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regolamento vs ambientazione


nolavocals

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5 minuti fa, nolavocals ha scritto:

Con l'avvento del sistema d20, molte case di produzione hanno fatto uscire varie ambientazioni basate sullo stesso sistema di gioco.

Ora, con la 5ed ed altre valide alternative, sta continuando questa idea.

Per voi, quanto influisce la scelta del gioco in base all'ambientazione?

 

da parte mia , bisogna vedere il globale del prodotto .

mai ispirato dai GDR di Mondo Di Tenebra dall ' ambientazione ,

Cthulhu pare invitante e le versioni D20 3° e 5 ° le trovo le più digeribili .

Ravnica mi attira solo perchè D&D 5° edizione , in altri ambiti l ' avrei schivata come la peste .

invece Journey To Ragnarok la trovo interessante indipendentemente dal sistema .

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1 ora fa, nolavocals ha scritto:

Per voi, quanto influisce la scelta del gioco in base all'ambientazione?

Sarà lo spirito del natale, ma proprio non riesco a capire cosa intendi: la scelta del gioco influisce su cosa? cos'è che si decide in base all'ambientazione? Ci sono due cause e nessun effetto.

Cioè, la domanda è: "Sceglieremmo il gioco X sapendo di voler giocare l'ambientazione Y" o l'esatto opposto?

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20 minuti fa, The Stroy ha scritto:

Sarà lo spirito del natale, ma proprio non riesco a capire cosa intendi: la scelta del gioco influisce su cosa? cos'è che si decide in base all'ambientazione? Ci sono due cause e nessun effetto.

Cioè, la domanda è: "Sceglieremmo il gioco X sapendo di voler giocare l'ambientazione Y" o l'esatto opposto?

 

Maxwell Monster, ha capito.

Quando scegli un gioco da giocare, quanto influisce l'ambientazione sulla tua scelta?

Oppure, ti è capitato dopo questa scelta di restare deluso dal gioco, nonostante l'ambientazione ti piacesse.

Es. il signore degli anelli ci sono più gdr con sistema di gioco diversi, secondo te, qual'è il migliore?

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Condivido la perplessità di @The Stroy.
Potresti chiarire esattamente cosa vuoi dal topic? 


Per buonsenso ti spiego perché la domanda risulta strana.
Hai fatto una premessa sul d20 (immagino tu stia parlando della pletora di OGL usciti fra il 2003 e il 2008),  all'epoca si sceglieva un gdr per l'ambientazione, anche perché poi c'era l'abitudine di ignorare le regole, del resto le regole di alcuni degli ogl differivano molto poco da quelle originali, erano molto pochi gli ogl che potevano vantare una revisione di alcune parti delle regole (principalmente quelli della green ronin).
All'epoca c'era anche il mito dell'unico gdr per domarli tutti; così come il fatto che un buon master può risolvere i problemi di un gioco (al posto di lamentarsi con chi ha pubblicato un gioco rotto); fortunatamente oggi vedo sempre meno questa tendenza.
Insomma la tua domanda poteva avere un senso un decennio fa, oggi diventa difficile seguire il tuo ragionamento: infatti ti si chiede di chairire.
In questo momento c'è veramente una scelta mostruosa di titoli con regolamenti diversissimi e "ambientazioni differenti", sono cambiati i modi di consumare il gdr sono sempre meno legati alla presenza fisica in un posto, a lunghe sessioni e a campagne infinite, sempre con gli stessi identici amici del vicinato, che si è riusciti a convincenre con sforzo e sempre più fluidi. Basta essere curiosi del proprio hobby.

Alla luce di questo contesto: potresti riformulare la domanda? 
 

Edited by fenna
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Es. io, anni fa giocai al signore degli anelli con un master che rese il gioco bellissimo, perchè talmente "dentro l'ambientazione" da rendere le regole meno importanti.

Oppure, leggevo del gdr the witcher, gioco che vorrei provare ma ho letto che abbia un sistema pesante, per questo mi ha fermato un pò.

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8 minuti fa, nolavocals ha scritto:

Quando scegli un gioco da giocare, quanto influisce l'ambientazione sulla tua scelta?

Non sceglierei mai un gioco solo perché mi piace l'ambientazione proposta, ma solo in base a quanto mi piacciono le regole. Tuttavia, l'ambientazione che voglio giocare influenza le regole che scelgo per giocarla.

Per dire, non giocherei mai a Sine Requie (il GdR più brutto che abbia mai letto) solo perché ci sono i nazi zombie e le motoseghe. D'altra parte, però, non usarei nemmeno 13th Age (uno dei miei giochi preferiti) con quell'ambientazione, perché non ci sarebbe alcuna coerenza fra regole e narrazione.

9 minuti fa, nolavocals ha scritto:

Es. io, anni fa giocai al signore degli anelli con un master che rese il gioco bellissimo, perchè talmente "dentro l'ambientazione" da rendere le regole meno importanti.

