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Come Condurre le Campagne Urbane in D&D

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1 ora fa, firwood ha scritto:

Scusate l'excursus storico...

figurati , magari ampliamo in un post a parte .

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  • firwood
    firwood

    Bhè, abitando in un paesino di 1500 anime della bassa padana, non è che ci fosse molto da fare. A 7 anni ho avuto la mia prima tessera della biblioteca. A 8 mi ero già letto tutti i libri di fantascie

  • Maxwell Monster
    Maxwell Monster

    esatto poi c ' è un altro fattore : nell ' urbano , i PG giocano in casa . possono chiedere aiuto , riposarsi più tranquilli , rifornirsi , assoldare rinforzi ... per carità , è giusto ogni tanto , m

2 ore fa, firwood ha scritto:

Il fatto di avere pochi soldi, in un'epoca in cui non c'erano smartphone o computer ha favorito la costruzione di relazioni solide con gli amici, tra furibonde partite a calcio o basket nel campetto del paese e partite a D&D. La passione per questo hobby si è talmente radicata da portarmi a sviscerare argomenti, cercare novità, curiosità e notizie su questo mondo.

Probabilmente la dedizione è la passione ti hanno fatto studiare più del necessario, ma come darti torto, è un bel passatempo.

Io non sono un gran lettore e spesso non sono andato oltre al necessario in funzione del GDR.

Complimenti ancora, è bello parlare con persone come te che sanno davvero di tutto, non tanto nel thread, ma nel forum in generale, avevo intuito che fossi ben sopra alla media su quello che riguarda la conoscenza delle ambientazioni e tanto altro.

@Maxwell Monster , a te rispondo che concordo sul fatto che una intera campagna in città possa essere noiosa, non lo farei mai, anche perché, per quanto grande sia, alla lunga è limitante. Nel complesso la reputo comunque una buona alternanza con il resto.

Modificato da Zaorn

2 ore fa, erico ha scritto:

le crescentine fritte

A giudicare da come chiami quella da noi è la torta fritta, presumo tu sia della zona di Bologna. A Reggio/Modena/Parma lo chiamano gnocco fritto. Cremona e Piacenza Torta fritta :-)

E' sempre molto molto piacevole sentire come ci si è avvicinati a questo hobby!

Modificato da firwood

35 minuti fa, Zaorn ha scritto:

@Maxwell Monster , a te rispondo che concordo sul fatto che una intera campagna in città possa essere noiosa, non lo farei mai, anche perché, per quanto grande sia, alla lunga è limitante. Nel complesso la reputo comunque una buona alternanza con il resto.

limitante rende perfettamente l ' idea .

non nego che però ,

proverei una campagna in una mega-metropoli ,

con svariati dettagli .

ma prima ho molti altri progetti , più succosi .

36 minuti fa, Zaorn ha scritto:

Probabilmente la dedizione è la passione ti hanno fatto studiare più del necessario, ma come darti torto, è un bel passatempo.

Io non sono un gran lettore e spesso non sono andato oltre al necessario in funzione del GDR.

Complimenti ancora, è bello parlare con persone come te che sanno davvero di tutto, non tanto nel thread, ma nel forum in generale, avevo intuito che fossi ben sopra alla media su quello che riguarda la conoscenza delle ambientazioni e tanto altro.

Seppure con una collocazione geografica diversa ( sul litorale a nord di roma ), e a distanza di pochi anni dal racconto di @firwood (ho iniziato a giocare a 10 anni nel 87'), mi ritrovo completamente nel suo tipo di vissuto. Sono le storie di chi è cresciuto (per semplificare) a pane e d&d 🙃

con i miei amici spesso sapevamo meglio l'intera storia delle ambientazioni a cui giocavamo piuttosto che la Storia che avremmo dovuto imparare a scuola 🤪

Pochi soldi a disposizione (soprattutto per giochi e distrazioni), niente telefonini e tanto tempo per leggere e giocare. 🙂

15 minuti fa, Marbon ha scritto:

Pochi soldi a disposizione (soprattutto per giochi e distrazioni), niente telefonini e tanto tempo per leggere e giocare.

