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The Misty Mountains Cold


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Il villaggio di Zanbur. Non esisteva avventuriero che non più di cinquantanni fa non fosse a conoscenza di uno dei punti minerari più prosperi delle Marche d’Argento. Diamanti, rubini e zaffiri venivano estratti dalle profondità di ciò che i nani chiamavano con rispetto e venerazione Felak-gundu Nargùn  (tradotto nella lingua corrente: lo scrigno delle (montagne) Nargùn) come spighe di frumento dal terreno fertile.

I venti del Nord spinsero nel villaggio molti avventerieri, elfi, mezz’orchi e halfing. Tutti si recavano a Zanbur nella speranza di trarne profitto commerciando. Molti soli tramontarono sull'instancabile e fiero popolo zahar (termine naninico per “scavatori”) e le lune piene ne cullarono i sogni ed i timori per un avvenire, a quanto dissero alcune profezie locali, fosco e sventurato.

Tutto iniziò quando, una notte del sedicesimo giorno d’autunno, anno 1025, una inspiegabile inondazione del fiume sotterraneo nelle Nargùn, chiamato Illiath, allagò le cave. Seppur intimoriti nel vedere concretizzarsi ciò che da tempo si vociferava, i Zahar lavorarono sodo per salvare le miniere e, di conseguenza, le proprie case. Non servì a nulla chiedere aiuto agli stregoni più sapienti né usare i più sofisticati costrutti: oggi le miniere rimangono completamente sommerse e l’accesso impraticabile

Sebbene molti se ne siano andati, cercando ospitalità a Sud per un nuovo inizio, alcuni rimangono nella speranza che le antiche e leggendarie miniere possano un giorno donare nuovamente pietre preziose oltre ogni dire a Faerun e gloria a Zanbur. Ed è nella speranza, forse cieca e sciocca, che i nani invocano l’arrivo di un certo Eärendil: un nobile elfo proveniente dalla Foresta della Luna (The Moonwood) che sarebbe interessato ad acquistarne i giacimenti.

Che farà Boisin, il borgomastro? Come mai uno straniero, per giunta elfico, è interessato a delle miniere in disuso? E  soprattutto, chi o cosa ha causato l’inondazione? Queste domande ronzano nella vostra testa come mosche mentre, seduti all'Oca Argentata, bevete l’ennesimo sorso di birra.

@Tutti

Spoiler

Zanbur, un villaggio all'apparenza ambiguo, nel senso che non rispecchia minimamente la ricchezza estratta dalle miniere, ha perso metà della sua popolazione che anni addietro contava quasi 8.000 abitanti. Tutto è costruito in pietra bianca, circondato da una piccola cinta di mura. Più come un villaggio, viene considerato come un avamposto di minatori ed ospita loro e corrispettive famiglie più gli avventurieri. Per ciò non vi sono particolari edifici degni di nota o interesse se non la biblioteca e qualche edificio religioso

L’arrivo dell’elfo è previsto per domani. Mentre vi trovate nella taverna, fuori è una fresca sera d’autunno. La taverna (Oca Argentata) è di modeste dimensioni, con pavimento in lego e mura in pietra sulle quali sono appesi una decina di trovi di  caccia (esclusvamente selvaggina). Il fuoco scoppietta nel camino e l’oste, un vecchio e tozzo nano di nome Archur, pulisce i boccali dietro al bancone mentre il garzone, Eustac, serve un tavolo di quattro halfing vicino a voi. Oltre a loro, altri quattro nani e due al bancone. Il taverniere può essere soddisfatto di chiudere la serata con la taverna quasi piena.

Le miniere si trovano a trenta minuti di cammino da voi, verso le montagne.

@Tutti Richieste

Spoiler

Vi chiedo di postare gentilmente una descrizione del vostro personaggio con annessa biografia come spoiler nel primo post.

 

Edited by Sir. Soccio
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Milvun Torno alla taverna ben oltre il calare della sera, fischiettando un motivetto allegro, appreso qualche anno fa nei miei viaggi. Saluto con un cenno del capo quanti incontro per strada, ed

Shanoa

Era da molto tempo che non vedevo il villaggio così in fermento. Qui in genere è sempre tutto così tranquillo... Secondo voi cosa vuole quest'elfo? Domando gentilmente ai miei compagni seduti al tavolo, mentre con regolarità butto un occhio fuori dalla finestra per controllare la presenza di Darius. 

