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I Figli di Za'ia - TdG

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"Ch'a'ia è andato a cercare i nostri fratelli. Egli ritiene di sapere come trovarli" risponde Le'wo, ma dalle espressioni degli altri sembra che questa certezza non sia condivisa. Poi aggiunge "Manderemo ciò che possiamo a Mau'a-Tai, ché le vostre promesse non vengano smentite. Ma cominciamo a sentire la fatica: i predoni ad ovest ci costano uomini e mezzi, e da lì non giungono più i commerci. Non come un tempo. E da est la situazione sembra peggiore, con Marea di Sangue che avanza. A sud non c'è nulla, come ben sappiamo, e a nord dobbiamo vedercela con En'se'na. Sembra che almeno lì la situazione ci sia favorevole, e questo ci dà fiato"

Interviene Ch'o'be "Il vostro intervento ad est è stato provvidenziale: avete stabilito due sentinelle che ci terranno all'erta sull'avanzata di Au'si'be. Non dovremmo forse guardare anche a questi lati positivi?"

Al solito è M'un a dar voce al malcontento "Dobbiamo consolidare le forze e continuare a trovare alleati. Le isole che ci sono vicine sono anche prive di ordine e comando. Dobbiamo crearci uno scudo, un muro"
Di altro avviso è K'atu "No, è ora il momento di inviare le nostre forze contro Au'si'be e i suoi figli, e ucciderli. Ci siamo protetti la schiena, ora avanziamo con le armi in mano" Ma naturalmente anche Sa'm'an ha da dire la sua "Non possiamo abbandonare alleati di costa. Mia gente soffre e muore. Amici e alleati, se aiutati"
Dall'espressione di Le'wo è chiaro che questa non è che l'ennesima discussione tra i tre. Lui, che tempo fa aveva detto di non voler avere a che fare con tutto questo, è infine intrappolato tra le diverse voci e idee dei suoi fratellastri.

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Ele'wa'tu'm

Fratelli richiamo la loro attenzione discutere tra di noi non può che portare alla nostra sconfitta. Dobbiamo aumentare i nostri alleati, è vero, ma non mi piace cosniderarli come uno scudo faccio una mezza smorfia come ho sempre detto non sono un grande guerriero, ma potremmo occuparci dei predoni e da li andare dalla tua gente Sa'm'an. In questo modo rafforzeremo la nostra posizione, ribadiremo che non abbiamo interesse ad abbandonare vecchi alleati e libereremo risorse per lo scontro cerco di capire se questo piano ha anche l'approvazione dei miei fratelli K'atu e M'un voi due potete unire le forze, passare dalle isole vicine a reclutare uomini e alleati. Con un po' di fortuna possiamo volgere le sorti di questa situazione

Hannayeh

Il piano di Ele'wa'tu'm mi piace: non mi sento adatta ad una guerra in campo aperto, ma sono contenta di aiutare Sa'm'an a liberare la sua gente. Anche perché la ragazza è quella con cui mi sono trovata maggiormente in sintonia. Fratello, noi potremmo provare a contattare nostra madre e chiederle aiuto. Il nostro popolo non ha navi e marinai, ma potremmo fornire provviste e commerci. Dico a Finn'iann, aggiungendo Potreste spiegarci anche la situazione con En'se'na? Qualcuno dovrà cercare di stringere questa alleanza, per guadagnare un altro alleato.

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"En'se'na si dichiara indipendente, e ha i numeri per farlo... arroganti, ma ricchi e la città sul F'la è ben difesa" risponde M'un "Hanno però dichiarato amicizia nei nostri confronti, e accettano di aiutarci in caso di battaglia... e basta. Il re è troppo avido e per ottenere di più dovremmo comprometterci troppo"

Hannayeh

Il fatto che abbiano accettato di offrirci aiuto in caso di battaglia è già un ottimo risultato. Dico a M'un: il risultato non è esattamente dei migliori, ma un nemico in meno è già un ottimo risultato in questa situazione. Il re sarebbe disposto ad accettare degli accordi commerciali, secondo voi? Ora che Mau'a è placato avremo nuovamente accesso alle risorse preziose della sua isola: un'ottima arma per ottenere contratti di favore con En'se'na.

Finn'iann

"Ed è comunque meglio un possibile amico indipendente, se anche arrogante, piuttosto che un altro nemico da cui guardarsi", faccio presente. Questi giochetti politici hanno poco sapore per uno cresciuto in un luogo isolato, ma comunque qualcosa ci capisco.

