corta, ma l'aria aperta fa venire fame.

Infilo la lancia nel fodero di cuoio dietro la schiena e mi avvio verso l'unica taverna del borgo, con l'insegna desolatamente bianca che svetta sopra l'ingresso. Varco la soglia proprio mentre una figura decisamente più piccola della mia si arrampica su uno degli sgabelli al bancone.

I miei occhi crollano sulla chioma azzurra della gnoma e sul suo saluto caloroso al locandiere. Una guida per le rovine? La cosa si fa interessante.

Mi avvicino al bancone con passo leggero e felpato, fermandomi a un paio di sgabelli di distanza dalla gnoma. Appoggio le mani sul legno consumato, rivolgendo un cenno del capo prima all'eterno indeciso Ezalyor e poi alla piccola ranger.

Se la chiamassi col tuo nome, piccola cacciatrice, finirebbe per perderlo entro la prossima settimana per scommessa...dico con un tono caldo, divertito e una leggera flessione nella voce tipica della mia gente.

Poi mi rivolgo direttamente al locandiere, facendogli un piccolo inchino aggraziato con la testa.

Salute a te, oste. Sono Rezara, appena arrivata in paese. Se la tua taverna ha bisogno di un po' di musica, danza e spettacolo per far girare più velocemente la birra tra i tuoi clienti stasera, la mia lancia e i miei passi sono a disposizione per qualche moneta e un piatto caldo. O in alternativa... c'è qualche lavoro in zona per chi sa fare buon uso dell'acciaio?

Solomon Greyrale mezzelfo bardo

Descrizione Solomon

Alto circa 1.80 capelli mossi lunghi fino alle spalle e neri. Ho 18 anni e occhi curiosi e una ghironda allacciata sulle spalle. Indosso un mantello da viaggio e uno stocco alla cintura.

Arrivato la sera prima a Nymrassa ho trovato un posto per dormire nell'unica locanda del paese, il primo che visito dal mio ingresso ad Halruaa.

Dopo una nottata tranquilla anche se fredda mi alzo, mi vesto e mi dirigo alla sala principale.

Sicuramente la clientela è più colorita di quella della sera precedente quando sono arrivato.

Per la danza e lo spettacolo non posso dirti nulla. Ma per la musica non vedo strumenti. dico rivolto alla giovane ragazza dai capelli neri.

Faccio un gesto di saluto verso il locandiere e mi dirigo ad un tavolo pronto per fare colazione.

Trakas il Vecchio (umano barbaro)

Descrizione

È un vecchio di almeno sessanta primavere, e sono i capelli canuti e la barba del medesimo colore a fugare ogni dubbio sulla sua veneranda età. Eppure, nonostante non sia più nel fiore degli anni, il suo fisico è muscoloso e nerboruto, massiccio, a testimonianza del duro lavoro nei campi. Indossa quasi sempre degli abiti semplici e comodi, sovente impolverati dalla terra che zappa con vigoria.

Ho visto il sole nascere per l'ennesima volta, questa mattina, mentre ero intento nel lavoro. Ho sentito i suoi salubri raggi riscaldare il mio volto mentre ripulivo la fronte madida di sudore. Osservo il campo, le mie mani callose, la zappa che stringo: sono soddisfatto di ciò che faccio, ma...

Scuoto il capo come a voler scacciare funesti pensieri. Respiro a fondo l'aria mattutina, poi mi guardo intorno e so che dovrei allestire la mia bancarella... eppure è il richiamo della taverna ad attirarmi. Dopo ore di lavoro nessuno potrà privarmi di un buon pasto e di una buona bevuta.

Quando spalanco l'uscio vedo diverse persone ad animare la locanda, ma una di queste cattura subito la mia attenzione. Con un ghigno beffardo mi avvicino a lei, cercando di prenderla da dietro e staccarla leggermente dalla sua seduta.

Lisetta! La smetterai mai di rubare i miei ortaggi?

