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Alcuni dicono che nella Landa l'estate è fredda. Beh, questi non hanno mai provato l'inverno. Le temperature sono così rigide che è impossibile trovare acqua corrente, il sole lo si vede forse due ore... in sei mesi e gli animali hanno così fame da divorarsi fra di loro. 

E tu, stolto fuggitivo, proprio qui ti sei diretto, nei territori peggiori possibili, qui dove il significato di "Caldo come l'inferno" viene meno. Qui dove anche la neve ha freddo e scende solo sotto forma di grandine, ma il tuo ragionamento era ovvio "Chi mai mi seguirà qui? Chi affronterà il vero Padre Inverno? Chi sarà così stolto?"

Beh, qualcuno lo ha fatto, lo sai.

Ogni notte li vedi, in lontananza si, ma lì dove sei passato tu, vicino a quell'albero tra le cui radici hai trovato riparo ieri, dal capanno di caccia dell'altro ieri, sì, proprio sulle tue orme. vedi le loro torce e i loro fuochi, qualcuno ti cerca, forse due, massimo tre persone, ma ti cercano assolutamente. Ti seguono e tu fuggi.

Fuggi da giorni, da quando ti hanno scoperto a Schorchrock, dove ti rifugiavi da tempo, dopo l'evasione. Ora è tardi. Non ti dai tregua, devi allontanarti, il tuo unico spiraglio di salvezza è uno: Drorver, il paese dei rinnegati. Una città odiata e temuta, lì dove si offre alloggio ai ricercati, lì dove gli unici tre esseri viventi non aristocratici che usano la magia si sono rifugiati, la Terna: pazzi psicopatici, paranoici, ma buoni...più o meno.

Ci sei quasi, la vedi vicina, certo, ti ci vogliono ancora molte ore di cammino, ma sei vicino ormai, molto vicino, la fame e la sete ti tagliano le gambe, ma tu resisti, la cancrena sta colpendo i piedi e le mani, gli occhi dolgono per la fatica di vedere nel buio, tu che non puoi avere una torcia o un fuoco, meno tracce lasci, meglio è...

 

Benvenuto nella landa, a te il suo caldo, amorevole e confortevole abbraccio, ma attento, prima dei tuoi inseguitori potrebbe ucciderti la terra 

 

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Daisun

Cammino con fatica, trascinando i miei piedi. La fuga dalla prigione è stata dura. Per quindici anni, dal giorno in cui sono entrato in quel maledetto posto, ho cercato una falla nella sicurezza e ho elaborato il mio piano. Essere riuscito a scappare da quel posto è stato un miracolo. Francamente, pensavo che sarei morto là. E invece mi son trovato, tutto ad un tratto, libero, ma fuggiasco. La temperatura nel nord è insopportabile, specialmente se si indossano vesti lacere trovate in una baracca abbandonata, come le mie. Ho pensato di avere la fortuna, sebbene in minima parte, dalla mia: trovare nel bel mezzo del nulla lo scheletro di una guardia, che chissà da quanto tempo era là, mi ha permesso di avere un minimo equipaggiamento: una spada ammaccata, un pugnale arrugginito e un arco con qualche freccia. Non un equipaggiamento moderno, ma a me va bene così: odio quelle porcherie tecnomagiche con cui ci minacciavano in prigione. Non le userei mai, molto meglio una cara vecchia lama.

Chissà se riuscirò ad arrivare vivo a Drorver... una volta regolati i conti, me ne andrò da qui. Per sempre. Questo posto è orribile, è l'inferno.

Quindici anni fa, quando vidi il rampollo di uno dei Nove uccidere, senza esitare, mia madre, all'epoca serva di quella famiglia, per non aver pulito bene una tovaglia, da ragazzino già provato dalla vita quale ero, reagii d'impulso e, presa la stessa lama con cui venne uccisa mia madre, gli amputai un braccio. Ricordo ancora lo sguardo terrorizzato del ragazzino, quando vide il suo braccio staccarsi. Poi mi presero, mi picchiarono, e mi buttarono in prigione, nella peggior prigione, perché dissero che dovevo soffrire prima di morire, a causa dell'empio gesto che ho fatto. Ed ora, benché fuggiasco, voglio equipaggiarmi per tornare a Scorchrock, con l'intento di vendicare mia madre e poi sparire da questa landa infernale.

Devo assolutamente cercare di arrivare a Drorver, in fretta, e ripararmi, magari dopo aver mangiato qualcosa di caldo. Non posso dire che sento male: questo freddo, questo maledetto freddo copre ogni sensazione. Le guardie sono dietro di me, lo so, le vedo, ma mi preoccupa di più questa terra. Il freddo è ben peggio di loro.