Descrizione e personalità:

Spoiler

Shanoa è una donna che mostra sotto i suoi capelli corvini uno sguardo gelido, poco incline a sorridere. Ciò che la caratterizza di più però sono i numerosi tatuaggi sulle spalle scoperte e sulla schiena nascosta solo dai lunghissimi capelli. Questi sono di colore rosso chiaro raffiguranti dei cerchi concentrici. È piuttosta alta, circa un 1.74m. La si vede spesso viaggiare a galoppo, quasi abbracciata, sopra di un enorme cane (simile pastore tedesco) dal pelo nero pece che chiama col nome di Darius. 

La poca espressività di Shanoa è dovuta alla mancanza di fiducia verso il prossimo. Non essendo molto abile nell'aprirsi con delle persone, ha preferito avvicinarsi all'ambiente della foresta e degli animali, trattando come sua pari, in particolare col suo compagno di viaggio con il quale parla come se stesse interagendo con un amico fidato. Quando però Shanoa è stata costretta a doversi allontanare dal suo luogo di origine per dirigersi verso le fredde montagne del nord, tutto ciò che le è rimasta di caro è al momento il suo fedele compagno di viaggio. Prova una forte avversione alla non-morte, tanto da vedere cambiare il suo atteggiamento, generalmente pacato, in rabbia. In genere però, seppur con freddezza e distacco, ha un animo buono ed altruista e cerca di aiutare chi si trova in difficoltà. 

Background:

Spoiler

"Il mio nome è Shanoa, e sto scrivendo questa per chiunque la trovi, per chiunque abbia il desiderio di conoscere la mia storia. Scrivo questa lettera con grande dispiacere, poiché una serie di eventi mi ha condotta a fuggire dalla mia casa, dalla mia famiglia... E più importante dalla mia amata. Vivevo in una terra più a sud di queste montagne, lontana, calda, ricca di foreste e paesaggi mareggianti, ma non intendo specificarne il nome, in modo che chiunque legga questa lettera non venga la malsana idea di cercare questo posto, non ora che è ridotto in questo stato. 
Ma cominciando dal principio, la mia vita era... bhe non era una vita di una normale. Io, assieme a molte altre ragazze, quelle che venivano ritenute le più belle del posto,  venivamo cresciute per comportarci come delle nobili, quindi il nostro atteggiamento e comportamento doveva essere curato, delicato, altolocato. Venivamo cresciute in questa maniera poiché tutte noi ragazze, o almeno due o tre all'anno, venissero cedute ad un Conte, proprietario di un immenso castello, col quale controllava i suoi feidi. Allora io ero rassegnata a questo mio destino, finché non conobbi una ragazza, solare, divertente... Si chiamava Alice... Quanto mi manca... (la carta in questo punto è bagnata in piccoli punti) Andavamo spesso assieme nelle foresta, era il nostro rifugio, anche in genere facevamo di tutto per evitare gli insegnamenti del villaggio. Nella foresta conobbi poi il mio più grande amico, Darius, un cane nero dalla stazza enorme, ma dolce come non mai. Fu nelle giornate passate nella foresta che scoprii di avere una certa affinità con la foresta, con la natura. Eh, in modo sciocco me ne accorsi quando riuscì a parlare con Darius. Alice disse che quel dono proveniva da Elhonna stessa, la dea delle terre boschive, ed io ci credetti. Divenni credente... 
Le giornate si susseguirono nella gioa, nella spensieratezza, almeno finché una sera io ed Alice non venimmo trascinare dentro ad una carrozza. Ci dissero che era giunto il giorno per il Duca del riscatto. Quel giorno era piena di rabbia, collera, alimentata dal capriccio di una infanzia in pace, serena... Ci portarono davanti al castello, e fu lì che conobbi il Conte Alucard. Bello e alto, di una fierezza e compostezza in volto inimitabile, ma pallido e freddo come un morto... Mi ricordo ancora quei suoi occhi rossi che mi fissavano, mi penetravano nel profondo annichilendo completamente la mia volontà. Quando ci incontrammo si vedeva sin dall'inizio che aveva una particolare predilizione per me. Ormai stavo per diventare succube del suo fascino magnetico, finché Alice non mi portò di nuovo alla luce. Poco prima di entrare nel castello mi afferrò la mano ed iniziammo a correre, rubammo il carretto al cocchiere e fuggimmo. Non sapevamo a quale sciagura noi ed il villaggio saremmo andati incontro... La notte si fece oscura, la luna era praticamente assente, galoppavamo solo grazie al bagliore del villaggio in lontananza, pensando fossero le luci della case delle taverne... Il villaggio era preda delle fiamme, orde di ammassi scheletrici e cadaveri ambulanti avevano massacrayo chiunque al villaggio... Non solo al centro di esso si vedeva quell'uomo, con la bocca sporca di sangue e cadaveri di fanciulle ai suoi piedi. Noi tentammo la fuga, ma in attimo lui era già sopra alla nostra carrozza. Afferrò Alice e... la uccise davanti i miei occhi con quelle sue fauci... Poi si avvicinò a me dicendomi: 'non avere paura non ti farò del male'. Di nuovo quei suoi occhi rossi, mi privavano di me stessa, mentre lui allungava le mani su di me. Allora, poco prima che potesse... fare altro... Darius si lanciò contro il vampiro, tenendo tra le fauci un piccolo amuleto di legno di Elhonna, ed io... Non so come un vuoto... Ricordo di essermi svegliata cavalcando Darius all'alba, al collo avevo questo ciondolo di legno ed io non avevo nessun segno di morso... Da allora non ho fatto altro che fuggire... Sono passati ormai 4 anni ed ora ho trovato rifugio tra queste montagne, in un villaggio povero, però piena di gente cordiale. Ci sono tante persone basse e con una voce buffa da queste parti, la maggior parte di loro mi tratta bene... 
Io avevo solo bisogno di scrivere dopo tutto questo tempo, senza mai fermarmi in un posto, senza mai voltarmi indietro, senza mai parlare con nessuno al di fuori del mio Darius.
Ti prego, chiunque tu sia, tu che stai leggendo questa lettera... Non mi cercare, e se mai dovessi vedermi, incrociare il mio sguardo e riconoscermi attraverso queste lettere, non venirmi a parlare. Ho scritto questa lettera perché volevo che qualcuno sapesse e si ricordasse. Non ho nessun diritto di farlo, anzi... Dovrei solo sparire... Però scrivere questa lettera mi da conforto e sollievo. Mi basta solo sapere che esiste, che ci sia qualcosa a questo mondo che dica: io c'ero..."
 