Mi aspetto quasi che vadano carote e altre verdure dalle sue tasche, ma poi sorrido bonariamente e mi rivolgo all'oste.

Il solito.

Volto poi lo sguardo ad osservare gli interlocutori della gonna, scrutandoli da capo a piedi. Sono stranieri, probabilmente. Un cenno del capo verso di loro e rimango in silenzio, ma ascolto quello che hanno da dire.

Lisetta

Perché dovrebbe fallire a fare il mio nome alla locanda? Ma poi chi è sta spilungona che mi dà della piccola?

Sto per replicare a tono quando un altro forestiero entra in locanda .. questo credo sia più facile da spennare. Apro la bocca per iniziare la mia presentazione quando qualcuno mi solleva da dietro...Trakas.

È colpa tua vecchio, se ti vengono buone non posso non mangiarle. Sarebbe un'offesa verso il tuo lavoro !

Sospiro.

...comunque signori forestieri, se pensate di stabilirvi qui, di intonare canti o esibirvi in balli, non potete esimervi dal visitare le antiche rovine Silvana! Esse vi daranno ispirazioni che mai avreste pensato di sperimentare. Sono antiche rovine di una civiltà perduta, ed io, per la modica cifra di una moneta d'oro, vi posso fare da guida attraverso la foresta ostile che le preserva.

Sax Sha Maurmeril - Maga Halruana

Questa mattina sono pensierosa.

Ho appena finito colazione, mi sono sistemata pronta ad affrontare la giornata, ma le parole di... ancora mi riecheggiano in testa.

Flashback

Dopo un viaggio scortato dalle guardie inviate da mia madre sono giunta la sera in questo paese alla periferia del paese.

L'accoglienza di ieri non è stata delle migliori. Mi sono presentata cercando di dare la migliore impressione possibile, ho aperto la porta con la magia mi sono accomodata dinnanzi all' anziano mago accettando il te che mi offriva e bevendo usando la mano magica senza versare una goccia o scortarmi.

Non l'ho impressionato, anzi...

Apprendista Maurmeril... Se non vuole che la sua permanenza nel nostro borgo non sia per lei una totale,, inutile , perdita di tempo per lei e tutta la comunità...smetta di usare la magia per futilità.

Non le dirò cosa fare, muove quelle gambe senza levitare su un disco magico, osservi con i suoi occhi, ascolti con le sue orecchie chieda alla gente di cosa ha bisogno.

Voi neo maghi della capitale siete convinti che la dimostrazione di potere magico sia tutto.

Ebbene è stato proprio questo a causare la fine dei più grandi imperi.

Nulla serve vedere il futuro se non si ha il cervello e l'umiltà di rinunciare per il bene di tutti.

E nulla serve lanciare palle di fuoco e sciami di meteore se non ti accorgi di ciò che stai distruggendo...o della lama che sta per esserti conficcata alla schiena...

Questa è la prima lezione che le do, e potrebbe essere anche l'ultima....

Asserisce alzandosi ed uscendo dalla stanza.

Lasciandomi con l'amaro in bocca ed un senso di vuoto spaesamento nel petto.

Ancora oggi mi chiedo

Ma cosa vuole che faccia? Che mi offra di lavare i piatti alla locanda o di fare pulizia nelle case? Penso stizzita.

Però non ho nessuna intenzione di tornarmene a casa...troppi ricordi dolorosi in quel posto. E poi sono qui per un mio obiettivo personale...tanto Ale provare a fare ciò che dice il vecchio mago mentre indago, anzi il suo consiglio coincide proprio con l'indagine che devo fare. Conoscendo la cittadinanza mentre offro il mio aiuto, anche se non ho capito in cosa comporti questo aiuto, avrò modo di cogliere elementi su una presenza di un culto di Shar nella zona.

Ora sono un po' più propositiva e determinata.

Mi dirigo verso l'uscita della piccola torre dove incrocio un giovane Genasi dell' aria con paramenti sacri con il simboli di Mystra ,la signora dei Misteri.

