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16 Nuovi Talenti

Articolo di Taymoor Rehman, Jeremy Crawford, Ben Petrisor, Dan Dillon e Ari Levitch - 13 Luglio 2020
L'Arcani Rivelati di oggi presenta una selezione di nuovi Talenti per Dungeons & Dragons. Ogni Talento offre un modo per diventare migliori in qualcosa o per ottenere una capacità del tutto nuova. Potete trovare questi talenti nel PDF disponibile più in basso.
Questo è Materiale da Playtest
Il materiale degli Arcani Rivelati è presentato allo scopo di effettuarne il playtesting e di stimolare la vostra immaginazione. Queste meccaniche di gioco sono ancora delle bozze, usabili nelle vostre campagne ma non ancora forgiate tramite playtest e iterazioni ripetute. Non sono ufficialmente parte del gioco. Per queste ragioni, il materiale presentato in questa rubrica non è legale per gli eventi del D&D Adventurers League.
arcani rivelati: 16 nuovi talenti
Link all'articolo originale: https://dnd.wizards.com/articles/unearthed-arcana/feats
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Fuga dall'Abisso esce il 30 Luglio in italiano

In questi giorni la Asmodee Italia ha aggiornato la pagina del suo sito dedicata alle prossime uscite, rivelando finalmente la data di uscita di Fuga dall'Abisso, un'avventura per PG di livello 1-15 ambientata nel Sottosuolo dei Forgotten Realms e caratterizzata dalla presenza dei mostruosi Signori dei Demoni. Completamente tradotta in lingua italiana, l'avventura uscirà in tutti i negozi il 30 Luglio 2020.
Ovviamente è importante tenere presente che, come specificato sempre dalla Asmodee sul suo sito, le date da lei annunciate sono da considerarsi sempre indicative e potrebbero subire variazioni in caso di contrattempi.
Qui di seguito potrete trovare la descrizione ufficiale dell'Avventura, la copertina del manuale e la recensione da noi pubblicata su DL'.
Grazie a @AVDF per la segnalazione.
Fuga dall'Abisso
L’Underdark è un mondo sotterraneo ricco di meraviglie, un labirinto sterminato e contorto dove regna la paura, popolato da mostri orrendi che non hanno mai visto la luce del giorno. È quaggiù che l’elfo oscuro Gromph Baenre, Arcimago di Menzoberranzan, lancia un empio incantesimo con l’intenzione di infiammare l’energia magica che pervade l’Underdark: nel farlo, spalanca una serie di portali collegati al regno demoniaco dell’Abisso. Ciò che ne esce stupisce lo stesso arcimago, e da quel momento in poi, la follia che aleggia sull’Underdark non fa che crescere e minaccia di scuotere i Reami Dimenticati fin dalle loro fondamenta. Fermate la follia prima che divori anche voi!
Data di uscita: 30 Luglio 2020
Lingua: italiano
Formato: Copertina rigida
Articoli di Dragons' Lair:
❚ Recensione di Fuori dall'Abisso

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I vecchi manuali di D&D su DMs Guild ora hanno un Disclaimer

Disclaimer: vista l'alta sensibilità del tema trattato in questo articolo (considerato Tema a Rischio, come specificato negli articoli 1.6 e 1.12 del Regolamento di Dragons' Lair), abbiamo deciso di disabilitare i commenti. Si tratta di una soluzione temporanea, che abbiamo deciso di adottare in attesa di poter introdurre una versione più aggiornata del Regolamento. Nei prossimi giorni, infatti, lo Staff di DL' si riunirà per definire nuove linee guida riguardanti proprio la discussione di argomenti simili. Nel frattempo ci scusiamo per il disagio.
 
In linea con un annuncio sul trattamento della Diversità da lei rilasciato qualche settimana fa e in riconoscimento del fatto che, rispetto a 40 anni fa (quando D&D è nato), il mondo è cambiato, la Wizards of the Coast ha deciso di inserire all'interno dei vecchi manuali di Dungeons & Dragons pubblicati sul DMs Guild un Disclaimer riguardante il contenuto in essi trattato. Tale Disclaimer ha lo scopo di avvisare i lettori di oggi che quei manuali sono figli del loro tempo e che, quindi, possono contenere idee, concetti e affermazioni che non rispecchiano i valori del D&D di oggi. Un esempio di manuale in cui è stato inserito il Disclaimer è Oriental Adventures per la 1e.
Qui di seguito potete trovare la traduzione del Disclaimer in italiano:
Ed ecco qui la versione originale:
Fonte: https://www.enworld.org/threads/older-d-d-books-on-dms-guild-now-have-a-disclaimer.673147/
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By aza

ManaDinamica – Magia ed Entropia

La magia può sembrare una cosa meravigliosa: si tratta di uno strumento in grado di fare, in prima approssimazione, qualunque cosa.
Abbiamo tuttavia già visto nel precedente articolo che la faccenda non è così semplice: infatti, per ottenere un qualunque effetto magico che sia fisicamente coerente, abbiamo bisogno di spendere energia. E abbiamo bisogno di ottenere questa energia da qualche parte.
Ma il problema non si ferma qui: ogni volta che l’energia viene trasformata da una forma all’altra, una porzione di essa sempre maggiore viene dispersa, diventando inutilizzabile per il suo scopo originario
Oggi parliamo del secondo principio della termodinamica… applicato alla magia!

Calore e movimento
Se mettiamo a contatto tra loro due oggetti a diverse temperature, il più caldo comincerà a raffreddarsi e il più freddo a scaldarsi finché non raggiungeranno la stessa temperatura.
Questo fenomeno, detto “principio zero della termodinamica”, è evidente se mettiamo un cubetto di ghiaccio nell’acqua d’estate: il cubetto si scalda, sciogliendosi, ma nel farlo raffredda l’acqua.
Quello che è accaduto è che una certa quantità di energia, detta calore, ha abbandonato il corpo caldo, raffreddandolo, per introdursi in quello più freddo e riscaldarlo.
Questo passaggio di energia può essere “imbrigliato” per ottenere movimento: le macchine in grado di compiere queste trasformazioni sono dette Motori Termici, tra cui il motore a scoppio, il motore stirling e l’immancabile motore a vapore.

