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Mondo Oscuro - La Resistenza

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"Il capo della milizia, una umana di nome Brix, è una persona molto valida e degna di fiducia e il paese tiene a riaffermare la propria autonomia. Ci vorrà gente con tatto e capace di stare al proprio posto. Il villaggio ha vissuto un periodo buio, al suo interno c'erano dei cultisti dei Ferus che richiamavano Ferus marini per scopi abbietti," Jebeddo non entra troppo nei particolari "ne faceva parte il Rappresentante stesso. Ma è stato sgominato, probabilmente rimane qualche cane sciolto, ma faremo in modo che la situazione sia sotto controllo. Provi a sentire messer Wridus, potrebbe consigliare qualche uomo che può fare al caso suo."

"Sarebbe interessante assistere e vedere cosa decidono, temo che neanche questa situazione di estrema emergenza servirà per metterli d'accordo. Sono arrivati esuli dalle città cadute?"

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  • Jebeddo come di consueto è curiosissimo e approfitta di ogni singolo minuto per girovagare per le vie e sentire i profumi e le voci di della Thayan. Vuole anche spendere un pò del gruzzolo guadag

  • Jebbeddo si trova in uno strano flusso di genti: madri spaventate corrono allontanandosi dai moli, mercanti si precipitano verso la loro merce per metterla al sicuro, guardie marciano verso il porto f

  • Le guardie scortano il trio fuori dalla locanda, mentre restano impassibili malgrado le domande molto spesso fuori luogo di Eldon. Nessuno sembra fare più di tanto caso al gruppo. Una coppia di gnoll

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Il capo della milizia cittadina assimila le notizie con volto greve. "Parlerò con Wridus, sicuramente. Questi culti deviati sono un pericolo che non ci possiamo permettere di sottovalutare.

In città è arrivato qualche esule, stiamo tenendo sotto controllo la situazione perchè non vogliamo Cimbar diventi una baraccopoli. I mercanti preferiscono viaggiare a est o a ovest mentre i mercenari e gli avventurieri partono pieni di speranze verso sud. Il problema sono, come sempre, le notizie: di sicuro c'è molto fermento, ma non sappiamo quanto credere ai vari racconti.

Ad esempio abbiamo accolto un gruppo di profughi da un villaggio sulle rive dell'Akanamere, il lago a sud di Cimbar. Dicono che il villaggio è stato attaccato da un grosso branco di Ferus e Volucer, mostri a terra e bestie volanti, guidati da una creatura vagamente umanoide, spaventosa e terribile, che ti entrava nella mente e ti rendeva un pupazzo in balia dell'orda. Crediamo sia un Malleus. Abbiamo anche uno schizzo, fatto da uno dei ragazzi, che ritrae questo alfiere e una enorme creatura sullo sfondo. Ma quanto possiamo credere a queste storie?"

Modificato da simo.bob

Jebeddo ascolta in silenzio, cercando di collegare la creatura descritta dal kej-hab con quello che gli è stato detto da Orsel e immaginando se possa essere davvero così un ibrido umano/abominio, e perso nei suoi ragionamenti guarda a malapena il disegno.

Invece Keidros si concentra subito sullo schizzo abbandonandosi ad una colorita sequenza di frasi in lingua infernale che giocoforza ridestano Jebeddo dai suoi pensieri.

"Occorrerebbe un esercito congiunto di tutte le nazioni solo per sconfiggere questi, figurarsi se sono su tutto Faerun. Se anche fossero la metà di quelli disegnati saremmo spacciati. E non abbiamo forze per controbattere attacchi aerei, ci vorrebbero dei draghi.

Non possiamo sconfiggerli sul campo."

Lo gnomo scuote sconsolato la testa, facendo arrabbiare ancora di più Keidros. "Non possiamo arrenderci così! ci deve essere una soluzione!!..in tre abbiamo abbattuto un Ferus e abbiamo messo in fuga quella creatura ributtante!"