La cortesia e l'etichetta, oltre ad una mia curiosità personale, mi impongono di fermarmi a salutare.

Buondì Stella argentea, mi chiamo Sax Sha, SaxSha Maurmeril, e sto completando la mia istruzione magica prestando servizio in questo paese.

Dico con un perfetto inchino.

Sono qui solo da ieri, ma se posso essere d'aiuto in qualche modo no esiti a chiedere.

Aggiungo con un sorriso mentre ne osservo la reazione.

Se è davvero un chierico di Mystra di sicuro non può essere un cultista di Shar, forse ho incontrato qualcuno di cui fidarmi ed escludere dai sospettati...forse.

Zevan Aumavor - Genasi dell'Aria - Chierico di Mystra (dominio Tempesta)

Descrizione fisica

Zevan è un genasi dell'aria e pertanto ha tratti estremamente caratteristici che lo rendono molto appariscente. Ha la struttura fisica di un umano comune, alto e slanciato (1,85 m x 65 kg). La pelle è molto pallida, con una sfumatura azzurrina che lo fa sembrare cianotico. I capelli sono di un celeste più vivace e si muovo da soli come se ci fosse una brezza costante, anche quando l'aria è completamente ferma. Gli occhi hanno la sclera di un celeste a metà tra pelle e capelli, con venature blu elettrico e argento.
Indossa una corazza di piastre, e al di là del normale equipaggiamento da viaggio, porta con se uno scudo rotondo con il simbolo di Mystra su tutta la superficie, e un pendente al collo con lo stesso simbolo raffigurato. Al fianco sinistro porta uno stocco e sulle spalle alcuni giavellotti.
E' giovane (19 anni) e ha un atteggiamento vivace e curioso, tendenzialmente positivo. Si può capire normalmente già ad un primo sguardo.

Il vento che scende dai valichi della Parete Nord ha un sapore diverso rispetto a quello d'altitudine, di pattuglia sulla nave...
penso mentre di buon ora arrivo ai margini di Nymrassa
Là in alto l'aria è pulita, sa di ozono e di altitudine, qui in basso invece profuma di terra smossa e fieno tagliato...

Mentre supero l'ultimo rialzo del sentiero, mi fermo un istante per sistemare sacca e mantello.
Libertà... penso tra me e me. Una parola semplice, ma che ha il sapore del nettare dopo anni passati a ingoiare la polvere degli archivi del Monte Talath e a seguire i rigidi turni di guardia lungo le rotte di pattuglia via nave. Nessun superiore che mi fiati sul collo, nessuna lezione di teologia da mandare a memoria entro sera.
Solo io, la mia dea, e un borgo di confine che attende di essere esplorato.
Faccio un bel respiro profondo, inalando a pieno polmoni mentre sorrido al cielo.

Nymrassa si stende finalmente davanti a me, e Incamminandomi lungo la strada principale, noto subito lo sguardo della gente. I contadini impegnati a scaricare un carro e le donne intente a stendere i panni si bloccano al mio passaggio. Sento i loro occhi addosso: sguardi diffidenti, abituati probabilmente a squadrare i mercanti di passaggio e i viaggiatori con il timore che portino guai dai confini. La mia pelle cianotica e la leggera brezza che continua a muovermi i capelli e i lembi dell'abito, persino ora che l'aria intorno è quasi ferma, non aiutano certo a farmi passare inosservato.

Non curante, ormai decisamente abituato ad avere gli occhi puntati su di me, accenno un lieve sorriso di cortesia, portandomi due dita al petto in un vago segno di rispetto, e mi avvicino a un uomo anziano intento a sistemare una staccionata di legno poco distante.

