Vai al contenuto

Paizo si ristruttura: 12 licenziamenti, Organized Play ridotto, e il fantasma di Diamond

Risposte in primo piano

Il CEO Jim Butler ha pubblicato un aggiornamento diretto e senza troppi giri di parole: Paizo sta attraversando “uno dei periodi più difficili nella storia dell’azienda”.

Come ci siamo arrivati. A gennaio dell’anno scorso il distributore storico per il book-trade di Paizo, Diamond Comics, ha dichiarato bancarotta. Diamond gestiva i prodotti Paizo per grandi rivenditori come Amazon, Barnes & Noble e Ingram, con un accordo in conto vendita (Paizo pagava la spedizione al magazzino e veniva pagata solo quando i prodotti si vendevano). Al crollo di Diamond, JP Morgan Chase ha rivendicato un pegno su tutti i prodotti nel magazzino, inclusi quasi 10 milioni di dollari di inventario Paizo, tuttora inaccessibile in attesa del contenzioso. Il contratto in esclusiva di Diamond ha per giunta impedito a Paizo di passare subito a un nuovo distributore; un giudice ha rescisso il contratto a inizio anno, ma Diamond ha fatto appello, allungando i tempi. Il risultato: quasi 2 milioni di dollari di perdite l’anno scorso, quasi mezzo milione di vendite ulteriori da svalutare, e vendite nel book-trade ancora molto sotto i livelli storici. Le vendite su Paizo.com e nei negozi hobbistici sono cresciute, ma non abbastanza da compensare.

Licenziamenti. Paizo procederà con licenziamenti che coinvolgono 12 dipendenti (nel successivo aggiornamento OP il manager Alex Speidel parla di undici persone, “inclusi entrambi gli sviluppatori della Pathfinder Society”). Il processo è stato concordato con il sindacato United Paizo Workers: preavviso di 20 giorni lavorativi, possibilità di volontariato per il licenziamento, altrimenti tocca al dipendente meno anziano di ciascuna unità colpita; una settimana di liquidazione per anno di servizio (minimo due settimane) e diritto di richiamo per 18 mesi.

Organized Play. La botta più sentita dalla base. Pathfinder Society e Starfinder Society vengono riorganizzate spostando parte del peso sui programmi editoriali Pathfinder Infinite e Starfinder Infinite (con nuovi loghi e sezioni dedicate sullo store Paizo, e linee guida per scenari indie sanzionati in arrivo prima di Gen Con). Gli scenari ufficiali proseguiranno al ritmo attuale fino a ottobre, poi si passerà a due scenari al mese — uno per PFS e uno per SFS — arricchiti dalla nuova linea di miniature da stampare in casa Pathfinder Printables. In arrivo anche due grossi hardcover a tema OP per inizio anno prossimo: The Chronicles of the Pathfinder Society Adventure Anthology (marzo, 6 scenari classici rifatti in 2E) e Starfinder Invasion’s Edge Adventure Path (aprile). Dal 1° luglio finisce l’assegnazione automatica di PDF gratuiti dei prodotti non-Society ai volontari, e il supporto Foundry VTT per i nuovi moduli Society viene messo in pausa dopo la stagione in corso.

Cosa succede adesso. Non tutto è nero: Paizo è tornata nel book-trade con un nuovo partner, Independent Publishers Group, e il nuovo Paizo Store va meglio del vecchio, con in arrivo un programma direct-to-retail che permetterà ai negozi locali di ordinare direttamente da Paizo, backlist completa inclusa, nei prossimi mesi. “Queste misure richiederanno tempo per dare frutti”, scrive Butler. La community italiana e non conosce bene questa storia: quando cade un pilastro della distribuzione, il conto arriva a valle, e stavolta è arrivato salato.



View full publication

  • Risposte 17
  • Visualizzazioni 120
  • Creata
  • Ultima risposta

Utenti più attivi in questa discussione

Messaggi più popolari

  • firwood
    firwood

    Ho seguito la vicenda Paizo con molto interesse, perché ho sempre apprezzato la serietà editoriale di questa società e il grande rispetto che ha nei confronti dei suoi giocatori. Hanno subito una mazz

  • GabeKzz
    GabeKzz

    Non aggiungo altro al post di @firwood perché è esposto in maniera chiara e corretta. Solo due considerazioni: 1) l'affare Diamond va avanti da più di un anno, mi ricordo ancora il video disperato di

  • firwood
    firwood

    Ciao Marbon. Purtroppo le cose non stanno così. Come ho detto nel mio post, Paizo non ha assolutamente colpe, né dolose né colpose, in questa vicenda. Nessuna cattiva gestione, nessuna "leggerezza" ne

Poveracci!