Scheda pg:

Spoiler

Allego la scheda del mio pg qui per comodità personale, così so dove ritrovare il link velocemente. 

https://www.myth-weavers.com/sheet.html#id=1613665

 

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Milvun

Torno alla taverna ben oltre il calare della sera, fischiettando un motivetto allegro, appreso qualche anno fa nei miei viaggi. Saluto con un cenno del capo quanti incontro per strada, ed alla fine entro nella taverna deciso a mettere quanto più cibo e birra in pancia. Ordino e mi siedo accanto al muro, tirando fuori la pipa ed iniziando a fumare

Descrizione 

Spoiler

Milvur è un nano alto per la sua razza, tanto da essere spesso scambiato per un umano molto basso. Porta un lungo vestito scuro sotto un mantello dello stesso colore, con una miriade di borse appese alla cintura ed un grosso zaino sulle spalle quando viaggia, dove tiene il grosso delle sue cose. Sul capo ha un logoro cappello a punta, da cui spuntano i capelli neri come la barba incolta. Viaggia appoggiato ad un bastone nodoso

Biografia 

Spoiler

La vita di Milvur non è molto interessante, nativo del sud, della Grande Crepa, entrò giovanissimo nella classe sacerdotale, prendendo i voti e decidendo di viaggiare per il mondo. Non riusciva a contemplare l’idea di trascorrere secoli chiuso nella sua casa di pietra, con l’unica aspettativa di vedere la roccia sgretolarsi. Da quando è partito, Milvur ha fatto una lunga lista di lavori e mestieri vari, ha percorso tutto il sud del Faerun, ha risalito la zona del golfo di Vilhon e tutta la costa della Spada, fino ad arrivare nelle Marche d’Argento. Non ha grandi eventi da raccontare, tranne millemila aneddoti sparsi per taverne, città, villaggi, fienili e luoghi vari

 

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Yaorvan Adymar

Descrizione

Spoiler

Yaorvan è un elfo del sole, ed è ben difficile dire il contrario di lui.
Ha la pelle chiara leggermente ambrata, i capelli color del grano maturo e gli occhi simili a topazi. Egli è agile e flessuoso come tutti gli elfi; ha un volto franco e amichevole dal facile sorriso.
Veste spesso abiti di una certa ricercatezza, anche se pratici, e cerca di apparire sempre al meglio delle proprie capacità. 