Mi avvicino ad un contadino che sta sistemando alcuni attrezzi, e chiedo con cortesia
"Salve buonuomo, sono giunto ora dal monte Talath, e sto cercando la dimora del capovillaggio... una piccola torre del mago, se non vado errato... sapresti indicarmi la strada per cortesia?"
quando il contandino mi da le indicazioni lo saluto con un sorriso e un cenno della mano, e mi dirigo verso la torre di Veltazhar Amrit.
"Fortunatamente mi ha detto come si chiama... me l'ero già dimenticato... sai che figura..."
dico tra me e me a bassa voce mentre cammino.

Mentre attraverso le vie cittadine la mia mano corre quasi d'istinto alla tasca interna della veste, sfiorando con le dita la superficie fredda della vecchia chiave. Sei mesi in questo posto... penso con una sfumatura di divertimento Vediamo cosa ha in serbo il vento per me.

Arrivato alla piccola torre, proprio mentre sto per entrare, mi si para davanti una bellissima giovane donna in abiti da maga, con un gufo simpatico gufo che le svolazza attorno, che mi ferma e si presenta con estrema cortesia.
"Che la Trama possa guidare la tua giornata, Sax Sha" rispondo, ricambiando l'inchino "il mio nome è Zevan Aumavor, e come hai già intuito sono un seguace delLa Signora" sorrido "giungo ora dal grande santuario al monte Talath. Mi hanno mandato qui per la gestione della cappella e dei fedeli, in quanto il Precursore locale è spirato, a quanto mi hanno detto... Gavron si chiamava, se non ho frainteso il nome no?... Possa La Signora accogliere la sua anima..." chiudo più serio, visto l'argomento del discorso. Poi però torno al punto "Devo incontrare il Mastro Custode di qui, Veltazhar Amrit, per informarlo del mio arrivo e farmi dare indicazioni formali... ho qui per lui la comunicazione ufficiale del mio incarico a firma dell'Alto Servitore" concludo, sfilando dal porta pergamene alla cinta un rotolo sigillato e mostrandolo alla maga.

"Potete cortesemente condurmi da lui?" chiedo sorridendo, ma incalzo subito e indicando con lo sguardo il gufo con lei chiedo "bell'esemplare, è il vostro famiglio? Come si chiama?"

Rezara Teshov , Umana (Gur) Warlock

Ascolto le parole della gnoma mentre l'odore del cibo calato sul bancone fa venire l'acquolina in bocca. Ma è la sua proposta a far scattare qualcosa nei miei pensieri.

Rovine silvane. Una civiltà perduta.

Sento una leggera vibrazione nel petto, un'eco distante che risponde quasi d'istinto a quel richiamo, ma mantengo un'espressione rilassata e un sorrisetto calmo sulle labbra. Mi appoggio con un gomito al bancone, inclinando appena la testa verso la piccola ranger.

Antiche rovine silvane, dici? dico con tono cauto ma visibilmente incuriosito, facendo scivolare lo sguardo dalla gnoma al forestiero appena entrato. L'ispirazione per le mie danze mi alletta sempre, e ciò che è antico ha un certo fascino per la mia gente... ma una moneta d'oro intera è una cifra importante solo per fare due passi nel bosco, cacciatrice.

Incrocio lo sguardo di Lisetta con un'occhiata divertita, mostrando la fermezza di chi è abituata a contrattare sul prezzo.

La proposta è allettante, ma prima vorrei capire quanto è davvero 'ostile' questa foresta e cosa pensi si possa trovare lassù. Oltre alle storie per la serata, s'intende.

Lisetta.

Presa!

Scendo dallo sgabello mi avvicino alla straniera e mi ci ri arrampico sopra.

Se valuti una moneta troppo, devi considerare la tua vita di Ben scarso valore! La foresta ha molteplici pericoli per chi non la conosce. Il suo cuore è denso e buio come quelli di un demone, smarrire la via e vagare fino a morire di stenti non è raro. Io stessa trovai tempo fa lo scheletro di un uomo che vi si avventurò mesi prima. Uno scheletro spolpato fino all'ultimo brandello di carne. Sorrido enigmatica. Lupi? Orsi? Orsogufi? Scuoto la testa teatralmente. Formiche! Formiche grosse come maiali. Se ti vedono sfinito ti seguono come avvoltoi e appena crolli a terra ti spolpano vivo! Oh ma ci sono anche orsi e lupi, Quelli non mancano mai. E altre creature indicibili.