"Tre per ogni Ferus terrestre, più quelli volanti, senza contare i Malleus. Forse neanche arroccarsi un una fortezza servirebbe. No Keidros, non ci arrendiamo, ma non possiamo combatterli in campo aperto. Per quello serve un esercito comune e ben coordinato. Noi dobbiamo trovare soluzioni diverse.

Abbiamo cervelli e peculiarità idonee a trovare soluzioni.

A tal proposito, vorremmo salire sul vascello dove tengono il Ferus che abbiamo catturato. Occorre un permesso particolare?"

Modificato da SIIP

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Amdar concorda con le preoccupazioni di Keidros ma anche con la pragmatica visione di Jebbeddo. "Unire le forze e coordinare un esercito sarà una priorità, senza dubbio. Ma non sarà facile convincere i governanti. E dovremo aumentare la tassazione al popolo, gli eserciti costano!"

Si sposta poi verso la finestra che, dall'alto del palazzo, guarda verso il porto.
"Il vascello attualmente è in un semipiano creato dai nostri incantatori, in modo tale da risultare isolato e facilmente contenibile in caso di crisi. Hanno accesso una lista di persone concordate con lo Sceptanar, tra le quali anche il vostro amico messer Odesseiron che ora alloggia con gli altri Thayan nelle sale di palazzo dedicate agli emissari stranieri." Si sposta alla scrivania e scrive una nota su un foglio, firmandola e apponendo il suo sigillo. "Non so se anche voi abbiate già il permesso di entrare, ma andate dal Keshm, l'ufficiale amministrativo, e chiedete a lui. Fosse necessario utilizzate questa mia nota per farvi aggiungere, ho la piena fiducia del nostro Sceptanar e so che approverebbe questa mia scelta."

"Speriamo che quel mago non ci nasconda cose, ha avuto un sacco di tempo per studiare" Keidros recupera subito il foglio dalle mani del kej-hab e con l'altra mano prende lo gnomo per la collottola "Andiamo!!"

Il povero Jebeddo, mezzo trascinato dal tiefling non ha tempo neanche per i consueti convenevoli "La ringrazio, mastro kej-hab, torneremo presto a ragguagliarvi e magari potremo discutere con più calma degli sviluppi..."

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Eldon ridacchia alla scena di Keidros che trascina Jebbeddo, quindi segue gli amici verso l'ufficio indicato dal kej-hab. Là vengono accolti da un noioso funzionario che senza né troppe cerimonie né particolare voglia si mette a cercare la lista di aventi il permesso.

Dopo aver cercato con una lentezza esasperante in alcuni cesti di pergamene, estrae un documento che legge a bassa voce, elencando i nomi riportati nell'elenco.

"Eccovi: Kedrios, Jebedaia e Elton, si? Siete già in lista. Andate al molo, presentatevi agli ufficiali di picchetto con questo."

Il funzionario consegna loro tre lasciapassare identici se non per il loro nome indicato al centro.

Il gruppetto si allontana rapido da quell'inferno burocraticizzato e si dirige al porto. Da quando hanno lasciato la città, il molo da cui erano salpati sulla piccola lancia per raggiungere il vascello infestato ha subito ingenti modifiche: un cancello e due guardiole ne impediscono l'accesso, palizzate acuminate lo circondano impedendo l'avvicinamento via mare e una grossa piattaforma coperta da un tendone simile a quello di un circo ma di un color senape slavato occupa lo specchio d'acqua in cui ormeggiava la nave.

I tre vengono fatti passare senza problemi una volta mostrato il documento e percorrono veloci il molo fino alla piattaforma. Superata la cortina che chiude l'ingresso del tendone trovano quattro incantatori, due intenti a discutere e due assorti attorno ad una botola a terra, concentrati per mantenere chissà quale sortilegio.

