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Fabula Ultima - Topic di Servizio

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38 minuti fa, Melqart ha scritto:

@Nael256 per ora è stato stabilito questo sull'ambientazione. Il post apocalittico lo abbiamo messo un po' da parte ma credo di aver capito ci sarà una sfumatura di Ken il Guerriero.

e lo so, infatti il PG è stato costruito su quello e non sul post apocalittico, il mio commento era a parte sul fatto che se si parla di post apocalittico e JRPG Linda Cube è molto figo (che poi ha ispirato anche Terror Target Gemini è un altra storia).

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  • Pippomaster92
    Pippomaster92

    Bien, io partirei con un'ambientazione generale di massima, se piace a tutti poi cominciamo a crearla assieme. Come caratteristiche generali pensavo a: Ambientazione giapponese antico-feudale (non sar

  • PG - Garton Buzalt Illustrazione: BG: Scheda: Legami: ancora da stabilire.

  • SHIZUKA MORI SCHEDA PG BACKGROUND IMMAGINE

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19 minuti fa, Nael256 ha scritto:

e lo so, infatti il PG è stato costruito su quello e non sul post apocalittico, il mio commento era a parte sul fatto che se si parla di post apocalittico e JRPG Linda Cube è molto figo (che poi ha ispirato anche Terror Target Gemini è un altra storia).

Non conosco nessuna delle due 😅

5 ore fa, Pippomaster92 ha scritto:

Vediamo... Giorni alterni senza obblighi per il weekend?

Per me è perfetto!

  • Autore

Ok allora direi che a grandi linee ci siamo.
Apro a breve Telegram e vi metto qui l'invito.

Direi quindi che siamo ad un buon punto di partenza con le idee per l'ambientazione. Bene che abbiate già delle idee per i personaggi, ma non scendete troppo nei dettagli. In Fabula i personaggi sono i protagonisti, e sono legati personalmente agli eventi che muovono il mondo. Pertanto potrebbero emergere cose in fase di creazione del mondo che vi possono far cambiare idea, o che possono darvi degli spunti.

Aprirò anche un Topic solo per l'ambientazione, così è tutto più ordinato.

  • 2 settimane dopo...

PG - Garton Buzalt

Illustrazione:

image.png

BG:

Garton nasce lontano dalle coste del continente, in una terra straniera di cui conserva solo deboli ricordi legati ai colori e ai profumi dell'infanzia. Quando era ancora piccolissimo, la sua famiglia intraprese un viaggio disperato oltreoceano, finché non fu raccolta da Takaranoshima, la maestosa isola mercantile vagante.

Suo padre, un uomo dalle mani nodose e dallo sguardo fiero, non era un semplice carpentiere: era un falegname di grande qualità, capace di lavorare il legno quasi come se ne assecondasse l'anima. Grazie a questa abilità, considerata una risorsa preziosa per la manutenzione delle strutture e dei moli mobili dell'isola, alla famiglia Buzalt fu concesso il raro privilegio di stabilirsi sull'isola, e di usufruire delle buone condizioni di vita della casta artigiana.Crescendo tra i mercati galleggianti e i canali artificiali di Takaranoshima, Garton strinse forti legami con gli altri figli dei lavoratori stranieri. Tuttavia, nel rigido sistema utilitaristico dell'isola, gestito dagli oligarchi del Kaiun-shū, il valore di una persona era strettamente legato alla sua produttività, e periodicamente, quando i genitori dei suoi più cari amici non venivano più ritenuti "utili" all'economia dell'isola, le intere famiglie vennero bandite e abbandonate al primo approdo sulla terraferma. Garton vide i suoi affetti strappati via dall'oggi al domani, sacrificati sull'altare del profitto. Fu allora che nel suo cuore venne piantato il seme di un profondo, silenzioso rancore contro quel sistema spietato che trattava gli esseri umani come merce deteriorabile. Questo seme germogliò grazie a Jinig-Yu, un anziano artigiano magico dell'isola. Quest'uomo, che abitava di fianco alla famiglia di Garton, univa la sapienza della materia alla manipolazione degli elementi per forgiare manufatti unici, e prese in simpatia Garton; gli insegnò i rudimenti teorici della magia elementale — l'arte di ascoltare e canalizzare le forze primordiali della natura — e gli trasmise una filosofia di vita opposta a quella di Takaranoshima: l'amore per l'equità. Gli insegnò che gli elementi (Terra, Acqua, Aria, Fuoco) cooperano in perfetto equilibrio e che il potere non serve a dominare, ma a proteggere e livellare le ingiustizie.

