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Il Fiore del Deserto (TdG)

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Domande su Raam: Umr'at-Tawil
Ramek risponde dapprima al monaco. "Esistono due tipologie di aste di Thri-Kreen: fascia bassa e fascia alta. Le aste di fascia bassa vengono eseguite nei quartieri bassi, in questa zona" ed indica un punto sulla mappa, "mentre quelle di fascia alta nei quartieri alti, in luoghi più riservati. Chak-tha è sembra ombra di dubbio finito in fascia alta". Pausa. "La prigione di Raam è qui, nei quartieri bassi, ma anche il palazzo ha le sue segrete, per prigionieri ritenuti importanti". Risponde poi alla seconda domanda: "I passaggi tra le due città sono costantemente sorvegliati".

Domande su Raam: Karak
"L'Alto Templare e il Visir sono indipendenti. Ma il Visir è l'uomo più potente di Raam: non gli mancano né i mezzi né i modi per gestire tutto" spiega Ramek, rispondendo alle prime domande di Karak. "Non so se il Visir sia un defiler o uno psion, ma so che nessuno, a Raam, ha mai avuto il coraggio di dire di no ad una sua richiesta".

Domande su Raam: Azrakar
"Intendi per entrare in città? Entrare di nascosto a Raam non è necessario. Possiamo entrare con facilità" asserisce Ramek. "Dobbiamo infiltrarci nel mercato dei Thri-Kreen di Raam. Avere le carte in regola non può che aiutarci. Per arrivare a Chak-tha, ci aiuterà indagare nei quartieri alti, ottenere accesso alle aste di fascia alta, eccetera". "Intendevo morto" chiarisce Nahil, rispondendo alla seconda domanda di Azrakar.

Domande su Raam: Sargon
"Localizzare Chak-tha è proprio il primo obiettivo della nostra missione. Lo faremo raccogliendo informazioni, ponendo le domande giuste alle persone giuste. Il mio contatto sicuramente potrà darci una mano in merito" risponde Ramek.

The Red Moon
Mentre parlate attorno al fuoco, la luna principale di Athas, Ral, fa capolino da dietro i monti: è di un ocra alquanto intenso, in contrasto con le tonalità blu scure e grigiastre del cielo. La falce lunare destra è oscura, mentre il resto è ben visibile. "Gibbosa calante" asserisce Duran; diversi alchimisti, su Athas, erano anche studiosi delle fasi lunari: credevano potessero influenzare le reazioni alchemiche. "Colore forte e sporco, segno di molte polveri nell'aria" dice l'esploratore. "Siamo a Rimal, non è sempre così?" chiede Nahil. "Non hai tutti i torti, però..." Ramek sembra un po' dubbioso, "... ho un leggero presentimento, ma forse è solo una mia sensazione". "Ovvero?" interviene Duran. "Le polveri sono il precursore delle tempeste" esplicita Ramek. E tempeste significa guai.

@Landar @MattoMatteo @Steven Art 74 @Voignar

Note

Red Moon: Immagine su Discord.

@Steven Art 74 : Fammi un check su Intelligenza (Cartographer's Tools) per valutare l'accuratezza quando riproduci la mappa.

Tutti: Potete fare un check su Survival riguardo il legame tra la Red Moon, le polveri e le tempeste. Chi supera CD 15 riesce ad intuire informazioni extra (che gli fornirò su Discord in via privata).

Modificato da Black Lotus

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  • Red Sand - Azrakar Mi ricordo bene l’arrivo a Shazlim, tre notti fa. Il villaggio ci accoglie senza ostilità, ma senza calore. Acqua razionata. Sguardi misurati. Porte che si chiudono appena passiamo

  • Azrakar (Red Sand) La marcia continua, ma su di me non lascia segni. Il passo resta costante. Il respiro uguale. La sabbia cede sotto i piedi e io avanzo comunque, come se non avessi mai smesso di far

  • Azrakar (Red Sand) Osservo Ramek senza interromperlo. Lascio che finisca. Poi parlo "Non intendevo entrare." Pausa breve "I qanāt servono per uscire hai detto." Incrocio lo sguardo di Tareq, di Nahil,

