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Aurunci Regio

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Vahid

Prendo la biglia di metallo lucente, la guardo per qualche istante nel palmo della mia mano, volgo lo sguardo verso Kaelin e la metto senza proferire verbo. Chiudo gli occhi, alzo il mento al cielo e sbuffo dalla tensione.

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Vahid

Nella tua mente si forma l'immagine di una donna dai tratti affilati e gli occhi da orientale. Indossa una combinazione da combattimento latarian ad esagoni, con visore multispettrale ad occhi di ragno, ma per te si è tolta il volto da guerra che usa per uccidere.

Dimostra più dei suoi quaranta anni: ha passato la vita combattendo ed ha sempre rifiutato i processi di ringiovanimento così comuni fra la sua gente.

Anche in questo, è sempre stata una ribelle.

Eppure ti appare ancora bellissima, come quando accettò la tua resa, il giorno che invase il tuo mondo.

Per alcuni istanti fatichi a metterla veramente a fuoco: sembra il tuo cuore smetta di battere e forse ti senti mancare perché la figura apparsa come un fantasma nella tua mente, evocato dall'atroce tecnologia latarian è la Subatari Shahr, tua moglie.

Eroe. Traditrice. Morta.

O così ti hanno fatto credere.

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Eroe, traditrice, morta.

"Marito mio" proferisce il fantasma, "il mio cuore esulta e tesse le lodi della Vera Guida nel saperti vivo"

"Questa è una registrazione corticale e abbiamo poco tempo, perciò ti prego, placa la tempesta che certamente ora agita il tuo spirito e ascoltami attentamente"

"Nulla è perduto, entezar, la speranza, rischiara ancora i nostri cammini"

"Ricordi quello che ti dissi sulla perfidia della casata Valipour? è tutto vero. Però Sava Valipour è la loro pecora nera: anche se non è una kubatar, devi fidarti di lei. Ha in carico una missione che può porre fine alla guerra. A tutte le guerre"

"Dovesse fallire i nostri mondi, il mio, il tuo, le vite di milioni di persone, bruceranno nel fuoco dell'odio fino a ridursi in cenere"

"Ti prego, aiutala, fa di tutto affinché abbia successo"

"Quanto a noi, avrei preferito continuassi a credermi morta in modo da poter avere una vita accanto ad una persona capace di amarti e proteggerti come io non sono stata in grado di fare.

Del mio fallimento come moglie e guardiana ti chiedo perdono, come spero tu possa perdonarmi per il pesante fardello di cui ora ti faccio carico"

"Perché appena si saprà della tua fuga e del tradimento di Sava, le più letali assassine del mio mondo vi daranno caccia senza quartiere, e fra di esse vi sarà Sepideh, nostra figlia, aizzata contro di te dalle mie nemiche"

"Devi evitare qualsiasi confronto diretto con lei, a qualunque costo. Ma se questo si rivelasse impossibile, ti prego, proteggila da sé stessa"

"Sono convinta ci rivedremo toleh, in questa vita o nella prossima"

"Mio respiro, luce dei miei occhi, fuoco dei miei lombi"

Il fantasma sparisce, e sei di nuovo nella stanza di cemento grigio, prigioniero delle tue nemiche con Kaelin e Sava, la 'pecora nera' delle Valipour che fatichi ancora a considerare una tua alleata.

'Toleh', 'cucciolo'.

è incredibile Shahr ti chiami ancora così, dopo avergli dato una figlia!

O forse, pensi, continua a farlo proprio per quello?

Si dice le donne siano il più grande dei misteri per gli uomini.

Figuriamoci le latarian.

***

Kaelin

Vahid sta fissando il soffitto, pallido, gli occhi chiusi, il corpo rigido come gli avessero ficcato una scopa su per il culo. Non sai cosa gli sta facendo la roba latarian che Sava gli ha fatto infilare nell'orecchio, ma da fuori somiglia ad un brutto trip d'acidi.

Una lacrima gli sta scorrendo lungo la guancia, ora.

Sava se ne accorge e fa una smorfia disgustata

"che schifo", dice.

Flam una volta ti ha detto che le latarian vengono condizionate fin da piccole a sopprimere e nascondere i sentimenti che potrebbero renderle vulnerabili alle nemiche di famiglia.

Il che ti appare incredibile, visto che la vostra Afsaneh è la ragazza più fisica e diretta che tu abbia mai conosciuto.

Forse quelle che riescono a fuggire sono come le ragazze cattoliche che cominciano tardi e poi devono recuperare il tempo perduto..

Sava sta aprendo dei pannelli mimetizzati nella parete: ne tira fuori tre tute marroni integrali attillatissime complete di caschi.

"Non ti preoccupare, il tuo ragazzo fra poco torna fra noi"

Ti getta una tuta.