Il destino, a un certo punto, presentò il conto anche alla famiglia Buzalt. Durante i lavori di riparazione della chiglia dell'isola, il padre di Garton subì un grave infortunio che lo lasciò parzialmente invalido e incapace di mantenere gli standard d'eccellenza richiesti. La spietata macchina burocratica di Takaranoshima non mostrò alcuna pietà: dichiarati non più utili, Garton e la sua famiglia vennero cacciati dalle isole vaganti e scaricati brutalmente sul continente.

Solitari e senza una meta, i Buzalt rischiarono di soccombere alla durezza del continente, finché non vennero incrociati e accolti dai Viandanti delle Chiome. Questa comunità nomade e spirituale, profondamente legata alla natura e ai ritmi del mondo, offrì loro rifugio, cure e una nuova casa senza chiedere nulla in cambio, se non il rispetto per la terra.

Iniziò così una nuova vita di continuo movimento per il mondo. Mentre l'isola mercantile calcolava il valore di una vita in base alle monete d'oro prodotte, i Viandanti ignoravano deliberatamente la politica, i confini e l'accumulo di ricchezze. Per loro, l'unica vera valuta era l'equilibrio del mondo. Garton ha imparato nuovamente l'equità guardandoli agire nel quotidiano: se un signore feudale abbatteva una foresta per costruire macchine da guerra, i Viandanti viaggiavano fin lì, di notte e in silenzio, per piantare nuovi germogli tra le ceppaie recise. Gli anni passati a viaggiare con la carovana, a stretto contatto con la terra selvaggia e gli elementi, hanno trasformato Garton. Il duro lavoro fisico e la necessità di difendere la sua famiglia e la sua nuova comunità dai pericoli dei territori inesplorati lo hanno reso un uomo robusto, solido come una roccia e protettivo come uno scudo. Durante questo pellegrinaggio, il mentore spirituale e magico di Garton è stato un miconide simbionte di nome Idno lo Spinoso. Idno ha insegnato a Garton a fare sua la manipolazione degli elementi, per compiere rituali utili a sè e alla preservazione dell'equilibrio naturale tanto caro ai Viandanti delle Chiome.

Col tempo, nasceva in Garton un desiderio di lottare in maniera più diretta per l'equità del mondo: l'ascesa di un nuovo tiranno che portava devastazione e profonde spaccature nelle nazioni e fra i popoli ha trasformato il desiderio di Garton in un sentimento di urgenza, di pulsione a scendere in prima linea.

Scheda:

image.png

image.png https://docs.google.com/spreadsheets/d/1_QKXZDxrPcOgizlTUimaVKbVCKl_2lfbLxLtrvw9Vi8/edit?usp=sharing

Legami: ancora da stabilire.

BG

Kom'ghee è cresciuto in un piccolo villaggio sviluppatosi intorno ad una scuola minore di artisti marziali specializzati nell'uso della lancia con un'affinità per l'elettricità. I combattenti erano signori e padroni della zona e Kom'ghee è cresciuto ammirando la loro abilità. Il suo sogno era di diventare come loro ma purtroppo la sua famiglia non si poteva permettere di farlo diventare un allievo e ha passato tutta l'infanzia e adolescenza a lavorare come falegname/carpentiere insieme al padre. Però non si è mai lasciato sfuggire occasione per osservare gli allievi in addestramento e i loro combattimenti. Tutte le sere, dopo cena, emulava i loro movimenti cercando di capire per conto suo i principi del combattimento. 

