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Capitolo 0: Il profumo del pericolo

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Sir Otis Mutreaker, anziano Galapa Bardo e Barbiere (Speranza 3)

Mi guardo attorno confuso dal paesaggio e stordito dalle vampate di aria rovente che mi arroventano il carapace. Soffro tremendamente il caldo: è come stare chiusi per ore in un camper* parcheggiato sotto al sole durante una giornata estiva e senza nessuna fonte di refrigerio.

Osservo con cauto interesse Einor che si acquatta per parlare con uno scorpione di passaggio: sono sempre affascinato dagli usi della gente, alcuni non smettono mai di stupire!
Mentre il mio amico si scervella per ricordare dove può aver sentito parlare degli scorpioni fantasma, io decido di ingannare il tempo facendo ciò che mi viene meglio: salgo su un masso piatto e largo, mi guardo attorno e cerco ispirazione per qualche sonetto:

Ma che bei ragazzoni
questi simpatici scorpioni!
Otto zampe e due chele
Coda appuntita grondante fiele.
Zampettano furtivi,
sembran quasi fuggitivi.
Scapperanno forse dalle melme?
Creaturine appiccicose
le melme son proprio odiose
Se ti si incollano alle palle
è un'impresa staccarle
queste poi sembran bruciare
sarà meglio filare!

Mi colpisce poi una folgorante idea: qui fa un caldo infernale, che sia il posto giusto per sperare di incontrare un paio di sudatissimi Minotauri Demolitori? Potrei finalmente sperare di mettere le mani su un paio degli ingredienti che spero di riuscire a scovare durante questo viaggio verso l'ignoto!

*camper: particolare tipologia di carro trainato da buoi adibito ad abitazione, completo di tutto il necessario per una villeggiatura serena: un letto con materasso di piume per la notte, un focolare con paiolo incorporato, un tavolo con sgabello per desinare comodamente o giocare alle carte, una poltrona da lettura ed anche una piccola latrina. I modelli più costosi equipaggiano un incantamento riscaldante/refrigerante di serie, sono divisi in stanze e dispongono anche di un baldacchino retrattile per adibire una veranda esterna, e possono essere trainati da ben quattro coppie di destrieri emilianromagnoli in linea.

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Einor Eidor

Gli scorpioni mi hanno detto che gli scorpioni fantasma vivono nelle crepe fredde...anche loro non sopportano il caldo a quanto pare. Dico, guardando divertito il bardo Galapa che sta chiaramente soffrendo il caldo.

Certo, anche io mi sento la gola bruciare, gli occhi che pizzicano, e goccioloni grossi come arance mi scendono dalla fronte. Ma non gli darò MAI la soddisfazione di sembrare più a disagio di lui.

Dobbiamo seguire la cresta nera verso la fessura sud. Arriveremo in un luogo più fresco, e lì dovremmo trovare gli scorpioni fantasma. Ah, e stiamo attenti alle melme, sono attirate da fonti di calore. Dico soddisfatto.

Enswynn Thalf

Sorrido quando sento il sonetto improvvisato da Otis, chiedendomi come reagirà Sophie: sono abituato alle canzoni sboccare da taverna, ma non mi sembrano esattamente il tipo di divertimento apprezzato dalla ragazza.

Oh, quindi sei in grado di parlare la loro lingua! Pensavo fosse il caldo. Dico ad Einor quando ci spiega quello che ha scoperto, guardando la cresta nera per capire se abbia i depositi minerali che ho notato prima. Credo che gli scorpioni evitino spontaneamente le melme: alcune fessure sono disabitate, se notate. Aggiungo, indicando una di quelle che ho notato in precedenza. E se dovessimo incontrare una melma... Beh, potrebbe essere l'occasione per testare una nuova ricetta. Magari la loro gelatina è piccante!

Sophie

"Oh, che bella canzone, sir Otis! Anche se non ho ben capito a quali palle si dovrebbero attaccare. Quelle degli occhi? Non mi pare..."

Dico più per educazione che altro... Non gradisco le musiche cantate, preferisco di gran lunga le opere sinfoniche strumentali.

Modificato da L_Oscuro

  • 2 settimane dopo...
  • Autore

Paura 5

Seguendo la cresta nera, il calore della Fossa del Peperoncino cambia poco a poco: non sparisce, ma si comprime, come se l’aria diventasse più densa e cattiva. Le pareti attorno a voi si fanno più scure, incrostate di venature rosse e screpolate da fessure sottili, profonde, che tagliano la roccia come cicatrici. Qui la luce rimbalza male. Qui ogni ombra sembra trattenersi un istante di troppo.

Mentre avanzate, notate che il terreno non è stabile: sotto la sabbia fine affiorano tratti di pietra fredda, più scura del resto, come se qualcosa lì sotto avesse rubato calore alla caverna. In una di quelle crepe, per un attimo, vedete muoversi qualcosa di pallido e sottile. Non abbastanza da capire cosa sia, ma abbastanza da farvi fermare il fiato. Un attimo dopo è sparito.

