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Cap.3.1 Pietradorata malfamata

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Narcyssa

Ed esprime molti dei miei dubbi, ma io preferisco tacerli e lasciare che sia lui a scavarsi la fossa. Se proprio uno dei due deve finire ammazzato da Smenk, meglio sia lui. Comunque valuto la reazione del "capo" e mi tengo pronta casomai la situazione peggiorasse.

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DM

Sabato 23 novembre 764 - sera
[Lago Diamante - residenza Smenk]

"Inizialmente vendevo a quelli là sotto ciò che era pattuito.. poi.. forse ho tirato troppo la corda e siccome il mercato era vincolato e non potevano affidarsi a nessun altro fuorchè me, ho alzato un po' i prezzi e messo nelle casse robe non proprio di altissima qualità. Ma quelli pagavano lo stesso.. finchè hanno voluto, o potuto, non è importante.
Con Ragnolin andava tutto liscio, gli ho ceduto Pietradorata perchè sapevo che mi avrebbero causato troppi mal di testa quelli là sotto, così per un bel gruzzolo abbiamo pattuito la compravendita e io mi sono tenuto il mercato dei rifornimenti, lui la miniera" continua, forse rassegnato dal fatto che se non vi chiarisce alcuni punti focali non potrà avere le risposte che cerca.

"Sapevo che se non avessi fatto così sarebbe accaduto qualcosa di spiacevole e pensavo di spuntarla così finchè mi voleva e pareva. Ma quelli si sono fatti più pericolosi, incontrollabili. Tutto il giro l'ha gestito Ragnolin con Caloggero, io vedevo entrare i profitti senza nemmeno badarci, poi.. più nulla, così a caso, senza un motivo.
Ho mandato Vance a verificare e non è più tornato.."

Fa un'altra pausa per riflettere su ciò che gli stai dicendo "Gorrak.. lui e tutta questa sua storia.. non mi torna niente" si alza e inizia a camminare nervosamente dietro un lato del tavolo:
"Pago quelli di Greyhawk, prendono la merce pattuita, la mettono nelle casse, le marchiano e spediscono tutto con i carri. Arrivano qui con altre casse, smistiamo tutto e i carri con le marchiate vanno alla miniera. Tornano con il pagamento qui e poi di nuovo alla Città Libera.
Questo era il giro, questo era quello che era pattuito.
Gorrak può aver manipolato la gente a Greyhawk per sostituirsi a me in questo giro ma poi.. poi l'avrei comunque scoperto e fatto piazza pulita. Inoltre tu mi dici che i carri NON arrivano, qualcuno li intercetta prima.
E allora Gorrak perchè voleva andare a Greyhawk? Non ha senso.."
Continua a camminare, guardando il pavimento e riflettendo a voce alta "..non ha senso"

"Non ho pestato i piedi a nessuno. Ho forse tirato troppo la corda sui prezzi e i rifornimenti, ma delle consegne delle quali parli io non ne so nulla: i miei carri portavano casse di materiali con le mie iniziali, ecco tutto. E le iniziali BS a Greyhawk non avrebbero destato alcun sospetto, visto che le facevo marchiare a fuoco direttamente laggiù per poi farle trasportare qua.
Come ti ho detto Ragnolin non ne aveva nulla da che guadagnarci, eravamo d'accordo all'atto della cessione della miniera che il materiale per quei tizi l'avrei fornito io, lui solo il luogo"

"Ragnolin sicuramente c'entra qualcosa. Non può non sapere nulla, e come lui anche Caloggero."

"..e ancora continui a non dirmi cosa avete trovato là sotto" Smenk si massaggia le tempie, visibilmente alterato, poi, chiudendo gli occhi e bisbigliando a denti serrati dalla rabbia chiosa "..te lo chiedo per l'ultima volta: cosa. Avete. Trovato?"

Narcyssa

Intervengo prima che a Smenk venga un colpo. È il momento adatto per farlo, quando ha ancora il controllo di sé e non rischio di ferire il suo ego e farlo imbestialire di più.