Due sono le caratteristiche dominanti di Yaorvan: la sua curiosità per qualunque cosa si trovi sotto il cielo, e la sua irrequietezza.
I suoi interessi sono molteplici e ciò lo spinge a cercare sempre qualcosa di nuovo da scoprire, nuove esperienze da provare.
Fondamentalmente è un elfo dal cuore gentile, e più spesso che no si ritrova a fare ciò che è giusto piuttosto che ciò che gli converrebbe...ma ha anche una certa avidità di fondo, più per oggetti interessanti che per materiale di valore pecuniario, e un atteggiamento che a volte lo fa bollare come canaglia. 

Di certo è un intrigante, che preferisce l'uso dell'astuzia alla forza bruta.

Background

Spoiler

Quella degli Adymar è sempre stata una famiglia eclettica e divisa. Così come i suoi fratelli prima di lui, Yaorvan ha ricevuto un'istruzione completa ma non ortodossa ed è stato mandato nel mondo senza un soldo in tasca.

Lontano dada Silverymoon, la sua patria, egli ha vagato per anni studiando e facendo decine di lavori diversi...fino a giungere a Zanbur. Qui ha sentito nell'aria odore di soldi, avventure e stranezze. L'allagamento delle miniere in particolare ha attirato la sua attenzione.

Sto al tavolo seduto un po' scomposto, sorseggiando un mezzo boccale e valutando la scarsa clientela. Anche io attendo con trepidazione l'arrivo di questo altro elfo. Chissà che cambiamenti interessanti riuscirà a mettere in movimento!

"Mia cara amica, direi che lo sapremo presto. Da conto mio è già notevole che qualcun'altro si interessi a Zanbur. Ma è la conferma che il mio fiuto per le situazioni intriganti è ancora ottimo" 

 

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Signus

Ehy Yaorvan, sicuro che questo elfo non sei proprio tu?

Poggio rumorosamente una grossa brocca di birra al tavolo, sfoggiando il solito sorriso provocatorio che mi contraddistingue.

Prima di salvare lo Felak-gundu Nargùn, potresti offrirci questo giro!

Il modo in cui ho citato il nome dello scrigno esprime tutta la sfiducia che provo per il futuro delle miniere, anche se in questo caso sto solo cercando di suscitare qualche risata tra i compagni di bevuta.

Descrizione

Spoiler

Un giovane esponente della razza nanica delle Marche d'Argento i cui occhi ispirati, brillano della scintilla di chi è stanco dello strapotere delle compagnie minerarie che hanno sempre esercitato nelle sue terre natali.
Alcuni dei suoi tatuaggi suggeriscono aver frequentato tanto la vita di strada, quanto quella del lavoro sottopagato e dopotutto è proprio per questo che raramente si separa dalla balestra, meticolosamente modificata per essere trasportata senza grande impedimento.

IMMAGINE

Background

Spoiler

Anche se naturalmente portato per fare il venditore, i micidiali turni da 12 ore in miniera lo hanno reso un burbero scontroso. Comportamento che si è indurito quando per cercare di racimolare soldi facili, ha provato la via del contrabbandiere. Un espediente (dice lui) per pagarsi gli "studi" e abbandonare il buco in cui vive. Non è quindi un caso se spesso tira in ballo l'accademia di magia di Silverymoon, rendendosi vagamente strano agli occhi di un qualsiasi altro minatore. Per adesso ha appreso i primi precetti di artigiano magico, unica maniera per lui di approcciarsi alla trama in un decadente villaggio di nani. 
Non ha mai fatto del male a nessuno, ma Signus è quel tipo di nano che in taverna si diverte a provocare e sfottere, senza alzare le mani per primo.