Spendi una vita a lavorare per la tua passione e ti ritrovi che non riesci a pagare i dipendenti.

Ho sempre detto che il GDR non è un buon business...

Quando giocherò la prossima volta mi berrò una birra in segno di compatimento, ma in fondo non mi cambierà niente.

9 minuti fa, Zaorn ha scritto:

Poveracci!

Spendi una vita a lavorare per la tua passione e ti ritrovi che non riesci a pagare i dipendenti.

Ho sempre detto che il GDR non è un buon business...

Quando giocherò la prossima volta mi berrò una birra in segno di compatimento, ma in fondo non mi cambierà niente.

In realtà la vicenda riguarda solo la mala gestione dell'attività di vendita di Paizo: non puoi affidare la tua distribuzione e rete di vendita in esclusiva ad un solo operatore. Inoltre, se non ricordo male, in passato c'erano già stati dei precedenti riguardanti la scarsa affidabilità di Diamond con altri partner...

E aggiungo : se sai che uno dei tuoi partner ha 'relazioni economiche' con fondi o banche del calibro di JP Morgan, sarei molto più accorto e attento. Questi sono solo player che giocano solo per il loro profittevole tornaconto personale...

la cosa che più dà fastidio è che la crisi è dovuta al fallimento di qualcun'altro

7 minuti fa, Marbon ha scritto:

E aggiungo : se sai che uno dei tuoi partner ha 'relazioni economiche' con fondi o banche del calibro di JP Morgan, sarei molto più accorto e attento. Questi sono solo player che giocano solo per il loro profittevole tornaconto personale...

La vicenda la avevo capita, però penso che un sacco di aziende si appoggino a quella banca, probabilmente era semplicemente poco affidabile la Diamond.

7 minuti fa, Aranar ha scritto:

la cosa che più dà fastidio è che la crisi è dovuta al fallimento di qualcun'altro

Quello purtroppo capita ovunque, negli Stati Uniti di più, visto che tante attività vanno avanti facendo un mucchio di debiti. È quasi culturale...

Modificato da Zaorn

7 minuti fa, Marbon ha scritto:

E aggiungo : se sai che uno dei tuoi partner ha 'relazioni economiche' con fondi o banche del calibro di JP Morgan, sarei molto più accorto e attento. Questi sono solo player che giocano solo per il loro profittevole tornaconto personale...

JP Morgan e entrato sulla Diamond di recente, quando la situazione stava già andando male.

10 minuti fa, Aranar ha scritto:

la cosa che più dà fastidio è che la crisi è dovuta al fallimento di qualcun'altro

Che a sua volta è dovuta dalla perdita di un cliente grosso (wotc)....

4 minuti fa, roctopus ha scritto:

JP Morgan e entrato sulla Diamond di recente, quando la situazione stava già andando male.

Che a sua volta è dovuta dalla perdita di un cliente grosso (wotc)....

Raggiunti certi livelli in termini di dimensioni e internazionalizzazione come è riuscita a fare Paizo, purtroppo certi errori non puoi e non devi permetterteli. I tuoi partner commerciali e finanziari, purtroppo, li devi osservare e marcare stretti; fa la differenza tra il sopravvivere o il soccombere.

Da quello (poco) che ho letto, se non commettono altri errori, Paizo ha le forze per superare questa prova. Avrà comunque maturato una esperienza che potrebbe in futuro farle fare un altro salto di qualità 😉

Ho seguito la vicenda Paizo con molto interesse, perché ho sempre apprezzato la serietà editoriale di questa società e il grande rispetto che ha nei confronti dei suoi giocatori.

Hanno subito una mazzata tremenda quando la banca si è appropriata in modo del tutto arbitrario di un magazzino non di proprietà della ditta fallita.

Spero si riprendano velocemente.

Ho letto negli altri commenti citare mala gestione, banche, ecc... Mi spiace ma siete completamente fuori strada, Non c'è stata affatto mala gestione. Quello che ha fatto Paizo è la prassi normale. Se vuoi avere prezzi competitivi nella distribuzione, o va in esclusiva con l'editore (Penguinm , Random House, ecc) o con grossi distributori (IPG, Book Depot, ecc). Non esistono editori che pubblicano un po' con uno e un po' con un altro. Alla peggio dovevano negoziare periodi di esclusiva (magari di 5 anni in 5 anni, ma sono sempre ragionamenti fatti col senno di poi che non servono a niente e valgono anche meno).

Diamond era specializzata sulle fumetterie, che negli usa sono molto più diffuse delle librerie, e non presentava problemi di solvibilità, era regolare nelle consegne e nei pagamenti, oltre che fornire supporto per le fumetterie più piccole.

