11 ore fa11 ore comment_1945441 Riflessione che faccio da tempo, ma prima parto da alcuni esempi: realtà, animazione, letteratura e gioco.Se vado in una pinacoteca e guardo un quadro (non religioso) rinascimentale vedo abbigliamento, cucina, edifici, e altri dettagli ben diversi da ciò che mi circondano e non è necessario leggere sulla targhetta l'anno in cui è stato fatto per capire che rappresenta il passatonell'anime Frieren lei è un elfa di 1000 anni. nella serie vi sono diversi flashback ambientati dai 500 ai 700 anni prima. Ma ogni cosa è identica al tempo presente del racconto: abbigliamento, armi, architetture. Capiamo che è 500 anni prima solo perché ce lo dice espressamente.Nel Signore degli Anelli il tempo che separa la sconfitta di Sauron dalla compagnia dell'anello è di quasi 2000 anni. Tuttavia in tutto quel lasso di tempo non è cambiato nulla: con archi, spade e scudi combattevano e con archi spade e scudi combattono, lo stile di abbigliamento, di vita e quant'altro è rimasto immobile (da "noi" in 2000 anni si è passati dalle legioni romane alle stazioni orbitali)Spesso nelle avventure di D&D e simili l'incipt è secoli/1000 anni prima il [lord malvagio a scelta] è stato sconfitto e imprigionato e ora sta tornando, ma anche qui fra quando il cattivo è stato sconfitto all'arrivo degli eroi nulla è cambiato, solo l'elfa sul calendario Play elf nella bottega del fabbro.ora capisco perfettamente che spesso quel lasso di tempo è messo "a caso" solo per dare una patina di epicità, antichità alla storia, che nessuno si mette a sbattersi (anche se per letteratura ed altri media dovrebbe) per immaginarsi un'effettiva influenza del tempo in ogni aspetto della vita (e no il "è fantasy" non lo accetto come motivazione, perché almeno la moda o l'architettura potrebbero anche variare), e so anche di essere io anche fin troppo pignolo e puntiglioso su alcune cose. Tuttavia almeno per quanto riguardo l'assenza di progresso tecnologico ho provato a dare una giustificazione tramite una domanda:Quanto la presenza di magia può bloccare il progresso tecnologico? Segnala
10 ore fa10 ore comment_1945447 24 minuti fa, Albedo ha scritto:Quanto la presenza di magia può bloccare il progresso tecnologico?Credo tanto. Poi dipende dalla diffusione della magia, e da quello che puoi fare.Il progresso tecnologico è un derivato dei bisogni umani, a volte cercato altre no. Se puoi accedere alla magia, perché sbatterti per cercare un modo di drenare l'acqua dalle miniere con una macchina? Perché creare la navetta volante per aumentare la produzione? Perché inventare le armi da fuoco, e un'architettura difensiva che ti difenda dalle tali armi? Perché la bussola, nuovi metalli e così via? Segnala
8 ore fa8 ore comment_1945472 2 ore fa, Albedo ha scritto:Quanto la presenza di magia può bloccare il progresso tecnologico?Dipende sempre quanto sviluppato e accesibile, tipo l'inizio del film Onward, dove la tecnologia è più semplice da usare della magia Segnala
7 ore fa7 ore comment_1945487 La riflessione ha perfettamente senso, anche se è una egittimazione a posteriori. L'immutabilità (o quasi) nel tempo non è di solito una conseguenza ma una giustificazione. Chi crea un'ambientazione fantasy-medievale (ma anche di altro genere) spesso vuole che quel tipo di atmosfera si mantenga nella storia con minime variazioni per cui non si preoccupa dell'avanzamento tecnologico se non quello possibile all'interno dello scenario previsto, per esempio il passaggio dal bronzo al ferro all'acciaio (o altri manteriali fantastici), spesso relegandolo ad un passato remoto. I motivi sono di solito tralasciati ma, volendo dare una giustificazione, la magia può legittimamente essere uno di questi. Un'altra motivazione può essere la lunga vita di alcune razze, che forniscono una certa inerzia al cambiamento: certe cose è più difficile che cambino all'interno di una singola vita vissuta. Un'altra può essere il modo in cui sono concepite certe razze, spesso incarnano un aspetto dellessere umano e tendono a rimanere sempre