E il sentiero. Per chi non conosce la foresta sembrano tutti belli e agevoli ma poi... Zac! Ti trovi a sprofondare in una palude!

Scrutò la mia interlocutrice.

Quanto alle rovine sono ricche di antiche iscrizioni e bassorilievi, alcuni dei quali raffigurano antichi balli propiziatori... Ma poi... Mi guardo attorno e avvicino la mano alla bocca.

C'è l'antico tesoro. Mormorò. Nessuno sa bene cosa sia o dove sia, ma c'è. Venne detto che le rovine non hanno interesse per non attirare avventurieri e predoni. Una notte di tempesta uno studioso a cui feci da guida trovò delle monete e un anello magico. Fu sul punto di rivelarmi dove fosse l'ingresso ma morì colpito da un fulmine... O dalla maledizione delle rovine per chi ci crede!

Rezara Teshov , Umana (Gur) Warlock

Ascolto il racconto drammatico della gnoma con un’espressione concentrata, prima di lasciar andare una risata calda e sommessa quando arriviamo alla parte delle formiche giganti. Ha un talento teatrale indiscutibile, perfetto per catturare l'attenzione in una taverna.

Formiche grandi come maiali? Questa è una storia meravigliosa da raccontare intorno al fuoco, cacciatrice. O un ottimo modo per far salire il prezzo della corsa.

Sorseggio il mio drink, appoggiando la schiena al bancone con fare disinvolto. Tuttavia, quando la gnoma menziona i bassorilievi con le danze propiziatorie e l'anello magico, la mia curiosità si accende sul serio. C'è sempre un fondo di verità nelle leggende dei locali, e un luogo del genere merita di essere visto.

Il tuo fulmine è stato fin troppo tempestivo con quel povero studioso, ma la storia delle danze e delle rovine mi convince , ma purtroppo per te, una moneta d'oro resta comunque ben oltre quello che le mie tasche da viaggiatrice contengono in questo momento.

Sorrido con intenzione, facendo scivolare lo sguardo tra lei, il locandiere e il resto della taverna.

Facciamo così , se la foresta è davvero così pericolosa, due paia d'occhi sono meglio di uno e la mia lancia sa come tenere a bada i pericoli, formiche comprese , tu conosci il sentiero e io posso coprirti le spalle , e magari guardandoci intorno troviamo qualcun altro interessato a dividere la spesa e la spedizione, oppure ti offro la colazione e mi mostri la strada per una cifra più ragionevole per una compagna di viaggio.

Che ne dici?

Modificato da Dardan

SaxSha Maurmeril - Maga Halruana

Così anche lui è appena arrivato? Sembra a posto, potrei perfino provare a farci amicizia. Non ho molta voglia di andare dall' anziano mago,il primo incontro mi è bastato e avanzato, non ho voglia di altre critiche o rimbrotti. Però il giovane chierico sembra simpatico e mi spiacerebbe sembrare scortese.

Inoltre ho già iniziato ad essere utile ancora prima di uscire dalla torre, senza usare niente di magico, non avrà nulla da borbottare il vecchio barbagianni.

Pur essendo nuova anch'io ti aiuterò con piacere ,il venerabile Veltazhar Amrit, è nella sua biblioteca già dalla mattina presto vieni che ti accompagno. Si lei è Lamir, e ha l'aspetto di una civetta, mia madre mi ha consigliato questa forma affinché possa imparare a "civettare"un po' di più...ma credo che la strategia stia avendo scarsi risultati. Conosco l'etichetta, ma sono più a mio agio tra libri e cose pratiche che nelle sottilezze di corte. Confido in uno sfogo di sincerità.