  • Autore

"Penso che il re di En'se'na non stia aspettando altro. Hanno molto cibo, l'isola è grande e florida. E ben posizionata. A loro viene bene commerciare sia con le altre isole che con la costa a nord" spiega Le'wo "Organizzeremo un incontro e intanto manderemo messaggi rassicuranti e qualche dono per far capire che siamo ancora interessati ad un'alleanza. Non che ci fossero dubbi ma... abbiamo poco, e più ci allarghiamo, più facciamo come una pelle di tamburo. Siamo tesi, sottili e un colpo troppo forte può strapparci in due"

Finn'iann

"Perdonatemi, fratelli...", intervengo ancora, con un poco di fatica ancora nel riconoscere questa parentela condivisa: "Come sapete ormai bene, io non sono un comandante o un politico, e nemmeno mi interesso granché di ciò. Saprete forse anche che rimango qui per senso del dovere, e tuttavia questo mi è difficile, perché il mio ruolo è altrove.

Tuttavia, se dobbiamo davvero ridurre la tensione della pelle di tamburo, è necessario assicurarsi ancora altri alleati certi o comunque delle fazioni circostanti davvero neutrali, prima di affrontare i veri nemici in campo.

Forse conviene ancora ritardare il conflitto, no?".

Hannayeh

In fondo siamo riusciti a fermare la prima avanzata di Marea di Sangue: prima di attaccarlo potremmo rafforzarci, portando stabilità e ricchezza ai nostri alleati. Cosa che li renderebbe più ben disposti ad aiutarci, anche solo per interesse personale. Dico unendomi al suggerimento di mio fratello. E cacciare i pirati dalla costa, come suggerito dal nobile Ele'wa'tu'm, potrebbe essere un modo per ottenere altri alleati e rinforzare questo muro.

  • Autore

La proposta di Finn incontra pareri diversi. I più guerreschi la vedono come un segno di debolezza, o meglio come un segno che verrebbe percepito come tale. M'un in particolare non sembra particolarmente entusiasta. Ma i più pacati la vedono come una naturale conseguenza dello stato attuale. Senza le forze sufficienti a proteggere tutto ciò che resta del regno, il conflitto è oltre le vostre possibilità.

Discutete ancora un po', poi Ch'o'be vi ferma "Siamo tutti stanchi, e tre di voi sono appena tornati da un lungo viaggio. Vi propongo di riposare questo pomeriggio, e di cenare assieme a palazzo. Stasera potremo riprendere il discorso a mente fresca e con le membra riposate"

Mentre vi salutate e vi dirigete a riposare, M'un prende Finn'iann da parte.

Finn'iann

La tua sorellastra quasi ti trascina da parte, impaziente. Quando siete lontani da orecchie indiscrete ti chiede dettagli su ciò che è successo a Mau'a-Tai "Chi si è occupato di mediare con l'ongo'kisi? Eravamo in pensiero, i vaticini dicevano che lo spirito prigioniero sarebbe stato furioso, e ammantato di fumo e fiamme. Abbiamo temuto per voi. Sei stato tu, oppure Ele'wa'tu'm a quietare Mau'a? Oppure...?" lascia in sospeso la frase, con aria nervosa. Che sia stata tua sorella, l'estranea che M'un non pare ancora aver accettato? Sarebbe intollerabile.

Hannayeh

La proposta di Ch'o'be mi fa annuire. Vi ringrazio ancora per avermi permesso di partecipare a questo incontro. Dico ai presenti facendo una riverenza. Lascio mio fratello a parlare con M'un, non senza chiedermi cosa possa volere da lui, ed esco per ritirarmi verso i miei alloggi.

Fuori dalla stanza

Una volta uscita mi avvicino a Sa'm'an, l'unica che probabilmente può darmi una mano. Perdonami se parlo ancora di faccende importanti, nobile Sa'm'an, ma volevo chiederti se potessi raccontarci qualcosa della tua terra e della tua gente. Vorrei imparare a conoscere una delle potenziali mete verso cui ci potremo dirigere.

  • 2 settimane dopo...