Un modellino di motore stirling. Una lieve differenza di temperatura tra il sopra e il sotto della base è sufficiente per far girare la ruota.
Un motore termico ha infatti bisogno di due “ambienti”, uno più caldo dell’altro, e la sua capacità di funzionamento dipende proprio da tale differenza di temperatura.
Quando, nel mondo reale, gli scienziati, ingegneri e inventori del ‘700 e ‘800 cominciarono a studiare il rapporto tra il calore fornito a una macchina a vapore e l’energia meccanica (cioè legata allo spostamento della vaporiera) che essa era in grado di rilasciare, si accorsero che una porzione di tale energia veniva perduta.
Infatti, parte di quel calore andava comunque a riscaldare l’ambiente esterno, più freddo ovviamente della caldaia: questo implica che, se da una parte l’aria esterna circola ed è in grado di rinnovarsi, la caldaia va via via raffreddandosi e richiede sempre nuovo combustibile.
Per quanto si possano migliorare numerose parti di un motore, per esempio riducendo gli attriti (che dissipano ulteriore preziosa energia), una porzione di dispersioni energetiche dovute a questo scambio di calore sarà sempre, inesorabilmente presente.
Tale evidenza portò a una delle formulazioni del “Secondo Principio della Termodinamica”, quella di Lord Kelvin: “È impossibile realizzare una trasformazione ciclica il cui unico risultato sia la trasformazione in lavoro di tutto il calore assorbito da una sorgente omogenea” 
Fu questa triste scoperta, l’inevitabile dispersione dell’energia, che portò gli scienziati del tempo alla definizione di una nuova grandezza fisica: l’Entropia.
Energie inutilizzabili
L’Entropia viene spesso definita come lo “stato di disordine di un sistema”, ma si tratta di una definizione che può confondere: infatti non si tratta banalmente di sistemi nei quali gli elementi siano “riposti ordinatamente”.
Due oggetti a temperature diverse e a contatto tra loro, infatti, sono ugualmente “ordinati” prima o dopo aver scambiato calore tra loro.
Quello che invece sappiamo grazie ai motori termici è che se due oggetti hanno temperature diverse è possibile usarli per generare energia meccanica, mentre questo è impossibile se hanno la stessa temperatura.
In questo secondo caso, infatti, la loro energia è stata “distribuita” tra di essi, mentre inizialmente essa era “disponibile” per generare lavoro.

Se immaginiamo le unità di energia termica come palline, esse possono essere utilizzate per produrre movimento solo finché sono separate
Badate bene che, dopo lo scambio di calore, tale energia non è stata “perduta” nel nulla: l’energia totale è conservata e così il primo principio della termodinamica, solo essa non è più “sfruttabile” alla stessa maniera.
La sua “qualità” è diminuita.
L’Entropia è, di fatto, la misura di questa “riduzione di qualità” dell’energia di un sistema.
Un’evidenza nata sia dall’osservazione naturale che dagli studi di Carnot è che l’entropia è sempre in continua, inesorabile crescita, e quindi la “qualità” dell’energia è in perenne calo.
Ciò ha portato a un’ulteriore formulazione del secondo principio della termodinamica: “in un sistema isolato l’entropia non può mai diminuire”.
Tutti i fenomeni spontanei, infatti, aumentano (o quantomeno mantengono inalterata) l’entropia del sistema: il calore fluisce da un corpo caldo a uno freddo, anche quando si cerca di imbrigliarlo con un motore, riducendo inevitabilmente l’efficacia del processo (come abbiamo già visto).
Tutti i fenomeni naturali che portano alla dispersione dell’energia sono prima o poi inevitabili: il ghiaccio fonde, gli oggetti cadono, il ferro si ossida, le pile si scaricano, le stelle si spengono e gli esseri viventi, alla fine, periscono.
Questo non significa che sia impossibile ottenere effetti opposti a quelli spontanei: abbiamo ad esempio inventato frigoriferi e condizionatori per abbassare la temperatura.
Tuttavia, tali macchinari si “limitano” a spostare il calore, ad esempio, del cibo congelato nell’ambiente fuori dal frigo, e consumano energia per farlo: parte di questa energia poi, ovviamente, non sarà utilizzabile per raffreddare gli alimenti ma verrà dispersa.
Se noi cercassimo di utilizzare la differenza di temperatura tra frigo e stanza per alimentare un motore termico, otterremmo ancora meno energia di quella necessaria per mantenere il cibo congelato.
L’energia necessaria per raffreddare un oggetto è insomma superiore a quella che si otterrebbe utilizzandolo come ambiente freddo per un motore termico: questo perché parte di quell’energia è stata dispersa proprio a causa dell’entropia.
Come per un cambio di valuta, scambiare euro per dollari avrà un costo: riscambiando indietro dollari con euro, un ulteriore costo, ci troveremmo in mano meno soldi di quelli iniziali.

Ogni trasformazione d’energia riduce quella disponibile per nella nuova forma, disperdendone inevitabilmente altra a causa dell’entropia
Inoltre, andando ad effettuare il calcolo, vedremmo che, dove l’entropia dell’interno del frigorifero è diminuita, quella del suo esterno è aumentata di una quantità superiore: l’entropia totale infatti aumenta sempre.
A seguito di un’azione su un sistema che ne riduca l’entropia ci sarà sempre un sistema più grande che lo circondi la cui entropia totale è aumentata (o al limite è rimasta identica): si dice in gergo che “l’entropia dell’universo” non può mai diminuire.
Come per i frigoriferi, anche i meccanismi degli esseri viventi riescono a mantenere sotto controllo l’entropia, a scapito tuttavia delle sostanze che espellono: gli scarti del corpo umano, se anche non fossero per esso dannosi, sarebbero comunque meno nutrienti dell’equivalente cibo necessario per crearli.
Se fossimo in grado di assimilare gli elementi nutritivi del terreno e produrre autonomamente determinate molecole biologiche necessarie per il nostro organismo, come alcune proteine, troveremmo svantaggioso nutrirci di piante e animali poiché il loro “passaggio” ha rubato energia.
Ogni trasformazione di energia ha, infatti, un determinato “rendimento”, cioè una percentuale dell’energia investita che è effettivamente utilizzabile dopo una trasformazione: il rendimento è sempre inferiore al 100% e tale perdita, dovuta all’entropia, va accumulandosi ad ogni passaggio.
Se, per esempio, della benzina viene bruciata per spingere un’automobile, tale processo è più efficiente (si ha cioè a disposizione più energia effettiva) che se tale motore fosse usato per produrre energia elettrica ed essa, a sua volta, utilizzata per alimentare un motore elettrico di un’automobile: motivo per cui le auto elettriche sono efficienti e meno inquinanti solo se ci sono scelte oculate nella produzione dell’energia elettrica.
A loro volta, i combustibili fossili come il petrolio, “fonti” di energia, non sono che l’effetto della degradazione di energie ben superiori accumulate milioni di anni fa durante la crescita, ad esempio, delle piante ormai fossilizzate e dell’azione dei batteri su di esse: l’energia spesa, insomma, per creare un albero e trasformarlo in carbone fossile è superiore a quella ottenuta bruciando quello stesso combustibile.
Per riassumere il concetto, l’entropia è la misura della degradazione dell’energia di un sistema: essa aumenta inesorabilmente a ogni trasformazione d’energia, rendendola sempre più inutilizzabile e portando spontaneamente a fenomeni come la dispersione del calore, dell’energia e la devastazione del tempo.
Gli effetti sulla magia
Ma quali effetti avrebbe l’entropia sulla magia, alla luce anche dell’articolo precedente?
Tanto per cominciare, l’energia magica disponibile sarebbe, se possibile, ancora meno.
Che sia accumulata fuori o dentro il mago, l’energia magica tenderebbe a disperdersi: sarebbe forse questo fenomeno a concedere l’esistenza di incantesimi che permettano la percezione della magia.
Questo implicherebbe, per esempio, che gli effetti magici vadano a svanire nel tempo e causino tutti quei classici eventi come l’indebolimento dei sigilli magici per trattenere chissà quale oscuro demone del passato.
Sarebbe anche molto in linea con tutte quelle ambientazioni nelle quali la magia si è via via ridotta e non sia più facile come un tempo produrre chissà quali effetti meravigliosi, un classico anche di tanti racconti  che pongono spesso le vicende in epoche successive a quelle degli dei e degli eroi: un tale sapore si respira, ad esempio, nelle Cronache del ghiaccio e del fuoco, nel Signore degli Anelli ma anche, da un certo punto di vista, in ambientazioni dove magia e tecnologia si confondono come Warhammer 40.000.