Diamond ha perso grossi licenziatari in esclusiva, prima DC, poi Marvel, poi IDW che hanno mandato in tilt l'azienda insieme ai problemi logistici dovuti a quel pirla colossale di Trump, i suoi stupidi dazi e le sue guerre che hanno fatto alzare i costi di produzione, trasporto e stoccaggio. JP Morgan, come da perfetta prassi americana, ha reclamato la proprietà di merci non sue. Cosa che in Europa non è così immediata, ma negli USA funziona così.

Poi ci sono stati grossi casini, per dirla in modo semplice, tra chi doveva acquisire Diamond e Diamond stessa (una vicenda paradossale).

Paizo non ha assolutamente nessuna colpa in quanto è successo, dato che è avvenuto in tempi rapidissimi e del tutto inaspettatamente. La serietà e la gestione della casa del golem blu, fino ad oggi, sono state esemplari, tanto è vero che non hanno fatto tagli in passato ed hanno affrontato i cambiamenti del mercato in modo sempre molto intelligente, razionalizzando la produzione e adeguandosi all'andamento del mercato.

31 minuti fa, Marbon ha scritto:

Raggiunti certi livelli in termini di dimensioni e internazionalizzazione come è riuscita a fare Paizo, purtroppo certi errori non puoi e non devi permetterteli. I tuoi partner commerciali e finanziari, purtroppo, li devi osservare e marcare stretti; fa la differenza tra il sopravvivere o il soccombere.

Ciao Marbon. Purtroppo le cose non stanno così. Come ho detto nel mio post, Paizo non ha assolutamente colpe, né dolose né colpose, in questa vicenda. Nessuna cattiva gestione, nessuna "leggerezza" nei rapporti con i partner commerciali, nessun errore strategico. E' una di quelle cose che ti capitano tra capo e collo del tutto inaspettate e insospettabili. Tanto è vero che non c'è stato nessun segnale sui mercati di quello che stava per succedere. Diamond è stata per oltre 20 anni l'azienda (di fatto) monopolista nella distribuzione dei fumetti di Marvel, DC, IDW, DIsney ecc.).

La situazione era molto complessa, in fase di settlement ci sono state frizioni tra Diamond e Universal (una ditta canadese che era pronta a rilevare per intero il marchio e tutte le sue attività), e poi ci si è messa JP Morgan, che vantava un credito di circa 6,5 milioni di dollari è si è appropriata in modo quanto meno discutibile (sono in causa per appropriazione indebita con diverse società che si appoggiavano a Diamond infatti) del magazzino complessivo del valore di poco più di 85 milioni di dollari.

La causa principale della situazione che è precipitata è proprio l'entrata di JP Morgan. A grandi linee ricorda molto il fallimento della TSR, visto dal lato del distributore invece che dell'editore. Del resto, negli USA è prassi comune che le banche piombino come avvoltoi per appropriarsi di beni dal valore nettamente superiore ai crediti vantati (la crisi dei mutui subprime è un ottimo esempio).

Modificato da firwood

Che piacere leggere @firwood , le sa tutte.

Ribadisco che mi interessa poco degli scenari aziendali, ma se li spiega lui è un piacere.

Nonostante l'ironia usata da me precedentemente, confermo che la Paizo è sempre stata una ditta seria.

Anche in Italia molti hanno seri problemi, si pensi all'edilizia dove non vengono pagati i piccoli che lavorano in subappalto... Purtroppo sono sfortune grandi che nella patria degli hamburger, delle banche e delle contraddizioni accadono ancora più spesso.

Non aggiungo altro al post di @firwood perché è esposto in maniera chiara e corretta.
Solo due considerazioni:
1) l'affare Diamond va avanti da più di un anno, mi ricordo ancora il video disperato di Roll4Combat che denunciava la cosa, Paizo ha cercato in tutti i modi di gestire la cosa in maniera civile e solo adesso ha intrapreso delle misure dolorose ma necessarie, cercando di tutelare il più possibile i lavoratori e concertando le misure con i sindacati con proposte di ri-assunzione.

2) Paizo aveva in conto vendita più di 10M di dollari di materiale presso la Diamond, pubblicazioni di sua proprietà che Diamond avrebbe pagato solo sul venduto… il fatto che uno stato di diritto permetta “l’esproprio” a favore del distributore insolvente per me è roba da manicomio! (E noi che prendiamo quel modello come esempio?!?)

Noi della Society sappiamo che saranno tagliati molti progetti proprio del nostro settore, ma abbiamo così tanto materiale disponibile che potremmo giocare per altri 10 anni senza mai dover ripetere la stessa avventura. Fra l’altro stiamo vivendo la cosa da insider sui canali Paizo e vi posso assicurare che stanno lavorando al massimo per trasformare questo momento difficile in un opportunità di miglioramento.