Ele'wa'tu'm

Mi sembra un'ottima proposta

  • Autore

Hannayeh

Lei ti fa un cenno affermativo "Sì, qualsiasi cosa per aiutare mio popolo. È gente diversa da qui. Costruiamo grandi città, mura di pietra, viaggiamo per portare grandi merci ad altri popoli, c'è tanta ricchezza da una terra tanto povera. Non è come qui, avete il mare e i pesci, gli alberi verdi e le isole piene di animali e frutta" ti racconta di un popolo che vive in grandi centri indipendenti ma uniti da vincoli di parentela e alleanze, abitati da artigiani e mercanti, soldati e pochissimi contadini. Senza il commercio non riuscirebbero a sostentarsi, e le aggressioni che ricevono stanno creando danni enormi. Venerano i loro antenati e non gli spiriti, che temono perché crudeli e infidi. Hanno grandi famiglie che vivono assieme, lavorano assieme, affrontano tutto assieme "Dovrei stare là con la mia gente. Ma anche voi siete la mia gente. Ho difficoltà a stare in due posti così, e spesso maledico mia madre per avermi concepito con uno straniero. Se non fosse così oggi sarei là a prendermi cura di chi ne ha bisogno... Ma i vincoli di sangue sono... catene, no? Catene che non ti puoi mai togliere. Questa famiglia è strana, è senza senso. Fratelli e sorelle che non si conoscono, che hanno padri e madri diverse, che senso ha? Tu hai tanto coraggio a restare, anche perché hai una sorella maggiore che ti tratta male. Ma non preoccuparti, tratta male anche me, anche se meno di te. Fa un po' male, siamo qui per aiutare invece di essere a casa nostra... Ci pensi mai tu, a questa cosa?'

Hannayeh

Master

Ti capisco: anche la mia gente non conosce il mare. Anche noi viviamo in villaggi fortificati, ma non viaggiamo molto: la mia gente tende ad essere poco unita. Avremmo bisogno anche noi di una figura come tuo padre che possa evitare le lotte tra i nostri villaggi. Le dico dopo aver ascoltato i suoi racconti sul suo popolo. Sospiro quando parla di M'un, annuendo però alla sua domanda Sì, spesso ci penso anch'io. La situazione a casa era tranquilla quando io e Finn'iann siamo partiti, ma ogni tanto sento un po' di nostalgia. E, effettivamente, il trattamento che mi viene riservato dalla nobile M'un non aiuta. Ma hai detto che è poco gentile anche con te, giusto? Credevo che fosse ostile con me in quanto non propriamente parte della famiglia, non che fosse ostile anche verso i suoi parenti.

Finn'iann

Con M'un

"È stata in buona parte Hannayeh: conosce gli Spiriti meglio di molti. Ele'wa'tu'm si era parzialmente compromesso in una prima parte della trattativa, non potendosi rivelare subito come figlio di Za'ia, pertanto ha fatto la sua parte dimostrando buona volontà e onestà, ma Mau'a era molto sulla difensiva, con lui", rispondo, senza tanti giri di parole.

"E io ero rimasto in disparte, pronto a intervenire in maniera ostile, se si fosse dimostrato indispensabile.

Ognuno ha avuto la sua parte, come è giusto.

Ma io di certo non avrei potuto condurre alcuna trattativa: le mie parole non sono granché di seta".

  • Autore

Hannayeh

Scuote il capo "Lei è ostile verso di lei, perché si vede più debole di sua madre. Vero, falso... non importa. Il genitore è morto, noi siamo vivi. Noi dobbiamo fare quello che possiamo per i nostri cari e la nostra gente. Lei perde di vista la meta perché passa il tempo a vedere chi fa l'ombra più lunga" spiega il suo punto di vista come può, con aria quasi di giustificarla "Non mi piace molto, ma non posso mentire. M'un ha coraggio e non si arrende, ma non farà nulla di importante se continua a perdere forze su cose poco importanti. Ma non è l'unica. Tutti noi figli di Za'ia siamo deboli rispetto al genitore. Abbiamo tutti difetti e da soli perdiamo di sicuro. Dobbiamo stare assieme. Io e te, però, siamo troppo straniere perché ascoltino questa verità da noi"

Finn'iann

"Non mi piace che qualcuno oltre a noi si faccia carico dei nostri doveri, fratello. Capisco che tu ci sia affezionato e abbia voluto averla con te. Capisco perfino che sia una donna con delle capacità... ma è giusto che sia messa in pericolo per causa nostra? O che possa mettere noi in pericolo invischiandosi in faccende che non la riguardano? Lo spirito del vulcano aveva motivo d'ira con noi, non con lei. Non sarebbe stato giusto sacrificarla alla sua furia, ma nemmeno averla come causa di essa" cerca di tenere un tono basso, le tue parole (qualsiasi cosa tu possa dire) la invitano alla calma. E ci prova "Ha mai corso un sostanziale pericolo? Lei, l'equipaggio di Ele'wa'tu'm... sono estranei impigliati nella rete di Za'ia"

Finn'iann

Con M'un

"Siamo tutti in pericolo, in questa situazione. Mi sembra assai chiaro.