Poco più avanti, una chiazza rosso-bruna cola lungo la roccia come melma viva. Non sembra ferma: pulsa appena, lenta e viscosa, e quando una goccia cade sulla sabbia lascia un piccolo sibilo, come se la pietra stessa protestasse. Da una fenditura vicina arriva un secondo movimento, più basso, più rapido. Qualcosa di piccolo si ritrae tra le ombre, e per un istante vi sembra di sentire il fruscio secco di una chela contro la roccia.

Davanti a voi la cresta nera si assottiglia ancora, e le crepe diventano più fitte. Lì sotto, dove il freddo trattiene il respiro della pietra, potrebbero nascondersi gli scorpioni fantasma. E la fossa, adesso, sembra aver deciso di restituirvi lo sguardo.

Mentre fissate le crepe nella cresta nera, qualcosa si muove nella roccia come una macchia di sangue versato. All’inizio sembra solo un riflesso, una colata scura e viscosa nascosta tra le fessure; poi la massa prende consistenza, si gonfia lentamente e scivola fuori dalla spaccatura con un rumore umido, come se la pietra la stesse sputando.

La melma è di un rosso denso, quasi bruno, e pulsa a scatti nel calore della fossa. Si allunga verso di voi con una lentezza nauseante, ma ogni suo movimento lascia dietro di sé una scia appiccicosa che fuma e sfrigola appena a contatto con la sabbia. Quando si solleva, vedete che la sua superficie non è liscia: è piena di grumi, filamenti e piccole bolle che si aprono e si richiudono come ferite vive.

Per un istante resta ferma, come se stesse valutando la distanza. Poi si contrae di colpo, trascinando il proprio peso verso di voi con una fame lenta e ostinata.

Tutti

Devo ancora prendere un po' la mano su come gestire la scena in daggerheart, scusatemi se vi sembra mi stia dilungando. In realtà la meccanica sarebbe di spendere una paura o di usare un vostro tiro con paura per presentare un avversario. Ho preferito spendere un tiro con paura per presentare la melma! Che fate?

Enswynn Thalf

Continuo a guardare la fossa, cercando di scorgere altri segni del passaggio degli scorpioni: sono abbastanza sicuro di aver sentito il suono di una chela poco fa. Alzo lo sguardo quando sento Dipfrid tossicchiare violentemente. Sto per chiedere cosa sia successo al mio (involontario) aiutante, quando noto l'enorme melma che striscia verso di noi. Oh, ti riferivi a quella, quindi. Gli dico, sistemandomi i guanti da cucina. Cerchiamo di salvarne un po': potrebbe essere un'ottima base per una salsa. Dico ai miei compagni, mentre carico le rune dei guanti di potere magico. Una piccola parola arcana è ciò che basta a scaricare un diretto potenziato da energia azzurrina contro la melma.

Tutti

Se non c'è problema, prenderei io l'iniziativa. Andrei in mischia e attaccherei la melma con i Guanti da Cucina.

Attacco con i Guanti da Cucina Runici: 20 con speranza, 11 danni magici. Dato che ho tirato un 7, attivo Strange Patterns per guadagnare una Speranza.

Modificato da Ian Morgenvelt

Sir Otis Mutreaker, anziano Galapa Bardo e Barbiere (Speranza 3)

Cammino in punta di piedi sul terreno rovente, con il costante terrore che mi si sciolgano le suole degli stivali nuovi. Fa un caldo bestiale, sto grondando sudore e inizio a sentirmi la testa pesante forse un anziano non dovrebbe esporsi così tanto al calore… dovrei mantenermi idratato ed evitare di uscire nelle ore più calde!

Sono così intontito che mi accorgo a malapena di Enswynn che corre urlando contro un ammasso di fanghiglia semovente, agitando i pugni con aria combattiva. Troppo stanco per unirmi alla baldoria, mi lasciò cadere seduto su un sasso e osservo la scena sventolandomi con un ventaglio. Coraggio, Enswynn! Fai vedere a quel grumo di roba fetida chi comanda!

Siccome sono un vecchio saggio, nonostante il caldo tengo il mio nodoso bastone a portata di mano. Non si sa mai, che quelle schifezze attacchino in branco?

Einor Eidor

E' una creatura lenta, secondo me dovremmo riuscire a seminarl...non faccio in tempo a finire di parlare che Guendalina scatta in avanti. Sembra aver preso le parole di Enswynn come una sfida. Quale salsa? Quando avrà finito con questa melma, non ne rimarrà abbastanza neanche per aromatizzare.

Da parte mia penso per un attimo a fermarla, ma so che non è il caso. Restringere i suoi movimenti così vicino al pericolo potrebbe portarla a farsi male. E lei deve diventare la mia cena un giorno, non quella di una melma!

Modificato da Theraimbownerd

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