1 ora fa, GabeKzz ha scritto:

Noi della Society sappiamo che saranno tagliati molti progetti proprio del nostro settore, ma abbiamo così tanto materiale disponibile che potremmo giocare per altri 10 anni senza mai dover ripetere la stessa avventura. Fra l’altro stiamo vivendo la cosa da insider sui canali Paizo e vi posso assicurare che stanno lavorando al massimo per trasformare questo momento difficile in un opportunità di miglioramento.

Ammetto che da quasi interni possa essere triste, anche perché non c'è un loro prodotto fatto con poca cura, che piacciano o meno.

Comunque complimenti a voi che portate avanti quei progetti! @roctopus compreso!

8 ore fa, firwood ha scritto:

Ciao Marbon. Purtroppo le cose non stanno così. Come ho detto nel mio post, Paizo non ha assolutamente colpe, né dolose né colpose, in questa vicenda. Nessuna cattiva gestione, nessuna "leggerezza" nei rapporti con i partner commerciali, nessun errore strategico. E' una di quelle cose che ti capitano tra capo e collo del tutto inaspettate e insospettabili. Tanto è vero che non c'è stato nessun segnale sui mercati di quello che stava per succedere. Diamond è stata per oltre 20 anni l'azienda (di fatto) monopolista nella distribuzione dei fumetti di Marvel, DC, IDW, DIsney ecc.).

La situazione era molto complessa, in fase di settlement ci sono state frizioni tra Diamond e Universal (una ditta canadese che era pronta a rilevare per intero il marchio e tutte le sue attività), e poi ci si è messa JP Morgan, che vantava un credito di circa 6,5 milioni di dollari è si è appropriata in modo quanto meno discutibile (sono in causa per appropriazione indebita con diverse società che si appoggiavano a Diamond infatti) del magazzino complessivo del valore di poco più di 85 milioni di dollari.

La causa principale della situazione che è precipitata è proprio l'entrata di JP Morgan. A grandi linee ricorda molto il fallimento della TSR, visto dal lato del distributore invece che dell'editore. Del resto, negli USA è prassi comune che le banche piombino come avvoltoi per appropriarsi di beni dal valore nettamente superiore ai crediti vantati (la crisi dei mutui subprime è un ottimo esempio).

Purtroppo le cose stanno cosi: la gestione aziendale a quei livelli non può essere superficiale. Seppure Paizio non ha in assoluto alcun tipo di colpa, un manager che gestisce operazioni a quel livello senza avere in precedenza già preparato un piano A, B e C denota solo una evidente carenza di capacità e comprensione del mondo e del business che ti circonda. Non puoi puntare tutto su un solo cavallo...

Rispetto e collaborazione tra partner commerciali sono ottime pratiche da adottare, ma affidarcisi ciecamente e pensare che i propri partner aderiscano anche loro incondizionatamente a questo atteggiamento è solo sciocco. Qui da noi ,e ancora meno in europa, non esiste quasi più il fairplay o lo spirito di collaborazione che per decenni ha aiutato a sostenere le nostre aziende e i nostri mercati; figuriamoci in un paese e un mercato come quello americano odierno dove la competizione esasperata arriva al limite (se non la supera) della legalità.

Diamond, se avesse voluto, avrebbe potuto avvisare anche informalmente i suoi clienti della sua situazione per cercare di non coinvolgerli o semplicemente per limitare loro i danni. In termini di correttezza tra partner avrebbe potuto 'sganciare' i suoi clienti almeno da una clausola di esclusività mettendoli in condizione di operare 'subito' diversamente. Non lo ha fatto. E aggiungo: 'volutamente'. Il valore del magazzino di prodotti che non gli appartengono è stato utilizzato, in mala fede, come arma di contrattazione per i suoi debiti.

Come qualcuno ha detto in precedenza, questa situazione precaria di Diamond andava avanti da circa un anno e si sapeva che altri player importanti avevano abbandonato questo distributore. Delle domande, forse, un manager a quel livello dovrebbe farsele. E magari cercare di dargli anche qualche risposta.

Rimane comunque che Paizo è un'azienda solida, etica e pulita e che la sua clientela (a quello che leggo qua e là) cercherà di sostenerla durante questo difficile periodo. E che supererà. L'importante è che i manager dell'azienda capiscano che non possono e non devono giocare con gli stessi strumenti con cui gioca IL player più grande di loro...

34 minuti fa, Marbon ha scritto:

Non puoi puntare tutto su un solo cavallo...