Comunque nonostante sembri che non impari molto da Lamir trovo che la sua forma sia molto elegante, però di giorno c'è chi si stupisce di vedere una civetta volare, anche se siamo ad Halruaa e i maghi sono comuni non associano subito che sia un famiglio magico.

Il discorso si conclude davanti la porta di mogano dello studio di Veltazhar Amrit,

Alzo il braccio,pensando che avrei potuto dire una semplice parola magica per annunciarci, e batto le nocche contro il duro legno finemente levigato e lucidato.

Tock, tock...il suono rimbomba negli stretti corridoi lasciandoci li in attesa di una risposta. Non ci annuncio... dopotutto è un indovino no?

Solomon Greyrale mezzelfo bardo

Mentre consumo la colazione ascolto lo scambio di battute tra la giovane donna, la gnoma e il,vecchio appena arrivato.

Questo villaggio sembra più attivo di quello che si potrebbe pensare.

Do un ultimo morso al pane e mi rivolgo alla gnoma.

Quello che mi ha portato ad Halruaa sono le tanto decantate navi volanti, foreste e rovine non sono il mio primo obbiettivo turistico. Inoltre storie di tesori nascosti travestiti da trappole ne ho sentite a bizzeffe. Cosa ha questa che le altre storie non hanno?

La mia domanda è genuina e non retorica ed è condita da un fondo di interesse vero.

Scusate se mi sono intromesso dico rivolto al gruppo davanti al bancone mi chiamo Solomon.

Mi porto una mano al petto in segno di presentazione.

Zevan Aumavor - Genasi dell'Aria - Chierico di Mystra (dominio Tempesta)

"Piacere di conoscerti Lamir" dico con un sorriso rivolto alla civetta quando la maga me ne parla. "Ammiro tutte le creature volanti: hanno la fortuna di potersi librare in cielo a piacimento. Non penso ci sia cosa migliore" dico con sincerità. "E non preoccuparti con me. Ho passato tutta la vita al Grande Tempio, ma anche io non sono mai stato famoso per essere un'amante dell'etichetta, per quanto possa capirne il senso"

I nostri brevi discorsi si concludono quando arriviamo dinanzi la porta della biblioteca di Veltazhar. Sax Sha bussa, e attendiamo risposta.

Modificato da HITmonkey

Lisetta

Lancio un'occhiataccia a questo. solo non che cerca di rovinarmi gli affari.

Spiacente non ho interesse nelle navi volanti. E anche se sapessi qualcosa dubito che lo direi a uno straniero che non sa nulla del posto, non ha interesse nel posto ma sputa sentenze e mi accusa di imbastire trappole.

Riporto l'interesse sulla donna.

Mi scusi. Sì, penso che si possa trovare un accordo tramite colazione condivisa.

Solomon Greyrale mezzelfo bardo

Non volevo certo dire che siete voi a fare cadere in trappola le persone, ma se questo fantomatico tesoro fosse facile da trovare sarebbe già stato trovato. Probabilmente una spedizione in due potrebbe non bastare.

Torno a concentrarmi sulla fine della colazione poi volto di nuovo la testa.

E inoltre, uno straniero è tale proprio perché conosce poco e nulla del posto che sta visitando.

Faccio un ultimo sorriso amichevole, che non nasconde nulla di malizioso, rivolto alla gnoma.

Estraggo un piccolo taccuino e inizio a prendere appunti.

Trakas il Vecchio

Lancio uno sguardo sinistro a Lisetta alle sue prime parole, che sono pure un complimento al mio lavoro. Non è comunque una motivazione valida per rubare dal mio orto! Tsk. E detto questi arraffo con avidità il boccale di sidro che l'oste mi porge. Metti sul suo conto... mi riferisco chiaramente al conto di Lisetta: lei mi ruba la verdura, io le scrocco da bere. Lo sussurro all'oste, ma è abbastanza forte da farmi sentire dalla diretta interessata.