 

Edited by Hobbes
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Yaorvan Adymar

"Ah, magari avessi la somma necessaria per comprare le miniere e organizzare una spedizione esplorativa! Chi può dire cosa si celi in quelle gallerie allagate? Vecchi giacimenti ancora ricchi dei frutti preziosi della terra, e il mistero stesso dietro l'ingrossamento del fiume. Purtroppo sono spiantato come voi, al momento" sospiro teatralmente "A mala pena posso sorseggiare questo boccale...e temo per il mio futuro! Quando hai un'aspettativa di vita di qualche secolo avere le tasche vuote è proprio una brutta prospettiva" 

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Sarkoris

Non disperare Yaorvan. Dico mentre sgranocchio il mio pasto frugale, bacche e radici che ho preso io stesso dalle montagne intorno al villaggio. Le ricchezze appesantiscono l' anima, oltre che la scarsella. Sono molto più felice da quando ho abbandonato il superfluo e ho imparato a vivere dei frutti della madre terra. Nonostante questo spero  che l' interesse di quell' elfo sia sincero. Per quanto sia difficile rimettere in funzione le miniere, sarebbe un sogno che si avvera per questa gente. 

descrizione

Spoiler

Se da lontano Sarkoris sembra un semplice umano dagli occhi azzurri e dai vestiti bizzarri, basta avvicinarsi un poco per notarne le molte stranezze. I suoi occhi non sono semplicemente azzurri, tutta la sclera emana una luminescenza cerulea, che crea un forte contrasto con la sua pelle dalla tinta violacea e i suoi disordinati capelli nero corvino . Indossa vestiti semplici, fatti di pelli di animali, ma il suo mantello è tutto fuorché semplice. Sembra fatto da una miriade di piume dorate che scendono dalle spalle, in un mantello simile ad ali angeliche. Ogni tanto una coda squamosa spunta da sotto le piume, anche se Sarkoris tende a tenerla nascosta.Una cintura fatta di scaglie viola sembra galleggiargli a pochi centimetri dalla vita, a coprire quella che a una prima occhiata sembra un' altra cintura, decisamente più spessa  dall' aria molto più solida. Ogni tanto questa "cintura" sembra muoversi, rivelando file di ventose. In realtà sono i suoi tentacoli, che si rivelano armi terribili in combattimento. La cosa che più lo fa spiccare pero' sono le sue mani e i suoi piedi. Tre artigli affilatissimi, uno centrale più grande e due laterali più piccoli spuntano dalle estemità di tutti gli arti. A volte sembrano emanare una strana luminescenza azzurra. I piedi sono ricoperti di scaglie, come le zampe di un rettile, scaglie che proseguono su per la gamba, poco oltre il ginocchio. Il fisico è robusto e muscoloso, tipico  di chi passa molto tempo fuori.

background

Spoiler

Non è facile essere diversi. Questo Sarkoris lo sa bene, visto che è il risultato di una bizzarra congiunzione di eventi. Già appena nato era impossibile non notare i suoi intensi occhi azzurri, e soprattutto la sua coda ricoperta di squame. Sarkoris era figlio di un "reclutatore" Thayan, il cui compito era quello di catturare mostri e bestie da far combattere nelle arene per il divertimento dei signori del Thay. Gogor,questo il nome di suo padre, era disgustato dall' idea che i sangue del suo sangue avesse qualcosa in comune con le bestie che catturava per vivere, e sua moglie Alina non era da meno. Figlia di un nobile minore, sperava di poter usare il suo prestigio e quello del marito per far scalare la scala sociale al figlio, ma la sua ovvia deformità, che si rivelo' stranamente resistente alla magia, rendeva i suoi piani impossibili. Come risultato l' arrivo di Sarkoris venne visto più come uno strano scherzo del destino dai suoi genitori. Sarebbe stato probabilmente abbandonato nei boschi alla nascita, se la sua strana conformazione, unita forse alle primordiali energie dell' incarnum,non avesse irreparabilmente danneggiato l' utero di sua madre, impedendole di avere altri figli. Così Sarkoris fu cresciuto per necessità, destinato a diventare futuro erede del padre, più un apprendista che un figlio. L' energia e la rapida crescita tipica degli Azurin gli furono utili nella sua infanzia, ma soffriva molto l' isolamento a cui era costretto dai suoi genitori, che non volevano che la notizia della sua deformità si diffondesse. Nonostante cio' Sarkoris tiro' avanti, sostenuto dalle rare volte in cui Gogor riusciva a catturare un essere intelligente . Tra le responsabilità di Sarkoris vi era infatti la cura dei prigionieri, e  Sarkoris ne approfittava per parlare con esseri che non lo avrebbero giudicato per il suo aspetto, almeno finché non arrivava il loro turno di essere spediti nelle arene, e solo i prigionieri più mostruosi e violenti  rifiutavano quel conforto e quel contatto "umano" che Sarkoris si prodigava a dare, nella speranza di riceverlo. 