@Lucifero

Spoiler

Proseguo in direzione di Drorver... sempre che io sappia in che direzione è.


 

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Non sai se a spingerti sia la forza di volontà, la tua forza fisica o la sola sete di vendetta, ma ti spingi sul terreno ghiacciato senza sosta, passo dopo passo, minuto dopo minuto, ora dopo ora.

Ormai è passato il "tramonto" se così si può chiamare, sei quasi arrivato ai cancelli, quando un sibilo ti fa trasalire. Qualcosa ti colpisce dietro la gamba, poco sopra il ginocchio. Il colpo e il rumore ti fanno preoccupare, guardi la zona, solo per vedere una freccia dall'impennaggio nero passarla da parte a parte...

Alle tue spalle, a qualche centinaio di metri, una coppia di uomini si erge, vestita di scuro, contro lo sfondo bianco, uno dei due impugna un arco. Un tiro a dir poco incredibile... Fortuna? O forse sono qualcosa più che semplici guardie quelle che ti seguono?

 

 

Spoiler

Finalmente ho trovato come mettere gli spoiler, yeeeh!!!!

A tutti gli effetti la freccia non ti fa danno. Si trova in una zona non letale e il fredda gela il sangue in brevissimo tempo, impedendoti di morire dissanguato. Inoltre le possibilità che faccia infezione sono moooooolto limitate a queste temperature, quindi sta tranquillo, era solo una questione di scena.

 

Edited by Lucifero
Ho rimosso una parte perché rischiava di veicolare le azione del tuo personaggio
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Daisun

Maledetti, questa non ci voleva. La freccia non fa male, con questo freddo il sangue nemmeno esce, e il dolore si tramuta in un sordo pulsare che quasi riscalda la gamba. Ma la prossima freccia potrebbe arrivare più precisa, e quindi letale. Provo a prendere l'arco per scagliare una freccia anche io, ma le mani sono troppo gelate, a malapena le dita si piegano. Vedo le porte davanti a me, a qualche metro. 

Ero così vicino...

Non ho mai avuto il dono della parlantina, ma decido di giocarmela lo stesso. Mi è rimasta solo questa strada per sopravvivere. Mi metto bene in piedi, a gambe divaricate, apro le braccia e mi giro con un ghigno verso i sue inseguitori.

Carissimi, che piacere incontrarvi qui, alle porte di Drorver, il villaggio dei rinnegati che tutte le guardie temono! 

Parlare è così difficile... ho la gola secca... vorrei alzare di più il volume, ma non riesco...

Guardatemi, eccomi di fronte a voi: sì, sono proprio io, Daisun il Fuggiasco, colui che è riuscito a beffare t-u-t-t-e (e scandisco bene la parola tutte) le guardie della prigione che veniva ritenuta più sicura di tutte le lande. Mi dispiace che siate solo due, sapete? Mi farebbe piacere che i miei amici a Drorver si potessero divertire di più con me. Solo due, sapete, un magro bottino. Anche se sanno usare la magia, non è vero? Avanti, ne vale la pena di morire per vedere in faccia Daisun il Fuggiasco?

Devo dire più volte il mio nome... il fatto che uno sia fuggito di prigione si sarà sì sparso tra i nobili come tra i rinnegati... almeno spero... è così difficile parlare, cavolo...

Siete solo due, contro un intero villaggio di combattenti esperti, che non hanno nulla da perdere. Non avete possibilità. Andatevene, se ci tenete alla vita.

Certo, sarebbe più facile andarene adesso, ma non voglio dar l'impressione di essere messo male come sono. Spero che da dentro Drorver mi abbiano sentito, e che mi conoscano. Questa è la mia ultima spiaggia. Non devo fallire. Maledizione, il freddo...

Spoiler

Parlo cercando di convincere i due inseguitori ad andarsene, puntandoli con gli occhi. Per ora non mi muovo.

 

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Daisun il Fuggiasco! Bel nome, complimenti,ma avresti potuto fare di meglio! dice l'arciere dei due mentre, con incredibile lentezza, estrae una freccia dalla faretra e la incocca. Alza l'arco, le piume gli sfiorano le labbra, piega la testa, allineando gli occhi e prendendo la mira Sai? Non siamo mai stati abili oratori, anzi, al contrario, noi ODIAMO parlare. la freccia scocca, il sibilo acuto fende l'aria e la punta scava un grosso buco ai tuoi piedi, esattamente in mezzo. Non ha sbagliato, ti ha mancato apposta. Ripete la sequenza, una seconda freccia è incoccata... 