Azrakar (Red Sand)

Osservo Ramek senza interromperlo. Lascio che finisca. Poi parlo "Non intendevo entrare." Pausa breve "I qanāt servono per uscire hai detto." Incrocio lo sguardo di Tareq, di Nahil, poi torno su Ramek. "Se le cose vanno bene, ci evitano problemi. Se vanno male… ci salvano la vita." inclino appena il capo "Chak-tha è riconoscibile. Una volta preso, non passerà inosservato." Silenzio 'Giustiziato… possibile.' respiro lento, sembro pensare 'Ma non ancora probabile.'

Alzo lo sguardo verso Ral. La osservo in silenzio. 'Rossa. Come sull’arena. Prima dei combattimenti più letali.' Rivedo la sabbia, il sangue, il calore che sale dalla pelle. Ma allora non capivo 'Ora sì.' "Ramek ha ragione." la voce è bassa, piatta "Sta arrivando." Distolgo lo sguardo dalla luna e torno al gruppo. "Coprite il volto. Bene." Faccio un gesto vago, dal naso alla gola. "Non basta la maschera. Avvolgete tutto." Stringo il pugno, lentamente. "Il vento taglia. La sabbia entra ovunque. Pugnali minuscoli. Invisibili." Mi fermo un attimo. "Gli oggetti… legateli. Quelli piccoli spariscono. Per sempre." Abbasso lo sguardo sull’equipaggiamento. "Proteggete il necessario. Il resto potrebbe essere peso morto. La maschera… puliamola prima di ripartire. Ne abbiamo di scorta?" Il silenzio torna un istante. "Se arriva l'haboob sicuramente perdiamo tempo." Stringo la mascella appena "Ci rallenta. Ci sposta. E dobbiamo ritrovare la via." guardo l’orizzonte.

Modificato da Landar

Sargon

Tutto chiaro, da come la descrivete già solo questa prima parte di individuazione del nostro obiettivo ci prenderà molto tempo, cosa che potrebbe andare in contrasto con la necessità di muoverci e di sostare in città commento, pensando ad alta voce più che parlando con qualcuno in particolare se questo vostro contatto ha modo di arrivare alle aste della fascia più alta, allora noi stessi potremmo più velocemente arrivare a fare le domande giuste. Per curiosità, dite che il Primo Templare ed il Visir sono indipendenti l'uno dall'altro e dal Re-Stregone, immagino che si tollerino abbastanza da non trasformare la città in un campo di battaglia, ma sappiamo in che rapporti sono realmente? E se uno dei due è quantomeno legato al mercato degli schiavi?

Quando si menzionano le polveri e le tempeste, mordo rapidamente una bestemmia ben articolata, e mi affretto a seguire il consiglio di Azrakar, chiudendo con quanti più giri di corda possibile tutte le mie borse e sacchette, e per buona sicurezza avvolgendomi il più possibile nel mio mantello; più che altro ho il terrore si poter smarrire la strada all'interno della tempesta, o che rallentando il gruppo si possa incorrere in qualche complicazione, e per questo spero che non intendano mettersi in marcia mentre la tempesta imperversa

Umr'at-Tawil

Sono così concentrato a pensare a possibili piani d'azione, che all'inizio non afferro le parole di Ramek; poi però vedo Azrakar e Sargon cominciare a coprisi per bene, e quando alzo gli occhi noto il colore della luna.
Stringo gli occhi, quando realizzo cosa significa, e comincio a mia volta a raccogliere la mia roba.
"Enkidu, qui!" faccio un gesto, aprendo il mio zaino e buttandoci dentro un pezzetto di cibo, come per invitarlo dentro; non sò se è per via del cibo, o perchè sente l'avvicinarsi della tempesta, ma il jank si intrufola subito dentro.
Chiudo con cura lo zaino, in modo che non si apra per sbaglio e non faccia entrare la polvere, ma permettendo comunque ad un minimo di aria di entrare, e poi me lo lego saldamente al corpo.
"C'è qualche rifugio nelle vicinanze? O forse potremo usare le nostre coperte, insieme a rami e sassi, per creare una specie di riparo? In ogni caso è meglio legarsi l'uno all'altro, per evitare di separarci..." suggerisco.

