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Topic di Gioco: Edge of Thorns

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Manuel Vega

"Sono Manuel Vega, lieto di fare la conoscenza di voi tutti." Rispondo alla donna il cui nome è Taiga. Intanto mi guardo di nuovo attorno e allento in maniera impercettibile il colletto della camicia. L'osservazione di colui che si è presentato come Lyam sembra corretta la stanza è impregnata di un'insolita calura.

"Sono certo che Sua Maestà ci riceverà presto. Portiamo pazienza ancora per un poco." Dico fiducioso.

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Corte di Newcastle

Dal piano superiore, il rumore leggero delle scarpe sui gradini annuncia l’arrivo di due figure. La prima è minuta, in abiti da ufficio neri e con una presenza glaciale; i capelli fitti e lucidi cadono come stalattiti sulle spalle, la sua espressione è annoiata, e quando i suoi occhi incontrano quelli dei perduti lancia una smorfia di disappunto: "Siete in ritardo." Dietro di lei scende un uomo massiccio e imponente con le spalle larghissime, la pelle scura come legno intarsiato, che dietro la Maschera letteralmente è fatta di legno intarsiato. Indossa una giacca in pelle marrone che lo fa sembrare ancora più grosso. È come vi immaginareste un portone se fosse una persona.

Sapete tutti chi sono, dalle riunioni avvenute nei mesi passati. La prima è Elisa Perry, la tuttofare della Corte dell'Estate, la "seconda in capo". L'uomo è invece il Re della Corte dell'Estate, Steven Oak.

Foto di Elisa Perry e Steven Oak

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Una risata sonora scuote la stanza. "Non c’è problema!", esclama, e la sua voce profonda rimbomba tra le pareti dell’ufficio. Si gira verso Elisa Perry "In fondo anche noi abbiamo avuto da fare con il nostro nuovo ospite sopra, no?"

I suoi occhi scorrono attentamente sui presenti, valutando ogni volto e postura, e la sua risata si trasforma in uno sguardo serio ma non minaccioso: "Guardate un po’, siete davvero un gruppo di sbandati." Sorride di nuovo. Fa un passo avanti, e la stanza sembra rimpicciolirsi sotto la sua presenza del suo Mantello. Sentite quasi il crepitio della fiamma provenire dalla sua figura, e piccole fiammette gli danzano tra le orecchie. "Ora che c’è un nuovo perduto, non è saggio che i nuovi del Libero Dominio restino da soli. Non è di buon esempio, e dovete farvi valere come tutti gli altri a Newcastle. È per questo che vi ho convocati."

Elisa incrocia le braccia e aggiunge, più fredda: "Meglio che impariate a conoscervi subito. Non tutti qui sono gentili come il sire." Ma il suo tono non è ostile, solo diretto. Steven annuisce, l’aria piena di autorità: "Capisco che non vi leghi nulla, che non abbiate amicizie ancora, ma è utile che vi mettiate insieme come cricca. Ogni persona rispettabile nel Dominio fa parte di una cricca, perché solo così si cresce e si sopravvive."

Fa un respiro profondo e punta lo sguardo sui perduti uno ad uno: "L’unico motivo per cui abbiamo aspettato è che siete freschi freschi… ma ora non lo siete più. È ora che diate un po’ di sano contributo alla Missione di Newcastle." La parola “Missione” ha l'enfasi di un proiettile. Sapete già tutti che la Corte dell'Estate è quella che più pronta alla guerra contro Arcadia. Oak non è da meno. Poi sorride, più paterno: "Non vi spingerò, non vi farò correre… ma non è saggio aspettare troppo." Poi lancia uno sguardo contro Taiga. "Già è tanto che abbiamo tollerato che qualcuno di voi non abbia ancora posto in una corte. Ora è il momento di essere utili."

Elisa Perry scivola di lato, indicando la sala d’attesa: "Spostiamoci di qui, così vi spieghiamo meglio". Il re fa un gesto con la mano, invitando i perduti a muoversi prima di lui.