La voce del secondo è molto più potente, tonante, roca e profonda TU DICI DI AVER INGANNATO LE GUARDIE E CHE QUESTE TEMONO LA CITTA' ALLE TUE SPALLE, MA VEDI... NOI! NON! SIAMO! GUARDIE! il tono si fa improvvisamente più pacato Ora muori, vogliamo la tua taglia, mi sa che hai fatto inc*****e quelli sbagliati.

Il suo volto cambia, il viso è paonazzo dall'ira nonostante la voce calma, nelle mani, estraendoli dalle maniche, impugna due lunghi pugnali ricurvi e ti si scaglia contro. Improvvisamente la distanza che vi separa non ti sembra poi così tanta

 

Spoiler

Non ti riuscirà a colpire in questo turno, ma entro al massimo il terzo sarai a portata dei suoi pugnali

 

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Daisun

Bene, sta funzionando, almeno in parte. Li ho fatti arrabbiare.

"Arciere, tutto qui quello che sai fare? Speravo che la tua magia da g-u-a-r-d-i-a - scandisco bene la parola per farlo arrabbiare ancora di più - ti permettesse di fare meglio... ma pare che tu non sia capace nemmeno di fare trucchi con i dadi per bambini." 

Spero che facendoli arrabbiare non combattano al meglio delle possibilità.

"Daisun il Fuggiasco è il mio nome, e non mi meraviglio che non vi piaccia... più che il nome, dovreste guardare ai fatti, visto che la prigione di massima sicurezza delle Lande si è fatta sfuggire un criminale qualunque. E adesso voi siete qua, al freddo, a inseguire uno qualunque, davanti alla vostra morte. Qua alle porte di Drorver perderete la vostra vita!"

Noto che uno dei due estrae due pugnali ricurvi di ottima fattura e si lancia all'attacco. Intuisco che la situazione stia volgendo al peggio, e a breve non potrò più bluffare. Devo assolutamente attirare gli abitanti di Drorver e farmi aiutare, se voglio sopravvivere. Non ho ancora intenzione di morire.

Dove diamine si sono cacciati gli abitanti... devo cercare di attirarli."

Giro parzialmente la testa cercando di ignorare il nemico che mi corre incontro, e grido appellandomi agli abitanti.

"Abitanti di Drorver, fieri e nobili guerrieri di animo puro, sono io, Daisun il Fuggiasco, colui che ha mutilato il figlio di uno dei Nove ed è fuggito dalla prigione più sicura del regno! Sono colui che ha solcato da solo la Landa in inverno, e che vi ha portato due esponenti della magia in premio! Oggi le loro teste saranno un monito per tutti coloro che oseranno sfidarci! Venite a me, mostriamo all'ignobile Cullnett che Drorver non teme nulla e non si piega a nessuno!"

Se non funziona questa, sono finito... Mi sdebiterò con loro, avranno in dono le armi magiche di questi due manigoldi, se mi salveranno. Non ho intenzione di lasciare aperti debiti prima di andarmene da qua. Devo sperare che mi sentano.

Combattendo col freddo che mi assale, con la sete e con la fame che mi macerano, estraggo la spada mantenendo un fare elegante e la impugno a due mani. Mi pianto saldo sulle gambe, e attendo l'arrivo del mio avversario. Corrergli incontro sarebbe solo uno spreco di energie, e un allontanarsi dal villaggio.

Ripenso alla mia vita, a mia madre e alla vendetta che le ho promesso. Una vampata d'ira mi assale, cancellando il freddo, la sete, la fame, ogni paura che possa ostacolare il mio combattimento. Da adesso combatto non per me, ma per mia madre, per mio padre e mio fratello, morti in miniera, per vendicare loro, che speravano in un futuro migliore. Adesso combatto per loro, e non sento nulla, se non una nuova forza che mi brucia dentro. E capisco di essere pronto, per quello che non sarà l'ultimo combattimento della mia vita.

@Lucifero

Spoiler

sguaino la spada e aspetto il mio avversario. C'è qualcosa attorno a me che io possa sfruttare come vantaggio ambientale nel combattimento?

 

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Forse sono le parole che hai pronunciato, forse la paura, forse altro, forse il pensiero della tua famiglia ti è rimasto nella mente qualche istante di troppo e ti ha distratto? Fatto sta che la sfortuna ci vede benissimo e hai visto il buco nella tua guardia. Le cose si fanno nere, anzi, peggio... o forse no?

L'arciere, nonostante si trovi ad una distanza incredibile, scocca una sola, singola freccia, il sibilo è subito seguito dal rumore del metallo che si spezza. Non stava mirando a te, ma alla tua spada che, malconcia come era, piena di tacche, ruggine e graffi, si spezza vicino all'elsa, lasciandoti la sola impugnatura in mano.