Il gioco di ruolo aveva spese davvero irrisorie: una volta presi i manuali base, frutto di paghette e/o collette tra parenti o regalo di Natale/Santa Lucia/Befana o compleanno, non dovevi più spendere nulla. E questo era davvero un ottimo motivo per giocare a costo zero o quasi, visto che poi c'erano patatine, bibite, anguria e melone d'estate o cioccolata e the in inverno, con le mamme che preparavano torte o biscotti quando non ci si fermava a casa di uno o dell'altro per un piatto si spaghetti al volo. Quel gruppo di 6 ragazzini praticamente aveva 6 famiglie, e non una sola 😄

Erano tempi molti diversi, più spensierati, più semplici. Vissuti al 100%.

3 minuti fa, firwood ha scritto:

Il gioco di ruolo aveva spese davvero irrisorie: una volta presi i manuali base, frutto di paghette e/o collette tra parenti o regalo di Natale/Santa Lucia/Befana o compleanno, non dovevi più spendere nulla. E questo era davvero un ottimo motivo per giocare a costo zero o quasi, visto che poi c'erano patatine, bibite, anguria e melone d'estate o cioccolata e the in inverno, con le mamme che preparavano torte o biscotti quando non ci si fermava a casa di uno o dell'altro per un piatto si spaghetti al volo. Quel gruppo di 6 ragazzini praticamente aveva 6 famiglie, e non una sola 😄

Erano tempi molti diversi, più spensierati, più semplici. Vissuti al 100%.

Assolutamente! Qui fù il papà del mio (tutt'ora) amico ( di qualche anno più grande) che ci introdusse ai giochi ... prima di iniziare con d&d un anno prima avevamo già provato Magic Realm... casa sua era un porto di mare... e il suo papà era anche il ns medico di famiglia... a rotazione, nel corso del tempo, noi eravamo parecchi a giocare... circa una ventina di ragazzi/e... nelle sessioni domenicali di BECMI eravamo sempre 8-9 giocatori ... e da lì ho iniziato a leggere la Spada di Shannara, la Storia Infinita, Il Signore degli Anelli... e non ne avevamo mai abbastanza

Erano tempi sicuramente diversi. Non so se erano più semplici. Ma vista l'età che avevamo erano certamente più spensierati 😉

Giuro 🤞 che non vado più fuori OT 😅

2 ore fa, firwood ha scritto:

A giudicare da come chiami quella da noi è la torta fritta, presumo tu sia della zona di Bologna. A Reggio/Modena/Parma lo chiamano gnocco fritto. Cremona e Piacenza Torta fritta :-)

E' sempre molto molto piacevole sentire come ci si è avvicinati a questo hobby!

Esatto

5 ore fa, firwood ha scritto:

Con la mia prima paghetta, in una libreria di Cremona, acquistai il libro che aveva il rapporto pagine prezzo migliore: la spada di Shannara.

Caspita, un signor inizio... 😅. Bella anche se ho apprezzato di più il secondo e il terzo libro. Non è però tra le saghe che ho amato di più. In generale ho avuto anche io la fortuna di avere un forte incoraggiamento alla lettura e anche una notevole quantità di materiale a disposizione: da quando ho memoria un grosso scaffale in soffitta di mia mamma raccoglie la collezione di fantasy/fantascienza dell'editrice Nord. Poi altri scaffali e scatoloni con libri di Asimov, Morcock, Eddings, Tolkien, e vari altri che mi sfuggono: ed effettivamente di tutto ciò ne avrò letto un 1% scarso.