Invece in campo editoriale è così. NESSUNO ti fa da publisher se non ha l'esclusiva. Solo le autoproduzioni posso fare scelte diverse per ogni uscita. Oppure sei un debuttante e fai contratti di uscita in uscita (con margini di guadagno molto minori e distribuzione limitata). Gli stessi singoli autori hanno contratti di esclusiva, a maggior ragione se sono di successo.

Quindi, quello che hai detto, è completamente errato. Il management Paizo NON ha colpe per quanto è successo. Nessuna carenza e tanto meno mancanza di comprensione. Non vai ad insegnare a chi opera nel settore (con successo!!!) da 15 anni come editore, a maggior ragione se Paizo PUBLISHING (!!!) è nata come distributore delle riviste Dragon e Dungeon fin dai primi anni 2000.

Non c'entra una beata fava il rispetto e il rapporto tra partner commerciali, specie a quei livelli. E' brutto da dire, ma si tratta solo di affari: un professionista si rivolge ad un altro professionista perché si occupi di una parte del business. Fine della storia. La tua visione è molto "poetica", ma è quanto di più lontano ci sia dalla realtà. Senza offesa (lungi da me farlo!), ma da come scrivi è evidente che non hai ben chiara la realtà editoriale, e nello specifico come funziona la catena editoriale. O secondo te anche un colosso dei fumetti come Dark Horse o la stessa Hasbro (con Magic the Gathering) ha manager incapaci o poco lungimiranti (ok, Hasbro si, ma è l'eccezione che conferma la regola)?

Inoltre c'è una contraddizione di fondo nel tuo discorso: se c'è rispetto e collaborazione, io distributore ti dico che sono in difficoltò, e io editore ti do fiducia dato che in 15 anni ti sei sempre comportato in modo specchiato, altrimenti se ti porto via tutto lo stock e ti do il colpo di grazia, che rispetto c'è? Ripeto, ti fa onore la visione romantica di un rapporto professionale, ma la realtà non ha (quasi) mai a che fare con questa visione aulica del mondo del lavoro. Questo modo di comportarsi esiste ancora, se esiste, nelle piccole aziende che si sostengono l'un l'altra, ma si tratta di un'economia di scala totalmente diversa.

I contratti non li sciogli dall'oggi al domani, tanto meno quando sono quei contratti che ti permettono di avere una leva nei confronti di chi ti vuole far andare a picco. Diamond non ha usato il magazzino come arma, ma come garanzia, almeno in un primo momento. Se avesse "informato in modo informale" i clienti, ci sarebbe stato un fuggi fuggi generale, e la persona che ha passato l'informazione poteva beccarsi una denuncia penale per aver condiviso informazioni riservate. Realisticamente, quando mai un'azienda in crisi chiama i clienti per dire "ehi gente, stiamo andando a picco ma tranquilli, risolviamo tutto"?

La colpa, se proprio si vuole dare la colpa, ricade su JP Morgan che ha requisito TUTTO a fronte di un credito che è una frazione del totale. Tra l'altro, JP Morgan ha restituito parte del materiale trattenuto (fonte Bloomberg), ma il grosso delle scorte sono ancora stoccate in un magazzino. Il resto sono parole al vento.

La situazione di Diamond è precipitata nel giro di 40 giorni (da maggio a giugno 2025 e non a gennaio quando fece richiesta dell'articolo 11), e si trascina ormai da un anno. Dove Diamond ha poi sbagliato (ma era logico che si comportasse così), è quando ha rifiutato di concludere l'esclusiva, fino a quando un giudice ha deciso d'ufficio di terminare il rapporto con Paizo, la quale si è rivolta a IPG (sempre in esclusiva)... La mossa "da delinquenti" è stata appropriarsi del materiale in conto deposito (quindi non di sua proprietà) per pagare i debiti. Ora ci sono 135 società che hanno avviato una causa legale contro Diamond e un gruppo di editori (tra cui compare Dark Horse) ha avviato un'azione di gruppo nei confronti di JP Morgan, che per tutta risposta ha stanziato oltre 800.000 dollari come riserva per le spese legali del caso.

Come è detto, è stata ed è una vicenda molto più complessa e articolata di quanto scritto nell'ottimo riassunto riportato dallo staff DL.

Riguardo a Paizo, proprio grazie alla competenza, serietà e bravura della sua dirigenza, è riuscita ad assorbire la perdita secca di 2 milioni di dollari modificando la programmazione delle uscite, sospendendo il supporto a Foundry VTT ed ha purtroppo dovuto tagliare 12 posti.

Una cosa che nessuno ha sottolineato è la crisi che ha colpito le tipografie che hanno stampato questo materiale stoccato, dato che tante non hanno percepito le loro spettanze, mettendo in crisi il settore.