Modificato da simo.bob

Keidros diventa sempre più agitato durante la trafila nell'ufficio governativo e Jebeddo deve trattenerlo dall'urlare qualcosa di poco consono al funzionario.

Quello che non si riesce ad impedirgli di fare è borbottare durante tutto il tragitto; neanche la sosta da un venditore di Delph lo distoglie dal malumore, che ovviamente aumenta arrivati al molo e ancora quando arrivano dai maghi

"..e avete notato che strano?..le difese intorno alla nave sono rivolte all'esterno e non verso l'interno!.. c'è una certa ironia nel modo di..." Jebeddo sta ancora parlando sottovoce quando viene interrotto dal tiefling, che non si pone il problema di disturbare i due maghi che discutono.

"Noi dovremmo andare a controllare il Ferus"

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La secca frase di Keidros scuote i due incantatori intenti a discutere, che si voltano verso il gruppo con mal celato sdegno. Il più anziano, un uomo asciutto ormai non più giovane, capelli bianchi e vistose rughe sul volto, coperto da grigi abiti comodi e pieni di tasche, con un buffo cappello a punta in testa, si rivolge al gruppo: "Controllare il ferus, che sciocchezza. Abbiamo una guarnigione dall'altra parte per contenere lui e la sua progenie. Chi vi manda, se posso?"

Jebeddo si inserisce prontamente nella discussione prima che Keidros maldisponga ulteriormente i maghi "Buongiorno, stimati maghi. Abbiamo i lasciapassare per la grazia dell'ufficio amministrativo della città nella persona di Keshm. Ecco a voi"

Lo gnomo consegna i lasciapassare mentre conclude "Abbiamo contribuito al controllo del vascello appena entrato in città e alla cattura del Ferus"

"Chi comanda qui?" aggiunge Keidros, abbastanza piccato dalla situazione

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I due maghi sono perplessi alle parole di Jebbeddo ma non sembrano essere le persone che si occupano della gestione degli accessi. Probabilmente sono più quelli che mantengono aperto magicamente l'accesso. "Lo sceptanar comanda, come su tutta Cimbar. Andate pure. Dall'altro lato il capitano Jaid è di turno con la guarnigione."

La botola viene sollevata, i tra scendono i gradini e si ritrovano in un piccolo stanzino in legno. Aperta la porta, una luminosità inaspettata e lattiginosa li avvolge. Sono su una piattaforma di sabbia bianca quasi dello stesso colore del cielo. A pochi metri dalla piccola struttura di legno sono montate diverse tendone da campo. Un centinaio di passi più avanti vedono l'imbarcazione infestata, in secca sulla sabbia e puntellata da travi per restare dritta. Tutto attorno alla nave, distanti un tiro di freccia, c'è un cordone di guardie: sono a coppie distanti circa venti passi tra loro, entrambe rivolte verso il vascello, armate di arco e lancia.

Poco dopo, un uomo appena uscito dalla tenda più vicina si avvicina al gruppo. E' alto, dalla pelle molto abbronzata, gli occhi chiari e un pizzetto affilato. Ha un'ottima divisa corazzata molto simile a quella del kej-hab, ma ornata con il disegno di una nave stilizzata sormontata da due spade incrociate. "Capitano Jaid." dice in maniera secca e pragmatica, senza troppi convenevoli. "Cosa vi porta nel piano di confinamento?"

La bellezza del semipiano colpisce perfino Keidros, che si sta ancora guardando intorno quando Jaid inizia ad avvicinarsi. Jebeddo risponde al capitano.

"Buongiorno, capitano Jaid. Questioni di studio soprattutto, e di curiosità sui progressi effettuati nell'interfacciarsi col Ferus. Qualcuno è nel vascello in questo momento?"

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"Attualmente c'è un gruppo di incantatori, valutano la resistenza delle protezioni magiche attorno alle stanze del Ferus. Il nostro compito qui è contenerli e, in caso di crisi, eliminarli.