Modificato da MattoMatteo

  • 2 settimane dopo...
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Risposta ad Azrakar
"Chiedo venia, avevo frainteso" si scusa Ramek, con garbo. "Il qanāt non è senza rischi. Essendo antico, probabilmente è parzialmente ostruito. E poi è un luogo mefitico: rischiamo che un ratto ci morda e infetti. Ne riconosco però i vantaggi. Ma non dobbiamo decidere ora" conclude. "Per quanto riguarda la riconoscibilità di Chak-tha, avevamo un'idea anche per quello" e guarda Duran. La Giara del Deserto estrae una fialetta alchemica. "Questa sostanza, che si spalma sulla superficie esterna di un Thri-Kreen, renderà Chak-tha irriconoscibile. Anche se il modo in cui lo fa..." e Duran sospira, come per dire che a lui stesso non piace ciò che sta per dire. "Causa una reazione simil-allergica, alterando significativamente il colore della pelle di un Thri-Kreen e perfino quello degli occhi. Chak-tha sarà irriconoscibile, con questa addosso" asserisce. "E soffrirà come un cane" precisa Nahil, con tono di voce neutro, ma purtroppo non può che suonare male in quel contesto. "Non c'era tempo per sintetizzare una sostanza migliore! Se pensi di poter- !" "Calmatevi" interviene Tareq, troncando.

Risposta a Sargon
"Sì, il mio contatto può esserci di grande aiuto in tal senso" proferisce Ramek. "Tra Visir ed Alto Templare? No, non conosco i loro veri rapporti. Immagino siano legati entrambi, anche se per vie indirette, al mercato degli schiavi Thri-Kreen" dice.

The Red Moon - Part 2
Quando Azrakar conferma le parole di Ramek, quest'ultimo si sente più sicuro del suo presentimento. "Non abbiamo maschere di scorta, ma possiamo trovare un rifugio, come suggerito da Tawil" ed annuisce verso il monaco. "Non le tende, se non come ultima spiaggia: l'haboob le rovinerebbe". "Quanto tempo abbiamo prima che arrivi?" chiede Duran. Ramek scrolla le spalle: "Impossibile dirlo con precisione. Credo un'ora, forse due... o tre". Si alza in piedi. "Vado a cercare un rifugio nei paraggi" e fa per muoversi.

Tareq, però, lo afferra. "Niente decisioni affrettate" ribadisce il capitano. Poi, guarda verso le Ali del Deserto. "Ripararsi ora significa ritardare". Ramek, Nahil e Duran intuiscono dove quel discorso vuole andare a parare: il tempo non è loro amico. La marcia che hanno intrapreso non ha molti margini; nel piano originale, con 8 ore di viaggio (brevi pause intermedie incluse), sarebbero arrivati al caravanserraglio all'alba. Ripararsi (e quindi ritardare) adesso significava affidarsi alla sorte: se l'haboob fosse arrivato presto (entro 1 ora o meno), sarebbe andato tutto per il meglio; in caso contrario, però, accumulare 2 o più ore di ritardo era un rischio notevole. Implicava marciare sotto il Sole Cremisi: non impossibile, ma più pericoloso per ogni ora in più.

"Ma marciare dentro la tempesta..." inizia Duran, temendo quella prospettiva. "Non era mio intento" chiarisce subito Tareq. "Deviazioni?" chiede, guardando il Viandante del Deserto. Ramek guarda le alture dalla quale la luna è sorta: non sono troppo lontane. "Possiamo deviare verso le alture... è facile trovare anfratti lì. Possiamo ripararci anche poche decine di minuti prima che la tempesta ci colpisca, senza perdere ore di viaggio. La deviazione ci costerà non più di un'ora".