Sbatti le palpebre, trasalendo per il suono della lama che si spezza e, quando le riapri, l'uomo armato di pugnali ti è addosso... Magia? Non hai tempo per pensare, una lama sta per reciderti la gola...

Un'ombra gigantesca si staglia dietro di te. I due sono terrorizzati, immobili e balbettanti.

Spoiler

Qualsiasi cosa sia è dietro di te. Non sai cosa sia, ne sei obbligato a girarti subito per vedere di cosa si tratti. Quando lo farai ti descriverò cosa è.

 

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Una sensazione strana, quasi come se il tempo si fermasse. Un secondo, è un secondo, ma un secondo eterno, in cui tutto si ferma: I miei due aguzzini immobili, la cosa, qualsiasi cosa sia, in piedi dietro di me. Quasi mi scordo di respirare. Non so cosa fare. Non voglio girarmi, ma penso che, qualsiasi cosa io abbia dietro, se è abbastanza tremenda da spaventare due guerrieri capaci di arti magiche come i due aguzzini, allora devo vederla.

Non devo pensare a girarmi, devo farlo e basta. E con un movimento secco, mi giro di scatto, verso ciò che si erge alle mie spalle.

 

Edited by hooman
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Appena ti giri, davanti agli occhi, si staglia un addome possente, ampio e muscoloso, coperto di scaglie ocra.

Sai perfettamente cosa è, o meglio, ne hai sentito parlare, nelle leggende... una stirpe draconica. Si pensavano estinti, i discendenti dei draghi, coloro che detengono la forza di rovesciare tutte le altre stirpi o almeno così si dice.

Lo vedi aprire il petto, alzare la testa per prendere fiato e il risucchio di aria ti fa uscire le frecce dalla faretra. Il soffio successivo è spaventoso, uno spettacolo che non avresti mai pensato di vedere. Un'intensa fiammata viola scaturisce dalle sue fauci, il volto e tutto quello che si trova nei paraggi è illuminato dal fuoco e il calore è tremendo. Le fiamme sciolgono la neve, il ghiaccio e il sangue congelato sulla ferita... che ora scorre a fiumi. L'adrenalina, la paura e tutte le altre emozioni sono troppe e il tuo cervello chiude i battenti. 

Il buio è scosso solo dalle fitte alla gamba che ti svegliano. Sui tuoi occhi è posta una benda con due piccole fessure, ne hai già sentito parlare, serve per curare gli occhi quando danneggiati dalla troppa luce o dal riverbero del ghiaccio limitando la loro esposizione. Non sei legato e, decisamente, sei vivo, almeno questo ti dice il dolore alla gamba...

Edited by Lucifero
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Sono confuso. Un draconico... quasi pensavo non esistessero. Ma adesso mi devo sdebitare con lui in qualche modo. Non volevo debiti.

Gli occhi fanno male, la gamba pure, mi sento fiacco e ho una fame tremenda. Ma devo capire dove sono. E se devo dirla tutta, visto il mio trascorso, non mi fido, almeno non completamente...

Cerco di capire dove sono, in quale luogo mi trovi.

"D... dove sono? Chi... siete...?

Le parole mi escono con fatica. Devo essere davvero stremato.

Spoiler

Cerco di capire dove sono guardandomi attorno. Come sono messo fisicamente? Posso muovermo?

 

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La stanza in cui ti trovi è quasi vuota, spoglia: un letto, un armadio e una cassapanca. Il letto è morbido, molto morbido, oltre che ampio.

Quando inizi a parlare dalla porta si affaccia una giovane donna. Ti sorride gentilmente e si avvicina. Con delicatezza ti aiuta ad alzarti Sta attento, la gamba è ancora ferita e debole, potresti cadere se cerchi di strafare dice con voce dolce Sei stato fortunato sai? Non sono molti quelli che attirano attenzioni così pericolose e sopravvivono per poterlo raccontare. 

Le mani esperte ti cambiano il bendaggio in breve tempo e ti accorgi di come sia brutta la ferita... lembi di carne morta penzolano a terra e nemmeno più il sangue ne esce Ho fatto il possibile, non perderai la gamba, ma ci vorrà molto tempo prima che guarisca del tutto, mi spiace molto. I lunghi capelli ricci e rossi della fanciulla ne coprono il viso fluendo sulle spalle toniche. Molto aggraziata e femminile, ma dal fisico tonico e muscoloso, nulla di strano visto dove vive.

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Daisun

"Grazie per l'aiuto. Vorrei sapere il nome di chi mi ha curato, se fosse possibile."

Parlo sorridendo alla ragazza, maledicendo la mia scarsa parlantina. Se solo avessi avuto la possibilità di imparare ad usare la lingua... ma in prigione parlavano le braccia.