Fu proprio uno di questi prigionieri a cambiare per sempre la vita di Sarkoris. Un giorno, dopo un viaggio particolarmente lungo,Gogor torno' a casa con la preda più rara e preziosa che avesse mai catturato. Un unicorno, dal mantello bianco e dal corno dorato, era legato al suo carro, pronto a essere ingabbiato e venduto all' arena. Sarkoris era sbalordito.Aveva sentito parlare di simili bestie magiche, ma mai ne aveva vista una dal vivo. All' inizio, l' unicorno era assolutamente intrattabile. Sarkoris rischio' più volte di rimanere infilzato dal so corno mentre gli dava da mangiare. Tuttavia, vista la rarità della preda, le contrattazioni di suo padre con le varie arene del Thay tiravano per e lunghe, e, col tempo, il suo rapporto con l' unicorno miglioro'. Aliseus, questo era il suo nome, inizio' a fidarsi di lui,e gli racconto' della sua piccola comunità nella foresta, in cui fate e folletti vivevano sotto la sua guida. Gli parlo' della dea che venerava, Lurue, la regina degli Unicorni, dei suoi dogmi-non-dogmi di gioia e libertà per ogni essere, a prescindere dalla sua forma. E mano a mano che parlava, nel cuore del giovane cresceva sempre più i desiderio di abbandonare quella casa che non era mai stata una casa per lui, quella famiglia che era famiglia solo per sangue e non per amore. 

Poi, un giorno, tutto sembro' sull' orlo della rovina. Suo padre aveva concluso le contrattazioni, vendendo l' unicorno ai maghi rossi del Thay, affinchè potesse diventare uno dei letali unicorni neri. Sarkoris pianse calde lacrime per colui che era ormai diventato il suo miglior amico,  e decise di agire. Quella notte stessa, prese le chiavi della gabbia di Aliseus e lo libero'. Sapeva che suo padre lo avrebbe ripudiato, forse ucciso per quello che aveva fatto. Ma non riusciva a stare a guardare. Il suo sangue Azurin urlava per un' azione estrema. Dopo che riuscì a uscire dalla gabbia pero', fu Aliseus a sorprenderlo. Gli propose di venire con lui, nella sua radura, dove avrebbe trovato "qualcuno che avrebbe potuto spiegargli il segreto dei suoi occhi". Sarkoris non se lo fece ripetere due volte. 

Fu un lungo viaggio, ma alla fine riuscirono ad arrivare sani e salvi nel bosco di Aliseus.  Lì Sarkoris incontro' il suo entourage di folletti, e in particolare lo colpì Athalia, una tozza fata azzurra, con grossi tentacoli spinosi sulla schiena e una maschera fluttuante vicino al volto. Non appena lo vide esclamo' "Un altro meldshaper? Di che anime è fatta la tua coda, azurin?": Sarkoris era confuso,e ci mise un po' a spiegare alla donna che non aveva idea di cosa stesse parlando. Non sapeva neanche cosa fosse un azurin! E la sua coda l' aveva dalla nascita. 

Questo fu il primo incontro con quella che sarebbe diventata col tempo la sua mentore. Appurato che Sarkoris non aveva mai neanche sentito parlare di incarnum, Athalia decise di fargli sviluppare il suo talento naturale con l'essentia, "così almeno potrà essere utile".Athalia era una mentore rude e diretta, ma anche una totemist esperta. Grazie al suo insegnamento, Sarkoris imparo' a entrare nel flusso delle anime, e a plasmarle sul suo corpo. Athalia era severa, ma mai abusiva, e presto per Sarkoris i suoi rari sorrisi di approvazione divennero motivo di vita. La loro amicizia crebbe sempre di più, con Athalia, che divenne presto una vera e propria figura materna per il giovane azurin.

Per la prima volta nella sua vita, Sarkoris si sentì davvero a casa. Ma il suo retaggio aberrante si andava sviluppando di pari passo delle sue abilità con l' incarnum. Il contatto con le bestie, che veniva così facile alla sua mentore, diventava sempre più difficile a Sarkoris, finchè un giorno, dopo una intera nottata di dolori lancinanti, l' azurin si ritovo' con due tentacoli che gli spuntavano dai fianchi.Fu li che comprese che non poteva più attendere oltre. Athalia gli aveva permesso di comprendere solo metà del suo retaggio. Ora stava a lui trovare l'altra metà.
Fu così che, con la benedizione di Athalia e Aliseus, Sarkoris si mise in cammino. Il suo pellegrinaggio lo ha portato a Zambur, un villaggio della Marche d' Argento. A quanto pare gira voce che le miniere di Zambur, prima che si allagassero, fossero connesse a tunnel abitate da strane creature tentacolari. Sarkoris è arrivat al villaggio per saperne di più.