Off game @Ipergigio e @Voignar

Vi lascio in spoiler la descrizione della stanza in cui vi trovate, l'ho già descritta per Mezzanotte e theraimbownerd.

L’ufficio della Corte è stranamente vuoto quando entrate, silenzioso tranne il ronzio sommesso dei condizionatori, che sono a palla. La reception non ospita nessuno al momento. A sinistra, la sala d’attesa appare pronta a ricevere ospiti e riunioni, con poltrone consumate e tavolini pieni di riviste impolverate. A destra si aprono i corridoi dei diplomatici, stanze anonime ma ordinate, dove i membri della Corte svolgono i loro compiti quotidiani. I vasi di fiori e piante sono ovunque. E nonostante il freddo dei condizionatori, giurereste quasi che il sole sia nella stanza, visto che questo è il suo dominio. L’aria è carica dell’odore dei fiori appena sbocciati.

Accanto alla reception, la scala per il piano superiore porta a degli alloggi. Li ricordate dal vostro periodo "di prova", subito dopo la fuga dalla Prigionia. Stanze spoglie ma funzionali, quasi quelle di un monastero. O di una prigione.

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Taiga Anzau, Figlia dei Glicini (con Aaron Young, Lyam O’Doherty, Manuel Vega)

Incasso la frecciata del re d'estate senza ribattere e mi lascio condurre.

Ma penso che siano dei pazzi.

Perché solo dei folli potrebbero pensare di muovere guerra alla nobiltà di Arcadia e sperare di vincere.

Aaron Young

Guardo Elisa quando arriva, sorpreso come sempre. Una figura come lei è l' ultima che ti aspetteresti di trovare nella corte dell' Estate. Quando entra in una stanza la temperatura si abbassa di dieci gradi, è tutto l' opposto del suo sovrano. Eppure, allo stesso tempo non riuscirei a vederla da nessun' altra parte. L' Estate, a quanto mi hanno spiegato, è la corte dell' ira, e quella è una donna che mi dà l' idea di essere costantemente inc*zzata col mondo.

Il re d' altro canto sembra simpatico. Quasi mi fa pena con le sue velleità eroiche. Mi ricorda un po' me all' inizio della mia prigionia. Tante buone intenzioni, speranza e voglia di cambiamento. Credo abbia riconosciuto in me uno spirito affine quando ha cercato di convincermi a unire alla corte dell' Estate.

Ma quell' Aaron Young è morto e sepolto nelle foreste di Arcadia, insieme alle ossa delle migliaia di guerrieri che mi hanno seguito nella mia patetica "rivoluzione".

Rimango un po' sorpreso dalla loro richiesta di unirci in una Cricca. Certo, siamo i nuovi arrivati a Newcastle ma...basta davvero questo per renderci una Cricca? Da come ce le avevano descritte me l' aspettavo una cosa più...profonda. Non riesco completamente a nascondere il disappunto sul mio viso.

Mi avvio verso la porta che ci indica Elisa, immerso nei miei pensieri, facendo giusto un leggero cenno di assenso. Chissà come il re pensa che ci potremo rendere utili...

Lyam

Come sempre quando sono in presenza di estranei, il mio primo impulso è quello di rintanarmi in un angolino e rimanere lì, gareggiando col muro a chi sta più fermo (nella corte vincevo quasi sempre io, ma credo qui i miei unici avversari sarebbero dei mattoni, spero)

Non mi sfugge che alcune risposte siano un po’ più evasive del dovuto, perfino per dei Perduti, ma non me la sento di indagare

È la “proposta” del Re che mi fa quasi saltare per aria; che esistessero delle cricche lo sapevo, ma non avevo idea che fosse obbligatorio farvi parte

Senza una parola, seguo il gruppo, focalizzando però l’attenzione più su Elisa che sul Re; mi dà l’idea che il grosso delle informazioni passino per le sue mani, quindi una sua conoscenza potrebbe essere di grande aiuto

Manuel Vega

Non c'è dubbio che Steven Oak sia il Re d'Estate. Per un attimo mentre avanza verso di noi e continua a rivolgerci la parola, un intenso calore sembra aviluppare tutta la stanza ed io posso sentire su di me tutto il suo carisma assieme al peso della sua autorità.