Ma come giustificare la presenza di antichi artefatti di ere perdute in grado di garantire immensi poteri, come quelli tipici della terra di mezzo?
Una maniera per limitare lo scambio di energia al minimo è quello di utilizzare contenitori adiabatici, che riescono quasi ad azzerare lo scambio di calore (chiaramente non è possibile azzerare completamente le perdite per un tempo infinito… proprio per colpa dell’entropia!).
L’idea di ridurre la dispersione dell’energia è ampiamente utilizzata in ambito tecnologico per materiali isolanti (basta pensare all’edilizia o ai termos) nonché per altre applicazioni come i Volani, pesanti oggetti tenuti in rotazione nel vuoto su cuscinetti magnetici in modo che non disperdano il loro movimento rotatorio (il quale viene poi utilizzato, all’occorrenza, per produrre energia).
Impedire a un oggetto magico di rilasciare energia potrebbe essere sia una maniera per allungare la sua vita sia, nell’ottica precedente, di celarne la natura.
Ma un oggetto di potere immenso in grado di durare millenni potrebbe somigliare di più a una forma di vita magica, che ottiene la sua energia dall’ambiente esattamente come le piante (entro un certo limite) dal sole.
In base a come funzioni il mana in un mondo di finzione, oggetti e creature che si nutrono di esso potrebbero ridurne la disponibilità magica in una determinata area, cosa che potrebbe portare a divertenti implicazioni.

Ma l’effetto più importante dell’entropia sulla magia è che la sua energia è ancora più preziosa: ad ogni trasformazione, infatti, viene dissipata, che sia per il passaggio dal metabolismo umano a una riserva magica, dall’ambiente circostante agli incantesimi stessi.
Gli incantesimi poi dovrebbero, se possibile, agire in maniera estremamente diretta: sollevare un masso, per esempio, dovrebbe evitare di richiedere l’apertura di un portale sul piano elementale dell’aria per manifestare una corrente ascensionale (anche se può darsi che un mero sollevamento non sia poi così facile da ottenere… ma ne parleremo oltre!).
Alla stessa maniera, una palla di fuoco potrebbe essere ottenuta separando ossigeno e idrogeno nel vapore acqueo presente nell’aria, spezzando i loro legami tra loro e ottenendo, per ricombinazione, un effetto esplosivo… ma questo richiederebbe un enorme dispendio di energia.
Perfino l’arco elettrico di un fulmine sarebbe molto più semplice da causare, ma richiederebbe comunque più energia di una punta affilata sparata magicamente sul nemico.
Diversa invece la situazione se queste energie magiche fossero presenti e pronte a svilupparsi in maniera selvaggia: in tal caso, il mago potrebbe limitarsi a gestire con perizia il flusso magico incontrollato, lasciando la dispersione energetica più grande alla fonte magica…

Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/22/manadinamica-magia-ed-entropia/

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By aza

ManaDinamica – Conservazione dell’Energia

Uno dei problemi da affrontare, nei giochi e nella fiction in generale, dovuto all’introduzione della magia è integrare tali fenomeni all’interno del mondo per creare un contesto coerente e in qualche modo credibile.
In questa rubrica, dedicata soprattutto agli inventori di mondi (che siano scrittori o dungeon master), cercheremo di analizzare come potrebbe funzionare una magia “fisicamente corretta” ed evitare la classica domanda: “ma perché, se c’è la magia, la gente continua a zappare la terra e morire in modi atroci?”.

IL PROBLEMA ENERGETICO
Se la magia fosse fisicamente corretta, dovrebbe rispettare alcune leggi fra le quali i famosi Principi della Termodinamica (o, per l’occasione, della “Manadinamica”).
Tra questi, il primo è il cosiddetto “Principio di conservazione dell’Energia” che richiede che l’energia totale coinvolta in un fenomeno sia conservata, cioè che la sua quantità totale al termine del processo sia uguale a quella iniziale (contando, in entrambi i casi, tutte le forme di energia presente).
Ma cos’è l’Energia?
L’Energia è una grandezza fisica che descrive vari fenomeni simili capaci di trasformarsi l’uno nell’altro: l’energia elettrica usata per alimentare una stufa si trasforma in energia termica, e quella termica in un motore produce energia meccanica sotto forma di velocità (energia cinetica) e/o sollevando pesanti carichi (energia potenziale).

Ma l’energia è anche la base del funzionamento del nostro corpo: noi otteniamo energia dal cibo che mangiamo (dove è accumulata in forma di energia chimica dei suoi costituenti nutritivi) e usiamo questa energia per muoverci, respirare, pensare e per il corretto funzionamento del nostro metabolismo.
Possiamo dire tranquillamente che la stragrande maggioranza dei fenomeni che conosciamo prevede trasformazioni e scambi di energia, e la magia non può non ricadere in questo sistema: per sollevare un masso con il potere di un incantesimo, l’energia necessaria deve essere ottenuta da qualche parte.
È questo continuo richiamo al “pagamento” di energia che permette di creare un sistema magico fisicamente coerente. Non solo, l’incantesimo deve richiedere tutta l’energia necessaria per ottenere l’effetto desiderato: la generazione di temperature estreme di una palla di fuoco, la crescita di una pianta o lo spostamento di masse ingenti può richiedere una quantità estrema di energia, e talvolta anche difficile da calcolare (soprattutto quando ci sono di mezzo creature viventi o teletrasporti, ma avremo modo di parlarne in altri articoli).
Cerchiamo dunque di rispondere alla domanda: da dove proviene tutta questa energia?
MICROORGANISMI E CONDENSATORI
Una prima possibilità evidente è che l’energia possa essere ottenuta da quella del mago stesso.
Il corpo umano consuma l’energia ottenuta dal cibo per le sue attività, compresa una fetta importante (circa il 60-70%) unicamente per mantenere le funzioni vitali come la respirazione, la circolazione, il pensiero e il mantenimento della temperatura.
Un essere umano, in base all’età, al sesso e all’attività che compie, ha un consumo energetico quotidiano che può andare tra le 1500 e le 2500 kilocalorie circa: la stessa quantità di energia, espressa in Joule (l’unità di misura dell’energia nel sistema internazionale), oscilla tra i 6300 e i 10500 KiloJoule.
Se fosse possibile prendere una piccola frazione, ad esempio l’1% dell’energia di una “persona media” (8000 KJ per comodità), avremmo a disposizione 80 KJ, cioè 80.000 Joule.