 

Edited by Theraimbownerd
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Signus

Per la barba infestata di Padre Forgia... finalmente prendo posto, proprio accanto a Shanoa, senza smettere di sorridere. Yaorvan, sei un poeta guerriero. Volevo solo scroccarti la birra ma tu filosofeggi peggio di un Lord di Waterdeep. Tsk!
Ora è chiaro quanto io sia una persona cinica e poco cordiale. Di compagnia sicuramente, ma fintanto che ci sia da bere e sia stato in grado di portare a buon fine qualche "lavoretto". Questo non è uno di quei giorni e, a quanto pare, rimane da bere solo la brocca che ho appena messo sul tavolo.

Fosse pure Asmodeus in persona a reclamare quelle miniere a me andrebbe bene. Purché le viscere della montagna tornino asciutte e a regalare pietre preziose e oro... Tu che dici vecchio Milvun? Perché non ci fai una bella divinazione e guardi nel futuro?

Prendo un po in giro quello che, tra tutti, è forse l'individuo per cui nutro il più profondo rispetto. La sua età è già indice di grande saggezza e la strada che ha intrapreso come mago non benedetto dal tuono (in un mondo tradizionalista come quello dei figli di Moradin) è sinonimo di altrettanto coraggio. Per ora però, ci ho solo e sempre scherzato affettuosamente obbligandolo a offrirmi un pizzico del suo tabacco.

Edited by Hobbes
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Milvun

concentrato solo e soltanto sul camino acceso e sul tabacco che mi riempie la gola, ho ascoltato distratto la conversazione, più per il tono alto che tengono che per reale interesse. tiro un'ultima boccata prima di togliermi la pipa dalla bocca e rispondere quando interpellato Eviterei Asmodeus, se non ti dispiace dico mettendo bene in mostra il simbolo di Dumathoin, che Signus dovrebbe conoscere bene quanto al vendere le miniere, per me ci vorrebbe più qualcuno disposto a scendere laggiù e rimetterle in sesto, che qualcuno pronto a venderle al primo offerente  

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Yaorvan

"Ma, caro Sarkoris, le ricchezze possono servire a compiere grandi imprese. Per esempio, prosciugare una miniera allagata. Fidati, anche io non apprezzo particolarmente l'oro, se non per due sue qualità: il suo bel colore e la sua utilità. Ma ahimè sono spiantato quasi come quando ho lasciato la mia avita terra: posso solo sperare che questo giro di Dama Fortuna in favore di Zanbur si traduca in un cambio di rotta per tutti noi" ammicco al sacerdote quando mostra il simbolo del suo patrono "Non è compito leggero quello che proponi, Milvun: ci vuol più che buona volontà ed una spugna per asciugare quelle miniere. Ma chiunque voglia spendere dei soldi per comprarle avrà anche qualcosa in mente per sistemarle: non è un mistero che Zanbur sia ammollo negli ultimi tempi"

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Il garzone si avvicina al camino per ravvivare il fuoco mentre il brusio continua nella taverna. Gli halfling propongono un brindisi e tracannano la loro birra. 

La porta della taverna s'apre improvvisamente sbattendo e sulla soglia compaiono due personaggi che ben conoscete: il merzzorco Hattar e il suo tirapiedi umano Almind. Nessuno sa con esattezza quale professione svolgano, ovvero come tirino a campare, ma solo che frequentemente abbandonano Zanbur per poi ricomparirvi qualche giorno dopo. Le voci s'abbassano quasi a rasentare il silenzio mentre Hattar si sfila il suo logoro mantello viola scuro per darlo ad Almind posto alle sue spalle. Fa lo stesso con la sua ascia bipenne mentre il fedele aiutante appoggia i suoi effetti personali di fianco all'uscio. Nessuno oserà toccarli.

Cammina a passo sicuro e pesante tanto da far scricchiolare il pavimento in legno verso il bancone e, lanciando un sguardo compiaciuto verso di voi, dice Guarda, guarda, il mostro e la fatina... riferendosi a Yaorvan e Sarkoris. Un terribile puzzo di fiero di raggiunge, emanato dai resti dell'armatura in cuoio che indossa.  Almind, sotto i suoi unti capelli corvini, sogghigna cercando di mantenere il passo senza inciampare nel suo lungo vestito nero. Archus, esclama Hattar in tono sprezzante, dammi della birra prima del viaggio. sedendosi entrambi al bancone (dandovi le spalle).