Sotto invito della sua attendente Elisa e con il permesso di Sua Maestà i miei compagni ed io ci avviamo per primi. Non ho ancora idea di cosa voglia da noi Sua Maestà, ma pare che c'entri qualcosa un nuovo Perduto.

Modificato da Ipergigio

  • Autore

Corte dei Changeling

Il sovrano osserva il gruppo mentre vi muovete verso la sala indicata da Elisa. Il suo sorriso non è derisorio, ma paziente, quasi divertito dalle vostre reazioni. Solleva una mano, fermandovi un momento prima che la conversazione si disperda del tutto.

"Calma," dice con tono bonario. "Non ho detto che dovete formare subito una cricca. Non nel senso legale del termine." Fa un gesto vago con la mano, come a indicare qualcosa di più grande di voi. "Un giuramento di cricca è un legame permanente. Non è una cosa che si fa per scherzo o per convenienza del momento."

Il suo sguardo passa da uno all’altro di voi. "Ma è importante che iniziate a pensarci. E per pensarci davvero… non c’è modo migliore che conoscersi mentre si fa qualcosa di utile per la comunità."

A quel punto fa mezzo passo indietro e inclina la testa verso Elisa. "Ti lascio la parola."

Elisa Perry sospira appena, come se fosse abituata a prendere in mano le parti meno piacevoli della conversazione. Incrocia le braccia, lo sguardo affilato che scorre su di voi. "C’è uno stereotipo sulla Corte dell’Estate," dice secca. "Che siamo sempre in guerra." Fa una breve pausa. Il sovrano ruota visivamente gli occhi di fronte alla sua drammaticità sterotipata. "Non è vero." I suoi occhi si stringono leggermente. "La differenza è che noi siamo sempre pronti alla guerra. Gli altri preferiscono fingere che non esista finché non è troppo tardi.". Il sovrano annuisce dietro di lei, ma sembra quasi una presa in giro. Elisa continua: "Gli Altri sono sempre in agguato. E quando qualcosa succede… raramente abbiamo tutte le informazioni. A volte è collegato ai Fatati. A volte no."

Fa scivolare lo sguardo verso la porta, come se già stesse pensando alla città là fuori. "Per esempio," dice, "nel quartiere di Lockham alcune persone sono scomparse.” La sua voce rimane piatta, professionale. "Ordinaria amministrazione da quelle parti. È, perdonatemi, davvero un cesso di posto. Ma potrebbe non essere ordinaria amministrazione. Abbiamo un contatto umano lì. Una persona che sa giusto abbastanza di noi e che ogni tanto ci passa informazioni. Ovviamente, non ci sta rispondendo al telefono, ma con lui è normale."

Alza appena le spalle. “Probabilmente non è niente." Poi vi guarda di nuovo, uno per uno. "Ma sapete come funziona." Un'altra pausa. "Non è niente… finché non diventa qualcosa."

Il sovrano decide che è l'ora della fine del teatrino. "Be', in sintesi. La vostra prova è di andare a capire di più. Vi diamo l'info del contatto, se non è niente è tutto tranquillo, se è qualcosa vi date da fare."

Aaron Young

Si, il sovrano mi sta decisamente simpatico. Elisa si prende troppo, troppo sul serio. E onestamente tutta la distinzione tra essere in guerra e essere pronti alla guerra non me la bevo per niente. Prepararsi a una guerra fomenta lo spirito battagliero come nient'altro. Nessuno vuole sedersi su arsenali inutili. Nel momento in cui hai una pila di armi, la prima cosa che cerchi è una scusa per usarle.