Modificato da firwood

@Marbon

Guarda Paizo è un'azienda della West Coast estremamente attenta all'inclusività e alle tematiche ambientali e sociali.

Purtroppo quando si pensa a queste aziende spesso ci si immagina un modello capitalistico globalizzato, poi quando le si conoscono da vicino ci si rende conto di quanto siano più alla buona.

Giovedì io e Rocco eravamo alla Giochi Uniti per una riunione operativa e vi assicuro che anche quello che si pensa essere un editore di primo piano nel panorama italiano (pensate ai gdt non ai gdr) in fin dei conti è una azienda alla buona con tanta voglia di fare ma sicuramente non allineata al mercato. Del resto magari non vogliono nemmeno esserlo... Spesso dimentichiamo che il settore ludico è un ambiente estremamente di nicchia che non può rientrare nelle meccaniche della grossa distribuzione.

3 ore fa, Zaorn ha scritto:

Comunque complimenti a voi che portate avanti quei progetti! @roctopus compreso!

A nome di tutti, grazie.

5 minuti fa, firwood ha scritto:

Invece in campo editoriale è così. NESSUNO ti fa da publisher se non ha l'esclusiva. Solo le autoproduzioni posso fare scelte diverse per ogni uscita. Oppure sei un debuttante e fai contratti di uscita in uscita (con margini di guadagno molto minori e distribuzione limitata). Gli stessi singoli autori hanno contratti di esclusiva, a maggior ragione se sono di successo.

Quindi, quello che hai detto, è completamente errato. Il management Paizo NON ha colpe per quanto è successo. Nessuna carenza e tanto meno mancanza di comprensione. Non vai ad insegnare a chi opera nel settore (con successo!!!) da 15 anni come editore, a maggior ragione se Paizo PUBLISHING (!!!) è nata come distributore delle riviste Dragon e Dungeon.

benvenuti quindi nel mondo reale 😉 ... anche il settore editoriale, volenti o nolenti, ormai è legato ai dettami della gestione finanziaria e del business delle multinazionali. Io non sono maestro ( me ne guardo bene soprattutto perchè non me ne viene nulla dal farlo 😛) ma spesso e volentieri sono proprio quelli che operano nel loro settore da anni e non si aggiornano al comprendere i "cambiamenti" (sempre più veloci e complicati) del mondo che vengono e rimangono fregati... Il management PAIZO è vittima della sua stessa inadempienza al comprendere i cambiamenti, seppure il criminale/colpevole è ovviamente un altro.

39 minuti fa, firwood ha scritto:

Non c'entra una beata fava il rispetto e il rapporto tra partner commerciali, specie a quei livelli. E' brutto da dire, ma si tratta solo di affari: un professionista si rivolge ad un altro professionista perché si occupi di una parte del business. Fine della storia. La tua visione è molto "poetica", ma è quanto di più lontano ci sia dalla realtà. Senza offesa (lungi da me farlo!), ma come scrivi è evidente che non hai ben chiara la realtà editoriale, e nello specifico come funziona la catena editoriale. O secondo te anche un colosso dei fumetti come Dark Horse o la stessa Hasbro (con Magic the Gathering) ha manager incapaci o poco lungimiranti (ok, Hasbro si, ma è l'eccezione che conferma la regola)?

Inoltre c'è una contraddizione di fondo nel tuo discorso: se c'è rispetto e collaborazione, io distributore ti dico che sono in difficoltò, e io editore ti do fiducia dato che in 15 anni ti sei sempre comportato in modo specchiato, altrimenti se ti porto via tutto lo stock e ti do il colpo di grazia, che rispetto c'è? Ripeto, ti fa onore la visione romantica di un rapporto professionale, ma la realtà non ha (quasi) mai a che fare con questa visione aulica del mondo del lavoro. Questo modo di comportarsi esiste ancora, se esiste, nelle piccole aziende che si sostengono l'un l'altra, ma si tratta di un'economia di scala totalmente diversa.

I contratti non li sciogli dall'oggi al domani, tanto meno quando sono quei contratti che ti permettono di avere una leva nei confronti di chi ti vuole far andare a picco. Diamond non ha usato il magazzino come arma, ma come garanzia, almeno in un primo momento. Se avesse "informato in modo informale" i clienti, ci sarebbe stato un fuggi fuggi generale, e la persona che ha passato l'informazione poteva beccarsi una denuncia penale per aver condiviso informazioni riservate. Realisticamente, quando mai un'azienda in crisi chiama i clienti per dire "ehi gente, stiamo andando a picco ma tranquilli, risolviamo tutto"?