Adesso devo vedere se le armi dei due maledetti sono ancora fuori dal villaggio, prenderle e sdebitarmi con questo villaggio... o almeno rivenderle e prendermi un'arma nuova. Non posso tornare a Scorchrock così, con armi arrugginite di chissà quanti anni fa. E poi devo anche parlare con quel Draconico che mi ha salvato. Per ringraziarlo, almeno... ah, quanto odio queste situazioni. Non sono abituato a farmi salvare, ho sempre detestato il dover dipendere dagli altri.

Con una smorfia di dolore mi metto a sedere cercando di constatare il mio stato fisico. Spero di riuscire almeno a camminare...

"Sapresti dirmi come è messa la ferita? Vorrei recuperare un paio di cose fuori dal villaggio... e non ho intenzione di fuggire, anche perché non ci riuscirei. E poi c'è un Draconico che devo ringraziare."

Continuo a rivolgermi sorridendo alla ragazza. Per qualche motivo non riesco a fidarmi completamente. Dieci anni come la mia infanzia, in cui mi potevo fidare solo di mia madre, e quindici in prigione, dove la fiducia nemmeno sapevo come si scrivesse, mi hanno plasmato. Eppure, quel sorriso dolce, quel fisico tonico, mi ricordano mia madre...

Non farti strane idee, Daisun. Non ti puoi fidare di nessuno. Non hai mai visto questa gente, e dalla voce che corre in giro, non sembrano molto sani di mente. Ti conviene essere cauto, molto cauto.

@Lucifero

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Mi metto seduto e cerco di capire se posso camminare (magari aiutandomi con un bastone), per andare fuori dal villaggio a recuperare le armi dei due che mi inseguivano.

 

Edited by hooman
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Sono Milena, un'aspirante guaritrice. Purtroppo le mie arti sono inadatte a quel tipo di ferita. In serata dovrebbe arrivare la mia maestra, vedrai che ti sistemerà, anche se temo che ti farà molto male. Tu invece sei Daisun il Fuggiasco, vero? continua a sorridere, con aria innocente Mi permetto di sconsigliarti di uscire per adesso: non hai vestiti da indossare, la tua gamba potrebbe cedere e i mercenari dei Corvi potrebbero essere qui attorno ha l'aria pensierosa e sincera Per quanto riguarda Minos, beh, fossi in te eviterei di incrociarlo per qualche giorno. Sai, quando è intervenuto, in verità era furioso con te, lo hai svegliato. Inoltre ha solo scacciato i mercenari, non li ha uccisi.

La ragazza viene bruscamente interrotta da un forte chiasso nella stanza di fianco, pentole e piatti sembrano cadere e una figura si staglia sulla porta MILENAAAAAAAAAA!!!!!! Ti avevo detto di avvisarmi quando si fosse svegliato, sono tre giorni che aspetto che il bello addormentato si svegli e ora che è cosciente non mi chiami?!?!?!?

Milena sbianca dalla paura, ma riprende subito colore Papà, quante volte ti devo dire che non devi entrare di colpo in casa? Chissà che casino che hai combinato di la... e comunque si è svegliato solo ora, dagli il tempo di riprendersi fa una breve pausa Daisun, ti presento mio padre, Andrè dell'Aquila, colui che ti ha accolto in casa quando eri più morto che vivo e che ha pagato tutte le tue cure termina di bendarti, si volta ed esce dalla camera Vi lascio soli, immagino vorrete parlare. Intanto preparo da mangiare ti lancia un otre in pelle Bevi, fra pochi minuti sarai preso dalla fame e dalla sete, ne avrai bisogno

 

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L'uomo è un vecchietto dalla pelle abbronzata, gli occhi azzurri e i capelli bianchi, ma con una postura ancora fiera, parla con voce imperiose e potente, ma, anche mentre sgrida Milena, ha gli occhi sorridenti e il viso allegro

Nella fiasca c'è del vino rosso, molto denso e dal profumo intenso, ma gradevole

 

 

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Daisun

Bevo avidamente il vino dall'otre, sentendo la gola pian piano benedetta da quel liquido rossastro.

Fantastico, adesso ho pure un draconico contro, e i due tizi non sono morti. Almeno so che sono Mercenari del Corvo. E, a quanto pare, non posso nemmeno recuperare le loro armi per mettere su un gruzzolo. Dovró vendere quel poco che ho, sempre che mi frutti qualche moneta.

Guardo Andrè, un uomo anziano ma con un corpo ancora vigoroso. Sembra una persona disponibile, ma mai fidarsi delle apparenze, mai. Credo di avere più persone che vogliono qualcosa da me in questo villaggio piuttosto che a Scorchrock. Vediamo come andrà con quest'uomo. Adesso voglio solo pagare i miei debiti e andarmene da qui. 