Anche per questo sono...alquanto sorpreso dal compito che ci hanno dato. Sorprendentemente ordinario per la corte dell' Estate. Oserei dire pacifico. Ovviamente quanto effettivamente sarà tranquillo questo compito dipende tutto dalla nostra fortuna.

Il che vuol dire che probabilmente sarà un disastro.

Sapete dirci qualcosa anche sulle persone scomparse? Chiedo, non tanto per curiosità quanto per senso del dovere. Il modo in cui Elisa ha liquidato gli abitanti del quartiere non mi fa esattamente sentire a mio agio.

Master

Master, cosa so di quel quartiere esattamente?

Manuel Vega

Dunque, ecco come stanno le cose. Un informatore del Dominio è scomparso, questo in congiunzione con altri casi di sparizione, deve aver messo in allerta la Corte d'Estate. Penso di comprendere bene le preoccupazioni di Sua Maestà, per molte persone su questo pianeta, sospetto e paranoia sono sentimenti negativi, ma per noi changeling invece sospetto e paranoia possono rivelarsi un salvavita. Un Perduto non è mai davvero al sicuro, anche dopo essere fuggito da Arcadia deve continuare a guardarsi le spalle, perché i Veri Fatati sono creature ostinate e non smetteranno mai di cercarlo e dargli la caccia.

"Come dovremmo comportarci nel caso i timori della Corte si rivelino concreti?" Domando rispettosamente.

Lyam

Noto con piacere, si fa per dire, che questo compito non è poi così diverso dal solito incarico che mi veniva assegnato nei tempi di magra: vai a capire chi sta facendo c4zz4te e prendi provvedimenti

Il che, di solito, voleva dire sussurrare all'orecchio di qualcuno una versione adatta di ciò che scoprivo o dovevo scoprire. Tutto molto lineare

Perdonate, potremmo sapere qualcosa sul nostro contatto? Dite che è un normale umano, come ha fatto a sapere di noi?

E cosa ci guadagna a passarci informazioni? Mi chiedo, in mente, ma mi sembra una domanda a cui una persona come Elisa non vorrebbe rispondere

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Taiga Anzau, Figlia dei Glicini (con Aaron Young, Lyam O’Doherty, Manuel Vega)

Elisa Perry. Se dovessi indicare un avversario nella stanza -quello a cui spezzerei il collo per primo- sceglierei lei, anche se non è la Regina della Corte. Forse non è neanche la più forte qui dentro, ma sicuramente è la più pericolosa.

Dopo di me, ovviamente.

Questa idea di fare squadra potrebbe tornare utile. Aumentare le mie probabilità di successo contro la Signora dei glicini.

Devo solo trovare il modo di far coincidere l'interesse dei miei nuovi compagni con i miei.

Un colpetto qui, una spintarella lì.

Non se ne accorgeranno neanche.

Deve sembrare tutto naturale.

Ineludibile.

  • Autore

Corte dei changeling

Elisa Perry arrossisce leggermente, ma senza perdere compostezza. "Il vostro contatto si chiama Katie Sato, ed è la compagna," si ferma per cercare le parole "diciamo 'saltuaria' di Elara Verdance, una cortigiana di Primavera. Elara ci ha giurato che Ms Sato conosceva il nostro mondo prima di conoscere lei. È un'artista," da come lo dice si vede che non le piace il termine "e gli artisti, non sappiamo perché, si incastrano più facilmente nelle nostre trame. Probabilmente Elara è una sua musa, ma-"

Steven Oak la interrompe con la mano. "Affari della Corte della Primavera, non miei."