uguali a loro stesse, perché questa è la loro caratterizzazione. La magia mi sembra comunque una delle motivazioni più forti, soprattutto dove questa è pervasiva, quindi diffusa. Ma anche dove è esclusiva di una classe dominante, che tenderà ad usarla come mezzo di mantenimento del potere impedendo lo sviluppo di soluzioni alternative. Del resto, se esiste un modo dominante di fare le cose, difficilmente si sente la necessità di svilupparne altre. Questo naturalmente non è sempre valido: ci sono ambientazioni in cui magia e tecnologia si fondono, dando vita ad una dinamica magico-tecnologica che però non è necessariamente un'evoluzione. Difatti un altro aspetto da considerare è come spesso si sia scelto (alcune forse per ispirazione Tolkieniana) di relegare la magia più potente e magnifica all'antichità e che questa magia sia andata perduta o sia pian piano scemata fino allo stato attuale. Questa involuzione (che può essere anche tecnologica, ma in genere relegata alle ambientazioni post-apocalittiche) diventa interessante perché permette di scoprire misteri del passato, far risorgere antichi pericoli, riportare antiche magie perdute. Altro aspetto da considerare è che lo sviluppo tecnologico, nella storia, ha richiesto un certo backgound culturale. La tecnolgia dell'impero romano era per molto versi superiore a quella medievale, e le grandi evoluzioni che hanno portato al mondo moderno sono frutto del fermento di idee nato con il rinascimento. Se questo non ci fosse stato forse oggi vivremo in modo simile ai nostri antenati di un paio di millenni fa. Segnala
3 ore fa3 ore comment_1945520 Capisco cosa vuoi dire e sono in parte d'accordo con te, ossia sul fatto che queste storie che durano migliaia di anni spesso puzzano di pigrizia.Mi permetto di proporre qualche spunto di ragionamento.Da maratona a marco aurelio passano circa 700 anni, ma nella nostra visione di quel mondo non credo ci sia una sensazione di evoluzione della tecnica e dei costumi così netta come quella che ci appare esserci stata dai tempi di dante ai nostri. Cosa in parte vera e in parte dovuta alla nostra miopia e ignoranza.La cosa si fa ancora più netta se pensi al mondo antico, tipo il vicino oriente antico o l'egiziano, nel cui studio ancora oggi si identificano periodi di 500/1000 anni. Di nuovo, in parte nostra ignoranza, in parte una effettiva lentezza delle trasformazioni che caratterizzavano società più povere e scleoritche di quelle dell'europa degli ultimi 10 secoli.Anni fa lessi un bel libro, che da poco hanno anche ristampato, la storia spezzata di schiavone, che, da bravo intellettuale di formazione marxista, attribuiva questo fatto alla natura servile (ossia schiavistica) dei mezzi di produzione delle società antiche, facendo anche dei paragoni tra l'america confederata e quella unionista. Quanto la tesi sia corretta non sono in grado di valutare, ma è sicuramente stimolante.Se questa tesi fosse sensata, una magia diffusa potrebbe spingere l'acceleratore della storia, con scoperte tecno-magiche, verso una società più ottocentesca che da basso medioevo.Buon gioco!-toni Modificato 3 ore fa3 ore da d20.club Segnala
31 minuti fa31 min comment_1945562 Concordo con @d20.club : in tempi recenti c'è stata un'accelerazione esponenziale del progresso tecnologico. In 1000 anni siamo passati dai castelli ai computer, ma per passare dalle caverne ai castelli ne abbiamo impiegati decine di migliaia. Il livello tecnologico dell'antica Grecia (epoca classica) o dell'antico Egitto (millenni prima) non era così diverso, e nemmeno diversissimo da quello dell'Impero Romano. Una apparente stasi tecnologica (o meglio, grande lentezza di progresso) in un'epoca "antica" è del tutto plausibile.(Poi il Signore degli Anelli va beh, voleva essere un romanzo mitologico, nella mitologia il progresso tende a non esserci.)Però che ci siano dei cambiamenti nei costumi, nell'abbigliamento, nelle usanze, nel cibo o nell'architettura sarebbe abbastanza logico, questo sì. Segnala
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