Tre anni fa il suo villaggio è stato catturato e la scuola di lancia spazzata via dal potere crescente di Saaghan. Kom'ghee e la sua famiglia catturati come schiavi. Avrebbero dovuto lavorare nella costruzione del nuovo palazzo ma durante il tragitto, una notte, Kom'ghee riesce a prendere di sorpresa una guardia. La uccide e gli ruba la spada. Avrebbe voluto liberare anche gli altri ma sarebbe stato impossibile. I sensi di colpa per essere fuggito da solo gli devastano l'anima ancora oggi.

Comunque negli ultimi 3 anni ha continuato a viaggiare senza sosta o meta precisa studiando la spada e osservando ogni scuola di arti marziali che ha incontrato sul suo cammino. 

Il suo sogno è diventare un grande spadaccino e magari difendere i più deboli in un luogo da chiamare casa.

Comunque ad oggi tutto il tempo passato ad analizzare il modo di combattere degli altri lo ha reso un grande intenditore di teorie e tecniche (int alta) ma non ha mai avuto veramente occasione di mettersi alla prova e questo lo fa sentire insicuro delle sue capacità (vol bassa). 

Crede che l'incertezza del presente sia la sua occasione per diventare forte e si è unito ad un gruppo di persone che cerca di resistere ad un signore della guerra assetato di potere.

Scheda: Link

SHIZUKA MORI

SCHEDA PG

https://fultimator.com/pc-gallery/CMp32GyPshxNOH50RCjR

shizura_mori_sheet (1).png

BACKGROUND

Shizuka Mori nacque in un piccolo villaggio di frontiera situato ai margini della Piana di Hiyokuna, dove gli ultimi campi coltivati lasciavano gradualmente spazio alle immense distese aride del deserto. La sua gente viveva in condizioni difficili. La terra fertile era preziosa e andava difesa con determinazione, mentre oltre le dune si estendeva un territorio ostile, battuto dal vento e quasi privo di vita. Ogni raccolto dipendeva dall'acqua proveniente dai canali di irrigazione e bastava una stagione di siccità perché la fame diventasse una minaccia concreta. Il villaggio sopravviveva grazie all'agricoltura, alla caccia di piccoli animali del deserto e alla protezione delle carovane che attraversavano la regione. Fin da bambina, Shizuka imparò a seguire piste sulla sabbia, orientarsi osservando le stelle e individuare pozzi nascosti e antiche cisterne abbandonate. Suo padre era una guida esperta delle rotte desertiche, mentre sua madre conosceva le poche piante capaci di crescere in quelle terre aride e le loro proprietà curative. Con il passare degli anni, però, le incursioni degli oni divennero sempre più frequenti. Le creature, un tempo confinate nelle terre più selvagge, iniziarono ad attaccare villaggi e carovane, spinte da una violenza che nessuno sapeva spiegare.

Una notte il villaggio venne assalito.

Gli abitanti tentarono disperatamente di difendere le proprie case, ma gli oni erano troppi. Il padre di Shizuka riuscì a farla fuggire insieme a pochi superstiti, sacrificando la propria vita per rallentare gli assalitori.

Per diversi mesi Shizuka vagò tra il deserto e la piana insieme agli altri sopravvissuti. Fu costretta a crescere in fretta, affinando tutto ciò che aveva imparato da bambina: cacciare, seguire tracce, tendere imboscate e sopravvivere con pochissime risorse. Col tempo iniziò a lavorare come guida e scorta per mercanti e pellegrini che attraversavano il confine tra Hiyokuna e il deserto. La sua fama crebbe rapidamente: pochi conoscevano quelle terre quanto lei e ancora meno erano capaci di riportare a casa una carovana senza perdite. Durante i suoi viaggi si rese conto che gli oni non erano l'unica minaccia. I signori della guerra combattevano per il controllo delle terre fertili, mentre l'Impero continuava ad avanzare, soffocando lentamente ogni comunità indipendente. Quando incontrò gli Eroi della Resistenza comprese che difendere un singolo villaggio non sarebbe più bastato. Se il continente fosse caduto, nessun luogo sarebbe rimasto al sicuro. Da quel giorno decise di mettere il proprio arco e la propria esperienza al servizio della Resistenza, combattendo affinché nessun altro fosse costretto a perdere la propria casa come era accaduto a lei.