La gnoma, tuttavia, sembra sciorinare un racconto che fa acqua da tutte le parti. Mentre bevo, mi scappa una risata, una di quelle di gusto. Formiche grosse come maiali...devo ammetterlo Lisetta, con la fantasia sei proprio brava! Continuo a bere mentre osservo i suoi due interlocutori. Fossi in voi, non mi farei abbindolare. Ma credetemi, se esistessero davvero delle formiche grosse come maiali...una moneta la spenderei volentieri, solo per vederle. E scolo l'ultima parte del boccale, asciugandomi poi i baffi con l'avambraccio. Dai dai, riempi ancora. Paga Lisetta.stavolta non faccio nulla per nasconderlo.

Rezara Teshov , Umana (Gur) Warlock

La risata sguaiata dell'anziano sulla storia delle formiche rompe l'aria della taverna, e non posso fare a meno di unirmi con un sorriso aperto. Il siparietto del sidro addebitato alla gnoma rende l'atmosfera ancora più viva.

Vedi? Persino il tuo vicino conferma che hai una fantasia straordinaria, cacciatrice! Anche se devo ammettere che l'idea di vederne una faceva gola pure a me.

Mi sposto leggermente sul bancone per fare spazio a Lisetta, facendo un piccolo cenno di saluto anche verso il mezzelfo che si è appena presentato.

L'offerta della colazione resta valida, comunque. Ezalyor, porta pure pane e formaggio per la nostra guida... e metti la sua parte sul mio conto prima che vi prosciughiate a vicenda tra verdure e sidro.

Torno a rivolgermi a Solomon con sguardo curioso ma cordiale, studiando per un istante il suo taccuino.

Piacere mio, Solomon. Io sono Rezara. Non preoccuparti per l'intromissione: in un posto piccolo come questo, un bancone condiviso significa anche conversazioni condivise. E hai sollevato un punto del tutto ragionevole.

Incrocio le braccia sul bancone, guardando prima la gnoma e poi il bardo con un'espressione divertita ma pragmatica.

Se la foresta nasconde davvero rovine antiche e pericoli reali , che siano formiche giganti o semplici lupi , muoversi in gruppo è la scelta più saggia. Tu cerchi storie e navi volanti, io sono affascinata dalla storia e dalle danze di quel luogo... direi che unire le forze e dividere la spesa per la guida converrebbe a tutti. Che ne dite?

Modificato da Dardan

  • Autore

In Locanda - Lisetta, Rezara, Trakas, Solomon

Ezalyor, il giovane oste mezzelfo vi guarda, chiaramente sorpreso dall'aspetto di Rezara e dalla sua lancia, al punto da fermarsi a fissarla per un secondo di troppo, prima di sbattere le palpebre e tornare a pulire il bancone

Dammi un buon motivo per dannare la mia povera locanda col tuo nome, Lisetta, e potrei perfino prenderlo in considerazione dice Ezalyor, sorridendo bonario quanto a voi, mastra Rezara e mastro Solomon, sarò più che felice di ospitarvi e di concedervi il palco quando e come volete, e potete star ben certi che, con l'avvicinarsi dell'anniversario di fondazione del villaggio, qualche avventore in più ci sarà di sicuro per vedervi esibire

Ezalyor saluta con un sorriso Trakas, mettendogli davanti il solito boccale di liquore, ed annuendo verso Lisetta, come ad accettarla per saldare il debito del vecchio contadino

Ah però, oggi siamo belle cariche! dice Ezalyor quando la gnoma inizia a proporsi come guida adesso il nostro boschetto è divenuto una foresta pericolosa, sono apparse rovine silvane all'interno, e addirittura ci sono formiche grosse come cinghiali... il povero Veltazhar dovrebbe proprio assoldare qualcuno per risolvere il problema... ride l'oste, iniziando a servire la colazione

Mentre l'oste parla, un turbine in abiti arancioni e gialli entra nella locanda, saltellando e fischiettando fino al tavolo più vicino Ezalyor! Ti prego, ti prego, ti prego! Frittelle! Tante frittelle! Con la storia della maga di città, stamattina Veltha non m'ha fatto fare colazione! dice un'elfa alta e ben slanciata, allungandosi sul tavolo con un'espressione afflitta; sembra metterci un momento per capire che non conosce alcuni di voi Ah! Buongiorno signor Trakas! E buongiorno Lisetta! Voi altri temo di non conoscervi, io sono Pasha, piacere!