Elisa sbuffa e lo guarda aspettando quasi il permesso di poter continuare. “Le persone scomparse sono tre. Un adolescente afroamericano, sedici anni, Jamal Carter. Una donna di circa venti anni immigrata da poco dal Messico, Isabella Ramirez, che tutti chiamano Isa. E no, non pensiamo sia stata presa dall'ICE. E Harold Bennett, un uomo bianco di sessant’anni che lavora nella centrale di Nor Lock. Non sembrano avere alcun legame tra loro, e a quanto sappiamo non condividono nulla che possa collegarli direttamente. Che è la cosa strana. Sono scomparsi tutti a distanza di due settimane l'uno dall'altro. Ovviamente in quel quartiere la polizia non si impegna troppo. Neanche per Carter. "

Il sovrano si piega leggermente in avanti “Siete liberi di muovervi come preferite, se c'è qualcosa che non va e che riguarda noi o qualcosa che viene da oltre la Siepe. Altrimenti basta che ci avvisiate che è una faccenda degli umani, e ci mettiamo una pietra sopra. La Corte dell’Estate promuove l’intraprendenza." Il suo sorriso si espande. "E la lotta. Ricordate il Patto dell'Estate: se uno dei Nobili, o un loro servo, si comporta in modo ostile con voi, non può fuggire da uno scontro. Questa è la vera forza dell'Estate. Mai arrendersi. Mai. E questo vale anche in questa situazione.

Un lieve sorriso attraversa il volto di Elisa, quasi impercettibile. Siate attenti, siate vigili, e usate il buon senso. In pratica."

"Sei troppo funerea, Ely. Questo è il motivo per cui non piacciamo a nessuno!". Esplode in una fragorosa risata, mentre spia con la coda dell'occhio la reazione sconsolata della sua consigliera.

Off game

Quello che sapete del quartiere (oltre le due righe del topic con la mappa): Lockham è il quartiere a sud vicino al lago dove vivono molti dei dipendenti di Nor Lock, la zona industriale attigua. È una zona mal pianificata, con case vecchie, appartamenti fatiscenti e abitazioni più recenti mescolate tra loro. La popolazione è prevalentemente latina, seguita da polacchi, afroamericani, musulmani nordafricani e varie altre comunità mediorientali. Alcuni vecchi proprietari resistono ancora. Le strade hanno sempre buche e mancano luci e segnaletica adeguata. Cortili con macchine abbandonate, recinzioni arrugginite e leggende locali su vari spauracchi accentuano l’atmosfera degradata e inquietante.

Quello che dice il sovrano riguardo il Patto dell'Estate è narrativo e meccanico: per davvero, se iniziate uno scontro con una Fata o un suo vassallo durante l'Estate, non possono scappare dallo scontro con voi. Ma voi sì. Tenetelo a mente.

Lyam

Come sempre, la reazione della seconda in comando di qualcosa è molto più interessante di quello che fa o dice il sovrano vero e proprio. Potrebbero esserci mille ragioni per il rossore di Elisa, tutti slegati dai miei sospetti, ma non ho certo voglia e modo di approfondire la cosa

Il rapporto tra questa Katie, Elara ed Elisa sarebbe interessante da approfondire, ma è qualcosa da fare a tempo debito

Due maschi e una femmina; due giovani e uno più anziano commento a mezza voce, ragionando più a parole che a mente due immigrati, o comunque non americani, ed uno invece sì; sembra quasi che il rapitore abbia cambiato modus operandi tra la seconda e la terza sparizione, a meno che non ci siano altri collegamenti tra Harold e gli altri due che ci sfuggono. Se possibile, ci può fornire un recapito anche per Miss Elara, signorina Parker? Avere quanti più contatti possibili potrebbe senz’altro facilitarci il capire cosa sta accadendo

Aaron Young

Ascolto con attenzione le parole di Elisa. Quando menziona il legame che questa Katie ha con Elara ho una fitta di gelosia. Perché è così dannatamente facile per i cortieri della primavera?

È curioso in effetti.... sembrano profili casuali. Ovviamente per le fate potrebbe non essere così. Magari avevano lo stesso segno zodiacale in qualche strano oroscopo di Arcadia, o hanno detto la stessa prima parola, o chissà che altro. Non è che le fate agiscano con un senso. O forse seguono semplicemente una logica differente dalla nostra.