IMMAGINE

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Oren Krell

Scheda

https://docs.google.com/spreadsheets/d/1QZtwM_9KWrWutVUt8ElF2EWhI6CDuhONG_Mh4glXii8/edit?usp=drivesdk

BG

Il Diario delle Rotte Perdute: La Storia di Oren Krell

I Primi Passi e l'Occhio per il Valore

Oren non ha mai amato il rumore delle spade, preferendo di gran lunga il suono cristallino delle monete che cambiano di mano o il fruscio di una mappa logora che rivela vecchi sentieri dimenticati. Cresciuto all'ombra delle grandi carovane che attraversavano le terre di confine, ha imparato fin da ragazzino che ogni cosa ha un prezzo, e che la merce più preziosa non è quasi mai l'oro, ma l'informazione.

Dotato di un innato "Occhio per il Valore", Oren riusciva a scovare un pezzo di tecnologia autentica di Mirai Toshi sepolto sotto cumuli di ferraglia dove altri vedevano solo spazzatura. Durante la sua giovinezza, passata a viaggiare di mercato in mercato, ha iniziato a tessere una tela invisibile: un favore concesso a un barcarolo disperato, un debito abbuonato a un informatore di strada, una parola buona spesa per risolvere una disputa tra mercanti rivali, agendo con il rigore e il distacco di un giudice naturale. Senza rendersene conto, Oren stava ponendo le fondamenta della sua Rete di Contatti Invisibile.

L'Ascesa dell'Impero e gli Strumenti del Mestiere

Con gli anni, Oren Krell è diventato un nome rispettato da una costa all'altra. Le sue carovane aggiravano i pericoli e trovavano sempre la strada spianata, persino quando i primi segni della Catastrofe hanno iniziato a manifestarsi in anticipo, scuotendo la stabilità del mondo.

Non essendo un uomo d'arme, Oren ha imparato presto a difendersi senza dover cercare lo scontro frontale. Durante uno dei suoi viaggi commerciali più fruttuosi a Mirai Toshi, ha scambiato una rara reliquia pre-Catastrofe con due prodigi tecnologici che sono diventati i suoi compagni inseparabili:

Il "Giudice": Un bastone da passeggio apparentemente innocuo, ma squisitamente bilanciato, che cela un meccanismo a molla e una leggera carica energetica capace di stordire un aggressore con un singolo colpo ben piazzato.

I Calzari a Molla: Stivali rinforzati con leghe leggere che gli permettono di compiere balzi prodigiosi, ideali per scavalcare muri, raggiungere tetti e seminare i ladri nelle strette vie cittadine o tra le gole rocciose.

Il suo era un impero basato sul pragmatismo, sulla neutralità e sulla ferrea convinzione che i conflitti fossero solo un pessimo affare per tutti.

Il Punto di Rottura: L'Ultimo Contratto

La naturale resilienza e il distacco di Oren si sono spezzati bruscamente durante quello che doveva essere il capolavoro della sua carriera. Un governatore locale gli aveva promesso un salvacondotto permanente attraverso le rotte commerciali più ricche in cambio di un antico nucleo energetico. Oren ha investito risorse immense per recuperarlo, ma al punto d'incontro ha trovato una trappola.

Il governatore era solo un fantoccio nelle mani della Setta della spada che divide i cieli. In un istante, la brutalità di Saaghan ha spazzato via tutto ciò che Oren aveva costruito: le sue merci sono state confiscate, i suoi uomini ridotti in schiavitù per la costruzione del palazzo del Maestro, e lui stesso è scampato alla morte solo calandosi nelle cloache della città grazie all'aiuto tempestivo di un vecchio contatto che riscuoteva un favore di gioventù.

Quella notte, Oren ha capito che sotto il dominio della Setta non c'è spazio per i patti, per i contratti o per la giustizia. La tirannia di Saaghan e il caos della Catastrofe stavano letteralmente uccidendo il suo mondo. La resistenza non era più una scelta morale, ma l'unico investimento sensato per riprendersi il futuro.