"Buongiorno signor Andrè. Immagino di dover ringraziare lei e sua figlia per la cura che avete avuto nei miei confronti. Confesso il mio imbarazzo nel rivolgermi a lei in qualità di quasi nullatenente, ma, se già prima della prigione avevo ben poco, una volta fuggito mi son dovuto accontentare degli averi di una guardia morta chissà quanto tempo fa. Mi sento in dovere di chiederle spiegazioni per il suo gesto: lei non aveva questioni con me, eppure ha deciso ugualmente di ospitarmi e pagare per la mia guarigione. Come potrò sdebitarmi con lei e sua figlia? Ovviamente penserò anche al resto del villaggio, immagino che ognuno abbia avuto la propria parte in questa vicenda."

Cerco di tenere la miglior espressione che posso, sperando di poter fare una buona impressione con le parole. 

Se solo avessi il dono di una buona parlantina...

Spoiler

Aspetto una risposta da Andrè, e nel mentre cerco di individuare qualche dettaglio in più su di lui.

 

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Il vino tiepido rinfranca il tuo animo, sono giorni che non tocchi cibo ne acqua e il freddo ha preso il suo tributo dalla tua gola. I primi sorsi bruciano come il sole nei territori del sud, ma più bevi più berresti. Andrè ti risponde con fare docile e il sorriso in volto Non ti preoccupare. Sai, sono un uomo vecchio ormai e ho visto lo schifo del mondo. Ho visto un essere umano in difficoltà e lo ho aiutato. Nei molti anni di lavoro come mercenario ho guadagnato così tanti falchi d'oro che potrei comprare questa città e il legno per scaldarla per due vite di giganti, sicuramente aiutare un fuggiasco non mi manderà sul lastrico lo sguardo dell'uomo si fa più malinconico e determinato, è evidente che qualcosa lo tormenta Se davvero ti vuoi sdebitare con noi, aiuta questo mondo a cambiare. Ci sono razze potenti, che potrebbero affiancarti. Oppure rimani qui a Drorver, ti daremo alloggio e un lavoro fino a quando non avrai la tua indipendenza il suo sguardo torna dolce Perdonami, sto vaneggiando, non dar peso alle parole di un vecchio. Per quanto riguarda il resto della città... beh, solo una persona si è mossa: Minos. Ho visto cacciatori di taglie fuggire al solo pronunciare del suo nome. La sua ira non conosce limiti e le fiammate viola che emana dalla bocca possono incenerire un gigante a varie decine di metri, non credo esista qualcuno di altrettanto potente mentre parla sembra quasi estasiato dalla presenza di Minos alla città Però fatti un favore, non andare a disturbarlo, almeno fino alla fine della settimana, odia essere svegliato smette di parlare per alcuni secondi Sai, hai lo stesso fisico che avevo io quando combattevo, o meglio, lo avrai quando avrai mangiato abbastanza. A proposito, spero ti piaccia il maiale arrosto. Ora seguimi, ho qualcosa che potrebbe farti comodo i suoi occhi si illuminano di gioia, sembra ringiovanito di venti anni all'improvviso

 

Spoiler

Il sistema dell'economia dei territori è basato sui falchi: di rame, di bronzo, d'oro, di platino e duril. Sono in scala 100, ovvero: 1 duril = 100platino, 1 platino= 100 oro, 1 oro= 100 argento e via discorrendo. La valuta standard, quella più comune, sono i falchi di bronzo. Per capirci, una pinta di birra, in media, vale 5 falchi di bronzo (1 falco di bronzo = 1 euro circa)

 

Fra le razze esistenti nei Territori Fantasma, gli umani sono quelli più effimeri, con una vita media di circa 70 anni. I giganti arrivano con facilità a vivere 500 anni. I vampiri non muoiono di vecchiaia, mentre non si sa quanti anni possano vivere le Stirpi Draconiche.

 

Perdona il ritardo nella risposta, ma sto avendo un periodo infernale e non ho avuto tempo. 

 

 

 

Edited by Lucifero
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Daisun

Dopo aver bevuto avidamente, ascolto con attenzione le parole di Andrè. Sembra tutto così tranquillo, così calmo, così amichevole, la tentazione di fidarsi è sempre più forte, ma i trascorsi della mia vita non mi permettono di dare fiducia a nessuno, se non a me stesso. Eppure adesso non ho altre strade da percorrere, se non quella di fidarsi di questi sconosciuti, a cui devo la vita,. Sempre stando all'erta. 