Ma “quanti” sono 80.000 Joule?
Sono, ad esempio, pari all’energia necessaria per sollevare di un metro un masso di 8 tonnellate!
L’energia per una simile impresa titanica, ben lontana dalle capacità umane e facilmente assimilabile a un “prodigio magico”, è pari al solo 1% dell’energia consumata da un essere umano “medio”.
Ciò che impedisce a una persona di usare la sua energia in questa maniera è il concetto di “potenza”, cioè l’ammontare di energia che può essere emessa in un determinato ammontare di tempo. I nostri muscoli non sono abbastanza potenti da sollevare massi di una tonnellata (1000 kg) in alto di un metro, ma più che capaci di trasportare un oggetto di 10 kg per un dislivello di 100 metri: queste due azioni richiedono lo stesso ammontare di energia, ma la prima richiede molta più forza e molto meno tempo.

Se riuscissimo a rilasciare energia in tempi inferiori, potremmo letteralmente dare vita alla magia partendo dalla stessa energia dei corpi umani: ma come accumulare questa energia e rilasciarla tutta assieme?
Un mago potrebbe avere una “riserva” di energia magica che viene lentamente ricaricata dal suo stesso metabolismo e che può essere rilasciata rapidamente dando vita a effetti magici, e l’energia mancante del mago potrebbe giustificare la classica carenza di forza fisica che accomuna i maghi in molti giochi di ruolo.
Un’opzione potrebbe essere fare ricorso a sostanze prodotte dall’organismo e accumulate in appositi tessuti, come facciamo già nella realtà con i grassi, in grado di essere “bruciate” per ottenere un picco di energia.
Se invece non volessimo alterare la biologia umana, potremmo immaginarci un microorganismo simbiontico simile ai famosi Midi-Chlorian di Star Wars, in grado di sopravvivere solo in organismi molto specifici (magari in maniera simile a quello che accade con gli antigeni del sangue, solo più complesso).
Infine, il mago potrebbe ottenere energia sottraendola dagli esseri viventi circostanti, in pieno stile “rituali sacrificali” o, più semplicemente, prendendo ispirazione dalla recente serie di The Witcher.

Il rilascio dell’energia dovrebbe essere rapido, con un funzionamento simile a quello del flash delle macchine fotografiche. Le pile, infatti, non sono in grado di fornire una potenza sufficiente per il lampo: il flash, in questo caso, è ottenuto da un Condensatore, un componente dei circuiti in grado di accumulare al suo interno cariche elettriche (cioè, sostanzialmente, elettroni, le particelle che compongono la corrente elettrica) e di scaricarsi molto velocemente.
In questo modo, anche se la velocità di ricarica della pila è ridotta, il condensatore è in grado di fornire rapidamente una grande quantità di energia per il flash: allo stesso modo, un mago dovrebbe essere in grado di bruciare rapidamente la sua riserva energetica per ottenere, in poco tempo, grandi quantità di energia per dare vita ai suoi incantesimi.

Un condensatore. La vostra scheda madre ne è piena.
CATALIZZATORI
Se invece l’energia fosse ottenuta esternamente dal mago, come potrebbe egli averne accesso? E come giustificare una quantità limitata di uso di tale potere?
Sempre pensando a un consumo (almeno iniziale) di energia da parte del mago, si potrebbe ipotizzare un’interazione tra il mago e una sostanza esterna, simile alla Trama nel mondo di Forgotten Realms, grazie al quale il mago ottiene i suoi effetti facendo da catalizzatore.
In chimica, molti processi che trasmettono energia verso l’esterno (esoergodici) non avvengono spontaneamente, ma devono essere “stimolati” tramite una certa quantità di energia iniziale, detta energia di attivazione. Si può immaginare, ad esempio, che una certa reazione rilasci 5 Joule di energia, ma che la sostanza debba prima ricevere due Joule come energia di attivazione per avere inizio.
Un esempio pratico di questi fenomeni sono le combustioni, delle quali parleremo in un futuro articolo: un oggetto che brucia emette energia termica, ma ha prima bisogno di un innesco, un evento in grado di fornirgli l’energia necessaria per far partire la combustione.

Un Catalizzatore è un elemento, di solito una sostanza chimica, in grado di produrre un effetto di Catalisi, cioè di ridurre l’energia di attivazione: nell’esempio precedente la reazione potrebbe, grazie a un catalizzatore, richiedere un solo Joule per avere inizio.
Se il mago fosse in grado di agire da catalizzatore per la magia, questo spiegherebbe come mai solo i maghi sono in grado di usare tale potere, cioè perché l’energia di attivazione è troppo elevata e i non-maghi non sono in grado di abbassarla.
Contemporaneamente, se fosse sempre lui a fornire l’energia iniziale (ridotta grazie alla catalisi) si giustificherebbe anche un utilizzo limitato della magia da parte dell’incantatore.
MASSA ED ENERGIA
Un’ultima, notevole fonte di energia è la cosiddetta annichilazione della materia: la possibilità cioè di trasformare direttamente materia in energia mediante la famosa formula di Einstein.

Si tratta di una quantità di energia enorme: mezzo grammo di materia produrrebbe la stessa energia della bomba di Hiroshima.
Fortunatamente si tratta, nel mondo reale, di un processo assai complesso da ottenere: per avere una annichilazione è necessario far incontrare ogni particella del nostro materiale con la sua antiparticella. Queste ultime sono complesse da ottenere e prodotte solo da reazioni nucleari rare e altresì molto costose, in termini energetici (e non), da ottenere: all’attuale stato delle cose, il più grande apparato in grado di generare tali antiparticelle (il Large Hadron Collider, o LHC, del CERN di Ginevra) sarebbe in grado di ottenere un grammo di antimateria in… qualche milione di anni!
Tuttavia, immaginando di ottenere energia dai due processi precedenti, sarebbe forse possibile annichilire quantità di materia sufficientemente piccole da concedere comunque effetti prodigiosi… se l’antimateria fosse già presente. Infatti, produrre antimateria richiede processi molto più costosi (in termini di energie) di quanto poi riottenuto dall’annichilazione, fino a 10 miliardi di volte tanto.
Anche se, infine, essa fosse già disponibile al mago, questi dovrebbe assicurarsi di mantenere l’antimateria confinata nel vuoto, impedendogli di interagire con qualunque genere di materia, perfino l’aria: tale situazione viene comunemente ottenuta, nel mondo reale, tramite potenti campi elettromagnetici che possono risultare letali alle persone che si avvicinano troppo.