Per quanto riguarda D&D il mio primo incontro è stato nei primi anni 90, ne avevo più o meno 10 io...un ragazzino che abitava vicino a casa mia mi fece vedere questo gioco che stava, se 4icordo bene, in una scatola azzurra ( proprio quella scatola). Cominciò a spiegarmi come si giocava e a farmi manovrare personaggi per le vie di Specularum, entrare nei dungeon, combattere mostri... 🤩

Il 20/05/2026 alle 09:05, Grimorio ha scritto:

Scrivere una cosa del genere significa non aver capito un ca$$o dei Forgotten Realms. Nei FR bene e male sono forze reali e tangibili, soprattutto a livello divino e clericale. Tyr è Legale Buono, nessun chierico di questa divinità potrebbe comportarsi così e mantenere i propri poteri, se non addirittura riuscire mai a diventare un chierico di quest'ordine religioso

Il 20/05/2026 alle 11:28, firwood ha scritto:

L'autore dell'articolo fa "un mischione" dei vari argomenti, mettendo in primo piano i richiami ai suoi lavori, e questa è una cosa che non mi garba molto. Se si vuol fare una marchetta, che sia spudorata (e lungi da me criticare l'ottimo lavoro di traduzione!!!).

I consigli sono generici (e conosciuti da decenni), mentre l'uso che fa della lore, almeno per quanto riguarda i FR, è dozzinale e maldestro: prende in prestito qualcosa che c'è, lo sovraccarica con trame improbabili (sovvertendo la lore stessa) e genera qualcosa che, dal punto di vista dell'ambientazione, va a cozzare pesantemente con la storia.

Per il resto, sono voci ispirate più dai videogame che altro, e non c'è assolutamente nulla di nuovo purtroppo. L'articolo può essere utile per chi si approccia al gioco di ruolo o non ha molta esperienza.

Se si vuole condurre un'avventura in città, tra l'altro in una straconosciuta come Waterdeep o Baldur's Gate, basta semplicemente sfruttare il materiale che già c'è. Una delle difficoltà principali nelle avventure urbane è legato al livello dei PG: se sono di livello medio-basso solitamente ne escono delle gran belle avventure, dato che non vengono coinvolti i grandi nomi e tutto si svolge nella penombra di vicoli maleodoranti, nelle bische illegali, in taverne di second'ordine, in bordelli malfamati. In questo caso c'è moltissimo spazio per DM e giocatori per muoversi in un ambiente precostituito senza cozzare contro la lore ufficiale.

Quando i pg sono di alto livello, è inevitabile far entrare in gioco i poteri forti delle città (sempre riferendomi a quelle iperconosciute), e qui il rischio di deragliare è molto facile. A meno di servirsi di località meno note: sempre stando nei FR, una città per PG di alto livello che propone una sfida adeguata è Westgate, con le Maschere della Notte, i vampiri che sono i veri padroni ecc.

Almeno, queste sono le mie esperienze personali.

A me l'articolo è piaciuto. L'ho trovato interessante e alquanto completo, specialmente grazie ai numerosi link che approfondiscono tutto un insieme di aspetti. Certo, probabilmente ai master navigati non sembrerà nulla di che, ma credo che sia il giusto tipo di articoli che mi piace trovare qui. Ricordo che qualche anno fa si traducevano gli articoli di Zambrano. Questo è oro in confronto.

@Grimorio non conosco i FR, quindi non mi pronuncio al riguardo. Prendo l'esempio per quello che è, appunto un esempio su come inserire certe dinamiche. Avrebbe potuto farlo più calzante con l'ambientazione? Probabilmente sì. Rimane il fatto che l'autore suggerisce semplicemente di usare una città già fatta, che non deve per forza essere aderente all'ambientazione da cui è presa.

Il 20/05/2026 alle 09:05, Grimorio ha scritto:

La gilda di avventurieri in stile anime giapponese anche no

Secondo me funziona, specialmente in una campagna open table fatta di sessioni autoconclusive

13 ore fa, Lorenzo Volta ha scritto:

un grosso scaffale in soffitta di mia mamma raccoglie la collezione di fantasy/fantascienza dell'editrice Nord

Ma che bello!!!!

Ho l'intera serie Oro e Argento della Cosmo in digitale. Averli in cartaceo è fantastico. Ne ho solo alcuni (tra cui il meraviglioso romanzo Il signore degli enigmi di Patricia McKillip) e li custodisco come l'oro. Insieme alle varie serie di Urania e agli omnibus della Newton Compton erano delle gran belle raccolte! Se un giorno deciderai di disfarti dei libri, fammi un fischio.

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