Ma io sono stato l'unico davvero a rischio, in un paio di occasioni. Ele'wa'tu'm e Hannayeh sanno fare cose che io non posso, e viceversa.

E ti prego di non fraintendere le mie parole o le mie intenzioni: io non sono affezionato ad Hannayeh. Hannayeh è mia sorella e la sento tale più di quanto io possa sentire voi come miei fratelli. Quindi mi fido di lei e la cosa è reciproca.

Ma non dimenticare nemmeno un'altra cosa, che sembra poco chiara a tutti voi: questa non è la mia vita. Io sono qui solo per ricondurre il mondo a un maggiore equilibrio, ma poi me ne andrò e non mi rivedrete più. Sono stato addestrato per altro e non aspiro a nulla di diverso.

Pertanto io farò tutto ciò che mi sembra giusto ed efficace, senza mettere vite inutilmente a repentaglio, ma pur senza accettare o rifiutare le persone in base alla vicinanza con Za'ia.

Perché l'impronta di Za'ia è molto più ampia di quanto tu sembri voler accettare e il suo lascito è enorme e spaventoso".

Hannayeh

Con Sa'm'an

Sono lieta di sentire che anche Sa'm'an condivida la mia conclusione: non è un'alleata di grande valore, come ha detto lei stessa, ma poter contare sul favore di una figlia di Za'ia mi dà comunque forza, oltre che rassicurarmi che non sto semplicemente seguendo con testardaggine un miraggio in lontananza.

Questo governo condiviso sta funzionando, però. In poco tempo abbiamo messo ordine ad una situazione disperata e ottenuto dei risultati: i risultati potrebbero convincerli che la condivisione sia la strada giusta, nonostante non sia quella seguita dalla vostra nobile madre. Dico alla ragazza, cercando di trovare il lato positivo in questa situazione di tensione. M'un non si convincerà mai, probabilmente: come hai detto anche tu, tua sorella è troppo preoccupata di apparire all'altezza di sua madre. Ma non credo che gli altri tuo fratelli e sorelle siano così granitici nelle loro intenzioni.

  • Autore

Hannayeh

"M'un deve capire dove ha il cuore, e cosa c'è dentro. E accettarlo. Ma anche gli altri hanno difetti... Arroganza, orgoglio, per lo più. Anche io, ora che ne parliamo. Dobbiamo mettere da parte queste cose. Forse domani dovremmo parlare più come una famiglia, che come dei principi" suggerisce.

Finn'iann

Sembra tranquillizzarsi un po' quando le spieghi la situazione, ma quando le riveli le tue intenzioni per il futuro si adombra un po' "È una cosa che avete deciso entrambi? Non c'è modo di farvi cambiare idea? Ciò che si prospetta per noi è una grande guerra, e chissà quanti tra noi ne usciranno vivi. Tu sei figlio di nostra madre tanto quanto me e... se io dovessi cadere... Insomma, non vorrei vedere tutto ciò andare perduto. Ma lasciamo perdere, non è sensato pensare ad un futuro così remoto" scuote il capo e ti posa una mano sulla spalla, il gesto più amichevole che le hai visto fare "Non ti ho ancora ringraziato per tutto ciò che hai fatto, che avete fatto. Mi lascio sempre trasportare dalle emozioni, e finisco per sembrare ingrata"

Finn'iann

Con M'un

"Per quanto mi riguarda, l'unica riconoscenza che mi serve è il ritrovare equilibrio nel mondo. Stai tranquilla, sorella: la tua passione è chiara e non ti sminuisce", spiego.

"Resterò finché sarà necessario, non ho urgenza di andarmene. Dovessero anche passare degli anni, pazienterò... sempre che io non muoia prima, certo. Ma rimarrò qui con voi finché le cose non saranno tranquille, in maniera stabile. Il mio maestro non mi perdonerebbe altrimenti.

E se per puro caso io dovessi rimanere l'ultimo figlio di Za'ia e non ci fossero altri eredi più adatti? Allora penserò a una soluzione. Ma tu cerca di sopravvivere".

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