Torre del capovillaggio - Sax Sha, Zevan

Venite, venite dice il vecchio Veltazhar da oltre la porta, ed entrando lo trovate nel suo piccolo studio, una stanza circolare colma di libri, grande appena per contenere la sua collezione di tomi antichi e un tavolino, a cui il vecchio mago è seduto

Nonostante gli anni, Veltazhar è ancora lucido e svelto di mente, e solleva appena un sopracciglio quando vede entrare di nuovo Sax Sha

Il nostro piccolo borgo non deve essere stato di suo gradimento, se è di nuovo qui sorride bonario, indicando due poltrone di fronte alla sua, anche se potete quasi essere certi che non ci fossero fino ad un attimo prima e voi dovete essere Zevan, giusto? Mi è stato detto che sareste arrivato in giornata, per prendere il posto del povero Zelior; la sua perdita è stata molto dolorosa per tutti noi, perdonate la franchezza, ma nessuno qui a Nymrassa è estremamente religioso, e non me ne voglia l'anima del mio vecchio amico, ma Zelior era penoso come predicatore sorride di nuovo, un'ombra cupa sul volto molto più bravo con un bastone ferrato, ne ricordo qualcosa; ad ogni modo, credo che il vostro insediamento sarà la cosa più importante dell'anno, ed è un bene che avvenga a nemmeno una settimana dall'anniversario di fondazione del villaggio

Rezara Teshov , Umana (Gur) Warlock

In locanda

Noto lo sguardo di Ezalyor trattenersi un secondo di troppo sui miei tratti, sui miei abiti da viaggio e sulla lancia che mi porto dietro. È una reazione a cui sono abituata , la combinazione tra le mie origini Gur e un'arma così vistosa fa sempre un certo effetto a chi vive al riparo delle mura. Gli rispondo con un sorrisetto tranquillo e un piccolo cenno del capo, del tutto a mio agio, prima che lui si risvegli dal suo incantamento per tornare ai bicchieri.

Ne sarò felice, Ezalyor. La musica e la danza curano sempre gli animi dopo un lungo viaggio, e sarà un piacere mostravi qualcosa della mia terra.

Prendo la porzione di pane e formaggio calda e fragrante servita dall'oste, porgendone una parte a Lisetta come promesso, proprio prima che la taverna venga letteralmente travolta dalla nuova arrivata.

L'ingresso pirotecnico dell'elfa in abiti vivaci attira subito la mia attenzione. La osservo mentre si allunga sul tavolo implorando frittelle, notando la grazia naturale e la leggerezza con cui si muove, pur nella sua buffa disperazione per la fame. Quando si presenta con tanta spontaneità, le offro un sorriso caldo e aperto, inclinandomi leggermente in un cenno di saluto.

Salute a te, Pasha. Io sono Rezara.

Lascio scivolare lo sguardo tra lei, la gnoma e il bardo, divertita dall'energia contagiosa della giovane maga.

A quanto pare la colazione è la vera priorità di questo villaggio stamattina. Se il tuo 'Veltha' ti ha lasciata a stomaco vuoto per via di questa maga di città, sarai felice di sapere che qui al bancone stiamo dividendo pane e formaggio... e pianificando una spedizione verso le rovine nei boschi.

Le rivolgo un'occhiata curiosa, lasciando che le mie pupille ambrate riflettano la luce del mattino.

Maga di città, avevi detto? A quanto pare Nymrassa è molto più affollata di novità di quanto ci si aspetterebbe.

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