Sarebbe invece possibile ottenere parte dell’energia dagli atomi mediante fusione e fissione: in questo caso, tuttavia, la quantità di energia ottenuta da ogni atomo è molto inferiore e sarebbero necessarie quantità importanti di materiale (e il materiale giusto!), nonché condizioni peculiari di temperatura e pressione altrettanto complesse da ottenere (che richiederebbero ulteriori, drammatiche energie iniziali).
IL PREZZO DA PAGARE
Questa (relativamente) vasta serie di opzione potrebbe far pensare che ottenere energia possa essere semplice, ma si tratta di una conclusione errata.
Il mago dovrebbe indubbiamente pagare il prezzo iniziale consumando parte della sua stessa energia, energia che, se fosse accumulata in una sorta di condensatore magico, non sarebbe disponibile dell’incantatore (al di fuori del suo uso magico) e lo lascerebbe permanentemente spossato.
Se facesse inoltre da catalizzatore per una qualche fonte esterna di energia, essa si andrebbe, nel tempo, a consumare inevitabilmente la fonte di energia magica esterna proprio come i combustibili che diventano inutilizzabili dopo essere bruciati.
Infine, la stessa capacità di annichilire materia richiederebbe una grossa fonte di antimateria oppure energie tali da non giustificarne l’utilizzo, e anche l’energia nucleare si potrebbe sfruttare solo con condizioni estreme di temperatura e pressione.

E’ evidente dunque che l’idea di usare la magia per affrontare problemi altrimenti risolvibili è una mossa assai sconveniente, e che rivolgersi agli incantesimi dovrebbe essere giustificato solo da una necessità particolare e immediata.
E ancora non abbiamo parlato del fatto che non tutta quell’energia può essere utilizzata per lanciare una magia… ma per quello, aspettate il prossimo articolo di Manadinamica!
Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/15/manadinamica-conservazione-energia/

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Skull Leader

[CH] Il cuore di un dio caduto

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"Sappi, o principe, che tra gli anni in cui gli oceani inghiottirono Atlantide e le sue splendide città,
e gli anni dell'ascesa dei figli di Aryas, ci fu un'età di sogno durante la quale fantastici regni erano disseminati nel mondo,
come manti celesti sotto le stelle.
Nemedia, Ophir, Brithunia, Hyperborea, Zamora con le sue brune donne e le misteriose torri dei ragni,
Zingara con la sua cavalleria, Koth confinante con la pastorale Shem,
Stygia con le sue tombe protette dalle ombre, Hyrkania i cui cavallieri indossavano acciaio, seta, e oro.
Ma su tutti i regni del sognante occidente, primeggiava superbo quello di Aquilonia."

 

Le prime luci dell'aurora hanno appena iniziato a tingere la superficie dell'oceano, ma Mur'din Numarkha, capitano della Falco di Mare, è già in piedi sul ponte della sua nave, intento a scrutare le coste di Shem in avvicinamento; pirata, mercante, schiavista, il corpulento Kushita dalla pelle d'ebano quasi freme all'idea del denaro che presto fluirà nelle sue casse, quando i più di 120 schiavi stipati nella stiva della Falco di Mare, quasi tutti non ancora marchiati, saranno venduti nel mercato di Becharadur.

Tra qualche ora la Falco di Mare attraccherà al porto della città stato e nel giro di pochi giorni, se non poche ore, gli sventurati che rappresentano il carico della nave incontreranno il loro destino nelle arene, nelle case di piacere, nei campi di lavoro.

E fino alla sera prima quello avrebbe dovuto essere anche il vostro destino, se non fosse che la sorte ha deciso di far incrociare il vostro cammino con quello della bella Mari-ko.

Oltre all'equipaggio e agli schiavi, la donna hyrkaniana è l'unico passeggero della Falco di Mare. Sebbene ormai sia più prossima ai quarant'anni che ai trenta, le prime ciocche grigie compaiano tra i lunghi capelli scuri e piccole ma evidenti rughe contornino gli esotici occhi a mandorla, le vesti di seta scura non nascondono un fisico più che attraente. Ma il fascino di Mari-ko non è quello della semplice bellezza fisica, piuttosto quello che deriva da movimenti, sguardi, parole e atteggiamenti perfettamente studiati e misurati da anni di esperienza.

Durante la lunga traversata per mare, Mari-ko ha quasi ogni sera richiesto la presenza di uno degli schiavi (a volte anche più di uno); uomini e donne si sono avvicendati nella cabina della hyrkaniana, a volte per intrattenerla con canti e racconti di terre lontane, il più delle volte per mero interesse carnale. E l'ultima sera ha richiesto la presenza di voi tre, ma quello che avete trovato nella sua cabina non era certo quello che vi aspettavate.

La donna vi ha offerto un banchetto prelibato, con pietanze e vini in abbondanza prelevati direttamente dalla riserva personale del capitano Numarkha; durante la cena avete parlato del più e del meno, come se si trattasse di un normale ricevimento, ma tutta la scena aveva per voi l'amaro retrogusto dell'ultima cena di un condannato a morte.

Invece, alla fine della cena, Mari-ko vi ha presentato un involto contenente indumenti dalla foggia comune ma di buona fattura: semplici casacche e brache, corredate di una cintura e di comodi calzari in cuoio.

Domani scenderete da questa nave come uomini liberi, non come schiavi, e ho pensato che avreste voluto farlo vestiti come tali, non con un semplice straccio attorno alla vita come animali. La donna vi omaggia di un caloroso sorriso che le illumina il volto e fa risplendere gli occhi scuri. Ho comprato la vostra libertà.

 

@Blues @Dardan @Ottaviano

Spoiler

Mi raccomando il nome del PG a inizio dei vostri post.

Si scrive al presente (anche se l'introduzione l'ho fatta al passato, da cui in avanti procediamo al presente).

Quando parlate usate il grassetto, quando riportate i vostri pensieri usate il blu.