Il Presente: L'Oro dei Rivoluzionari

Oggi, Oren Krell è la mente logistica della Resistenza. Non indossa armature e non guida le cariche, ma senza di lui i ribelli non avrebbero spade con cui combattere né cibo con cui sfamarsi. I capi della rivoluzione sanno che la sua rete di contatti è pura manna dal cielo per la causa, ma Oren la gestisce con un riserbo geloso e assoluto.

Nessuno nella Resistenza conosce le identità o i volti dei suoi informatori. Quando i generali gli chiedono i dettagli, Oren risponde sempre nello stesso modo, gelido e fermo:

"Se sapete chi sono, finirete per farli catturare o per interrogarli. Io proteggo la mia rete, e la mia rete protegge voi. Finchè le merci arrivano a destinazione, i nomi appartengono solo a me."

È una collaborazione simbiotica: la Resistenza ottiene le rotte sicure e i rifornimenti per abbattere Saaghan, e Oren ottiene la protezione armata per far viaggiare i suoi ultimi carichi personali, pronto a sparire nell'ombra se le cose dovessero mettersi male, custode solitario di una mappa che attraversa un mondo ferito.

Immagine

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Jubei Akechi

BG

Jubei è il 10 discendente della casata Akechi membri del clan Hikari no ha, i guerrieri sacri disposti a protezione dell'umanità contro i demoni

E' stato cresciuto come tale quindi con un solido addestramento mariziale da parte del sua casata che si trova a Mirai Thosi, non è strano infatti per la suo clan utilizzare vecchie tecnologie per sconfiggere i demoni.

Seppur un allievo promettente non è mai riuscito a diventare capo del Hikari no ha , questo lo ha portato a seguire la via del pellegrinaggio, viaggiando nel mondo come baluardo contro i demoni, questo fino a quando non ha combattuto

Kojin un potente demone del fuoco , lo scontro fu epico i due si affrontarno mortalmente e morirono uno per mano dell'altro. Jubei pensava che fosse la fine, tenendo la sua lancia stretta si accascio a terra cadendo sul corpo dell'oramai esanime Kojin

Il giorno dopo il guerriero si risvegliò nella stessa identica posizione, del demene nessuna traccia. rimase stupefatto vedendo che non c'erano le ferite che ricordava sul suo corpo ma notò uno strano marchio apparto sul petto.

Viaggiò al primo villaggio e non ci volle molto per capire cosa era successo, nella morte in qualche modo lo spirito del demone era riuscito ad entrare in lui, questo lo aveva contaminato, ma al contempo salvato.

Da quel giorno è alla ricerca della sua purificazione e al contempo continua la sua caccia ai demoni, più forte di prima proprio per la presenza del demone che alberga in lui.

Essendo un uomo che cerca di portare il bene nel mondo si è unito alla resistenza diventando uno dei punti di riferimento negli assalti, non c'è combattimento in cui non sia pronto a gettarsi

Immagine e scheda

Jubei-1.pdfunnamed.png

E con colpevole ritardo e senza sapere esattamente come avete fatto quelle cose che permettono di estendere il testo dal editor ecco la mia PG, penso che si debba discutere ancora un po' della minaccia comune che affrontiamo come gruppo oltre a dover definire più uffialmente l'arma della peculiarità.

Eruiel, gruppo Eroi della Resistenza
DES d6 INT d8 VIG d10 VOL d8
Peculiarità Xifosimbiosi (portatore Jubel)
Chimerista 3 (Divorare 2 ,Magimimesi 1 su VIG)
Guardiano 2 (Maestria Difensiva 2)
Equipaggiamenti; Bastone, Corazza Runica (150z + altri risparmi)