Mi metto a sedere con una smorfia di dolore. Capisco di essere ancora debole, ma non posso permettermi di oziare. Se voglio riprendermi davvero devo muovermi, devo fare, altrimenti sarà sempre peggio. Spero che quindici anni di prigione, trattato come una bestia, preso ogni giorno a scudisciate, mi abbiano fornito la tempra per recuperare in fretta la salute e la forma fisica.

Ho un solo modo per giocarmela con questi, ed è probabilmente la più grande scommessa della mia vita, perché è proprio quello ciò che vado a mettere in gioco. Se parlerò loro della mia storia, della sete di vendetta che ho per ciò che mi è stato fatto, potrebbero prendermi in simpatia. Come potrebbero essere spie e buttarmi di nuovo in prigione, ma penso che non riuscirei a fuggire, stavolta. O la va o la spacca. Non voglio rimanere a Drorver a vita, no di certo. Ciò che io voglio è solamente avere vendetta per mia madre, poi fuggire da qui, fuggire da questa maledetta Landa per non tornarvi mai più, ma non prima di aver regolato i conti.

"Signor Andrè, anche se lei è benestante, ciò non mi esime dal ringraziarla per avermi salvato la vita. Penso che stiamo combattendo la stessa battaglia per migliorare questo posto, anche se la mia è stata una piccola parte, misera, quindici anni fa. Nutro ancora rancore per l'omicidio di mia madre, e non sono scappato di prigione per non averne giustizia. Chissà, magari un giorno riuscirò davvero ad averla, non solo per me, ma per tutti i cittadini di questa terra, oppressi da un regime tirannico e despotico. Tutto questo avrà una fine un giorno, ne sono certo. So di non essere un gran guerriero, ma possa io morire se un giorno smetterò di odiare chi ha distrutto tante vite. E lascerò riposare Minos, ma quando si sveglierà di sua volontà andrò a ringraziare anche lui, e a scusarmi per... beh, averlo svegliato. Non era mia intenzione. Devo la vita a lui come a lei e a sua figlia. Spero che l'avermi curato non vi comporti problemi all'interno della comunità."

Spero di non cacciarmi in un guaio più grosso di me. Ma così conciato non posso fare molto. Devo tenermeli buoni questi, magari potrebbero davvero darmi una mano. Ma devo ricordarmi che non mi posso fidare. Mai. Di nessuno. Questo mondo è spietato, non è fatto per la fiducia.

Al sentir parlare di maiale arrosto, mi si illuminano gli occhi. Non mangio qualcosa che si possa definire cibo da quindici anni, probabilmente ancora un po' e avrei tirato un morso anche alla terra pur di sopravvivere.

"Per quanto riguarda il maiale arrosto... mi vergogno a dirlo, ma credo di non averne mai mangiato uno. A meno che tra gli avanzi che tiravano a mia madre non ci fossero resti di quello. Sono sicuro che mi piacerà, in ogni caso. Non so come ringraziarla, davvero. Non mi sarei mai immaginato tutto questo."

Finito di parlare, seguo Andrè appoggiandomi all'arco. Vorrei fargli molte domande, ho notato certe espressioni, come a dire, strane, quando mi parlava, ma non è questo il momento. Devo prima capire con chi ho a che fare. Poi, se ci sarà tempo, chiederò.

Spoiler

Seguo Andrè.

 

Non preoccuparti per il ritardo, davvero. Apprezzo che tu abbia a cuore questa sessione, ma non prenderla come un incubo... la vita privata viene prima di tutto, ci mancherebbe

 

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Davvero non hai mai mangiato il maiale arrosto? Nemmeno prima della prigione? la sua faccia è a dir poco stupita Beh, vedrai che lo andrai  Milena è una cuoca eccellente, per mia fortuna, ma è tutto merito della sua defunta madre.

 

Comincia a camminare, ti lancia un cappotto e si infila in cucina Vestiti, fa un freddo cane... Milena, tesoro, accompagno Daisun in quel posto, saremo di ritorno fra, al massimo, 45 minuti, tienici il cibo in caldo ok? Dalla cucina non arriva nessuna risposta, ma André ne esce allegro, si veste a sua volta Ragazzo mio, dobbiamo camminare un pochino, meglio se usi questa dice, mentre ti lancia una stampella. Mette a tracolla arco e faretra, una spada al fianco e sembra impaziente. Il sorriso non è mai sparito dal suo viso gioviale.

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Daisun

Le parole di Andrè mi irritano un po'. Odio apparire come un pezzente agli occhi della gente, non è stata colpa mia la vita che ho vissuto. O almeno non lo sono stati i primi dieci anni. Decido quindi di non proseguire sull'argomento per non compromettere la mia posizione. Afferro al volo il cappotto lanciato da lui, e lo indosso subito.