"Quelle alture mi sembrano un nascondiglio perfetto per banditi" dice Nahil, guardando con un occhio completamente diverso lo stesso scenario. Tareq annuisce. "Tempesta o banditi..." sentenzia Duran, pessimista. "Mi spiace per i banditi, allora" a Ramek viene spontanea una piccola battuta. "A me no" aggiunge Nahil, in perfetta onestà, giocherellando con il suo pugnale metallico. Alle parole del ragazzino, Duran fa una smorfia.

Infine, Tareq spegne il fuoco e vi guarda: "Smontiamo le tende" e inizia a rimuovere i tappeti scuri che, ad inizio sosta, erano stati stesi per evitare che il fuoco fosse visibile da lontano. "Obiezioni? Idee?" chiede, invitandovi a parlare ora e guardandovi come per dire che, se vi sono effettivamente dei banditi, avrà bisogno della vostra forza.

@Landar @MattoMatteo @Voignar

Note

Annuncio che, da ora in poi, andremo avanti nel PbF senza @Steven Art 74 , che si è preso una pausa. Vi raccomando di giocare mettendo mentalmente il suo PG "da parte", senza coinvolgerlo. Tutte le volte che ciò si rivelerà praticamente impossibile (e.g. per motivi di coerenza narrativa), interverrò io per PNG-izzarlo, ma solo il minimo indispensabile. Anche in situazioni di combattimento (o di pericolo), farò in modo tale che sia messo in disparte.

XP per l'interpretazione: +50 XP a testa.

Modificato da Black Lotus

Umr'at-Tawil

"Concordo con Ramek e Tahil... meglio i banditi che la tempesta! E se i banditi non intendono condividere pacificamente il loro rifugio con noi, peggio per loro..." rispondo in tono risoluto, molto diverso da quello tranquillo e rilassato di prima.

Azrakar (Red Sand)

Le parole di Nahil tagliano, ma pesano poco. Osservo la fialetta tra le dita di Duran. Non sono curioso di vederla da vicino. Ti toccarla. Immagino già la reazione sulla chitina di Chak-tha: screpolature, variazioni cromatiche, nervi che urlano sotto la superficie. Una mutazione forzata. Controllata. Temporanea. Dolore. Urik mi ha insegnato che il dolore è una lingua. Non tutti la capiscono. Io sì. Sposto lo sguardo su Duran, poi sugli altri. "Se il dolore lo tiene vivo… è poco. Prezzo accettabile per la libertà." la mia voce è bassa. La mie parole non tagliano. Ma non non consolano nemmeno. Forse pesano un poco di più, ma sono sempre parole. "Oggi lui. Domani noi." Non aggiungo altro. Non serve. Il deserto non fa preferenze. Raam nemmeno. Meglio scegliere quando soffrire. Peggio è quando lo decide il mondo per te.


Quando il discorso scivola sulla tempesta, ascolto senza interrompere. Ramek e Duran cercano certezze dove non ce ne sono. Tareq le costruisce dove servono. Guardo le alture. Le misuro con gli occhi, come facevo nell’arena con i gradoni pieni di spettatori. Distanza. Ripari. Ombre. Linee di approccio. E imboscate. Ma Ral potrebbe averci indicato la via. Nahil ha ragione. Ma questo non cambia la risposta. Il fuoco è ora spento. La decisione prende forma. Mi alzo senza fretta. La sabbia scivola via dalle gambe. "Avanti." Un passo. Poi un altro. "Le alture sono giuste." Alzo lo sguardo verso il profilo roccioso, mentre il vento cambia appena tono. La tempesta sta arrivando. Non ha volto. Non ha occhi. Non puoi colpirla. "I banditi sì." Le dita si chiudono lentamente, come a ricordare. "Si spezzano. Possiamo tagliarli." Un respiro lento. "La tempesta no." Scuoto la maschera per togliere i granelli di sabbia. "Possiamo mettere loro paura." Facile. "La tempesta invece ha già terrorizzato noi." guardo ancora le alture.

Annuisco e inclino appena il capo verso Tareq. Non è rispetto. Non solo. È riconoscimento. "Meglio nemici che puoi uccidere." Il resto è già deciso. Dentro. Fuori. Come sempre.

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