"Grimlok, ecco cosa abbiamo trovato. Abitanti delle profondità, deformi mostruosità. Un piccolo drappello, forse una tribù vera e propria. Quelli che c'erano li abbiamo sterminati, ma interrogandone uno abbiamo scoperto che il loro leader si è allontanato con alcuni dei suoi seguaci. Invece che seguirlo nei tunnel abbiamo deciso di precederlo in superficie, ed ecco spiegato perché dobbiamo andare" guardo fuori dalla finestra con impazienza "Il tempo scorre, Smenk. Ci paghi per dei risultati, a che pro tenerci qui più del necessario?"

Edwarf

Smenk molla gli ormeggi della lingua neanche fosse sul letto di morte davanti al padre confessore. Evidentemente aveva bisogno di levarsi qualche peso dal petto, e chi siamo noi per negargli questa possibilità. Ascoltiamo bene, ascoltiamo tutto. Poi a dare il colpetto giusto ci pensa Narcy, io annuisco solennemente, quindi spengo il sigaro nel primo posacenere a portata di nano e mi alzo, pronto per andare.
Vedrai che li prendiamo.
Vorrei aggiungere altro, ma preferisco non rovinare l'atmosfera quasi religiosa. Che ironia, per gente a caccia di cultisti.

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DM

Sabato 23 novembre 764 - sera
[Lago Diamante - residenza Smenk]

"Grimlock?" si volta all'istante, guardando Narcyssa con occhi dubbiosi "..bàstardi esseri di mèrda del sottosuolo. Ecco chi hanno messo là sotto" ora si ferma, volge lo sguardo altrove e vi domanda "Ma come càzzo facevano quei senza cervello ad aver organizzato un culto come quello? Mi avevano detto che avrebbero portato avanti degli studi sui alcuni vermi.
Ne avevo fatti trafugare alcuni all'interno di un barattolo di vetro da un loro carro, quando si erano stabiliti lì, per poi consegnarlo a Filge e capire di cosa si trattasse... e quello che li aveva rubati aveva visto sui carri solo uomini, quegli esseri raramente si spingono fino in superficie in effetti.
Cosa càzzo sarà successo nel frattempo?"

Fa il giro del tavolo e vi raggiunge, per guardarvi meglio da vicino, e ora che lo vedete avvicinarsi vi sembra più alto e grosso di quel che vi pareva dall'altra parte del grande tavolo. E' un omaccione.

"Prendeteli, sterminateli se serve. Sicuro mi hanno ammazzato anche Filge, e sicuro perchè quei càzzo di vermi sono pericolosi. Forse avrebbero voluto fare la festa anche a me.. ma io difenderò Lago Diamante con tutte le mie forze dovesse essere necessario. Il mio dominio non dovrà essere intaccato da nessun càzzo di culto di matti del sottosuolo"

"Anadate e portatemi buone notizie, siete sulla buona strada.. Smenk non dimentica"

Fa poi cenno ad una guardia di accmpagnarvi fuori mentre lui entra in una porta, non lo vedete più.
Venite accompagnati nuovamente all'entrata e salutati dai piantoni all'ingresso, questa volta sembra che abbiate acquistato un certo rispetto nelle loro fila.

Edwarf

L'ultima frase di Smenk, quella in cui si impegna a difendere Lago Diamante, mi lascia piuttosto sorpreso. Lago Diamante, ha detto. Non i suoi affari, non le sue proprietà, non le sue chiappe. Proprio Lago Diamante. Forse è solo una metafora, o forse il bastàrdo ha davvero qualche attaccamento alla fogna che noi tutti, nostro malgrado, chiamiamo casa.

Al momento, poco importa. Ora dobbiamo solo metterci in marcia e farlo più velocemente possibile.

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DM

Sabato 23 novembre 764 - sera
[Lago Diamante - residenza Smenk]

Decidete assieme dove passare la notte, Lago Diamante non offre grande varietà ma avete comunque un minimo di scelta. Vi addormentate riflettendo su ciò che potreste incontrare durante il viaggio.. e nessuno di voi si aspetta una festa al vostro passaggio nelle paludi.

Il giorno dopo vi dirigete da Lazare: a Edwarf è stata offerta la presentazione di una persona che potrebbe aiutarvi. Chi sia non vi è stato detto, solo che vi sarà d'aiuto per evitare problemi con le anime che infestano quel territorio paludoso.
All'arrivo trovate un uomo che piantona l'entrata: riconosce Edwarf e Narcyssa e vi fa entrare, dicendovi che troverete Lazare sul retro.