La colpa, se proprio si vuole dare la colpa, ricade su JP Morgan che ha requisito TUTTO a fronte di un credito che è una frazione del totale. Tra l'altro, JP Morgan ha restituito parte del materiale trattenuto (fonte Bloomberg), ma il grosso delle scorte sono ancora stoccate in un magazzino. Il resto sono parole al vento.

La situazione di Diamond è precipitata nel giro di 40 giorni (da maggio a giugno 2025 e non a gennaio quando fece richiesta dell'articolo 11), e non un anno. Dove Diamond ha poi sbagliato (ma era logico che si comportasse così), è quando ha rifiutato di concludere l'esclusiva, fino a quando un giudice ha deciso d'ufficio di terminare il rapporto con Paizo, la quale si è rivolta a IPG (sempre in esclusiva)... La mossa "da delinquenti" è stata appropriarsi del materiale in conto deposito (quindi non di sua proprietà) per pagare i debiti. Ora ci sono 135 società che hanno avviato una causa legale contro Diamond e un gruppo di editori (tra cui compare Dark Horse) ha avviato un'azione di gruppo nei confronti di JP Morgan, che per tutta risposta ha stanziato oltre 800.000 dollari come riserva per le spese legali del caso.

Come è detto, è stata ed è una vicenda molto più complessa e articolata di quanto scritto nell'ottimo riassunto riportato dallo staff DL.

Riguardo a Paizo, proprio grazie alla competenza, serietà e bravura della sua dirigenza, è riuscita ad assorbire la perdita secca di 2 milioni di dollari modificando la programmazione delle uscite, sospendendo il supporto a Foundry VTT ed ha purtroppo dovuto tagliare 12 posti.

Una cosa che nessuno ha sottolineato è la crisi che ha colpito le tipografie che hanno stampato questo materiale stoccato, dato che tante non hanno percepito le loro spettanze, mettendo in crisi il settore.

appunto! forse non mi sono espresso più chiaramente :

Rispetto e collaborazione tra partner commerciali sono ottime pratiche da adottare, ma affidarcisi ciecamente e pensare che i propri partner aderiscano anche loro incondizionatamente a questo atteggiamento è solo sciocco.

Quindi nessuna mia visione 'poetica'. Il mio concetto è proprio l'opposto; devi avere pronti nel cassetto piani A,B e C operativi. Oggi non puoi basarti, soprattutto in America e tra aziende multinazionali, a nessun tipo di rapporto di fiducia. Lo è stato qua da noi qualche decade fa (anche tra grandi e grandissime aziende), ma è terminato. E se questo è vero, come lo è, oggi non si fanno più accordi in esclusiva. (tra l'altro WotC non aveva e non ha in essere nessun accordo in esclusiva con un distributore, ne tanto meno con Diamond. Non sapranno fare più giochi come Lathander comanda, ma conoscono bene le leggi del business e del mercato). Se lo fai , hai semplicemente perso in partenza. E' solo questione di tempo. Quindi si... anche i manager dei colossi dell'editoria che non comprendono questo, sono persone non più adeguate al ruolo che occupano.

Rispetto alle informazioni più accurate che hai fornito sui tempi e le posizioni degli attori in gioco , credo che la situazione sia ancora più complessa. Si dovrebbe ad esempio tenere conto dell'uscita di WotC da Diamond e di cosa questo ha significato già a dicembre 2024. I crolli delle vendite che ha subito e i rialzi dei costi dei materiali e dei servizi a causa dei dazi americani, che ovviamente non riguardavano solo WotC, sono dati e informazioni che andrebbero analizzati approfonditamente per comprendere appieno come sono andate le cose, e cosa era possibile ricavare con i dati a disposizione in quello specifico periodo. Resta il fatto che il management di WotC non ha fatto rimanere coinvolta l'azienda in questa storia. Quelli di PAIZO purtroppo si.

1 ora fa, GabeKzz ha scritto:

@Marbon

Guarda Paizo è un'azienda della West Coast estremamente attenta all'inclusività e alle tematiche ambientali e sociali.

Purtroppo quando si pensa a queste aziende spesso ci si immagina un modello capitalistico globalizzato, poi quando le si conoscono da vicino ci si rende conto di quanto siano più alla buona.

Giovedì io e Rocco eravamo alla Giochi Uniti per una riunione operativa e vi assicuro che anche quello che si pensa essere un editore di primo piano nel panorama italiano (pensate ai gdt non ai gdr) in fin dei conti è una azienda alla buona con tanta voglia di fare ma sicuramente non allineata al mercato. Del resto magari non vogliono nemmeno esserlo... Spesso dimentichiamo che il settore ludico è un ambiente estremamente di nicchia che non può rientrare nelle meccaniche della grossa distribuzione.