 

Vi chiedo ancora una cosa, per accelerare il tutto quando volete fare delle prove fatevi già voi i tiri, non importa se usate un qualche portale o se usate un dado vero, mi fido dei vostri risultati. Quando ci saranno delle prove nascoste ovviamente li tirerò io, ma dato che la maggior parte del tempo rispondo dal cellulare mi agevolereste molto il lavoro 🙂  

 

Edited by Skull Leader
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Zoso

Vengo prelevato dalla stiva insieme a due altre persone a me sconosciute, scortato e condotto nella cabina di una bella donna dagli occhi orientaleggianti. Dice di chiamarsi Mari-ko, di essere l'unica passeggera di questa nave di schiavi. Ci offre un banchetto che ha il sapore della condanna a morte; poi con un colpo di scena, degno di un grande novellista, ci parla di liberta'. 

Ancora sconvolto dagli eventi che si sono succeduti in questi giorni, chiedo quasi impaurito: Perche' noi? Dove approderemo? 

@Skull Leader @Dardan @Ottaviano

Spoiler

Tirali tu i dadi fai il master a 100% noi ci fidiamo uguale :) Prenditi il tempo che vuoi.

 

Edited by Blues

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Abooksigun

La mia permanenza sulla nave pirata è fonte di estrema vergogna per il modo stupido in cui mi sono fatto catturare...e quando vengo scelto per soddisfare gli appetiti di quella donna il mio umore peggiora decisamente...vengo portato in coperta insieme ad altri due prigionieri sconosciuti aspettandomi il peggio e quando sono li mi viene offerto un pasto degno di un capo e anche se ogni fibra del mio essere mi impone di rifiutare la fame  alla fine ha il sopravvento e mangio tutto il possibile con avidità senza però smettere  di pensare a cosa ci sarebbe stato dopo...ma ogni mio timore non trova fondamento e quando ci vengono dati degli abiti sebbene del tutto fuori luogo per me li indosso...poi alle parole della donna rido...Donna...non avrai ringraziamenti da parte mia...perchè a questo mondo nessuno fa niente per niente...perciò dimmi a che cosa ti serviamo? e quanto costa la libertà che ci offri?...

@Skull Leader @Blues @Ottaviano

Spoiler

Per me non c'è problema se ti fidi tu va bene.

 

Edited by Dardan

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Landern

Preso con la forza e portato su questa nave, per essere usato e poi venduto, un destino che nessuno vorrebbe, eppure a me è capitato. Tutti vanno in contro alla morte e ciò non mi spaventa che accada oggi, domani o tra anni, sarò pronto alla morte. Ed ora sono qui, davanti ad uno strano banchetto, pieno di varie cibarie mai viste, con due uomini di cui non conoscevo neppure il volto fino a qualche ora fa, e questa donna, che tra noi prigionieri si è fatta il nome di essere l’unica che non è una schiava. Nel mentre penso mangio mostrando la mia particolare dentatura, più simile a quella di un lupo che a quella di un uomo. Quando mi vengono mostrati guardo incuriosito i vestiti e poi la donna, ascoltando le domande dei miei compagni, avvicinandomi per primo ai vestiti, ne prendo uno odio gli abiti dico nel mentre, per poi voltare di nuovo lo sguardo sulla donna Il branco è la libertà. Lei è il branco. Si aiuta sempre il branco. Cosa dobbiamo fare?

@Skull Leader

Spoiler

Se tu ti fidi nessun problema a fare i tiri

 

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Ho scelto voi perché, tra tutti gli schiavi su questa nave, non siete agnelli condotti al macello. Siete astuti, intraprendenti, combattivi, indipendenti. Ho capito subito che non vi siete arresi alle catene, ma che alla prima occasione le avreste spezzate, ad ogni costo.

La donna hyrkaniana vi sorride come farebbe una sorella maggiore: Ma avete ragione, vorrei che in cambio faceste qualcosa per me. Qualcosa che per le leggi locali sarebbe illegale, ma che vi assicuro che è giusto e dovuto. Vorrei che recuperaste un gioiello appartenuto alla mia famiglia, ma che ci è stato ingiustamente sottratto: il Cuore di Hilkut-Khan, lo Scarabeo Solare.

Mari-ko prende a raccontarvi la sua storia, e dal modo in cui la espone noi avere dubbi riguardo alla sua onestà.

I miei genitori erano sacerdoti di Hilkut-Khan e custodivano il suo Cuore. Il dio scarabeo predica la libertà assoluta da ogni catena e da ogni tiranno; potete ben capire perché i capi delle altre religioni perseguitassero il nostro credo. Fummo costretti a fuggire dalla nostra terra quando mi sorella era ancora una bambina e io non ancora una donna. Pensavamo di aver trovato rifugio nello Shem, invece i miei genitori furono tradito, il Cuore trafugato e io fui costretta a fuggire nuovamente con la mia piccola sorella Yuri-ko.

La donna è visibilmente amareggiata, ma man mano che procede con il racconto di infervora, tanto che è costretta a fare una pausa per recuperare il contegno.

Da molti anni io e mia sorella ci siamo separate, ma abbiamo fatto in modo di poter mantenerci in contatto. E due lune fa ho ricevuto una sua missiva che mi diceva che ha scoperto che il Cuore di Hilkut-Khan è nascosto a Becharadur, la meta di questo triste carico di schiavi. Purtroppo la mia presenza in città non è gradita, dovrò restare nascosta a bordo della Falco di Mare per tutto il tempo della nostra permanenza, ma sono sicura che voi tre avete tutte le doti necessarie per recuperare ciò che mi appartiene.

 

nota per tutti

Spoiler

Il calcolo del tempo non è preciso: per contare i mesi si usa il ciclo lunare, una luna vuol dire 24 giorni ma è approssimativo, per cui due lune indicano poco più di 48 giorni.

Per gli anni di usa il ciclo delle stagioni, a seconda della nazione si dirà 2 inverni, 10 estati, tot primavere.

Non esistono le ore, a parte nelle città più civilizzate, normalmente si utilizza la posizione del sole, ad esempio allo Zenith è circa mezzogiorno, tre quarti del cielo vuol dire metà pomeriggio e così via.

 

Edited by Skull Leader

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Abooksigun

Non è mai un bene immischiarsi nelle faccende degli dei , dei demoni o degli spiriti...dico sputando per terra...se questo oggetto vi è stato sottratto è perchè il vostro dio voleva cosi , io penso questo...ma tutto sommato non che mi interessi molto , finchè la cosa non tocca il mio dio per me va bene...se ciò che dici e vero donna allora riusciremo a recuperare il cuore se invece non ci riusciremo vorrà dire che le tue parole erano false e se riuscirò a tornare mi prenderò il tuo cuore per offrirlo in segno di scusa agli dei...comunque...che altro puoi dirci riguardo a dove si trova il cuore , tipo il luogo e chi lo sorveglia ad esempio , e ci verrà dato un qualche tipo di equipaggiamento o dovremo procurarcelo da soli quando saremo a terra?