Se dovevate ignorare le regole, stavate giocando al gioco sbagliato.

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Vediamo se ho capito il senso del topic.

La mia risposta ovviamente vale per me e per la mia esperienza di hobbysta.
Ti rispondo in merito al processo completo che riguarda cosa mi fa comprare un GDR.
Il primo parametro di scelta è quanto il regolamento è innovativo (o conosciuti che mi piacciono, comunque devono contenere elementi di innovazione).
Il secondo parametro è l'ho provato e mi è piaciuto.
Il terzo parametro è lo posso giocare almeno una volta con qualcuno?
Il quarto, più che l'ambientazione, guardo l'esperienza che il gioco si propone di condividere coi giocatori, facciamo qualche esempio: viaggi nella terra di mezzo; investigazioni nel mondo lovercraftiano; una coppia in crisi; spie lasciate nel freddo a Berlino durante la guerra fredda; il giudizio e quato questo possa corrompere; rivivere l'esperienza del Dracula di Stoker. 

Cosa mi rende deluso?
Anzitutto il regolamento, che è l'esperienza di gioco che posso sceglere (appunto), di seguito cosa mi domando come "soddisfazione clienti" 😄
- il regolamento è rotto? è poco comprensibile? 
- data l'esperienza che il gioco si propone, le regole aderiscono a quella proposta?
- L'esperienza che ne ho tratto dopo due o tre partite, giocando con persone differenti, è soddisfacente?


 

Edited by fenna
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24 minuti fa, nolavocals ha scritto:

purtroppo al tempo, the story,  non sapevo ignorasse le regole. Per ben due volte, bravi master comunque, hanno reso il gioco bello anche se non "reale"

Certo, non volevo mettere in dubbio che sia stata un'esperienza piacevole. Quello che volevo dire è che un buon gioco aiuta a produrre la narrativa che si cerca, invece di essere un ostacolo da ignorare.

Per fare un esempio, 13th Age è un ottimo gioco anche perché per ottenere una narrativa fantasy eroica non devo fare altro che seguire le regole e l'atmosfera che voglio (e che il gioco promette) si crea da sola. SotDL invece non è un gran gioco perché se seguo le regole ottengo spesso un risultato che con l'horror (in teoria una parte cruciale del gioco) non c'entra nulla.

Un altro punto importante è che un buon gioco riduce (eliminarla credo sia impossibile) la necessità di avere un buon master. I master scarsi, per dire, tendenzialmente fanno meno danni con 5e, un sistema dove buildare non serve e le regole per gli scontri funzionano, di quanti non ne facessero in 3e o PF, dove sono passivamente incoraggiati a sconfiggere e limitare i giocatori (e i giocatori a battere loro).

Edited by The Stroy
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13 minuti fa, The Stroy ha scritto:

Un altro punto importante è che un buon gioco riduce (eliminarla credo sia impossibile) la necessità di avere un buon master. I master scarsi, per dire, tendenzialmente fanno meno danni con 5e, un sistema dove buildare non serve e le regole per gli scontri funzionano, di quanti non ne facessero in 3e o PF, dove sono passivamente incoraggiati a sconfiggere e limitare i giocatori (e i giocatori a battere loro).

su questo ci sarebbe da parlarne ore. questa tipologia master vs pg è vergognosa e contro a quello che è il gdr.  Ma build e vs sono tipologie nate "grazie" al sistema d20. 😔

P.s. builder e powerplayer li considero differenti, avendo giocatori che pur non puntando al massimo se non hanno regole per costruire il pg danno di matto 😅

13age provata e piaciuta (forse perchè avrebbe potuto essere la 4ed) anche se non impazzisco per le icone. 

Edited by nolavocals
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3 ore fa, nolavocals ha scritto:

Es. io, anni fa giocai al signore degli anelli con un master che rese il gioco bellissimo, perchè talmente "dentro l'ambientazione" da rendere le regole meno importanti.

 

questo mette in campo il fattore umano , ed è indiretto dal gioco stesso .

io ad esempio la 1° cosa che guardo nei GDR è il Bestiario (o il suo relativo) .

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La qualità del regolamento è essenziale. L' ambientazione decisamente secondaria dato che, in genere, preferisco creare dei micro setting molto caratterizzati o comunque provo ambientazioni custom. La possibilità del regolamento di supportare più ambientazioni all'interno di uno stesso genere è anzi un fattore che contribuisce ad una valutazione positiva del gioco. Per cui GURPS, Hero system, SW, Open D6. Come regolamenti non amo i narrativi. (es. FATE, PbtA)

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Non userò mai un regolamento che non mi piace solo perché il gioco ha una buona ambientazione.

Questo a prescindere dal fatto che le regole possono rendere impossibili le atmosfere proposte dall'ambientazione, come i classici tentativi di giocare nella Terra di Mezzo o a Westeros con le regole di D&D.

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