Quando Lyam menziona il "non essere completamente americano" di due delle vittime alzo un sopracciglio, ma non dico niente. Una volta avrei sicuramente iniziato a fare questione sulla cosa ma adesso?

Non è così importante.

Cercheremo di evitare di ficcarci nei guai, in ogni caso. Dico a Elisa. L' idea di cacciatori fatati costretti a combattere con noi fino alla morte non mi tranquillizza per niente. Nessuno ha mai combattuto con meno foga quando gli sono state tagliate tutte le vie di fuga.

sigg_immigrant_song_3515ed25_ce19_400c_8Taiga Anzau, Figlia dei Glicini (con Aaron Young, Lyam O’Doherty, Manuel Vega)

Qualcuno sparisce ogni due settimane a Lockham.

Conosco quel buco d'inferno. Prima di Kevin ci andavo per farmi pestare.

Ero vuota all'epoca. Scavata come una spiaggia sotto una chiglia.

I miei compagni si interrogano su ipotetiche connessioni fra le vittime, io noto maggiormente gli intervalli regolari di tempo.

Ho il brutto presentimento che non ritroveremo quei disperati vivi.

La parte animale che Madre mi ha messo dentro si desta leccandosi le zanne.

Qualcuno sparisce ogni due settimane a Lockham.

I predatori devono cacciare regolarmente.

Modificato da Mezzanotte

Manuel Vega

Resto in silenzio ad ascoltare per un po' e poi mi introduco nella discussione "Nel caso i Fatati fossero i responsabili delle sparizioni, è inutile arrovellarsi per trovare una spiegazione logica: i Veri Fatati hanno un modo del tutto alieno di ragionare, persino per noi che li conosciamo bene è quasi impossibile comprenderli."

Detto ciò il mio sguardo cade per un'attimo sulla donna dall'aura selvaggia che pare assorta in qualche pensiero "Qualcosa la turba signorina Taiga?"

Modificato da Ipergigio

sigg_immigrant_song_3515ed25_ce19_400c_8Taiga Anzau, Figlia dei Glicini (con Aaron Young, Lyam O’Doherty, Manuel Vega)

"Nessuno mi ha mai chiamata signorina. E credo di essere più antica di questa città"

La mia voce nasconde una nota dolente.

Ho un vago ricordo di navi lunghe e nere con la prua a forma di drago, spinte da remi sulla superficie argentea della baia del Massachusetts. Boschi interminabili e battaglie con uomini seminudi dalla pelle bruna che strillano come demoni. Skrælingjar, li chiamavo. La parola mi affiora alla memoria come un relitto alla deriva nella nebbia. I frammenti della mia lingua natia mi appaiono alieni, come il resto del mondo. Cose sognate, appartenute ad altri.

Solo la Signora e il suo Giardino sono per me reali, ora.

Maledetta, mi ha preso tutto. Lei e la Siepe.

Inclino leggermente la testa verso il bel ragazzo dalla pelle abbronzata; Manuel Vega credo ha detto di chiamarsi.

"I Nobili non prendono a caso. Loro scelgono."

"è presto per affermarlo con sicurezza, ma le vittime non sembrano legate fra loro né avere cose in comune, a parte l'area in cui vivevano. E gli intervalli di tempo regolari fra una sparizione e l'altra mi fanno pensare più ad un atto di predazione, che di rapimento. L'opera di un serial-killer umano o una bestia fuggita dall'Arcadia che ha eletto Lockham come suo terreno di caccia, forse".