Domande degli Eroi della Resistenza
- Perché questi terribile fardello è sulle vostre spalle? Avete già affrontato il nemico? (non saprei esattamente a cosa si oppone la resistenza?)
- Quali frazioni vi hanno aiutato? Quali invece vi hanno tradito o si oppongono a voi? A Hyaku abbiamo alcuni legami con delle zaibatsu che ci supportano, ma sembra per lo più che vogliano trarci del profitto, la Setta della Spada è per lo più neutrale nei confronti della Resistenza, ma solo perché non ci ritengono ancora una vera minaccia.
- Chi sono i condottieri nemici più famigerato e i loro seguaci? Ci sta Odeeo un sacerdote corrotto che con il suo corpo ha nutrito degli spiriti maligni generando sei demoni sotto il suo totale controllo, non ostante la sua follia, mantiene un freddo raziocinio (machiavellismo, solo non credo esista questo termine nel ambientazione) alimentato dal suo disprezzo per l'umanità.
Domande della Xifosimbiosi
- Come ti hanno creata? La mia natura è probabilmente un arteficio della Setta della Spada, ma in cosa consiste non mi è mai stato rivelato, anche se visto il trattamento che ricevetti da quando ho memoria posso immaginare.
- Esisto altri come te? So di avere un predecessore e sono sicura di avere un successore, ma in quanti siamo non saprei di preciso, uno dei miei timori è l'eventualità di venire usati in massa per un esercito.
- Questo è il tuo primo portatore? No, ci stava uno a cui prestai servizio da quando avevo memoria e un altra che mi aiutò a fuggire, in entrambi i casi non mi piace raccontare cosa sia successo.
- Con chi hai rinunciato di unire le forze? Avevo giurato che non mi sarei più messa al servizio di chi usa la forza non al fine di proteggere, ma solo per generare violenza
- Desideri la Libertà? Che cosa è la libertà stessa in un mondo in cui il destino ci lega al uni agli altri, finché chi servo starà nel giusto sarò più che lieta, altrimenti sarà mia premura riportarlo sulla retta via.
Domande del Chimerista
- Chi ti ha insegnato l'arte del Chimerismo? Il tuo mentore è umano o mostruoso? Un viandante dagli abiti stravaganti e purpurei si accompagnava ad un mostro il mio incontro con loro fi di breve durata,a rivelò una capacità che non sapevo di possedere, ovvero di copiare la magia delle creature.
- Le persone e i mostri possono convivere in armonia, o sono destinati al conflitto? È nella natura dei mostri quella di essere pericolosi, come quella del uomo di tentare l'impossibile, prevedo solo sciagura nel intraprendere questo sentiero tortuoso.
- Che aspetto ha la tua magia? Il ki si concentra intorno a me e prima di generare gli effetti prende una forma come del riflesso di un lago, della creatura da cui ho appreso il segreto spirituale della sua magia.
- Sono in molto q praticare la tua arte, oppure sei tu l'eccezione? Non ne so abbastanza è un utilizzo del ki differente da ogni insegnamento monastico che abbia mai potuto sentire eppure secondo lo stravagante viandante non siamo gli unici che possono per natura legarsi ai poteri mistici delle creature.
Domande del Guardiano
- Per proteggere chi o cosa daresti volentieri la tua vita? Ho passato la maggior parte della vita convita che importasse solo il potere, ma nel tempo ho iniziato a credere in una via in cui è forte chi riesce a rimanere nel giusto, però non saprei se potrei mai sacrificarmi per questi valori in quanto ho ancora paura della morte.
- Hai servito il stai servendo una Lady i un Lord? Che tipo di persona è? Tralasciando un passato che non voglio raccontare ora sono al servizio di Jubel, non ostante la sua lotta interiore non cede ed nel nostro primo fortuito incontro ha dimostrato una gentilezza che mi ha particolarmente colpita, credo che incarni quei valori giusti che sto tanto cercando.
- Che cosa non sei riuscita a proteggere? Cosa hai perduto? Sono stata protetta, la persona in questione ha fatto tutto per salvarmi, se lo avessi aiutato non saprei se si sarebbe salvato a sua volta oppure saremmo rimasti condannati entrambi, provo a non pensarci.
-Che cosa utilizzi come armatura eo scudo? Generalmente riesco a sentirmi affine con tutti gli strumenti, un po' come se facendo fluire il ki senza consumarlo come per incanto riuscissi a usarli, tranne che quando si tratta di strumenti per uccidere ho terribili visioni delle memorie del giorno in cui fuggi dalla Setta della Spada, una volta comunque ho indossato una armatura di 2 metri e sono riuscita a muovermi abbastanza agilmente.

Bonus qualche disegnino stupido

Eruiel.pdf

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