"Bentrovato Edwarf, immagino lui sia un tuo contatto" dice, indicando Snorri "Confido che abbiate comunicato il livello di discrezione che necessitiamo. E benvenuta, Narcyssa" la galanteria dell'uomo è corroborata da un leggero inchino del capo e del busto in direzione della mezzelfa.
Al suo fianco, una ragazzina di circa 14 anni aspetta silente: è la cameriera che di solito serve ai tavoli, ma di solito non aveva mai presenziato alle vostre riunioni prima d'ora; Lazare la indica e la prende sotto braccio: "Mia figlia Dannath, lei conosce il ragazzo che ha.. delle doti che vi saranno particolarmente utili"

La ragazzina si schiarisce la voce e vi parla dopo aver aspettato che il padre abbia terminato: "Conosco un ragazzo che tutti chiamano Cenere, vive in una grotta, un cunicolo di una miniera abbandonata tempo fa. Gli porto del cibo ogni tanto e lui mi fa parlare con la mamma.." mentre parla guarda il padre, come a cercare l'accettazione e un giudizio sulle sue parole "..potrebbe farvi parlare anche con quelli che sono nelle paludi. Non è mai uscito da Lago Diamante dopo che sua mamma è morta, ma dentro di lui si nasconde più di quello che si vede "

Il padre annuisce alle sue ultime parole e le fa un sorriso, poi torna su di voi "Questo è quanto, se accetterete di incontrarlo mia figlia vi accompagnerà da lui anche subito"

Modificato da Fezza

Edwarf

Lungo la strada per andare da Lazare, prendo in disparte Snorri per fargli il più classico dei discorsetti.
Ora le cose si fanno serie. Hai incontrato Balabar Smenk, ora incontrerai un altro pezzo della scacchiera di Lago Diamante. Ti conosco poco, tu conosci poco me, e dei tuoi fatti privati non m'importa, ma il momento è questo: se hai qualche scheletro nell'armadio, qualche faccenda del tuo passato che possa mettersi di traverso nel lavoro che facciamo, questo è il momento di tirarla fuori. Abbiamo già perso Seraphine e sento che la cosa ci darà grattacapi, non voglio altre rogne da te.
Scruto il nano dritto negli occhi. Non ci saranno seconde possibilità.

Una volta giunti nel locale, sono perplesso dalla comparsa della ragazzina.
Lazare, qui si fanno giochi da grandi, eppure continuano a spuntare minorenni con la bocca ancora sporca di latte, invece che gente temprata dall'esperienza. Passi per tua figlia, è qui a casa tua e questo lo rispetto. Ma noi abbiamo appena perso una ragazzina troppo sicura di sé e ho pessime sensazioni a riguardo, ora tu ci proponi un altro ragazzetto. Capisco il suo talento particolare e il soprannome Cenere può sembrare quanto mai azzeccato per un Barbagrigia come me, ma noi qui andiamo contro mafiosi, assassini, e molto molto di peggio. Io non faccio la balia, per le barbe del Morndinsamman!
Sono visibilmente frustrato e d'istinto mi volto verso Narcyssa.

Modificato da Dmitrij

Snorri

  • in disparte con Edwarf

La riunione con Smenk mi ha fatto capire una cosa: forse gambe e pollici spezzati non erano poi un'alternativa così terribile, se messi a confronto con l'enorme montagna di merxa nella quale mi sono tuffato a capofitto.

Come se non bastasse, mentre ci dirigiamo verso un'altra pedina di questo scacchiere sempre più confuso, Ed mi pone una domanda che mi coglie alla sprovvista. E, con mia stessa sorpresa, gli rispondo con una sincerità disarmante.

"Sono finito a Lago Diamante mentre cercavo di rifarmi una vita, scappando da un gruppo di creditori ai quali dovevo una somma di denaro piuttosto consistente."

rispondo, grattandomi la testa.