 

@ DM

Spoiler

Ho Religione a +2 per quanto non credo che come pitta possa aver mai saputo del dio Hilkut-Khan , 1d20+2=16  

 

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Zoso

Ascolto con interesse le parole della donna. L'avidita' degli umani e' inarrestabile. Vuoi dire che gli altri uomini saranno venduti come prigionieri a Becharadur mentre noi avremo la liberta' quando ti riporteremo quel gioiello? Ascoltami bene perche' non mi ripetero', la schiavitu' e le torture sono due delle cose piu' immonde di questa schifosa vita. Facciamo un patto, noi ti procuriamo il gioiello ma tu farai di tutto per rendere la liberta' a quegli uomini o venderemo quella gemma per comprarceli noi. Mi giro e faccio un occhiolino ai miei compagni. Ci stai? 

@GM

Spoiler

Diplomacy + 4 roll +7 = 11


 

Edited by Blues

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Ascolto con attenzione la donna e le domande dei miei compagni Trovare il cuore e portarlo alla donna. Non si contraddice il capo, per nessuna ragione Farò come vuoi, non sai altro a riguardo oppure dove sia? Chiedo mentre mi vesto con gli abiti che mi sono stati dati. Nel mentre osservo stranito il compagno che mi ha appena fatto l’occhiolino Che sia un qualche messaggio? Non me ne hanno mai parlato... i miei compagni non usavano questi metodi...

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Mari-ko sorride con una certa soddisfazione nell'udire le vostre accalorate risposte: Come dicevo, combattivi e selvaggi. Ma temo mi abbiate frainteso.

I miei genitori credevano nella reliquia di Hilkut-Khan, le persone che se ne sono impossessate credevano nella reliquia di Hilkut-Khan, io credo solo che quello che è mio di diritto mi debba essere restituito. Le questioni teologiche non mi interessano, non sono una sacerdotessa, quello che mi interessa è il valore pratico che deriva dal possesso di un rubino grosso quanto un frutto del sole delle Isole Barachan. Come a sottolineare il concetto, la bella hyrkaniana prende un frutto dal cesto sul tavolo, ne toglie con cura la buccia arancione e ne assapora uno spicchio, per poi passarvelo educatamente.

Ovviamente un simile gioiello non può essere barattato o venduto, ma il semplice possesso può aprire molte porte. E a proposito, temo di non poter esaudire la vostra richiesta di liberare tutto gli schiavi. In realtà ho dato quasi completamente fondo alle mie finanze per voi tre. Tutto quello che posso darvi è qui, dovrete gestire questo poco denaro per procurarvi ciò che vi serve.

Mari-ko vi passa un grosso borsello tintinnante. In realtà quello che contiene non è per nulla una piccola quantità di denaro, ma ben 50 monete d'oro nel conio di Aquilonia e Argo

*Nota

Spoiler

Le monete delle Nazioni più ricche sono più "pregiate": il valore è uguale a quello delle altre monete, ma se volete potete provare a supervalutarle, in altre parole potete cercare di ottenere uno sconto perché le monete aquiloniane sono una garanzia maggiore e hanno meno impurità.

E del resto, a che scopo liberare gli schiavi? In tutto il carico ho trovato solo voi dotati di spirito indipendente. Gli altri finirebbero nuovamente in catene, e anche se riuscissero a guadagnarsi la libertà non avrebbero i mezzi per godersela. Dovrebbero comunque faticare nei campi, spezzarsi la schiena nelle cave o vendere il proprio corpo per il piacere di altri. Uno schiavo in fin dei conti è tutelato dal suo padrone: per i mercanti di Shem è un investimento da preservare, non carne da macello per i sacrifici rituali come in Stygia.

Ma veniamo alle questioni più pratiche. Non so dove il Cuore sia custodito, mia sorella saggiamente ha evitato di scriverlo nella sua missiva. Dovrete cercarla e lei vi dirà cosa ha scoperto: il suo nome è Yuri-ko ed è una danzatrice di grande talento, non credo che dovreste avere problemi a rintracciarla. Eviterei però di cercarla nelle bettole del porto, il suo talento è per palati raffinati.

E infine un consiglio: le leggi di Becharadur non vietano la vendita e l'acquisto di armi, ma da quando l'ultimo tiranno è stato cacciato i Signori della città hanno proibito che si portino in pubblico. Solo le guardie cittadine possono girare armate, ma non ho mai incontrato in nessuna città delle guardie che non fossero disposte a guardare altrove in cambio di una bevuta in osteria. Ritengo che siate abbastanza astuti da saper aggirare le stupide leggi cittadine.

Edited by Skull Leader
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Zoso

Il fascino di questa donna dai tratti orientali e' indescrivibile, devo per forza sfuggire lo sguardo per non restarne intrappolato. Prendo uno spicchio dal frutto offertomi e attendo che concluda la sua narrazione. D'accordo e' stata molto chiara a spiegare tutti i dettagli. Io non ho nulla da aggiungere.. anzi una sola cosa... quando arriveremo a Becharadur?

 

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Landern

Quando mi vuene offerto il frutto faccio una faccia stranita e con un gesto faccio cenno di non volerne. Le armi non saranno un problema, ho imparato ad uccidere a mani nude ormai da tempo dico toccando la particolare dentatura. Mi guardo poi attorno osservando i due compagni Un nuovo, piccolo, branco...

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Abooksigun

Capisco donna...ma il tuo non credere non renderà le cose più facili , se fosse stato giustamente preso da un vero credente  , il dio non sarà di certo contento di essere allontanato da lui...poi osservo le monete d'oro...comunque il compenso mi pare onesto visto il rischio che corriamo...ha per caso una mappa della città e puoi dirci qualcosa in più riguardo ai suoi usi e costumi?

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Purtroppo c'è ben poco che posso dirvi riguardo alla situazione attuale a Becharadur. Le città stato di Shem sono mutevoli e nel corso di poche estati possono cambiare molte volte. Fino a non molto anni fa Becharadur era tiranneggiata da un principe stregone di Stygia, ma da quando è stato scacciato la città è sotto il controllo dei Grandi Signori, i mercanti più ricchi della città.

Quando Mari-ko nomina i Grandi Signori notate chiaramente un velo di malinconia sul suo volto, ma anche un lampo di ira, o forse di bramosia, nel suo sguardo.

L'unica cosa che verranno conta a Becharadur è il denaro: ci ne ha a sufficienza può comprarsi un seggio nel Consiglio cittadino.

Per il resto, vale ciò che si dice di ogni altra città di Shem: al di là della facciata di ordine, leggi e ricchezze, Becharadur è una città di ladri e traditori. Fate molta attenzione dove riponete la vostra fiducia e a chi voltate le spalle quando sarete laggiù. Soprattutto evitate i vicoli più bui a meno che non siate pronti a lottare per la vostra vita.

Mari-ko da infine uno sguardo alle candele ormai quasi complete consumate e controlla lo stato di una elegante lampada ad olio in bronzo.