Le prime uova si sono schiuse e quei maledetti sono già letali da appena nati. Hanno un ciclo di sviluppo variabile, alcune sono ancora piccole e traslucide, altre hanno già al loro interno un piccolo mostriciattolo che si muove nel suo liquido, pronto ad ucciderti.

La luce, il radiante come lo chiamano gli incantatori, li indebolisce molto. Sono state fatte diverse prove per amplificare l'effetto e la letalità di incantesimi e armi. So che hanno raggiunto qualche buon risultato. A noi, ad esempio, hanno cosparso le armi e le punte delle frecce con polvere di un qualche Vetro Solare.

Abbiamo anche imparato qualcosa in più. Il ferus era ostile e sembrava assolutamente determinato a scappare finchè era sul piano materiale, ma qui sembra quasi non interessargli. Uccide tutto ciò che gli capita a tiro, quattro delle mie guardie lo hanno imparato a loro spese. Ma poi si ferma e non tenta la fuga, come se non sapesse dove andare, non capisse dove si trova. Anche i piccoli fanno così, quei bastardi."

Dopo aver detto tutto quello che sa, organizza una squadra e scorta il gruppo fino alla nave. Qui una piattaforma a gradini porta fino al ponte. Il gruppo di sapienti sta discutendo pacatamente su come procedere per evitare eventuali falle nella protezione della nave.

Modificato da simo.bob

Jebeddo ascolta pensieroso il resoconto del Capitano, e cerca di non palesare la delusione per lo scarso numero di scoperte fatte. "Quanti piccoli ci sono al momento?..sono tenuti all'interno di qualche barriera o cerchio di protezione?" Chiede al capitano mentre si avvicinano agli incantatori

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Il capitano non sa rispondere alle domande e introduce Jebbeddo agli studiosi sulla nave, presentandoli. Sono incantatori thayan e chessentiani che collaborano attivamente da quando il vascello è stato spostato su questo semipiano. Uno prende la parola.

"Un occhio abituato a questo genere di mostruosità può servirci, in questo momento. Io sono Kazim Dal-hal, mi occupo di verificare gli sviluppi biologici delle creature. I miei colleghi qui sono invece esperti nel contenerle.

Attualmente su circa 500 uova, una buona parte è stata distrutta dalla luce e dagli esperimenti, circa una cinquantina si sono schiuse e altre 50 sono mature, pronte alla schiusa in breve. Le altre sono in maturazione.

Delle cinquanta progenie, solo dieci sono ancora vive. Abbiamo dovuto utilizzare contenimenti magici oltre che fisici, la loro furia è irrefrenabile. Uno è riuscito a sfuggire da una gabbia in metallo e solo grazie al capitano ed ai suoi uomini siamo riusciti ad eliminarlo. Quell'esemplare era leggermente più evoluto, aveva una saliva acida che deve aver indebolito le sbarre tanto da poterle rompere..." L'uomo sembra perso nei suoi pensieri dopo la frase. Prende un taccuino, annota qualcosa, poi torna a guardare i suoi interlocutori. "Qual'è il vostro ramo accademico? Come possiamo aiutarvi?"

Modificato da simo.bob

"Siamo del ramo che li uccide di solito" risponde laconicamente Keidros, ma Jebeddo gli lancia un'occhiataccia e procede subito a rispondere "Per lo più siamo un gruppo di supporto esterno, abbiamo collaborato con messer Odesseiron in varie occasioni e di recente con messer Wridus. Il nostro obiettivo è cercare oggetti e informazioni che servano a combattere e debellare la minaccia. Siamo appena rientrati a Cimbar e volevamo vedere come procedeva lo studio, l'evoluzione della creatura e testare un oggetto recuperato in missione. Ma il numero elevato di progenie potrebbe essere un problema se non sufficientemente contenute.

Le progenie hanno qualche mutazione rispetto al Ferus che ha deposto le uova?attaccano in sciame o per volontà propria?"