Il problema non è come o cosa sono io o tu (come azienda), ma il mondo all'interno del quale ci troviamo a dover fare i conti. Possiamo essere un'azienda alla 'buona', ma se non stai attento la concorrenza ti mangia. Ovviamente questo non vuole dire diventare 'come loro' (dal mio punto di vista mai ), ma non sono disposto a farmi 'fregare'. E se oggi non vuoi essere fregato non puoi permetterti di lasciare le cose al caso, di non studiare o di fidarti ciecamente del prossimo. Soprattutto se hai avuto le capacità e un ambiente favorevole a crescere e salire in alto nel business e nella fama. Anche solo l'invidia, che è un bruttissimo sentimento, è un motore formidabile per farsì che qualcuno voglia abbatterti o toglierti quello che ti sei meritato.

24 minuti fa, Marbon ha scritto:

Quindi nessuna mia visione 'poetica'. Il mio concetto è proprio l'opposto; devi avere pronti nel cassetto piani A,B e C operativi. Oggi non puoi basarti, soprattutto in America e tra aziende multinazionali, a nessun tipo di rapporto di fiducia.

Ho capito il tuo discorso, ma non puoi avere pronti piani alternativi per due motivi per questo caso specifico: primo, come detto, se non firmi un contratto in esclusiva non ti distribuiscono i prodotti. Questo è un punto TASSATIVO nel mercato dell'editoria. Secondo, è troppo costoso tenere in piedi due canali separati nel caso in cui uno vada ad allegre pulzelle che offrono un rapporto soddisfacente in cambio di equo compenso.

Non si tratta di farsi fregare, di concorrenza, di lasciare le cose al caso o fidarsi. E' solo una mera questione di operatività e di prassi commerciale comune. E la prassi è questa. Per tutti (quando raggiungi una certa dimensione).

33 minuti fa, Marbon ha scritto:

Resta il fatto che il management di WotC non ha fatto rimanere coinvolta l'azienda in questa storia. Quelli di PAIZO purtroppo si.

Come no??? Sono stoccate decine di migliaia di carte di Magic! Secondo te perché ho citato Hasbro nel messaggio di prima?

34 minuti fa, Marbon ha scritto:

E se questo è vero, come lo è, oggi non si fanno più accordi in esclusiva.

No, qui è il tuo errore. SI FANNO SOLO contratti in esclusiva. O così, oppure il tuo prodotto lo vendi nella tua provincia con un distributore, nello stato con un altro, a livello nazionale con un altro ancora, ma devi garantire volumi che sono esponenziali, con costi non sostenibili se vuoi giocare al tavolo dei grandi. E sta cosa non la fa nessuno perché non è economicamente conveniente quando hai raggiunto una certa dimensione. Non si tratta del gazzettino locale o della rivista che gira nelle parrocchie della contea.

Questo discorso vale per i gdr (anche Green Ronin è rimasta coinvolta nella vicenda; anche qui un'azienda con 20 anni d'esperienza e management incapace?), per i romanzi, dischi, videogame, fumetti (appunto), giochi da tavolo, ecc.

Il punto è questo, e non ci si scappa in nessun modo. Non esistono altre pratiche commerciali che ti parano il culo da questi eventi.

50 minuti fa, Marbon ha scritto:

Se lo fai , hai semplicemente perso in partenza. E' solo questione di tempo. Quindi si... anche i manager dei colossi dell'editoria che non comprendono questo, sono persone non più adeguate al ruolo che occupano.

Allora dovrebbero andare tutti a casa, dato che questa è la normale e consueta pratica commerciale.

Se poi tu la vedi diversamente, per carità, è la tua visione. Ma i fatti sono quelli che ho descritto. Il mondo dell'editoria e della distribuzione funzionano così. Le uniche alternative sono quando l'editore è anche distributore dei propri prodotti. Altrimenti sono contratti di licenza in esclusiva. Questi contratti sono rinegoziati periodicamente e solo raramente si passa ad altri, solo nel caso in cui l'offerta della concorrenza sia molto più vantaggiosa o, come prima, si è diventati talmente grandi da poter far tutto in casa.

Crea un account o accedi per commentare

Account

Navigation

Cerca

Cerca

Configura le notifiche push del browser

Chrome (Android)
  1. Tocca l'icona del lucchetto accanto alla barra degli indirizzi.
  2. Tocca Autorizzazioni → Notifiche.
  3. Regola le tue preferenze.
Chrome (Desktop)
  1. Fai clic sull'icona del lucchetto nella barra degli indirizzi.
  2. Seleziona Impostazioni sito.
  3. Trova Notifiche e regola le tue preferenze.