"Spogliati. Aderiscono alla pelle. Non puoi indossare nulla sotto"

Anche lei inizia a denudarsi senza il minimo accenno di pudore.

KAELIN

I miei occhi fissi su Vahid.
Lo vedo inerme, come fosse un burattino nelle mani di queste svitate.

"Che cavolo gli state facendo?"

La latariana cerca di tranquillizzarmi ma non ne sono convinta, non riesco neanche a capire se dice la verità, aveva ragione Flam, queste donne non sono persone. Non hanno sentimenti, sono fredde come il metallo e scommetto che sono anche frigide.

Osservo con disprezzo la tuta che mi viene lanciata. L'istinto mi direbbe di non metterla, non voglio nemmeno lontanamente assomigliare a loro.
Ma non ho alternative.

Mi tolgo i vestiti sporchi e strappati.

"Custoditeli con cura" esclamo in modo ironico.
Osservo il fisico della ragazza, nonostante il disprezzo che provo per lei devo ammettere di provare un po' di invidia.

Lentamente sfilo l'intimo, girandomi di schiena per non farmi vedere da Vahid come mamma mi ha fatta e lentamente mi infilo la tuta.

Mi volto di nuovo.

"Ho indossato i vestiti! Ma non pensare minimamente che io sia come voi! Io sono una donna!"

C'è un tono di sfida nella mia voce, anche se poco credibile visto il mio stato psicofisico.

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Kaelin

Dopo essersi a sua volta rivestita, Sava ti si avvicina per controllare tu abbia indossato correttamente la tuta. Ti tocca da per tutto, ma senza malizia: è veloce e professionale, si vede che è addestrata a farlo; solo dove non sei stata precisa interviene con decisione tirando la guaina polimerica, sfregando o facendo pressione in punti specifici che immagini nascondano sensori.

All'inizio ti senti costretta e a disagio, i materiali tecnologici freddi e viscidi contro la pelle, ma presto la tuta si scalda e quasi ti dimentichi di avere qualcosa di estraneo addosso.

In realtà ti sembra di non indossare assolutamente nulla, ogni piega del tuo corpo perfettamente visibile sotto quella seconda pelle artificiale.

La Valipour sta fissando quello che hai fra l'attaccatura delle gambe.

"Sì", borbotta in risposta alla tua orgogliosa affermazione precedente inclinando la testa di lato e increspando le labbra in una espressione imbronciata.

"Direi che hai ragione: sei abbastanza donna"

Ti da una piccola pacca sul sedere.

"Ora indossa il casco e spoglia il tuo compagno se non è in grado di farlo da solo, perché io quella scimmia non la tocco."

KAELIN

Muovo le spalle, le braccia e tutto quello che posso muovere come per staccare da me quella tuta stretta e fredda, come se mi avessero appiccicato addosso la pelle di un cadavere.
Le mani di Sava non sono certo accomodanti, con quella sua fredda metodicità, ben diverse dal tocco di un amante. Ma almeno mi sono risparmiata un'ispezione anale di quelle che facevano nelle corporazioni.

Tuttavia la sensazione sgradevole finisce presto, ma sento una sorta di imbarazzo, mi sembra di essere nuda.
Questo non è un bene perché i complimenti della latariana e la pacca sul sedere fanno inturgidire i miei capezzoli e la cosa è palesemente visibile.

"Cosa?"

Esclamo alla sua richiesta.

"Questo non lo posso fare davvero... a meno che non sia lui a chiederlo!"

Ma dall'espressione fredda e spietata del suo volto capisco che non ho alternative.

Indosso il casco e mi avvicino a Vahid.
Lentamente e delicatamente gli sfilo la maglia e abbassando le mani gli slaccio la cintura, chinandomi un po' in avanti gli sussurro.

"Troveremo un modo per fuggire. Te lo prometto, a costo della mia vita"

Mi accuccio e gli tolgo le scarpe e i calzini per poi sfilargli i pantaloni.
Quando è rimasto in mutande guardo Sava.

"Vuoi avere tu l'onore di togliere l'ultimo pezzo? Magari ti piace"
Appena pronunciate queste parole capisco che sto giocando con il fuoco...

  • Autore

"Guarda che non è un gioco, Kaelin", ribatte freddamente Sava.

Sospira, si avvicina e molla un calcio nei testicoli di Vahid che crolla in ginocchio battendo la fronte contro il pavimento reggendosi l'inguine.

La piccola sfera gli cade dall'orecchio e lei la schiaccia sotto il piede riducendola in pezzi.

"Sveglia cazzone. Mi spiace interrompere la tua piccola riunione di famiglia ma è tempo di tornare alla realtà"

"Questo posto l'ha costruito una controllata delle Industrie Valipour. In questo momento sto usando la backdoor di famiglia per ingannare i sensori, ma non ci metteranno molto ad accorgersene. Per questo abbiamo poco tempo"

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