Non ho mai avuto un vestito così... e non pensavo ne avrei mai avuto uno. 

Vortici di pensieri si affollano nella mia testa, e afferro al volo anche la stampella. Mi irrita parecchio l'essere in questa condizione. Ho sempre avuto la forza di stare sule mie gambe da solo, di sopravvivere in una lotta per la vita che vedeva tutti combattersi senza regole né amicizie. Ma adesso una stampella fa anche piacere. Potrei aver bisogno di essere in forze in caso fosse tutta una trappola, e magari mi darebbe anche un minimo vantaggio come effetto sorpresa.

Metto a tracolla anche il mio arco e le poche frecce che mi sono rimaste, e nella cinta infilo il pugnale arrugginito. Poca roba, ma meglio di niente.

Guardo Andrè e decido di iniziare a parlare, per capire qualcosa in più sul villaggio e su di lui. 

"Quindi, in questo villaggio si radunano tutti coloro che hanno conti aperti con i vertici della Landa? Com'è che Cullnett non ha ancora mandato l'esercito per raderlo al suolo? Non che vi sottovaluti, ma a me è sempre parso un personaggio parecchio vendicativo e che odia avere rogne tra i piedi."

Ho come l'impressione che dovrò rimanere qua più a lungo del previsto, quindi mi conviene imparare da subito le regole del gioco e come usarle a mio vantaggio.

Spoiler

Per avere più informazioni su Andrè guardo il suo abbigliamento ed equipaggiamento. L'arco è di buona fattura o grezzo? Ha qualche segno che mostri l'apparenza a qualche gruppo conosciuto, o a milizie al soldo di Cullnett?

 

Edited by hooman
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Qui? Qui ci sono tutti i peggiori rifiuti della società. Assassini, ladri, stupratori, rapitori, killer seriali, piromani psicopatici, avvelenatori di pozzi. Pensa a un crimine, qui ci sono almeno dieci persone che lo hanno commesso. Ma riconosciamo tutti che abbiamo bisogno gli uni degli altri esce dalla porta e si incammina. Immediatamente inizi a battere i denti, fa un freddo porco Se Cullett ancora non ci ha presi è proprio perchè siamo chi siamo. Affronteresti delle bestie fameliche? E se queste stesse bestie potessero rintracciarti ovunque nel regno? Con la capacità di svanire nel nulla ed uccidere una città intera in una notte? Questa è la ragione per cui nessuno ci disturba. Noi siamo il terrore del continente e ne viviamo con tranquillità la sua voce, la calma con cui parla unita alla sua convinzione, ti fanno gelare il sangue. Sei in una città di criminali ricercati e tu sei uno di loro... Una parola sbagliata, uno sguardo storto, un nulla e la notte successiva potrebbe essere l'ultima per te...

L'arco a tracolla, ben curato e di fattura pregiata, non è nulla di speciale, ma sicuramente è robusto e potente. Le frecce hanno impennaggi diversi e lui non indossa gioielli o oggetti strani, salvo un anello all'anulare sinistro, semplice e poco decorato. Sembra un normale vecchietto, un ex cacciatore ritiratosi che ora vive della sua ricchezza pregressa. Poi ti guardi attorno, ricordi dove diavolo ti trovi, forse non è solo un vecchietto...

Edited by Lucifero
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Daisun

Bene, regola numero uno: in ogni caso non ci si puó fidare. Questi sono molto peggio di te, Daisun. Adesso devi usare la testa e il buon senso. E un pizzico di sfacciataggine. Se vuoi averli dalla tua parte, devi sembrare coms loro. E soprattutto non devi sbagliare la benchè minima cosa. Adesso inizia la vera sfida. Da solo contro tutti. 

Il pensiero di mamma, di com'è stata uccisa, mi sfiora, e, per un momento, una lacrima compare sugli occhi. Vedo Andrè che mi guarda. 

Maledetto freddo, ho gli occhi che mi bruciano. Certo che in questo posto infernale non è difficile essere criminali... basta ribellarsi al regime oppressivo, e si é subito etichettati come criminali. Ma forse questo stesso regime si é colpito da solo, creando una comunità di persone, pronte a tutto, che lo odia. E che probabilmente darebbe la vita per abbatterlo. 

Magari fare il finto idealista può aiutarmi a capire chi potrebbe essere con me nel caso io volessi andare a Scorchrock per vendicarmi, e chi invece é meglio lasciare a Drorver. E poi un pensiero mi balena in testa.

E Minos, cos'ha combinato per essere qua? Non che voglia impicciarmi in affari altrui, ma vorrei sapere un po' piú su di lui per quando andró a... ringraziarlo. Beh, una volta che si sia svegliato, ovviamente.

 

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