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Uno degli studiosi ha un guizzo quando viene nominato Edwin. Dagli abiti sembra proprio un Thayan quindi probabilmente lo conosce, ma resta in silenzio.

"I mostri appena usciti dall'uovo sembrano essere già completamente autonomi. Attaccano chi si avvicina e supera le barriere che abbiamo frapposto tra loro, altrimenti restano in attesa, come quello grande. Sembrano spaesati in questo semipiano, come se la mente alveare che li guida non riuscisse a raggiungerli.

Abbiamo notato parecchie differenze tra i nuovi nati. Tutti hanno la stessa struttura, di base, ma è come se si completassero nelle loro abilità. Ci sono i più corazzati, i più agili, quelli che attaccano da lontano e, ultimamente, un paio con bizzarri poteri che ancora non abbiamo identificato. E' come un gruppo di avventurieri o un piccolo esercito, con i reparti specializzati nelle varie discipline: mischia, distanza, magia, astuzia... Non ci eravamo mai accorti di quanto fossero organizzati in tal senso semplicemente combattendoli sul campo. I nostri combattenti quando sono sul campo non hanno di certo il tempo di ragionare su questi dettagli."

Un colpo molto forte, proveniente dalla nave, zittisce tutti. Subito dopo il verso stridulo e alieno della creatura si fa strada tra i legni incatramati dello scafo. La creatura sembra irosa e molto agitata. Anche qualche squittio più debole si riesce a distinguere in quel fracasso. Sembrano tutti suoni che vengono verso la loro direzione, come se le creature stessero cercando di raggiungerli scavando nella struttura stessa della nave.

"Non hanno mai fatto così, che sta succedendo?" dice uno degli incantatori, osservando prima la nave e poi il gruppo di Jebbeddo.

Intanto le guardie, attirate dal frastuono, si allertano, estraggono le armi e si tengono pronte ad intervenire. Il capitano si allontana dall'imbarcazione per coordinare le attività.

Keidros si gira di scatto verso Jebeddo "È la rete, la sua magia funziona ancora." Poi si rivolge ai maghi ghignando "Quanti ne possiamo fare fuori?"

Jebeddo è decisamente più preoccupato "Mettiamoci in un punto dove il loro numero non conta, scendiamo dal vascello anche noi. Cercate di chiuderli in barriere o cerchi magici." Poi un'intuizione "Potete momentaneamente sopprimere la magia su un oggetto?"

  • Autore

Gli incantatori subito dirigono la loro concentrazione verso gli incantesimi attivi. "Le difese stanno reggendo." Dice il thayan: "Ma le stanno mettendo a dura prova. È come se adesso avessero di nuovo uno scopo, si stanno tutti concentrando da questa parte."

Intanto un altro studioso, un uomo dalla pelle scura e gli occhi chiarissimi vestito in maniera simile ad un bibliotecario, utilizza i suoi poteri divinatori per saperne di più sulla rete e poi suggerisce semplicemente di portarla fuori dal semipiano. "Non so come facciate a possedere qualcosa del genere, ma credo sia il caso di allontanarla e distruggerla!"

Scesi dall'imbarcazione, gli incantatori si dispongono a semicerchio, pronti ad intervenire se le difese dovessero cedere.

"Ne convengo assolutamente" Jebeddo sta già per allontanarsi, per non mettere in pericolo i presenti "potremmo sapere di cosa si tratta però?"

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"Certamente." Risponde un incantatore. "Ma vorrei parlarne senza che quel dannato Ferus sfondi le nostre difese. Vi prego di allontanarvi."

Due guardie scortano il gruppo al portale di uscita che li conduce nuovamente sulla piattaforma. Non devono aspettare molto che due incantatori spuntano dalla botola. "Ebbene, non appena avete varcato la soglia, quei dannati esseri si sono fermati, sono entrati nuovamente in quella stasi che osservavamo da giorni. Cosa avete che li innervosisce in quel modo?"

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