"Prima di incontrare voi, l'unica persona con cui avessi qualche rapporto qui a Pietra Dorata era Jalek. Sai com'è l'albergaccio: ci passa gente di ogni tipo e, in cambio di un pagliericcio e un piatto di minestra, mi occupavo di fare in modo che certi ospiti indesiderati venissero gestiti come si deve."

proseguo.

"Una svolta clamorosa, eh? Dai creditori all'albergaccio. Ma la fortuna non aveva ancora smesso di voltarmi le spalle. A quanto pare il mio debito è stato acquistato dalla Loggia e, la sera in cui ci siamo conosciuti, ero in giro a svolgere un lavoro per loro. Il compenso? Scalato direttamente dal capitale che devo ancora restituire."

Concludo

Modificato da Pentolino

  • Autore

DM

Domenica 24 novembre 764 - mattina
[Lago Diamante - da Lazare]

"Le tue sensazioni non mi interessano, io valuto le possibilità concrete di raggiungere uno scopo, e quella ragazzina di cui parli immagino sia quella che avevi mandato da me a consegnare il tuo messaggio. Il fatto che mi dici che "l'abbiate persa" non mi fa pensare a nulla di buono, tuttavia non è affidandosi alle sensazioni che si conquistano obiettivi.
Il ragazzo ha poteri che vi possono permettere di giungere in un posto senza perdere ulteriormente tempo, e il tempo è sempre un tiranno da detronizzare quando se ne ha la possibilità.
Come ho detto, parlategli, io ho valutato positivamente il suo aiuto, credo dovreste farlo anche voi"

Narcyssa

"Le ragazze a Lago Diamante spariscono ogni giorno, Ed. Non è così importante per ora" rispondo. Mi rivolgo a Lazare "Sia chiaro, ci offrite un aiuto e lo accettiamo. Non garantiamo né la sua sopravvivenza né di prenderlo con noi se dovesse risultare una palla al piede. E giustamente, non perdiamo altro tempo"

Edwarf

Voglio solo che certe soggetti non diventino da aiuto a problema... Borbotto a Narcy, sostanzialmente d'accordo con quanto dice.
Comunque sia, siamo stati da Smenk. Gli abbiamo dato qualche contentino e sfilato qualche cosa tra i denti. Conferma che aveva un accordo di forniture da Greyhawk a Pietradorata che sta andando molto male, quei carri di cui ti abbiamo parlato, qualcuno gli sta facendo le scarpe. Serve capire se sia Ragnolin o qualcun altro. Vedi cosa puoi sapere su Dourstone, tutti dicono sia cambiato e in peggio, serve capire perché.
Altro non è il momento di dirgli, tantomeno la confessione di Snorri prima di arrivare qui: di quello parleremo nei due giorni di viaggio che ci attendono.
Ora andiamo, l'abbiamo tenuta anche troppo lunga.

  • Autore

DM

Domenica 24 novembre 764 - mattina
[Lago Diamante - da Lazare]

"Farò quel che posso, Dourstone è irrintracciabile al momento.. o meglio io non ho alcuna evidenza di dove possa essere, nè so di alcuno che possa fornirmi l'informazione. Tuttavia cercherò di approfondire.. non ti assicuro di riuscire nell'intento però, a scanso di equivoci" chiosa verso Edwarf.
Poi si rivolge alla figlia: "Il fagotto per il tuo amico ce l'hai, accompagnali e poi torna da me. Nessuna tappa intermedia perpiacere, dovrai essere di ritorno prima del desinare"

Infine torna a rivolgersi a voi tutti: "Anche se è mattino presto i minatori sono già tutti fuori, la cittadina come sapete è piena di occhi che osservano, avidi di notizie e informazioni, usate i mantelli e copritevi, sfruttate la pochezza di luce e fate in modo che non debba succederle nulla" indicando la figlia, che abbraccia, per poi accompagnarvi personalmente alla porta, ma all'ultimo si ferma prima di aprirvela, lasciando fare al valletto di turno, forse per non essere visto da fuori "..buona fortuna"