Modificato da Mezzanotte

Lyam

Sì, potrebbero anche essere omicidi, cacce rituali o semplici passatempi, di sicuro il fatto che ci sia un periodo di tempo fisso può far pensare ad un'azione serializzata e volutamente ripetuta commento a voce un poco più bassa di prima

Anche ammettendo che sia il periodo di tempo il discrimine, non pare lampante alcun collegamento tra di loro; per questo mi sa che l'unica cosa da fare è andare sul campo a scoprire quante più informazioni possibili sui tre dispersi

  • Autore

Corte dei changeling

Il re Steven Oak si volta verso il gruppo, il suo sorriso immenso si restringe leggermente mentre annuncia: "Bene, direi che qui possiamo considerare conclusa la parte introduttiva della vicenda. Avete tutte le informazioni necessarie per muovervi sul campo. Il mio ufficio rimane aperto se vi serve un chiarimento o una parola, ma per il resto, consideratevi liberi." Quindi, si allontana fischiettando verso il suo ufficio. Come se avesse effettivamente lavorato, o risposto alle vostre domande.

Elisa Perry lo guarda sospirando, ed estrae una busta sottile dal fondo della giacca. La apre, e all’interno sono contenute foto dei tre sperduti, probabilmente prese da qualche social network, accompagnate da nomi e indirizzi di residenza.

Riepilogando, sono:

  • Un ragazzino nero con i capelli rasati a zero, con il mento appena ispido. La foto è a metà busto, ma a meno che non abbia giocato con le prospettive potete notare che è abbastanza alto per la sua età. Si trova per strada, fissa dritto la camera e ha indosso un giubbotto da giocatore di football, probabilmente del suo liceo di Lockham, di colore verde a maniche beige. C'è appuntato il simbolo di un gallo vicino al cuore. È Jamal Carter.

  • Una giovane donna dai tratti ispanici, ma che può facilmente passare per bianca. La foto è scattata probabilmente in una discoteca, indossa un abito da sera fucsia scargiante con uno scollo profondo a V che non fa in realtà vedere molto perché coperto dal cocktail che porta con la mano sinistra. Ha un sorriso che appare sincero, e probabilmente doveva essere a fine serata perché appare brilla, con i capelli in disordine, ma felice. È Isabella Ramirez.

  • La fototessera di un uomo bianco con la barba di qualche giorno ma dei baffi bianchi folti e curati. Ha capelli lisci, unticci e tirati indietro che gli cadono dietro le orecchie a sventola. Sembra una foto di Linkedin, o quella di un ricercato dell'Interpol, senza via di mezzo. È Harold Bennet.

E un'altra foto, quella che immaginate sia di Katie Sato. Una foto di tre quarti di una donna di circa 30 anni, asiatica ma con tratti di etnia bianca, quindi immaginate sia metà giapponese, o solo di origine giapponese. I capelli neri sono leggermente mossi, con qualche ciocca rossa, tirati dietro le orecchie. Nella foto appare sorridente, ma come se fermasse qualcuno da farle la foto. Potete immaginare che sia una foto più personale e che non venga da un social.

"Dietro la foto ci sono anche il suo numero telefonico, anche se appare staccato, e l’indirizzo di casa". Dalla tasca estrae una penna biro, prende la foto, e sul retro annota con rapidità il numero di Elara Verdance, ma non il suo indirizzo. "Non posso dare l’indirizzo di una cortigiana della Primavera senza il suo consenso, e sinceramente non so nemmeno dove viva in pianta stabile. Probabilmente in qualche quartiere fighetto o modaiolo della città."

Fissa il gruppo, con un sorriso appena accennato. "E sì, tutte le vostre ipotesi possono essere corrette. Può essere niente... può essere roba di mortali... o colpa nostra. Io a questo punto tra tutte queste opzioni spero quasi nel serial killer. È più facile."

Con un gesto di chiusura, richiude la busta, ve la poggia su un tavolino. "C'è altro?"

offgame @Voignar

Non ho capito se vuoi tirare tu o io. Per me è lo stesso. Ti ricordo che se spendi 1 Punto di Volontà puoi aggiungere 3 dadi al tiro, che è dato dalla somma dei pallini in Prontezza + Empatia. Però allo stato attuale mi sembra un po' eccessivo spendere Volontà, ma eeeehi io devo ricordarlo sempre.

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