Gli halfing ed i nani ai tavoli incominciano nuovamente a discutere alzando leggermente la voce mentre i due al bancone cercano di non dare nell'occhio. La porta s'apre nuovamente ed ecco Baltus, il nano consigliere del borgomastro Boisin, fare il suo ingresso. Non degnando alcuno di un cenno, accarezza la sua folta bianca barba  mentre s'avvia lentamente al bancone in rapido passo, sedendosi a due posti da Hattar e tenendo con se' il proprio mantello blu sotto il quale s'intravedono i suoi soliti indumenti in pelle d'animale. 

Edited by Sir. Soccio
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Yaorvan

"Oh, Hattar, amor mio! Quanto ci sei mancato!" ammicco al mezzorco, ben sapendo quanto può irritarlo il mio atteggiamento amichevole "Dove vai di bello?" chiedo mentre mi volto sulla sedia per guardare meglio il manigoldo.

DM

Spoiler

Caso mai fossi attaccato, spenderei un punto Inspiration per Cunning Defense e raggiungere CA24 XD Non si sa mai con uno così manesco!
Idem se volessero lanciarmi incantesimi, cosa poco probabile invero, aggiungerei +4 al TS con la spesa di un punto. 

Te lo anticipo perché effettivamente il factotum ha un bel po' di possibili azioni-reazioni e verrebbe scomodo per te editare ogni volta!

 

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Shanoa

Che atteggiamento ruffiano! Stando poi a braccia conserte e fissando Hattar con lieve rabbia dico... Soprattutto nei confronti di Sarkosis, la tua offesa è grave! Se fossi realmente un uomo di rispetto chiederesti scusa immediatamente ad entrambi. 

 

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Sarkoris

Al commento sul "mostro" non riesco a evitare di stringere ancora di più tentacoli attorno alla vita e nascondere la coda sotto al mantello. Quella parola mi è stata rivolta troppe volte dai miei genitori per lasciarmi indifferente. Nonostante questo, mi viene in mente uno dei primi insegnamenti di Aliseus, una delle massime di Lurue che mi è sempre sembrata particolarmente adatta alla mia situazione. Non è dall' aspetto che si vedono i mostri, ma dalle azioni. Cosa si potrebbe pensare delle tue Hattar? Dico senza neanche guardarlo.

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Milvur

Si è partiti da buona volontà ed un piccone per creare qualsiasi rocca. non vedo perché stavolta non dovrebbe bastare solo la buona volontà. rispondo sempre col solito tono tranquillo, continuando a fumare anche quando arrivano il mezzorco e il suo galoppino 

E poi, questo "acquirente" vorrà sapere cosa c'è nelle miniere allagate, e magari anche perché si sono allagate aggiungo quando entra Baltus

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Signus

Faccio un sorrisetto quando il mezz'orco accenna a perdere le staffe. L'atteggiamento fumantino dei meticci dei pelle verde mi ha sempre divertito, anche se in questo preciso caso stiamo correndo un bel rischio. Decido di infischiarmene delle conseguenze e con plateale sfrontatezza giocherello con la tavoletta di bronzo che porto sempre al collo, invitando lui e il suo compare a non compiere passi falsi. Se un minimo conoscono queste miniere dimenticate dagli dei e chi le abitano, sapranno benissimo il potenziale dello schema magico che sto accarezzando.

Yaorvan, sono convinto che il buon Hattar abbia qualcosa di più importante da fare. Non è vero Hattar?
Anche se con gli occhi guardo il brutto grugno dell'orchetto, accenno alla presenza del consigliere Baltus. Se veramente questa testa calda ha voglia di fare a botte, meglio che lo faccia in privato. Di certo non starò a guardare senza far niente.

Edited by Hobbes
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Uhm. Hattar si limita a rispondere con uno sbuffo e gira nuovamente la sua sedia verso il bancone. Una voce spezza il silenzio, quella di Baltus (consigliere del borgomastro). Suvvia, alziamo i calici e brindiamo. Il prossimo lo offro io, come regalo d'addio. Le voci s'alzano insieme alla birra e gli altri avventori, troppo su di giri per badare alle parole del nano, riprendono a bere. Hattar e compare compresi.

 

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