Ora però vi consiglio di dormire: se i venti non ci tradiscono dovremmo attaccare domani mattina. Per questa notte potete usare la mia cabina, non è il caso di farvi tornare nella stiva degli schiavi e dubito la ciurma voglia condividere lo spazio con voi. Io dormirò nella cabina del capitano, il povero Mur'din probabilmente spera di entrare nelle mie grazie ma non da che dovrà accontentarsi di una amaca tra la ciurma.

@Dardan

Spoiler

Mi sono dimenticato di risponderti.

No, non sai niente riguardo Hilkut-Khan, ma immagini sia uno dei tanti piccoli dei tribali che si generano nelle culture più arretrate.

 

Edited by Skull Leader

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Zoso

Ascolto le parole della donna con attenzione senza intervenire. E' chiaro che la nostra missione non sara' semplice, e riporre fiducia sugli indigeni di Becharadur sara' rischioso. Poi mi salta in mente una domanda e prima di rannicchiarmi per dormire chiedo: Hai detto che non potrai entrare in citta', quindi dove ci aspetterai? e per quanto tempo? Non ho capito come faccia Mari-ko a fidarsi di noi cosi' ciecamente. Potremmo approfittarci anche del gioiello per tagliare la corda: ma sono sicuro che qualche maledizione coprira' questa idea, meglio fare le cose a modo e guadagnarsi la liberta' e non avere pensieri.

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Abooksigun

Per quanto non conosca questo dio sara bene officiare i giusti rituali prima di rubare un oggetto a lui consacrato...

Il vecchio qui dice bene anche perché visto che non conosciamo la città immagino che ci vorrano giorni per conoscerla un minimo ed imparare come muoverci per poi poter rubare il cuore , mica ci vorrà manadare allo sbaraglio , o abbiamo un limite di tempo massimo per rubare l'oggetto?

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Mari-ko si prende qualche momento per valutare e pensare, tamburellandosi il mento con l'indice delicato e ornato da fini anelli d'argento: Come ho detto, resterò confinata sulla Falco di Mare; resteremo in porto finchè il capitato Numarkha non avrà smerciato tutti gli schiavi e fatto un nuovo carico. Potrebbero volerci pochi giorni, se il vecchio fosse un mercante capace come ama vantarsi, ma in realtà penso che avrete almeno sette albe a vostra disposizione. 

Per qualche ragione che non riuscite assolutamente a capire, la donna sembra molto divertita dalla sua affermazione, come se avesse preso in giro il capitano in modo arguto o gli avesse giocato un brutto tiro.

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Landern

Saranno sicuramente abbastanza dice nel mentre penso alle informazioni datami quando mi spiegarono come approcciarsi con gli uomini Bisognava... bisognava presentarsi.. dovrei dire il mio nome... forse... Io... io sono Landern, o per lo meno così mi hanno detto, non sono abituato ad essere chiamato così... è un piacere conoscere tutti e tre Dovevo dire così vero? Lo spero... Guardo velocemente lo sguardo dei tre per capire se ho detto qualcosa di strano

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Abooksigun

Staremo a vedere se sette giorni basteranno...rispondo a Larden...io sono Abooksigun che nella vostra lingua potrebbe tradursi all'incirca come gatto pazzo...vedete un po voi come chiamarmi...

 

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Zoso

La risposta un po' enigmatica della bella Mari-ko non mi lascia ombra di dubbio: sa il fatto suo e sta giocando con noi come il gatto col topo.. tanto vale stare al suo gioco. Certo basteranno "sette albe", pero' la prego di non essere ironica con noi, le permetto tutto, ma non di essere sprezzante, porti rispetto e parli con lingua dritta, senza giri di parole. Glielo chiedo per cortesia. Ritrovo la calma nel presentarmi agli altri compagni: Zoso, piacere, per servirvi.

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La donna hyrkaniana si accomiata e vi lascia da soli; la cabina, per quanto piccola e priva di molte delle comoditá che la gente "civilizzata" da per scontate, al confronto della stiva degli schiavi in cui siete rimasti rinchiusi tanto a lungo sembra una vera e propria reggia, tanto che dopo la lauta cena non avete alcun problema ad addormentarvi.

 

Il sole ha quasi completato metá del suo cammino quando la Falco di Mare attracca al porto di Becharadur; un gran numero di portuali, scaricatori e carpentieri sono giá affaccendati sul molo a cui la nave é ormeggiata, e un numero ancora maggiore di uomini e donne di strada si trova poco oltre, in attesa dei nuovi clienti (o vittime). Quando uscite dalla cabina una dozzina di schiavi é in riga sulla tolda, e altrettanti sono giá sulla banchina, dove vengono conteggiati e registrati da un uomo dalla pelle scura, drappeggiato con cura in una tunica gialla, abbinata ad un copricapo conico dello stesso colore. Non appena mettete piede sul ponte, gli sguardi di tutti si voltano verso di voi, sguardi astiosi e rancorosi da parte degli schiavi, di disprezzo da parte della ciurma: chiaramente nessuno ha apprezzato la vostra rinnovata libertá.

Fate del vostro meglio per ignorarli, ma proprio mentre state per mettere piede sulla passerella che vi porterá a terra Mari-ko esce dalla cabina del capitano. Immediatamente una mezza dozzina di marinai della ciurma le si fa attorno, come esperte guardie del corpo. Nel suo sguardo non vi é piú alcuna traccia della cordialitá della sera prima, ma solo la freddezza calcolatrice di un predatore a caccia.

Non cosí di fretta, miei cari. Ieri sera vi ho effettivamente sottaciuto un piccolo dettaglio. Quando mi avete chiesto quanto tempo avrete a disposizione vi ho risposto che avete una settimana, ma il motivo é un altro. Ho investito molto in voi, e non solo con denaro sonante. Ho deciso pertanto di garantirmi una piccola assicurazione: insieme al cibo che avete consumato ieri avete assunto anche una massiccia dose di Bacio di Vipera, un veleno molto comune tra gli assassini di corte del Khitai e di Turan perché, una volta somministrato, inizia a fare effetto solo molti giorni dopo, dando la possibiitá all´assassino di allontanarsi senza destare alcun sospetto. É un veleno mortale, e dopo cinque o sei giorni inizia a procurare dolori atroci, ma non temete, ho qui con me tutto l´antidoto di cui avete bisogno. Con un ghigno perfido, Mari-ko estrae dalle pieghe della veste di seta un´ampolla di vetro fasciata in vimini, la soppesa con cautela, poi torna a nasconderla.

Ovviamente la cura che vi serve vi verrá consegnata appena il Cuore sará in mio possesso. Spero che comprendiate, non posso permettermi che una volta scesi da questa nave ve ne andate per la vostra strada, ho bisogno di essere sicura che farete quello per cui ho pagato.

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