Una volta all'esterno Dannath si tira su il cappuccio e si incammina, senza voltarsi mai per parlarvi, e continua così fin quando arrivate ad un ultimo gruppo di casupole mal ridotte, dove la strada si fa sentiero in direzione sudovest, quella delle vecchie miniere oggigiorno abbandonate: "non ci vorrà molto, tra poco arriveremo, statemi dietro, non mi fermerò"
E infatti dopo circa 15 minuti di cammino arrivate in procinto di una recinzione in legno che ha visto anni migliori, molto simile a quella che avete visto alla Pietradorata: stecche oblique tra pali verticali e orizzontali che creano un curioso effetto come di sbarre di prigione, o di finestre di case sbarrate, a seconda dell'occhio di chi guarda (galeotto o meno), oltre la quale riuscite a vedere uno spiazzo ad emiciclo abbastanza grande da ospitare al suo interno una decina di baracche semidistrutte, che forse un tempo erano magazzini, carrelli arrugginiti e materiale vario.
Tutto abbandonato e ricoperto dalla neve che nessuno ha più rimosso da anni in questa parte d'enclave di Lago Diamante.

"Ci siamo, passiamo in quella porzione" dice indicando una via tra pali distrutti della recinzione "poi entriamo in quella miniera, Cenere lo troveremo là" continua, mentre scavalca agilmente della sterpaglia e una catasta di legname di vario tipo, per poi fermarsi prima dell'ingresso nella terra. Si toglie lo zaino e tira fuori un lume, che accende, per poi rimetterselo in spalle e continuare all'interno del passaggio artificiale
"Attenti ai binari, da fuori non si vedono perchè ricoperti di neve, ma qui si.. e io ci sono inciampata più volte anche se so che ci sono" ridacchia leggermente mentre ve lo dice, continuando ad avanzare.
Dopo poche decine di metri si ferma e vi fa cenno di fare lo stesso, appoggia il lume a terra e batte tre colpetti leggeri su una trave di legno, attendendo risposta.

Silas detto "Cenere", umano Spirit shaman

Il silenzio della miniera abbandonata mi avvolge. Rumori isolato di gocce d'acqua e squittii nervosi rompono quel silenzio per brevi istanti, prima che questo riprenda possesso del luogo. Sono accovacciato sulle gambe, come solitamente faccio, tendendo l'orecchio a suoni e parole che non sono concessi a tutti.

Il sogno di questa notte ritorna a rapire i miei pensieri La mia strada, ora è il momento di prenderla. Così mi ha detto quel vecchio Saggio . Il Destino si sta muovendo, devo essere pronto a seguirlo, non è vero papa? Una sagoma eterea compare dietro di me, il mio spirito guida, colui che mi protegge: mio padre. Poggia una mano senza peso sulla mia spalla, poi ritorna evanescente sino a scomparire. Poco dopo sento distintamente i tre colpi, il segnale concordato anni fa con Dannath. Mi alzo e recupero un misero fagotto, legato ad un bastone torto, per poi muovermi silenziosamente verso il luogo dell' incontro, piano e senza fretta. Da lontano il lume della ragazza mette in evidenza lei e i suoi accompagnatori: due uomini bassi e una donna, non riesco a distinguerli meglio di così. Resto ad osservarli per qualche minuto, prima di uscire dall' ombra del budello e palesarmi al margine della luce: malnutrito, esile, cencioso, occhi enormi sul viso scavato, questo vedranno in loro occhi.

Io...io sono Cenere. - la mia voce è sottile, quasi stridula - siete voi coloro ai quali mi devo accompagnare? Scocco un'occhiata a Dannath, cercando da lei una conferma piuttosto che dai tre sconosciuti.

Silas

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  • Autore

DM

Domenica 24 novembre 764 - mattina
[Lago Diamante - da Lazare]

"Sono loro" conferma Dannath, prendendo in mano il lume e tirandolo sopra la testa, per rischiarare anche la sagoma di Narcyssa, la più alta del gruppo "E hanno già parlato con mio padre poc'anzi, veniamo dal suo negozio. Egli ha solo accennato alle tue capacità di parlare con gli spiriti, senza aggiungere altro, ora sta a voi" conclude, indicando con un gesto della mano libera i nuovi arrivati

"Ah, e questo è per te, all'interno c'è quel che hai richiesto" dice al ragazzo, sporgendogli il fagotto che aveva dentro lo zazino

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